Destra di Popolo.net

DALLA BARCA IN BANCA IN SOLI 59 MINUTI: “DAGLI IL NOSTRO IBAN”

Maggio 14th, 2024 Riccardo Fucile

TOTI IN BARCA CON SPINELLI, LA TELEFONATA A SIGNORINI PER SVELTIRE LA PRATICA A FAVORE DI SPINELLI E GLI ESTREMI PER IL BONIFICO DI 40.000 EURO DI SPINELLI A TOTI

Un finanziamento tecnicamente e burocraticamente lecito può diventare “illecito” se è parte di un do ut des incardinato dal politico stesso. È la tesi della Procura di Genova.
Passiamo ora al film raccontato da tre intercettazioni chiave agli atti dell’inchiesta che da una settimana ha sconvolto la politica ligure e non solo. Un cortometraggio, in realtà. perché i momenti clou sono due, distanti solo 59 minuti.
Attori protagonisti Giovanni Toti e Aldo Spinelli.
Sono le ore 14.07 del 1° settembre 2021. Toti è a bordo della Leila 2, l’ormai arcinoto yacht di Aldo Spinelli attraccato al porto di Genova, una specie di ufficio galleggiante dove l’imprenditore riceveva manager e politici di tutti gli schieramenti.
Il presidente sta pranzando “con l’intera famiglia Spinelli”, come aveva confidato 19 minuti prima al suo consigliere Alessando Bozzano, chiamato per sollecitargli “una soluzione per la spiaggia di Punta dell’olmo” (spiaggia libera attrezzata nelle mire di Spinelli). Alle 14.07 esatte, dunque, Toti chiama Paolo Emilio Signorini, l’allora presidente dell’autorità Portuale (arrestato martedì per corruzione).
Dice Toti: “Io sono buttato in barca da Aldo, quando gliela portiamo sta proroga in comitato che così Bucci (Marco, sindaco di Genova, non indagato, ndr) proprio… possiamo ragionare lì del tombamento e lo mettiamo tranquillo”.
Il governatore parla del tombamento di Calata Concenter, che sta fortemente a cuore a Spinelli: il progetto deve essere discusso al comitato portuale, presieduto da Signorini.
Il manager scatta sull’attenti, ha la risposta pronta: “Digli di stare tranquillo, adesso… c’è forse questa cosa che dev… ma noi nel giro di due settimane facciamo tutto”. Toti approva: “Nel giro di due settimane fai il comitato, bene… bene”. Signorini ribadisce: “Digli di stare tranquillo che se una cosa non sono sicuro, non la dico”.
Toti quindi si rivolge a Spinelli: “Dice di stare tranquillo che se…”, poi riparla con Signorini: “Lui dice che due settimane son tante”. “E, beh, dovevano farlo un mese fa belìn”, esclama Spinelli in sottofondo. “Vabbè vediamo di farlo il prima possibile dai”, esorta Toti, cui risponde Signorini: “Va bene, va bene, ok”. Da questa telefonata a quella seguente, come detto, passano solo 59 minuti.
ALLE ORE 15.06 Toti telefona alla sua segretaria, Marcella Mirafiori (estranea all’inchiesta). Le sue parole sono sorprendenti. Dice Toti: “Mandi alla segreteria di Spinelli i documenti dove vogliamo che faccia un versamento, che lo fa normale, come tutti gli altri insomma (…) ti fai dire chi è (…) così lo fai e poi dopo il resto ti dico a voce”.
Il finale della sceneggiatura lo scrive l’ultima intercettazione della giornata. Sono le 20.59 e Toti richiama Signorini e gli dice: “Ci mangiamo un boccone che ti dico un po’ di Spinelli oggi. Portiamo quella roba in Comitato il prima possibile”. Signorini gli ribadisce di stare “tranquillo”. Toti qui chiarisce: “Ah, ma lo so che è sempre apprensivo, ma se riusciamo a farlo entro metà di settembre mi fa comodo anche a me… quindi”.
Dall’ordinanza di custodia cautelare apprendiamo che tra l’8 e il 9 settembre il Comitato Giovanni Toti ha ricevuto da Spinelli 40mila dei 74.500 euro contestati. Secondo i pm di Genova, infatti, si delinea “in modo esplicito il rapporto tra finanziamento e proroga della concessione”.
(da Il Fatto Quotidiano)

