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“CICLONE SUSY”, IN FORZA ITALIA SI FA STRADA LA DE MARTINI: “IN EUROPA E DA DOMANI NEL PARTITO NON QUOTE ROSA, MA SOLO QUOTE DI MERITO”

Maggio 19th, 2014 Riccardo Fucile

LA CANDIDATA ALLE EUROPEE NEL NORD OVEST LANCIA UN APPELLO: “BASTA SIGNORSI’ E RACCOMANDATE, IL POPOLO DI CENTRODESTRA RITORNI PROTAGONISTA”

Parlamentare europea uscente, una brillante carriera di docente universitaria in neuropsichiatria negli Usa con successivo rientro in Italia vincendo un regolare concorso, l’impegno in politica sempre fuori dagli schemi, Susy De Martini è un personaggio scomodo per la nomenklatura di partito, certamente non omologabile.
Si può anche non essere d’accordo con lei, ma non si può non riconoscerle una intelligenza vivace, arguta, la battuta pronta e pungente, lo spirito libero e la capacità  di comunicazione sui media.
Un caso raro in un partito come Forza Italia dove spesso sono state premiate più le donne “decorative” che quelle professionalmente preparate.
E’ stata a un passo da essere persino esclusa dalla lista.
Ora, dopo un mese di campagna elettorale, si può dire che sia la candidata che ha fatto più parlare di sè i media tra le donne del partito.
Da semplice candidata ligure è diventata punto di riferimento di tutti gli scontenti di Forza Italia, quelli che vorrebbero ritrovare lo spirito delle origini.
Proviamo a provocarla sulla presenza femminile nelle liste, visto che nella sua circoscrizione figurano anche la Comi e la Ronzulli.
Soddisfatta delle quote rose in politica? E’ una norma che permette di far emergere candidature al femminile…
Ma che quote rose, le donne non sono una specie in via di estinzione che hanno bisogno di una riserva, io sono per le quote di merito.
Ci spiega cosa intende?
Semplice: le quote rose sono semplicemente un sistema per promuovere racccomandate e amanti, nel migliore dei casi le genuflesse. Io propongo le quote di merito: va premiato chi vale, uomo o donna che sia. Se devo scegliere un medico mi informo se è competente, non mi pongo certo il problema se è uomo o donna. All’estero in politica è così e le donne sono ai vertici dei partiti.
Lei è stata molto polemica sui criteri di composizioni delle liste e sui metodi interni ai partiti per conquistare i voti di preferenza. E’ arrivata a parlare di “elezioni truccate”…
Dato che non sono ipocrita, confermo e preciso: siamo in presenza di un voto di scambio nel rapporto tra candidato e dirigenze locali. Molti aspiranti parlamentari europei stringono alleanze con i maggiorenti locali promettendo di tutto: dalle nomine remunerate in enti, fondazioni e organismi ad appoggi per future candidature. Siamo in presenza di un mercato dove non conta la competenza del candidato ma solo le alleanze e gli appoggi dei signori locali delle tessere.
Quindi gli eletti si conoscono già  ?
Ha presente lo scandalo Expo? Ricorda i pizzini che Catozzo teneva nascosti nelle mutande? Ecco, siamo in presenza del “metodo Catozzo”, con la differenza che i pizzini negli slip non contengono le cifre delle tangenti ma i nomi di chi deve essere eletto.
Visto che la troviamo in forma, le ricordiamo che lei è giunta a parlare di “rottamazione” necessaria anche all’interno di Forza Italia. O abbiamo capito male?
Lo ribadisco: o ci si rinnova o non si va da nessuna parte. Sul territorio ci sono tanti bravi dirigenti che tirano il carro, ma anche una moltitudine di vecchi tromboni che avrebbero dovuto avere da tempo il buongusto di farsi da parte. Il problema riguarda tutti i partiti, io guardo al mio.
Un pensiero isolato il suo o ha ricevuto sostegno dalla base?
Ricevo centinaia di mail di sostegno ogni giorno da parte di ex elettori di centrodestra che da tempo non votano più a causa di quanto io denuncio. Mi dicono di non mollare, di andare avanti, sono disponibili a rimettersi in gioco per fare pulizia nel partito in base a criteri meritocratici.
