Destra di Popolo.net

NAPOLI, PARLANO LE PERSONE IN FILA PER LA CARTA ACQUISTI: “ABOLIRE IL REDDITO DI CITTADINANZA E’ STATA UNA CATTIVERIA SOCIALE”

Agosto 22nd, 2023 Riccardo Fucile

LA RABBIA DI MIGLIAIA DI PERSONE PER IL VALORE ESIGUO DELLA CARTA: 380 EURO L’ANNO, POCO PIU’ DI UN EURO AL GIORNO

Il primo giorno di fila è stato un vero e proprio caos, ma nella seconda giornata va un po’ meglio. Negli uffici della direzione welfare in via Salvatore Tommasi, anche oggi migliaia di persone si sono messe in attesa per avere notizie sulla loro “Carta acquisti” la misura di sostegno al reddito voluta dal governo Meloni che è di circa 380 euro una tantum.
Un bonus che sostituisce, nei piani del governo, il reddito di cittadinanza, misura molto più corposa e strutturata.
A Napoli, come ha dichiarato l’assessore comunale al welfare Luca Trapanese, su 72 mila aventi diritto sono arrivate solo 31 mila carte acquisti, una circostanza che ha gettato nel caos gli utenti, risultati idonei per calcolo ISEE e condizioni sociali, ma che rischiano di rimanere fuori dalla misura. In moltissimi sono ex percettori di reddito di cittadinanza che ora provano a beneficiare della nuova misura ben più esigua.
“E’ 1,50 € al giorno, ed il resto dell’anno come campiamo?”
Nella seconda giornata di lunghe file agli uffici comunali sembrano essersi organizzati meglio. La media di attesa varia tra 1 ora e mezza e le 2 ore. Si prende il numero scritto con un pennarello su un pezzettino di carta e si attende. Un impiegato comunale chiama i numeri gridando all’esterno, le persone titolari del “numero vincente” si avvicinano e iniziano la seconda fila, quella all’interno che porta alla postazione degli impiegati comunali, posizionati nell’androne del palazzo su due grosse scrivanie bianche. Non ci sono sedie, si sta in piedi. Ma le operazioni sono veloci, se sei nel database ti stampano il codice.
Ma non è finita qui, perché con quel codice dovrai fare un’altra fila, stavolta agli uffici postali, per avere la “carta acquisti”. A guardarla da fuori sembra una scena della Napoli degli anni ’80 raccontata dal maestro Luciano De Crescenzo in “Così parlò bella vista”.
Al tempo dello SPID, al tempo in cui dallo smartphone possiamo fare tutti i certificati anagrafici, qui si prendono i numeretti scritti a penna e si attendono ore per capire se si è presenti su un elenco, per poi andare a fare un’altra fila.
“È organizzato tutto con i piedi – ci dice un ex percettore di reddito di cittadinanza, anche lui in fila – tra l’altro qua ci prendono per fame. Questa carta da poco più di 380 euro, che sono circa 1,50 euro al giorno, ma il resto dei 365 giorni come devono campare le persone?”.
Alla disperazione per la fila si aggiunge la consapevolezza che la “Carta acquisti” è del tutto insufficiente rispetto alle reali esigenze delle persone povere. Un altro signore accanto, sente le dichiarazioni davanti alla telecamera ed aggiunge: “Togliere il reddito di cittadinanza è stata una cattiveria sociale. Io so che sono arrivate meno carte rispetto agli aventi diritto, evidentemente non avevano nemmeno le coperture per questa misura, e con questo caos la gente è portata a desistere e rinunciare. Va tutto a favore del governo così”.
E’ proprio il valore della “Carta acquisti” che rende scettici e arrabbiati gli utenti in fila per ore. La signora Grazia, nome di fantasia, ci offre un punto di vista che potremmo considerare tecnico: “Io lavoro al supermercato, i prezzi sono aumentati tantissimi, dal latte al pane, noi cambiamo i prezzi tutti i giorni. Questa carta da un bonus di poco più di 380 euro all’anno, ci arrivi a fare una spesa per un mese per una famiglia di quattro persone, niente di più”.
Ed effettivamente alla già modesta cifra della “Carta acquisti” bisogna aggiungere l’inflazione galoppante e l’aumento sia dei beni primari che di quelli di consumo. Dalla benzina ai prodotti alimentari sta aumentando tutto, togliendo potere di acquisto alla misura che nelle intenzioni del governo è nata proprio per sostenere i più poveri.
Inoltre c’è la consapevolezza che non tutti riusciranno ad averla, visto che nemmeno la metà delle carte è arrivata al Comune di Napoli. I prossimi mesi ci racconteranno il vero impatto sociale della cancellazione del reddito di cittadinanza ed la reale funzione di calmiere sociale della “Carta acquisti”.
“Le famiglie che non ce la fanno che devono fare ?” ci dice una signora che ha appena preso il suo numeretto e sembra rassegnata alla lunga fila. “Io ho paura che aumenterà la delinquenza, chi ha famiglia cosa potrà fare? Il rischio è che aumenta la malavita, un piccolo sussidio era veramente necessario”. E’ questa una paura che serpeggia anche in città. Intanto la fila prosegue, più o meno spedita, e risulta essere un’immagine profetica il piccolo altorilievo sacro posto proprio di fronte agli uffici di via Salvatore Tommasi. Una Madonnina, con la scritta “Prendete e mangiate…”.
(da Fanpage)

argomento: Politica | Commenta »

DONZELLI E BIGNAMI, I “GUARDIANI DELLA RIVOLUZIONE PATRIOTTICA”: “PICCHIATORI QUANDO SERVE, PICCHIATELLI QUANTO BASTA, MESSI DA DONNA GIORGIA A PRESIDIARE I MINISTRI ‘MODERATI’”

Agosto 22nd, 2023 Riccardo Fucile

COSÌ MELONI POTRÀ GIOCARE, ALMENO FINCHÉ L’INCANTO DURA, LE DUE PARTI IN COMMEDIA, LA PREMIER RESPONSABILE E LA CAPA DEL PARTITO IRRIDUCIBILE, E PROVARE A GOVERNARE RASSICURANDO BRUXELLES MA AL TEMPO STESSO PERSEGUENDO LA STRATEGIA DEL PAS D’ENNEMIS À DROITE. COPRIRSI A DESTRA, MENTRE SI PROVA A GUARDARE AL CENTRO”

