Aprile 15th, 2010 Riccardo Fucile
NEL 1985 ERANO 65.000, ORA SONO 23.300, DI CUI SOLO 8.000 ATTIVE… SONO NOVE I PAESI CHE LE POSSIEDONO: I CINQUE STATI MEMBRI PERMANENTI DEL CONSIGLIO DI SICUREZZA, A CUI SI SONO AGGIUNTI INDIA, PAKISTAN, NORD KOREA E ISRAELE… E L’IRAN PUNTA A PRODURLE
Ogni tanto si fanno summit per cercare un accordo sulla riduzione delle testate nucleari, ma di fatto vi sono Paesi che, in barba a qualsiasi autorizzazione, le hanno costruite o le stanno costruendo.
Così, quasi per assurdo, se da un lato si può dire a ragion veduta che ci sono meno super bombe in circolazione, dall’altro non si può negare che le possiedano Paesi più pericolosi, anche in prospettiva.
Nel 1985 c’erano al mondo 65.000 testate nucleari, adesso si sono ridotte a 23.300, di cui solo 8.000 attive.
Quanto ai Paesi detentori, attualmente sono nove.
Cinque di questi sono i Paesi membri permanenti del Consiglio di Sicurezza, in quanto vincitori della seconda guerra mondiale.
Sono i cinque Stati che hanno anche firmato il Trattato di non proliferazione nucleare (Tnp) il 5 marzo 1970, che stabiliva che armi atomiche le potevano possedere solo i cinque Stati che già le avevano a quella data, cioè loro. Vediamo nel dettaglio: gli Stati Uniti detengono ancora 9.400 testate, di cui 2.626 attive, la Russia ha 12.000 testate di cui 4.650 attive, il Regno Unito ha 185 testate, di cui 160 attive.
La Francia, potenza atomica dal 1960, ha 300 testate, tutte attive.
La Cina, potenza atomica dal 1964, ha 240 testate, di cui 180 attive.
Ci sono poi tre Paesi che possiedono la bomba atomica, senza aver mai aderito al Tnp.
Due non lo firmarono proprio: l’India, potenza nucleare dal 1974, con 80 testate di cui 60 attive e il Pakistan, potenza nucleare dal 1998, con 90 testate, di cui 70 attive.
La Corea del Nord invece, fornita di una decina di testate, uscì dal trattato nel 2003, proprio per poter fare il suo primo test nel 2006. Continua »
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Aprile 14th, 2010 Riccardo Fucile
“SERVE SICUREZZA”, DICE LA LEGA IN FRIULI: SE NON C’E’, ALLORA CHE MARONI SI DIMETTA PER EVIDENTE INCAPACITA’…IN REGIONE LA LEGA PROPONE DI INFILTRARE SPIE NEGLI OSPEDALI: MAGARI AL REPARTO PSICHIATRIA IN EFFETTI I LEGHISTI POTREBBERO TROVARE UN AMBIENTE LORO CONSONO
Gli era andata male con i medici delatori, ora ci riprovano con gli impiegati spia: le vie della
suburra mentale sono infinite, come quelle del Signore.
E mentre Bossi reclama posti nelle banche del Nord per le fameliche truppe leghiste, in Regione Friuli il capobranco della Lega, Danilo Narduzzi, deposita un mozione che premette: “Serve sicurezza, i clandestini non possono continuare a spadroneggiare in Italia”.
Forse nessuno gli ha notificato che il ministro degli interni è il sassofonista Bobo Maroni da circa due anni.
E se si fosse rivelato un incapace, come traspare dal contenuto della mozione, il Narduzzi farebbe meglio a inviare una bella raccomandata in via Bellerio per chiederne le dimissioni, invece che rivolgersi a terzi.
La Lega ha governato 5 anni sugli ultimi 7, e ora ci viene a dire che i clandestini spadroneggiano?
Vogliamo continuare con la farsa del “partito di lotta e di mal-governo” ancora a lungo o pensate che gli italiani siano tutti coglioni?