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MARCHESE DEL LOLLO, CIOE’ IL MASOCHISMO NELLA COMUNICAZIONE

Maggio 14th, 2024 Riccardo Fucile

LE GAFFE MALDESTRE DEL COGNATO DELLA PREMIER

Poiché il soggetto è tanto permaloso quanto politicamente discutibile, e – dunque – tende a querelare ad alzo zero o giù di lì come ben sanno Tomaso Montanari e altri (liberi) come lui, giova qui premettere che il mitologico, tonitruante e oltremodo ineffabile ministro (sic) Lollobrigida è uomo oltremodo bello, preparato, capace, simpatico, democratico, disponibile e oggettivamente inattaccabile.
Io mi ispiro a lui in ogni cosa che faccio, che scriva libri o faccia spettacoli, che giochi a padel o vada in tivù.
Un tempo mi ispiravo a Gaber e Saramago, ora a Lollobrigida e Donzelli: un miglioramento prodigioso, che ha giovato alla mia vita e che – per questo – consiglio a tutti voi.
Ciò detto, e sempre con rispetto parlando, la predisposizione alle gaffe del cognatissimo Lollo merita forse (e di nuovo) le nostre attenzioni.
Pochi giorni fa il nostro eroe si è fatto (di nuovo) ridere dietro da mezzo mondo per aver detto che “per fortuna” la siccità ha toccato la Sicilia ma non altre zone. Ovviamente la Sicilia (e il Sud tutto) hanno apprezzato assai.
Va sottolineato qui come, nello specifico, Lollobrigida sia stato più maldestro che in malafede: rispondendo a un parlamentare piemontese, voleva probabilmente solo dire che la siccità per fortuna non aveva colpite le sue terre (cioè il Piemonte), senza con ciò intendere che godesse delle sofferenze siciliane.
Il fatto, però, è che se ogni volta che apri bocca crei una polemica, vuol dire che magari sei anche una brava persona, ma di sicuro hai sbagliato lavoro. Il povero Toninelli fu crocifisso per molto meno, e se non sai parlare – e peggio ancora non ti fai capire – non puoi fare il politico. Men che meno il ministro.
L’ineffabile Lollobrigida, poi, è recidivo. Ne inventa proprio una al giorno. Ultimamente ne ha sparate a raffica come ai bei tempi della sostituzione etnica, dei treni fermati a comando e dei poveri che – in quanto tali – mangiano meglio perché quando fanno la spesa hanno meno soldi (?).
Stargli dietro è difficile, perché l’uomo ha una naturale predisposizione alla bischerata paragonabile a quella del miglior Gasparri (ci venga perdonato qui l’ossimoro), ma giova farlo perché nel “masochismo comunicativo” del Marchese del Lollo c’è – a suo modo – del genio.
Prima di tutto, Lollobrigida ha partorito un decreto legge Agricoltura così disastroso che Mattarella non intende firmarlo. Troppe le criticità, peraltro tutte di gravità considerevole: l’accorpamento della società Sistema informativo nazionale per lo sviluppo dell’agricoltura (Sin) nell’Agenzia per le erogazioni in agricoltura (Agea); il divieto di installare pannelli fotovoltaici sui terreni agricoli; e poi – la criticità peggiore – lo spostamento dei carabinieri forestali (ora dipendenti in tutto e per tutto dal ministero della Difesa) sotto il controllo del ministero dell’Agricoltura.
Se riuscisse in quest’ultimo intento, sostengono gli ambientalisti e non solo loro, Lollobrigida realizzerebbe il sogno di cacciatori (e bracconieri), le cui irregolarità – durante l’attività venatoria – vengono denunciate proprio dai carabinieri forestali.
Quando deve scegliere tra cacciatori e animalisti, il Lollo non solo non ha dubbi, ma mostra proprio un disinteresse/disprezzo nei confronti di tutti coloro che amano gli animali.
È persino arrivato a dire, con una sensibilità e una competenza scientifica degne di un Fugatti deluxe, che gli umani sono gli unici esseri senzienti, dando con ciò per sottinteso che gli animali non abbiano anima né provino sentimenti.
Davvero una visione del mondo moderna, per nulla specista e intrisa di umanità e tolleranza. Verrebbe quasi da compatirlo, perché evidentemente pensa che tutti gli umani tra lui e un cane o fringuello (qualsiasi cane e qualsiasi fringuello) sceglierebbero lui. Come no: contaci, Lollo.
(da ilfattoquotidiano.it)