Elettori in imbarazzo?
Siamo seri: ci sono persone perbene, non importa la categoria sociale, che si vergognano di dire che votano un partito dove vengono tutelati inquisiti, imputati e sciacquette senza titolo di studio, ma evidentemente con altre qualifiche.
E cosa pensa di fare?
Lancerò nei prossimi giorni un appello affinchè si crei un movimento interno di pressione affinchè la base di Forza Italia “si riprenda” il partito, dicendo basta a raccomandati e lecchini. Si applichino i criteri di merito, competenza e onestà : solo una democratica rivolta del popolo di centrodestra potrà  ottenere questo risultato, basta delegare ai capibastone.
Queste elezioni europee penalizzano le regioni più piccole: il suo collegio è composto da sei milioni di elettori lombardi, quattro milioni di piemontesi e solo un milione di liguri. Che possibilità  esiste che un ligure difenda le istanze della regione a Bruxelles?
Se la classe politica ligure comprendesse che occorre, in certe occasioni, fare squadra non sarebbe ridotta com’e’, ovvero a non contare nulla. O, come nel caso del Pd, a candidare Cofferati che viene dato in quota Liguria solo perchè ha sposato una genovese.
Tutti parlano dei Fondi europei, stanziamenti per progetti specifici che spesso vedono l’Italia come fanalino di coda tra gli Stati che ne usufruiscono. Possibile che non riusciamo a utilizzarli, a differenza delle altre nazioni?
Qua siamo di fronte alla palude degli incapaci. Il meccanismo è semplice: la Ue emana le linee di indirizzo e i settori in cui mette a disposizione i Fondi per progetti specifici.   Primo problema:   i parlamentari europei dovrebbero subito informare governo e Regioni, invece spesso dormono. Siamo in presenza di una filiera comunicativa:   se salta un anello salta possibilità  di attingere ai Fondi nei tempi dovuti. Vi sono Paesi dove la catena funziona, la burocrazia agevola, la politica non ostacola, i governi cofinanziano. E ci meravigliamo se altri coprono il 100% del plafond e noi arranchiamo?
Puo’ farci un esempio concreto?
E’ stato ora approntato il progetto “Orizzonte 2020” nel campo   della innovazione ricerca e sviluppo: è un progetto che va cofinanziato, il che vuol dire 50% lo mette l’Europa, l’altro 50% i governi. Sa quanto mette sul piatto l’Italia?   Appena 7 miliardi contro i 20-25 miliardi degli altri governi. E’ inevitabile che a noi riservino le briciole…
Lei ha denunciato anche il problema delle infrastrutture ferroviarie in Liguria
E’ un caso emblematico: possibile che da Genova a Milano occorrano 10 minuti in più rispetto a cento anni fa? Che siano necessarie 2 ore per coprire un tratto di 145 km? E ne occorrano quasi tre per i 147 km tra Genova e Ventimiglia? Possibile che un viaggiatore tra Genova e Milano (o Torino) paghi 11 centesimi a km, ovvero la stessa cifra che un romano paga per raggiungere Milano in 3 ore percorrendo 600 km?   Ma che servizio è mai questo? Per non parlare dei carri bestiame dei pendolari…
Moretti voleva garanzie sul suo stipendio …
Non mi faccia arrabbiare, è facile fare utili tagliando le linee locali, lucrando su quelle veloci o trasformando i diretti in intercity. Non mi pare che Moretti sia stato richiesto da ferrovie straniere…
In trenta giorni da outsider potrebbe diventare “eletta a furor di popolo”: è una sua scomessa?
E’ una prova dove mi sono quasi posta come cavia: voglio vedere se un elettore di centrodestra preferisce mandare in Europa una donna combattiva e professionalmente competente o veline e badanti.
E se non ci riuscisse?
Non vivo di politica, torno a occuparmi di malati, di chi ha bisogno, di chi soffre. Tranquilli, che dormo serena lo stesso.
In bocca al lupo, dottoressa...
Sono io il lupo, non se n’e’ accorto?

