Dicembre 20th, 2020 Riccardo Fucile
ITALIA E PAESI BASSI SOSPENDONO I VOLI DA E PER LA GRAN BRETAGNA …. IL MINISTRO DELLA SALUTE BRITANNICO: “IL NUOVO CEPPO E’ FUORI CONTROLLO”
Ha superato quota 76 milioni il numero dei contagi da Covid-19 registrati ufficialmente in
tutto il mondo dall’inizio della pandemia, secondo i dati dell’università americana Johns Hopkins. I decessi totali sono stati oltre 1,68 milioni.
Il paese più colpito in termini assoluti dal nuovo coronavirus restano gli Stati Uniti, con 17,6 milioni di casi e 315 mila morti. Seguono l’India e il Brasile. Ed è allarme, anche da parte dell’Oms, per la mutazione del virus in Gran Bretagna
La variante più aggressiva del Covid-19 che si sta diffondendo rapidamente nel Sud-Est dell’Inghilterra, è stata rilevata anche in Danimarca, Olanda e Australia.
Lo ha dichiarato in un’intervista alla Bbc, Maria Van Kerkhove, esperta dell’Organizzazione mondiale della Sanità , spiegando che ora sequenziare il genoma di questa variante aiuterà gli scienziati a capire il virus e come si diffonde.
L’esperta ha spiegato che “più si diffonde il virus e più possibilità ha di mutare” e ha sottolineato che a quanto si è ricostruito, la nuova variante è partita dal Sud-Est dell’Inghilterra o da Londra
Regno Unito, ministro della Salute: “Il nuovo virus è fuori controllo”
Il ministro della Salute britannico Matt Hancock ha detto che il nuovo ceppo del nuovo coronavirus era “fuori controllo” per giustificare il ricontenimento di Londra e parti dell’Inghilterra, che secondo lui potrebbe durare fino a ”la distribuzione di un vaccino.
“L’unico modo per arginare il nuovo ceppo è limitare i contatti sociali”, ha detto Matt Hancock a Sky News. “Sarà molto difficile farlo fino a quando non verrà distribuito un vaccino”, ha aggiunto.
Il governo del conservatore Boris Johnson ha annunciato sabato sera un nuovo lockdown duro a Londra, nel sud-est dell’Inghilterra e in parte dell’est, costringendo oltre 16 milioni di persone a rimanere a casa e rinunciare alla riunione di Natale.
Le attività non essenziali sono state chiuse e tutti i viaggi al di fuori di queste aree di forte allerta, sia che si rechino altrove nel Regno Unito o all’estero, sono vietati. “Questa è la sfida che dovremo affrontare nei prossimi due mesi”, ha avvertito Matt Hancock.
Il Regno Unito ha informato l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) della diffusione più rapida del nuovo ceppo, “fino al 70%” secondo il primo ministro Boris Johnson. Precedenti mutazioni di SARS-CoV-2 sono già state osservate e segnalate in tutto il mondo.
Il consigliere scientifico del governo, Patrick Vallance, aveva indicato sabato che questa nuova variante, oltre a diffondersi rapidamente, stava diventando anche la forma “dominante”, avendo portato “a un fortissimo aumento” dei ricoveri a dicembre. Sarebbe apparsa a metà settembre a Londra o nel Kent (sud-est).
Oms in “stretto contatto” con le autorità del Regno Unito
Preoccupazione anche da parte dell’Organizzazione mondiale della Sanità sulla possibile mutazione del virus. L’Oms ha fatto sapere di essere in “stretto contatto” con le autorità del Regno Unito dopo la scoperta di una nuova variante che avrebbe una trasmissibilità molto maggiore, addirittura del 70% in più ieri dal primo ministro Boris Johnson in conferenza stampa. In un tweet l’agenzia Onu scrive di star condividendo le informazioni scientifiche con Londra e di essere impegnata a fornire tutti gli aggiornamenti agli altri stati membri e con la pubblica opinione, “man mano che apprendiamo delle caratteristiche di questa variante (del virus) e delle sue implicazioni”.