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PAOLA, NEMO E IL GENERALE

Maggio 14th, 2024 Riccardo Fucile

VANNACCI RICORDA IL GENERALE DAMIGIANI DI “ALTO GRADIMENTO”

Costretto a scrivere una lettera di scuse per scongiurare la querela della pallavolista Paola Egonu, sui cui tratti somatici aveva avuto da ridire in passato, il generale Vannacci parte bene («mai avuto dubbi sulla sua cittadinanza italiana») per crollare già nella riga successiva: «ma questo non può celare visivamente la sua origine».
L’avverbio usato dal generalissimo è rivelatore. Lui seleziona le persone che gli fanno senso in base a un unico senso: la vista.
Il giorno prima aveva trovato «nauseante» Nemo, il vincitore dell’Eurovision, e non per la qualità della voce, ma a causa di quelle unghie smaltate e di quei movimenti così poco marziali.
Ai meno giovani Vannacci ricorda il generale Damigiani, che però era un personaggio di «Alto gradimento», non un candidato alle Europee, e comunque non si sarebbe mai sognato di definire «nauseante» il Nemo di allora, Renato Zero.
Nel mondo nostalgico del generalissimo le unghie le smaltano solo le signorine in età da matrimonio, i maschi marciano a ranghi compatti dalle trincee ai bordelli, i neri vivono in Africa e i biondi in Scandinavia.
Però nel frattempo le cose sono cambiate e mio figlio di cinque anni gira con la maschera del supereroe nero Spin, senza esserne visivamente nauseato e tantomeno turbato, dato che è nero anche il suo compagno di banco all’asilo. La vita è una questione di abitudine e un giorno Vannacci si accorgerà che il mondo al contrario è semplicemente il mondo, ed è lui che lo sta guardando al contrario.
(da il Fatto Quotidiano)

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ALTRI TRE ABUSI EDILIZI NELLA VILLA DEL FIGLIO DI DANIELA SANTANCHE’ SCOPERTI CON IL DRONE

