Dicembre 22nd, 2021 Riccardo Fucile
CONTROLLI MAGGIORI TRA CHI SBARCA CHE AGLI ITALIANI
Sono due anni che la Destra sovranista non fa che dire che il Covid arriva dai
migranti. Ed è ovvio che non è così. Ma oggi abbiamo una ulteriore conferma.
Francesco Rocca, presidente della Croce Rossa Italiana, ha risposto ai timori relativi a una maggiore diffusione del contagio del virus dovuta alla continua attività degli sbarchi.
“Le persone che arrivano sulle coste italiane dalla rotta del Mediterraneo sono sottoposte a controlli sanitari elevati, tra tampone e isolamento in nave quarantena. Vero è che paradossalmente c’è meno rischio che il virus arrivi dai migranti che non dalle frontiere tradizionali aperte”.
“La Croce Rossa effettua tamponi a quanti sbarcano sulle coste – ha spiegato Rocca – C’è uno screening importante. A livello mondiale la Croce Rossa e Mezzaluna rossa hanno dimostrato una capacità di sostegno soprattutto in quei paesi più fragili dove vi è un welfare meno sostenuto dai governi ed è possibile fare la differenza in termine di bisogni, dai test alle vaccinazioni a assistenza sociale”.
(da agenzie)
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Dicembre 22nd, 2021 Riccardo Fucile
PD 21,3%, FDI 19,5%, LEGA 17,8 %, M5S 15,7%, FORZA ITALIA 8,7%
Con l’avvicinarsi dell’elezione del Capo dello Stato, travagliata già prima di cominciare come non mai nella storia della Repubblica, riemergono con maggiore risalto i sondaggi dei partiti, strumenti utili da sbandierare all’occasione ad alleati e avversarsi prima e durante la trattativa che precede la votazione per il nuovo Presidente.
Pd, si conferma primo partito nel sondaggio di Euromedia Research per Porta a Porta (Rai) con il 21,3 per cento in crescita dello 0,8 per cento. Fratelli d’Italia, seconda forza politica, al 19,5 per cento con un incremento di mezzo punto.
Sono i primi due dati che balzano agli occhi nel sondaggio sulle intenzioni di voto degli italiani alle politiche aggiornato al 20 dicembre con un raffronto temporale con l’ultima rilevazione avvenuta il 17 novembre scorso.
Terzo partito, la Lega al 17,8 per cento. Il partito guidato da Matteo Salvini perde nel confronto con l’ultima rilevazione lo 0,3 per cento. Il Movimento cinquestelle si attesta poco sotto il 16 per cento (15,7%) e perde mezzo punto rispetto al mese precedente. Sul fronte centro destra guadagna lo 0.7 per cento nelle intenzioni di voto il partito di Silvio Berlusconi, Forza Italia, infatti, è il quinto partito con l’8,7 per cento.
Al di sotto del cinque per cento, c’è Azione di Carlo Calenda con il 3,8 per cento (-0,2%), Mpd-Articolo 1 con il 2,4% (+0,4%), +Europa al 2,1 per cento (+0,3%) e il partito di Matteo Renzi Italia Viva che scende al 2 per cento (-0,2%).
Sotto il 2 per cento ci sono la Federazione dei Verdi con l’1,6% (-0,1%), Sinistra italiana con l’1,6 pee cento.
Il ‘partito’ degli indecisi rappresenta il 35,7 per cento delle intenzioni di voto complessive e registra un decremento di quasi 1 punto rispetto all’ultima rilevazione.
(da agenzie)
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Dicembre 22nd, 2021 Riccardo Fucile
LE STRATEGIE CONFUSE PARTITO PER PARTITO
A un mese dall’elezione del successore di Mattarella, il borsino dei candidati assomiglia ancora molto a un gioco di fantasia.
Tra vertici, incontri più o meno segreti e casuali presentazioni di libri. Ma in filigrana si individuano se non le strategie almeno gli obiettivi. Mentre si loda l’idea del “presidente condiviso”, ognuno pesa le proprie carte. Il centrodestra ha i numeri per darle, ma l’attivismo di Berlusconi e il silenzio di Draghi mettono in stallo gli altri due alleati.
