Dicembre 5th, 2022 Riccardo Fucile
ZELENSKY È TENTATO DI PROCEDERE CON UN’OFFENSIVA SULLA CRIMEA CHE COMPROMETTEREBBE OGNI TENTATIVO DI NEGOZIATO
Dall’altra parte del fiume: l’avanzata dell’esercito ucraino nell’area di
Kherson segna un risultato significativo, anche dal punto di vista simbolico.
L’altro giorno i militari dell’unità speciale Karlson hanno alzato la bandiera dell’Ucraina sulla torre di una gru nella sponda sinistra del fiume Dnipro. Quella orientale. Dopo l’invasione, rapidamente l’esercito di Putin aveva occupato tutta la regione che si affaccia sul mar Nero, di fronte alla Crimea.
In primavera c’era chi dava per scontato che l’inarrestabile offensiva russa avrebbe travolto prima Mykolaiv per prendere poi Odessa. Lo sviluppo del conflitto, però, è stato molto differente da quello auspicato da Putin: i russi sono stati costretti a ritirarsi, ad abbandonare la città di Kherson, e ora stanno arretrando verso Est.
La bandiera ucraina innalzata sulla sponda orientale del fiume Dnipro è simbolicamente devastante. Zelensky ha sempre detto: «Abbiamo la possibilità di riprendere la Crimea». E sembra esserci un filo che unisce l’episodio della bandiera issata a Est del fiume Dnipro e il sondaggio diffuso ieri dal Ministero della Difesa britannico. Il 55 per cento del campione dei cittadini russi intervistati ha dichiarato di essere favorevole ai colloqui di pace con l’Ucraina. Solo il 25 per cento dice di sostenere il proseguimento della guerra.
Per la Russia le possibilità di concludere il conflitto in tempi rapidi sono quasi inesistenti. Avril Haines, direttrice dell’intelligence Usa, nei prossimi mesi vedremo combattimenti «a ritmo ridotto». «I contendenti cercheranno in questa fase di lavorare per riparare, rifornire e ricostruire.
Gli eserciti ucraino e russo si prepareranno a un controffensiva dopo l’inverno. «Ma abbiamo – sostiene Avril Haines – una buona dose di scetticismo sul fatto che i russi, in effetti, saranno in grado di farlo». Anche per gli ucraini, però, non sarà facile resistere. Soprattutto per la popolazione, alla luce dei blackout che proseguono, anche a Kiev, con le temperature ormai costantemente sotto zero. Ieri la Marina ucraina ha denunciato: le forze russe stanno usando armi chimiche, granate che emettono gas.
(da “il Messaggero”)
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Dicembre 5th, 2022 Riccardo Fucile
I SALVINIANI PREVALGONO PER 12 VOTI SOLO A VARESE
Era ciò che più temevano i parlamentari leghisti eletti lo scorso 25 settembre, fortemente ridimensionati rispetto alla passata legislatura: la base storica del partito, quella che ha fatto la fortuna di Umberto Bossi tra l’arco alpino e la pianura padana, non regge più i vertici.
Dopo un paio di mesi dal voto nazionale, è arrivata la reazione dei militanti. I candidati alle segreterie provinciali che hanno ricevuto l’investitura da Matteo Salvini non ottengono un plebiscito.
Tutt’altro, vincono di misura o addirittura perdono contro i cosiddetti “nordisti”.
Il Capitano ha perso il suo tocco magico, la sua propaganda non fa più breccia nell’elettorato. E, va detto, i tanti ex parlamentari rimasti fuori dal giro elettorale e a cui erano stati promessi compensazioni di governo e sottogoverno hanno soffiato sul fuoco della rivolta.
Il risultato è che gli iscritti della Bergamasca, roccaforte del partito da quando il suo simbolo era ancora il sole delle Alpi, hanno punito il segretario: eletto Fabrizio Sala, “nordista” non allineato a Salvini. Succedeva il 20 novembre. Non è stata una casualità, un’eccezione: oggi, 4 dicembre, i vertici di via Bellerio subiscono un altro scossone.
Nella provincia di Brescia, tra le più popolose a livello di militanza leghista, il comitato del Nord esulta per la vittoria di Roberta Sisti. La sindaca di Torbole Casaglia ha ottenuto 391 voti, superando non di poco il salviniano Alberto Bertagna, ex segretario provinciale che si è fermato a 365 schede.
