Giugno 13th, 2016 Riccardo Fucile
LE “BADANTI” TENUTE LONTANE DAL SAN RAFFAELE, POLITICA IN MANO A LETTA
I mercanti sono usciti dal tempio. O meglio sono stati cacciati, per volere della famiglia di Silvio Berlusconi. 
Al San Raffaele l’ex premier conta le ore che lo separano dall’operazione, che inizierà domani mattina alle 8,00. Vicino a lui c’è solo la famiglia, nel senso stretto (i figli) e nel senso allargato, inteso come Fedele Confalonieri e Gianni Letta.
Fuori i mercanti e le badanti, colpevoli essersi impossessati del Cavaliere, spremendolo fino alle estreme conseguenze.
Più che alla fidanzata Francesca Pascale, il cui legame con Berlusconi è fuori discussione, l’accesso al San Raffaele è stato negato alle altre donne che, in questi anni, ne ha gestito impegni e agenda, telefono e ritmi di vita, come Maria Rosaria Rossi, tesoriera del partito con potere di firma e la sempre presente Alessia Ardesi, che ultimamente non lo lasciava solo neanche durante gli incontri più delicati.
Donne che vivevano ad Arcore in pianta stabile, gestendo casa e politica, fagiolini e incontri, camerieri e strategie e, soprattutto, i ritmi di Berlusconi, portato in giro come una madonna pellegrina nell’ultima campagna elettorale per rimpinguare le casse vuote del partito e rianimare il consenso di un partito moribondo.
“Impacchettatele tutte”: occhi di fuoco, per rabbia e dolore, così Marina le aveva indicate come colpevoli del disastro che aveva portato il padre d’urgenza al San Raffaele, rischiando di morire, come ha detto Zangrillo nel corso della sua conferenza stampa.
Più delle parole del medico, lo choc vero è stato veder arrivare l’ex premier in ospedale in preda a una crisi di fame d’aria e con l’acqua nei polmoni.
E con l’ex premier in terapia intensiva attaccato all’ossigeno, vedere le badanti baccagliare alla vista di Verdini che si era precipitato come un amico premuroso è apparsa, agli occhi della famiglia, come la grottesca conferma di una inadeguatezza al ruolo.
“Dobbiamo solo pensare difendere la salute di papà ”: il ruolo di capofamiglia affettivo di Marina è stato riconosciuto da tutti i figli, sia di primo sia di secondo letto.
Per difendere la salute, la prima misura preventiva è stata allontanare chi l’ha minata, quelle profittatrici — così le chiamava Barbara — più avvezze ad attribuire trame a complotti agli altri che a verificare come il gonfiore degli arti dell’ex premier — superiori e inferiori — manifestatosi la scorsa settimana richiedesse più un elettrocardiogramma o un’ecografia al cuore che un comizio ad Ostia a trenta gradi.
Fuori tutti. E se alla salute ci pensa Marina, e all’azienda Confalonieri, la politica è interamente nelle mani di Letta e Ghedini.
È con loro che l’ex premier ha parlato più volte, stabilendo di scrivere una nota per rassicurare all’esterno e far vedere che è presente e lucido a un partito in preda a una ridda di voci, ambizioni, calcoli:
“Sono naturalmente preoccupato. Ma sono stato molto confortato dalle tantissime dimostrazioni di stima, di sostegno e di affetto che mi sono pervenute da ogni parte, anche dai cosiddetti avversari politici. Che bella un’Italia così, in cui tutti si vogliono bene! A tutti un grazie riconoscente e un abbraccio affettuoso”.
Attorno a Berlusconi è stata alzata una barriera, ferma e premurosa, per evitare che nei prossimi giorni si stanchi e disperda energie: “Evitiamo la via crucis di parlamentari, non è il momento”.
Non sono sfuggiti, a chi gli sta attorno, movimenti, interviste, dichiarazioni, cene carbonare di chi ha fatto iniziare, nei giorni della terapia intensiva, il dopo Berlusconi, spifferando di cabine di regie e direttori.
È tutto prematuro e non solo perchè ci sono i ballottaggi domenica.
C’è una lunga convalescenza da gestire, dopo l’intervento. Almeno di un paio di mesi, nella migliore delle ipotesi. E se c’è un punto fermo in questa storia è che certamente l’impegno e le modalità “politiche” di Berlusconi dovranno cambiare, nei ritmi e nell’intensità , cosa di cui con Letta e Ghedini ha già parlato.
Ma è altrettanto fermo l’altro punto. E cioè che deciderà lui, quando ci saranno le condizioni.
Ora l’intervento. Fuori, ad attenderlo, solo la famiglia.
