Novembre 29th, 2024 Riccardo Fucile
COSI’ L’EX EUROPARLAMENTARE CIOCCA HA PERSO POTERE IN LOMELLINA
Nasce da una spaccatura all’interno della Lega in provincia di Pavia l’inchiesta che ha
portato agli arresti il sindaco di Vigevano Andrea Ceffa con altre quattro persone e che vede indagato tra l’altro l’ex europarlamentare Angelo Ciocca.
Quest’ultimo è accusato di essersi adoperato per far cadere il sindaco del suo stesso partito cercando di reclutare consiglieri disposti a dimettersi.
Per anni figura di spicco del Carroccio in provincia di Pavia e recordman di preferenze in varie elezioni regionali ed europee, Ciocca – il cui socio l’anno scorso fu posto ai domiciliari nell’ambito di un’inchiesta sempre dei pm pavesi – negli ultimi anni ha visto calare la sua influenza nel partito locale, in modo particolare in Lomellina, dove i leghisti di peso, a partire dal consigliere regionale ed ex sindaco di Vigevano Andrea Sala, sono passati nella cordata capeggiata dall’ex deputata e ora assessore regionale Elena Lucchini, vogherese, e dal suo compagno Giovanni Palli, sindaco di Varzi e presidente della Provincia.
La rottura è emersa in modo clamoroso proprio all’elezione del presidente della Provincia a fine 2021, quando correvano due candidati dell’area di centrodestra dato che il centrosinistra non riuscì a presentare il suo. Anziché sostenere Palli, appoggiato da tutti i partiti della coalizione, Ciocca puntò su Angelo Bargigia, sindaco di Marzano, perdendo nettamente alla conta dei voti. Bargigia venne poi espulso assieme ad altri rappresentanti della sua lista dal coordinatore regionale della Lega, Fabrizio Cecchetti mentre nessun provvedimento venne preso per Ciocca.
Per le Europee di giugno, ormai finito in minoranza all’interno del suo partito, Ciocca ha allestito una grande campagna elettorale, aprendo decine di sedi in altrettanti comuni della provincia e non solo, ma ha raccolto solo 38.756 preferenze, molto meno della metà di quelle di cinque anni prima, risultando il primo dei non eletti e fallendo il ritorno a Bruxelles. Anche perché Roberto Vannacci, eletto in tutte le circoscrizioni, optò proprio per quella del Nord-Ovest, impedendo così che si liberasse un posto.
Secondo gli inquirenti l’ex europarlamentare avrebbe “avvicinato” almeno un consigliere comunale di Pavia, con la proposta di ricevere la somma di 15mila euro, per partecipare alla cosiddetta ‘congiura di Sant’Andrea’, ordita nel novembre 2022 per fare dimettere il sindaco di Vigevano, Andrea Ceffa. Autore della “proposta corruttiva”, secondo quanto emerso dall’indagine della Procura di Pavia, sarebbe l’ex europarlamentare del Carroccio insieme all’imprenditore edile e presidente di Ance Pavia, Alberto Righini. Entrambi sono stati perquisiti oggi dagli uomini dell’Arma dei carabinieri.
(da Il Fatto Quotidiano)
argomento: Politica | Commenta »
Novembre 29th, 2024 Riccardo Fucile
MEDICI SENZA FRONTIERE: “HANNO SPARATO IN ARIA E COLPITO I MIGRANTI CON IL CALCIO DEI FUCILI, SIAMO RIUSCIUTI A SALVARE 83 NAUFRAGHI, MA HANNO RIPORTATO INDIETRO 29 TRA DONNE E BAMBINI”… SARANNO SULLA COSCIENZA DI QUEI POLITICI INFAMI CHE FINANZIANO UNA ASSOCIAZIONE A DELINQUERE
«Hanno sparato in aria. Ci hanno picchiato con la parte posteriore del fucile. Poi hanno preso le donne e i bambini. Anche mia moglie e i miei figli, di 11 anni e di 3 mesi». L’uomo si tiene la testa tra le mani mentre racconta. «Cosa ne sarà di loro? Dove finiranno stanotte?» ripete.
