“LA SPAGNA E’ UN PAESE PROFONDAMENTE CORROTTO”. ALDO CAZZULLO MINIMIZZA LE TEORIE DI CHI VEDE NEI GUAI DI PEDRO SANCHEZ E DEL PARTITO SOCIALISTA SPAGNOLO LA “MANINA” DI ISRAELE E STATI UNITI (UNA VENDETTA PER LE CRITICHE DI MADRID A NETANYAHU E PER IL NO A TRUMP ALL’USO DELLE BASI IN SPAGNA PER LA GUERRA ALL’IRAN)
MA TRA I SOCIALISTI SPAGNOLI È FORTE LA CONVINZIONE CHE I DOCUMENTI CHE METTONO SOTTO ACCUSA ZAPATERO SIANO ARRIVATI DAGLI STATI UNITI DOPO LA CATTURA DI MADURO E L’ACCORDO DI TRUMP COL REGIME DI DELCY RODRIGUEZ: “ESISTE UNA TRAMA INTERNAZIONALE CONTRO SÁNCHEZ, CHE HA DATO MOLTO FASTIDIO AGLI STATI UNITI E A ISRAELE. TRUMP VORREBBE BUTTARLO GIÙ DA MOLTO TEMPO”
La Spagna è un Paese profondamente corrotto. Il Partito popolare non è senza
scandali; semplicemente sono stati in parte dimenticati perché è da sette anni lontano dal potere. Gli scandali oggi travolgono Pedro Sánchez, che è alla fine del suo ciclo politico; le prossime elezioni le vincerà il Partito popolare, il cui leader è un moderato come Feijóo, l’ex presidente della Galizia, ma dovrà convivere con la corrente radicale guidata dalla presidenta della comunità di Madrid Díaz Ayuso e dovrà allearsi con i populisti di Vox, che radicali lo sono ancora di più. Vedremo cosa sapranno fare.
Sánchez ha governato l’economia molto bene (del resto è un economista), la Spagna tra i grandi Paesi europei è quello che cresce di più, ha assunto posizioni coraggiose in politica estera. Per restare al potere però non ha esitato a fare alleanze con baschi e catalani, sia quelli di destra sia quelli di sinistra, e a concedere ai secessionisti di Barcellona un’amnistia che in campagna elettorale aveva escluso.
Questo ha provocato una torsione al sistema democratico spagnolo, nell’opinione pubblica e anche negli apparati dello Stato. Per gli spagnolisti Sánchez è diventato il nemico pubblico numero uno. Che ci sia nei suoi confronti un accanimento
giudiziario è chiaro come il sole. Le inchieste contro la moglie e contro il fratello sono state avviate da un sindacato di estrema destra. Le accuse sono abbastanza ridicole. In sostanza Sánchez è accusato di aver trovato un posto di lavoro al fratello. Applicando questo metodo al nostro Paese, l’intero parlamento italiano dovrebbe diventare un supercarcere.
Molto più serie sono le accuse contro i suoi due stretti collaboratori, Ábalos e Cerdán. Poi c’è il caso Zapatero, che è il più grave, perché Zapatero ha vinto due elezioni, è stato a lungo capo del governo, e mentre González è palesemente ostile a Sánchez, Zapatero l’ha sempre appoggiato e ha gestito il delicato dossier venezuelano.
Le accuse contro di lui sono da provare. Da una parte è palese che Zapatero, come hanno fatto molti altri ex primi ministri, si è messo a fare soldi: cosa poco commendevole, soprattutto se avviene violando la legge. Dall’altra parte gli americani non gli hanno certo dato una mano, anzi sono stati decisivi nel costruire l’indagine. In sintesi, la corruzione nel Partito socialista e nel governo spagnolo esiste. Ma che ci sia una manovra interna ed esterna contro Sánchez sarebbe davvero ingenuo non vederlo.
Alla fine la vera sanzione arriverà dall’elettorato.
(da Corriere della Sera)
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