Marzo 21st, 2023 Riccardo Fucile
DOPO L’INVASIONE RUSSA IN UCRAINA HA PERSO IL PUBBLICO INTERNAZIONALE
“Cari amici! Il tempo vola. Tutto cambia. Il mondo intorno a noi
cambia, noi tutti cambiamo e anche i nostri obiettivi e desideri cambiano. Abbiamo sognato sei anni fa un ristorante che è diventato il Twins Garden. Il sogno è diventato realtà grazie al nostro eccellente team, alla sua professionalità e piena dedizione. Il nostro team ha dato al ristorante non solo i propri punti di forza, ma parte della propria anima. Twins Garden è un ristorante creato dai cuori. E siamo felici che insieme siamo riusciti a realizzare il miglior progetto della nostra vita. Ora è il momento di stabilire nuovi obiettivi, sognare nuovi sogni e andare avanti. Perché il movimento è vita. Oggi è il nostro ultimo giorno al ristorante Twins Garden. Quello che viene dopo? Abbiamo molte idee e progetti. Ti diremo sicuramente tutto quando sarà il momento. Ringraziamo sinceramente il nostro team, il nostro investitore e i nostri cari ospiti per cui tutto è iniziato. Grazie! E ci vediamo presto!”
È il commiato dei gemelli omozigoti Ivan e Sergey Berezutskiy del celebre ristorante moscovita che avevano iniziato semplicemente come Twins, ma poi, siccome volevano portare a tavola non solo la loro cucina ma anche i loro prodotti, hanno creato una fattoria poco fuori Mosca. Aggiungendo il termine Garden (orto) al nome dell’originario locale. Un progetto di gusto ma anche di sostenibilità: il 70 per cento degli ingredienti del loro ristorante viene (ma bisogna ora dire veniva) da là e poi gli avanzi venivano rispediti per nutrire gli animali.
Premio per il miglior ristorante russo, al 29esimo posto della classifica World’s 50 Best e due stelle Michelin conquistate pochi giorni prima dell’inizio della guerra in Ucraina, oggi i fratelli Berezutskiy annunciano che sarà il loro ultimo servizio. Per i clienti affezionati basta con “Rediscover Russia”, che valorizza i prodotti locali provenienti da tutte le regioni della nazione, e basta “Vegetables”, il menu tutto vegetale dedicato a dimostrare l’ampio potenziale delle verdure. Basta, almeno al momento, con la visita nel loro incredibile laboratorio di sperimentazione da dove uscivano vini di ortaggi, di frutti e i loro famosi vini di funghi.
I giornalisti gastronomici russi commentano che è solo la voglia di nuovi progetti e nuovi obiettivi la ragione per cui vogliono trasferirsi, ma è difficile non cogliere nelle loro parole di saluto un riferimento a ragioni non solo alimentari. Il locale era infatti molto frequentato dalla clientela internazionale, un pubblico che dall’inizio dell’invasione russa in Ucraina è ovviamente sparito.
(da La Repubblica)
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Marzo 21st, 2023 Riccardo Fucile
BAERBOCK: “LA MORTE NEL MEDITERRANEO Eì UNA FERITA APERTA DELL’EUROPA”
Annalena Baerbock, ministra degli Esteri tedesca, in un’intervista a La Repubblica ha parlato della questione migranti e della necessità della Ue di fare fronte comune per promuovere i salvataggi in mare.
Una visione che smonta e ridicolizza l’idea del governo Meloni, che vorrebbe impedire le partenza (cosa impossibile da realizzare).
«Se chiunque provasse solo a immaginare di stare su uno di quei gommoni e di assistere alla morte del proprio figlio nel Mediterraneo, non credo che dormirebbe più sonni tranquilli. La morte nel Mediterraneo è la ferita aperta dell’Europa: non siamo riusciti a definire una politica comune. Per quanto difficile, continueremo a lavorarci ostinatamente. Non possiamo abbandonare i Paesi ai confini esterni della Ue, né quando salvano gli esseri umani in mare, né quando respingono chi arriva alla frontiera ma non ha diritto all’asilo. Per me è molto importante che sia ripristinata una missione europea di salvataggio in mare. Significa anche responsabilizzare i Paesi ai confini esteri della Ue a registrare chi arriva. E quelle persone devono essere trattate in modo umano e occorre salvare chiunque rischi la vita. Infine, la redistribuzione non può essere spontanea, ma espressione di un processo ordinato. Ci vuole umanità e ordine».