Ma andiamo alla seconda parte della mozione, dove il Narduzzi propone che “il personale amministrativo, se vede un immigrato senza documenti agonizzante arrivare al pronto soccorso, lo deve sì mandare da un medico per le cure, ma contemporaneamente deve avvisare le forze dell’ordine. All’obiezione che così si rischia che un clandestino non vada più in ospedale per paura delle denuncia, la cattolica e cristiana Lega alza le spalle. Continua »
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Aprile 14th, 2010 Riccardo Fucile
IL GOVERNO VA SOTTO SUL “SALVALISTE” (262 A 254), NONOSTANTE CENTO VOTI DI MARGINE… FINI: “UN PARTITO ALLO SBARAGLIO: NON C’E’ UNA STRUTTURA, UN RADICAMENTO, UNA STRATEGIA, SOLO UNA TOTALE MANCANZA DI POLITICA. QUI NON SI PARLA MAI DI LAVORO, DI SANITA’, DI TASSE, DELLE COSE CHE INTERESSANO GLI ITALIANI”
Mentre Berlusconi era negli States, aspettando 40 minuti la limousine che doveva riaccompagnarlo in albergo, alla Camera ieri andava in onda un “dejà vu”: il governo, nonostante cento voti di margine, riusciva a farsi bocciare il decreto salvaliste.
Finiva 262 a 254 per l’opposizione che giustamente gongolava: tra chi era come al solito in missione e chi è scomparso, alla fine la maggioranza si dissolveva per l’ennesima volta.
Nomi di spicco tra gli assenti: Cicchitto, Lupi, Ghedini, Denis Verdini.
Per fare buon peso si è aggiunto qualche finiano, un numero sufficiente per far capire al premier che se vuole continuare a decidere la politica del governo durante le cenette conviviali con Umbertino e Renzino il lunedì a casa sua e non nelle sedi competenti, in parlamento non passa uno spillo di riforma.
Se qualcuno intende svuotare le Camere dei suoi poteri per consegnarli a un presidente forte (indovinate chi? Sempre lui ovvio), qualcuno è in grado di mettersi di traverso.
E mentre il tema delle riforme si capisce ogni giorno di più che serve al premier solo come fumo negli occhi, in quanto l’unico interesse che ha è quello sulla giustizia, ieri Fini è passato all’attacco: “Il partito non c’è, è allo sbaraglio: non c’è una struttura, non c’è radicamento, non c’è una strategia, ma solo una totale mancanza di politica”.
E ancora: “Non è possibile che qui non si parli mai di lavoro, di sanità , di tasse, ovvero delle cose che interessano gli italiani”.
Le critiche peraltro sono ampiamente condivise anche dai falchi berlusconiani: “Qui non c’è nulla, siamo allo sfascio”, ha commentato Giorgio Stracquadanio, uno che solitamente passa le sue giornate a criticare quello che dicono i finiani. Continua »
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Aprile 14th, 2010 Riccardo Fucile
DATI IMPRESSIONANTI: 420 MILIARDI DI FATTURATO, EVASIONE TRA 150 E 200 MILIARDI DI EURO, PARI AL 20% DEL PIL… LA PRESSIONE FISCALE REALE NON E’ DEL 43%, MA SI ALZA COSI’ DI 10 PUNTI… IL SOMMERSO E’ DIVENUTO AMMORTIZZATORE SOCIALE E SERBATOIO DI VOTI PER I PARTITI
La riforma fiscale che Tremonti ha annunciato fra 3 anni, ovvero quando ormai il governo
in carica non ci sarà più, “non sarà platonica, ma ad alta intensità politica, non sarà facile, ma necessaria”.
Ma il ministro si è ben guardato da annunciare misure che pongano argine al problema più grave: quello dell’economia sommersa, sia nera che criminale, sottratta al controllo dello Stato.
Si calcola che siano tre milioni i lavoratori irregolari che alimentano questi canali.
A parere del “Sole 24 ore” e di Confindustria, il sommerso complessivo in Italia equivale a ben 420 miliardi di fatturato, con una evasione fiscale e contributiva pari a circa 200 miliardi di euro.
Secondo invece l’Eurispes, i due comparti, quello nero-sommerso e quello nero-criminale, sono valutabili in ben 540 miliardi di euro e il solo sommerso economico rappresenta il 27% del Pil.
Una valutazione confermata anche dal Fondo monetario internazionale: il fatturato delle mafie italiane è uguale alla somma del Pil di Estonia (25 miliardi), Romania (97), Slovenia (30) e Croazia (34).
La stima più contenuta dell’economia in nero la fornisce l’Istat che la valuta pari al 18% del Pil, con una evasione fiscale di oltre 100 miliardi e contributiva di oltre 50.
A cui va aggiunta poi la quota di economia criminale.