Le parole raccolte della mediatrice culturale, è di uno dei migranti salvati in mare nel pomeriggio dalla nave umanitaria Geo Barents di Medici senza frontiere. Uno dei soccorsi più difficili e pericolosi dell’ong, ostacolato dalle milizie libiche, che una volta intervenute sul posto hanno preso donne e bambini, separando intere famiglie.
«Una situazione molto drammatica – spiega Fulvia Conte, capomissione di Msf a bordo della nave -. I migranti erano partiti insieme, a un certo punto si sono avvicinati degli uomini libici, incappucciati, hanno sparato in aria e picchiato gli uomini. Poi hanno preso 29 persone, cioè 25 donne e 4 bambini e si sono allontanati. È stato terribile».
Secondo la ricostruzione dei soccorritori gli uomini armati erano su gommoni. Dopo essere intervenuti violentemente hanno fatto cadere in acqua almeno 70 persone, prontamente soccorse dal team di Medici senza frontiere. Ora sulla Geo Barents ci sono 83 migranti, tra uomini e minori non accompagnati. La nave si sta dirigendo verso il porto di sbarco assegnato a Brindisi, dove arriverà domenica.
Geo Barents attaccata dai libici, un testimone: “Hanno sparato in aria, ci hanno picchiato con i fucili e preso le donne e bambini”
«La situazione sulla nave è molto difficile, dopo quello che è successo – aggiunge Conte -. Le persone sono molto provate e chiedono dei familiari. Noi fino alla fine abbiamo cercato di negoziare coi libici visto che il gommone con le persone portate via è rimasto in area, ma non c’è stato niente da fare. Abbiamo chiesto che le famiglie non fossero separate ma niente. Era già successo che gli interventi dei libici fossero così violenti – aggiunge – ma una cosa del genere non ci era mai capitata»
Medici senza frontiere, denuncia una recrudescenza di violenza in mare. «Purtroppo i libici si sentono legittimati dall’Italia e l’Europa, non è la priva volta che violano il diritto internazionale ma non succede nulla, continuiamo a finanziarli per riportare le persone indietro – conclude Conte -. Ma noi ci chiediamo: stanotte i bambini portati via dove dormiranno? Cosa succederà alle donne, che come sappiamo sono spesso abusate? Quando potranno essere riunite le famiglie?».
(da La Stampa)
argomento: Politica | Commenta »
Novembre 29th, 2024 Riccardo Fucile
QUINDI DELMASTRO È STATO BEN FELICE DI FARGLI UN DISPETTO, ANCHE PERCHÉ LA FIAMMA MAGICA CONSIDERA CROSETTO UN “ESTRANEO” ALLE RADICI DI FRATELLI D’ITALIA, IN QUANTO DI NASCITA DC E POI DI FORZA ITALIA
Gli ultimi protagonisti della guerra per bande che rallegra le giornate dei Fratellini
d’Italia ha visto salire alla ribalta lo scontro tra il ministro della Difesa Guido Crosetto (Cuneo) e il sottosegretario alla giustizia Andrea Delmastro (Vercelli).
In ballo nientemeno che la nomina del presidente del Museo Egizio di Torino, questione – capirete – fondamentale per il futuro del nostro disgraziato paese
Succede che il Giuli-ridens del “Pensiero sòla”, prima di riconfermare la presidente uscente, la vispa Evelina Christillin, si è confrontato con colui che oggi è il dominus di Fratelli d’Italia in Piemonte, Andrea Delmastro, uno degli uomini più fedeli della Ducetta, tanto da essere stato il suo avvocato di fiducia nelle querele contro i giornali per diffamazione come il ‘’Domani’’.
Delmastro acconsente su Evelina Christillin solo per fare un dispetto a Crosetto, che voleva dire la sua perché si considera ancora il punto di riferimento di Fdi in Piemonte, avendo ricoperto il ruolo di coordinatore della regione ai tempi della sua militanza in Forza Italia.