Sono addetti a dettare la linea. Il che, spesso, significa rimettere gli altri in linea. Specie se “gli altri siamo noi”, cioè sono loro, insomma i Fratelli che sbagliano. Perché va bene, certo, questa idea di mostrarsi moderati, di darsi un tono da gente che governa. Però neppure bisogna esagerare, ché significherebbe tradire.
Dunque ecco che se Guido Crosetto prova a gestire con un certo raziocinio la patetica ricerca del quarto d’ora di celebrità del balilla fuori corso Vannacci, arriva Giovanni Donzelli, e con lui Galeazzo Bignami, a dire che no, suvvia, non si può eccedere con questo moralismo progressista da politically correct.
Così Crosetto, sabato, dirama una nota per stigmatizzare la proliferazione di “commenti a ruota libera a destra e a sinistra”, e di lì a poche ore Bignami, che ha guadagnato medaglie al valore patrio sul campo riprendendo i citofoni degli stranieri a Bologna, segnala il suo sdegno su Facebook; e l’indomani, tanto per ribadire il concetto, Donzelli si fa intervistare per far sapere che qualsiasi condanna a Vannacci sarebbe un cedimento al wokismo in salsa Pd.
Perché è Meloni a segnare il solco, ma è Donzelli che lo difende. E con lui Bignami, s’intende. Così come Andrea Delmastro. Così come Marcello Gemmato. Picchiatori quando serve, picchiatelli quanto basta, messi da Donna Giorgia a presidiare i ministri “moderati”, anche quando moderazione è soltanto rifiuto del complottismo sovranista, rifiuto dell’assurdo. E d’altronde, insistono i difensori della fede, i tutori della mistica di Colle Oppio, “non era assurda per i tiepidi e per i pavidi la conquista di Palazzo Chigi”? Non è a questi assurdi che Meloni ha imbevuto tutti, da anni?
E forse si era ingenui a pensare che almeno Crosetto fosse risparmiato dalla furia dei Fratelli pasdaran. E invece niente. Certo, ha taciuto Isabella Rauti, che è sua vice a Palazzo Baracchini, e che pure non nasconde, in privato, un’insofferenza che la pone in sintonia con Donzelli e Bignami. Ma c’hanno pensato i due guardiani della rivoluzione patriottica. E non a caso, viene da dire. Ché così Meloni potrà giocare, ancora per un po’, almeno finché l’incanto dura, le due parti in commedia, la premier responsabile e la capa del partito irriducibile, e insomma provare a governare rassicurando Bruxelles ma al tempo stesso perseguendo la strategia del pas d’ennemis à droite. Coprirsi a destra, insomma, mentre si prova a guardare al centro.
Un’ansia che ieri ha preso appunto consistenza nell’omaggio che a Vannacci ha reso Matteo Salvini, con tanto di video su Facebook e telefonata privata. E’ lui, il vicepremier, che tiene il fiato sul collo di Meloni. E’ lui che ribadisce la necessità della separazione delle carriere mentre Nordio tentenna; è lui che si esalta per la tassa alle banche mentre a Palazzo Chigi iniziano a mostrare qualche ripensamento. Ed è lui, ovviamente, a mostrare il petto gonfio di chi rifiuta i veti del mainstream sulle improvvide alleanze europee con esagitati di varia risma. Finché c’è lui a difendere l’ortodossia dell’assurdo sovranista, come potrà Meloni fare a meno dei suoi randellatori?
(da il Foglio)

argomento: Politica | Commenta »

CARLO NORDIO E IL DEBITO DI 20.000 EURO CON FRATELLI D’ITALIA

Agosto 22nd, 2023 Riccardo Fucile

IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA NON HA MAI VERSATO LA SUA QUOTA AL PARTITO

Da quanto è stato eletto come deputato, il ministro della Giustizia Carlo Nordio non avrebbe mai versato un euro al suo partito Fratelli d’Italia, nonostante l’obbligo per tutti i parlamentari di versare la propria quota. Come riporta il Fatto Quotidiano, l’ex magistrato avrebbe dovuto cedere dal suo stipendio 10mila euro una tantum e 1.000 euro al mese da quando è iniziata la legislatura.
Finora però non c’è stato neanche bonifico, facendogli accumulare un debito di ben 20mila euro a quasi un anno dalle Politiche.
Da parte sua il ministro dice: «Non ne sapevo niente e nessuno me lo ha mai chiesto, pensavo me li togliessero direttamente dagli emolumenti parlamentari».
Per legge Nordio non deve nulla al suo partito, dopo che nel 2013 è stato abolito il finanziamento pubblico ai partiti. Ma ogni forza politica si è data regole interne, così come ha fatto quella di Giorgia Meloni, che per i neoeletti aveva previsto anche uno sconto. Mentre i parlamentari confermati avrebbero dovuto versare da subito 30mila euro una tantum, per gli esordienti la donazione è stata prevista solo di un terzo.
Nordio sarebbe l’unico tra i ministri di FdI, eletto da parlamentare, a non aver versato la sua quota.
È escluso per esempio Guido Crosetto, che è entrato nel governo senza passare per le urne. In regola invece con i pagamenti sarebbero i ministri Raffaele Fitto, Adolfo Urso e anche Daniela Santanché.
Lo stesso vale per il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Giovanbattista Fazzolari, il presidente del Senato Ignazio La Russa e la stessa Meloni, che ogni 20 del mese ha versato regolarmente i 1.000 nelle casse del partito.
Che cosa succederà ora a Nordio? Secondo le fonti sentite dal Fatto quotidiano la linea è di non sollecitare i pagamenti al ministro. Non essendo Nordio iscritto al partito, così come il senatore Marcello Pera, per lui resta una sorta di invito all’obolo, che di certo non dispiaceranno alle casse di FdI.
(da agenzie)

argomento: Politica | Commenta »

“IL CONTRATTO? PER AVERNE UNO REGOLARE HO DOVUTO EMIGRARE”

Agosto 22nd, 2023 Riccardo Fucile

NEGOZI E RISTORANTI A MILANO: “PRENDEVO 5 EURO L’ORA, POI SI DOMANDANO PERCHE’ NON TROVANO PERSONALE”