Il Pd respinge l’incubo del Cavaliere, si rassegnerebbe a Draghi ma spererà fino all’ultimo in un ripensamento di Mattarella che non tenda come un elastico la legislatura e il patto con i grillini.
Di contorno, c’è il feeling tra Letta e Meloni in chiave di legittimazione bipolarista della leadership reciproca, versione Sandra e Raimondo della politica“Ma loro facevano più ridere”, commenta acido Renzi, che punta a un ruolo a metà tra ago della bilancia e incursore. Ecco una mappa delle volatili geografie d’aula aggiornata a questo pomeriggio. Da cui resta escluso il partito potenzialmente più forte: quello dei franchi tiratori.
Forza Italia: c’è solo Berlusconi, almeno finché non sarà lui a cambiare cavallo. E nel caso lo farà all’ultimo istante, quando il suo pallottoliere di fiducia (metà Gianni Letta, metà istinto) gli avrà consegnato il responso definitivo. A quel punto si intesterebbe Draghi al Colle senza se e senza ma. Occhio al timing però: il premier sarebbe in campo nelle prime votazioni, l’ex premier dalla quarta. Insomma: dal presidente patriota al kingmaker della scelta che stabilizza la patria. Difficile invece che possa schierare il partito per altre personalità del centrodestra (Pera), che ne sancirebbero il fallimento personale, tantomeno per l’ex alleato Casini. Prudente l’ala azzurra governista. Altalenante l’umore dentro Fi: chi sogna insieme al Cavaliere (lui il settennato, loro la rielezione) e chi teme che l’effetto “carica dei 101” farebbe esplodere la coalizione.
Lega: per Salvini ufficialmente quello di Berlusconi è il nome più “autorevole” in campo (ed è pure permaloso), mentre Draghi sta bene dov’è visto che gli ha servito obblighi vaccinali, restrizioni covid varie, stato di emergenza e a monte il governo con il Pd. In realtà, il Capitano ha cercato di “stanare” le intenzioni del premier, e darebbe via libera al suo trasloco con un accordo che eviti le elezioni anticipate. Naturalmente ha un Piano B: sfilarsi dalla maggioranza per un ultimo spicchio di legislatura con le mani libere e il ritorno al partito di lotta tout court. E chissà cosa ne penserebbero a quel punto Giorgetti, Zaia, gli altri ministri e governatori, il “partito del Nord”.
FdI: è il partito più tiepido sull’ipotesi Berlusconi. Per Giorgia Meloni è un “patriota”, ma potrebbe averci ripensato o – vedi mai – non avere i voti. Per Crosetto i mercati vogliono Draghi come garante della stabilità. Per La Russa se Draghi vuole il Colle “è difficile che non ci riesca”. Il messaggio è inequivoco: trasloco e voto anticipato. Se poi non glielo danno (numericamente contano il giusto), pazienza: rush finale e campagna elettorale dall’opposizione. Unico intoppo: la compagnia leghista da quella parte della barricata. Piano B: un Mister X da concordare con Salvini (e forse Renzi), imporre agli altri, far deglutire a Berlusconi. Ancora meglio se donna, come Letizia Moratti.
Pd: è l’unico partito che parte direttamente dal Piano D: il bis di Mattarella chiesto a furor di popolo in conclamata assenza di uno straccio di alternativa. E pazienza se l’attuale capo di Stato si è accomiatato urbi et orbi, dagli ambasciatori come dagli studenti. Per il partito guidato da Enrico Letta è uno choc non avere i numeri prima ancora dei candidati. Fatto sta che gioca di rimessa su Draghi (impossibile dirgli di no) e fa catenaccio contro Berlusconi. Brandendo la minaccia del voto anticipato, efficace con quattro quinti dei parlamentari: Dem e Cinquestelle Silvio a presiedere il Csm non lo reggerebbero. Ecco il feeling ostentato con Meloni per incrinare (ulteriormente) il centrodestra. E la girandola di nomi: Giuliano Amato, imminente presidente della Consulta in buon rapporti con Luigi Di Maio; Anna Finocchiaro e Rosy Bindi quote rosa; Casini (meno popolare) alla voce riserva della Repubblica. Per tacere del gotha dei dirigenti Dem degli ultimi trent’anni.
