TIR VERSO LA PRECETTAZIONE, HANNO COSTRUITO UN MALATO IMMAGINARIO PER NON RISOVERE UN PROBLEMA REALE
L’IRONIA DEL PD: “NON DOVEVAO TAGLIARE LE ACCISE?”… MELONI: “VA RIPRISTINATA LA LEGALITA'”: QUALE LEGALITA’, QUELLA DI UN GOVERNO CHE HA LIBERATO UN TORTURATORE PER ACCOMPAGNARLO A CASA CON UN VOLO DI STATO? NON SEI PIU’ CREDIBILE
Se entro 36 ore le proteste dei tir a Napoli proseguiranno il governo Meloni darà l’ok alla precettazione. Soprattutto in Campania, l’imbuto della crisi. A decidere sarà il ministero delle infrastrutture e dei trasporti guidato da Matteo Salvini insieme alla presidenza del Consiglio. La commissione di garanzia dell’attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali l’ha già chiesta al governo. Che con il decreto di ieri, fa sapere la premier, ha dato un segnale agli autotrasportatori. Ma adesso «va ripristinata la legalità». Soprattutto a Napoli: Giorgia Meloni non può permettere che la terza città d’Italia attraversi una difficoltà senza reagire. Perché da lì passano molte derrate alimentari. Ma soprattutto transita parte rilevante della produzione agricola e casearia dell’intero mezzogiorno, destinata ai supermercati del settentrione.
E infatti vengono rimossi nella notte, nel Casertano e nel Salernitano, tutti i presidi degli autotrasportatori e degli agricoltori sulla rete autostradale in Campania. Sciolto dai manifestanti anche il presidio a Napoli, nella zona del varco Bausan. Ancora molti i distributori di carburante che mostrano il tutto esaurito mentre davanti alle pompe aperte si registrano lunghe file. Lento il ritorno alla normalità per i supermercati, rimasti completamente vuoti di gran parte dei prodotti e per i quali ora ricomincia l’approvvigionamento.
I blocchi dei Tir in Campania
L’emergenza Campania, spiega oggi Repubblica, scoppia mentre scemano le proteste in Sicilia e Calabria. E comincia a esserci penuria di gasolio per i blocchi dei depositi di carburante. Che impediscono l’approvvigionamento dei distributori paralizzando i trasporti. L’esecutivo ha autorizzato le scorte di polizia. «Lo Stato deve fare lo Stato»: così sostiene Meloni, così spiega anche il viceministro ai Trasporti Edoardo Rixi. La deadline è stasera 23 ottobre. Perché ci vorranno almeno un paio di giorni per ripristinare il flusso di merci. E la premier vuole che entro il 26 ottobre il Sud sia fuori dalla crisi.
Secondo la commissione di garanzia «le azioni di blocco stradale e/o di rallentamento della circolazione hanno dispiegato un effetto vulnerante sull’intero sistema economico, avendo inciso sulla mobilità delle persone e quindi, in ultima analisi, su tutte le attività (essenziali e non), nella misura in cui hanno condizionato la possibilità di raggiungere i luoghi di lavoro».
I tecnici del ministero rilevano anche che «da quanto risulta dalle segnalazioni pervenute, l’azione di protesta ha comportato anche l’interruzione di servizi di trasporto dei rifiuti, con la conseguente saturazione dei siti di stoccaggio e pregiudizio per i servizi di raccolta e smistamento dei rifiuti». La mancanza di «approvvigionamento del carburante è suscettibile finanche di incidere sulla regolare erogazione del servizio di emergenza urgenza sanitaria, essendo necessario ai fini del rifornimento dei mezzi di soccorso».
Il deputato
Ma secondo il deputato Marco Sarracino, responsabile Sud del Pd, le minacce di precettazione «sono francamente inaccettabili. Si cerca di criminalizzare chi protesta pacificamente. E c’è un dato estremamente rilevante: nonostante i disagi, la popolazione continua a esprimere solidarietà ai manifestanti. È il segnale di un sentimento di forte contrarietà alle scelte del governo, che attraversa ormai l’intero Mezzogiorno. Del resto, questo esecutivo ha sempre penalizzato il Sud, fino a promuovere una secessione di fatto con l’autonomia differenziata. È il governo più antimeridionalista della storia d’Italia».
I 105 milioni per gli autotrasportatori varati dal governo sono «una misura tampone, del tutto insufficiente. Il problema rischia di ripresentarsi tra poche settimane. E poi c’è una questione che riguarda tutti gli italiani, quella del caro carburante. Dopo mesi di rincari si tratta di risposte tardive. Noi abbiamo avanzato una proposta concreta: introdurre un tetto al prezzo dei carburanti per legge. Ma dal governo non abbiamo ricevuto alcuna risposta».
Le infiltrazioni criminali
Sulle presunte infiltrazioni criminali Sarracino dice che si tratta del «solito tentativo di costruire un nemico immaginario quando non si è capaci di risolvere un problema reale. Si è parlato di singoli episodi che riguardano una percentuale bassissima dei manifestanti, comportamenti che naturalmente vanno condannati. Ma in Campania, Puglia, Calabria abbiamo visto scendere in piazza tutte le categorie sociali. Quella del governo è un’operazione di distrazione di massa che, peraltro, sta producendo l’effetto opposto. Non si possono etichettare come criminali migliaia di persone che chiedono risposte concrete».
Le mobilitazioni
Infine, il deputato dice che «dalle notizie che ho, le manifestazioni potrebbero continuare. Saranno naturalmente gli autotrasportatori a decidere tempi e modalità della protesta. Da parte nostra continuerà a esserci la dovuta attenzione alle loro rivendicazioni». E conclude: «Che fine ha fatto Giorgia Meloni, quella che prometteva di cancellare le accise sui carburanti? E Matteo Salvini, che indossava il gilet giallo e invitava alla rivolta contro il caro benzina? Quando erano all’opposizione cavalcavano ogni protesta, oggi che governano minacciano la precettazione di chi manifesta. La verità è che la realtà si sta dimostrando più forte della propaganda della destra».
(da agenzie)
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