(da “Huffingtonpost“)
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Giugno 13th, 2016 Riccardo Fucile
UNA DOMENICA DI RELAX IN ATTESA DELL’INTERVENTO AL CUORE
Per Silvio Berlusconi è stata una domenica di relax all’ultimo piano dell’ospedale San Raffaele di Milano. 
Al mattino ha ricevuto la visita dei figli Luigi, Eleonora e Barbara. «Sta bene, sta benissimo e ha passato bene la notte», sono state le parole di Luigi uscendo dalla struttura ospedaliera.
A 48 ore dall’intervento a cuore aperto, l’ex premier avrebbe veicolato questo messaggio ai forzisti: «Non si parli del mio stato di salute, si pensi soltanto alla battaglia politica».
Di buon mattino Berlusconi, dopo una ricca colazione, ha sfogliato i giornali e ha voluto rassicurazioni sulla campagna elettorale di Milano dove il leader di Fi punta tutte le fiches per dare la spallata a Palazzo Chigi e «alla sinistra che sta mal governando».
«Avete visto, Renzi sa benissimo che se perdesse Milano per lui sarebbe l’inizio della fine». In queste ore in contatto diretto con Gianni Letta e Niccolò Ghedini – entrambi sono gli unici che gli parlano costantemente – l’ex premier respinge al mittente le indiscrezioni di un eventuale «direttorio» o di chi pensa già «a chi succederà alla mia leadership».
Di certo, però, sotto traccia all’interno di Forza Italia volano gli stracci.
Il ritorno di Marinella Brambilla, storica segretaria dell’ex Cavaliere, viene registrato positivamente da gran parte dello stato maggiore degli azzurri. «È esaltante», confessa alla Stampa un alto dirigente di Fi.
«Con lei si tornerebbe al vecchio sistema di classe: Marinella non rifiutava nessuno, Marinella fissava un appuntamento a chiunque, anche all’ultimo dei sindaci».
Qualcuno, invece, non osa credere a questo scenario: «Marinella non tornerà più, e all’interno di Forza Italia si consumerà un big bang».
Direttorio o non direttorio, in queste ore il leit motiv è sempre lo stesso.
Lo sintetizza Osvaldo Napoli: «Non si può prescindere da Berlusconi». Anche se, continua Napoli, «è ovvio che Forza Italia necessiti di un rilancio totale».
Sulla stessa lunghezza d’onda Nunzia De Girolamo: «Berlusconi ascolta tutti, nel bene e nel male, ma poi alla fine decide sempre lui. Cerchi magici, esistenti o meno, presunti direttori o aspiranti eredi, credo che tutti dobbiamo darci una regolata e avere rispetto per la sua salute e la sua famiglia».
Al momento, dunque, si procede come se nulla fosse.
L’idea dei big è quella di incontrarsi con regolarità per dare lo spin ai parlamentari e ai vertici locali. Poi si vedrà .
«Non possiamo perdere la bussola, dobbiamo guardare avanti e pensare alla ricostruzione del centrodestra», confida chi ha sentito l’ex Cavaliere.
Il capitolo successione è rinviato a data da destinarsi. Dalle colonne del Corriere della Sera Giovanni Toti, che secondo alcuni è in corsa per leadership, si è espresso in questo termini: «Io leader? Non farei nulla senza prima concordarlo con Silvio».
Ma chi conosce come pochi la macchina il leader di Fi e l’intera macchina organizzativa degli azzurri non prende sul serio le parole di Toti e si lascia scappare: «Dall’intervista par di capire che Toti sia in campo».
Come andrà a finire?
Giuseppe Alberto Falci
(da “La Stampa”)
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Giugno 12th, 2016 Riccardo Fucile
EMERGONO ANCHE PARISI E MARCHINI… E MARINA CERCA UN TUTOR PER SPAZZARE VIA IL CERCHIO MAGICO, POTREBBE TORNARE BONAIUTI
Un tutor per Silvio Berlusconi. Questo è il piano di Marina. 
In tutta la ridda di ipotesi che si sono fatte in queste ore sul futuro dell’ex Cavaliere — che martedì 16 giugno subirà un delicato intervento al cuore — e quello di Forza Italia, per ora l’unica certezza è che la figlia di Berlusconi non ne vuole più sapere di cerchi magici.
E’ a Maria Rosaria Rossi, Francesca Pascale e Alessia Ardesi che la presidente della Fininvest imputa il rischio di morte corso dal padre.
Loro che, nel lungo week end elettorale, l’hanno portato ad Aversa e poi a Ostia e poi ancora a votare, al seggio di Roma, quando era già in condizioni critiche.
“Non le vuole più vedere nè sentire. Marina riprende in mano la vita di suo padre”, racconta un’autorevole fonte di Forza Italia.