Flash-back. Nel 2018 il fondatore con Meloni e La Russa di Fratelli d’Italia decise di lasciare Montecitorio, per incompatibilità con il suo ruolo nell’Aiad, l’organizzazione che riunisce le aziende del comparto difesa, aerospazio e sicurezza. Ruolo che durò fino al 2022, quando Crosetto si dimette per diventare ministro della Difesa nel governo di Giorgia Meloni
E durante i 4 anni di Aiad del gigante di Cuneo, è il vercellese Delmastro ad avere in mano la gestione del potere in mano ai fratellini piemontesi, da una parte. Dall’altra, Crosetto in modalità Aiad non poteva interessarsi più di tanto del partito.
Però nella testona del responsabile della Difesa era rimasta la convinzione di essere ancora il braccio destro della Meloni che, nella campagna elettorale 2022, lo chiamò spesso a intervenire nei talk per la sua capacita di sfondare in televisione.
E malgrado l’ascesa di Delmastro, Crosetto è convinto che appartiene solo a lui il consenso di Fdi nel Piemonte, avendo ancora una forza reale di voti, tant’è che alle ultime europee è riuscito a far eleggere il nipotino
Ovviamente Delmastro non la pensa così. Anzi: la Fiamma Magica considera Crosetto un “estraneo” alle radici post-fasciste di Fratelli d’Italia, in quando di nascita democristiana e poi uomo di Berlusconi in Forza Italia. Quindi Delmastro è stato ben felice di fargli uno sgarbo acconsentendo alla richiesta di Giuli-ridens sulla riconferma di Evelina Christillin
(da Dagoreport)
argomento: Politica | Commenta »
Novembre 29th, 2024 Riccardo Fucile
INDUBBIO SUCCESSO DELL’INIZIATIVA, DA TEMPO NON SI VEDEVA UNA ADESIONE COSI’ MASSICCIA: OGNUNO DI NOI NON DEVE VOLTARSI DALL’ALTRA PARTE DI FRONTE ALLE INGIUSTIZIE”…ANCHE ELLY SCHLEIN IN CORTEO, BORDATE DI FISCHI CONTRO SALVINI
È in corso lo sciopero generale proclamato dai segretari di Cgil e Uil, Maurizio Landini e Pierpaolo Bombardieri. Uno stop di 8 ore per tutti i settori privati e pubblici, ad eccezione dei trasporti dove è di 4 ore: per bus e metro dalle 9 alle 13, così come per il trasporto marittimo, per i voli dalle 10 alle 14. Esclusi dallo stop i treni.
Sono centinaia di migliaia i cittadini scesi in 43 piazze su tutto il territorio nazionale per protestare contro la manovra di bilancio del governo Meloni. Landini alla guida di un corteo a Bologna canta e dichiara: «Noi vogliamo rivoltare come un guanto questo Paese e per farlo c’è bisogno della partecipazione di tutte le persone. La rivolta sociale, per noi, significa proprio dire che ognuno di noi non deve voltarsi da un’altra parte di fronte alle ingiustizie».
Landini: «Le piazze non si precettano»
Centinaia di persone si sono ritrovate a Porta Lame e rumorosa è la rappresentanza delle lavoratrici di La Perla, azienda produttrice di lingerie in crisi da tempo, che cantano cori. Alle operaie sì è unito anche il segretario della Cgil Maurizio Landini. Il leader del sindacato tra le fila del corteo ha anche aggiunto: «È una giornata di mobilitazione come da tempo non si vedeva. Le piazze non si precettano e qui si vede la partecipazione. Abbiamo già dati di adesione agli scioperi altissima, quindi è una giornata importantissima, la miglior risposta che ci può essere ed è il segno che la maggioranza di questo Paese chiede di cambiare delle leggi balorde e che il lavoro e la dignità delle persone tornino ad essere al centro».
«C’è un tentativo serio di una svolta»
Il segretario attacca frontalmente il governo in risposta a una domanda sul diritto di scioperare: «Mi sembra chiaro che c’è stato un tentativo esplicito di mettere in discussione questo diritto. Tra l’altro è in discussione in Parlamento un decreto, che viene chiamato decreto sicurezza, e noi chiediamo che sia ritirato, che vuole far diventare un reato lo sciopero, i blocchi stradali, l’occupazione delle fabbriche quando chiudono. È chiaro che siamo di fronte al tentativo serio di una svolta autoritaria che mette in discussione la libertà di esistere e la libertà delle persone».
