Dicembre 20th, 2021 Riccardo Fucile
“DOVE LA METTETE LA VITA QUANDO SI PARLA DI PANDEMIA?“
Dopo un servizio andato in onda a Diritto e Rovescio su Rete 4 che mostrava le
reticenze di alcuni sacerdoti a vaccinarsi, addirittura arrivando ad invitare alcuni fedeli a non farlo, Sara Manfuso, giovanissima presidente dell’associazione che lotta contro le discriminazioni e le violenze di genere “Io Così”, ha preso parola contro i presenti in studio, tra i quali anche Mario Adinolfi, esponente del movimento cattolico Popolo della famiglia.
“Loro possono pontificare lì in studio finalmente con il pubblico – ha detto Manfuso – perché ci siamo noi vaccinati, che francamente non è che siamo proprio dei pirla. Abbiamo fatto un atto civico, di senso d’amore verso il prossimo, cristiano, caritatevole, di amore per la vita. Poi, voglio dire agli stessi cattolici ci riempiono la testa con l’aborto delle donne dicendo che è un atto di egoismo che va contro la vita, ma voi la vita dove la mettete quando si parla di pandemia? Ve la dimenticate? La libertà vale solo quando volete voi?”
La sua uscita ha scatenato un applauso del pubblico, presente in studio – come faceva notare Manfuso – soltanto grazie alle vaccinazioni di massa.
Nel contributo mandato in onda poco prima venivano mostrati alcuni preti, inquadrati con telecamere nascoste, sostenere che “con i vaccini stanno facendo degli esperimenti” e “non si sa quello che succederà”.
Questo nonostante Papa Francesco si sia sempre speso a favore della campagna di immunizzazione, e avesse a più riprese invitato tutto il mondo ecclesiastico a farsi somministrare il farmaco.
(da agenzie)
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Dicembre 20th, 2021 Riccardo Fucile
LO SCONTRO IN DIRETTA TV
L’eurodeputata Francesca Donato è riuscita nell’impresa di fare perdere la pazienza
anche a Fabrizio Pregliasco: lo scontro in diretta tv a L’aria che tira.Come sempre l’oggetto del contendere è la validità dei vaccini anti COVID. Quello che non è chiaro è come mai nessuno degli esponenti a sostegno delle tesi no pass e no vax non abbia chiarito come mai a ridosso del Natale quest’anno siamo ancora liberi di uscire e vivere pressoché normalmente mentre lo scorso anno parlavamo di coprifuoco e restrizioni
Comunque tutto è iniziato quando Donato ha provato a esporre le sue tesi: “la variante omicron è più lieve come sintomatologia ad oggi, rispetto alla delta, quindi spargere il terrore è un controsenso, anche perché autorevoli scienziati la vedono come una possibilità per poter immunizzare la popolazione e si sa che l’immunità da guarigione, piuttosto che quella data da questi cosiddetti vaccini, è un’immunità vera.
E a quel punto Pregliasco si è infuriato e ha sbottato: “E ancora con questi cosiddetti vaccini? ma perché dice sempre scemenze, non è accettabile dire stronzate ogni volta, per favore, basta”.
Il mistero più grande comunque rimane sempre quello della presenza di Francesca Donato in trasmissione. Pregliasco, che successivamente si è scusato per i modi, ma non per la sostanza della sua risposta, ha continuato a sottolineare come gli interventi dell’ex leghista fossero strumentali e insinuassero la non validità dei vaccini.
(da agenzie)
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Dicembre 20th, 2021 Riccardo Fucile
IL DIFENSORE DEL NAPOLI HA INCONTRATO UNA SQUADRA COMPOSTA DA MIGRANTI
Un discorso sul razzismo per spiegare a tutte le vittime di questa xenofobia che non
sono sole e che ci sono persone che hanno un ruolo pubblico che sono pronte a scendere in campo per difendere i diritti di tutti. Kalidou Koulibaly, ancora una volta, si è reso protagonista di un altro gesto in linea con il suo pensiero e con il suo modus operandi. Perché il miglior attacco è la difesa e, come insegnano diversi allenatori, la scorza dura di una squadra è l’elemento imprescindibile per vincere una partita.
