Febbraio 19th, 2021 Riccardo Fucile
CHISSA’ COSA AVRA’ PENSATO DRAGHI ASCOLTANDO I DISCORSI DEI PARLAMENTARI
Le dichiarazioni di voto dei politici sono state un momento da incorniciare, di quelli a metà tra la
commedia e la tragedia. Assistere in diretta alla galleria dei monologhi di alcuni scappati da partiti e di alcuni scappati di casa è stato puro intrattenimento.
Meglio dell’Eurovision, meglio di Sanremo, con un’unica nota imbarazzante o, come direbbe mio figlio, “cringe”: l’idea che Mario Draghi abbia dovuto assistere a tutto questo.
Pagherei oro per sapere cosa gli stesse passando per la mente mentre alcuni senatori parlavano. Suppongo da “C’aveva ragione mia moglie, potevamo invecchiare sereni, facendo qualche bella crociera sul Mediterraneo” a “Dopo chiamo Mattarella e gli dico “Bravo per ‘sta sola che mi ha rifilato”.
Partirei dalla senatrice Anna Maria Bernini che, per nulla retorica, asciutta, pulita, senza fronzoli ha affermato: “Noi di Forza Italia ci sentiamo un po’ nutrici del governo, incoraggiato sin dall’inizio da Berlusconi per uscire dalle secche dell’immobilismo del governo precedente. (…) E complimenti a lei, presidente, per aver superato ‘lo stress test’!”.
Un’immagine raccapricciante quella di Forza Italia come “nutrice”, roba che uno si immagina Draghi attaccato alla tetta di Berlusconi, roba da non prendere sonno per una settimana. Ma poi, perchè i complimenti per aver retto lo stress-test? Cosa si aspettava la Bernini, che Draghi a un certo punto si accasciasse sul banco e dovessero portarlo via a spalla, come la statua di Santa Rosa?
Notevole anche il discorso di Matteo Salvini, il quale per spiegare — non senza imbarazzo — come mai sia diventato improvvisamente europeista, quando fino all’altro ieri preferiva i sesterzi all’euro, ha fatto come quelli che vogliono tornare con l’ex, però mantenendo un po’ di dignità . Allora premettono che loro dimenticano il passato però “da ora in avanti le cose devono cambiare, eh”. E quindi: “Sì all’Europa però se l’Europa ci tratta da italiani”.
Ma tu pensa, di solito ci trattano da olandesi. Ma soprattutto, Salvini ha detto: “Noi siamo per la dieta mediterranea!”, “Non vogliamo più i virologi in tv a tutte le ore del giorno!”, roba che Draghi ha preso una penna al volo e s’è appuntato tutto sul polsino.
Davide Faraone, di Italia Viva, si è superato: “Draghi, lei è il nostro Mes!”. Immaginate questo povero uomo, immaginate che sforzo mentale deve aver compiuto per uscire dall’imbarazzo dell’aver fatto cadere il governo con la scusa che Conte non voleva il Mes e ora si ritrova a sostenere Draghi che non vuole il Mes. E quindi, dopo una notte insonne ad arrovellarsi, con un commovente candore, ha trovato la via d’uscita: “Se non posso dire che lui non vuole il Mes dirò che lui è il Mes!”. Certo, è anche il figlio e lo spirito santo. Amen.
Poi l’immancabile momento Ciampolillo, ormai star consumata, i cui ritardi (compreso quello di ieri) sono autentica mitologia. “Mi ero prenotato!”, contesta a chi gli fa notare che ha il vizio di sparire quando tocca a lui. Insomma, Ciampolillo è il tizio che dal macellaio prende il numeretto, poi esce per andare a giocare al superenealotto, si fa il caffè al bar, poi torna che gli sono passate tre persone davanti e vuole essere servito.
Da segnalare anche lo show di Gianluigi Paragone, il quale ha più volte chiamato Draghi “incappucciato della finanza”. Draghi, in quel momento, pensava a quella crociera sul Mediterraneo che poteva fare con sua moglie. E a Mattarella, “il vecchio m’ha fregato!”.
Infine, il meraviglioso tweet serale di Raffaella Paita di Italia Viva: “Tra gli aspetti che mi hanno colpito del discorso di Draghi c’è un dettaglio che probabilmente non tutti hanno notato. Quando veniva interrotto da applausi ricominciava il periodo dall’inizio per rispettare il rigore del ragionamento”. Un tizio sotto ha commentato: lo faceva anche mio nonno, aveva l’Alzheimer.
(da TPI)
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Febbraio 19th, 2021 Riccardo Fucile
LA STUDENTESSA ITALIANA DI ORIGINI BRASILIANE E’ STATA PRIMA INSULTATA CON FRASI RAZZISTE E POI COSTRETTA A SCENDERE DA UN UOMO, FORSE IL CONTROLLORE… MAI CHE FACCIANO I RAZZISTI CON QUALCUNO CHE LI PRENDA A CALCI IN CULO
Una ragazzina prende il treno per andare a scuola. Si trova sul regionale che è partito ieri alle 7,12 da Prato centrale e diretto a Firenze. Tossisce, magari si stava schiarendo la voce. E una donna, racconta la studentessa, l’avrebbe aggredita verbalmente con una frase razzista: “Se hai la tosse non devi prendere il treno! Sono i neri come te che ci portano il virus!”. La ragazzina, di origine brasiliana, è stata adottata ed ha la cittadinanza italiana. E il padre denuncia che qualcuno le avrebbe intimato di scendere dal treno.