M5S: è il partito-ircocervo, indecifrabile e imprevedibile. Si compatta solo sul no a Berlusconi: “dritto, drittissimo” per Giuseppe Conte. Secondo punto fermo: niente accordi con Renzi, di qualsiasi genere. Su Draghi il suo predecessore non si sbilancia, Di Maio (considerato più “draghiano”) è prudente: “Va protetto e non tirato per la giacchetta, serve una figura che garantisca l’unità, dialogo ampio tra le forze politiche”. Molti, nel partito che sarà più falcidiato dalla perdita di seggi, cantano l’inno dello status quo temendo per la tenuta della maggioranza. Si vocifera che considerino Marta Cartabia, per la riforma sulla giustizia, meno digeribile di Amato. Nella prospettiva di strategie future dovrebbero decidere in asse con il Pd, ma non è detto che vada così.
Leu: Speranza e Bersani indicano la via costituzionale come bussola: no all’eccezionalità (dunque, a differenza del Pd, si interrogano sul bis di Mattarella) e cautela sull’eventuale trasloco di Draghi perché privo di precedenti e oggettivamente stressante a livello istituzionale. Prevedibile no a Berlusconi. Il capogruppo alla Camera Fornaro traccia un profilo: “Deve essere un presidente che unisce e non divide, che ricuce anche dal punto di vista delle tensioni sociali. E non mi sembra che le circostanze che hanno spinto Mattarella a dare vita al governo di unità nazionale siano venute meno”.
Italia Viva: l’unica certezza è la voglia di fare fuochi d’artificio. Con un ruolo tra ago della bilancia e incursore. Renzi ha detto apertis verbis che in questa fase non è alla ricerca del consenso (ricambiato, stando ai sondaggi, dagli elettori). In più, si è bruciato i ponti alle spalle con il Pd, la casa centrista è in stand-by, e gennaio potrebbe essere il gran finale di partita. Si attende rispettosamente lo scioglimento dell’enigma Draghi, ma il rischio dell’effetto domino è ben presente. Maria Elena Boschi ha lodato il “metodo Salvini” per una “candidatura condivisa”. Una figura politica: magari Casini o Amato. L’ex sindaco di Firenze ammicca anche a Berlusconi (via Micciché), ma nessuno dei due ci crede fino in fondo.
Coraggio Italia: dopo un’accelerazione sul progetto di federazione con i renziani, il gruppo di Toti e Brugnaro è alla finestra del centrismo che verrà. E chissà se proprio il Colle aprirà le fatidiche danze. Su Berlusconi non si sbilanciano, se non altro perché nessuno li invita ai vertici di coalizione. Amato e Casini non dispiacciono. Quagliariello si sfila con cautela dalla “riffa sui nomi” perché “serve una visione politica che tenga conto degli interessi del Paese e dia stabilità”. Altro che tirare Draghi per la giacchetta: il governatore ligure vorrebbe clonarlo direttamente. Tutte le strade portano allo stesso punto: la carta coperta, e l’attesa per il disvelamento. Al massimo entro il 20 gennaio.
(da Huffingtonpost)
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Dicembre 22nd, 2021 Riccardo Fucile
IL FILO COMUNE CHE LEGA L’INTERNAZIONALE CRIMINALE SOVRANISTA
Un comune filo conduttore lega i movimenti complottisti e radicali sparsi tra Europa
e Nord America. Sfruttare il coronavirus, i vaccini e oggi le terze dosi per attaccare in modo violento i governi in carica, rei di aver soppresso le nostre libertà sull’altare della dittatura sanitaria.
Sembra quasi anzi che questi gruppi, radicalizzati e molto virali sulla rete, non siano altro che le avanguardie di una regia comune che li usa per il lavoro sporco.
Una strategia digitale improntata alla disinformazione scientifica e la veicolazione di teorie cospirative hanno avuto buon gioco sia nel destabilizzare l’opinione pubblica digitale ma anche nel portare in piazza manifestazioni violente contro l’autoritarismo dei governi che imponevano i lockdown.
Movimenti tra loro diversi – destre radicali, operatori sanitari dissidenti, seguaci di medicina alternativa, movimenti new age – si alleano in rete per protestare in modo violento e aggressivo.
