Dicembre 6th, 2021 Riccardo Fucile
“NECESSARIO PER GARANTIRE UN TENORE DI VITA DIGNITOSO”
Via libera ai negoziati per un salario minimo europeo: l’ok da parte del Consiglio Ue
è arrivato oggi, 6 dicembre, dopo quello della Commissione alla proposta presentata dai ministri europei per il Lavoro e le Politiche Sociali.
«Non possiamo accettare che persone che mettono tutta la loro energia per il lavoro non possano permettersi standard dignitosi di vita. Questa legge sarà un grande passo per una equa retribuzione», è stato il commento di Janez Cigler Kralj, ministro del Lavoro della Slovenia, presidente di turno del Consiglio Ue. Il Consiglio ha già stabilito che i negoziati dovranno portare a una normativa comune su salari minimi adeguati. «Una retribuzione equa che garantisca un tenore di vita dignitoso è uno dei principi del pilastro europeo dei diritti sociali. Per migliorare le condizioni di lavoro e di vita, questo progetto di legge stabilisce un quadro per promuovere livelli adeguati di salari minimi legali, promuovere la contrattazione collettiva sulla fissazione dei salari e migliorare l’effettivo accesso alla protezione del salario minimo dei lavoratori che hanno diritto a un salario minimo», ha spiegato il Consiglio in una nota.
(da agenzie)
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Dicembre 6th, 2021 Riccardo Fucile
“PRIMA DEI VACCINI AVEVAMO IL TRIPLO DI PAZIENTI IN TERAPIA INTENSIVA CON L’ATTUALE NUMERO DI CONTAGI”
Sono 390 mila i nuovi vaccinati contro il Covid nelle ultime due settimane. A dirlo è Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe.
«Questo direttamente o indirettamente dimostra che il famoso zoccolo duro di non vaccinati ha margine per essere scalfito – ha spiegato a L’Italia s’è desta su Radio Cusano Campus -. Se si dovesse mantenere questo incremento, nel giro di due mesi saranno rimasti solo gli irriducibili a non vaccinarsi. Dubito anche se è difficile fare delle previsioni: spesso gli italiani ci sorprendono in positivo».
Sul fronte epidemiologico, Cartabellotta ha osservato che «si conferma la crescita di casi, ma con un impatto sugli ospedali che è notevolmente più modesto rispetto all’era pre-vaccinale. In era pre-vaccinale, con l’attuale numero di contagi, avevamo il triplo di pazienti ospedalizzati e in terapia intensiva». Secondo i dati forniti dal presidente Gimbe, ogni 1.000 casi positivi, il 2,4% viene ricoverato in area medica «e il 3 per mille va in terapia intensiva. Dobbiamo gestire la pandemia in maniera ordinaria, perché non possiamo più permetterci di intasare gli ospedali ostacolando l’assistenza ai malati delle altre patologie», ha detto.
(da agenzie)
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Dicembre 6th, 2021 Riccardo Fucile
REO DI AVER IMPOSTO QUELLE RESTRIZIONI CHE IL SUO AMICO SALVINI AVEVA OSTEGGIATO PER MESI … CHI E’ CAUSA DEL SUO MAL PIANGA SE STESSO
Da una settimana il presidente della Regione Friuli Venezia-Giulia, Massimiliano
Fedriga, vive sotto scorta.
Oltre al normale servizio che lo accompagna e protegge negli incontri istituzionali, come rivelato dal Piccolo di Trieste il governatore leghista vive sotto protezione con due persone che lo accompagnano ovunque vada una volta uscito di casa. L’innalzamento delle misure di sicurezza nei suoi confronti si è reso necessario per via delle minacce dei no vax, che lo hanno bersagliato duramente per le sue posizioni a favore della campagna vaccinale.
“Spero soprattutto per la mia famiglia, che questa situazione possa risolversi nel minor tempo possibile”, ha commentato il leghista, che sabato scorso ha ricevuto la terza dose di vaccino di Moderna.
Il Friuli è una delle regioni maggiormente colpite dalla quarta ondata di Covid, e ha ospitato nel suo capoluogo, Trieste, le più feroci proteste contro il Green Pass. Anche per questo motivo da lunedì 29 novembre l’intero territorio è in zona gialla, e ha anticipato le restrizioni dovute al decreto sul Super Green Pass che sono entrate in vigore da oggi in tutta Italia.
Decisioni giudicate forse troppo stringenti da parte degli scettici del vaccino, che hanno bombardato Fedriga con decine di lettere minatorie. Lo scorso 25 novembre sul muro di un’abitazione abbandonata ad Osoppo, vicino Udine, comparve una scritta “A morte Fedriga“, denunciata dal sindaco della cittadina Luigino Bottoni.