Variante Covid: Italia, Olanda e Belgio sospendono voli da e per il Regno Unito. Berlino e Parigi stanno valutando un blocco comune di treni e aerei
Il governo olandese ha sospeso tutti i voli passeggeri dal Regno Unito fino al 1 gennaio, dopo la scoperta nei Paesi Bassi di un caso di contaminazione con una nuova variante britannica del coronavirus. Il ministero della Salute olandese “raccomanda che qualsiasi introduzione di questa variante del virus sia limitata il più possibile, limitando e controllando il movimento di passeggeri in arrivo dal Regno Unito”.
Il Belgio si è unito ai Paesi Bassi nel vietare i voli dal Regno Unito, interrompendo anche le connessioni ferroviarie con il Paese nel tentativo di arginare la diffusione della nuova variante del Covid-19 individuata nell’Inghilterra sud orientale.
A quanto apprende l’Adnkronos da autorevoli fonti, anche il ministero degli Affari Esteri guidato da Luigi Di Maio ha comunicato alla Gran Bretagna l’interruzione dei voli a causa delle nuova variante più aggressiva del Covid-19. Parigi e Berlino stanno cercando di coordinarsi. Un blocco di treni e aerei sembra altamente probabile.
Regno Unito, fuga da Londra per evitare le nuove restrizioni: “Atto irresponsabile”
A causa delle nuove restrizioni per la variante più aggressiva del Covid, sabato sera c’è stato un fuggi fuggi generale da Londra, e affollamento nelle strade per lo shopping dell’ultima ora, prima dell’entrata in vigore del lockdown imposto dal governo per le feste di Natale nel tentativo di frenare l’avanzata della nuova variante del coronavirus scoperta nel Sud-Est del Regno Unito. Treni e strade sono stati presi d’assalto, ieri sera, in uscita dalla capitale per evitare le nuove restrizioni annunciate nel pomeriggio dal premier Boris Johnson. Alle 19 di Londra (le 20 in Italia) erano già esauriti i posti liberi sui treni in partenza da diverse stazioni compresa Paddington, King Cross e Euston, riporta Sky News. ll Daily Mail titola l’esodo “Fuga da Londra” ma il Ministro della Salute Hancock esorta i suoi connazionali ad affrontare il confinamento con un altro spirito: “Non è stato cancellato il Natale, è solo diverso quest’anno”. L’esodo da Londra di migliaia di persone è stato “assolutamente irresponsabile”, ha detto Hancock, affermando che “le autorità sanitarie erano state assolutamente chiare sul fatto che la gente avrebbe dovuto disfare le valigie”.
(da agenzie)
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Dicembre 20th, 2020 Riccardo Fucile
LA COLPA E’ DI CHI GESTISCE I VIAGGI
Quello che era stato descritto come “l’esodo dal Nord” per le vacanze di Natale, appare in realtà un’ordinata fila ai treni dell’alta velocità .
Nessun assembramento in stazione, nè folle urlanti sui binari, insomma. E non è certo colpa dei passeggeri se i treni in questione sono molto più pieni di quello che dovrebbero essere.
Uno dei primi treni della mattinata diretto a Salerno di Italo appare fin dalle prime ore più affollato di quello che dovrebbe essere.
A Fanpage.it sono arrivate immagini del treno delle 8:40 diretto a Salerno: un tour di sole tre carrozze, eppure i posti sul treno sono evidentemente occupati per la quasi totalità .
Treni quasi pieni in barba al DPCM, le immagini da alcuni vagoni
“Il controllore ci ha detto che è tutto normale — racconta una donna presente sul treno delle 8:40 — e che il DPCM in vigore è completamente rispettato, ma agli occhi risalta una situazione ben diversa. Si fa presto a dare la colpa a chi decide di tornare dalle famiglie quando il vero pericolo lo crea una gestione dei viaggi come questa”.
Non si tratta però di una situazione comune solo al primo treno della mattina diretto al Sud. Sempre dalle immagini che ci arrivano da altre corse ora in atto, la situazione non è molto diversa.
A occhio, qualcosa sembra non funzionare nella gestione: controlli a bordo scarsi, viaggiatori senza mascherina fino all’arrivo del controllore e posti da due occupati totalmente. Altri, invece, sempre da due, mantengono il sedile di distanza.