Grazie al web infatti la natura di questa alleanza prende forma in maniera globale passando dagli stati uniti fino al nostro paese e in tutta Europa. Oggi assistiamo, giorno dopo giorno, a un allargamento di questo blocco complottista e in particolare alla connessione tra teorici della cospirazione e movimenti estremisti già affermati.
Un report dell’Institute for Strategic Dialogue va proprio nella direzione di ricercare questa regia comune complottista, sparsa tra i pur differenti contesti nazionali.
Una prima radice che accomuna e fa da collegamento a questi vari movimenti è quella dell’Nwo, il nuovo ordine mondiale.
Si tratta, secondo le teorie complottiste, di una cupola formata da elité corrotte che governa in modo occulto le nostre vite avendo accesso alle stanze dei bottoni.
Proprio qualche giorno fa mentre facevo una ricerca su facebook ho trovato che il NWO – implicato nell’uso dei vaccini per uccidere e diminuire così la popolazione mondiale – era il trait d’union tra un movimento no-vax di estrema destra, “i Patrioti italiani ribelli”, e i Viral Vendetta un gruppo che invece vede nei vaccini l’emanazione del nazifascismo medico.
Ma il Nwo non è altro che il Deep State, lo stato profondo, ovvero il governo occulto che secondo la comunità complottista Qanon è responsabile di ogni nefandezza, pandemia e vaccini mortali compresi.
Insomma queste “strane” coincidenze ci suggeriscono che esiste un modello internazionale di lettura complottista della pandemia che lega – questa volta si con una regia occulta – i vari movimenti sparsi tra Europa e America.
Oltre all’esistenza di élite corrotte da combattere un altro elemento che accomuna i movimenti complottisti riguarda i bersagli dei loro attacchi. La ricerca dell’ISD ha notato che politici, giornalisti, scienziati e minoranze rappresentano delle categorie che i vari gruppi complottisti attaccano in modo aggressivo e contro cui organizzano delle vere e proprie sessioni di molestie dentro e fuori la rete.
Il 24 luglio 2021 a Trafalgar Square l’ex infermiera Kate Shemirani si è rivolta ad una folla di migliaia di persone – complottisti, attivisti contro i vaccini e militanti di estrema destra – additando medici e infermieri in lotta contro il covid come collaborazionisti di un regime nazista. Poco meno di un anno prima, una simile folla mista di attivisti anti-governativi, cospirazionisti e suprematisti bianchi, ha tentato di prendere d’assalto il parlamento tedesco in protesta contro il lockdown.
Scene che abbiamo visto durante l’insurrezione di Capitol Hill ma anche nel nostro paese quando i no-green pass hanno assaltato la sede della Cgil.
È un caso piuttosto inquietante che in Italia stia prendendo piede un movimento complottista i V_V che si ispira in modo esplicito alle teorie del film V per Vendetta dove un eroe si immola per la libertà del suo popolo facendo esplodere il parlamento corrotto.
Questa ondata di proteste violente è dunque il risultato più tangibile di una campagna globale che ha raccontato, in modo pressoché identico, il covid come il grimaldello usato dalle élite per imporci restrizioni alle nostre libertà.
Tra i vari gruppi analizzati nella ricerca dell’ISD alcuni più di altri riescono a veicolare la disinformazione online verso lo sbocco della piazza, dove nascono appunto le manifestazione violente che abbiamo citato. Parliamo di movimenti come i Groypers (suprematisti bianchi americani), il Partito Nazionale Canadese, Identitäre Bewegung (estremisti di destra europei) e infine i militanti di Forza Nuova.
Se ripensiamo ai fatti di Capitol Hill, quando l’assalto vero e proprio al Campidoglio americano era stato preparato da mesi di aggressive campagne online sulla retorica del voto rubato – #Stoptheseal – possiamo realmente intuire quanto lo schema del cospirazionismo possa fungere da carburante per passare dalla rete alle pistole.
(da Huffingtonpost)
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Dicembre 22nd, 2021 Riccardo Fucile
BLOCCATI DAVANTI ALLE PORTE DI ENTRATA
Qualche centinaio di cittadini ieri, 21 dicembre, ha assaltato il palazzo del Parlamento
di Bucarest, in Romania.
Si tratta di manifestanti No vax che, dopo avere inscenato una protesta davanti al palazzo legislativo contro i vaccini e le restrizioni anti Covid, si sono introdotti nell’edificio.