E così, dopo l’operazione, la figlia dell’ex Cavaliere ha deciso che la convalescenza avverrà necessariamente ad Arcore, dove lei potrà fargli visita anche tutti i giorni, tenendolo sotto controllo.
Ma anche quando Berlusconi starà meglio e tornerà a Roma, Marina non lo vuole più lasciare nelle mani di quelle che finora gli controllavano perfino le telefonate e gestivano la sua agenda.
Così si sta pensando a un tutor che risponda direttamente a lei: le ipotesi vedono un ritorno in campo della storica segretaria Marinella oppure, a sorpresa, di Paolo Bonaiuti, che però sta in Ncd e sembra non abbia intenzione di tornare in Forza Italia.
Di individuare la persona giusta si stanno occupando anche quelli che Marina considera le uniche persone fidate intorno a suo padre: Fedele Confalonieri, Gianni Letta e Niccolò Ghedini.
Francesca Pascale potrà restare, ma solo sotto il diretto controllo della presidente Fininvest.
Questo per quanto riguarda Berlusconi. Che, se tutto andrà bene, d’ora in poi sarà comunque un leader a mezzo servizio (“non voglio vederlo mai più sopra un palco a fare comizi”, ha sentenziato Marina).
Per il partito, invece, la situazione è diversa. E molto complicata.
Innanzitutto per mancanza di soldi. Se ne sono accorti i candidati alle amministrative, che hanno dovuto tirar fuori i soldi di tasca propria per pagare non solo i manifesti, ma anche una persona che rispondesse al telefono al comitato elettorale.
Da mesi, prima del malore del Cav, c’è un piano per rilanciare il partito attraverso un direttorio di cui dovrebbero far parte Giovanni Toti, Mariastella Gelmini, Paolo Romani, Renato Brunetta, Maurizio Gasparri e Altero Matteoli.
L’idea era quella di rilanciare Fi costringendo tutti i parlamentari a versare un pesante obolo nelle casse per ridare vita a un minimo di struttura organizzativa, con sedi, telefoni, personale.
Ora è probabile che questo piano, partito mesi fa, subisca un’accelerazione.
La logica, visto il risultato delle urne, spingerebbe verso un asse Gelmini-Carfagna, reduci da un grande successo di preferenze alle comunali. Se le due troveranno un accordo, sarà così.
Ma al momento a dividerle c’è il rapporto con la Lega: per Gelmini un rilancio di Forza Italia passa necessariamente per un’alleanza strategica con Matteo Salvini; per la Carfagna, invece, bisogna riallacciare con Angelino Alfano e gli altri pezzi di centrodestra.
Il direttorio probabilmente si farà , ma al momento non ci sarà un primus inter pares. Chiaro, però, che anche se non sarà messo nero su bianco, Gelmini sarà il punto di riferimento dell’asse del Nord, mentre Carfagna guiderà l’agguerrito fronte del Sud.
L’idea di fondo è dare vita a qualcosa di nuovo, con un nome diverso e una convention prevista per l’autunno, dopo il referendum costituzionale.
Un nuovo partito berlusconiano che possa attrarre tutti i centristi scontenti della linea Alfano e contrari all’appiattimento sul Pd renziano (anche se oggi, a sorpresa, davanti ai giovani di Confindustria il ministro dell’Interno ha ipotizzato un appoggio esterno al governo di Ncd in autunno. Vuole rientrare anche lui in partita?): Maurizio Lupi, Renato Schifani, Mario Mauro, Raffaele Fitto, Gaetano Quagliariello e addirittura Flavio Tosi guardano interessati.
Con un grande punto interrogativo su Denis Verdini, che tornerebbe tra gli azzurri solo con un ruolo di guida che nessuno si sogna di concedergli.
“Vedremo se tra tanti colonnelli verrà fuori un generale”, dice Confalonieri al Corriere della Sera, evidentemente scettico sulle capacità di leadership dei big azzurri.
E infatti gli unici due nomi che circolano come possibili numeri uno — nessuno naturalmente vuole chiamarli successori — sono personaggi fuori dal partito: Stefano Parisi e Alfio Marchini.
Il primo ha acquisito prestigio per la grande rimonta su Sala a Milano e, se diventerà sindaco, sarà sicuramente un nuovo punto di riferimento.
Con Marchini, invece, Berlusconi ha consolidato il rapporto (“di grande stima e affetto personale”, raccontano) proprio in queste settimane di campagna elettorale romana.
Parisi e Marchini, dunque, potrebbero essere i nomi dei generali cui pensa Confalonieri.
Tutto questo, dunque, si agita nel futuro di Forza Italia e intorno a Berlusconi, che davvero ora, per raggiunti limiti di età , sarà chiamato a quel ruolo di padre nobile che aveva sempre rifiutato.
