Dicembre 11th, 2021 Riccardo Fucile
AVEVA NEGATO LA FIRMA PER ESSERE INTUBATO
Era stato ricoverato nel reparto di terapia intensiva all’ospedale Santa Chiara di
Trento a causa di un’insufficienza respiratoria dovuta al contagio da Coronavirus.
Ma l’uomo, un cinquantenne non vaccinato e non affetto da altre patologie, rifiutando di firmare il consenso informato per essere intubato e per essere sottoposto a ossigenoterapia, ha negato ai medici dell’istituto il permesso di procedere con le misure essenziali per poterlo tenere in vita e di tentare di salvarlo dal Covid.
Il cinquantenne è deceduto nella giornata di ieri e figura oggi tra i due decessi segnalati nel bollettino di monitoraggio della pandemia di oggi, 11 dicembre, della Provincia di Trento.
(da agenzie)
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Dicembre 11th, 2021 Riccardo Fucile
19 INDAGATI PER VIOLENZA PRIVATA E MINACCE
Sono 19 le persone che risultano indagate dalla procura di Pesaro per violenza privata e minaccia aggravata per aver organizzato l’assedio, la sera del 28 luglio scorso, sotto la casa del sindaco di Pesaro Matteo Ricci, da sempre in prima linea a favore della campagna vaccinale e a favore del Green pass, scandendo cori come «Libertà, libertà» e «No Green pass, No Green pass».
Tra gli indagati c’è anche uno dei leader del movimento IoApro: si tratta di Umberto Carriera, titolare di alcuni ristoranti e più volte sanzionato per aver tenuto aperto i suoi locali quando non era consentito dalle normative anti-Covid.
«La giustizia sta facendo il suo corso», ha dichiarato il primo cittadino di Pesaro in un post su Facebook, commentando la notizia che è stata anticipata dal Resto del Carlino.
«Quanto successo il 28 luglio – dice Ricci – è stata una violazione della libertà personale e della mia famiglia. Un episodio che mai dovrebbe accadere a nessun cittadino. La libertà di ognuno di noi finisce dove inizia quella degli altri. Quella sera i No vax hanno dimostrato qual è la loro idea di libertà. Ringrazio tutti coloro che ancora oggi hanno espresso solidarietà, fiducioso che le indagini e la giustizia portino ad una esemplare sanzione per questi squadristi».
Umberto Carriera – 32 anni, che in passato aveva incontrato il leader della Lega Matteo Salvini – aveva parlato di una sosta di appena «3 minuti» sotto casa di Ricci mentre il sindaco di «un assedio di 40 minuti, suonando il campanello e urlando» che ha spaventato la sua famiglia, compresi i due figli minorenni. Ricci in quel momento, tra l’altro, non era nemmeno in casa.
(da agenzie)
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Dicembre 11th, 2021 Riccardo Fucile
L’UOMO CHE HA DISTRUTTO I CASCHI PER L’OSSIGENO E CHE GRIDAVA CONTRO LA DITTATURA SANITARIA E’ MORTO
Per gli operatori sanitari alle prese con i reparti Covid e le terapie intensive che
tornano a riempirsi, sta diventando sempre più difficile e a volte rischioso curare i sempre più numerosi pazienti No vax.
Lo sa bene il primario della terapia intensiva dell’ospedale fiorentino di S. Maria Annunziata a Ponte a Niccheri, Vittorio Pavoni, che per primo ha lanciato l’allarme. Oggi un’infermiera racconta al Corriere della Sera di minacce, intimidazioni e persino atti di violenza, sempre all’interno dello stesso ospedale, sempre da parte di chi non crede né al vaccino né alla pandemia del Coronavirus.
I medici e gli infermieri, infatti, temono per la loro incolumità e sono continuamente attaccati da persone che, pur stando malissimo a causa del virus, rifiutano le cure.
«Un No vax che protesta, ti offende e ti minaccia di metterti le mani addosso, ti mette in discussione nel tuo lavoro, ti fa entrare l’angoscia solo per infilare un ago. Non sei più sicura di quello che fai», racconta l’infermiera.
Tra le minacce più comuni c’è «ti metto le mani addosso»: «Quando ti avvicini con una siringa e ti senti dire una cosa del genere, la mano ti trema, non sei più capace di fare il tuo lavoro», dice.
Gli insulti più comuni sono che medici e infermieri devono «vergognarsi» e che sono «parte di un sistema corrotto». Ma una volta si è addirittura arrivati alla violenza.