Non si trovano camerieri, cuochi, baristi, ma nemmeno commessi disposti a sacrificare weekend e festività: sono anni che sui quotidiani leggiamo le dichiarazioni di imprenditori disperati che raccontano di non riuscire a trovare personale.
I settori che paiono più toccati da questa penuria di lavoratori sono principalmente due: ristorazione e commercio, incidentalmente i due settori che presentano la maggior incidenza di irregolarità secondo l’ultimo rapporto dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro.
Le ragioni della mancanza di personale nel commercio sono piuttosto note e hanno a che fare con le condizioni proposte.
La parola chiave è “precarietà”: le maggiori catene di negozi e supermercati assumono per lo più con contratti part-time a tempo determinato che prevedono le cosiddette clausole elastiche e flessibili. Cosa sono? Il lavoratore viene assunto, per dire, per 24 ore settimanali ma finisce per lavorarne oltre 40. In certi casi gli straordinari vengono retribuiti, in molti altri casi finiscono in “banca ore”, cioè vengono accumulati per poter essere poi utilizzati per chiedere dei permessi.
Marta (nome di fantasia, ndr) ha lavorato in un negozio di cosmetica in pieno centro a Milano: “Sono stata assunta al volo: ero in giro a fare una passeggiata con mia madre e mi sono fermata a lasciare il cv. Nemmeno il tempo di girare l’angolo che mi avevano chiamata per il colloquio. Ho iniziato a dicembre, assunta con un contratto di un mese da 30 ore settimanali per 1.000 euro circa, per poi passare a un full time a 1.300 euro. La formazione è durata pochissimi giorni e già durante la prima settimana sono finita a fare cassa, senza però l’indennità prevista dal contratto. Col passare del tempo sono arrivata a ricoprire il ruolo di responsabile del piano: gestivo lo staff del negozio, organizzavo i turni e sostituivo la store manager quando non c’era, il tutto senza alcun aumento di stipendio. Sono arrivata a lavorare molte più ore rispetto a quelle contrattuali ma questi straordinari non mi sono mai stati retribuiti, finiva tutto in banca ore”.
Non è solo la precarietà a rendere così poco attraente il lavoro nel commercio. Ogni negozio retail impone quotidianamente ai propri dipendenti dei target da raggiungere.
Fallire l’obiettivo espone a conseguenze, come il mancato rinnovo: “Ogni mattina c’era un briefing durante il quale ci venivano comunicati gli obiettivi: la media scontrino doveva essere di almeno 15 euro e il numero di pezzi per scontrino mai sotto il 3. Il tasso di conversione richiesto era almeno del 30/35%, un livello molto alto da raggiungere considerando che molte persone entrano in questi negozi solo per passare il tempo o per evitare di prendere caldo o freddo a seconda della stagione”, racconta Marta.
Condizioni simili anche per Ilaria (nome di fantasia, ndr), che ha lavorato come addetta alle vendite in un importante negozio di costumi nel centro di Milano: “Cercavo un impiego part-time per guadagnare qualcosa durante l’università. Non sapevo, però, che quel ‘lavoretto’ avrebbe finito per diventare esasperante: da 24 ore settimanali che avrei dovuto fare sono arrivata a lavorarne anche 45. Non era prevista alcuna turnazione per domeniche e festivi – anche perché eravamo perennemente ‘sottostaffati’ – ed essendo l’ultima arrivata finivo per dovermi sobbarcare i turni più scomodi. Ho resistito quattro mesi e poi ho dovuto lasciare il lavoro per non compromettere gli studi. Lo stipendio? Circa 1.200 euro per 40 ore settimanali. E mi reputo fortunata: c’erano ragazze in stage che lavoravano per 500 euro”.
Se nel commercio la situazione è brutta, nella ristorazione è peggio: nel settore l’incidenza media nazionale del lavoro irregolare è al 76%.
“Ho lavorato per anni come cameriere e a 30 anni posso dire che non ho mai avuto un contratto davvero regolare: sono sempre stato pagato metà in busta paga e metà in nero, se non totalmente in nero – racconta Gabriele –. Ho lavorato in un famoso pub in una zona centrale di Milano, dalle 17 alle 2 del mattino, sei giorni a settimana. O almeno questo era l’orario formale, perché mi sono trovato a dover rimanere anche oltre le 3 perché gli amici del proprietario si fermavano a bere. Quell’ora in più non me l’ha mai pagata nessuno, era pretesa. Il tutto per 40 euro a sera. Non è andata meglio quando ho cominciato a lavorare come cameriere in un ristorante in zona San Siro: contratto da 10 ore settimanali come lavapiatti, ne lavoravo 11 al giorno tra pranzo e cena per 1.100 euro”.
La testimonianza di Gabriele è molto simile ai racconti di decine e decine di suoi colleghi, eppure molti continuano a sostenere che la mancanza di lavoratori nel settore sia causata dal defunto Reddito di cittadinanza o dalla scarsa propensione dei giovani al sacrificio.
Giovani è una parola chiave: questi imprenditori cercano nella maggior parte dei casi personale under 30, per pagarlo di meno ovviamente. In Italia è diffusa l’idea malsana che un giovane debba accettare qualsiasi condizione proposta, una sorta di distorsione in cui la gavetta finisce per somigliare a un moderno schiavismo.
Non a caso, dopo lo stop pandemico, molti lavoratori hanno deciso di abbandonare la ristorazione o emigrare. È il caso di Isabella: “Ho lavorato nel campo della ristorazione per 12 anni e solo quando ho deciso di trasferirmi in Svizzera ho avuto l’onore di sottoscrivere un contratto di lavoro in regola. Il mio ultimo lavoro in Italia prevedeva l’orario spezzato, sei giorni a settimana, per 1.400 euro al mese, peccato che il mio contratto fosse di 20 ore a settimana. Facendo i conti, lavoravo praticamente per 5 euro all’ora. Ovviamente gli straordinari non erano retribuiti, in questo settore va molto di moda offrire un forfait: io ti pago una cifra fissa e tu lavori quanto voglio io. Poi si domandano perché le persone girano al largo dalla ristorazione. L’unico consiglio che mi sento di dare a chi vuole emigrare è di non andare a lavorare per gli italiani all’estero: la solfa non cambia”.
(da Il Fatto Quotidiano)

argomento: Politica | Commenta »

CARA GIORGIA, MA LO LEGGI IL SITO DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO?

Agosto 22nd, 2023 Riccardo Fucile

LA “SOSTITUZIONE ETNICA” E’ DEFINITA “PREGIUDIZIO ANTISEMITA”