Il problema, però, sono i soldi. Perchè al momento le casse sono vuote. “Ma lo sa che se un giovane vuole avvicinarsi a noi, e Dio sa quanti ce ne vorrebbero per ridare linfa a un partito morente, non sa nemmeno che numero di telefono chiamare…?”, conclude sconsolata la nostra fonte.
Gianluca Roselli
(da “il Fatto Quotidiano”)
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Giugno 11th, 2016 Riccardo Fucile
LA FAMIGLIA VORREBBE AFFIDARSI DI NUOVO ALLA STORICA “MARINELLA”
Come possono reagire i figli, gli amici di una vita, tutti quanti vogliono bene a Berlusconi quando vengono a scoprire che proprio domenica, cioè il giorno del malore, quando lui era già gonfio e respirava con affanno, insomma si capiva benissimo che c’era bisogno del medico, il «cerchietto magico» l’ha portato prima al seggio a votare (circola in rete un video da cui si nota benissimo che il Cav non è al meglio), ma addirittura l’ha trascinato a un pranzo elettorale?
Chiaro che questi figli, questi amici si domandino in che mani Silvio sia finito.
E si inquietano moltissimo con coloro che avrebbero dovuto anteporre la sua salute a tutto il resto.
Perchè, ad esempio, è stata di sicuro una leggerezza portarlo per una giornata intera ad Aversa, comune di 53mila anime nel Casertano, al caldo, strattonato di qua e di là , oltretutto a rischio di selfie involontari con qualche personaggio discusso (l’avvocato Ghedini si è messo le mani nei capelli appena l’ha saputo) per sostenere un candidato amico della fidanzata Francesca, tal Dello Vicario, che per giunta ha raccattato solo il 6,98 per cento…
E poi il comizio a Ostia con Marchini, anche lì a sudare sotto il sole, per concludere in totale apnea («ha rischiato la vita» secondo il professor Zangrillo) con il party di 35 persone a sostegno della candidata Antonietto Postorivo, consorte del senatore D’Ali, la miseria di 323 preferenze a Roma.
RITORNO ALL’ANTICO
C’è molto che non quadra agli occhi della famiglia (della figlia Marina in primis), nel modo malaccorto in cui questo signore di 79 anni è stato spremuto da chi, il «cerchio magico», s’è letteralmente impossessato di lui, mescolando sentimenti e politica in un grumo inestricabile.
Nel mirino non c’è, va chiarito, la fidanzata Francesca Pascale in quanto il suo legame con Silvio è fuori discussione; nemmeno è sotto tiro la portavoce Deborah Bergamini, la quale fa il mestiere suo.
Altrettanto non può dirsi però delle altre «vestali», in particolare di Mariarosaria Rossi, vera padrona del partito con potere di firma, e di Alessia Ardesi, onnipresente.
Sono loro a gestire l’agenda del Cav, a fissare gli impegni privati al pari di quelli politici senza distinzione, a filtrare incontri e telefonate in modo talmente ossessivo da costringere in più d’una circostanza Berlusconi a chiamare dal telefonino della sua scorta, per non dover passare dal centralino di Arcore.
Loro, che hanno fatto fuori i collaboratori storici del leader, dalla molto rimpianta segretaria Marinella Brambilla al portavoce Paolino Bonaiuti.
È così che Berlusconi progressivamente ha perso contatto col suo mondo. Legge quello che gli fanno vedere, parla con chi gli lasciano incontrare e stop.
Non c’è più colloquio, ormai, in cui personaggi del calibro di Gianni Letta, o dello stesso «Fidel» Confalonieri, possano confidarsi a tu per tu con Silvio perchè sempre intorno c’è qualcuna a sorvegliare.
Ora l’idea che matura tra i vecchi amici, e i famigliari, è di tornare all’antico. Con una segreteria che, quando Berlusconi starà bene, si curerà solo di lui. Senza guardare in faccia nessuno.
Marinella, se tornasse, sarebbe l’ideale.
Ugo Magri
(da “La Stampa“)
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Giugno 10th, 2016 Riccardo Fucile
FORZA ITALIA IN FERMENTO, L’ASSE DEL NORD TRAMA
C’è una sorta di cordone di sicurezza in questo momento attorno a Silvio Berlusconi. Quelli, non molti, che
hanno accesso alla stanza dell’ospedale San Raffaele in cui il leader di Forza Italia attende di fare, tra martedì e mercoledì prossimo, l’intervento alla valvola aortica.