Il 65enne No vax che ha spaccato due caschi per l’ossigeno
È il caso di un 65enne, No vax e positivo al Covid, che viene portato dall’Usca, «contro la sua volontà», in ospedale perché sta malissimo, ha difficoltà a respirare, è «violaceo».
Prima l’uomo offende i sanitari, parla di «dittatura sanitaria», «nega di avere il Covid», poi non respira più e allora accetto il casco per l’ossigeno. Quando ricomincia a respirare meglio, però, se lo toglie spaccandolo. Poi, a seguito di una seconda ricaduta, rimette il casco e, di nuovo, quando si riprende, ne spacca un altro. L’uomo, alla fine, «è morto».
«Ci diceva che eravamo folli – racconta l’infermiera – Mi trovai d’accordo con lui per una volta e mi resi conto che un po’ follia dobbiamo esserlo per stare ore dentro dei sacchi della spazzatura come vestiti, a 40 gradi (era estate quando è accaduto il fatto, ndr) per curare qualcuno che “non ha niente” o che comunque non vuole esser curato». E, infine, confessa: «Abbiamo imparato che dobbiamo curare tutti ma oggi facciamo fatica a rispettare il nostro giuramento».
(da Open)
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Dicembre 11th, 2021 Riccardo Fucile
IL RISCHIO DI DECESSO DI UN NON VACCINATO E’ 16,6 VOLTE MAGGIORE RISPETTO A UN VACCINATO
“Dopo cinque mesi dal completamento del ciclo vaccinale, l’efficacia del vaccino nel prevenire la malattia, sia nella forma sintomatica che asintomatica, scende dal 74% a 39%”. Lo rileva l’Iss nel report settimanale esteso sull’andamento epidemiologico.
“Rimane elevata l’efficacia vaccinale nel prevenire casi di malattia severa, in quanto l’efficacia nei vaccinati con ciclo completo da meno di cinque mesi – emerge nel rapporto – è pari al 93% rispetto ai non vaccinati, mentre risulta pari all′84% nei vaccinati con ciclo completo da oltre cinque mesi”.
L’efficacia nel prevenire la diagnosi e casi di malattia severa “sale rispettivamente al 77% e al 93% nei soggetti vaccinati con dose aggiuntiva-booster”.
Dal report emerge che il rischio di decesso di un non vaccinato è 16,6 volte maggiore rispetto a un vaccinato con dose booster; 11,1 volte maggiore rispetto a vaccinato da meno di 5 mesi e 6,9 volte maggiore rispetto ad un vaccinato da più di 5 mesi.
In particolare, “analizzando il numero dei ricoveri in terapia intensiva e dei decessi negli over 80 – si legge nel rapporto – si osserva che nel periodo 22/10/2021 – 21/11/2021 il tasso di ricoveri in terapia intensiva dei non vaccinati (19 ricoveri in terapia intensiva per 100.000) è circa nove volte più alto di quello dei vaccinati con ciclo completo da oltre di cinque mesi (2 ricoveri in terapia intensiva per 100.000) e sei volte rispetto ai vaccinati con ciclo completo entro cinque mesi (3 ricoveri in terapia intensiva per 100.000)”.
Nel periodo compreso tra il 22 novembre e il 5 dicembre, nella popolazione 0-19 anni in Italia sono stati segnalati 48.503 nuovi casi, di cui 167 ospedalizzati e 2 ricoverati in terapia intensiva. Nell’ultima settimana si osserva “un aumento dell’incidenza in tutte le fasce d’età; in particolare nella popolazione di età inferiore ai 12 anni, attualmente non eleggibile per la vaccinazione e che mostra un’incidenza più elevata rispetto alle altre fasce d’età”.
Nella classe di età 6-11 anni si evidenzia, a partire dalla seconda settimana di ottobre, una maggiore crescita dell’incidenza rispetto al resto della popolazione in età scolare, con un’impennata nelle ultime due settimane. Si osserva inoltre, nelle ultime settimane, un aumento del tasso di ospedalizzazione nella fascia sotto i tre anni (poco sopra i 2 ricoveri per 100.000 abitanti), mentre nelle altre fasce di età risulta stabile.
Nell’ultima settimana, emerge dal rapporto, si conferma l’andamento osservato nella precedente settimana, con il 27% dei casi totali diagnosticati nella popolazione di età scolare ((20 anni). Il 51% dei casi in età scolare è stato diagnosticato nella fascia di età 6-11 anni, il 33% nella fascia 12-19 anni e solo il 10% e il 6% sono stati diagnosticati rispettivamente tra i 3 e i 5 anni e sotto i 3 anni.