L’irruzione è riuscita perché la situazione è sfuggita al controllo delle guardie che presidiavano la costruzione. Entrati nel palazzo, attraverso il cancello di ingresso del Senato, i manifestanti hanno vandalizzato alcune auto come quella dell’ambasciatore statunitense.
L’assalto è durato poco: le persone sono state bloccate davanti alle scale e alle porte di accesso all’edificio e poi portate fuori dalla polizia. Il nuovo primo ministro, Nicolae Ciuca, ha esortato il ministero dell’Interno a garantire «l’integrità degli edifici pubblici di fronte alla possibilità di violente manifestazioni contro il governo». Dopo la vicenda, la Direzione Generale dei Gendarmi di Bucarest ha fatto sapere che prenderà provvedimenti, cominciando dall’identificazione degli organizzatori e dei partecipanti alla protesta.
Solo una settimana fa l’inviata del Tg1 Lucia Goracci e alla sua troupe erano rimasti reclusi otto ore negli uffici della senatrice romena Diana Iovanovici Șoșoacă, quando Goracci l’aveva incalzata nel corso di un’intervista.
Dopo alcune domande sulla gestione della pandemia, la senatrice ha chiuso dentro il suo ufficio la troupe del Tg1 insieme al cameraman Miki Stojicic e ha chiamato la polizia. «Avevamo concordato l’intervista per non fare una cosa alla Giletti – ha detto Lucia Goracci a La Stampa – ma quando l’abbiamo incalzata ha iniziato a accusarci di essere una tv di Stato, di parteggiare per il governo». La senatrice aveva invece rivendicato di stare «con Dio e la religione».
(da agenzie)
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Dicembre 22nd, 2021 Riccardo Fucile
IL DOTTORE HA SPORTO DENUNCIA
Una foto del figlio appena vaccinato di Paolo Mezzana, medico in prima linea per la campagna vaccinale anti Covid, è stata presa da alcuni No vax e postata su una nota pagina da circa 100 mila iscritti.
L’orgoglio di un padre è stato così preso e dato in pasto a centinaia di utenti che nelle ultime ore hanno preso d’assalto lo scatto scrivendo commenti come «Veniamo a prenderlo e lo portiamo via da voi». Ma anche «Assassini», «Siete delle merde a vaccinarlo»: 250 commenti in tutto.
A darne notizia è stato proprio il medico: «È stato fotografato un mio post privato con la fotografia di mio figlio mentre fa la vaccinazione per la Covid19 ed è stata pubblicata con i nostri dati chiaramente visibili su una pagina No vax con più di 100 mila iscritti. In poco più di un’ora è diventata virale con centinaia di condivisioni e con insulti e minacce nei miei confronti e nei confronti di mia moglie».
Mezzana ha deciso di sporgere denuncia presso la Polizia postale; la foto è sparita dalla pagina che nel frattempo è stata bloccata. Chi ha insultato il ragazzo rischia di finire in un’indagine.
(da agenzie)
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Dicembre 22nd, 2021 Riccardo Fucile
LA DENUNCIA DI ILARIA CAPUA
La virologa e docente all’Università della Florida, Ilaria Capua, qualche giorno fa in
un’intervista su Repubblica ha rimarcato l’importanza che ha avuto la campagna vaccinale per scongiurare la gravità della quarta ondata. Sebbene i contagi siano in crescita, e nonostante le incognite riguardanti la variante Omicron, infatti la scienziata sottolinea come i decessi e i ricoveri gravi risultino assolutamente incomparabili rispetto a qualche mese fa.
Capua spiega che la variante Omicron non è una sorpresa, il virus muta e si sapeva da tempo. Ma ora possiamo combatterlo non solo con gli strumenti che già conosciamo, distanziamento, dispositivi di protezione, igienizzazione, ma anche e soprattutto con l’arma del vaccino. Per questo spiega a Repubblica cosa c’è da rispondere a chi è ancora in dubbio perché anche i vaccinati si possono ammalare:
“Che il vaccino non prevenga l’infezione lo sappiamo da sempre. Però evita la malattia più grave, che è quanto vogliamo. Non bisogna mai perdere di vista il vero punto di rottura, cioè il sovraccarico degli ospedali. Se non avessimo il vaccino, e le persone si comportassero da negazionisti, avremmo i morti per strada, come in Ecuador, Perù, Brasile. L’obiettivo di questa macchina, green pass, tamponi, vaccinazioni, terza dose, distanziamento, qual è? Non mandare in sovraccarico gli ospedali, perché se succede come l’anno scorso a Bergamo, la gente rischia di morire a casa o per strada. Non solo di Covid ma anche di infarto. Quindi è verosimile che arrivata Omicron ci sarà un’impennata dei contagi. Ci sarà, ma se la gente è vaccinata non finisce in ospedale”.