Le adesioni
Il messaggio lanciato dalle piazze è chiaro, per Landini, che rivendica le altissime adesioni in tutta la Penisola. A Torino sono arrivati 52 pullman da tutte le province per animare la piazza. Secondo i primi dati di Cgil e Uil nelle aziende e nelle fabbriche in Piemonte le percentuali di sciopero sono elevate: a Torino Microtecnica 90%, Leonardo di Caselle 80%, Avio Borgaretto 95%, Denso 70%, Bitron 75%, Valeo 70%, Savio 60%, Magna Olsa 95%, Pirelli Settimo Torinese 90%.
La stessa tendenza si registra in Campania: «In provincia di Napoli hanno incrociato le braccia e sono pronti a scendere in piazza per la manifestazione regionale gli operai di Trasnova, azienda dell’indotto Stellantis, dove si registra un’adesione del 100 per cento. In Fincantieri a Castellammare di Stabia e alla Marelli di Caivano l’adesione è del 90 per cento, mentre alla Tiberina di Pomigliano d’Arco la percentuale di adesione si attesta all’80 per cento», fanno sapere dal sindacato.
Bloccato il campus universitario a Torino
“Contro i tagli e la precarietà blocchiamo l’Università”. Con questo slogan, scritto su uno striscione, questa mattina l’assemblea degli universitari precari ha bloccato, come annunciato nei giorni scorsi, gli ingressi del Campus universitario Einaudi. I manifestanti sono un centinaio. Insieme a precari, ricercatori, bibliotecari e docenti, ci sono gli studenti dei collettivi che ieri sera, 28 novembre, hanno occupato la sede delle facoltà umanistiche del capoluogo piemontese, a Palazzo Nuovo.
(da agenzie)
argomento: Politica | Commenta »
Novembre 28th, 2024 Riccardo Fucile
200MILA LAUREATI SONO SCAPPATI PER MANCANZA DI LAVORO NEGLI ULTIMI DIECI ANNI: SECONDO IL RAPPORTO SVIMEZ, NEL 2025 IL SUD CRESCERÀ SOLO DELLO 0,7% CONTRO L’1% DEL RESTO DEL PAESE… SULLA FRENATA INCIDE IL RALLENTAMENTO DEGLI INVESTIMENTI PUBBLICI, LO STOP ALLA DECONTRIBUZIONE PER CHI INVESTE AL SUD E I TAGLI AI SOSTEGNI PER LE FAMIGLIE – PER NON PARLARE DEI LAVORI DA FAME OFFERTI AI GIOVANI
Due anni di crescita superiore alla media nazionale hanno dato l’illusione che la
“convergenza” inseguita per decenni fosse a portata di mano per il Mezzogiorno. Ma lo slancio del post-Covid, unito alla forte spinta degli investimenti del Pnrr, si sta già esaurendo: il Rapporto Svimez prevede per il biennio 2025-2026 un “ritorno alla normalità”, e cioè a una crescita più stentata per il Sud, rispetto alle altre aree del Paese.
Se quindi il 2024 si chiuderà con un rialzo del Pil dello 0,9% per il Mezzogiorno, contro una media dello 0,7% per il Centro-Nord, nel 2025 invece, a politiche invariate, il Sud metterà a segno solo una crescita dello 0,7%, contro l’1% per il resto del Paese. E per il 2026 il divario sarà della stessa misura (+0,8% contro +1,1%).
Sulla frenata del ritmo di crescita al Sud incidono soprattutto il rallentamento degli investimenti pubblici, il rientro delle politiche di stimolo agli investimenti privati (a cominciare dallo stop alla decontribuzione Sud) e i tagli ai sostegni per le famiglie (la riforma del reddito di cittadinanza ha ridotto da oltre 850 mila a meno di 480 mila nuclei familiari la platea dei beneficiari).