Altri video ci arrivano da un treno Milano Centrale — Napoli. La situazione, fin dai primi minuti di viaggio, non è molto dissimile da quella del treno precedentemente descritto. E infatti era possibile comprare i biglietti per suddetti treni fino alla serata di ieri. Se non fosse per le mascherine, insomma, la pandemia sembrerebbe non esistere in questi corridoi.
La situazione del treno delle 8:40 migliora soltanto a Roma Termini, quando buona parte dei viaggiatori dal Nord ha raggiunto la destinazione. Nonostante questo, continuano ad esserci posti da due interamente occupati in barba al distanziamento previsto. I clienti ovviamente non avevano idea della situazione dei vagoni che sembra non corrispondere a quanto concesso dalle misure governative anti-Covid.
(da Fanpage)
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Dicembre 20th, 2020 Riccardo Fucile
“LA STRETTA DI NATALE NECESSARIA, LA CURVA DEI CONTAGI SALIRA’ PER LE FESTE”
Agostino Miozzo, coordinatore del Comitato tecnico scientifico invita alla cautela dopo la
stretta decisa dal governo per Natale: “Non è eccessiva. Assolutamente no, la curva dei contagi sta peggiorando e si corre il pericolo di tornare indietro”.
“Se si allargano troppo le maglie dei permessi, a gennaio si mette a rischio tutto: la riapertura delle scuole, delle attività produttive e anche l’avvio della campagna vaccinale”.
L’andamento del contagio è stato imprevedibile, “c’è stato un peggioramento improvviso e inaspettato nel giro di una settimana”, da qui la considerazione amara: “Con questi numeri si sarebbe dovuto chiudere tutto per tre settimane”, ma “se avessimo bloccato tutto, sarebbe scoppiata la rivoluzione”, avverte Miozzo.
I movimenti in vista delle festività “erano già in corso, non c’era altra possibilità se non quella di ricordare a tutti di usare prudenza, prudenza, prudenza”.
In questi giorni “si controllano aerei e treni, ma è difficile sapere quanta gente di sposterà in auto. Di sicuro in queste settimane la curva dei contagi aumenterà “, prevede il coordinatore del Cts.
(da agenzie)
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Dicembre 20th, 2020 Riccardo Fucile
“SE NON CI FOSSERO STATE TANTE EVIDENZE DEL RISCHIO NON CI SAREBBE STATA LA NECESSITA’ DI QUESTE RESTRIZIONI”
“Se la situazione non fosse stata molto seria certo non avremmo mantenuto una linea così rigorosa. I dati non mentono”. Così Silvio Brusaferro, presidente dell’Istituto superiore di sanità e componente del Comitato tecnico scientifico, sul Corriere della sera.
“Se non ci fossero state tante evidenze che indicano chiaramente un rischio di ripresa dell’epidemia – osserva – non ci sarebbe stata la necessità di insistere con queste restrizioni in un periodo tradizionalmente caro a tutti come il Natale”.
Per esempio “l’indice puntuale di trasmissione dei contagi, l’Rt, è cresciuto in una settimana da 0,77 a 0,87. Un segnale di rialzo indiscutibile, che non possiamo permetterci di sottovalutare
Poi ci sono i tassi di occupazione degli ospedali, superiori alla soglia anche se di poco: 33% delle terapie intensive, dove il valore di riferimento è 30%. E i contagi anche negli ultimi giorni si sono mantenuti tra 15 e 20mila”.
Con il sistema delle zone colorate “l’indice di trasmissione si era abbassato in modo significativo ma ultimamente la decrescita ha rallentato e, per la prima volta in un mese e mezzo, l’Rt è lievemente risalito.
Per ammorbidire le misure e riuscire a contenere l’epidemia, attuando la strategia del tracciamento dei casi, bisognerebbe scendere sotto i 5-6mila al giorno. Sarebbe il risultato ottimale, auspicato».
Le scuole “restano al primo posto – osserva – in questi mesi sono rimaste aperte in larga misura. I monitoraggi stanno evidenziando che al loro interno, quando sono bene organizzate, i rischi non sono superiori agli altri contesti. Scuola vuole dire però anche i momenti precedenti e successivi all’ingresso negli edifici e all’uscita. Sono stati creati tavoli di lavoro con prefetti e autorità locali per attuare la differenziazione degli orari dei mezzi di trasporto”.