Maggio 14th, 2024 Riccardo Fucile

LA NUOVA ISPEZIONE DEI VIGILI DEL COMUNE DI PIETRASANTA E L’ORDINE DI DEMOLIZIONE IN ARRIVO

Alla fine i vigili di Pietrasanta bussano davvero di nuovo alla porta di Lorenzo Massaro. Il figlio di Canio e di Daniela Santanchè è il proprietario della Casina Rossa, la villa che sorge nel parco protetto della Versiliana. A
nche stavolta, come nelle occasioni in cui gli facevano visita per verificare la residenza, non l’hanno trovato in casa. Ma stavolta, ovvero il 3 maggio scorso, si portano dietro i droni. E li fanno volare sopra la residenza.
E scoprono, scrive Il Fatto Quotidiano, altri tre presunti abusi edilizi, che si aggiungono a quelli già documentati. Ovvero verande e portici realizzati tra 2014 e 2017 e mai demoliti dopo dieci anni nonostante l’indagine della magistratura e gli ordini di demolizione del comune. Per questo la polizia locale alla fine ha notificato un altro procedimento il 7 maggio per nuove infrazioni successive al 2017.
Le nuove infrazioni
Quali? Un ampliamento della pavimentazione in legno, l’edificazione di un gazebo in ferro e vetro adibito a salotto aperto, due manufatti lignei con copertura a capanna e pianta rettangolare. Oltre a un’altra veranda chiusa che si vede nel prospetto Sud. Un sopralluogo svolto con i droni che ha consentito così al comune di Pietrasanta di notificare al figlio di Santanchè un nuovo procedimento d’infrazione. Anche questo finirà sul tavolo della procura di Lucca, competente territorialmente. Ora la proprietà potrà presentare una memoria difensiva entro 30 giorni. Il giudizio si concluderà entro 60. O viene esibito un titolo di conformità o il comune sarà costretto a convocare le ruspe. Anche perché l’immobile in questione «risulta censito al catasto in zona rurale all’interno del perimetro del Parco Territoriale della Versiliana (…) sottoposta a vincolo paesaggistico ai sensi del D.Lgs. 42/2004».
…E le vecchie ancora lì
Interamente «in area a vincolo idrogeologico» dal 1923. Intanto le vecchie infrazioni, quelle accertate dieci anni fa, sono rimaste lì senza alcuna demolizione. Per censirle gli agenti hanno usato il sistema Geoscopio della Regione Toscana. Così hanno rilevato i tre nuovi manufatti. Uno con pavimentazione non visibile nel 2019, un altro non visibile nel 2023, un altro ancora che nel 2021 aveva dimensioni inferiori a quelle attuali. Intanto però la giunta del sindaco Stefano Giovannetti sta concludendo il nuovo piano urbanistico con ampliamenti di volumetrie del patrimonio edilizio. Anche nelle zone boschive litoranee, attualmente vietate. Si potrà procedere ad ampliamenti una tantum pari al 20% della superficie esistente.
(da agenzie)

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TOTI DOVREBBE DIMETTERSI? L’80% DEI LIGURI DICE SI’

Maggio 14th, 2024 Riccardo Fucile

IL SITO LIGURE GENOVA24 LO HA CHIESTO AGLI ISCRITTI AL SUO CANALE WHATSAPP

Toti dovrebbe dimettersi? Lo abbiamo chiesto sul nostro canale WhatsApp: l’80% dice di sì
Giovanni Toti dovrebbe dimettersi da presidente della Regione? Lo abbiamo chiesto ai quasi 15mila iscritti del nostro canale WhatsApp. Ed è emerso che quasi l’80% di chi ha risposto pensa che il governatore ligure – attualmente sospeso dal suo incarico trovandosi agli arresti domiciliari con l’accusa di corruzione, voto di scambio e falso – dovrebbe farsi da parte.
Una domanda a risposta secca: sì, no, non saprei.
Nell’arco di circa 24 ore, su un totale di 14.844 iscritti al canale, hanno partecipato alla votazione 1.081 utenti. Di questi, 863 si dichiarano favorevoli alle dimissioni, cioè il 79,9%. Nella quota restante, 145 persone si dicono contrarie (13,4%) mentre 73 non sanno rispondere (6,7%). I dati sono provvisori perché nel frattempo stanno arrivando altre risposte.
Sul canale di IVG, la testata di riferimento della provincia di Savona, hanno votato 607 iscritti con questi risultati: 519 a favore delle dimissioni (85,5%), 62 contrari (10,2%) e 26 indecisi (4,3%).
Risultati simili, anche se meno sbilanciati, su Instagram, dove hanno espresso un’opinione 331 follower. Di questi, 245 vorrebbero le dimissioni (il 74%), 63 non le vorrebbero (19%) e 23 non saprebbero cosa scegliere (7%).
(da Genova24)

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IL LEGALE DI SPINELLI: “SOLDI A TUTTI MA PENSAVA FOSSERO TRACCIATI”

Maggio 14th, 2024 Riccardo Fucile

“ESISTE ANCHE IL REATO DI TRUFFA, NON METTIAMO LIMITI ALLA DIFESA”

“Spinelli ha detto di aver finanziato tutti ma con sottoscrizioni elettorali che pensava fossero tracciate”. Lo ha detto l’avvocato di Aldo Spinelli, Vernazza davanti a Palazzo di giustizia a Genova aggiungendo che farà ricorso “al Riesame perché non abbiamo una misura così afflittiva, non siamo in carcere”.
A chi gli chiedeva se una promessa elettorale non mantenuta consente comunque di configurare il reato di finanziamento illecito, Vernazza ha risposto che “esiste anche il reato di truffa per fare delle ipotesi… c’è da discuterne. Non mettiamo limite alle difese”.
Infine l’avvocato genovese ha sottolineato di non aver fatto richiesta di revoca della misura dei domiciliari: “Non la chiedo. Lui vorrebbe tornare in azienda ma non lo può fare e poi secondo me è prematuro, bisogna far andare avanti le cose”. A chi gli chiedeva se fosse “scocciato di aver dato senza ricevere nulla in cambio”, Vernazza ha risposto: ‘Lui dà sempre’.
(da agenzie)