Ci si divide sui contenuti del libro Il Mondo al contrario del generale Vannacci, ma sta facendo discutere anche un’altra opera a firma di Giorgia Meloni e Alessandro Meluzzi che si intitola Mafia nigeriana. Origini, rituali, crimini, pubblicato nel 2019, dove si sostiene la teoria della “sostituzione etnica”. Ma ha qualche fondamento? A quanto pare no e forse il premier dovrebbe consultare proprio il sito della Presidenza del consiglio dei ministri dove si segnala tra i “pregiudizi antisemiti” il “Piano Kalergi” alla base di quella teoria…
Bene, dunque adesso chi la destituisce Giorgia Meloni che nel 2019, nel libro “La Mafia Nigeriana”, scritto con Alessandro Meluzzi, parlava di “sostituzione etnica” sostenendo che “il migrazionismo è finanziato oggi da qualcuno che vuole cambiare l’etnia europea per creare un’Euroafrica o un’Eurasia”? Sono opinioni personali, ci mancherebbe, però chi è al capo del nostro governo pensa che ci sia qualcuno (che poi, nella maggioranza delle ipotesi ha anche un nome, Soros, che sta lì con la calcolatrice e mezza matita in bocca, gli occhiali calati sul naso, che si fa i conti parlando all’interfono: “Quanto mi viene fare entrare in Europa un po’ di persone di etnia africana per annacquare l’etnia europea?”. Mentre, dall’altro lato del mondo (sto per scrivere un periodo non woke) c’è un asiatico che sta lì con il supercomputer quantistico e mezza calcolatrice in bocca che dice all’interfono (ha anche lui l’interfono, ma è più moderno): “Quanti asiatici entlale dentlo containel bello bello?”.
Giorgia Meloni e il libro delle polemiche
La teoria della sostituzione etnica è una teoria complottistica che suppone l’esistenza di un piano segreto, chiamato “Piano Kalergi”. Tale teoria, copio da Wikipedia, “trova credito soprattutto in ambienti di estrema destra (nazionalisti, sovranisti, neonazisti e suprematisti bianchi). Ora, a parte il fatto che se penso a una supremazia bianca italiana mi vacilla la mente perché molti italiani sono (attenzione, periodo non woke) bassi, scuri e pelosi, il “Piano Kalergi” fu teorizzato dal tipino fino e negazionista austriaco Gerd Honsik (detto anche “quel gran pezzo di gerd”) condannato due volte per avere negato l’olocausto e che stravolse le teorie del conte Kalergi (che non è che fosse una cima pure lui) che si limitava a sostenere che le popolazioni rurali, in quanto geneticamente endogamico (facevano tutto in famiglia) era forte di volontà ma intellettualmente meno riuscito, mentre le popolazioni urbane, frutto della mescolanza, erano un po’ più rammollite ma intellettualmente migliori (e infatti sono sbocciati gli influencer). Kalergi si augurava un’Europa unita, con grandi scambi culturali e anche organici, cioè l’Europa che abbiamo oggi e non ha mai parlato di fare arrivare navi dall’Africa per miscelare meglio i neonati europei (questo se l’era inventato Hosik).
Tanto meno si capisce a quale sostituzione etnica si possa essere riferita Giogia Meloni parlando e scrivendo con Alessandro Meluzzi. Suppongo Ella si riferisse all’etnia etrusca romana de Roma che attualmente viene supposta (in alcuni casi addirittura suppostona) autoctona di Lazio, Umbria e Toscana, e dunque l’Italia dovrebbe fermarsi lì, distiguendosi dall’etnia lumbàrd, detta salviniana (pelle e capelli scuri, leggero prognatismo, salivazione cospicua), e da quella del Sud Italia, di provenienza greca, normanna, vikinga, con influenze mediorientali e quindi fondamentalmente ariani. Lasciando da parte queste considerazioni, si pone ora un problema: datasi la sua credenza nel Piano Kalergi, adesso, la Meloni, che fa? Se la rimangia? Viene destituita? Da chi? E soprattutto, perché nel sito del governo c’è ancora una pagina intitolata: “Pregiudizi Antisemiti: Piano Kalergi. Falsa idea di un complotto di sostituzione dei popoli europei”?
(da mowmag.com)

argomento: Politica | Commenta »

“IL GENERALE VANNACCI È PERICOLOSO” L’ALLARME DELLO STORICO GIOVANNI DE LUNA

Agosto 22nd, 2023 Riccardo Fucile

“HA SCELTO CONSAPEVOLMENTE DA CHE PARTE STARE; E QUESTA PARTE NON È QUELLA DELLA COSTITUZIONE. LA DIVISA CHE PORTA ANDREBBE ALMENO RISPETTATA”

Il generale Vannacci può pensare le cose orribili che ha scritto nel suo libro ? SÌ, le può pensare e purtroppo non è il solo, visto lo schieramento politico, compresa la maggioranza che governa questo paese, con le vistose eccezioni del ministro Crosetto e di Forza Italia, che sostiene le sue idee, spingendosi, nei suoi settori più oltranzisti (Forza Nuova), fino a offrirgli la possibilità di correre per un seggio senatoriale nel collegio che fu di Berlusconi.
Con la destra di Giorgia Meloni al governo questa sudditanza operativa e strategica sembra finita. Forse perché i manovali di un tempo si sentono arrivati nelle stanze del potere e non hanno più bisogno di mascherarsi in ruoli subalterni e defilati. Ecco perché il generale Vannacci è pericoloso.
Le sue pagine sembrano il frutto di una elaborazione collettiva, una teoria di gruppo proposta da chi si sente in grado di uscire impunemente allo scoperto approntando una sorta di programma fondato sui valori della destra e destinato a mettere il mondo sottosopra. Non sono gli squadristi i destinatari principali di quel manifesto ma i colleghi di Vannacci, quelli che incontra nel suo ruolo di uomo delle istituzioni, con cui discute, progetta, architetta…
Non un gruppo di buontemponi ai tavoli di un’osteria ma gente che porta la divisa e che dovrebbe fondare il proprio dovere sull’imparzialità delle sue posizioni. No, Vannacci non è stato affatto imparziale. Ha scelto consapevolmente da che parte stare; e questa parte non è quella della Costituzione. Se fosse un cittadino qualsiasi potrebbe assumersi la responsabilità individuale di quello che ha scritto. La divisa che porta assorbe invece ogni altro tipo di responsabilità e andrebbe almeno rispettata. Una cosa però l’abbiamo capita. Se il nesso tra la violenza e la presa del potere a destra suscita ancora emozioni, è alla violenza delle istituzioni, più che a quella squadrista, che si pensa e in questo caso Vannacci propone proprio la sua divisa come strumento per vincere oltre ogni ragionevole dubbio.
(da La Stampa)

argomento: Politica | Commenta »

IN UNA RSA VICINO CAGLIARI I POVERI ANZIANI VENIVANO CONTINUAMENTE MALTRATTATI: I VECCHIETTI RICEVEVANO BOTTE E MINACCE. A VOLTE VENIVANO PERFINO LEGATI ALLE SEDIE

Agosto 22nd, 2023 Riccardo Fucile

GLI INFERMIERI SE NE FREGAVANO ALTAMENTE DEI BISOGNI DEGLI OSPITI: UNA ANZIANA È MORTA SOFFOCATA DAL CIBO, MENTRE L’ASSISTENTE ERA ANDATA A PARLARE AL TELEFONO

Esercizio abusivo della professione, abbandono di incapaci e maltrattamento nei confronti di alcuni anziani ricoverati nella Rsa “Noli me Tollere” di Sorso, in provincia di Sassari. Queste le accuse nei confronti di sei persone, iscritte nel registro degli indagati dalla Procura della provincia sarda.
Nei confronti dell’amministratrice, Maria Franca Lupino, 57 anni, originaria di Castelsardo e residente a Porto Torres, e di una dipendente, Emanuela Gaspa, 49 anni, di Sorso, il giudice ha, inoltre, emesso un provvedimento di sospensione per 12 mesi dall’attività professionale, pubblica e privata, che implichi lo stop alla gestione e contatti con persone anziane o non autosufficienti.
Entrambe sono accusate di maltrattamenti; l’amministratrice, insieme a un’altra dipendente, è indagata anche per abbandono di incapace a seguito della morte di un’ospite con problemi di deglutizione: poteva ingerire solo pasti solidi ed è deceduta il 10 maggio scorso, soffocata dal cibo con cui era stata imboccata dall’assistente, che si era poi allontanata per parlare al cellulare. La causa della morte è stata accertata dall’autopsia.
Più in generale, l’operazione dei militari ha permesso di smascherare la serie di «continui» e «sistematici» maltrattamenti subiti dagli ospiti della Rsa, ovvero minacce, ingiurie, percosse, pizzicotti, costrizioni fisiche (immobilizzazione mediante legatura alle carrozzine) e condotte omissive dei doveri di solidarietà, nonché – si legge nel comunicato dei carabinieri di Sassari – malfunzionamenti strutturali e carenze igienico-strutturali.
Dopo il blitz dei carabinieri del Nas di sabato 21 agosto, avvenuto al termine di un’articolata attività di indagine svolta dai militari del Nucleo Antisofisticazioni e Sanità attraverso servizi di osservazione e controllo, la struttura è stata inoltre posta sotto sequestro. I 48 anziani della casa di riposo non sono stati trasferiti e la gestione amministrativa della struttura è stata affittata al sindaco di Sorso Fabrizio Demelas.
(da agenzie)

argomento: Politica | Commenta »