Ne deriva un dato certo: l’economia sommersa italiana, esclusa quella criminale, è in media più alta di quella europea del 60%.
Che senso ha quindi parlare di abbassare (solo in teoria peraltro) le tasse come se fossero una variabile indipendente dalla voragine di ricchezza illegale che è pari a un terzo di quella prodotta legalmente?
Come si fa a fare un riforma senza tenere conto di questa situazione unica in Europa?
Sarebbe più doveroso dire che la pressione fiscale ufficiale del 42/43% in realtà diventa di almeno 10/11 punti in percentuale in più. Continua »
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Aprile 13th, 2010 Riccardo Fucile
PRESIDENZIALISMO, SEMIPRESIDENZIALISMO, PREMIERATO, CANCELLIERATO, MAGGIORITARIO… COME DISTRICARSI NELLA BABELE COSTITUZIONALE E FARSI UN’OPINIONE, AL DI LA’ DELLE INDICAZIONI DEI PARTITI
Anche se riteniamo siano altri i problemi del Paese, il dibattito politico in questi giorni verte sulle riforme costituzionali e quindi cerchiamo di occuparcene, scevri da posizioni preconcette, giusto perchè ciascuno possa farsi un’opinione sulla base dei pregi e dei difetti delle varie formule che ci vengono sottoposte ogni giorno sui media, come se, insieme al federalismo, fossero la panacea di tutti i mali di cui soffre il sistema Italia.
Si parla ad esempio di presidenzialismo, in realtà esistono i presidenzialismi. Riferiamoci al modello degli Stati Uniti: il presidente è eletto direttamente dal popolo ed è capo dello Stato e capo del governo.
Anche il congresso, bicamerale, viene eletto direttamente dai cittadini.
Nel sistema statunitense, il presidente non può sciogliere il congresso che a sua volta non può sfiduciare il presidente, in pratica sono costretti a convivere.
Veniamo al semipresidenzialismo: nel modello francese, il presidente della Repubblica è eletto dai cittadini, così come l’Assemblea nazionale, che è bicamerale.
In Francia esiste il sistema elettorale maggioritario a doppio turno, con collegi uninominali.
Che differenza c’è con il modello americano?
Il presidente francese nomina il primo ministro, capo del governo, il quale deve avere la maggioranza dell’assemblea.
Se questa ha una maggioranza opposta al presidente, allora l’assemblea sceglie il primo ministro e si determina una coabitazione.
Rispetto agli Usa, il presidente francese può sciogliere il parlamento, ma non più di una volta l’anno.
Qualcuno poi parla di premierato, ma si tratta di una invenzione tutta italiana.
Il primo ministro inglese infatti non è eletto direttamente dai cittadini come premier, ma viene eletto come parlamentare.
Poi, essendo il capo del suo partito, se ha vinto le elezioni, diventa primo ministro.
In pratica il sistema inglese è inimitabile: ha bisogno di un bipartitismo e di un sovrano.
Passiamo al cancellierato tedesco: richiede l’elezione del cancelliere da parte del Bundestag, la camera dei deputati, che deve dare la fiducia al cancelliere, non al governo.
Il cancelliere non è eletto direttamente dai cittadini ed è di solito il capo del partito più grande. Continua »
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Aprile 13th, 2010 Riccardo Fucile
LA GIUNTA LEGHISTA AVEVA PRECLUSO IL SERVIZIO MENSA A 42 BIMBI, LE CUI FAMIGLIE ERANO IN ARRETRATO COI PAGAMENTI…. UN IMPRENDITORE LOCALE SALDA IL DEBITO E INDIRIZZA UNA LETTERA AL SINDACO, ALLA POLITICA, AI SUOI CONCITTADINI…UNA DURA REQUISITORIA CONTRO IGNORANZA ED EGOISMO
Si è arrivati a una svolta nella triste vicenda della mensa scolastica di Adro, in provincia di
Brescia, dove 42 bambini erano stati esclusi dal servizio a causa degli arretrati nel pagamento della retta da parte delle famiglie.
Un anonimo imprenditore del paese ha saldato tutto il debito pregresso (9.900 euro), con un bonifico all’associazione dei genitori che gestisce la mensa.
Ma non si è limitato a questo: ha voluto che fossero rese pubbliche le motivazioni del suo gesto in una nobile lettera indirizzata al comune di Adro, dal titolo “Io non ci sto” e che qua riportiamo.