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DAL CALCIO AGLI OROLOGI DI LUSSO

Maggio 14th, 2024 Riccardo Fucile

PASSIONI (E LITIGATE) DI SCIÒ ALDO E DEL SUO DELFINO

«Un confronto continuo ma decisioni non sempre condivise», racconta chi li conosce bene entrambi. Di sicuro con discussioni intense, dall’esito incerto, talvolta tese.
Non solo per quanto riguarda i colossali affari legati alla logistica portuale. Ma anche nel calcio. E questo, sin da quando c’era da pianificare le campagne acquisti, prima del Genoa e del Livorno poi.
Testardo il padre, il Sciò Aldo Spinelli, 84 anni, self-made man che si è fatto tutto da sé . Ma testardo anche il figlio Roberto, 53, laurea in legge, sposato
Mentre Aldo con i giornalisti si è sempre trovato a suo agio, le interviste concesse da Roberto sono rarissime, eventi in cui tra l’altro si finisce a parlare quasi sempre di pallone. Nel 2019, a Primo Canale , l’emittente genovese, raccontò del bomber Tomás Skuhravy, i cui gol resero indimenticabili le stagioni del Genoa tra il 1990 e il 1995.
«Avemmo offerte stratosferiche da Olympique Marsiglia e da Berlusconi» ricordò l’imprenditore. Papà tentennava, per il centravanti erano pronti a sborsare oltre 25 miliardi delle vecchie lire. Il figlio però lo convinse a tenerlo. Ma «forse fu un errore perché con quei soldi della cessione saremmo potuti ripartire. Non fu una grande idea, lo riconosco, ma al cuore non si comanda».
Gli insider del gruppo Spinelli dicono che le passate discussioni sul calcio non siano differenti da quelle, attuali, sugli affari legati al porto: «Le decisioni le prendono loro, Aldo e Roberto». Di sicuro l’indagine racconta un’altra passione condivisa, quella «per il collezionismo di orologi svizzeri di lusso». Se c’è da spendere Roberto non si tira indietro: e in due settimane, nel marzo 2022, nelle gioiellerie di Genova ha lasciato 124.500 euro.
(da Corriere della Sera)

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“SONO STATO PRESO IN GIRO DA TOTI”: ALDO SPINELLI DAVANTI SCARICA IL GOVERNATORE DAVANTI AI PM

Maggio 14th, 2024 Riccardo Fucile

TOTI GLI AVREBBE PROMESSO DI PRIVATIZZARE LA SPIAGGIA DI PUNTA DELL’OLMO DI VARAZZE, MA LÌ “NON SI POTEVA FARE NIENTE PER LA BOLKENSTEIN”… IL FIGLIO ROBERTO: “È STATO TIRATO PER LA GIACCHETTA DA TUTTI. SI SONO APPROFITTATI DI LUI”