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DELL’UTRI ESTRADATO E SCAJOLA INTERROGATO: L’ULTIMA SETTIMANA ELETTORALE DI SILVIO DIVENTA UN INCUBO

Maggio 16th, 2014 Riccardo Fucile

BERLUSCONI IN DIFFICOLTA’, LA RIMONTA E’ COMPROMESSA

Marcello Dell’Utri provato in volto, che scende dalla scaletta dell’aereo, forse con le manette. L’interpol che lo avvolge. Gli interminabili passi prima di salire in macchina, immortalati dai fotografi di mezzo mondo.
I tg che aprono con la notizia che l’ex ombra di Silvio Berlusconi, condannato a sette anni per mafia è appena rientrato dal Libano in Italia, dove sconterà  la pena in carcere. È una scena da incubo quella che si è materializzata di fronte a Berlusconi quando le agenzie hanno battuto la notizia che il consiglio dei ministri libanesi ha deciso per l’estradizione.
O meglio, il cdm non ne ha neanche discusso. Basterà  il decreto amministrativo che firmeranno lunedì il premier e il presidente della Repubblica.
Soprattutto perchè questa scena potrebbe andare in onda giovedì o venerdì prossimo. Proprio in chiusura di una campagna elettorale devastata da un ciclone giudiziario: “Ci mancava pure questa, sarà  esibito come uno scalpo” è il commento che trapela da fonti molto informate.
Ormai l’esito della storia è segnato. Negli ultimi giorni la pratica ha subito una notevole accelerazione. Il procuratore generale Samir Hammud ha già  detto sì all’estradizione e ha passato la pratica al ministro, il generale Ashraf Rifi che l’ha subito rigirata al Governo. Ora l’ultima tappa. Ma fonti del governo libanese lasciano trapelare agli organi di informazione, anche italiani, che il via libera è scontato. Perchè non è più una questione giuridica. È una questione tutta politica. Il governo libanese ha fretta di liberarsi della vicenda che sta danneggiando l’immagine del Libano, facendolo apparire come un covo di latitanti.
E adesso la grande paura avvolge la campagna elettorale dell’ex premier.
Perchè Dell’Utri, l’amico fraterno, ex numero due di Publitalia e fondatore di Forza Italia, non è nè Scajola nè Frigerio.
Anche se non è stato candidato alle scorse politiche viene comunque identificato dall’opinione pubblica con Berlusconi. È davvero un brutto colpo.
Che si aggiunge alla raffica di queste settimane dall’Expo al caso Scajola.
E in molti, all’interno dello stato maggiore di Forza Italia, si chiedono come andrà  a finire. Proprio l’ex ministro dell’Interno di Forza Italia è stato interrogato per sei ore nel carcere di Regina Coeli sui suoi collegamenti con il latitante Amedeo Matacena e sua moglie Claudia Rizzo.
E stavolta Scajola non si è avvalso della facoltà  di non rispondere. Così come alimenta ansia e apprensione il contenuto del famoso “archivio segreto” di Scajola, messo sotto sequestro dagli investigatori della Dia.
Si tratta pur sempre di carte di un ex ministro dell’Interno. Le vecchie volpi di Forza Italia temono che possano accendere la fantasia degli inquirenti. Accadde così con Tangentopoli: ogni filone crea più rivoli.
Per ora Berlusconi si è attestato su una linea cauta e misurata nelle parole. E, intervistato da Rainews24, ha mantenuto le distanze rispetto all’amico Marcello: “Una cosa che non riesco a commentare, dico solo che sono smentiti tutti coloro che pensavano che dell’Utri fosse andato là  per evadere, per diventare un latitante. Essendo persona intelligente non avrebbe scelto un paese che ha un trattato di estradizione con l’Italia”.
Come nel caso di Scajola, per opportunità  elettorale l’ex premier vuole evitare che l’immagine di Forza Italia venga associata agli scandali più di quanto non lo sia già . Ma nessuno tra chi gli sta attorno è in grado di prevedere se riuscirà  a trattenersi o no, quando andrà  in onda la scena che gli si è materializzata di fronte.
Lo scalpo di Dell’Utri che vive come se fosse il suo.

(da “Huffingtonpost”)

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FORZA ITALIA, LA DE MARTINI ATTACCA LA RONZULLI: “SEI IN LISTA PERCHE’ ORGANIZZAVI LE FESTE DI BERLUSCONI, L’EUROPA TI SERVE PER L’IMMUNITA’ PARLAMENTARE”

Maggio 15th, 2014 Riccardo Fucile

DE MARTINI: “LA RONZULLI MI HA MINACCIATA, RICATTA BERLUSCONI ALTRIMENTI NON SAREBBE IN LISTA”… RONZULLI: “MI STAI SPUTTANANDO, TI QUERELO”

Nemmeno il tempo di archiviare la querelle barese tra la D’Addario e la Montereale o quella napoletana tra la Criscuolo cosentinian-scajoliana e la Pascale (la Criscuolo: “Io sono più femmina della Pascale”), che grazie alla Zanzara radiofonica di Radio 24 si apre un fronte clamoroso tra due candidate azzurre per le Europee, entrambi parlamentari uscenti di Strasburgo: Susy De Martini e Licia Ronzulli.
La prima è un medico genovese che ha ripudiato il Ppe a favore del gruppo conservatore di Cameron.
La seconda fu indicata dalla già  citata Montereale come addetta allo smistamento delle ragazze durante le feste del Drago malato di satiriasi (l’ex moglie Veronica dixit).
E proprio il riferimento a quest’ultimo dettaglio ha scatenato la De Martini: “Dentro Forza Italia sono un ufo, non appartengo al cerchio magico e non sono nemmeno figa. Il partito appoggia persone diversamente meritevoli come Licia Ronzulli che non ha un curriculum e organizzava feste a Villa Certosa, ma in Europa non ci sono feste da organizzare. Ho ricevuto una telefonata dalla Ronzulli. Era incazzata come una biglia, mi ha insultato e ha detto che è molto vicina al Dottore, così chiama Berlusconi, e per questo avrei avuto delle conseguenze pesanti. Ma io non mi faccio certo minacciare dalla signora Ronzulli”.
Di qui l’accusa pesantissima, che di striscio colpisce anche Lara Comi: “I coordinatori locali del partito appoggiano queste ragazze belle e giovani che non hanno merito, la Ronzulli e anche Lara Comi. Ci vorrebbero gli osservatori internazionali. La Ronzulli è stata messa in lista per avere l’immunità  parlamentare perchè è coinvolta nel processo Ruby. Persone del genere non possono rappresentare il nostro Paese, in questi cinque anni non ha fatto nulla, non pervenutat.Tirata in ballo la Ronzulli si fa viva in diretta   alla radio e tenta di frenare la rivale interna nella corsa alle preferenze, circoscrizione del nord-ovest: “Stiamo offrendo un pessimo spettacolo, non ti ho insultato e fino all’altro giorno andavamo a braccetto. E non ho bisogno dell’immunità  parlamentare. Io non sputtano i colleghi come fai tu”. La De Martini non deflette: “E allora perchè mi hai telefonato? La Ronzulli organizzava le feste a Villa Certosa come la Minetti ad Arcore, sentitevi le intercettazioni. Io non voglio persone impreparate in Europa”.
Il gioco si fa durissimo. Ribatte la Ronzulli: “Se continua così il passo successivo è la querela, mi stai sputtanando. Io il nome di Berlusconi non l’ho mai utilizzato, non sono indagata e non ho un processo. Il merito lo decidono gli elettori, vai a cercare i tuoi elettori”. La De Martini se ne esce con un’accusa gravissima: “Ronzulli ricatta Berlusconi, altrimenti non capisco come possa essere candidata. Lei, Comi e Matera erano tra quelle che Veronica Lario chiamò ciarpame senza pudore. Molte furono tolte dalle liste, loro sono rimaste