Il difensore del Napoli ha incontrato, in occasione della Giornata internazionale dei diritti ai migranti, si è recato nel campetto dell’Arci Mediterraneo dove – da tempo – si allena una squadra composta da migranti. E a loro ha rivolto questo pensiero e queste parole:
“Non amo parlare tanto davanti alle persone, io sono più un tipo che ama i fatti. Beh, non avete la forza di parlare, quello è il problema. Non avete la forza di essere ascoltati come me, non avete la forza che io ho. Ho ‘litigato’ con queste discriminazioni. Io parlo per voi perché se voi non potete parlare io ho il dovere di farlo e ne ho il diritto, fate parte della società come come faccio parte io.Quando succede qualcosa ti dicono ‘vabbè non piangere, c’è di peggio’. Si è vero, c’è di peggio, per me c’è di peggio.Ma per questi ragazzi non credo ci sia di peggio, hanno avuto un percorso più difficile del mio. È un percorso che nessuno può immaginare, se tu non ascolti le loro storie non ci credi”.
Parole riecheggiate davanti a quei calciatori fuggiti dalle carestie e dalle guerre nei loro Paesi per cercare un futuro migliore in Europa. E loro, quasi sorpresi da questo incontro fuori programma, lo hanno ascoltato. Perché quelle frasi e quei pensieri sono usciti dalla bocca di una persona abituata a lottare e difendere. Non solo nel rettangolo verde di gioco.
(da agenzie)
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Dicembre 20th, 2021 Riccardo Fucile
TRA POCO PROPORRA’ BERTOLASO O PIPPO FRANCO
Settimane di incontri, confronti e scambi di opinioni. La politica è in fermento in vista della prossima elezione del Presidente della Repubblica e nei prossimi giorni i partiti dovranno sedersi al tavolo per cercare un accordo su un nome condiviso.
Ipotesi al momento improbabile, visto che le figure in campo – anche auto-candidate – sembrano non poter ottenere i numeri per l’elezione con la maggioranza dei due terzi. E il centrodestra cerca l’alternativa a Berlusconi, come si evince dall’incontro tra Giorgia Meloni e Letizia Moratti. Con l’obiettivo ben puntato sul Quirinale.
La notizia dell’incontro Meloni-Moratti è stata raccontata dal quotidiano La Repubblica.
La leader di Fratelli d’Italia e la vice-presidente della Regione Lombardia si sarebbero incontrate qualche giorno fa a Roma per una riunione che doveva rimanere segreta. Ma poi, come spesso capita in queste occasioni, la riservatezza decade e le fonti danno indizi sui contenuti.
Si parla, infatti, di un vero e proprio piano B che FdI – non sappiamo se in rappresentanza di tutto il Centrodestra o in maniera del tutto unilaterale senza coinvolgere gli altri leader della coalizione – vuole preparare qualora si decidesse di non puntare più su Silvio Berlusconi per il Colle. O se l’ex Cavaliere deciderà di desistere, visti i numeri che non gli darebbero garanzia di un successo nelle prime quattro tornate di voto in Parlamento.
La Repubblica, inoltre, sottolinea come da tempo il Centrodestra stia lavorando per non rimanere fermi e immobili sul nome di Silvio Berlusconi. E le valutazioni in corso sono confermate anche da Ignazio La Russa, esponente di primo piano di Fratelli d’Italia: “Ci auguriamo la vittoria di Berlusconi. Se così non fosse, servono ipotesi B e C ma sono ancora premature”.
Premature, ma per non rimanere con i cerini in mano il Centrodestra continua a sondare il terreno. Perché Giorgia Meloni fu la prima – diverse settimane fa – a mettere in dubbio la reale volontà di Berlusconi di candidarsi per il Quirinale.
E da quel momento, con un gioco di dichiarazioni e smentite, è proseguito un lavoro sotto traccia che ha toccato diversi nomi: dall’attuale Presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati e Marcello Pera. E ora l’incontro Meloni-Moratti.