Gli interrogatori di garanzia di Roberto Spinelli e di suo padre Aldo davanti al gip Paola Faggioni durano poco più di un’ora ciascuno. Tempo relativamente breve, ma sufficiente ad intravedere una linea difensiva che passa per la proiezione dell’immagine di un uomo che, nonostante la baldanza con cui si presenta a dispetto degli 84 anni portati benissimo, soffrirebbe di una solitudine che lo renderebbe vulnerabile. Ed ora che se ne rende conto, scarica il governatore: «Sono stato preso in giro da Toti».
«Ho voglia di parlare, avrei voluto parlare l’altra volta», annuncia il vulcanico imprenditore prima di entrare a passo deciso nell’aula del giudice per le indagini preliminari che ha disposto per lui i domiciliari, come aveva fatto sabato scorso quando l’interrogatorio era saltato per un problema di notifica.
Che voglia dire più di qualcosa è subito evidente. «Sono stato preso in giro da Toti», dichiara il re della logistica portuale genovese rispondendo alle domande del giudice e del pm della Procura della Repubblica guidata da Nicola Piacente che gli contesta di aver pagato in tre anni tangenti per 75 mila euro a Toti per ottenere favori e delibere. Come quella dell’Autorità portuale presieduta dal totiano Paolo Signorini (l’unico in carcere) per la proroga di 30 anni della concessione demaniale relativa al terminal Rinfuse, che ha consentito alla Spinelli srl di aumentare a dismisura il proprio valore di mercato.
«Promesse vane» Toti gli avrebbe promesso cose che poi non sarebbe stato in grado di mantenere, dice Spinelli assistito dall’avvocato, Andrea Vernazza, che, quando gli chiedono a cosa si riferisca, fa cenno alla vicenda della privatizzazione della spiaggia di Punta dell’Olmo di Varazze, dove con il figlio ha realizzato un complesso immobiliare. Su quel magnifico tratto di arenile, però, «non si poteva fare niente per la Bolkestein», la direttiva europea sulla gestione delle coste.
Le accuse riguardano anche la presunta corruzione di Signorini con il quale ha stretto un forte legame personale con regali e benefit in gran parte promessi per un totale di 400 mila euro, tra cui i 22 lussuosi weekend a Montecarlo per 42 notti.
La versione dell’imprenditore è che proprio per quel rapporto di amicizia si è sentito in dovere di aiutare Signorini che era in gravi difficoltà economiche, ad esempio pagando con quasi 15 mila euro il catering del matrimonio della figlia (una delle accuse). In sostanza, afferma che, dopo decenni di attività tra i moli, sentiva su di sé una sorta di responsabilità per il porto che lo spingeva ad interagire nell’interesse di una struttura dalla quale ha ricevuto molto, ma sulla quale ha investito quattro volte di più.
Ed i 74 mila euro in 3 anni ai comitati di Toti? «Ho dato finanziamenti sempre rispettando la legge a tutti, perfino alla Bonino che nemmeno conoscevo», e contro il parere del figlio Roberto, come dice anche in un’intercettazione depositata agli atti.
Prima di Aldo Spinelli, è stata la volta del figlio Roberto, 53 anni, che lavora nella logistica e nell’immobiliare del gruppo. Al giudice Faggioni ha detto che il padre «è stato tirato per la giacchetta da tutti, anche da Toti e da Signorini» perché tutti avrebbero cercato di convincerlo in un momento in cui si sentiva molto solo dopo la morte tre anni fa della moglie Leila: «Ho grande rispetto per mio padre, uomo che si è fatto da solo raggiungendo risultati importanti: per questo non sono voluto entrare mai nei suoi rapporti personali, ma ci sono state persone che si sono approfittate di lui». Non sapeva che il rapporto con Signorini fosse diventato così forte.
(da Il Corriere della Sera)

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COVID, ESCORT E MASCHERINE NELL’INDAGINE SU TOTI E SPINELLI: “TRE RAGAZZE, NON DUE, ALLE 10, GRAZIE”

Maggio 14th, 2024 Riccardo Fucile

LE INTERCETTAZIONI DEGLI UOMINI LEGATI AI CLAN, 10.000 EURO PER UN BRACCIALETTO, LE ESCORT, LE FOTO SU INSTAGRAM… E “LA CORRUZIONE DELL’ANIMA”