IL CERCHIO MAGICO DELLA MELONI E LA STRATEGIA DI SALVINI

Agosto 22nd, 2023 Riccardo Fucile

CHI SALE E CHI SCENDE NEL GRADIMENTO

Non si può scappare dalle proprie radici e a ricordarlo a Fratelli d’Italia è servito il caso del generale Roberto Vannacci. Il suo libro Il mondo al contrario ha diviso la destra e spaccato il partito: da un lato i cosiddetti ex democristiani, capitanati dal ministro della Difesa Guido Crosetto, dall’altra chi viene dalla tradizione missina e della destra sociale.
La polemica, infiammata nei giorni scorsi, ha fatto emergere il vero nodo critico del partito della premier: da forza di lotta è diventata struttura di governo, dal 4 per cento è passata al 30 e per rientrare nei canoni di una destra europea ha dovuto annacquare, almeno pubblicamente, i credo della destra da cui proviene. Impossibili, però, da ripudiare perchè radicati nella cultura non solo dell’elettorato storico ma soprattutto della classe dirigente del partito di Giorgia Meloni.
IL CERCHIO MAGICO
Il libro autoprodotto dal generale contiene posizioni omofobe, antisemite e sovraniste e il ministro Crosetto è intervenuto immediatamente, senza entrare nel merito dei contenuti ma sottolineando che un militare «ha le sue opinioni ma se porta la divisa le tiene per sè e la onora».
Da ministro di FdI, i principali attacchi contro di lui sono arrivati dalla sua stessa parte politica. Su twitter, dove è intervenuto pubblicamente, è stato contestato soprattutto da elettori di destra, mentre la critica più forte nei suoi confronti è stata mossa dal deputato meloniano Giovanni Donzelli. Quasi coetaneo di Meloni e proveniente dalla sua stessa militanza politica nel Fronte della Gioventù, è uno dei parlamentari più vicini alla premier e non interviene mai senza prima un suo via libera di massima.
Il suo intervento è stato una difesa della libertà di esprimersi del generale perchè «non è compito della politica vagliare la correttezza morale dei contenuti degli scritti» è stato un ridimensionamento deciso di Crosetto, che proviene da diversa estrazione politica e si è sempre mosso liberamente in un campo più moderato. Nella stessa area a cui ha dato voce Donzelli si inseriscono anche il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro, il capogruppo al Senato Tommaso Foti e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Giovanbattista Fazzolari, che di Meloni è altro fidato consigliere. Tutti provenienti dalla comune estrazione post-missina, cui si sommano anche le file più giovani, rappresentate dalla vicecapogruppo alla Camera, Augusta Montaruli, che si è associata alle parole di Donzelli.
La spaccatura culturale, sommersa ma fortissima nelle dinamiche interne del partito, è visibile anche tra i ranghi del governo. A Fazzolari, infatti, fa da controcanto alla presidenza del Consiglio il sottosegretario Alfredo Mantovano: fonti interne li danno in rotta costante, tanto che Meloni ne avrebbe separato il più possibile gli ambiti.
Lo stesso vale tra i ministri, in cui è netta la divisione tra ex democristiani ed ex missini. Tra i primi figurano due volti stimati da Meloni ma mai inseriti nella dinamica di partito e formati nella cultura Dc, come Crosetto e il ministro per gli Affari europei Raffaele Fitto. Tra i secondi il capofila è Francesco Lollobrigida. Dopo le frizioni dei mesi scorsi, il rapporto tra il ministro dell’Agricoltura (e marito di Arianna Meloni, che nel partito ha il ruolo chiave di gestire il tesseramento) e la premier si sarebbe ricucito come dimostrano le vacanze insieme, e la sua funzione d’ordine soprattutto tra i gruppi nelle camere sarebbe ripresa normalmente.
In questa galassia politica – fatta di amicizie cementate in gioventù e animata dalla rivalsa per le frustrazioni di tanti anni di opposizione – regna la convinzione che non si possano lasciare spiragli a destra.
ANCORA PIÙ A DESTRA
Esiste infatti un movimento sotterraneo ma che si sta allargando, composto da forze di estrema destra che, al pari di FdI, si sentono portatrici della tradizione missina e che accusano il partito di governo di essersi troppo annacquato nel candore democristiano. Da Forza Nuova, la prima a contattare Vannacci per una candidatura, a Gianni Alemanno.
Forte della sua sempre più assidua presenza nei talk show, l’ex sindaco nero di Roma da mesi si sta preparando a far nascere una nuova forza politica e finora a preso posizioni politiche precise: contro l’invio di armi all’Ucraina, a sostegno del movimento no vax e vicino al negazionismo storico dell’estrema destra, come ha dimostrato la sua condivisione del post di Marcello de Angelis sulle responsabilità dei Nar per la strage di Bologna.
Il timore di FdI è che queste forze sappiano toccare le corde giuste negli animi degli ex camerati, difendendo posizioni come quelle di Vannacci, che sono ben radicate culturalmente nella galassia della destra ma che oggi la premier non può più ripetere ad alta voce. Se questo accade a livello extraparlamentare, anche dentro il circuito di governo è in atto una manovra simile per rubare a FdI l’elettorato dei duri e puri. Dopo aver fatto passare qualche giorno in attesa che la polemica montasse, anche Matteo Salvini ha affondato il colpo: il vicepremier ha fatto sapere che comprerà il libro di Vannacci e tra i due c’è stata una «telefonata molto cordiale».
Il motto di Meloni è il tolkieniano «le radici profonde non gelano», ma l’obiettivo dei suoi avversari è quello di tagliarle di netto.
(da editorialedomani.it)

argomento: Politica | Commenta »

IL CONFORMISMO ALLA ROVESCIA DELLA SEDICENTE DESTRA INTOLLERANTE

Agosto 22nd, 2023 Riccardo Fucile

IL GIOCO DELLE PARTI TRA DESTRA MODERATA ED ESTREMA SI VEDE NELLA QUESTIONE DEI DIRITTI (SEMPRE NEGATI)