La leader dei Verdi tedeschi ha poi parlato della guerra in Ucraina. «Il pacifismo – spiega – non vuol dire tollerare le ingiustizie. Ma che nessuno può usare la violenza per ottenere i suoi obiettivi. Se Putin viola brutalmente il diritto internazionale, assale un Paese vicino e più piccolo, uccide a sangue freddo delle persone, dal mio punto di vista abbiamo la responsabilità internazionale di aiutare la vittima. E in questo caso è l’Ucraina e il suo popolo. Perciò abbiamo cercato per l’intero anno scorso di dissuadere Putin anche con i canali diplomatici da questa brutale guerra d’aggressione. Ma la risposta di Putin è stata: attacchi ancora più brutali. Perciò sosteniamo l’Ucraina anche con le armi. Perché una pace imposta con la forza non è una pace. Voltarsi dall’altra parte sarebbe omissione di soccorso».
(da agenzie)
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Marzo 21st, 2023 Riccardo Fucile
I PARENTI DELLE VITTIMA DI MAFIA A MILANO: “SPERIAMO IN LEI”, ELLY REPLICA: “GRAZIE, CE LA METTERO’ TUTTA”
Elly Schlein era a Milano, per partecipare alla grande manifestazione
contro la mafia organizzata nel giorno della Memoria e dell’Impegno promossa da Libera. «Sono molto contenta di essere qua, è una bella giornata oggi, ci sono tanti giovani, amministratori e amministratrici».
La segretaria del Pd è stata avvicinata da due parenti delle vittime della `Ndrangheta, Stefania Grasso e Debora Cartisano.
Una di loro le ha raccontato la sua storia, di quel padre che era un militante del Pc. «Mi ha cresciuta con «ideali che spero di ritrovare insieme a lei» ha detto rivolgendosi alla segreteria del Pd, che ha replicato «grazie, ce la metteremo tutta».
Un’altra parente di vittima di mafia l’ha ringraziata per la sua presenza alla manifestazione, «qui noi siamo persone comuni ma volevamo dirle grazie». «Per me è la cosa più preziosa – ha replicato Schlein – . E questo è un appuntamento a cui tengo molto. Buon 21 marzo ci vediamo presto».
«Sappiamo che in momenti di difficoltà economica gli strumenti che ci diamo per contrastare l’infiltrazione delle mafie nell’economia legale devono essere ulteriormente rafforzati. E purtroppo non stiamo vedendo questo». Lo ha detto la segretaria del Pd Elly Schlein a margine della manifestazione antimafia di Milano.
«Non si fa alzando il tetto del contante, non si fa agendo per indebolire le tutele della legalità nel codice degli appalti – ha aggiunto -. Lo si fa con una grande operazione di maggiore trasparenza e controllo, di maggiore formazione, fin dalle scuole e dentro le pubbliche amministrazioni, con una battaglia che è anche culturale».
(da agenzie)
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Marzo 21st, 2023 Riccardo Fucile
NEI VERBALI SUL MATERIALE RITROVATO SULLA SPIAGGIA, NON C’È TRACCIA DELLO ZAINO… IL “MALLOPPO” POTREBBE ESSERE NELLE MANI DELL’UNICO SCAFISTA RIUSCITO A SCAPPARE
Il tragico viaggio dei profughi, da Smirne verso le coste calabresi, è costato oltre alla vita (88 di loro sono morti annegati nel naufragio di Steccato di Cutro), 4.000 euro per ogni minore e 8.000 per gli adulti. Sul «Summer Love» il caicco spezzatosi in due a 150 metri dalla riva, viaggiavano 180 persone(il numero esatto ancora non è stato accertato), di cui 30 minori
L’organizzazione che cura le traversate di questi sventurati avrebbe quindi incassato 1.560.000 euro. Una cifra esorbitante che, come riferito da alcuni superstiti del naufragio, gli scafisti si sarebbero portati dietro, durante il viaggio.