Il leader della Lega non può essere felice per il risultato ottenuto nell’altra culla leghista, la provincia di Varese.
Andrea Cassani, sindaco di Gallarate sponsorizzato da Salvini, ha battuto per appena 12 voti Giuseppe Longhin, su cui sono confluiti i voti del comitato del Nord. L’establishment del Carroccio aveva dato ordine a tutti i grandi elettori di essere presenti al Teatro sociale di Busto Arsizio: il rischio di perdere il controllo della provincia di Varese era nell’aria. A consegnare le proprie schede c’erano tutti i big, dal governatore Attilio Fontana all’europarlamentare Isabella Tovaglieri, dal deputato Stefano Candiani ai consiglieri regionali, Francesca Biranza, Marco Colombo e Emanuele Monti. Tutti tranne uno: Giancarlo Giorgetti, veterano della Lega varesotta, non si è presentato alla chiamata alle urne.
Il secondo round di elezioni di segretari provinciali, dopo una stagione di commissariamenti federali, ha visto il voto anche a Como, Lodi, Cremona e Pavia. A Como ha vinto Laura Santin, moglie del coordinatore della Lega Lombarda Fabrizio Cecchetti, il quale lo scorso ottobre era stato raggiunto da una lettera di diffida «a cessare la promozione dell’associazione politica “comitato Nord” nei confronti degli iscritti a Lega per Salvini premier e l’utilizzazione dei simboli e della denominazione del partito».
A Cremona, è stato eletto segretario Simone Bossi, anche lui vicino al comitato Nord.
Claudio Bariselli, neosegretario a Lodi, si è schierato contro la linea di Salvini, criticando pubblicamente il nuovo feticcio della Lega nazionalpopolare, il Ponte sullo Stretto.
A Pavia, infine, ha vinto Jacopo Vignati ai danni della “nordista” Roberta Marcone. Ma non si può dire certamente che si tratta di un candidato salviniano: Vignati è stato sostenuto dal vicepresidente del Senato, Gianmarco Centinaio, che non ha fatto mistero di essere rimasto deluso della sua mancata riconferma al ministero dell’Agricoltura.
Nelle prossime settimane, si eleggeranno i candidati delle province Lecco, Sondrio, Monza-Brianza, Milano e Ticino-Martesana, così ripartite nella singolare geografia leghista.
(da agenzie)
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Dicembre 5th, 2022 Riccardo Fucile
“ERANO ALLO STREMO DOPO 15 ORE SU UN GOMMONE”
Nuova missione in mare per la nave Geo Barents di Medici senza Frontiere.
Intorno alle 17 di domenica 4 dicembre – il team di Msf ha effettuato il salvataggio di 74 persone, tra cui molte donne e minori, partiti dalla Libia la notte scorsa a bordo di un gommone.
«Le operazioni di salvataggio nel Mediterraneo centrale sono in corso. La nostra squadra ha soccorso 74 persone partite dalla Libia ieri notte su un gommone sovraffollato e instabile», ha scritto la Ong su Twitter, precisando che le persone salvate sono in condizioni di estrema vulnerabilità.
«I sopravvissuti – scrive sul social network – sono esausti e deboli dopo aver trascorso 15 ore in mare in condizioni meteorologiche avverse. Ora tutti sono al sicuro a bordo della Geo Barents e stanno ricevendo le cure necessarie dal team di Msf».
Dopo il braccio di ferro con il governo Meloni ad inizio novembre per l’approdo a Catania, conclusosi infine con lo sbarco di tutti i 572 migranti a bordo, la Geo Barents aveva fatto sapere nei giorni scorsi di essere tornata nel Mediterraneo, pronta a riprendere le sue missioni di ricerca e salvataggio.
(da agenzie)
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Dicembre 5th, 2022 Riccardo Fucile
“PENSAVANO DI AVERE IN MANO IL BIGLIETTO VINCENTE PER IL PARLAMENTO”
Gianluigi Paragone deve fronteggiare qualche problema interno in Italexit. Dopo aver mancato la soglia del 3% necessaria per eleggere parlamentari, nel movimento del giornalista c’è maretta.