(da “il Fatto Quotidiano“)

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ROSA CRISCUOLO: “CON CLAUDIO SCAJOLA CENAMMO IN CAMERA, MA FU UN INCONTRO POLITICO”

Maggio 13th, 2014 Riccardo Fucile

SPUNTA UN’ALTRA DAMA BIONDA: L’ULTIMA CENA PRIMA DELL’ARRESTO

“Mi hanno fatto diventare la Candy Candy di Forza Italia…”.
Si mostra sorpresa Rosa Criscuolo, 34 anni, napoletana, avvocato matrimonialista.
La notorietà  che l’ha raggiunta in queste ore “proprio non se l’aspettava”. È lei la seconda dama bionda dell’affaire Scajola-Matacena, un’altra bellissima donna al pari di Chiara Rizzo, Lady Matacena appunto.
La Criscuolo è la donna con cui l’ex ministro Claudio Scajola ha trascorso la sua ultima serata da uomo libero.
Dove? In una stanza dell’hotel imperiale di via Veneto. Aperitivo, poi cena in camera. Tutto – assicura – “solo per parlare di politica”.
“Ma quale mistero? Claudio Scajola l’ho conosciuto solo un paio di mesi fa e con lui ci siamo visti per parlare delle cose che non vanno all’interno di Forza Italia in Campania”, spiega Criscuolo in un’intervista a Il Messaggero.
Criscuolo è la fondatrice dei forzisti pro Nicola Cosentino, ma la sua passione politica ha radici antiche: prima era militante del Pd, poi per i radicali; infine l’approdo in Forza Italia, “dove ho costituito un gruppo di iscritti che sollecitano maggiore trasparenza nei rapporti interni al partito e rispetto alle decisioni prese in sede centrale”.
È proprio per questo suo ruolo – spiega – che Scajola l’avrebbe contattata.
Dunque l’incontro all’hotel Imperiale. “Avevo prenotato per conto mio una camera, lontana da quella di Scajola. Alle 21 […] mi ha offerto un aperitivo al bar dell’albergo; poi siamo andati a cena in camera sua. Abbiamo deciso così per evitare che qualcuno, vedendoci in un ristorante, montasse una storia… Ci sembrava più opportuno, anche perchè così avremmo potuto parlare meglio delle cose politiche che ci stavano a cuore. Il nostro era e resta solo un rapporto politico e me ne guarderei bene”.
Criscuolo è categorica: “Non ho una relazione con l’ex ministro, potrebbe essere mio nonno… Sa com’è, fino a Cosentino potrei anche arrivare, ma Scajola no, per favore”. “Quando ci siamo visti – ribadisce in un’altra intervista al Corriere della Sera – era già  tardi. Scaloppine al limone, niente vino, sono astemia. E lui guardava un film alla tv, una storia di avvocati, era molto preso […] Lui era alla 2013, io alla 203, non mi alzo di notte per correre da Scjola, non è cosa, è un tipo quieto, serio e un poco andato d’età . E aveva un fortissimo mal di testa”.
“Forse il presentimento” – aggiunge la bella Rosa – di quello che lo avrebbe aspettato la mattina seguente: l’arrivo degli uomini della Dia, l’arresto, le sbarre di Regina Coeli.

(da “Huffingtonpost“)

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INTERVISTA ALLA PASCALE: “MARINA SIMILE AL PADRE, E’ LA LEADER GIUSTA CON LE PRIMARIE”