“Sono figlio di un mezzadro che non aveva soldi, ma un infinito patrimonio di dignità , ho vissuto i primi anni di vita in una cascina come quella del film “L’albero degli zoccoli”.
Ho studiato molto e ho ancora intatto il patrimonio di dignità e ho guadagnato per vivere bene.
Ora voglio urlare che non ci sto, io che non sono comunista e ho votato Formigoni alle regionali, ma, per non urlare e basta, ho deciso di compiere questo gesto che vuole tentare anche di svegliare le coscienze dei miei compaesani.
Ho sempre la preoccupazine di essere come quei signori che seduti in un bel ristorante se la prendono con gli extracomunitari.
Peccato che la loro Mercedes sia appena stata lavata da un albanese e il cibo cucinato da un egiziano, mentre la loro mamma è assistita a casa da una signora ucraina.
I miei compaseani si sono dimenticati da dove vengono, mi vergogno che proprio il mio paese sia paladino di questo spostare l’asticella dell’intolleranza di un passo all’anno.
E ancora: dove sono i miei sacerdoti? Sono forse disponibili a barattare la difesa del crocifisso con qualche etto di razzismo?
Se esponiamo un bel rosario in casa, possiamo forse fare quello che vogliamo?
E dov’è il segretario del partito che ho votato e che vuole chiamarsi “partito dell’amore”?
Dove sono i consiglieri e gli assessori di Adro?
Se credono davvero nel federalismo, che ci diano le loro dichiarazioni dei redditi degli ultimi 10anni. Tanto per farci capire come pagano le loro belle cose e case.
Non vorrei essere io a pagare anche per loro. Continua »
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Aprile 13th, 2010 Riccardo Fucile
GIA’ NON INTERESSA A NESSUNO, PER DI PIU’ OGNUNO LO VUOLE A SUO MODO: ORA PER MESI LITIGHERANNO SUL MODELLO PRESIDENZIALE DA SEGUIRE, MENTRE LE URGENZE DEL PAESE SONO ALTRE….MAGGIORI POTERI AL PREMIER? PER CARITA’, CI MANCA GIUSTO QUELLO, PER ESSERE UN DOMANI IN BALIA DI INTERESSI DI PARTE… E POI LE RIFORME SI FANNO INSIEME
Il mondo politico si divide in due nel nostro Paese: chi governa e chi sta all’opposizione.
In passato i governi duravano al massimo due anni, poi i partiti litigavano e si andava ad elezioni anticipate, salvo poi precipitare nuovamente verso l’ennesima crisi.
Nella seconda Repubblica però nessuno ha mai governato più di una legislatura: appena scaduto il mandato (e anche prima) è stato mandato a casa ed è ritornato quello di prima (vedi alternarsi di Berlusconi e Prodi). Questo indurrebbe qualsiasi persona di buon senso, in caso di riforme profonde della nostra Carta costituzionale, per la quale si richiede infatti non a caso i due terzi del parlamento, a cercare, sul tema delle riforme istituzionali, un ampio consenso.
Solo dei folli possono pensare, solo perchè oggi governano, di imporre un certo tipo di riforma, sapendo che dopo pochi anni quelli che verranno in seguito rivolteranno a loro volta tutto.
Con il risultato di essere additati all’estero non solo come il Paese di Pulcinella, ma come anche quello di Arlecchino, tappullato da tutte le parti coi colori più diversi.
Fare le riforme non è un problema “di una parte contro l’altra”, dovrebbe essere un’esigenza di tutti, se sono realmente necessarie.
Sul presidenzialismo si vedono già i primi risultati: chi vuole il sistema semipresidenziale francese a doppio turno, chi a turno unico, chi non lo vuole per nulla.
Il premierato tedesco va bene a qualcuno ed è indigesto ad altri.
Dopo una settimana di dibattito siamo già al caos, sia all’interno del Pdl che del Pd, figuriamoci altrove.
Alla fine non si concluderà nulla, al massimo si approveranno il Senato federale e la riduzione dei parlamentari, su cui un’intesa ci può stare.
Diciamo che sono state sbagliate le premesse.