(da agenzie)
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Dicembre 20th, 2020 Riccardo Fucile
“IL CASHBACK? BENEDIZIONE PER AMMASSARSI, RISCHIAMO NUOVAMENTE UN PICCO”
“Ho seguito la conferenza stampa di Conte. Decisioni giuste ma se le avesse prese prima
sarebbe stato meglio”: questo ha affermato l’infettivologo Massimo Galli in un’intervista al quotidiano ‘La Stampa’.
Per il professore, la stretta “era necessaria. Gli interventi finalmente sono arrivati e questo va apprezzato. Nelle scorse settimane ho sottolineato più volte la contraddizione tra l’urgenza di rallentare i contagi per evitare la terza ondata e una più che discreta attenzione a facilitare il liberi tutti”.
“Quando incentivi lo shopping nei negozi con il cashback è come se dessi la benedizione ai cittadini che vanno in centro, facilmente confondibile con la possibilità di ammassarsi. Un cattivo segnale – ha evidenziato Galli – che mi ha ricordato il bonus vacanze estivo”.
In merito ai colori Galli ha detto che “le variazioni cromatiche non mi hanno mai esaltato, ma tutto quello che rallenta i contagi va bene”.
“Bisogna riconoscere che la strategia multicolore ha prodotto degli effetti – ha aggiunto Galli – anche se la contrattazione al ribasso tra partiti e regioni ha portato risultati insufficienti, se non faremmo il Natale in rosso. Resta poi il problema di mantenere i risultati nel tempo e dunque di potenziare l’organizzazione territoriale, i tamponi e i mezzi di trasporto”.
Riguardo ai vaccini Galli ha evidenziato che “salvo problemi di programmazione, di rifornimento e di partecipazione della popolazione la campagna vaccinale durerà tutto il 2021.
“Mi auguro che già a metà si vedranno i primi risultati e la circolazione del virus venga abbattuta. Va ricordato che non sappiamo esattamente quale sia l’immunità di gregge, tra il 60 e 70 per cento, e quanto durino gli anticorpi”. La variante inglese? “tutta da studiare ma non mi aspetto grandi cambiamenti”.
(da “Huffingtonpost”)
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Dicembre 20th, 2020 Riccardo Fucile
MAGARI LA PROSSIMA VOLTA EVITATE DI ENTRARE NELLE ACQUE CHE LA LIBIA, GRAZIE A SALVINI, HA AUTODEFINITE COME “TERRITORIALI” PUR ESSENDO “INTERNAZIONALI”
Un urlo di gioia saluta i due pescherecci che entrano al porto. Suonano anche le sirene di tutte le barche agli ormeggi. Alle 10 del mattino, è una gran festa. Sotto la pioggia.
Piange mamma Rosetta, diventata il simbolo delle donne coraggio di questi 108 giorni di prigionia. “Piero, figlio mio”.
Piange la giovane Fayrouz, che saltella per guardare oltre la piccola folla dei parenti stipati sotto un tendone: “Dov’è papà ? Dove Ilyesse?”. Anche suo fratello è sul Medinea. “Non li vedo ancora”.
Marika, invece, tiene in alto la figlioletta di un anno. “Papà è arrivato. Papà è arrivato” continua a ripeterle. E la piccola, che ha un anno, saluta felice. Mentre i pescherecci Antartide e Medinea avanzano, scortati dalle motovedette della Guardia Costiera e della Finanza.
“È la fine di un incubo”, papà Pietro Giacalone si copre il volto con le mani. “Non mi sembra vero che sia arrivato questo giorno, ho temuto il peggio”.
Il ritorno a casa per i 18 pescatori è passato da 108 giorni di prigionia in Libia, 108 giorni di “continue umiliazioni, due nostri compagni sono stati anche picchiati”, hanno raccontato i pescatori via radio dopo la liberazione, avvenuta giovedì.
C’è voluto un viaggio in Libia del presidente del consiglio Giuseppe Conte e del ministro degli Esteri Luigi Di Maio per sbloccare la situazione con il generale Haftar.
È una gran festa al porto di Mazara. “Tutta la città avrebbe voluto essere qui – dice il sindaco Salvatore Quinci – naturalmente abbiamo dovuto contenere gli ingressi, per il rispetto delle norme anti Covid. Ma è comunque festa per tutti”.