Nell’inchiesta per corruzione che coinvolge il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti c’è anche un tentativo di frode al servizio sanitario nazionale. Mentre i dati sui contagiati dal Coronavirus per ottenere più vaccini hanno portato all’accusa di falso nei confronti del governatore, questa vicenda è collegata all’ombra della mafia su Genova. Nell’intercettazioni infatti due soggetti del clan dei Riesini parlano di un affare da 1,2 milioni di euro che riguarda forniture di mascherine. Alla fine non andato in porto. Ma nelle carte ci sono anche i regali per soubrette, massaggiatrici ed escort che giravano intorno agli indagati. Cartier da 10 mila euro, borse Chanel, persino massaggi dal costo di mille euro cadauno. E le intercettazioni delle interessate: «Le ha regalato 10 mila euro di braccialetto. E lei lo ha messo apposta su Instagram».
Le mascherine
L’intercettazione, riportata oggi dal Corriere della Sera, risale all’estate 2020. «Stavo pensando, siccome noi abbiamo un’altissima richiesta di mascherine pediatriche, da bambini, e noi ce le abbiamo, adesso sarebbe, sarebbe un bel colpo. Perché ora le stanno cercando da fare paura, quelle da bimbo, guarda, mi stanno chiamando tutte le farmacie», dice uno dei due soggetti legati ai clan del nisseno all’altro. Che risponde: «Visto che abbiamo Cianci e Toti se agganciamo la Regione abbiamo fatto briscola. Perché lì si parla di milioni di pezzi. Visto che lui vuole una mano, una mano lava l’altra e tutte e due lavano il viso». Cianci è Domenico Cianci, ma dalle carte dell’inchiesta sembra che il progetto non sia andato in porto. Nell’inchiesta l’aggravante mafiosa per la corruzione elettorale è stata contestata al capo di gabinetto di Toti Mauro Cozzani.
Spinelli: «Ho pagato tutti»
Intanto ieri Spinelli, interrogato dal Gip, ha detto di aver dato finanziamenti a tutti i partiti. «Sono stato preso in giro da Toti», ha dichiarato l’imprenditore. Il governatore gli avrebbe promesso cose che poi non ha mantenuto soltanto per avere soldi. Ma lui ha pagato «persino la Bonino, che non conoscevo», ha detto, contro il parere del figlio Roberto. E poi ci sono le donne. Anche se 84enne, Spinelli era sempre pronto ad organizzare week end in dolce compagnia. In questo caso poi Signorini si incaricava di andarle a prenderle e portarle nei luoghi fissati degli incontri. «Hotel de Paris, massaggi, estetista, parrucchiere, consumazioni al Cafe de Paris, Casinò, Train Bleu…». Totale 29.408 euro, interamente saldati dal Casinò di Montecarlo, dove Spinelli è naturalmente un cliente d’oro. «A saldo delle spese sostenute al Casinò per l’anno 2022 Spinelli ha pagato 750 mila euro», annotano i finanzieri.
Le massaggiatrici e le escort
Spinelli è un habitué a Montecarlo. «Tre ragazze, non due, alle 10, grazie», dice all’operatrice dell’hotel. E poi: «Senti, mi serve l’appartamento più la camera, una junior suite. Per stasera e le massaggiatrici domani mattina, due per favore, Pascal e Andrea in camera». C’è poi Signorini che ha uno strano rapporto con una “ragazza del martedì”. Che gli presta 13 mila euro per pagare il catering del matrimonio della figlia. Poi parla con una collega e ci ripensa: «Ho fatto una cazzata. Mi ha chiamato disperato che gli mancavano i soldi del matrimonio, glieli ho dati e ora temo che non me li ridia più. Questa sera vado da lui, come tutti i martedì, e cerco di capire se mi ha preso in giro». Perché secondo lei ha usato i soldi per acquistare un regalo per l’”altra” amante.
Le foto su Instagram e la corruzione dell’anima
Poi l’amica con cui sta parlando le fa vedere alcune foto pubblicate su Instagram: la rivale ha un bracciale di Cartier al polso. «Dodicimila euro di braccialetto! È quello di oro rosa. Gliel’avrà regalato lui per il compleanno». E ancora: «Gliel’ha comprato a Monaco, gliel’ha comprato col vecchio (Spinelli, ndr), sicuro. Il vecchio non è milionario, è miliardario. (A Montecarlo) Paolo voleva portare me la prima volta. E invece c’è andato con lei. Si è fatto prendere sotto da questa vita. Quando lo invita a Montecarlo, lui non dice mai di no. L’altro gli offre di tutto e di più. Paga estetista, parrucchiere, chirurgo estetico. Mi viene proprio da dire che questa è la corruzione dell’anima».
(da Open)

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