Proporre il presidenzialismo solo “per dare più poteri al governo”, senza il contrappeso di maggiore autonomia e controllo da parte del parlamento risponde solo all’esigenza di chi vorrebbe in un solo giorno che gli italiani eleggessero Presidente della repubblica, premier e un parlamento di nominati senza neppure le preferenze. Continua »
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Aprile 12th, 2010 Riccardo Fucile
NONOSTANTE LE SMENTITE, A CAUSA DELLA CRESCITA DEL PIL DELLO 0,8% RISPETTO ALL’1,1% PREVISTO, IL GOVERNO DOVRA’ RECUPERARE 5 MILIARDI…SI LAVORA AD ALTRI TAGLI IN CAMBIO DI UNA REVISIONE DEL PATTO DI STABILITA’: I COMUNI AVRANNO UNA NUOVA TASSA DA APPLICARE
Non sarà definita “manovrina” come ai vecchi tempi, ma il governo interverrà sui conti
pubblici prima dell’estate, con un decreto da 5 miliardi.
Questo nonostante le smentite ufficiali, sia di Tremonti che del premier.
Il Tesoro sta infatti lavorando a questa manovra per l’inizio di luglio, introdotta attraverso un provvedimento destinato ad anticipare una “finanziaria snella” che sarà varata in autunno.
Poi ci penserà Tremonti a farla passare per una normale “manutenzione” dei conti pubbilci, invece di una manovra aggiuntiva.
Basta leggere la dichiarazione di Tremonti che già disegna lo scenario: “Ci siamo impegnati con l’Europa a fare una correzione per il 2011: la faremo con la nuova Finanziaria triennale che avrà una manovra di aggiustamento a luglio e poi a settembre una Finanziaria tabellare”.
Lo schema è quello già sperimentato nel 2008, quando fu varato a giugno un decreto anti-crisi da 2 miliardi seguito da tagli.
Ora lo scopo è quello di portare soldi freschi nelle casse pubbliche: ci sarà un altro giro di vite per i ministeri e gli enti locali, in cambio i sindaci potrebbero ottenere una modifica al patto di stabilità .
Il governo risparmierebbe così sui trasferimenti e i Comuni potrebbero investire una parte dei 40 miliardi congelati dal patto di stabilità . Continua »
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Aprile 12th, 2010 Riccardo Fucile
SONO 31.187 SU UN TOTALE DI 64.595, 17.384 ITALIANI E 13.903 STRANIERI…I CONDANNATI INVECE SONO 31.363, DI CUI 21.381 ITALIANI E 9.982 STRANIERI….TRIBUNALI INTASATI E PROCESSI CHE DURANO IN MEDIA OTTO ANNI
Forse è colpevole, ma potrebbe essere anche innocente: in ogni caso resta in cella. La morale è che un detenuto su due è in attesa di giudizio.
La carcerazione preventiva viene avallata dal giudice su richiesta del pm quando sussistono determinate condizioni: gravi indizi di colpevolezza, il pericolo di fuga, il rischio di inquinamento delle prove e la reiterazione del reato.
E quando risultino inadeguate altre misure alternative, come l’obbligo o il divieto di dimora e il divieto di espatrio.
La carcerazione preventiva è indubbio che sia anche diventata un mezzo di pressione per ottenere una confessione o quanto meno la collaborazione dell’imputato.
Attualmente nelle nostre carceri vi sono 31.187 detenuti in attesa di giudizio, su un totale di 64.595: 17.384 sono italiani, 13.803 stranieri.
I detenuti che invece scontano la pena da condannati sono 31.363, di cui 21.381 sono italiani e 9.982 stranieri.
Per la cronaca sono 1.878 gli internati invece in ospedali psichiatrici.
Altra considerazione: non sempre ci sono le condizioni che il codice di procedura penale ritiene indispensabili per la carcerazione preventiva: quando, ad esempio, qualcuno si consegna volontariamente, in quanto ricercato, non si comprende dove possa esistere il pericolo di fuga o di inquinamento delle prove, altrimenti sarebbe rimasto latitante.
Ci sono casi e casi, ovvio.
Chi non ricorda il caso dei fratellini di Gravina?
Filippo Pappalardi, il padre di Ciccio e Tore, venne arrestato il 26 novembre 2007 per sequstro di persona, duplice omicidio volontario e occultamento di cadavere.
In galera ci sarebbe rimasto a vita se, per una casualità , il 27 febbraio 2008 un ragazzino non fosse caduto nel pozzo di una casa e i soccorritori non avessero intravisto, in fondo a un cunicolo, i due piccoli corpi. Continua »
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