«Erano in uno zainetto nero – hanno detto al magistrato – sistemato sotto il divano dove era seduto uno degli scafisti. Tra di noi si diceva potessero essere più di un milione». Lo zainetto, però, non è mai stato trovato, né c’è traccia nei verbali di sequestro del materiale rinvenuto sulla spiaggia.
L’ingente somma, infatti, potrebbe essere nelle mani dell’unico scafista riuscito a scappare subito dopo la tragedia. È un siriano e su di lui pende un mandato di cattura europeo. Gli altri quattro, di cui un minore, sono stati arrestati. Un quinto è morto annegato. Lo scafista in fuga, così com’è stato per Gun Ufuk, rintracciato in Austria dopo otto giorni, potrebbe aver raggiunto la Germania o i Paesi Bassi.
Così come è accaduto in passato l’organizzazione dei trafficanti di uomini potrebbe averlo aiutato a lasciare l’Italia con mezzi di fortuna. Ed è probabile che ciò sia avvenuto, con la complicità di qualcuno che era in attesa del loro arrivo, sulla spiaggia di Cutro.
(da Corriere della Sera)
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Marzo 21st, 2023 Riccardo Fucile
L’ANNUNCIO DI LAVORO ALLUCINANTE DEL MINISTERO DELL’UNIVERSITA’
Almeno a parole, la lotta al lavoro precario e sottopagato è un
impegno trasversale di tutti i partiti politici. Può capitare, però, che alcune delle offerte di lavoro meno dignitose in assoluto provengano proprio dagli enti pubblici.
L’ultimo caso, in particolare, riguarda il ministero dell’Università e della Ricerca, guidato dalla forzista Anna Maria Bernini.
L’8 marzo il Mur ha pubblicato un avviso pubblico per reclutare 15 «esperti ad elevata specializzazione» da inserire nel «nucleo di coordinamento delle attività di analisi, studio e ricerca».
Tra i requisiti minimi richiesti ai candidati c’è la laurea magistrale in alcuni ambiti di ingegneria, economia, matematica o statistica.
Per quanto riguarda la posizione, invece, il ministero precisa che si tratta di un «impegno a tempo pieno», di durata «pari a 18 mesi», prorogabili su richiesta del Mur.
C’è solo un problema: tutte e quindici le posizioni aperte sono a titolo gratuito. Una contraddizione, soprattutto se si pensa al fatto che lo scopo principale del Mur dovrebbe proprio essere quello di evitare la fuga di cervelli all’estero, favorita da stipendi e condizioni lavorative migliori. L’ultimo rapporto Censis-Eudaimon, pubblicato proprio nelle scorse settimane, ha evidenziato che il 39,3% dei lavoratori di età compresa tra 15 e 34 anni dichiara di avere un contratto precario o atipico.
E in questa fascia ricadono spesso proprio i giovani laureati. Il concorso per accedere ai 15 posti di lavoro offerti dal ministero dell’Università è ancora aperto. La scadenza per inviare la propria domanda di ammissione, infatti, è fissata per la mezzanotte del 6 aprile. Viste le condizioni offerte ai candidati, però, non sarebbe una sorpresa se il bando andasse deserto.
(da agenzie)
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Marzo 21st, 2023 Riccardo Fucile
PERQUISITE LE ABITAZIONI DEGLI ATTIVISTI
La polizia russa ha fatto irruzione nelle case di diversi dipendenti dell’ong russa Memorial, insignita del premio Nobel per la pace nel 2022 insieme al dissidente bielorusso incarcerato Ales Byalyatski e al Center for Civil Liberties.
Secondo quanto riferito da un attivista dell’organizzazione a Novaya Gazeta, gli agenti russi hanno perquisito le residenze di alcune delle figure di maggior spicco dell’organizzazione tra cui il co-presidente Oleg Orlov, Nikita Petrov e Yan Rachinsky.
Le perquisizioni sono iniziate intorno alle 7.30 ora di Mosca e, secondo quanto riportato dal Moscow Times, sarebbero collegate a un’indagine penale avviata di recente con l’accusa di presunta «riabilitazione del nazismo» da parte del gruppo.