E proprio per osservare tutti i protocolli sanitari bisogna ancora attendere per lo sbarco dei 18 pescatori e per gli abbracci. Ci sono da fare le visite mediche a bordo. E, poi, una volta a terra, i tamponi all’interno di una tenda. Ma, adesso, Medinea e Antartide si avvicinano sempre più
Ecco il comandante Piero Marrone, il figlio della signora Rosetta, che saluta. Ecco Giacomo Giacalone, sta piangendo. Ecco Hedi e Ilyesse, il papà e il fratello di Fayrouz. Ecco Dino. Ecco Michele. Ecco Mohamed e Giri Indra. E poi Giovanni, Farth, Sarr, Bavieux, Vito, Fabio, Habib.
Fra applausi e urla da stadio sembrano i giocatori di una nazionale che sta tornando a casa dopo avere vinto una gran coppa. Una squadra formata da italiani, tunisini, senegalesi e indonesiani. “Siamo una grande famiglia qui a Mazara”, dice Noaires, la figlia di uno dei pescatori mentre le barche attraccano al molo. “E ora non dimenticateci – dice l’armatore Marco Marrone – Perchè queste barche dovranno tornare in mare aperto. E i pescatori non possono essere lasciati soli”.
Alle 11.15, arriva l’esito dei tamponi. Tutti negativi. Un altro urlo di gioia. I marinai possono tornare a casa. Uno dopo l’altro si infilano nelle auto dei propri familiari. “Ci hanno trattato malissimo – dice Piero Marrone – per settimane siamo stati a piedi nudi”. Arriva Onofrio Giacalone: “Quel primo settembre, hanno sparato in aria – sussurra – ci siamo spaventati tanto, pensavamo di morire. E’ finito un incubo”.
(da agenzie)
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Dicembre 20th, 2020 Riccardo Fucile
“BIDEN CHE HA VINTO LE ELEZIONI E’ LA BUGIA DELL’ANNO”… “BORIS JOHNSON SBAGLIA, NON CI VUOLE NESSUN LOCKDOWN”… IL SERIAL KILLER VUOLE CONTINUA AD AMMAZZARE I SUOI CONNAZIONALI
La situazione è così paradossale che c’è da pensare che gli Stati Uniti farebbero bene a
cambiare molte cose, tra cui la lunghissima transizione per l’insediamento del presidente eletto.
Perchè in queste settimane Trump ha dato il meglio del peggio e ha avvelenato tutti i pozzi possibili.
Donald Trump boccia la decisione adottata da Boris Johnson. Il presidente degli Stati Uniti non condivide il provvedimento che introduce il lockdown a Londra e in parte dell’Inghilterra. Trump, nella consueta raffica di tweet, afferma che “il mondo intero è duramente colpito dal virus cinese, ma se ascoltate le fake news e le big tech potreste pensare che succede solo a noi. No, noi siamo il paese che ha sviluppato i vaccini, con anni di anticipo rispetto al programma”, aggiunge il presidente uscente, che prosegue nella denuncia di brogli elettorali rilanciando estratti video dei programmi di Oan, il network vicino alle sue posizioni.
“Joe Biden ha vinto è la bugia dell’anno”, scrive Trump proponendo una frase pronunciata dalla giornalista Christina Bobb. “La più grande frode elettorale della storia del nostro paese”, aggiunge il presidente
(da agenzie)
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Dicembre 19th, 2020 Riccardo Fucile
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Dicembre 19th, 2020 Riccardo Fucile
CON SALVINI IL TASSO DI MORTI ANNEGATI NEL MEDITERRANEO E’ SALITO AL 5% RISPETTO AI MIGRANTI CHE SI SONO IMBARCATI… E IL GOVERNO ATTUALE TROVA IL SISTEMA DI “FERMO AMMINISTRATIVO” PER BANALITA’ FORMALI PER BLOCCARE LE NAVI DELLE ONG; SOLO 2 SU 13 SONO ANCORA OPERATIVE
Secondo i dati dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (Oim) nel 2020 oltre 1.000 migranti sono morti cercando di attraversare il Mar Mediterraneo: una media di tre persone al giorno.