Ospite ieri sera a Che tempo che fa sulla Rai, il governatore leghista del Friuli ha detto che la vaccinazione obbligatoria “è problematica”. “L’Italia – ha dichiarato – si è mossa in modo intelligente e con dovuto anticipo con il super green pass, è la strada più lungimirante”.
E sull’opportunità di vaccinare i bambini ha aggiunto: “Lo farò a mio figlio, ovviamente mi confronterò con il pediatra, è quello che consiglio di fare a tutti. Mio figlio è anche un po’ asmatico e non voglio rischiare. Qualcuno ha paura di fare il vaccino ai bambini, io ho più paura che contragga il Covid”.
A inizio novembre, a margine di una conferenza stampa a Trieste nei primi momenti dell’impennata della quarta ondata, aveva definito chi scende nelle piazze “persone che hanno preso una laurea su Facebook” e alle minacce che iniziavano ad arrivargli aveva risposto: “A questi fenomeni e squadristi da tastiera dico che non ho paura delle loro minacce. Ho paura della pandemia, non ho paura di quattro scemi che su internet offendono e raccontano menzogne”.
(da agenzie)
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Dicembre 6th, 2021 Riccardo Fucile
PUBBLICATA SUI SOCIAL DA UN OSPEDALE DELLA BASSA SASSONIA
«Armi nella lotta contro Covid-19. Questi farmaci, infusi e alimenti liquidi vengono somministrati a un paziente con Coronavirus gravemente malato e ventilato nella nostra unità di terapia intensiva – AL GIORNO. Una vaccinazione può proteggere da questo».
Sono queste le parole che accompagnano una foto pubblicata da un ospedale bavarese su Instagram. Tre cliniche a Eggenfelden, Pfarrkirchen e Simbach am Inn, il complesso offre assistenza per il distretto di Rottal-Inn.
E con questa mossa manda un messaggio ai No vax più accaniti, sperando di convincerli a convertirsi alla vaccinazione.
Nella foto ci sono decine di flaconi, bottigliette, integratori, medicinali. L’ospedale in Bassa Sassonia è infatti sull’orlo del collasso a causa dell’impennata di contagi e di conseguenti ricoveri covid in tutta la Germania.
«Se non ci fosse stata una grande operazione di trasferimento dei pazienti saremmo già collassati», diceva alcuni giorni fa il direttore dell’ospedale Bernd Hirtreiter.
Aggiungendo che se fosse continuato quel trend i contagi da Coronavirus sarebbero diventati il doppio nel giro di una ventina di giorni e che di conseguenza sarebbero aumentati anche i posti letto occupati nei reparti ordinari e in terapia intensiva. Domenica scorsa poi c’era anche stata una manifestazione di protesta di fronte alla struttura contro l’ipotesi dell’obbligo vaccinale per i dipendenti.
«Una tale corteo di protesta con un raduno davanti a una clinica con pazienti affetti da Covid che stanno lottando per la propria vita nell’unità di terapia intensiva è incomprensibile», dicevano dalla direzione. «Medici e infermieri sono sempre più esausti e anche arrabbiati perché se ci fossero state più vaccinazioni non ci sarebbero così tanti pazienti».
(da agenzie)
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Dicembre 6th, 2021 Riccardo Fucile
IN ARRIVO UNA DIRETTIVA CHE EQUIPARA IL LAVORO A QUELLO DIPENDENTE
La Commissione europea approverà mercoledì una direttiva che definirà i rider –
lavoratori di Uber, Deliveroo e degli altri colossi digitali – come subordinati. Si tratta – scrive Repubblica – del pacchetto lavoro messo a punto dal Commissario lussemburghese Nicolas Schmit. Tra le misure portanti c’è un riconoscimento: quello per le piattaforme va considerato lavoro subordinato a tutti gli effetti. Quindi le persone dovranno essere assunte.
Se il “rider”, l’autista o i lavoratori online impegnati ad esempio nel crowdwork (una sorta di lavoro o professione in affitto per più imprese) rientrano in alcune specifiche caratteristiche non potranno essere paragonati agli autonomi.
Quali sono queste caratteristiche? Ad esempio: se non corre il rischio di impresa. Ossia non espone le sue risorse al fallimento. Se non decide il prezzo del prodotto. In questi casi, allora, la piattaforma dovrà assumerlo. E tutto sarà semplificato dalla cosiddetta inversione dell’onere della prova: ossia sarà il datore di lavoro a dover eventualmente dimostrare in tribunale che si tratta di lavoro autonomo. Naturalmente l’assunzione implica una serie di tutele, come l previdenza. La direttiva non prevede l’obbligatorietà di un contratto a tempo indeterminato. Ma i limiti temporali dell’assunzione saranno individuati dalle normative nazionali. In Italia ad esempio non può superare i tre anni.