Maggio 9th, 2014 Riccardo Fucile

BREVE TAPPA NAPOLETANA DELLA FIDANZATA DI   BERLUSCONI

Chissà  com’è la campagna elettorale di un condannato in via definitiva, vista dalla fidanzata.
Francesca Pascale lancia uno sguardo saettante. “La campagna di Berlusconi condannato? Guardi, non accetto nessuna provocazione. La sua campagna è brillante ed efficace, come sempre: nonostante le significative limitazioni ai suoi spostamenti, ai suoi comizi, alle sue parole. Certo, ci sono tante cose che potrebbe dire e non può. Comunque ancora una volta è evidente che Forza Italia non esiste senza di lui. E questa è l’unica cosa che tutti, amici e nemici, hanno visto per l’ennesima volta”.
Alla fine di un’altra giornata trascorsa “a casa”, nella sua città , lady Francesca, la ventottenne fidanzata napoletana di Silvio Berlusconi, si concede a un caffè e a qualche domanda prima del decollo serale con Silvio verso Arcore, dove il Cavaliere ha l’obbligo di rincasare entro le 23 del giovedì sera. In mattinata, la Pascale ha assistito al teatrino di corte di Palazzo Reale all’opera “Il piccolo Spazzacamino” con coro di voci bianche in cui cantava la cuginetta di Francesca.
Poi, il pranzo in un noto ristorante della Riviera a un tavolo per dodici: con una delle due sorelle, alcune cugine ed amiche, tra cui Marietta, la consigliera regionale Mafalda Amente e l’imprenditrice dei confetti Daniela Garofalo.
In piazza del Plebiscito, la fermano alcuni giovani, c’è chi le chiede un selfie, chi la bacia. Qualcuno le chiede se ha visto la serie tv “Gomorra”.
E lei risponde:   “Gomorra in tv? Non ho visto la serie di Sky ma probabilmente lo farò, per curiosità . Anche se credo non mi piacerà . Ma forse è un pregiudizio dettato dal libro. Lo lessi tutto   d’un fiato – ricorda la fidanzata di Berlusconi – e non mi è piaciuto perchè non mi piace che si parli sempre di Napoli in questo modo. Anni fa per esempio ho visto “Il camorrista” (di Giuseppe Tornatore da un libro di Giò Marrazzo sulla storia di Raffaele Cutolo, ndr) e mi è piaciuto molto, ovviamente il film, non la storia”.
Energica, sorridente e ovviamente di inscalfibile fede berlusconiana, la Pascale, in total look avorio con abitino corto e scialle, parla di tutto: dell’insolita campagna di Silvio, della condanna ai Servizi sociali, dell’auspicio di incoronare la figlia Marina come successore, di Nicola Cosentino. E della Napoli di de Magistris.
È chiaro che a lei non piace l’idea di un Berlusconi condannato ai Servizi sociali. Ma c’è una sentenza, peraltro considerata mite.
“Io ovviamente rispetto le sentenze. Ma devo poter dire quello che penso: e cioè che Berlusconi ha subito questa condanna essendo innocente, e questa cosa non può far piacere. Difatti ne sono amareggiata e addolorata, come lo sarebbe qualsiasi compagna. Ciò detto, non è affatto una posizione disonorevole quella di chi aiuta gli anziani in un centro sociale. Anzi, devo dire che lui, in tutta la sua vita, ha cercato di dare una mano a chi ne aveva bisogno”.
Più a donne giovani che a maschi vecchi …
“Posso capire la battuta ma io invece dico seriamente che Berlusconi è un uomo generoso che ha sempre cercato di assistere, anche in silenzio, chi si trovava in difficoltà  o coloro che ne avevano bisogno”.
Francesca, lei è a Napoli e qui è divampata la faida politica tra Forza Italia e i cosentiniani. Si ha l’impressione che anche se la questione politica sembra formalmente rientrata, tra lei e l’ex sottosegretario Pdl la frattura non si ricomporrà .
“Io penso che siamo certamente diversi e abbiamo forse diverse concezioni della politica….”.
Cosentino non le perdona di avere, con Luigi Cesaro, determinato la scelta di De Siano come coordinatore regionale: colui che il senatore cosentiniano D’Anna definisce in una intercettazione, con metafora irriferibile, un’assoluta jattura piantata alle loro spalle.
“Non mi interessano le definizioni altrui. Intanto ho rispetto per un uomo che è stato leader regionale, in cui Berlusconi ha avuto fiducia; e rispetto anche per la sofferenza umana di una persona che oggi è in carcere, gravato da varie vicende processuali. Sul resto e su polemiche ormai vuote di senso: ho già  detto e ridetto che nella scelta del coordinatore campano, come per gli altri leader regionali, la decisione è stata del presidente Berlusconi, che ha ascoltato anche i rappresentanti locali com’è ovvio. E poi di cosa stiamo parlando? Cosentino aveva sempre detto, anche più volte in pubblico, che doveva occuparsi delle sue vicende processuali e che non voleva candidarsi assolutamente alle europee nè in altre competizioni. Quindi? Lasciamo che si dedichi alle vicende sue. Invece è giusto dire che su De Siano c’è stata un’ampia convergenza da parte di deputati senatori e rappresentanti locali”.
Un pronostico per queste elezioni europee?
“Penso che Berlusconi sarà  bravissimo a tenere ancora in alto, oltre il 20 per cento, un partito che si riconosce ancora nei moderati italiani ed europei, nonostante i tradimenti che ha subito, le pugnalate ricevute e anche le scelte sbagliate di alcuni comunicatori del passato. Ma c’è un bel futuro per Forza Italia, ne sono sicura”.
A proposito di futuro, lei fu la prima a parlare di Marina Berlusconi come unico successore. Ora la primogenita e presidente di Mondadori ha aperto un varco, si dice disponibile “un domani”. Ne è contenta?
“Certo. Ne sono contenta non solo perchè le doti di intelligenza politica, di prontezza e acume di Marina la rendono simile e molto vicina al padre. Ma anche perchè Marina mi sembra abbia detto una cosa molto importante: e cioè che la leadership si costruisce nel tempo, e deve essere legittimata. Difatti la mia semplice opinione è che sia giusto andare alle primarie. E sono sicura che Marina Berlusconi sia, non per il suo cognome soltanto, la leader di cui il movimento ha bisogno”.
Lei il 25 maggio torna a Napoli a votare per le europee, come in passato? E voterà  per il capolista Fitto, che pure ha avuto una fibrillazione forte con Berlusconi?
“Ora ho la residenza a Roma. Diciamo che se fossi rimasta a Napoli, senza nulla togliere a Fitto, avrei preferito votare un campano”.
Visto che ormai fa tappa nella sua città  d’origine con cadenza settimanale, come trova Napoli?
“Per me resta la città  più bella del mondo. Però soffro a vederla così: è sciupata, maltrattata e disordinata. E mi indigna che i problemi restino irrisolti, mentre chi dovrebbe provare a scioglierli si gira spesso dall’altra parte, pensando ad altro”.
Lei è stata militante e consigliere in Provincia, qui a Napoli. Che ne dice del fatto che proprio un ex suo collega Pdl, Marco Nonno, oggi in Fratelli d’Italia, sia ancora vicepresidente del Consiglio nonostante una condanna a 8 anni e mezzo per devastazione, nella rivolta dei rifiuti di Pianura?
“Penso che sia più opportuno, come dicevamo prima, che chi ha vicende processuali si dedichi a quelle, anche per concentrarsi meglio e dimostrare la propria innocenza”.

