Luglio 11th, 2020 Riccardo Fucile
“VEDO UN GRANDE SBRACAMENTO, GLI ITALIANI SI DIANO UNA REGOLATA”
“Siamo di fronte a un evento epocale che durerà anni. La proroga” dello stato d’emergenza per il
coronavirus ”è assolutamente indispensabile perchè siamo ancora in una fase di crescita mondiale della pandemia e in questa situazione nessuno può dirsi al sicuro. Serve continuare ad avere quella capacità di reazione rapida che lo stato di emergenza ha garantito fino ad oggi”.
E’ quanto sostiene Walter Ricciardi, docente di sanità pubblica alla Cattolica e consulente del ministro Speranza, sulla Stampa.
“Se per diverse regioni il profilo è peggiorato è perchè i vari indicatori risentono momentaneamente dell’accensione di più focolai contemporaneamente – osserva – se si resta al livello attuale reggiamo, se i focolai veri e propri da 10 diventano 100 la situazione rischia di sfuggire al controllo”
“Caldo e alto tasso di umidità ne ostacolano la diffusione, ma da soli non bastano a contrastarlo, come dimostra l’esplosione dei contagi in Paesi caldi – dice – Vedo un grande sbracamento generale anche da noi però. Gli italiani si diano una regolata perchè continuando così perderemo l’occasione di ridurre drasticamente i contagi. Molte regioni che nelle previsioni dovevano uscire ora dall’epidemia ci saranno ancora dentro in autunno. Quando il virus potrebbe diffondersi più facilmente”.
Agli italiani che stanno per andare in vacanza, Ricciardi consiglia “di rispettare le regole igieniche e di distanziamento prima di tutto. Ma anche di scegliere i mezzi di trasporto più sicuri. Le ferrovie italiane per esempio hanno fatto un ottimo lavoro per mettere in sicurezza i loro viaggiatori. Non altrettanto si può dire delle compagnie aeree. In volo c’è troppa promiscuità . Quindi vacanze in Italia, viaggiando in treno o in auto”.
(da agenzie)
argomento: denuncia | Commenta »
Luglio 11th, 2020 Riccardo Fucile
IL DIRETTORE DELLA RIABILITAZIONE DEL SAN RAFFAELE: “L’80% DEI PAZIENTI MANIFESTA DISTURBI COGNITIVI”
Sandro Iannaccone, che dirige il dipartimento di riabilitazione al San Raffaele di Milano, spiega oggi ad Elena Dusi di Repubblica come il Coronavirus danneggia cervello e memoria: «L’80% dei pazienti ha disturbi cognitivi. Il 40% è depresso».
I problemi più diffusi sono calo della memoria e difficoltà di orientamento nello spazio e nel tempo.
«Non sappiamo se siano disturbi permanenti. In molti abbiamo notato miglioramenti un mese dopo la guarigione».
Il San Raffaele distribuisce ai suoi ex malati una app per la riabilitazione respiratoria e cognitiva. Alcune ricerche hanno osservato che il coronavirus aggredisce direttamente le cellule del sistema nervoso, ma Iannaccone è convinto che l’effetto sia indiretto. «I disturbi cognitivi dipendono dalla scarsa ossigenazione cui il cervello è sottoposto per lunghi periodi»
Anche l’infiammazione dei vasi sanguigni può riflettersi sui nervi e causare dolore o mancanza di sensibilità a mani e dita. Il problema tocca un paziente su 5.
Come nei sintomi, anche negli strascichi del coronavirus ogni paziente ha la sua storia. «Le ripercussioni sul cuore possono riguardare i vasi sanguigni o il ritmo. Una complicazione non rara è la trombosi, che nei casi più gravi porta all’amputazione. Al San Raffaele abbiamo avuto 5 casi. Meno frequenti i disturbi a lungo termine di fegato e reni».
Per molti ex malati la stanchezza cronica è una delle conseguenze più frequenti. Il senso di spossatezza può durare mesi, a dispetto delle indicazioni dell’Oms secondo cui il Covid passa in circa due settimane. Può essere l’effetto della reazione violentissima del sistema immunitario, la cosiddetta tempesta di citochine.
Oppure, aggiunge Iannaccone, dipendere in parte dal calo brusco di peso. «È un sintomo di cui si parla poco, ma molti pazienti perdono fino a 20 chili in pochi giorni per effetto della malattia».
In questo periodo di ricoveri ridotti, la riabilitazione è uno dei problemi cui i medici si dedicano di più. Per capire le ferite a lungo termine dell’epidemia, il governo britannico ha lanciato un programma di ricerca da 9,5 milioni di euro.
(da “NextQuotidiano”)
argomento: denuncia | Commenta »
Luglio 11th, 2020 Riccardo Fucile
LA COMPARSA DI FOCOLAI FA ALZARE IL LIVELLO DI GUARDIA
Ieri la protezione civile ha reso noti i dati del monitoraggio settimanale, riferito al periodo 29
giugno-5 luglio, dell’emergenza Coronavirus SARS-COV-2 e COVID-19. Emilia, Lazio, Piemonte, Veneto e Toscana hanno un Rt superiore a 1 (ma se si valuta la situazione su una sola settimana si aggiungono anche Marche e Lombardia).
A livello nazionale, la media è più bassa di 1 anche se nell’intervallo di confidenza maggiore, che serve a calcolare il dato finale, lo supera.
Ma più che l’Rt, che può variare con incrementi assoluti ridotti in questa fase, preoccupano altre cose. Spiega Repubblica:
«Sebbene le misure di lockdown in Italia abbiano permesso un controllo efficace dell’infezione – scrivono gli esperti – persiste una trasmissione diffusa del virus che, quando si verificano condizioni favorevoli, provoca focolai anche di dimensioni rilevanti». A dimostrare che l’epidemia non è conclusa ci sono «piccole catene di trasmissione di cui rimane non nota l’origine. Si conferma perciò una situazione epidemiologica estremamente fluida».
Gianni Rezza, responsabile della prevenzione del ministero, aggiunge: «In diverse regioni l’indice Rt ha superato quota 1. Ciò è dovuto in diversi casi al verificarsi di focolai di rilevanza più o meno grande che in parte sono dovuti all’importazione di infezioni dall’estero. Questo induce naturalmente a rafforzare le misure di distanziamento sociale».
Il Monitoraggio indica che “le stime Rt tendono a fluttuare in alcune regioni e province autonome in relazione alla comparsa di focolai di trasmissione che vengono successivamente contenuti”.” Si osservano, pertanto, negli ultimi 14 giorni stime superiori ad 1 in cinque Regioni dove si sono verificati recenti focolai”. E ancora: “Persiste l’assenza di segnali di sovraccarico dei servizi assistenziali”.
Nel report viene spiegato anche che “Non sorprende osservare un numero ridotto di casi che richiedono ospedalizzazione in quanto, per le caratteristiche della malattia COVID-19, solo una piccola proporzione del totale delle persone che contraggono il virus SARS-CoV-2 sviluppano quadri clinici più gravi. Questo risultato, atteso in base alla strategia adottata nella fase di transizione, permette di gestire la presenza del virus sul territorio, in condizioni di riapertura, senza sovraccaricare i servizi assistenziali”.
(da agenzie)
argomento: emergenza | Commenta »