(da agenzie)
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Dicembre 20th, 2021 Riccardo Fucile
SCONFITTO IL FIGLIO DI UN EX NAZISTA PER CUI SALVINI FACEVA IL TIFO
Il Cile riparte dalla sinistra. Nella notte italiana è proseguito lo spoglio dei voti del
ballottaggio per eleggere il nuovo Presidente del Paese e a vincere, con ampio margine (viste le previsioni della vigilia) è stato Gabriel Boric, leader della coalizione Apruebo Dignidad.
Il 35enne ha sconfitto il rivale di estrema destra José Antonio Kast, figlio di un membro del partito nazista tedesco che emigrò nel Paese Sudamericano dopo la Seconda Guerra Mondiale e divenne – insieme alla sua famiglia – uno dei sostenitori del regime di Pinochet. E proprio quest’ultimo, alla vigilia del voto per le elezioni in Cile, aveva ottenuto l’endorsement italiano di Matteo Salvini.
Un augurio, un buon auspicio che è andato perso. Così come le elezioni. Dopo aver scrutinato oltre due terzi dei voti totali, infatti, il distacco tra i due contendenti non è più colmabile: Boric si attesta attorno al 56% dei consenti, Kast al 44%. E proprio il candidato di estrema destra ha riconosciuto la sconfitta pubblicato un tweet di congratulazioni.
Dal prossimo 22 marzo – giorno in cui Gabriel Boric potrà insediarsi al Palacio de la Moneda – il Cile potrà iniziare la sua virata verso sinistra.
Un lungo tragitto iniziato diversi anni fa, quando il giovanissimo leader del movimento studentesco cileno arringò le folle e le portò in piazza in diverse occasioni. Poi la sua elezione, otto anni fa, come deputato.
E lì si è distinto nella sua fervente e continua opposizione al governo centrale. In particolare due anni fa – prima della pandemia – quando organizzò un’imponente manifestazione contro il caro-vita che ha attanagliato (e attanaglia ancora) il presente e il futuro del Paese.
Una boccata d’ossigeno, dunque, per i cittadini dopo le elezioni Cile. Il Paese ha scelto di ripartire da quel 35enne che solo oggi – nel giorno del suo successo – ha abbandonato quella barba folta e quei capelli “scapigliati” da barricadero. E lo ha fatto solamente dopo aver sovvertito i pronostici della vigilia.
Perché Boric, al primo turno, aveva ottenuto il 26% dei consensi. Il suo rivale, Kast, aveva conquistato il 2% in più dei voti. Ma al ballottaggio tutto è stato ribaltato e il filo-pinochettista ha dovuto certificare la sua sconfitta e il passaggio del Paese a Sinistra.
(da NextQuotidiano)
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Dicembre 20th, 2021 Riccardo Fucile
CRESCITA VERTIGINOSA DEI CONTAGI: CINQUEMILA IN UN MESE
“Crescono vertiginosamente i contagi degli operatori sanitari, vicini a quota 5mila negli ultimi 30 giorni. Cosa aspettano le Regioni ad adottare il criterio del Veneto, che ha portato ad ogni 4 giorni la frequenza dei tamponi? Cosa aspettano a misurarne costantemente i livelli di copertura vaccinale?”.
È l’allarme lanciato da Antonio De Palma, presidente del sindacato infermieri Nursing Up, che chiede alle Regioni di “mettere in sicurezza i sanitari con una scarsa risposta immunitaria, anche se vaccinati con 2 o 3 dosi”. Nel pieno della quarta ondata, aggiunge, “non possiamo permetterci un piano di contrasto tanto disomogeneo”.
In base ai numeri del report di Nursing Up, frutto delle elaborazioni dei dati Iss e Inail, sono 4.684 i professionisti della salute che si sono infettati negli ultimi 30 giorni, pari a circa. “Questo significa che oggi, sempre tenendo conto delle percentuali Inail di infermieri che si contagiano rispetto alla totalità del comparto (82%), si stanno infettando 156 operatori sanitari ogni 24 ore, e di questi ben 128 sono infermieri”, precisa De Palma.
