Luglio 16th, 2010 Riccardo Fucile
PER DUE LISTE DI APPOGGIO SARANNO CONSIDERATI VALIDI SOLO I VOTI DELLE SCHEDE IN CUI L’ELETTORE ABBIA ESPRESSO ANCHE LA PREFERENZA PER COTA CHE AVEVA VINTO PER 9.372 VOTI SULLA BRESSO…ACCOLTO MA RINVIATO IL CASO PIU’ SCABROSO, QUELLO DELLA LISTA “PENSIONATI PER COTA” CHE CONTIENE FIRME FALSE: SARA’ IL VERO AGO DELLA BILANCIA E LA SPADA DI DAMOCLE SULLA GIUNTA COTA PER QUALCHE ALTRO MESE
All’una e quindici della scorsa notte il Piemonte torna ad essere una regione in bilico.
Dopo sei ore di camera di consiglio, i giudici del Tar decidono per il riconteggio dei voti di due liste, consegnando una vittoria parziale ai ricorsi presentati dal centrosinistra.
L’Ufficio elettorale dovrà spulciare tra i 12.154 voti assegnati all’ex consigliere dell’Udc Deodato Scanderebech per vedere se l’elettore ha espresso anche la propria preferenza per il candidato presidente Roberto Cota.
E lo stesso verrà fatto con i 2.826 voti assegnati alla lista Forza Consumatori. Alla fine di una giornata estenuante tutti possono comunque cantare vittoria, anche il centrodestra.
Perchè la fetta più grande del primo ricorso, quella che riguardava le irregolarità nella presentazione della lista «Verdi Vvff» è stata tolta dalla tavola.
Ricorso bocciato, e 32.000 voti che non rischiano l’annullamento.
Tutto rimandato invece per il caso più scabroso, quello della Lista Pensionati di Michele Giovine. Anche questo ricorso è stato dichiarato ammissibile.
Manca però la querela per falso, ci sono 60 giorni di tempo per presentarla, poi si vedrà .
Il primo ricorso accolto è quello relativo alla lista personale di Deodato Scanderebech, macchina da voti ex Udc che girava intorno a una semplice questione.
Poteva o non poteva il consigliere, che pure il 16 febbraio era già stato espulso dal partito che lo aveva eletto in Consiglio regionale, l’Udc (in Piemonte schierato con il centrosinistra), rilasciare a se stesso, 9 giorni più tardi, una «dichiarazione di collegamento» con la quale si autorizzava a non raccogliere le firme di presentazione tra i cittadini per una lista con nome e orientamento politico diversi?
Per gli avvocati del centrodestra era tutto lecito, perchè la pur discussa leggina regionale che lo prevede è stata concepita anche per tutelare le minoranze all’interno dei partiti.
Di opposto parere i legali del centrosinistra: averlo fatto significa invece tradire sia la volontà dei suoi precedenti elettori sia lo spirito della legge.
I giudici hanno dato ragione ai ricorrenti.
Sullo stesso motivo è caduta la lista Forza Consumatori: i giudici hanno ritenuto illegittimo il suo cambio in corsa di ragione sociale.
Quello di Giovine è invece un caso scabroso per il centrodestra, forse il vero ago della bilancia. Continua »
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Luglio 16th, 2010 Riccardo Fucile
NASCOSTI DIETRO UNA MACCHINA IN ATTESA DI RICOMINCIARE IL COMIZIO O DENTRO UN BAR?
Pubblichiamo l’interessante corsivo di Filippo Rossi su FareFuturoweb
Magazine, vicino alle posizioni di Fini, in merito a tanti destrorsi opportunisti che parlano bene e razzolano male, partiti rivoluzionari e finiti pompieri, dopo aver trovato occupazione nella vita come cortigiani.
Dove stanno tutti? Dove diavolo sono finiti?
Nessuno, non c’è più nessuno, tutti nascosti dentro qualche bar o dietro qualche macchina ad aspettare che arrivino momenti migliori…
Dove sono finiti quelli che sparlavano di valori di destra?
E quelli che gonfiavano il petto gridando “traditori”?
Dove sono finiti quelli che ogni anno mettono il loro simbolo sotto le facce di Falcone e Borsellino?
E dove sono finiti, anche, quelli della destra “legge e ordine”?
E quelli della tolleranza zero? Dove sono finiti?
Dove diavolo sono finiti quelli che stanno sempre dalla parte delle forze dell’ordine, quelli che la sicurezza è tutto, quelli che la lotta alla mafia… Nessuno: tutti zitti, tutti in silenzio.
Ma come? E i vostri sacri e inviolabili valori dove sono finiti? Ve li siete persi per strada?
La parole roboanti, i discorsi duri e puri.
Dove è finita la vostra destra?
Dove sono finiti “dio patria e famiglia”? E la moralità ? E il rispetto delle regole? E la tradizione? E l’eroismo?
Dove è finita la vostra intransigenza? La vostra severità ? Era solo retorica? Era solo una parola per riempire qualche manifesto e qualche striscione?
Cosa direbbero i vostri eroi di questo silenzio? Ve lo siete chiesto?
Cosa direbbero oggi Falcone e Borsellino sulle intercettazioni?
O sulle varie cricche che stanno infestando la politica italiana?
E di “Mangano eroe”, cosa direbbero “Giovanni e Paolo”?
Chiedetevelo prima di mettere ancora le loro facce sui vostri manifesti.
E chiedetevi anche chi sono i veri traditori: se sono quelli che guardano al futuro e alla società senza fare comizi, ma al momento giusto sanno da che parte stare, sanno capire le differenze essenziali.
