QUELLA STRANA COINCIDENZA CHE CI RIPORTA AL PASSATO
LA NOSTRA RIFLESSIONE SU DISORDINI ED ORDINI: CCA NISCIUNO E’ FESSO
La storia d’Italia degli anni di piombo ci riporta spesso alla “strategia della tensione” su cui sono stati scritti interi tomi e spese decine di inchieste giornalistiche. Alla base delle quali c’era il sospetto, se non la convinzione che i disordini di piazza “degli opposti estremismi” vedessero un burattinaio che tirasse le fila per rafforzare di fatto i governi dell’epoca, travolti da corruzione e inefficienza ma pur sempre “baluardi della democrazia”.
Allora la destra era all’opposizione e si lamentava delle trame per screditarla, oggi la sedicente destra sovranista governa il paese, anche se in grande difficoltà, contestata da varie categorie sociali e con la prospettiva di venire sconfitta alle elezioni.
Veniamo ai giorni nostri. Dopo i disordini di una settimana fa il governo vara misure repressive e promulga norme degne dei regimi militari, con relativo intervento dell’esercito a Milano e grande battage pubblicitario. C’è chi dice che ciò sia avvenuto in seguito a un sondaggio riservato del Governo che assicura che il “pugno di ferro” farebbe recuperare al centrodestra in difficoltà un paio di punti in percentuale. Detto fatto: scatta l’enfatizzazione di una “centrale operativa” identificata in un tale “Movimento 17 ottobre” che convoca e sconvoca mobilitazioni dei potenziali “casseur”, non piu’ espressione degli “antagonisti” dei centri sociali, ma cani sciolti che devono subito essere identificati per convenienza in “maranza di seconda generazione” (in realtà solo una minoranza tra i contestatori di piazza).
Vengono così oscurate le reali ragioni sia della protesta degli studenti che il disagio sociale delle periferie urbane e dei giovani emarginati ed esclusi dal lavoro.
Si crea un clima da assalto al Parlamento e alle forze dell’ordine per oggi, dove tutti sono ad aspettare le 14,30 per sapere da quale molo buttarsi a mare, come nei migliori gialli. Ed ecco che il Viminale informa un attimo prima dell’ora fatidica che le forze dell’ordine “sono riuscite a identificare il responsabile della pagina social del “Movimento 17 ottobre”, tale Youssef Siher, attivista pro Pal, giornalista freelance, politologo e studioso, una laurea in Comunicazione e un master in Scienze politiche presso l’Università degli studi di Milano.
Fermato e indagato per “istigazione a delinquere con finalità di terrorismo” da un governo che ha liberato e riaccompagnato a casa in Libia un criminale violentatore di bambini, disobbedendo a un mandato di cattura internazionale. Ma in questo caso, il punto è un altro, non facciamoci distrarre.
Cosa esce fuori dopo? Che Youssef Siher era da due anni un nome noto e attenzionato dagli 007 dell’Aisi per la sua presunta vicinanza a organizzazioni palestinesi. In soldoni: era un soggetto “seguito e monitorato” dai nostri servizi segreti.
Un soggetto che avrebbe creato il sito “Movimento 17 ottobre” quindi a “insaputa” dei servizi che lo sorvegliavano?
La versione del Viminale è che sarebbe stato individuato grazie “alla polizia postale” che sarebbe risalita al suo IP grazie alla collaborazione di Meta (una prassi alla stregua di un molestatore social qualsiasi).
E caso strano Youssef Siher è stato fermato pochi minuti prima delle 14.30, lasciando a secco gli aspiranti casseur che avevano già lavato le tute nere per l’occasione.
Un finale degno dei film americani quando le forze speciali bloccano il terrorista un attimo prima che schiacci il tasto che farebbe esplodere i palazzi del potere.
Una strana coincidenza, mentre nelle piazze militarizzate le forze dell’ordine identificano a raffica e l’elettore medio del centrodestra può andare a fare shopping senza essere disturbato da “giovinastri facinorosi” e dai lacrimogeni.
Il cerchio si chiude, domani un bel sondaggio confermerà che il governo ha recuperato un paio di punti.
Alla prossima (se non bastassero)…
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