Conchita Sannino
(fa “La Repubblica”)

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BERLUSCONI: “SONO ADDOLORATO”. E TEME RIPERCUSSIONI SUL VOTO

Maggio 8th, 2014 Riccardo Fucile

L’ARRESTO DI SCAJOLA STRONCA OGNI SPERANZA DI UNA SUA RINASCITA POLITICA E DANNEGGIA ANCHE L’IMMAGINE DI FORZA ITALIA

Claudio Scajola voleva essere candidato alle Europee a tutti i costi e con Berlusconi aveva insistito tantissimo.
Aveva insistito soprattutto dopo che era uscito pulito dalla vicenda della casa al Colosseo acquistata da altri a sua insaputa.
Insomma l’ex ras di Forza Italia in Liguria, soprannominato «sciabolett» per il piglio tagliente, voleva ritornare in pista dopo il calvario. Era convinto che avrebbe potuto dimostrare, grazie alle preferenze con cui si vota alle Europee, di essere in buona salute politica, di controllare il territorio.
Non proprio come una volta, ma ancora potente. In effetti lo era, ai tempi d’oro del berlusconismo, in quegli anni Novanta e inizio del nuovo secolo quando si occupava dell’alfa e l’omega dell’organizzazione.
Risale a quegli anni la tessitura della tela di rapporti in tutta Italia con esponenti e luogotenenti locali, compreso Amedeo Matacena a causa del quale questa mattina l’ex ministro dell’Interno è stato arrestato (avrebbe protetto e aiutato la latitanza dell’ex parlamentare di Forza Italia, erede della società  Caronte sullo Stretto di Messina) .
L’arresto di Scajola stronca ogni speranza di una sua rinascita politica. E danneggia non poco anche Silvio Berlusconi, almeno come immagine, in piena campagna elettorale.
E meno male che aveva deciso di non candidarlo.
L’ex Cavaliere sapeva che sarebbe arrivata la bufera? Lui nega e spiega che l’esclusione di Scajola dalle liste è dovuto a un sondaggio commissionato: era venuto fuori che Forza Italia avrebbe perso voti se l’avesse candidato alle Europee.
Adesso, Forza Italia perderà  comunque voti?
Berlusconi si era ringalluzzito. L’altro ieri, durante una conferenza stampa per presentare il progetto «Liberiamo la cultura» (dalla sinistra, ovviamente), ha detto ai giornalisti: «Dopo mesi di assenza in tv, ho finito il rodaggio, adesso mi sento in forma e sono cavoli vostri».
Si era ringalluzzito per quel punto in più che la sua sondaggista Ghisleri gli aveva regalato come una pepita d’oro: da un miserrimo 17 a un pur misero 19,8%, una percentuale comunque appiccicata a quella soglia del 20% sotto la quale è la catastrofe.
Bene, ora il caso Scajola è stato un duro colpo. «Ne sono addolorato». E per fortuna che non l’aveva candidato. A Palazzo Grazioli giurano che non c’era alcun sentore di un arresto. Ma il problema rimane. Un problema elettorale che potrebbe danneggiare l’ex Cavaliere e fermare la rimonta che sta tentando disperatamente. Berlusconi potrebbe cavalcare la malagiustizia.
Cosa improbabile, sussurrano con voce sempre più fioca dalle parti dell’ex Cavaliere, alla vigilia dell’inizio dei servizi sociali (proprio domani) a Cesano Boscone.
L’ex premier non può permettersi di inveire contro la magistratura e la giustizia ad orologeria.
E’ stato avvertito da chi gli ha concesso i servizi sociali: ancora un passo falso e gli verrà  revocato Cesano Boscone con relativi e conseguenti arresti domiciliari.