La direttiva, inoltre, prevede che l’insieme dei parametri che regolano l’algoritmo usato per “valutare” il lavoratore vengano resi pubblici con una comunicazione formale. Un modo per rendere consapevole il “rider” del metro con cui il suo lavoro viene giudicato. Una volta approvata dal Parlamento e dal Consiglio, la direttiva sarà una vera e propria legge cui gli Stati membri dovranno uniformarsi.
(da agenzie)
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Dicembre 6th, 2021 Riccardo Fucile
A NOI FA PIU’ INCAZZARE CHE CHI DOVREBBE GARANTIRE LA SICUREZZA DEI CITTADINI ED E’ PAGATO DAI CONTRIBUENTI SI PERMETTA DI DARE IL CATTIVO ESEMPIO
Forze dell’ordine contro Maurizio Crozza. In un suo monologo su vaccini anti Covid e Green pass, il comico genovese ha apostrofato i No vax presenti tra i poliziotti «Untori dell’ordine».
Nella chiusa Crozza ha rincarato la dose, invitando i cittadini a vaccinarsi: «Italiani, vaccinatevi prima che vi contagi la polizia».
Immediata la risposta del sindacato Fsp della polizia di Stato che non ha preso per nulla bene quelle parole. «Non ha fatto ridere un’intera categoria, quella degli appartenenti alle forze dell’ordine che, rispettosi della legge, hanno dei diritti come gli altri cittadini, e meritano rispetto», ha detto Valter Mazzetti, segretario generale Fsp,
«Nessuno, neppure per strappare una risata, può insinuare che solo perché si indossa una divisa non si è liberi di scegliere in materie così delicate e costituzionalmente garantite», ha aggiunto.
Un monologo presentato a pochi giorni dall’entrata in vigore – 15 dicembre – dell’obbligo di vaccinazione per le forze dell’ordine. «I poliziotti che non sono vaccinati e che vorranno proseguire il servizio si adegueranno se e come potranno perché, a differenza di molti, rispettano la legge».
Ecco adeguatevi o cambiate lavoro.
(da Open)
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Dicembre 6th, 2021 Riccardo Fucile
SEDIATE, PUGNI, RAZZISMO E POPULISMO: IL PLURICONDANNATO PER ISTIGAZIONE AL RAZZISMO INIZIA LA CAMPAGNA PER LE PRESIDENZIALI
Pugni, calci e sediate. Comincia così la crociata elettorale di Eric Zemmour alle
prossime elezioni presidenziali francesi.
Al primo meeting del candidato ultraconservatore tenuto alle porte di Parigi, alcuni militanti di Sos Racisme si sono infiltrati indossando magliette con scritto “No al Razzismo”, mostrate durante l’intervento di Zemmour.
Una scintilla che ha provocato una maxi-rissa con i sostenitori dell’opinionista, che sono saltati addosso ai militanti aggredendoli violentemente.
Una ragazza è stata portata via con il volto insanguinato, mentre tra il pubblico ci sono dei feriti. Il tutto, mentre l’opinionista ultraconservatore continuava il suo intervento.
Un preludio ad una campagna elettorale ad alta tensione, come dimostrato anche dalla manifestazione che si è tenuta nel pomeriggio in segno di protesta contro il meeting. L’incontro secondo gli organizzatori ha richiamato circa 15 mila persone tra fan, curiosi ed elettori. Molti giovani, alcuni giovanissimi, ma anche famiglie e persone venute sole per assistere all’evento.
Tra questi c’è anche Augustin, che a 19 anni avere le idee molto chiare quando si definisce “a destra dell’estrema destra”. Alle ultime presidenziali del 2017 era troppo giovane per votare, ma già all’epoca considerava Marine Le Pen “troppo moderata”. E poi, essere una donna non gioca certo a favore secondo lui. “Non sono misogino – precisa – ma il fatto di essere uomo è un fattore importante perché bisogna avere le spalle larghe e Zemmour è una figura molto virile”.
Augustin si sgola per far sentire la sua voce, mentre un gruppo di ragazzi accanto a lui comincia ad intonare la Marsigliese nell’attesa dell’arrivo del candidato. Ma il ragazzo, che studia storia a Parigi, non è in totale accordo con le idee, nonostante faccia parte di “Generation Z” gruppo di giovani attivisti nato per sostenere la corsa all’Eliseo del loro beniamino: “È un laico e vuole la separazione tra Chiesa e Stato, su questo sono in totale disaccordo”.