Ma giocano un ruolo non secondario anche le debolezze croniche del Mezzogiorno, che due anni di crescita sostenuta non hanno scalfito.
Il lavoro povero, che ha un impatto negativo sui consumi: anche al Sud in questi anni è aumentata l’occupazione, tra il 2019 e il 2024 si registrano 330 mila unità in più, ma ci sono tre milioni di lavoratori sottoutilizzati o inutilizzati, 1,4 milioni di lavoratori poveri, e i tre quarti degli occupati a tempo parziale subiscono anche il part-time involontario, contro una quota del 46,2% al Centro-Nord.
Una situazione che appare senza via d’uscita, e che spinge i giovani alla fuga: negli ultimi dieci anni 200 mila laureati hanno lasciato il Mezzogiorno per il Centro-Nord, facendo diventare giorno dopo giorno le regioni del Sud sempre più un deserto
Pesa la scarsa offerta di servizi pubblici, dalla scuola alla sanità. E nei prossimi anni potrebbe andare peggio, visto il blocco del turnover al 75%, ricorda la segretaria della Fp Cgil Serena Sorrentino: «Rischiamo di arrivare da qui al 2026 e verificare che, per esempio, abbiamo costruito grazie al Pnrr una serie di case di comunità, ospedali o asili nido che non potremmo utilizzare perché manca il personale, o di dover delegare ai privati la gestione dei servizi, aumentando le diseconomie». Gli investimenti del Pnrr al Sud valgono 1,8 punti percentuali di Pil, più che per il resto del Paese, ma vanno collegati ai fondi di coesione e a un progetto più ampio di rilancio, che passa anche per la Zes unica.
(da La Repubblica)
argomento: Politica | Commenta »
Novembre 28th, 2024 Riccardo Fucile
FDI PERDE MEZZO PUNTO, IL PD GUADAGNA LO 0,4%
A distanza di dieci giorni dalla vittoria in Emilia-Romagna e Umbria del centrosinistra, cominciano a vedersi anche nei sondaggi gli effetti della tornata amministrativa.
In particolare, il Pd nella Supermedia di questa settimana cresce (+0,4%), mentre FdI perde mezzo punto, pur restando comunque nettamente primo partito. Si conferma l’estrema stabilità di M5s, anche questa settimana all’11,4%.
Distacco che però si riduce considerando che il Partito democratico sale al 23,2%. Un salto in avanti dello 0,4%, che di fatto permette di guadagnare terreno per quasi un punto (lo 0,9%) in due settimane. La distanza tra i dem di Elly Schlein e Fratelli d’Italia resta elevata, ma è al di sotto dei sei punti percentuali.
Questa, nel dettaglio, la Supermedia.
FdI 29,0 (-0,5)
Pd 23,2 (+0,4%)
M5S 11,4 (=)
Forza Italia 9,2 (+0,1)
Lega 8,8 (=)
Verdi/Sinistra 6,3 (-0,1)
Azione 2,7 (+0,2)
(da agenzie)
argomento: Politica | Commenta »
Novembre 28th, 2024 Riccardo Fucile
E’ FINITO AL CENTRO DELL’INCHIESTA CHE HA PORTATO ALL’ARRESTO DEL SINDACO LEGHISTA DI VIGEVANO
Dagli avversari definito il «Brad Pitt della politica», più famoso per le sue uscite
mediatiche al limite del grottesco che per le sue battaglie, l’ex europarlamentare della Lega Angelo Ciocca è indagato all’interno dell’inchiesta per corruzione che ha portato all’arresto del sindaco di Vigevano Andrea Ceffa e di una consigliera comunale. Secondo la Procura, Ciocca insieme al presidente di Ance Alberto Righini avrebbe avvicinato «almeno uno dei consiglieri comunali con la promessa di ricevere la somma di euro 15 mila euro se avesse partecipato alle “dimissioni di massa”» per mezzo della quale avrebbero dovuto far cadere il sindaco Ceffa. Il tentativo di corruzione non sarebbe però andato a buon fine
Pavese doc, nasce nel capoluogo nel 1975. La sua carriera politica inizia nella provincia, a San Genesio ed Uniti. Poco a poco scala i vertici locali e regionali ricoprendo diversi ruoli fino alla candidatura al Parlamento europeo nel 2016: subentrerà a Gianluca Buonanno, che lo precedeva. Sarà rieletto nel 2019, ma con le elezioni dello scorso giugno si è dovuto arrendere dopo la scelta del generale Roberto Vannacci della sua circoscrizione per essere nominato.