Amedeo La Mattina
(da “La Stampa”)

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ARRESTATO CLAUDIO SCAJOLA: “FAVORI’ LA FUGA DELL’EX DEPUTATO MATACENA”

Maggio 8th, 2014 Riccardo Fucile

OPERAZIONE DELLA DIA DI REGGIO CALABRIA, IN CARCERE OTTO PERSONE… L’EX MINISTRO LO AVREBBE AIUTATO NELLA LATITANZA

La Dia di Reggio Calabria ha arrestato l’ex ministro Claudio Scajola in un noto albergo della capitale.
Otto i provvedimenti eseguiti complessivamente dalla Dia.
Tra gli arrestati, figurano persone ritenute legate al noto imprenditore reggino ed ex parlamentare Amedeo Matacena, anch’egli colpito da provvedimento restrittivo insieme alla moglie Chiara Rizzo ed alla madre Raffaella De Carolis.
Matacena era latitante, dopo una condanna definitiva per concorso esterno in associazione mafiosa.
L’ex ministro è stato arrestato perchè avrebbe aiutato Matacena a sottrarsi alla cattura per l’esecuzione pena, come ha detto il procuratore di Reggio Calabria Federico Cafiero De Raho. L’inchiesta che ha portato all’arresto è nata nell’ambito di una indagine su tutt’altro argomento. Sono in corso numerose perquisizioni in Piemonte, Lombardia, Liguria, Emilia Romagna, Lazio, Calabria e Sicilia, oltre a sequestri di società  commerciali italiane, collegate a società  estere, per un valore di circa 50 milioni di euro.
Silvio Berlusconi, che ha saputo della notizia durante un’intervista in diretta a Radio Capital, si è detto “addolorato”.
“Mi dispiace” ha aggiunto l’ex Cavaliere, precisando che l’ex ministro non è stato candidato in lista non perchè si avesse sentore di un arresto ma perchè “avevamo commissionato un sondaggio su di lui che ci diceva che avremmo perso globalmente voti se lo avessimo candidato”.

(da agenzia)

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FORZA ITALIA: SPUNTA ANCHE UN CLUB DEDICATO A PUTIN

Maggio 6th, 2014 Riccardo Fucile

POLEMICHE ALL’INTERNO DEL PARTITO, LA GELMINI MINIMIZZA: “SCELTA LEGITTIMA, VISTA L’AMICIZIA CON BERLUSCONI”…MA C’E’ CHI DA’ UNA INTERPRETAZIONE POLITICA ALLA CRISI UCRAINA

Il suggerimento, quando si compilano i moduli per aprire un club Forza Silvio, è di dedicarlo a un personaggio illustre del territorio o a un grande del pensiero liberale: nelle istruzioni l’esempio è Luigi Einaudi.
I fondatori di un club azzurro a Milano hanno scelto di intitolarlo a Vladimir Putin. Non solo in nome dell’amicizia che lega il presidente russo a quello di Forza Italia. Ma anche perchè, sostengono i fondatori, «Putin è uno statista di prim’ordine, simbolo della capacità  di tutelare, in un mondo globalizzato, la sovranità  politica ed economica del suo Paese».
Promotori del club, inaugurato ieri (con sede in centro città  e animato da imprenditori e professionisti), sono Ubaldo Santi, già  consigliere comunale a Genova con il Psi negli anni 90, Daniele Ricossa e Cristiano Puglisi.
L’inaugurazione è avvenuta nel pieno del conflitto ucraino e gli stessi fondatori si aspettavano polemiche. Ma uno degli obiettivi del club è contrastare «letture di parte» sulla crisi ucraina (nei piani anche un giornale, Verità  congelate, su fatti recenti di politica estera).
In periodo elettorale, è inevitabile parlare di Europa.
E l’indicazione che viene dal club Vladimir Putin è chiara: considerare l’addio al Ppe (non a caso ha partecipato ieri l’eurodeputata Susy De Martini, ricandidata con FI, che ha lasciato il gruppo dei Popolari per i Conservatori).
Spiega Santi: «Forza Italia rifletta sull’opportunità  di restare in quel partito, prono alla volontà  di Angela Merkel, che ha attuato una politica antitaliana».
Le polemiche, però, arrivano anche dallo stesso partito: l’idea di «intitolare un club a Putin, che non è un esempio di liberale, è censurabile» per il coordinatore milanese di FI Giulio Gallera.
Il responsabile dei club, Marcello Fiori, taglia corto: «Non sono neanche a conoscenza dell’iniziativa, ci sono 12.350 club in tutta Italia…».
Difende la scelta Mariastella Gelmini, coordinatrice di FI in Lombardia: «I club sono indipendenti dal partito, ma la scelta è legittima, vista l’amicizia tra Berlusconi e Putin. Nessun collegamento ai fatti recenti: la Federazione Russa è un Paese dove in politica estera Berlusconi ha lavorato con successo».

