ELEZIONI IN BRASILE, A MENO DI UNA SETTIMANA DEL BALLOTTAGGIO DEL 25 OTTOBRE, È ANDATO IN SCENA IL PRIMO DUELLO TV TRA LULA E FLAVIO BOLSONARO. I DUE SI SONO SFIDATI SENZA ESCLUSIONE DI COLPI. A UN CERTO PUNTO, BOLSONARO JUNIOR HA ATTACCATO IL PRESIDENTE USCENTE (“TI SEI CHIESTO COME MAI IL 73% DEI CARCERATI VOTA PER TE?”). L’81ENNE LULA NON SI È SCOMPOSTO E HA REPLICATO COME UNA IENA: “IO VORREI CHE MI VOTASSE IL 100%. VOGLIO ANCHE IL VOTO DI TUO PADRE”
IL FIGLIO DI JAIR BOLSONARO CERCA ANCHE DI PROVOCARE L’AVVERSARIO MOSTRANDO SUL PALMO DELLA MANO LA SCRITTA “CORRUPTO”, MA LA SUA TROVATA SI È RIVELATA UN BOOMERANG
Insulti, attacchi personali e alle rispettive famiglie, qualche colpo basso in stile trumpiano, ma nessuno da ko, nel primo duello tv tra Lula e Bolsonaro Jr a una settimana dal voto decisivo per la presidenza del Brasile.
Gli affondi finali arriveranno venerdì, nell’ultimo scontro su Globo Tv. E chissà se il canovaccio per conquistare gli ultimi indecisi sarà lo stesso, quello dello scontro frontale, a tratti quasi violento. Quanto a ieri l’anziano leader, 81 anni la settimana prossima, ha tenuto botta. Con un completo scuro, cravatta dai colori della bandiera brasiliana, decisamente presidenziale, si è accalorato, è stato forse meno preciso, ma ha dimostrato passione, energia, evitando il temuto effetto Biden.
Bolsonaro, 36 anni più giovane, invece, in completo blu chiaro, senza cravatta, è apparso più freddo, diretto, deciso, provocatorio al limite dell’arroganza e della scorrettezza. La sua strategia è stata quella di non rispondere alle domande del suo avversario ma di irritarlo camminandogli dietro mentre parlava, allargando le braccia e facendo di no con il dito. Una condotta già adottata, con successo, da Trump, nel secondo dibattito tv, quello del 9 ottobre 2016 a St. Louis, quando il tycoon camminò e stazionò ripetutamente dietro Hillary Clinton mentre lei rispondeva alle domande.
Lo studio della tv privata di San Paolo si è trasformato subito in un ring. “Vieni più vicino”, ha detto Bolsonaro al presidente uscente. “Non mi accosto a un miliziano”, gli ha risposto Lula ricordandogli l’accusa di essere vicino ai gruppi armati di Rio. “Meglio così, almeno non mi rubi il portafoglio”, ha controreplicato Bolsonaro. E così per quasi due ore in cui sono emerse in modo plastico le profonde differenze politiche, su tutto, dalla sicurezza, all’economia. Ma anche l’aperta ostilità personale tra i due candidati alla presidenza del Brasile.
Si parte con accuse reciproche di corruzione: Bolsonaro ha attaccato Lula citando il figlio chiamato Lulinha, al centro di tre inchieste per corruzione. Il presidente ha replicato rinfacciandogli i noti rapporti della famiglia Bolsonaro con il banchiere Vorcaro, in galera per bancarotta. E ha attaccato il fratello Eduardo: “Fuggito in America per cospirare contro il Brasile”. Poi, uno degli scambi più rilanciati dagli account progressisti. “Ti sei chiesto come mai il 73% dei carcerati vota per te?” ha attaccato Flavio.
“Io vorrei che mi votasse il 100%. Voglio anche il voto di tuo padre. Jair votami, tu lo conosci, sai che io sono meglio di tuo figlio”, la replica di Lula. E ancora insulti. “Se c’è un clown non sono io”, ha detto Lula mentre Bolsonaro dietro lo disturbava con facce schifate. “Difendi i terroristi. Il Brasile ti manderà in pensione”, l’affondo del candidato trumpiano. E Lula: “Non sei mai salito su un autobus, non hai mai lavorato un giorno in vita tua: ti sfido a mostrare i tuoi conti in banca, io sono pronto a mostrare i miei”.
Poi la sfida sull’economia. Prima Lula ha chiesto a Flavio se, una volta eletto, avrebbe abrogato la riforma della settimana corta. Nessuna risposta dal candidato sovranista che ha rilanciato le accuse al governo di aver scassato i conti pubblici: “Siamo un Paese indebitato fino al collo. Il solo fatto che io abbia vinto il primo turno ha fatto abbassare i tassi del 2% e salire la Borsa”.
Ma qui Lula ha piazzato una stoccata, domandando all’avversario se adotterà il modello “motosega” di Milei, leader di un Paese, l’Argentina, che storicamente non è tra i più amati dai brasiliani: “Là la gente è alla fame”, ha incalzato Lula. “E tu quale modello vorresti seguire?”, la replica. “Il modello Lula, quello in cui l’economia cresce e ha portato il più grande piano di inclusione sociale nella storia di questo paese”.
Gli ultimi sondaggi confermano che, dopo il sorprendente recupero di Lula dei giorni scorsi, la partita sarà decisa da un pugno di voti.
Secondo Datrix, il vantaggio di Flavio Bolsonaro su Lula sui social media si è ridotto dopo il duello tv di domenica sera su Band Tv. Datrix calcola l’equilibrio del sentiment in base alla differenza tra la percentuale di post positivi e negativi relativi a ciascun candidato. Un equilibrio positivo indica che gli elogi e le espressioni di sostegno hanno superato le critiche; un equilibrio negativo significa il contrario.
Ma dopo il dibattito di domenica sera, la sfida lanciata da Lula a Flávio per rendere pubblici i suoi estratti conto bancari e telefonici, e il dibattito sulla settimana corta hanno favorito il presidente sui social media, con punteggi di gradimento rispettivamente di +3,1 e +1,1.
A volte le iniziative, magari creative, nate per mettere in difficoltà l’avversario politico, si trasformano in tremendi boomerang sui social molto difficili da gestire. E’ il caso dell’idea di Flavio Bolsonaro di attaccare il suo avversario durante il duello tv mostrando sul palmo della mano, la scritta con il pennarello “corrupto”, in portoghese corrotto.
Ma mettendo le lettere P e T, in maiuscolo, a indicare che il partito di Lula, appunto il Pt, è corrotto. Una scelta banale, che però all’indomani del dibattito ha provocato una marea di meme, tutti a danno del leader trumpiano.
Migliaia di militanti di Lula hanno postato sui social la loro mano con su scritto la propria professione, un modo per segnalare che Bolsonaro, di lavoro, fa il corrotto. Così la rete è fiorita di persone che sulla mano ha scritto ‘insegnante’, ‘medico’, ‘infermiere’, ‘impiegato’. Insomma una marea di meme, semplici, e dal significato decisamente chiaro.
(da agenzie)
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