Gianni Letta, Niccolò Ghedini, i figli, Marina in testa, e Fedele Confalonieri: sono loro che questa mattina, alla lettura dei giornali e delle ricostruzioni sulla lotta di successione politica già partita, hanno deciso con il diretto interessato che bisognava immediatamente stoppare la ridda di voci sulla nascita di una sorta di direttorio formato dai big per guidare la fase di “transizione” durante l’assenza dell’ex premier. Certi retroscena a Berlusconi e alle persone a lui più vicine sono parse un modo indelicato e intempestivo di spartirsi le spoglie politiche del leader: “sciacalli” è la parola che è stata usata.
Da lì la decisione di diramare una nota, prima attraverso la portavoce Deborah Bergamini, per assicurare che Forza Italia “è totalmente e unitariamente mobilitata da Nord a Sud per i ballottaggi e “non è in corso alcuna creazione di organismi di governo ad hoc dal momento che Forza Italia ha già , per Statuto, organi direttivi pienamente operativi”.
Parole chiare ma evidentemente non sufficienti se poco dopo arriva una dichiarazione che ha la forza autografa che solo Silvio Berlusconi in persona avrebbe potuto dare. Un messaggio con un forte accento personalistico, in cui il leader azzurro si dice “sereno” e si affida a Dio.
“Seguo da qui – afferma – le vicende politiche in vista dei ballottaggi, e chiedo a tutte le donne e gli uomini di Forza Italia il massimo impegno per far prevalere il centrodestra ovunque siano in campo”.
E poi chiosa: “Forza Italia è pienamente operativa nei suoi organismi nazionali e periferici ed è perfettamente in grado di operare in questi giorni di mia forzata assenza”.
Come a dire: nessuno si azzardi a ragionare come se io non ci fossi più. Insomma, il Cav prova a fermare sul nascere la guerra tra correnti dentro Forza Italia che, in realtà , è latente ormai da tempo. E che proseguirà , magari sotto traccia, a dispetto degli appelli odierni.
D’altra parte, il lungo e difficile travaglio su chi appoggiare a sindaco di Roma, ne era stata una prova evidente.
Già allora si parlò di un asse del Nord, più propenso a mantenere i rapporti con la Lega e Fratelli d’Italia. Un asse che sembra sopravvivere anche in queste ore e che ha i suoi punti di riferimento in Giovanni Toti, Maria Stella Gelmini e Paolo Romani, quest’ultimo meno vicino che in passato alle posizioni del ‘partito-azienda’.
D’altra parte, raccontano, l’ex ministro dell’Istruzione, forte delle 12mila preferenze raccolte a Milano, avrebbe coltivato negli ultimi tempi ambizioni di scalata all’interno del partito.
In molti, invece, sono sicuri che l’attivismo del governatore della Liguria con Matteo Salvini ma anche con Roberto Maroni e Luca Zaia, nasconda aspirazioni da leader dell’intera coalizione.
Per luglio, d’altra parte, sarebbe già in programma, non a caso a Genova, un incontro di tutte le fondazioni che fanno riferimento a Forza Italia.
Inoltre, nonostante si siano trovati su fronti opposti nella querelle sul candidato sindaco di Roma, in queste ore ci sarebbe stato un riavvicinamento del blocco del Nord anche con Antonio Tajani.
In nome, viene spiegato, del tentativo di evitare che quel che – poco o molto – di appeal che ancora Forza Italia ha nel Paese e all’estero, per esempio all’interno del Ppe, venga disperso durante questo momento di difficoltà .
C’è poi la componente degli ex An, i cui maggiori esponenti sono Maurizio Gasparri e Altero Matteoli. Entrambi fedeli berlusconiani, hanno però tutto l’interesse a non vedere disperso il loro patrimonio politico e quindi a ragionare – magari con prudenza e a tempo debito – su quale sia la strada migliore per evitare che questo accada.
E poi, nell’universo berlusconiano, c’è il cosiddetto cerchio magico. Potentissimo negli ultimi mesi, è finito sotto accusa in questi giorni proprio dopo il ricovero del leader. Soprattutto da parte di Marina, convinta che il padre sia stato spremuto al di là della sua salute, da chi non vuole perdere le sue rendite di posizione.
Altri due nomi, tuttavia, hanno legittime ambizioni in questo quadro di incertezza: uno è il candidato a sindaco di Milano, Stefano Parisi, figura capace di aggregare il centrodestra tutto con una ‘trazione’ moderata.
L’altra è Mara Carfagna, record di preferenze a Napoli, da sempre tenuta in grande considerazione da Silvio Berlusconi.
(da “Huffingtonpost”)
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Giugno 10th, 2016 Riccardo Fucile
CONFALONIERI: “E’ FORTE, MA DEVE INIZIARE A PENSARE A SE STESSO”
La sua forza di volontà continua a tener testa alle sue forze fisiche, «perciò dovete far sapere fuori che il mio
spirito non si fiacca, che io sicuramente torno».