Le “scenate” di Ciocca
Negli anni alla plenaria europea si è fatto conoscere per le sue campagne mediatiche provocatorie. Fortemente euroscettico, Ciocca si è reso protagonista di diverse “scenate” come quando ha calpestato le carte di Pierre Moscovici, ex commissario europeo per gli affari economici, con una scarpa “made in Italy”. Più recentemente, in occasione delle elezioni del 2024, Ciocca ha rincarato la dose. Durante una plenaria ha tirato fuori un cartellino rosso per “espellere” l’attuale presidente della Commissione Ursula von der Leyen e la direttiva sulle case green. O ancora quando in un video ha fatto il gesto dell’ombrello sempre alla leader dell’esecutivo europeo. E infine il video promozionale imbarazzante per invitare i cittadini della sua circoscrizione a votare per lui.
(da Open)
argomento: Politica | Commenta »
Novembre 28th, 2024 Riccardo Fucile
L’ULTIMA SPARATA È DI FRANCESCO ROCCA, PRESIDENTE DELLA REGIONE LAZIO, CONDANNATO IN PASSATO PER SPACCIO DI DROGA A TRE ANNI DI CARCERE. CHE IN CONSIGLIO REGIONALE SI È LANCIATO IN UN’INVETTIVA CONTRO “REPUBBLICA”, DICENDOSI FELICE DI SAPERE CHE PERDE COPIE, E FACENDO INTENDERE DI “BRAMARNE” LA CHIUSURA… IL CDR DEL QUOTIDIANO: “DOVREBBE VERGOGNARSI DELLE SUE PAROLE E DELLE INTIMIDAZIONI”
Il presidente del Lazio Francesco Rocca ieri ha utilizzato la sede istituzionale del Consiglio regionale per un inqualificabile attacco al nostro giornale a causa di alcuni articoli da noi pubblicati e a lui sgraditi.
Rocca si è detto felice di sapere che perdiamo copie, facendo intendere di bramare la nostra chiusura; nel farlo si è avventurato in una tragicomica lezione di giornalismo che tradisce la propria concezione di stampa come un soggetto non libero ma al servizio della politica.
Il presidente Rocca dovrebbe vergognarsi delle sue parole e delle neanche tanto velate intimidazioni, ma dubitiamo che lo farà. Sappiamo bene che al governo, del Lazio e del Paese, c’è una classe dirigente ansiosa di fare sfoggio di ignoranza e al contempo allergica a chi fa il nostro lavoro con serietà e indipendenza di giudizio.
Siamo quindi solidali con i colleghi coinvolti e con la redazione della cronaca di Roma. Lo abbiamo scritto più volte in questi anni: i potenti passano, il giornalismo resta.
Il Cdr di Repubblica
“Una improbabile lezione di giornalismo di quasi sette minuti nell’aula del Consiglio Regionale del Lazio offerta dal presidente Francesco Rocca, che comunica anche la sua ‘gioia per la velocità con cui perde copie’ Repubblica, evocandone persino la chiusura.
È la reazione scomposta, in una sede istituzionale, ad articoli in Cronaca di Roma sulla sanità che riportano tra l’altro un fatto ammesso dallo stesso Rocca: la differita assunzione di infermiere incinte vincitrici di concorso pubblico.
La sortita di Rocca è un episodio gravissimo che manifesta fastidio per l’informazione indipendente e il desiderio di una stampa allineata che chiede il permesso a chi amministra o governa”. Lo sottolinea in una l’Associazione Stampa Romana. “A tutti i colleghi di Repubblica, e in particolare agli autori degli articoli in questione Carlo Picozza e Clemente Pistilli, va la piena solidarietà dell’Associazione Stampa Romana”, conclude la nota.