Non bisogna dimenticare, prosegue, “che il macigno dei nuovi ricoveri pesa sulle spalle degli infermieri”, che sono non solo i più esposti al rischio, ma anche quelli che devono “sostenere il delicato impatto di una occupazione dei posti letto per Covid-19”. Criticità che si vanno a aggiungere a una carenza di personale che “tocca quota 80-85 mila quando i ricoveri raggiungono di nuovo l’acme” a seguito della quarta ondata pandemica. In particolare, in Emilia Romagna, “i contagi di sanitari in aumento e le aziende hanno bloccato nuovamente le ferie agli infermieri”. In Campania “la situazione che si fa sempre più difficile di giorno in giorno, con contagi di operatori sanitari al San Giovanni Bosco, dove c’è un cluster in atto e ancora contagi si segnalano all’Ospedale del Mare e a Sorrento”. In Friuli Venezia Giulia, “la situazione tra le più critiche con 13 operatori contagiati nelle ultime 48 ore”. A fronte di questa situazione, “bene ha fatto il Veneto, ad aumentare la frequenza dei tamponi di infermieri e medici, arrivando a farli ogni 4 giorni, rispetto ai 10 iniziali”.
Di qui, l’appello alla Conferenza Stato Regioni, affinché “tutte adottino gli stessi criteri, sia in tema di frequenza di tamponi, che in tema di monitoraggio dei livelli anticorpali al personale sanitario”. Non dimentichiamo, infatti, conclude, “che la risposta al vaccino dipende da persona a persona, e che tenere in servizio sanitari con una carente risposta immunitaria, significa mettere a rischio la loro salute e quella di chi vi entra a contatto”.
(da agenzie)
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Dicembre 20th, 2021 Riccardo Fucile
AI DUE CONVIENE UN ACCORDO, OGNI SCENARIO ALTERNATIVO E’ DI CERTO PEGGIORE PER LORO
Non facciamola troppo complicata: la sedicente destra italiana arriva
all’appuntamento per l’elezione del capo dello Stato forte come non mai (nei numeri), ma non per questo certa di raggiungere l’obiettivo politico fondamentale, cioè riuscire (per la prima volta) a decidere in casa propria chi sarà l’inquilino del Quirinale per i prossimi sette anni.
Ma se questo è vero, cosa rende tale la situazione in cui operano tutti i protagonisti (grandi e piccoli) che stanno per applicarsi al tema non appena conclusa la breve stagione del rientro in famiglia per Natale?
Tre sono gli elementi che pesano come macigni su questo stato di cose e sono, tutto sommato, facili da elencare
Il primo è che la sedicente destra italiana (ironia della sorte) pur cercando da decenni di spingere l’Italia verso una Repubblica presidenziale è oggi senza un capo riconosciuto e riconoscibile, ma è anzi attraversata da tensioni più o meno sotterranee che spesso (si veda alla voce elezioni comunali 2021) finiscono per avere effetti nefasti anche sulle campagne elettorali.
Sotto questo profilo la sostanziale condizione di equilibrio tra Meloni (che ha qualche vantaggio nei sondaggi ma meno eletti in Parlamento) e Salvini (che ha più eletti in Parlamento ma è ormai da mesi indietro nei sondaggi) finisce per essere più un elemento di disturbo che di aiuto, poiché nessuno dei due è titolare dell’ultima parola.
Il secondo è rappresentato dalla candidatura, tanto non ufficiale quanto evidente a tutti, di Silvio Berlusconi. Qui bisogna essere chiari ed onesti, guardando le cose come stanno. Va riconosciuto a Berlusconi un merito “storico”, cioè quello di affrontare la partita a viso aperto e senza infingimenti, giacché ha fatto capire a tutto il mondo che andrebbe volentieri al Quirinale, nonostante la prassi decennale che vede da sempre trionfare chi sa restare dietro le quinte.
