“STUDIO DOVE ABITANO, ME LE SEGUO IL POMERIGGIO, QUANDO ESCONO DALLA PALESTRA PER FARGLI POI LE RAPINE…STO GASATO OGGI”: TANCREDI ANTONIOZZI, FIGLIO DEL VICECAPOGRUPPO DI FRATELLI D’ITALIA ALLA CAMERA, ALFREDO, DOVRÀ SCONTARE SEI ANNI DI CARCERE PER UNA SERIE DI RAPINE
ERA A CAPO DI UNA BANDA SPECIALIZZATA NELLE RAPINE DI OROLOGI DI LUSSO IN ZONA PARIOLI …UNA VOLTA MESSO A SEGNO IL COLPO, SECONDO LE ACCUSE, ANTONIOZZI JR AVREBBE TENTATO ANCHE DI ESTORCERE DENARO AL MALCAPITATO
«Tranquilla cara perché presto pagherò io». Scriveva così su Instagram, tre giorni
fa, Tancredi Antoniozzi, citando il cantante cileno Bayron Fire. Reggaeton e testi da immaginario criminale a fare da cornice a un post pubblicato appena due giorni prima della sentenza di primo grado con cui il tribunale di Roma lo ha condannato a sei anni e quattro mesi per rapina, tentata estorsione e tentata violenza privata.
Per la procura, il figlio del vicecapogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, Alfredo Antoniozzi, era a capo di una piccola banda specializzata nelle rapine di orologi di lusso: nel mirino finivano rampolli di famiglie bene con Rolex e Audemars Piguet al polso. In totale, le pene per i tre componenti della gang arrivano a 15 anni di carcere. Assolto, invece, perché «non ha commesso il fatto», Michael Giuliano, indicato inizialmente come il quarto membro del gruppo.
L’inchiesta nasce da un colpo messo a segno l’11 dicembre 2024
La vittima viene seguita fino a via Cavalier d’Arpino, ai Parioli. La banda sa che al polso ha un Rolex Daytona da 20mila euro. A entrare in azione è David Cesarini, 29 anni, condannato a 5 anni e 8 mesi. «Dammi l’orologio, altrimenti ti devo
accoltellare», avrebbe detto al ragazzo impugnando un coltello da cucina con una lama di venti centimetri.
Per i magistrati, a seguire l’agguato da un’auto parcheggiata poco distante c’era Tancredi Antoniozzi. Il ventiduenne avrebbe orchestrato tutto: «Mi studio dove abitano, me le seguo il pomeriggio, quando escono dalla palestra per fargli poi le rapine sto gasato oggi».
È così che Antoniozzi si vantava delle sue abilità con un amico, senza sapere di essere registrato mentre parlava al telefono. E che quella conversazione sarebbe finita nera su bianco nell’ordinanza di applicazione della misura cautelare firmata
dalla gip Emanuela Attura. «Ci sta chi non crede che faccio da stalker io – prosegue l’intercettazione – vuol dire che i fondamentali non ce l’hanno mai avuti». Non solo.
Una volta messo a segno il colpo, secondo le accuse, Antoniozzi avrebbe tentato di estorcere denaro al malcapitato: «So chi c’ha il Daytona si è mosso un amico mio… entro lunedì me lo fa avere. Devi anticipare 3.000 euro, ne vuole 7.000. Per meno di 7.000 euro il Daytona non lo trovi più. Io ti posso anticipare 950 e tu metti due sacchi…», si legge in un’altra intercettazione.
Il piano, però, salta pochi giorni dopo. Quando Manuel Fiorani – ieri condannato a 3 anni – crolla e confessa tutto. All’una di notte del 14 dicembre scrive un messaggio alla vittima. Chiede scusa. Dice di aver partecipato alla rapina «sotto la
costrizione dell’Antoniozzi», riportano gli atti. Fiorani racconta agli investigatori di aver subito pressioni dal ventiduenne: urla sotto casa, porte e balconi danneggiati. Minacce per convincerlo a non denunciare.
Dalle indagini spunta anche un tentativo di rapina fallito nella notte tra il 22 e il 23 febbraio 2025, sempre ai Parioli e sempre per un orologio di lusso. Questa volta un Audemars Piguet. Il piano viene bloccato dalla presenza di telecamere e passanti. L’inchiesta approda così al tribunale di piazzale Clodio, dove tutti gli imputati hanno scelto il rito abbreviato
(da agenzie)
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