Tra loro c’è Joseph, il bimbo di sei mesi deceduto l’11 novembre scorso tra le mani dei soccorritori della nave Ong Open Arms, che lo hanno recuperato dalle acque del Mediterraneo dopo il naufragio del suo gommone, ma troppo tardi.
Nonostante migliaia di minori come Joseph continuino a partire insieme alle proprie famiglie dalle coste dell’Africa del nord attraverso il Mediterraneo centrale, le navi umanitarie in grado di effettuare operazioni di ricerca e soccorso hanno sempre più difficoltà a condurre missioni in mare: le imbarcazioni vengono fermate per ragioni amministrative, di manutenzione o perchè contro le Ong che le gestiscono pendono cause penali
Sempre meno navi attive nel Mediterraneo
Lo evidenzia un articolo pubblicato dall’Agenzia dell’Unione Europea per i Diritti Fondamentali (Fra) in occasione della giornata internazionale delle migrazioni indetta dall’Iom.
Il rapporto mostra che al momento delle 12 navi che hanno la capacità di operare nel Mediterraneo, 7 sono bloccate per procedimenti legali in corso e 2 ferme per altre ragioni, come la manutenzione obbligata o la “sospensione” dovuta alle misure anti Covid.
Significa che solo 2 sono operative: si tratta della Aita Mari, la nave umanitaria della Ong basca Salvamento Maritimo Humanitario, e della spagnola Open Arms.
Il Mediterraneo è diventato sempre più pericoloso
Dopo il progressivo smantellamento del sistema di ricerca e soccorso in mare avviato nel 2015 e rafforzato con i decreti sicurezza varati dall’Italia nel 2018 il numero di morti nel Mar Mediterraneo si è ridotto — 4,962 nel 2016 contro i 1,835 del 2019 — ma il tasso di mortalità è aumentato: il Mediterraneo è diventato sempre più pericoloso.
Secondo l’ultimo rapporto dell’Iom, infatti, il tasso di mortalità nel Mediterraneo Centrale calcolato in base al numero di persone che hanno cercato di raggiungere l’Europa (definito “attempted crossing”, che comprende il numero di arrivi sulle coste maltesi e italiane sommato al numero di persone intercettate o riportate indietro dalle autorità marittime libiche o tunisine in un anno) e coloro che sono morti provandoci è salito dal 2 per cento del 2015 al 5 per cento del 2019, pari a una persona ogni 21.
Una percentuale che aumenta se il tasso di mortalità si calcola in base al rapporto tra numero di decessi riportati e numero di arrivi sulle sole coste italiane, e sale al 7,82 per cento, e cioè un morto ogni 13 persone.
Nonostante questo le Ong continuano a essere soggette a fermi amministrativi, una pratica utilizzata sempre di più dai Paesi europei, con l’Italia in prima linea, per fermare l’attività delle navi senza ricorrere a procedimenti penali contro l’equipaggio, come avvenuto nel 2018 con la capitana delle navi Sea Watch e Iuventa, Pia Klemp.
Navi Ong bloccate per “irregolarità ”
Ma adesso sono le irregolarità riscontrate dalle autorità portuali a fermare le attività di ricerca e soccorso. Secondo il rapporto di Fra, dal 2016 oltre 50 procedimenti sono stati avviati da Italia, Grecia, Malta, Paesi Bassi e Spagna. Negli ultimi sei mesi sono stati intentate nove nuove cause civili contro navi umanitarie, quasi tutte dall’Italia, di cui quattro considerate “sequestri amministrativi basati su irregolarità tecniche legate alla sicurezza marittima”.
Le ragioni più comuni dei fermi sono il numero di passeggeri o le misure di sicurezza a bordo di un’imbarcazione, come avvenuto a ottobre per la Sea Watch 4, sottoposta a fermo amministrativo e tutt’ora bloccata nel porto di Palermo sulla base di una lunga lista di irregolarità riscontrate che vanno da alcune luci non funzionanti ad altre di impossibile attuazione.
Da parte delle Ong come Medici Senza Frontiere, che nel caso della Sea Watch 4 aveva il proprio personale medico impiegato insieme all’equipaggio, c’è il timore che questi procedimenti vengano utilizzati strumentalmente per fermare i soccorsi.
(da TPI)
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