Un incentivo a fare la terza dose dunque come raccontava qualche tempo fa appena dopo aver ricevuto il booster: “Ho fatto la terza dose, sono contenta di averla fatta”.
Si sente, è una stimolazione aggiuntiva, che avviene per moltissimi tipi di vaccino. A chi la farà, dico che si sente”.
Perché ora, con la variante Omicron, rimarca la virologa, la terza dose è l’unica soluzione. E a chi risponde che ne potrebbe arrivare una quarta o una quinta Capua non nasconde la verità: il Covid potrebbe rendere necessaria una dose stagionale di vaccino, esattamente come l’influenza, perché il virus resterà tra noi. La differenza sostanziale è che non sarà più mortale: “All’inizio di ogni inverno si farà il richiamo, come per l’influenza. Non capisco questa ansia di dire, faremo la quarta dose, la quinta: e allora? Per fortuna le abbiamo”.
(da agenzie)
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Dicembre 22nd, 2021 Riccardo Fucile
I NAS SCOPRONO 308 TRA MEDICI E SANITARI NON VACCINATI AL LAVORO
QUANTE PERSONE AVRANNO CONTAGIATO QUESTI CRIMINALI?
Da novembre ad oggi i carabinieri dei Nas hanno scoperto 308 medici e operatori sanitari non vaccinati irregolarmente al lavoro.
Durante i servizi di controllo, i militari hanno monitorato 6.600 posizioni. Deferiti alle procure 135 tra medici, odontoiatri, farmacisti, infermieri e altre figure ritenute responsabili di esercizio abusivo della professione per aver proseguito lo svolgimento delle proprie attività nonostante fossero oggetto di provvedimenti di sospensione. Eseguite anche chiusure e sequestri di 6 studi medici e dentistici nonché di 2 farmacie, al cui interno svolgevano l’attività professionisti già sospesi.
In particolare, i Nas di Catania hanno scoperto e sanzionato un dirigente medico che operava al Servizio di continuità assistenziale – Guardia Medica – di un paese in provincia di Messina nonostante fosse in possesso di green pass scaduto di validità per non essersi sottoposto alla terza dose di vaccino anti Covid-19 entro i termini previsti. Inoltre, un dirigente medico di oncologia, in servizio presso il presidio ospedaliero di Caltagirone (Catania), è stato sanzionato per aver esercitato la propria professione senza essersi vaccinato.
A Trento i Nas hanno sanzionato due medici in servizio in una clinica di otorinolaringoiatria di Bolzano che continuavano a svolgere l’attività lavorativa nella struttura senza aver ottemperato all’obbligo vaccinale. Segnalato anche il legale rappresentante per aver omesso di verificare l’adempimento da parte dei propri dipendenti a quanto disposto dalla normativa.
A Parma è stata denunciata a piede libero una dottoressa medico di base, appartenente a uno studio associato di medici di medicina generale in San Giorgio Piacentino (Piacenza), sorpresa a svolgere la propria attività nonostante fosse in possesso di certificazione verde non valida, poiché non ancora sottopostasi alla somministrazione della terza dose di vaccino anti Covid-19.
A Treviso i Nas hanno sorpreso al termine di un turno di lavoro notturno, un’infermiera in servizio in una R.S.A. di San Donà di Piave (Verona), già sospesa dall’Ordine delle professioni infermieristiche della provincia di Trento per non essersi sottoposta all’obbligo vaccinale. La donna è stata denunciata a piede libero.
A Caserta sono state individuate e sanzionate 2 farmaciste, rispettivamente titolare e dipendente di una farmacia di Caserta, entrambe non vaccinate e non ancora sospese dall’Ordine.
(da agenzie)
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