Ancora una volta i desideri di Berlusconi sono stati esauditi, siccome voleva che tutti «fuori» lo sapessero: non c’è alcun vuoto da riempire.
Ma viene il momento in cui bisogna porre un freno alla rappresentazione, e c’è solo una persona che disinteressatamente può far capire al Cavaliere qual è il suo interesse: «Silvio è forte e si riprenderà , ora però deve iniziare a pensare a se stesso».
Così Confalonieri si pone come scudo per proteggere l’amico e anche i figli dell’amico, che vogliono restituito il padre alla famiglia e vogliono i mercanti fuori dal tempio.
Verdini non entra
Davanti alla stanza di un paziente è doveroso non disturbare, invece ieri davanti alla stanza dov’è ricoverato il fondatore del centrodestra sono accaduti spettacoli grotteschi, irrispettosi verso Berlusconi, verso le sue condizioni e verso la sua storia: la lite tra chi gestisce la sua corte oggi e chi – come Verdini – gestiva la sua corte ieri e non è stato fatto entrare, con tanto di sceneggiata illustrata da comunicati stampa; lo speech del medico personale, che nel descrivere le condizioni dell’assistito è parso fin troppo teatrale agli uomini d’azienda e soprattutto ai figli, impegnati a difendere la privacy del genitore e a garantirgli un po’ di serenità .
Non è dato sapere se Berlusconi abbia sentito gli schiamazzi filtrare dalla porta, è certo che quando a un certo punto la porta si è chiusa, con lui sono rimasti solo Confalonieri e Gianni Letta.
Il calcio e la politica sono due dossier che pongono problemi da risolvere, di qui l’arrivo pure di Galliani: il Milan crea affanni sotto il profilo finanziario e anche di immagine; Forza Italia rischia di soffocare come un secco rampicante un’azienda mediatica che vive di mercato e deve garantire il pluralismo democratico ai suoi clienti. Sono nodi che tocca al capo sciogliere, insieme ai consanguinei per dna e per storia
Gli altri fuori
Gli altri fuori. Compreso chi ha abusato della confidenza di Berlusconi e della sua potenza, compreso chi vanta deleghe e funzioni di firma, compreso chi ha gestito fino all’altro ieri persino le telefonate.
Marina, la primogenita, che da tempo vuole «impacchettarle tutte», e che è furiosa per il modo in cui il corpo del padre sofferente è stato trascinato per inutili comizi di periferia, non riesce a trattenersi davanti allo scempio simoniaco, e addita il loro personale conflitto di interessi.
È vero che il Cavaliere non appartiene solo al Cavaliere, perchè c’è un partito che vive della sua vita e constata con trepidazione come i dati della cartella clinica del leader coincidano con lo stato di salute del movimento.
Ed è vero che (quasi) tutti avevano iniziato a immaginare il futuro senza Berlusconi. Ma oggi (quasi) tutti si rendono conto che senza Berlusconi è come dire stare all’addiaccio, senza Forza Italia. A testimonianza che, a prescindere dal suo ritorno in campo, l’uomo che ha incarnato un ventennio continuerà comunque a influenzare i destini della politica. Dentro e fuori il suo schieramento.
Ancora in campo
Lo smarrimento collettivo a Roma – tranne qualche improvvida esternazione di chi già dichiara di aver scelto il proprio successore – è la prova che il Cavaliere non è sostituibile.
Se non c’è traccia di documento o di confidenza in cui abbia designato chi prenderà il suo posto, è perchè Berlusconi non ha mai immaginato un passaggio di consegne: solo il pensiero innesca in lui la stessa reazione di un piatto all’aglio.
E dunque c’è anche qualcosa di filiale in quel «sicuramente torno» che voleva trasmettere fuori dalla sua stanza, oltre all’affermazione del primato.
Ma ora «Silvio deve iniziare a pensare a se stesso». L’altro ieri l’hanno visto depresso e spaventato mentre stava per essere inghiottito dai macchinari ospedalieri, che hanno confermato la necessità dell’intervento al cuore.
Ieri invece si è mostrato un po’ più sollevato, consapevole del «passaggio ineludibile» sotto i ferri.
Lui, che considera la morte «un avvenimento lontanissimo dato che vivrò centoventi anni», ha scandito con le solite battute certi ragionamenti proiettati verso il futuro: «Faremo questo e quello».
Francesco Verderami
(da “il Corriere della Sera”)
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Giugno 9th, 2016 Riccardo Fucile
ALTA TENSIONE TRA MARINA E IL CERCHIO MAGICO: “MA LO AVETE PORTATO A VOTARE?”
