COSA SAPPIAMO SUI CARTELLI RAZZISTI APPARSI A BRESCIA E RIVENDICATI DA UNA ASSOCIAZIONE PRO REMIGRAZIONE
LA SINDACA: “FRASI OSCENE”… BENE, LA QUESTURA HA PROVVEDUTO A DENUNCIARE I RESPONSABILI O NO?
A Brescia non c’è spazio per il razzismo né per altre forme di discriminazione. A dirlo a Fanpage.it è Laura Castelletti, sindaca di Brescia, esponente della coalizione di centro-sinistra, a pochi giorni dalla comparsa in città e in alcuni comuni della provincia di cartelli razzisti contro gli immigrati e il degrado.
I cartelli, affissi nei giorni scorsi all’ingresso di parchi pubblici e aree verdi – tra cui il parco Ducos e quello di via Turati – hanno sollevato non poche indignazioni. Appena scoperti, ha detto la sindaca, sono stati fatti subito rimuovere dalla polizia locale. “Mai successa prima una cosa del genere”, ha detto ancora Castelletti.
“Noi non possiamo entrare”, c’era scritto sui cartelli in diverse lingue, tra cui l’arabo, con l’immagine di due uomini dalla pelle nera. Come a Brescia, queste scritte sono comparse anche in diversi comuni del Bresciano: Gardone Valtrompia, Sarezzo e Lumezzane.
“A Brescia vivono molti immigrati, la maggior parte integrati nel tessuto sociale e lavorativo della città e operativi in più settori. La nostra filosofia si basa sul lavoro. L’Amministrazione prende assolutamente le distanze da queste frasi oscene che per niente rispecchiano il nostro senso di comunità. Sono attivi sul territorio invece diversi percorsi di inclusione sociale”, ha detto ancora la sindaca.
L’iniziativa dei cartelli sarebbe stata rivendicata dal “Comitato Remigrazione e Riconquista – Brescia”, che l’ha definita volutamente provocatoria e ha spiegato di aver scelto più lingue, tra cui l’arabo, proprio per rendere il messaggio comprensibile a più persone possibili.
Anche la sindaca Valentina Pedrali, sindaca di Sarezzo altro comune del Bresciano in cui sono apparsi i cartelli, contattata da Fanpage.it ha ribadito la gravità di quanto accaduto. “L’episodio è stato subito segnalato alle forze dell’ordine”, ha detto. “La nostra è una comunità fondata sul rispetto. Condanniamo ogni forza di discriminazione”, ha concluso.
(da agenzie)
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