Intanto, i posti cominciano a riempirsi. Gli steward chiedono agli spettatori di indossare le mascherine anti-Covid che trovano sulle sedie. “Le abbiamo posizionate nella sala con i colori della bandiera francese, blu, bianco e rosso”, spiega uno di loro ad una famiglia appena arrivata. Un’accortezza dettata più dal colpo d’occhio che dalle misure sanitarie, viste anche le idee di molti sulla crisi del coronavirus.
Léon, un ragazzone di 26 anni che lavora come buttafuori, è totalmente d’accordo con Zemmour sulla proposta di abolire il green pass. “È solo un modo per obbligare la gente a farsi vaccinare. Io fatto le mie due dosi, ma solo perché devo continuare a lavorare”, dice mettendo in bella mostra la maglietta con il volto del suo candidato.
Uno scetticismo condiviso dai molti che non sembrano fidarsi del vaccino anti-Covid. “È una terapia genica”, secondo Jean-François, pensionato di 72 anni che nel 2017 ha votato per Marine Le Pen prima di rimanere “disgustato” dal cambio di rotta della leader del Rassemblement National:
“Dopo aver difeso l’uscita della Francia dall’Unione europea ha annunciato di voler lavorare con la Corte di Giustizia europea e ha abbandonato l’idea di voler riformare lo spazio Schengen. Zemmour non vuole uscire subito, sarebbe catastrofico, ma l’Unione europea è comunque destinata ad esplodere”.
Mentre parla, sul palco si alternano i primi sostenitori che cominciano a scaldare gli animi. Tra questi anche Jacqueline Mouraud, che nel 2018 fu tra i primissimi gilet gialli a lanciare le proteste dai social. “Quello è stato un movimento che ha permesso di far emergere il disagio della Francia periferica”, ricorda Françoise, venuta dalla Normandia con un gruppo di amici. “Non sono mai scesa in strada a manifestare con loro, ma capisco e rispetto i loro problemi”, spiega la donna sulla sessantina, che non si fa illusioni su una vittoria di Zemmour alle presidenziali: “Sono contento nel sentire da lui quello che in Francia non si poteva dire da anni. Zemmour ha portato una ventata di nuovo nella politica francese, e già il solo fatto di aver scosso gli animi mi sta bene”.
Proprio mentre la donna sta parlando, le luci si spengono e parte la musica. Zemmour entra in sala passando attraverso il pubblico, protetto da un cordone di bodyguard che a stento riesce a frenare l’entusiasmo dei fan.
Una volta sul palco, il candidato si rivolge subito al suo pubblico, lo lusinga e lo esalta. “Ho esitato per molto tempo, ma poi siete arrivati voi”, dice l’ultraconservatore davanti ad tappeto di bandiere francesi. “La vostra presenza mi onora, mi fa onore perché venendo qui date prova di coraggio (…) di audacia. Con il vostro impegno, avete mostrato più ardore e resistenza della quasi-totalità dei politici degli ultimi 30 anni”.
Tra un battuta e l’altra il discorso viene interrotto dagli applausi e dai cori. Zemmour passa poi all’attacco dei media, dei giudici e dell’establishment: “I miei avversari vogliono la mia morte politica, i giornalisti vogliono la mia morte sociale e i jihadisti vogliono la mia morte tout court”.
Intanto, sui maxischermi appare il nome del suo nuovo partito: Reconquete (Riconquista). Il candidato ultraconservatore continua suoi cavalli di battaglia: la “violenza inaudita” che subiscono le donne nelle banlieu francesi a causa dell’islamismo, le femministe che “parlano della scrittura inclusiva” e poi, ovviamente, “l’immigrazione zero”, definita come “vero obiettivo” del programma. Laddove immigrazione zero significa politiche razziste: “eliminare gli aiuti sociali agli stranieri extra-europei, abolire l’aiuto medico di Stato agli stranieri e ai migranti”, eliminare anche lo “ius soli” ed “espellere sistematicamente tutti i clandestini presenti sul territorio francese”.
“Partiamo alla conquista del potere. Domani l’Eliseo, dopodomani l’Assemblea nazionale”, promette Zemmour nell’enfasi generale, in riferimento elle elezioni legislative che seguiranno alle presidenziali. Strizzando l’occhio al generale De Gaulle, il candidato propone anche “l’uscita della Francia dal comando integrato della Nato”.
Zemmour lancia così la sua corsa all’Eliseo, con un timing che strizza l’occhio ai suoi avversari. Nello stesso giorno il leader della France Insoumise, Jean-Luc Melenchon, teneva un altro meeting a La Defense, sempre fuori Parigi, poco più di 14 ore prima i Repubblicani annunciavano il nome di Valerie Pecresse come loro candidata. Un guanto di sfida lanciato in una giornata segnata da violenze.
(da Huffingtonpost)
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