DOPO LA CRIMINALIZZAZIONE DEGLI AUTOTRASPORTATORI IL CONSIGLIO DEI MINISTRI APPROVA UN DECRETINO CHE PREVEDE LA MISERIA DI 105 MILIONI DI EURO IN FAVORE DELL’AUTOTRASPORTO, TRA CUI 45,2 MILIONI PER IL CREDITO D’IMPOSTA SUL GASOLIO
MELONI ALZA PURE LA VOCE CONTRO I CAMIONISTI INCAZZATI PER IL CARO CARBURANTI: “L’INTIMIDAZIONE NON LA TOLLERIAMO. USEREMO TUTTI GLI STRUMENTI CHE LA LEGGE CI OFFRE, COMPRESE LE NORME DEL DECRETO SICUREZZA CHE HANNO RESO REATO IL BLOCCO STRADALE”… L’ALLARME DEL CODACONS SUL NUOVO PROVVEDIMENTO: “A PAGARE IL CONTO DELLA SITUAZIONE POTREBBERO ESSERE I CONSUMATORI FINALI, SUI QUALI VERREBBERO SCARICATI I MAGGIORI COSTI DI TRASPORTO”
Ammonta a 175 milioni di euro il mini-pacchetto di aiuti per l’autotrasporto,
l’agricoltura e la pesca varato oggi dal Consiglio dei ministri. Nel dettaglio, per combattere il caro gasolio sono destinati ulteriori 45,2 milioni di euro per il credito d’imposta già previsto per il periodo di spesa marzo-agosto 2026.
Altri 60 milioni sono stanziati per le spese dal primo settembre al 5 ottobre. In totale, quindi, si tratta di 105,2 milioni per i Tir.
Per l’agricoltura vengono invece allocati 60 milioni di euro e per la pesca 10 milioni: in entrambi i casi come contributi a fondo perduto validi nel 2026.
La misura prevista dal decreto sull’autotrasporto approvato oggi dal Consiglio dei ministri “rischia di determinare rincari dei prezzi al dettaglio per l’88% della merce venduta nei negozi italiani”. Lo denuncia il Codacons, che esprime “perplessità” circa il provvedimento secondo cui i rincari del gasolio “saranno trasferiti” in parte ai committenti.
“Giusto aiutare gli autotrasportatori schiacciati dal caro-carburante, ma trasferire i rincari alla pompa sui committenti e quindi sulla filiera di distribuzione rischia di determinare un aumento generalizzato dei prezzi al dettaglio per quei prodotti, l’88% della merce venduta nei negozi e nei supermercati, che vengono trasportati su gomma in Italia”, spiega il Codacons.
“A pagare il conto della situazione potrebbero quindi essere i consumatori finali, sui quali verrebbero scaricati i maggiori costi di trasporto, con impatti negativi sull’inflazione”, avverte l’Associazione dei consumatori, invitando il governo a “vigilare con la massima attenzione e a prevedere strumenti volti ad evitare che il caro-gasolio venga pagato solo dai consumatori attraverso i listini al dettaglio”
(da agenzie)
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