Il gioco delle parti tra destra moderata ed estrema si vede nella questione dei diritti. La tensione esplode come i bottoni del doppiopetto troppo stretto col quale la destra postfascista si presenta al mondo liberale. La distanza tra il ministro Guido Crosetto e i pretoriani Giovanni Donzelli e Galeazzo Bignami sul vademecum illiberale dell’ex-parà Roberto Vannacci si misura qui; e mostra l’incapacità della destra di farsi conservatrice, nonostante i tentativi di Meloni di vendere questo prodotto all’estero. Ma la diplomazia oltre confine non prova nulla. Chi voglia farsi un’idea della destra dovrebbe trascorrere qualche giorno in Italia, e magari leggere il bestseller di Vannacci. Intorno al quale si sta coagulando una larga alleanza: militanti dell’autenticità contro il politicamente corretto; coraggiosi nel dire senza peli sulla lingua quel che hanno in testa, contro la vigliacca civility.
La colla è l’allergia per i diritti, col corollario che l’odio sia da proteggere col diritto, non una passione da limare e contenere come cercano di fare i diritti. Che insegnano a distinguere tra rispetto delle persone e condivisione delle loro idee e scelte di vita. Le forme linguistiche ne sono la cornice. Ma nel Bel Paese, i diritti sono armi contundenti in mano a chi ha potere per dare libero sfogo alle passioni primarie: ecco il mito dell’autenticità. Qui si tocca con mano l’inaffidabilità liberale della destra.
L’attacco dei pretoriani al «politicamente corretto» merita tutta la nostra attenzione; non è folclore. È attacco alla civility (all’urbanità), condizione essenziale delle società democratiche, che sono aperte e plurali; abito che ci protegge dall’intolleranza ispettiva degli altri e dello stato.
Judith Shklar associava l’ipocrisia al liberalismo della paura. Senza la quale non c’è società ma serraglio, non ci sono cittadini/e ma militanti fondamentalisti (se i pretoriani leggessero bene Oriana Fallaci scoprirebbero che le vomitate di Vannacci sono molto simili a quelle dei fondamentalisti islamici contro le forme di vita non islamiche). La virtuosa ipocrisia ci salva dall’autenticità del dire. E il politicamente corretto – criticabile se diventa un’autenticità rovesciata — è il galateo delle nostre società.
L’AUTOCONTROLLO E LA DIGNITÀ
I pretoriani lo criticano perché, dicono, educa a preferire il quieto vivere alla “libertà” di dire quel che si pensa nelle forme maschie e dirette. In realtà, l’autocontrollo del modo di esprimere le nostre idee è la condizione affinché la nostra dignità non sia mai calpestata. Non è un invito all’indifferenza perché non insegna solo ad astenersi dal danneggiare (e le parole sono capaci di danneggiare) ma anche al fare rispettoso. Si inizia col non danneggiare e ci si educa poco a poco al rispetto. È questa la seconda natura delle società liberali.
Siamo sicuri che gli autentici che se ne infischiano dell’urbanità siano liberi dal politicamente corretto? L’atteggiamento razzista non è mai «un fenomeno isolato» e se una persona ha il coraggio di rivelarsi razzista in pubblico è perché sa di poter contare sulla simpatia di chi gli sta accanto. Il razzista ha un comportamento radicalmente ipocrita dunque; è massimamente conformista: se si scoprisse solo in una moltitudine di non razzisti, molto probabilmente tacerebbe.
Una società governata da persone che sono ipocrite a rovescia, cioè convinte di essere autentiche, è illiberale, intollerante e potenzialmente violenta. L’Italia è governata da persone che hanno questa cultura.
(da editorialedomani.it)

argomento: Politica | Commenta »

« Previous Entries
Next Entries »
  • Destra di Popolo.net
    Circolo Genovese di Cultura e Politica
    Diretto da Riccardo Fucile
    Scrivici: destradipopolo@gmail.com

  • Categorie

    • 100 giorni (5)
    • Aborto (20)
    • Acca Larentia (2)
    • Alcool (3)
    • Alemanno (150)
    • Alfano (315)
    • Alitalia (123)
    • Ambiente (341)
    • AN (210)
    • Animali (74)
    • Arancioni (2)
    • arte (175)
    • Attentato (329)
    • Auguri (13)
    • Batini (3)
    • Berlusconi (4.297)
    • Bersani (234)
    • Biasotti (12)
    • Boldrini (4)
    • Bossi (1.222)
    • Brambilla (38)
    • Brunetta (83)
    • Burlando (26)
    • Camogli (2)
    • canile (4)
    • Cappello (8)
    • Caprotti (2)
    • Caritas (6)
    • carovita (170)
    • casa (247)
    • Casini (120)
    • Centrodestra in Liguria (35)
    • Chiesa (276)
    • Cina (10)
    • Comune (342)
    • Coop (7)
    • Cossiga (7)
    • Costume (5.586)
    • criminalità (1.403)
    • democratici e progressisti (19)
    • denuncia (14.531)
    • destra (573)
    • destradipopolo (99)
    • Di Pietro (101)
    • Diritti civili (276)
    • don Gallo (9)
    • economia (2.332)
    • elezioni (3.303)
    • emergenza (3.079)
    • Energia (45)
    • Esselunga (2)
    • Esteri (784)
    • Eugenetica (3)
    • Europa (1.314)
    • Fassino (13)
    • federalismo (167)
    • Ferrara (21)
    • Ferretti (6)
    • ferrovie (133)
    • finanziaria (325)
    • Fini (823)
    • fioriere (5)
    • Fitto (27)
    • Fontana di Trevi (1)
    • Formigoni (90)
    • Forza Italia (596)
    • frana (9)
    • Fratelli d'Italia (291)
    • Futuro e Libertà (511)
    • g8 (25)
    • Gelmini (68)
    • Genova (543)
    • Giannino (10)
    • Giustizia (5.787)
    • governo (5.803)
    • Grasso (22)
    • Green Italia (1)
    • Grillo (2.941)
    • Idv (4)
    • Immigrazione (734)
    • indulto (14)
    • inflazione (26)
    • Ingroia (15)
    • Interviste (16)
    • la casta (1.394)
    • La Destra (45)
    • La Sapienza (5)
    • Lavoro (1.316)
    • LegaNord (2.413)
    • Letta Enrico (154)
    • Liberi e Uguali (10)
    • Libia (68)
    • Libri (33)
    • Liguria Futurista (25)
    • mafia (543)
    • manifesto (7)
    • Margherita (16)
    • Maroni (171)
    • Mastella (16)
    • Mattarella (60)
    • Meloni (14)
    • Milano (300)
    • Montezemolo (7)
    • Monti (357)
    • moschea (11)
    • Musso (10)
    • Muti (10)
    • Napoli (319)
    • Napolitano (220)
    • no global (5)
    • notte bianca (3)
    • Nuovo Centrodestra (2)
    • Obama (11)
    • olimpiadi (40)
    • Oliveri (4)
    • Pannella (29)
    • Papa (33)
    • Parlamento (1.428)
    • partito del popolo della libertà (30)
    • Partito Democratico (1.034)
    • PD (1.188)
    • PdL (2.781)
    • pedofilia (25)
    • Pensioni (129)
    • Politica (38.648)
    • polizia (253)
    • Porto (12)
    • povertà (502)
    • Presepe (14)
    • Primarie (149)
    • Prodi (52)
    • Provincia (139)
    • radici e valori (3.685)
    • RAI (359)
    • rapine (37)
    • Razzismo (1.410)
    • Referendum (200)
    • Regione (344)
    • Renzi (1.521)
    • Repetto (46)
    • Rifiuti (84)
    • rom (13)
    • Roma (1.125)
    • Rutelli (9)
    • san gottardo (4)
    • San Martino (3)
    • San Miniato (2)
    • sanità (306)
    • Sarkozy (43)
    • scuola (354)
    • Sestri Levante (2)
    • Sicurezza (454)
    • sindacati (162)
    • Sinistra arcobaleno (11)
    • Soru (4)
    • sprechi (319)
    • Stampa (373)
    • Storace (47)
    • subappalti (31)
    • televisione (244)
    • terremoto (402)
    • thyssenkrupp (3)
    • Tibet (2)
    • tredicesima (3)
    • Turismo (62)
    • Udc (64)
    • Università (128)
    • V-Day (2)
    • Veltroni (30)
    • Vendola (41)
    • Verdi (16)
    • Vincenzi (30)
    • violenza sulle donne (342)
    • Web (1)
    • Zingaretti (10)
    • zingari (14)
  • Archivi