Renato Benedetto

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“CANDIDO MARINA SE RESTIAMO SOPRA IL 20%”

Maggio 6th, 2014 Riccardo Fucile

LA CARTA SARA’ GIOCATA NEL 2015 SOLE SE CI SARA’ UN RILANCIO… LA PAURA DI UN PARTITO BALCANIZZATO E DEL BRAND FAMILIARE CHE NON TIRA PIU’… FORZA ITALIA E’ AL 17,5%

L’ultimo report fa scendere il gelo su Arcore. Quasi due settimane di massiccio martellamento televisivo, dal Porta a Porta del 24 aprile, non sembra abbiano sortito effetto.
Silvio Berlusconi si è rigirato ieri tra le mani il sondaggio riservato commissionato in questi giorni che lo inchioda al 17,5 per cento. Un soffio più sù, del resto, il 17,8 registrato dall’istituto Ixè per la trasmissione Rai Agorà .
I conti non tornano nel quartier generale forzista, lo sfondamento mediatico questa volta non sta funzionando, la rimonta delle Politiche di quindici mesi fa appare un lontano ricordo, anche se l’ex Cavaliere continua a dire ai suoi che «il trend si invertirà  in queste ultime tre settimane».
Ma la realtà  al momento è un’altra, dopo intere mezzore in Rai, il presidio sulle reti Mediaset, ieri il Tg4 e Studioaperto, stasera Matrix su Canale5 dopo una puntata stamattina a Radioanch’io.
Una corsa contro il tempo, ma il partito resta alle spalle di Grillo e Pd.
«Se restiamo inchiodati sotto il venti non posso sacrificare mia figlia, avrebbe solo da rimetterci”   è stata la prima considerazione amara fatta ieri dal patriarca, tra una riunione con i vertici dell’azienda e il punto con i dirigenti milanesi forzisti.
Anche il via libera reiterato in tv al futuro impegno politico di Marina sembra non sortire effetti. Il leader l’ha tirata in ballo proprio in tv per rassicurare gli elettori sulla successione politica, per dare prospettiva al partito. Ma tutto forse è inutile.
Allora il timore che assale in queste ore Berlusconi e tutta la cerchia ristretta è che se Forza Italia si dovesse attestare in via definitiva sotto la soglia psicologica di sopravvivenza del 20, all’indomani delle Europee scatterebbe il big bang.
L’esplosione del partito, fughe già  in cantiere verso il Nuovo centrodestra, altre a livello locale sulla scia di Forza Campania, mentre i dirigenti di peso invocherebbero un congresso per scalare quel che resta della sigla
Non è un caso che il leader adesso ripeta – come ieri in tv – che strapperanno il 25 («Me ne convinco sempre di più»).
L’ultimo sondaggio di Euromedia targato Alessandra Ghisleri risale a una settimana fa e dava a Fi il 20,2, il prossimo atteso a giorni.
Ma se dopo tanto girovagare in prime time i consensi sono congelati al 17 di ieri – questo il ragionamento – allora vuol dire che il brand Berlusconi non attira più i «consumatori ».
E sarebbe vano insistere con un volto più giovane della stessa famiglia. È il cruccio di queste ore.
Il traino di Marina in chiave anti-Renzi avrà  senso – nella strategia messa a punto ad Arcore con Toti, la Pascale, la Rossi, la Gelmini, Romani e la stessa primogenita – solo se il partito reggerà  all’onda d’urto del 25 maggio, tra astensionismo di massa e esodo degli elettori.
Di senso non avrà , al contrario, se Forza Italia resterà  una decina di punti dietro Grillo, come rivelano gli ultimi sondaggi.
Per tutto il giorno ieri, tra un’intervista e l’altra ai tg di casa, Berlusconi si è chiesto con i suoi cosa vada messo a punto. La conclusione, la più scontata, è stata quella di incrementare ancor più le uscite tv, con buona pace dell’Agcom. È l’unico modo per aggirare il veto del Tribunale ai comizi in giro per l’Italia.
Così, dopo il Matrix di stasera ecco la probabile intervista di domani a “Otto e Mezzo” dalla Gruber e via a seguire.
La strategia a questo punto è alzare il tiro. Contro Renzi, innanzitutto. «Votando il Pd si ha come regalo il signor Shulz a capo dell’Unione» è l’ultima sortita, oppure ancora contro il premier: «Ha dimenticato i pensionati, ignorati dal bonus degli 80 euro».
Il leader spera di cavalcare l’onda giusta promettendo di continuo l’aumento delle pensioni minime a 800 euro, «probabilmente anche a mille».
Ma il tiro va alzato soprattutto contro Grillo, perchè è dalla calamita M5s che gli elettori forzisti, report alla mano, sono attratti.
«Mi fa paura, il suo partito sarebbe meglio chiamarlo setta», «un pericolo per il Paese». E poi l’evergreen dell’effetto paura, l’attacco all’operazione di salvataggio degli immigrati in mare, «Mare nostrum sarà  un disastro, una catastrofe quando qui arriverà  più di un milione di persone».
Dalle piazze continua a essere assente. Domani sera vuole fare un’apparizione davanti la sede del partito, a San Lorenzo in Lucina a Roma, dove si sono dati appuntamento i giovani “falchetti” vicini alla Santanchè del neonato movimento “Azzurra libertà ”, guidati dai fratelli Zappacosta ».
Ma altre uscite sono già  pianificate nella Capitale e a Milano, le sole città  dove ha libertà  di movimento.
Basterà ?

Carmelo Lopapa
(da “La Repubblica“)

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