Il Corriere della Sera racconta che c’è chi vorrebbe persino sfiduciarlo. Ma lui replica punto per punto: «Chi dice che arrivare al 2% in un anno è un insuccesso non capisce nulla di politica».
Mentre annuncia al quotidiano le sue due prossime mosse. La prima sarà commissariare tutti i quadri locali che contestano la sua leadership.
La seconda sarà fondare un nuovo partito con il suo nome: “Per l’Italia con Paragone”.
«In alcuni casi è stata messa in discussione la mia linea, in altri c’è una rivolta dei circoli provinciali. In generale servono persone nuove, più esperte per questa nuova fase. La base? Speravano di avere in mano il biglietto vincente della lotteria per il Parlamento. E quando è andata male hanno iniziato a contestare. Piagnucolano. I militanti non si stracceranno le vesti per chi fa i capricci». Mentre il cambio di nome è necessario perché «il partito si identifica con la mia leadership».
(da agenzie)
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Dicembre 5th, 2022 Riccardo Fucile
LA RIDUZIONE RIGUARDERA’ UN TERZO DELLA PLATEA IN ETA’ DA LAVORO, IN PARTICOLARE UOMINI
Poco meno di un milione degli attuali beneficiari perderà il Reddito di
cittadinanza. E, fra loro, soprattutto chi ha tra i 45 e i 60 anni. Le stime di Istat, presentate dal presidente dell’Istituto nazionale di statistica, Gian Carlo Blangiardo, in audizione alla Camera sulla manovra di bilancio 2023, confermano quelle annunciate anche da Bankitalia. «La riduzione colpirà circa 846 mila individui, vale a dire poco più di un beneficiario su cinque», ha detto Blangiardo. Ma la parte più interessante del suo intervento riguarda le fasce di età e la composizione dei nuclei familiari colpiti: «Se si considerano i soli beneficiari in età compresa fra 18 e 59 anni – ha spiegato infatti il presidente di Istat – il taglio riguarderà oltre un terzo di essi. La decurtazione della durata coinvolgerebbe in prevalenza i nuclei familiari di ridotte dimensioni (in particolare coinvolge più della metà degli individui soli) e la componente maschile, e investirebbe quasi la metà dei beneficiari in età compresa fra 45 e 59 anni». Colpiti meno i giovani che in questo momento non studiano e non cercano lavoro: «Il taglio comprende un terzo dei NEET fra 18 e 29 anni beneficiari del Reddito, e si caratterizza per livelli di istruzione appena più elevati rispetto alla restante platea dei beneficiari appartenenti alla stessa classe d’età».
(da agenzie)
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Dicembre 5th, 2022 Riccardo Fucile
LA MISURA NON PIACE NEANCHE ALLA MAGGIORANZA DEGLI ELETTORI DELLA LEGA E A UN TERZO DI QUELLI DI FI E FDI… LA MANOVRA PIACE SOLO AL 17,4% DEGLI ITALIANI: BOCCIATA LA MELONI
Gli italiani preferiscono il Pos. Un sondaggio di Euromedia Research di cui parla oggi Alessandra Ghisleri su La Stampa dice che soltanto il 33% condivide la linea del governo Meloni sui pagamenti elettronici e la soglia di 60 euro.
Dopo gli esperti che hanno segnalato come l’80% dei pagamenti con bancomat e carte di credito sia già sotto la soglia, l’esecutivo incassa anche questa bocciatura, mentre Giorgia Meloni già prepara il parziale dietrofront.
Secondo il sondaggio il 56,2% degli italiani boccia il provvedimento. Tra questi un terzo degli elettori di Forza Italia e Fratelli d’Italia. E la maggioranza degli elettori della Lega. In compenso la misura è molto apprezzata dai commercianti: il 65,2% la promuove.
Il giudizio sulla manovra
Complessivamente il campione di Euromedia Research non è soddisfatto nemmeno della Legge di Bilancio. Il 24,8% si aspetta “più tasse”, il 41,6% pensa che la pressione fiscale non calerà. Soltanto il 17,4% promuove la prima finanziaria del governo Meloni.
E soltanto il 30% la ritiene adeguata per affrontare il carovita (per il 55,9% non lo è).