La passeggera che ha umiliato la 19enne avrebbe poi, sempre secondo il racconto della ragazza, chiesto l’intervento di un addetto del treno che l’avrebbe costretta a scendere. Il padre, di cui Il Tirreno riporta il nome, Evaristo Ricci, ha scritto a Trenitalia per denunciare quello che sarebbe accaduto secondo il racconto della ragazza: “Il comportamento dell’addetto è inaccettabile, in quanto ha implicitamente cavalcato l’onda xenofoba e discriminatoria della passeggera che, se individuata, sarà oggetto di denuncia penale, e soprattutto ha deciso di allontanare una studentessa che si recava a scuola in base ad una mera discrezionalità , senza neanche preoccuparsi di misurarle la temperatura. E’ inaccettabile che in un paese democratico possano accadere fatti del genere”.
La figlia indossava regolarmente la mascherina e si stava recando a Firenze dove frequenta il liceo di Scienze Sociali.
L’uomo che alla studentessa è sembrato un addetto di Trenitalia le avrebbe chiesto il biglietto, che aveva, e alle 7.20 l’abrebbe costretta a scendere alla stazione di Sesto Fiorentino: “Mia figlia mi ha chiamato in lacrime — racconta Evaristo Ricci — e ora pretendo spiegazioni da Trenitalia e dalla Regione, che dovrebbe controllare il corretto svolgimento del servizio di trasporto pubblico. Questo tipo di discriminazioni le viviamo ogni giorno. Sono il primo a dire che gli extracomunitari devono rispettare le regole come tutti, ma questo tipo di cose non le possiamo accettare”.
Trenitalia però ha risposto che su quel convoglio il capotreno era una donna. Comunque si stanno svolgendo accertamenti per capire se l’uomo in divisa fosse davvero un addetto del treno e su come si sarebbe spaventato. “Era in divisa e aveva un trolley” era stata la descrizione della ragazza.
(da agenzie)
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Febbraio 19th, 2021 Riccardo Fucile
LA DONNA HA SPORTO DENUNCIA: “SE LO INCONTRASSI GLI DIREI DI STUDIARE LA STORIA”… NOI NO, CON CERTA FECCIA NON SI DISCUTE PIU’
«Forza Hitler». È questa la scritta neonazista apparsa sabato scorso sull’auto di un’insegnante di origine
ebraica a Rosate, in provincia di Milano, paese di cui è cittadina onoraria la senatrice a vita Liliana Segre.
Il sindaco, Daniele Del Ben, ha subito espresso solidarietà alla donna, denunciando l’accaduto su Facebook e postando anche l’immagine dello sfregio sulla vettura: «A prima vista poteva sembrare il gesto dei soliti imbecilli. E invece no, perchè l’auto sulla quale è stato scritto “Forza Hitler” è di proprietà di una famiglia di origine ebraica, residente a Rosate da 23 anni».
La scritta è stata fatta a mano con un pennarello nero indelebile sulla parte posteriore della carrozzeria.
Tra tutte quelle che erano parcheggiate, solo l’auto dell’insegnante è stata imbrattata. Dunque non ci sono dubbi sul fatto che il responsabile volesse prenderla di mira.
«Se lo incontrassi gli direi di studiare la storia», avrebbe detto la donna, che ha sporto denuncia e che lavora in una scuola elementare di Milano.
«Rosate ribadisce la propria opposizione a qualsiasi forma di intolleranza e di discriminazione di tipo razziale ed esprime solidarietà ai cittadini coinvolti», ha aggiunto il sindaco Del Ben, «ricordo ai responsabili che Rosate si vanta di avere tra i propri cittadini onorari la senatrice Liliana Segre. Qui non c’è spazio per sentimenti xenofobi e antisemiti».
(da agenzie)
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Febbraio 19th, 2021 Riccardo Fucile
AIUTI PER LA DISTRIBUZIONE DEI VACCINI AI PAESI A BASSO REDDITO: COSA ASPETTA L’ITALIA A FARE ALTRETTANTO?
Un altro segno di cambiamento rispetto al sovranismo di Trump.
Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden annuncerà aiuti per due miliardi di dollari come contributo all’iniziativa globale per i vaccini contro il coronavirus durante un colloquio in videoconferenza con i leader del G7.
Lo hanno annunciato alti funzionari dell’Amministrazione Biden, spiegando che l’iniziativa rientra nella decisione di Washington di aumentare gli aiuti per permettere la distribuzione di vaccini contro il Covid-19 ai Paesi di basso e medio reddito, nell’ambito del programma Covax dell’Oms.
L’iniziativa non era stata accolta dal precedente presidente americano Donald Trump.
Biden si impegnerà anche a finanziare altri due miliardi di dollari. Il denaro è già stato stanziato dal Congresso.
(da agenzie)
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