Almeno due membri dell’ong sono stati prelevati dalla polizia e interrogati.
Secondo la legge russa, la «riabilitazione del nazismo» è un crimine punibile con la detenzione in carcere fino a cinque anni. Gli investigatori russi avevano precedentemente aperto un’indagine penale sul gruppo nel febbraio 2022. Entrambi i casi sono incentrati sulle accuse secondo cui il database di Memorial di oltre 3 milioni di vittime della repressione sovietica contenga una manciata di collaboratori nazisti.
In precedenza, le autorità russe hanno ordinato la chiusura della sede di Memorial nel dicembre 2021 e lo scioglimento dell’organizzazione, sulla base della controversa legge relativa agli «agenti stranieri».
Fondata nel 1989, Memorial da decenni ha l’obiettivo di fare luce sui crimini commessi dal regime totalitario di Stalin e si adopera per preservare la memoria delle sue vittime e documentare le violazioni dei diritti umani in Russia.
(da agenzie)
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Marzo 21st, 2023 Riccardo Fucile
DAVANTI ALL’HOTEL DI MOSCA, DOVE ALLOGGIA IL NUTRITO GRUPPO DI FUNZIONARI CINESI CHE SEGUE IL PRESIDENTE XI JINPING IN RUSSIA, SONO STATI VISTI CONSEGNARE 18 SACCHETTI DI POLLO FRITTO DELLA CATENA “KFC”… LA DELEGAZIONE CINESE NON SEMBRA AVER GRADITO IL CIBO OFFERTO DA PUTIN E SI È CONSOLATA CON IL POLLO FRITTO YANKEE
I media statali russi hanno mostrato sacchi di cibo da asporto della
catena “KFC” consegnati all’hotel di lusso di Mosca dove alloggia la delegazione cinese in visita di Stato del Presidente Xi Jinping.
L’agenzia statale Ruptly, parte del network RT, ha riferito che la delegazione di Xi si è diretta all’hotel Soluxe a cinque stelle di Mosca dopo essere arrivata lunedì per una visita di Stato di tre giorni. Poco dopo, un fattorino ha lasciato almeno 18 sacchetti del fast food fuori dall’hotel, che era addobbato con bandiere russe e cinesi.
KFC è uno dei franchising che si sono ritirati dalla Russia a causa dell’invasione immotivata dell’Ucraina. Il proprietario, il conglomerato di fast-food Yum! Brands, ha venduto i suoi ristoranti a un operatore russo, che si suppone li abbia ribattezzati Rostic’s.
Tuttavia, secondo il filmato, il vecchio marchio è ancora utilizzato, compreso il logo del Colonnello Sanders che era chiaramente visibile sui sacchetti da asporto. Che i funzionari cinesi, che tanto vituperano gli Stati Uniti per una serie di problemi globali, abbiano scelto un fast-food statunitense mentre visitavano la Russia, un altro rivale americano?
(da agenzie)
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Marzo 21st, 2023 Riccardo Fucile
SI AGGRAVANO LE CONDIZIONI DI SALUTE DELL’ANARCHICO TRATTENUTO ANCORA AL 41 BIS, NONOSTANTE PARERI CONTRARI
Alfredo Cospito ha riferito al medico della difesa che oggi lo ha visitato di “aver avvertito un tremore alla mano e di aver avvisato la guardia. Dopo dieci minuti sono arrivati l’infermiera e il medico urlando e dicendo che avevano visto dal monitoraggio un problema al cuore. Erano molto preoccupati, stava morendo. Ha visto un foglio su cui c’era il tracciato del cuore con un grosso sbalzo. Poi la situazione è rientrata e si è stabilizzata”
È quanto riferisce il medico della difesa all’avvocato di Alfredo Cospito, Flavio Rossi Albertini. “Quando ha avuto questa crisi cardiaca gli è stato somministrato del potassio in vena, con grande preoccupazione da parte dei medici – è stato riportato – Alfredo ha aggiunto di avere visto un foglio col tracciato del cuore da cui si vedeva un grosso sbalzo. Poi la situazione è rientrata e si è stabilizzata”.