(da agenzie)
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Dicembre 11th, 2021 Riccardo Fucile
FLASH MOB A VENEZIA SULLE NOTE DI “VA PENSIERO”
Un flash mob come quelli a cui eravamo abituati prima della pandemia, quello del
coro del teatro La Fenice che ha improvvisato un vero e proprio concerto di mezz’ora presso l’hub vaccinale dell’Ulss 3 Serenissima di Venezia.
Tutto a sorpresa visto che i cantanti si erano messi in fila per la vaccinazione come tutti gli altri
Il coro si è dunque mescolato con il resto dei vaccinandi attendendo la terza dose, ma poi, verso mezzogiorno, si è svelato e mettendosi in posizione ha iniziato il concerto: “Grazie, sanitari. La Fenice” è apparso sul tabellone nella sala rivelando la motivazione dietro il flash mob.
Alcuni dei cantanti poi si sono vaccinati davvero.
“L’inno nazionale esploso a sorpresa con le voci magiche del Coro – ha commentato il dg dell’azienda Edgardo Contato – ci ha fatto venire i brividi. Non ci poteva essere ringraziamento più nobile e più toccante. La Fenice che rinasce dalla cenere è il simbolo più bello della nostra speranza: vaccinandoci, possiamo vincere la sfida contro il contagio e rinascere finalmente, insieme ad una vita normale e piena”.
E anche il presidente della regione Veneto Luca Zaia ha espresso la sua ammirazione: “Penso che questo straordinario gesto rimarrà nella storia del Covid e non solo in Veneto e in Italia, perché la Fenice, che ringrazio, è un’istituzione di caratura mondiale e la situazione che si è creata grazie al suo coro è uno straordinario messaggio di gratitudine, ottimismo, resilienza”.
Gli applausi sono stati numerosi, da parte di tutti.
(da agenzie)
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Dicembre 11th, 2021 Riccardo Fucile
SERVONO LINEE GUIDA (BASTA NON INVITARE CIALTRONI E COLPEVOLI DELLA DIFFUSIONE DELL’EPIDEMIA)
Linee guida comuni per trovare un punto di incontro tra pluralismo dell’informazione e necessità di non dare troppo spazio a chi è in cerca di visibilità con teorie strampalate.
La Rai sta pensando a un vademecum per uniformare i suoi programmi in merito alla discussione sollevata in primis da Enrico Mentana sull’opportunità di invitare o meno i no vax nei programmi di informazione.
Con un post su Facebook il direttore del Tg La7 si era vantato di non aver mai ospitato nel suo telegiornale esponenti del mondo degli scettici sui vaccini anti-Covid, tesi appoggiata anche dalla direttrice del Tg1 Monica Maggioni. Così, per evitare di andare in ordine sparso, Viale Mazzini prova a darsi un vademecum. Il tema verrà discusso alla prossima seduta della commissione parlamentare di Vigilanza Rai, su richiesta del 5 Stelle Primo Di Nicola. In seguito verrà coinvolta anche l’azienda stessa, con una convocazione dell’amministratore delegato della tv di Stato Carlo Fuortes.
Le diverse anime della Rai sui no vax ospiti in tv
“Se ci va di mezzo la vita delle persone non puoi mettere sullo stesso piano uno scienziato e il primo sciamano per passa per la strada”, aveva dichiarato Maggioni a Repubblica.
Di diverso avviso invece Bianca Berlinguer, conduttrice di Cartabianca su Rai 3, che in diretta ha rivendicato il pluralismo come “bene primario”.
La proposta di Di Nicola ha trovato consensi sia dai colleghi di centrodestra e centrosinistra. La commissione potrebbe proporre delle linee di indirizzo generali affinché testate e trasmissioni diverse abbiano un approccio uniforme, tenendo comunque conto della legittima autonomia editoriale. “L’interesse pubblico è nella fondatezza delle informazioni che si danno – spiega Di Nicola – e i canoni universali del buon giornalismo sono sempre quelli che dovrebbero fare da bussola. Per questo motivo la discussione e il confronto sul come garantire comunque il pluralismo sono quanto mai necessari”.
