DUE SPETTRI SI AGGIRANO NEL PD: IL PARTITO FERMO AL 21% E SILVIA SALIS ALLE PRIMARIE
SCHLEIN VUOLE COINVOLGERE ANCHE CALENDA
Al Pd c’è un certo allarme perché in tutti i sondaggi il partito resta fermo tra il 20 e il 21 per
cento. Nessun trend indica un possibile incremento dei consensi. Ma la segretaria Elly Schlein continua a essere ottimista. La leader dem ha spiegato ai dirigenti Pd che a un certo punto, quando si arriverà alle elezioni politiche, inevitabilmente scatterà il voto utile. Sarà un voto, secondo lei, “antifascista” e l’unico partito che da questo punto di vista si presenta come un punto di riferimento per un battaglia del genere è quello democratico. Insomma, Schlein è convinta che alla fine il Pd veleggerà intorno al 25 per cento ed è pronta ad accettare scommesse su questa percentuale.
Il Pd comunque sembra non avere pace. Oltre all’allarme per i sondaggi c’è quello per le primarie. Ci sono alcuni sondaggi che danno in netto vantaggio Giuseppe Conte. Ma non sono questi dati la vera fonte di preoccupazione perché in molti credono che si tratti di sondaggi “telecomandati”. La vera fonte di apprensione riguarda la candidatura di Silvia Salis che potrebbe tornare alla ribalta. La presenza della sindaca di Genova nella competizione ai gazebo, infatti, cambierebbe la situazione e nessuno adesso è in grado di prevedere se e quanto possa nuocere a Elly Schlein. Non solo. Anche Avs medita di presentare un proprio candidato. Il quadro quindi è molto più complesso di quello fin qui immaginato nel quale gli unici veri competitor sarebbero stati la segretaria del Pd e il leader del Movimento 5 stelle. Anche al quartier generale del M5s, del resto, si registra una certa preoccupazione perché Avs potrebbe drenare i voti pacifisti che si dava per scontato andassero a Conte. Anche per questa ragione c’è chi torna a suggerire di non indire le primarie: si rischia il caos, è la motivazione di quanti spingono per frenare la corsa ai gazebo.
Elly Schlein, nonostante le tensioni con Conte e le fibrillazioni nel Pd, continua a restare testardamente unitaria ed è per questo motivo che la leader dem non vuole rinunciare al tentativo di coinvolgere nel centrosinistra anche Carlo Calenda. Servono pure i suoi voti, è il suo ragionamento, tanto più che la riforma elettorale congegnata dal centrodestra favorisce l’attuale maggioranza. Ed è per questo motivo che al Nazareno in questi giorni si sta vagliando l’ipotesi che i dem riconfermino l’appoggio a Pina Picierno alla vice presidenza del Parlamento europeo. Nulla in questo senso è stato già deciso, ma l’ipotesi resta sul tavolo. Se così non fosse il candidato alla vice presidenza dell’Europarlamento potrebbe essere Stefano Bonaccini. Sempre che lui accetti e non voglia invece, come sostengono alcuni nel Partito democratico, “tornare in Italia dopo le elezioni politiche” per giocarsi la partita nazionale.
(da Il Foglio)
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