Al San Raffaele la storia cambia in modo brusco e anche angosciante. Brusco e angosciante come le parole del medico personale di Silvio Berlusconi, Alberto Zangrillo, che squarcia ogni velo di ambiguità sul caso, spiegando che l’ex premier “ha rischiato di morire” e che sarà sottoposto a un intervento chirurgico al cuore, delicato e lungo, la prossima settimana
E se le mani del cardiochirurgo, il professor Alfieri, sono mani rassicuranti anche per un intervento, come si dice in gergo, a cuore aperto, è chiaro che nulla sarà come prima: “Sconsiglio — dice Zangrillo — di tornare a fare il leader politico”.
Il che non significa che il Cavaliere non potrà tornare vispo e pieno di vita, come prima più di prima, ma certo i tempi di recupero tanto brevi non saranno e, di certo, non potrà chiedere al suo corpo di reggere i ritmi, frenetici e faticosi, e anche un po’ imprudenti sostenuti fin qui.
E a cui lo hanno spinto e incoraggiato anche quelli che gli stanno attorno.
“Ma lo avete portato a votare?”, “Ma lo avete portato a fare un comizio a Ostia mentre aveva già uno scompenso”, “ma ha fatto campagna elettorale come se nulla fosse?”. Nelle domande della figlia Marina ma, più in generale di tutta la famiglia, c’è una tensione neanche tanto velata col famoso “cerchio magico”.
Per come si è preso cura, o meglio non si è preso cura del padre. E per come ha condotto la vicenda negli ultimi giorni, di fatto negando il problema.
Ci vorrebbe lo sguardo di Monicelli per descrivere l’atmosfera da romanzo noir, in cui l’epilogo politico di una grande storia è avvolto da piccole o grandi meschinità umane: “Sta bene”, “solo stress”, “tornerà in campo per i ballottaggi”.
Per giorni la strategia di comunicazione del “cerchio” è stata opposta a quella dei medici che, da subito, avrebbero detto la verità .
E pare che sia rimasto molto contrariato anche Fedele Confalonieri, nel toccare con mano, dopo la visita, la gravità della situazione. E infatti parlando con Renzi non ha detto “solo stress” ma “non c’è pericolo di vita”.
Una differenza che racconta non punti di vista diversi nella comunicazione ma una tensione, tra le persone più vicine a Berlusconi, sul controllo del vecchio leader.
Un controllo, della sua vita e della sua salute, che finora è stato esercitato più dal cerchio che dalla famiglia Marina.
Nello sguardo teso della primogenita, nella sua trattenuta tensione, nelle poche spigolose parole sussurrate ai familiari c’è la rabbia nei confronti di chi, finora, ha minimizzato il problema, negandolo, per paura che la malattia significasse perdita di controllo.
Ecco Berlusconi esponendo come una Madonna pellegrina alle cene di finanziamento, ecco Berlusconi che fa i comizi: “Scendi in campo”, “sei sempre tu”, “fagli vedere chi sei”, “c’è una folla che ti aspetta”.
Le cene di Arcore sono sedute di training autogeno per un leader che, in fondo, ama sentire frasi che esorcizzano il passare del tempo e gli acciacchi.
Dentro Forza Italia parecchi parlamentari sono medici: “Ma è possibile — si domanda uno di loro — che non gli hanno fatto fare nessun controllo arrivando a una stenosi così severa? Ha un malore, è gonfio, e non gli fanno fare un’ecografia al cuore?”.
Prima ancora di quel che accadrà dentro Forza Italia, dei direttori, delle cabine di regia che verranno durante la convalescenza di Berlusconi, prima ancora dell’ipotesi, che già circola, delle due miss preferenze Gelmini e Carfagna come reggenti, con annessi veti, veleni e invidie delle donne del cerchio magico, di tutto questo c’è il “chi si prenderà cura del Cavaliere”: affiancandolo nella convalescenza, intrepretandone la volontà , con consigli e premurosi divieti.
Insomma, se Marina passerà dalla rabbia trattenuta all’azione. E chissà , alla politica. In un contesto delicato, anche psicologicamente, per un uomo che è sempre stato, come dicono gli americani, stronger than life e che ora è semplicemente impaurito, per quel che è stato e per l’intervento che sarà .
(da “Huffingtonpost“)
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Giugno 9th, 2016 Riccardo Fucile
L’INTERVENTO LA PROSSIMA SETTIMANA, L’INTERVENTO DURERA’ 4 ORE: “VA SOSTITUITA LA VALVOLA”
Silvio Berlusconi sarà operato al cuore. La diagnosi per l’ex premier è infatti di insufficienza aortica “di
grado severo”.
La valvola aortica dovrà essere sostituita: sarà operato da Ottavio Alfieri, primario di cardiochirurgia al San Raffaele, entro la prossima settimana, l’intervento durerà 4 ore.