    • Aprile 2026 (97)
    • Marzo 2026 (641)
    • Febbraio 2026 (617)
    • Gennaio 2026 (653)
    • Dicembre 2025 (627)
    • Novembre 2025 (668)
    • Ottobre 2025 (651)
    • Settembre 2025 (662)
    • Agosto 2025 (669)
    • Luglio 2025 (671)
    • Giugno 2025 (573)
    • Maggio 2025 (591)
    • Aprile 2025 (622)
    • Marzo 2025 (561)
    • Febbraio 2025 (351)
    • Gennaio 2025 (640)
    • Dicembre 2024 (607)
    • Novembre 2024 (609)
    • Ottobre 2024 (668)
    • Settembre 2024 (458)
    • Agosto 2024 (618)
    • Luglio 2024 (429)
    • Giugno 2024 (481)
    • Maggio 2024 (633)
    • Aprile 2024 (618)
    • Marzo 2024 (473)
    • Febbraio 2024 (588)
    • Gennaio 2024 (627)
    • Dicembre 2023 (504)
    • Novembre 2023 (435)
    • Ottobre 2023 (604)
    • Settembre 2023 (460)
    • Agosto 2023 (641)
    • Luglio 2023 (605)
    • Giugno 2023 (560)
    • Maggio 2023 (412)
    • Aprile 2023 (567)
    • Marzo 2023 (506)
    • Febbraio 2023 (505)
    • Gennaio 2023 (541)
    • Dicembre 2022 (525)
    • Novembre 2022 (526)
    • Ottobre 2022 (552)
    • Settembre 2022 (584)
    • Agosto 2022 (584)
    • Luglio 2022 (562)
    • Giugno 2022 (521)
    • Maggio 2022 (470)
    • Aprile 2022 (502)
    • Marzo 2022 (542)
    • Febbraio 2022 (494)
    • Gennaio 2022 (510)
    • Dicembre 2021 (488)
    • Novembre 2021 (599)
    • Ottobre 2021 (506)
    • Settembre 2021 (539)
    • Agosto 2021 (423)
    • Luglio 2021 (577)
    • Giugno 2021 (559)
    • Maggio 2021 (556)
    • Aprile 2021 (506)
    • Marzo 2021 (647)
    • Febbraio 2021 (570)
    • Gennaio 2021 (605)
    • Dicembre 2020 (619)
    • Novembre 2020 (575)
    • Ottobre 2020 (638)
    • Settembre 2020 (465)
    • Agosto 2020 (588)
    • Luglio 2020 (597)
    • Giugno 2020 (580)
    • Maggio 2020 (618)
    • Aprile 2020 (643)
    • Marzo 2020 (437)
    • Febbraio 2020 (593)
    • Gennaio 2020 (596)
    • Dicembre 2019 (542)
    • Novembre 2019 (316)
    • Ottobre 2019 (631)
    • Settembre 2019 (617)
    • Agosto 2019 (639)
    • Luglio 2019 (654)
    • Giugno 2019 (598)
    • Maggio 2019 (527)
    • Aprile 2019 (383)
    • Marzo 2019 (562)
    • Febbraio 2019 (598)
    • Gennaio 2019 (641)
    • Dicembre 2018 (623)
    • Novembre 2018 (603)
    • Ottobre 2018 (631)
    • Settembre 2018 (586)
    • Agosto 2018 (362)
    • Luglio 2018 (562)
    • Giugno 2018 (563)
    • Maggio 2018 (634)
    • Aprile 2018 (547)
    • Marzo 2018 (599)
    • Febbraio 2018 (571)
    • Gennaio 2018 (607)
    • Dicembre 2017 (578)
    • Novembre 2017 (633)
    • Ottobre 2017 (579)
    • Settembre 2017 (456)
    • Agosto 2017 (368)
    • Luglio 2017 (450)
    • Giugno 2017 (468)
    • Maggio 2017 (460)
    • Aprile 2017 (439)
    • Marzo 2017 (480)
    • Febbraio 2017 (420)
    • Gennaio 2017 (453)
    • Dicembre 2016 (438)
    • Novembre 2016 (438)
    • Ottobre 2016 (424)
    • Settembre 2016 (367)
    • Agosto 2016 (332)
    • Luglio 2016 (336)
    • Giugno 2016 (358)
    • Maggio 2016 (373)
    • Aprile 2016 (307)
    • Marzo 2016 (369)
    • Febbraio 2016 (335)
    • Gennaio 2016 (404)
    • Dicembre 2015 (412)
    • Novembre 2015 (401)
    • Ottobre 2015 (422)
    • Settembre 2015 (419)
    • Agosto 2015 (416)
    • Luglio 2015 (387)
    • Giugno 2015 (396)
    • Maggio 2015 (402)
    • Aprile 2015 (407)
    • Marzo 2015 (428)
    • Febbraio 2015 (417)
    • Gennaio 2015 (434)
    • Dicembre 2014 (454)
    • Novembre 2014 (437)
    • Ottobre 2014 (440)
    • Settembre 2014 (450)
    • Agosto 2014 (433)
    • Luglio 2014 (436)
    • Giugno 2014 (391)
    • Maggio 2014 (392)
    • Aprile 2014 (389)
    • Marzo 2014 (436)
    • Febbraio 2014 (386)
    • Gennaio 2014 (419)
    • Dicembre 2013 (367)
    • Novembre 2013 (395)
    • Ottobre 2013 (446)
    • Settembre 2013 (433)
    • Agosto 2013 (389)
    • Luglio 2013 (390)
    • Giugno 2013 (425)
    • Maggio 2013 (413)
    • Aprile 2013 (345)
    • Marzo 2013 (372)
    • Febbraio 2013 (293)
    • Gennaio 2013 (361)
    • Dicembre 2012 (364)
    • Novembre 2012 (336)
    • Ottobre 2012 (363)
    • Settembre 2012 (341)
    • Agosto 2012 (238)
    • Luglio 2012 (328)
    • Giugno 2012 (287)
    • Maggio 2012 (258)
    • Aprile 2012 (218)
    • Marzo 2012 (255)
    • Febbraio 2012 (247)
    • Gennaio 2012 (259)
    • Dicembre 2011 (223)
    • Novembre 2011 (267)
    • Ottobre 2011 (283)
    • Settembre 2011 (268)
    • Agosto 2011 (155)
    • Luglio 2011 (207)
    • Giugno 2011 (262)
    • Maggio 2011 (273)
    • Aprile 2011 (248)
    • Marzo 2011 (255)
    • Febbraio 2011 (233)
    • Gennaio 2011 (253)
    • Dicembre 2010 (237)
    • Novembre 2010 (187)
    • Ottobre 2010 (159)
    • Settembre 2010 (148)
    • Agosto 2010 (75)
    • Luglio 2010 (86)
    • Giugno 2010 (76)
    • Maggio 2010 (75)
    • Aprile 2010 (66)
    • Marzo 2010 (79)
    • Febbraio 2010 (73)
    • Gennaio 2010 (74)
    • Dicembre 2009 (74)
    • Novembre 2009 (83)
    • Ottobre 2009 (90)
    • Settembre 2009 (83)
    • Agosto 2009 (56)
    • Luglio 2009 (83)
    • Giugno 2009 (76)
    • Maggio 2009 (72)
    • Aprile 2009 (74)
    • Marzo 2009 (50)
    • Febbraio 2009 (69)
    • Gennaio 2009 (70)
    • Dicembre 2008 (75)
    • Novembre 2008 (77)
    • Ottobre 2008 (67)
    • Settembre 2008 (56)
    • Agosto 2008 (39)
    • Luglio 2008 (50)
    • Giugno 2008 (55)
    • Maggio 2008 (63)
    • Aprile 2008 (50)
    • Marzo 2008 (39)
    • Febbraio 2008 (35)
    • Gennaio 2008 (36)
    • Dicembre 2007 (25)
    • Novembre 2007 (22)
    • Ottobre 2007 (27)
    • Settembre 2007 (23)
  • Agosto 2023
    L M M G V S D
     123456
    78910111213
    14151617181920
    21222324252627
    28293031  
    « Lug   Set »
  • Leggi gli ultimi articoli inseriti