Quindi ancora una volta il Cavaliere si dimostra un radicale innovatore dei metodi d’azione politica in uso dalle nostre parti. Però occorre essere altrettanto chiari sulle caratteristiche di questa candidatura, che è per sua natura assai poco adatta alla raccolta di consensi larghi ed al tempo stesso perfetta per mandare al mondo intero un messaggio assai semplice: se riesce è la prova che in Italia comanda ancora lui, con buona pace di chi proverà a vincere le prossime elezioni giocando nella sua stessa metà campo, cioè proprio Meloni e Salvini.
Quindi i due giovani leader non possono eludere il tema con un’alzata di spalle o una frase sibillina ai microfoni dei tg: se il Cav trionfa loro dovranno gestirne il successo (con sicuri colpi di reazione, compresa la ripartenza di tutti gli oppositori di ogni ordine e grado) ma se lui perde loro, parimenti, dovranno attutirne la delusione, sentimento che non si ridurrà mai e poi mai in pura manifestazione “privata”.
Infine c’è il terzo elemento che riguarda l’attuale premier. Già perché Draghi è oggi a Palazzo Chigi ma tutto il mondo che conta ne vede assai bene la permanenza in ruoli di vertice ben oltre le prossime elezioni.
Il che però vuol dire due (e non più di due) cose: o lo scegli per il Quirinale o te lo ritrovi come possibile capo del governo anche dopo il voto. Nel primo caso dai un forte dispiacere a Berlusconi, nel secondo caso rischi di finire a giocare un ruolo di secondo piano, indipendentemente dai voti raccolti.
Con questi ridotti margini di manovra si svolgerà la partita a destra, peraltro difficilmente ampliati dal tentativo di convergere su un nome “nuovo” o comunque alternativo.
Meloni e Salvini a qualcuno dovranno dare un dispiacere forte, ma se non si metteranno d’accordo tra loro avranno buone possibilità di veder sbucare un candidato scelto da altri (Renzi ad esempio, ma anche il PD, cioè l’unico rappresentante credibile del nostro deep state).
Pur di malavoglia, ai due conviene trovare un accordo, ogni scenario alternativo è di certo peggiore (per loro).
(da Huffingtonpost)
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Dicembre 20th, 2021 Riccardo Fucile
LA MOGLIE: “E’ UN VERO COMBATTENTE”
Alex Zanardi è tornato a casa, come ha comunicato la moglie Daniela. L’annuncio è arrivato durante i Collari d’oro 2021 del Coni alla Sala Sinopoli dell’Auditorium Parco della Musica a Roma.
“È il regalo più bello che potessimo ricevere, sperando possa ritrovare serenità familiare e successi di ripresa”, ha detto Luca Pancalli presidente del Cip dal palco.
“È una notizia meravigliosa perché ci sono stati diversi tentativi per diversi motivi di carattere medico di tornare a casa, è stato un grande successo, consente a lui di fare Natale a casa”, ha aggiunto Malagò.
“È una notizia splendida in una giornata che incorona gli atleti che hanno reso grande la nostra Italia, questo è il potere dello sport che consente di avere tra noi Alex Zanardi”
“Abbiamo aspettato a lungo che ciò accadesse e siamo molto felici che sia stato possibile ora, anche se in futuro ci saranno ancora dei soggiorni temporanei in cliniche speciali per effettuare misure di riabilitazione specifiche sul posto” ha detto la moglie di Alex Zanardi, Daniela.
Zanardi ha lasciato l’ospedale dove era ricoverato da un anno e mezzo dopo un terribile schianto contro un camion mentre era in handbike. Ora continuerà la riabilitazione a casa.
Il recupero, ha aggiunto la moglie, “continua ad essere un processo lungo”, in cui “le battute d’arresto ci sono e non si possono fare previsioni. Ma Alex dimostra ripetutamente di essere un vero combattente. Per lui – ha aggiunto in un’intervista al sito Bmw – è molto tornare dalla sua famiglia e nel suo ambiente familiare. Per un anno e mezzo ha visto solo me, nostro figlio e sua madre. Ora stare in famiglia gli darà ancora più forza”.
(da agenzie)
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