Il medico ha aggiunto che l’anarchico in sciopero della fame da oltre quattro mesi ieri ha fatto un esame strumentale e “i medici dicono che rischia paralisi per tutta la vita. Danni irreversibili potrebbero essere già intervenuti e non è detto che recuperi le funzionalità che aveva prima”. Negli ultimi giorni, sempre stando a quanto riferito da fonti della difesa, Cospito fatica a camminare a causa di un problema al piedo dovuto alla carenza di vitamine.
(da agenzie)
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Marzo 21st, 2023 Riccardo Fucile
HA DELEGATO CARLO CALENDA COME LEADER FANTOCCIO DEL TERZO POLO E, DOPO LE EUROPEE DEL 2024, TORNERÀ A BRIGARE PER LE SUE TRAME DI PALAZZO
Niente tv. Poche apparizioni in pubblico. Interventi in Senato al
dosaggio del sale: solo quanto basta. È una vita da mediano la second life di Matteo Renzi. Dacché dieci anni orsono apparve sul proscenio della politica nazionale, l’ex sindaco di Firenze è stato (quasi) sempre al governo: per farli o disfarli. Ora no. La vittoria schiacciante di FdI ha azzerato ogni margine di manovra. Uniche consolazioni i chilometri di corsa macinati ogni giorno per prepararsi alla mezza maratona di Milano e il business da conferenziere in giro per il mondo, sotto le insegne di Bin Salman e del Rinascimento arabo, ma anche di fondazioni e università straniere. Zurigo e Francoforte, le ultime tappe, passando per la Thailandia e Abu Dhabi.
Due milioni e mezzo dichiarati nel 2022 e fatturato in crescita per il 2023. È stata sua moglie Agnese a svelare il paradosso: “Ti pagano per fare discorsi ai quattro angoli del pianeta, ma dovrebbero pagare me che ti ascolto gratis da trent’anni” Basta talk, non ci sono grandi cose da dire al momento, l’ordine impartito allo staff è declinare tutti gli inviti. Bisogna aspettare che la luna di miele passi, è la sua tesi: quella di Giorgia Meloni con il Paese, ma pure di Elly Schlein con il popolo di centrosinistra. Convinto, il senatore di Rignano, che nell’un caso e nell’altro sia solo una questione di tempo.
Pronto a (ri)discendere in campo quando il sistema franerà: dopo le Europee, è la scommessa. Allorché alla maggioranza sovranista servirà un tagliando per proseguire e la minoranza progressista realizzerà che l’asse Dem-5S, ormai radicalizzato, da solo non basta a farsi alternativa di governo. È allora che Renzi tornerà in scena §
La politica praticata nell’ombra perciò a Carlo Calenda ha delegato la leadership del Terzo polo e relativa ribalta mediatica, piantando però dei paletti precisi per evitare che il compagno di viaggio si allarghi troppo. Come invece ha fatto lui, cannibalizzando il consenso della piccola federazione centrista: non è una fatalità se su cinque consiglieri eletti in Lombardia e Lazio quattro sono di Iv e uno soltanto di Azione; né che la falange parlamentare risponda in prevalenza a Renzi, anziché al già ministro dello Sviluppo
Il risultato è una convivenza stile Casa Vianello: “Io e Matteo non siamo amici, facciamo un percorso politico perché condividiamo alcune cose”, ha chiarito di recente Calenda, “in politica non esistono gli amici”. Asprezze e divergenze, anche caratteriali, che tuttavia non sembrano turbare Renzi. Anzi.
A fine mese volerà a Miami per fare da speaker a una convention del Future Investment Institute di Riad, controllato dal fondo sovrano saudita nel cui board già siede (a 80mila dollari l’anno).
Subito dopo terrà un corso alla Stanford di Firenze e un altro l’ha appena concluso per la New York University negli Emirati.
Relazioni che potranno tornare utili quando, il capo di Iv ne è sicuro, riprenderà a dare le carte. Senza escludere nulla: né un’intesa con il Pd di Elly Schlein che fra un anno — è la previsione — avrà assorbito la sinistra di Fratoianni e ridotto a brandelli i 5Stelle di Conte, ma neppure un Meloni bis con dentro lui e i nuovi riformisti. Nel 2024 tutto può succedere.
(da La Repubblica)
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