(da agenzie)
argomento: Politica | Commenta »
Novembre 28th, 2024 Riccardo Fucile
IN TUTTO L’URSULA BIS HA PERSO 111 VOTI DALLA SUA MAGGIORANZA EUROPEISTA TRADIZIONALE, GUADAGNANDONE A DESTRA SOLO 37
La seconda Commissione von der Leyen ha incassato la fiducia del Parlamento europeo.
Ma parte azzoppata. I 370 voti ricevuti, pur essendo la maggioranza, costituiscono un record storico negativo. Mai l’esecutivo europeo era sceso ad una quota così bassa di consensi.
Cinque anni fa, ad esempio, il suo primo collegio aveva ricevuto 461 sì. E lei stessa a luglio era stata eletta con 401 favorevoli. L’apertura alla destra dell’Ecr, dunque, porta un saldo pesantemente negativo di 74 “oppositori” rispetto alla quota potenziale. Va tenuto presente che lo scrutinio era palese e che non esisteva quorum. E anche i contrari, 282, non sono mai stati così tanti nella “fiducia” all’esecutivo europeo.
Una partenza ad handicap di cui dovrà tenere conto nel futuro. In primo luogo perché tutti i gruppi principali sono stati attraversati da spaccature importanti: dai socialisti ai liberali, dai Verdi fino ai Popolari. E persino i Conservatori dell’Ecr, con il consenso di Fdi, si sono strappati in due.
Sostanzialmente l’“Ursula bis” ha perso 111 voti dalla sua maggioranza europeista tradizionale guadagnandone a destra solo 37 dai Conservatori. Un quadro che rischia di paralizzare l’attività del Parlamento europeo e l’iniziativa legislativa della Commissione.
L’inquilina di Palazzo Berlaymont non se l’aspettava e pensava di poter contare su un consenso più ampio che le avrebbe permesso una libertà di manovra sostanziosa anche ricorrendo al cosiddetto “doppio forno” con la destra. Del resto non è un caso che nel suo discorso di ieri mattina von der Leyen non abbia citato un solo gruppo parlamentare o un partito limitandosi a fare riferimento alle formazioni «democratiche pro-europee» e avvertendo che comunque partirà «dal centro».
L’idea di creare di volta in volta maggioranze “à la carte” è un po’ meno praticabile. Basta fare un po’ di conti: nel gruppo socialista di S&D ha perso 43 voti dei 136 disponibili (25 no, molti i francesi, e 18 astenuti). I Verdi si sono spaccati in due con 20 no (tra cui gli italiani) e sei astenuti. I Liberali vedono sei astensioni e persino il Ppe ha dovuto accettare la protesta spagnola con 27 no e due astenuti.
Un risultato che fa ricadere critiche sul capogruppo, Manfred Weber. I Conservatori si sono divisi e ben 39 hanno confermato il no, 33 sono stati i sì (quasi tutti di Fdi) e quattro astenuti. Soprattutto Ecr non è stato determinante. La destra dei Patrioti, di cui fa parte la Lega, e i neonazisti di Afd hanno ribadito la loro contrarietà. Come anche la Sinistra di cui fanno parte M5S e Avs.
Von der Leyen aveva puntato su una linea da “grande coalizione”, dai Verdi all’Ecr, anche nell’intervento che ha aperto la seduta in cui ha illustrato un programma senza un colore definito: «L’Europa che amo è quella che si batte per la libertà ». Per poi aggiungere che «il compromesso è il messaggio del nostro lavoro».
Il risultato finale, però, non è stato quello sperato. E soprattutto i socialisti sono passati al contrattacco: «Weber voleva allargare la maggioranza – ha notato Nicola Zingaretti – e la maggioranza si è ristretta. Quindi io mi auguro che dentro il Partito popolare europeo si prenda coscienza che quel tentativo di sottoscrivere accordi, anche qualche giorno fa è stato ribadito, e poi con disinvoltura non rispettarli».
(da agenzie)
argomento: Politica | Commenta »