(da agenzie)
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Dicembre 11th, 2021 Riccardo Fucile
IL PRIMARIO: “PER LORO SOLO DISPREZZO”
Dopo aver finito il turno in ospedale ieri sera, tutti gli operatori sanitari che avevano
lasciato l’auto nel parcheggio principale del Papa Giovanni XIII di Bergamo, forse la città che ha pagato il tributo più caro in termini di vite umane per via della pandemia, hanno trovato un bigliettino sul parabrezza: “Chi collabora con la dittatura ne sarà anch’esso vittima! I vaccini uccidono! Il Green pass è nazismo sanitario! Lotta con i vivi”, il messaggio.
Un vero e proprio blitz da parte di no vax, che invitavano anche a seguire su Telegram il movimento “VV”, “Verità sui Vaccini”.
A denunciare il tutto è stato il primario Stefano Fagiuoli, direttore di Medicina dell’ospedale di Bergamo.
“Posati sulle auto di tutti i dipendenti dell’Asst Papa Giovanni XXIII”, ha scritto su Facebook, postando la foto di uno dei volantini. “Nessun rispetto – ha aggiunto – per chi si ammazza di lavoro da oltre 20 mesi. Per tutti. E mentre il 90% dei ricoverati di cui ci occupiamo in unità intensiva sono proprio dei No vax. Spero che le telecamere di sorveglianza li becchino. Ma spero anche che non li portino davanti a me. Per questi ‘No vax/No science’, da ora, solo il mio disprezzo”.
Il gesto di qualcuno, introdottosi di nascosto nel parcheggio dell’ospedale che dà su via Brambilla, rientra nell’insieme dei raid dei gruppi no vax contro i punti nevralgici che, a loro avviso, rappresentano i centri sensibili della “dittatura sanitaria”.
Attivisti del gruppo V_V, che prendono spunto dal film “V per Vendetta”, in tutta Italia stanno lasciando la loro firma sulle pareti e sull’asfalto, scrivendo frasi contro i vaccini e contro chi ne spinge la somministrazione. Come ampiamente dimostrato dalle minacce che ogni giorno da mesi compaiono sui social network, i medici e gli infermieri sono uno dei bersagli preferiti delle frange più estreme dei gruppi no vax, oltre ai politici maggiormente in vista sulla campagna vaccinale.
(da Open)
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Dicembre 11th, 2021 Riccardo Fucile
I QUATTRO INFAMI COLPEVOLI DI TORTURA, SEQUESTRO E VIOLAZIONE DI DOMICILIO
Disabili malmenati, legati alle sedie, a volte con un secchio sulla testa, poi filmati e derisi sui social. Con le accuse di tortura, sequestro di persona, violazione di domicilio, il Gup di Agrigento ha condannato quattro persone tra i 24 e i 37 anni coinvolte in un’indagine della Procura della Città dei Templi su maltrattamenti verso alcune vittime di Licata.
La pena più alta, 9 anni, è stata inflitta ad Antonio Casaccio, a 8 anni è stato condannato Jason Lauria, a 7 ciascuno Gianluca e Angelo Sortino.
Si comportavano come un vero e proprio “branco”, con una violenza inaudita: calci, pugni, bastonate e minacce di morte, delle quali si vantavano sui social.
Le torture avvenivano in pieno giorno e le vittime venivano minacciate per evitare che denunciassero. Una volta hanno persino tentato di dar fuoco a uno dei malcapitati, in un altro caso un ragazzo è stato “imballato” con il nastro adesivo e fatto rotolare in mezzo alla strada.
Il tutto nell’indifferenza generale: le grida di aiuto delle vittime sono rimaste inascoltate dai passanti. Una delle vittime sarebbe stata colpita con un bastone, legata con nastro adesivo e abbandonata per strada fino a quando una passante non ha liberato il malcapitato.
“Per strada passavano decine e decine di persone, ma nessuno s’è fermato a prestare aiuto alle vittime, portatori di handicap o incapaci di intendere e di volere – ha evidenziato il comandante provinciale dell’Arma, il colonnello Vittorio Stingo – ma non c’è stata nessuna collaborazione e questa indifferenza collettiva per la sofferenza altrui ci ha colpito. Il branco era costituito da giovani, sposati e padri di figli”.
Condannati per i video girati da loro stess
Solo grazie alle denunce di una donna si è potuti arrivare a ricostruire quanto avveniva e alle condanne. Sentenze relativamente facili da emettere, visto che le immagini, sequestrate dal procuratore capo di Agrigento Luigi Patronaggio e il pm Gianluca Caputo, non lasciavano spazio all’immaginazione, ritraendo i torturatori, riconoscibili in volto, nei momenti delle sevizie.
(da agenzie)
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