E’ stato il giorno della verità e delle visite eccellenti per Silvio Berlusconi, che domenica sera ha avuto uno scompenso cardiaco, e da martedì è ricoverato al San Raffaele di Milano.
Visto il pressing mediatico che da giorni pesa sulla famiglia e sulla cerchia più ristretta dei collaboratori di Forza Italia, alle 17 è stata convocata una conferenza stampa nell’ospedale di via Olgettina per sciogliere il ‘giallo’ sulle sue condizioni di salute dell’ex premier.
Nonostante Forza Italia continuasse a negare l’ipotesi dell’intervento chirurgico, lo staff medico che segue Berlusconi ha comunicato la decisione di sottoporre Berlusconi a una operazione al cuore.
Alberto Zangrillo e gli altri medici della clinica stamattina hanno avuto al San Raffaele un consulto molto importante con diversi luminari di cardiologia e cardiochirurgia, per stabilire la strada da intraprendere.
In ospedale, intanto, sono continuate le visite di familiari e dei più stretti collaboratori come l’avvocato Niccolò Ghedini, che è arrivato in via Olgettina per incontrare l’ex premier.
Ci ha provato anche Denis Verdini, ex compagno di partito di Berlusconi (ora leader di Ala), che però è stato fermato perchè “il leader di Forza Italia può ricevere solo la visita dei familiari e dei più stretti collaboratori”.
Ghedini già mercoledì era rimasto nella stanza di Berlusconi – una suite privata che occupa buona parte del sesto piano del padiglione D del San Raffaele – per tutta la mattina, insieme con la compagna del leader di Forza Italia, Francesca Pascale, e la primogenita Marina, che è tornata dal padre verso le 12.30.
Prima di raggiungere la suite al sesto piano dove è ricoverato, aveva solo detto: “Sta bene, proseguono gli accertamenti”.
Tra coloro che hanno fatto visita a Berlusconi anche il presidente di Mediaset Fedele Confalonieri, insieme con l’amministratore delegato del Milan Adriano Galliani.
“E’ lì, sta bene”, ha detto il numero uno di Mediaset prima di lasciare l’ospedale, riferendosi allo stato di salute del leader di Forza Italia, che ha ricevuto la vista anche di Gianni Letta, suo storico braccio destro e sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri fino al 2011 durante i mandati da premier di Berlusconi.
L’ex premier era parso “molto affaticato” a chi gli ha fatto visita. Gli accertamenti condotti in questi giorni dai medici sono stati mirati a capire le cause dello scompenso cardiaco che si è verificato a Roma a sera di domenica 5 giugno, giorno delle elezioni.
Inizialmente i controlli erano stati programmati al rientro a Milano per il pomeriggio del lunedì: dopo i primi accertamenti, però, i medici del San Raffaele hanno deciso di ricoverare Berlusconi a partire dal giorno dopo, martedì. I tempi del ricovero, all’inizio stimati in un paio di giorni al massimo, si sono poi allungati più del previsto.
Ora la decisione di procedere con l’operazione.
(da “La Repubblica”)
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Giugno 7th, 2016 Riccardo Fucile
E’ AL SAN RAFFAELE: ACCERTAMENTI PROGRAMMATI, RESTERA’ IN OSPEDALE QUALCHE GIORNO”… AVREBBE ACCUSATO SINTOMI DA STRESS E UN LIEVE MALORE
L’ex premier Silvio Berlusconi è ricoverato all’ospedale San Raffaele di Milano. Avrebbe accusato sintomi da
stress che gli avrebbero causato uno scompenso cardiaco.
Il leader di Forza Italia resterà ricoverato alcuni giorni per sottoporsi ad accertamenti e controlli. “Il ricovero era già previsto”, spiegano ancora da Forza Italia.
“I suoi medici hanno deciso di sottoporlo a una serie di accertamenti diagnostici” a causa di un “lieve malore” accusato domenica sera, “ma nulla di serio o preoccupante”.
“Un episodio di scompenso cardiaco – si legge nella nota dell’ospedale a firma del medico curante dell’ex premier, il professor Alberto Zangrillo – ha reso necessario il ricovero del presidente Silvio Berlusconi presso l’ospedale San Raffaele di Milano. La definizione diagnostica e le strategie terapeutiche saranno affrontate nei prossimi giorni”.
Controlli già programmati, spiegano infatti dallo staff del partito, dopo che domenica a Berlusconi erano stati riscontrati problemi al cuore.
Per questo si era deciso per un ricovero di qualche giorno per procedere a tutti gli accertamenti del caso.
Per il momento non sono previsti interventi chirurgici, ma solo un ricovero a scopo precauzionale.
(da agenzie)
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