    • NICOLA COLABIANCHI, IL SOVRINTENDENTE DELLA FENICE, IN QUOTA FRATELLI D’ITALIA, CHE HA NOMINATO BEATRICE VENEZI DIRETTRICE MUSICALE DEL TEATRONE, ED E’ STATO RIBATTEZZATO “FENTANYL”: NON VEDE E NON SENTE; PURTROPPO OGNI TANTO PARLA. NON POTENDO CAMBIARE SOVRINTENDENTE, CAMBIATEGLI ALMENO SOPRANNOME: DA FENTANYL A VINAVIL
    • FUORI UN ALTRO TAJANEO? GLI EX DIRIGENTI FORZISTI PUGLIESI SCRIVONO A MARINA BERLUSCONI E A MULÈ PER CHIEDERE LA TESTA DI MAURO D’ATTIS, SEGRETARIO REGIONALE DEL PARTITO E MOLTO VICINO AD ANTONIO TAJANI: “SE LUI VA VIA, NOI RIENTRIAMO”
    • PROPAGANDA RUSSA, IL CASO DELL’ AI E DEI “GIORN ALISTI FANTASMA” PER INFILTRARE I MEDIA IN ARGENTINA E IN AFRICA
    • LO SBATTONO IN GALERA TRE MESI PER SPACCIO, MA QUELLA IN FRIGO NON ERA DROGA, MA FARINA DI GRANO
    • SONDAGGIO EMG: CENTRODESTRA IN CRISI E PERDE CONSENSI, CRESCE IL PARTITO DI VANNACCI
    • PUTIN È FINITO NEL PANTANO, IN RUSSIA CRESCE LA SFIDUCIA NELLO ZAR. I SONDAGGISTI HANNO REGISTRATO UN BRUSCO CALO DELLA FIDUCIA VERSO IL PRESIDENTE: MENO CINQUE PUNTI IN UNA SOLA SETTIMANA. PESA L’INCAPACITÀ DELLA FU ARMATA ROSSA (OGGI ARMATA LESSA) DI AVANZARE IN UCRAINA
  • Commenti recenti

    • Log In

      • Accedi
      • Feed dei contenuti
      • Feed dei commenti
      • WordPress.org
    • Credits: G.I





    Usiamo i cookie anche di terze parti autorizzate. Continuando a navigare su questo sito, acconsenti al loro impiego in conformità alla nostra Cookie Policy.
    PreferenzeCONTINUA
    Manage consent

    Privacy Overview

    This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
    Necessary
    Sempre abilitato
    Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. These cookies ensure basic functionalities and security features of the website, anonymously.
    CookieDurataDescrizione
    cookielawinfo-checbox-analytics11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Analytics".
    cookielawinfo-checbox-functional11 monthsThe cookie is set by GDPR cookie consent to record the user consent for the cookies in the category "Functional".
    cookielawinfo-checbox-others11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Other.
    cookielawinfo-checkbox-necessary11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookies is used to store the user consent for the cookies in the category "Necessary".
    cookielawinfo-checkbox-performance11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Performance".
    viewed_cookie_policy11 monthsThe cookie is set by the GDPR Cookie Consent plugin and is used to store whether or not user has consented to the use of cookies. It does not store any personal data.
    Functional
    Functional cookies help to perform certain functionalities like sharing the content of the website on social media platforms, collect feedbacks, and other third-party features.
    Performance
    Performance cookies are used to understand and analyze the key performance indexes of the website which helps in delivering a better user experience for the visitors.
    Analytics
    Analytical cookies are used to understand how visitors interact with the website. These cookies help provide information on metrics the number of visitors, bounce rate, traffic source, etc.
    Advertisement
    Advertisement cookies are used to provide visitors with relevant ads and marketing campaigns. These cookies track visitors across websites and collect information to provide customized ads.
    Others
    Other uncategorized cookies are those that are being analyzed and have not been classified into a category as yet.
    ACCETTA E SALVA