(da agenzie)
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Dicembre 5th, 2022 Riccardo Fucile
URLA E TONI AGGRESSIVI GRAZIE A UN GOVERNO CHE VUOLE PROTEGGERE GLI EVASORI E RIPORTARCI AL MEDIOEVO
“E’ finita la pacchia delle banche”: è stata la risposta di un taxista genovese
alla vicepresidente vicaria del Coni, ed ex campionessa di atletica, Silvia Salis, al momento di pagare la corsa, all’aeroporto di Genova, dopo aver chiesto al conducente se fosse possibile saldare con il bancomat.
L’ex lanciatrice del martello – in bacheca ha dieci titoli italiani – ha denunciato su Twitter l’accaduto anche perchè oltre a rifiutarle la modalità di pagamento scelta, il taxista ha cominciato a urlare e a usare toni aggressivi.
“Genova, taxi verso aeroporto: vedo il Pos e quindi chiedo di pagare con il bancomat i 32 euro – riassume in un Tweet Salis l’accaduto – mi dice di no. Che ora lui non è più obbligato ‘che è finita la pacchia delle banche’ che a lui servono i contanti. Di fronte alle mie obiezioni ha iniziato a urlare contro con arroganza”.
Il racconto di Salis, che è sposata con il regista Fausto Brizzi con cui vive a Genova, sta rimbalzando sulle bacheche social, peraltro a poche ore di distanza dalla retromarcia della premier Meloni sulla soglia dei 60 euro per i pagamenti con il Pos. Salis è spesso impegnata a Genova, con il marito, in azioni di solidarietà a favore dell’ospedale pediatrico Gaslini.
(da agenzie)
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Dicembre 5th, 2022 Riccardo Fucile
UN GOVERNO VOTATO DAGLI EVASORI FISCALI CHE ORA RESTITUISCE IL FAVORE AI PARASSITI: QUESTA SAREBBE LA “DESTRA DELLA LEGALITA'”
“Quando il limite all’uso del contante era di 1000 euro dovevo inventarmi degli stratagemmi per fare acquisti importanti o per depositare i soldi nel conto corrente. Vivevo nel timore di essere segnalato all’Agenzia delle entrate“.
Ora invece è più tranquillo Marco, artigiano di Varese che, dalla sezione del Corriere della Sera dedicata alle lettere dei lettori, spiega chiaramente e in poche righe qual è il pregio principale dell’innalzamento del tetto del contante a 5mila euro.
“Sono uno dei tanti che fattura solo una parte delle sue entrate”, ammette candidamente il signor Marco, specificando che in questo modo ha la possibilità di risparmiare su Iva, contributi e Irpef. “E posso a mia volta fare risparmiare qualcosa ai miei clienti che, non potendo portare niente in detrazione, sono ben disposti a pagare in contanti”. Ora, dopo il via libera dal Consiglio dei ministri al provvedimento sull’innalzamento del limite del contante, potrà spendere fino a 5mila euro in una volta sola, senza che nessuno sospetti niente. Tanto che, dalle pagine del quotidiano di via Solferino, esulta: “Vivrò molto più serenamente“.
(da agenzie)
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Dicembre 5th, 2022 Riccardo Fucile
“TETTO A CONTANTE E POS SERVONO PER CONTRASTO A CRIMINALITA'”… “CON LA FLAT TAX PENALIZZATI I DIPENDENTI”
Secondo round di audizioni sulla Manovra del governo Meloni. Un
documento che il governo è già pronto a ridiscutere, a cominciare dalla possibile retromarcia sul limite a 60 euro per le sanzioni sui negozianti che non accettano i pagamenti digitali via Pos: ieri la presidente del Consiglio ha detto che potrebbe anche scendere.
Ma anche la materia pensionistica è in bilico, con la maggioranza che preme per rivedere il meccanismo molto penalizzante di Opzione donna. Pochi parlamentari al via dell’audizione di Bankitalia: quattro presenti (incluso il presidente), tre da remoto sui 50 delle commissioni Bilancio riunite di Camera e Senato. E da via Nazionale arrivano chiare indicazioni negative, proprio sui punti più caldi: tetto al contante e pos servono per contrastare la criminalità, mentre la flat tax penalizza i dipendenti. Anche il Cnel punta il dito contro il rialzo al tetto del contante e i condoni che “non aiutano contro la lotta all’evasione”.
(da agenzie)
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