O se sono quelli che per tutta la vita si riempiono la bocca di valori che poi, quando i nodi vengono al pettine, fanno finta di non sapere più cosa siano… Fanno finta di non essere coinvolti: e si nascondono dentro un bar o dietro una macchina…
Magari per fare capolino subito dopo e ricominciare a fare le stesse prediche di prima.
Quando le parole non servono più…
Filippo Rossi
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Luglio 15th, 2010 Riccardo Fucile
“FINI E’ UN INCUBO, VERDINI VA SALVATO ALTRIMENTI CADE IL GOVERNO”… IL PREMIER NON RISPARMIA CRITICHE ALLE CORRENTI INTERNE…GASPARRI E LA RUSSA IN DIFFICOLTA’, TEMONO RECUPERI DI FINI TRA GLI EX AN…IL COORDINATORE UNICO NON SI PUO’ FARE: SI SONO LETTI FINALMENTE LO STATUTO
Se Cosentino fosse andato alla conta mercoledi prossimo, in occasione della mozione di sfiducia nei suoi confronti, sarebbe andato al massacro: questa la sensazione che il giorno dopo le sue dimissioni trapela negli ambienti di centrodestra.
Perchè ai voti dei finiani che ne avrebbero in ogni caso segnato la sorte, Berlusconi ieri ha compreso che se ne sarebbero aggiunti molti altri, nel segreto dell’urna.
Segno di un disagio profondo tra i deputati forzisti nel difendere una situazione e un personaggio indifendibili.
Nelle ultime ore sono stati La Russa e Gasparri a lanciare l’allarme a Silvio: “Se accettiamo uno scontro sulla legalità , Fini ci massacra, anche per noi è difficile tenere i nostri alla Camera”.
L’accellerazione imposta da Fini in mattinata, con la votazione non a settembre, ma entro pochi giorni, ha spiazzato il governo sul caso Cosentino e si è scelta la resa, piuttosto che rischiare di perdere con 50 voti di scarto. Non dimentichiamo che il gruppo Carfagna, Gelmini, Frattini aveva già fatto capire che erano meglio le preventive dimissioni del chiacchierato sottosegretario.
Berlusconi parla ormai apertamente di Fini come di un “suo incubo”, vorrebbe cacciarlo, ma non lo prevede lo Statuto senza un nuovo congresso.
Mentre però Fini non sbaglia un colpo e riesce anche a bloccare per “approfondimenti” la legge sulle intercettazioni, Silvio si muove troppo e male, non ne azzecca una.
Ieri è tornato sulla tesi del complotto mondialista contro di lui: Fini sarebbe non solo lo strumento dei “poteri forti” nazionali, della stampa e dei magistrati, ma persino del governo americano che avrebbe mal digerito le scelte energetiche, del gasdotto russo e di Gazprom, compiute dall’Italia. Continua »
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Luglio 15th, 2010 Riccardo Fucile
I TAGLI ALLE REGIONI FARANNO PERDERE ALLE AZIENDE DI TRASPORTO PUBBLICO 740.000 PASSEGGERI AL GIORNO: PENALIZZATI PENDOLARI E STUDENTI… LA SOLUZIONE SARA’ L’AUMENTO DEL BIGLIETTO E LA PERDITA DI 20.000 POSTI DI LAVORO.. MA TREMONTI FA PAGARE 25 MILIONI DI EURO AGLI ITALIANI PER LE QUOTE LATTE DI 65 TAROCCATORI LEGHISTI
Oggi al Senato passerà la manovra fiscale organizzata a casa di Tremonti e Bossi, invisa
persino a Berlusconi e a molti parlamentari della stessa maggioranza.
Se nessuno mette in dubbio l’entità della cifra necessaria per restare al passo con l’Europa, altra cosa è la ripartizione dei tagli previsti.
La manovra vale 24,9 miliardi, di cui 15 di tagli e 10 di entrate presunte (9 dovrebbero arrivare dalla lotta all’evasione fiscale, ma lo stesso Cer ha parlato di “rischi concreti” sulla tenuta di questo gettito ipotetico).
Il peso maggiore della manovra cadrà sugli enti locali e sul pubblico impiego che si vedrà congelare gli stipendi.
Qualche modifica è stata apposta nel maxiemendamento rispetto alla formulazione iniziale, come qualche spicciolo agli agenti per pagar loro gli straordinari (un diritto, quasi fatto passare per chissà quale regalia).
Resta il fatto che in Italia i tagli alle spese sono appena del 60% e soprattutto a carico degli enti locali (che poi aumenteranno le imposte o taglieranno i servizi), mentre in altri Paesi raggiungono l’80% e sono concentrati sui ministeri.
Tagliare dal 10% al 20% i trasporti pubblici locali vuol dire condannare a morte il sistema e lasciare solo due alternative alle aziende: la riduzione del servizio o un aumento record delle tariffe.
Secondo l’Asstra, l’associazione che riunisce le aziende del trasporto pubblico, scenderanno di fatto dagli autobus, dai metro e dalle ferrovie locali oltre 270 milioni di passeggeri l’anno, pari a circa 740.000 al giorno.
In gran parte pendolari e studenti che, di fronte a tagli e rincari, abbandonerà il mezzo pubblico scegliendo quello privato o andando, ove possibile, a piedi. Il percorso chilometrico dei bus registrerà un calo di 196 milioni di chilometri nell’arco dell’anno.
Se verrà invece percorsa la strada alternativa, overo l’aumento delle tariffe, i biglietti dovranno necessariamente aumentare del 36%, con passaggio del ticket, ad es, da 1 euro a 1,4 euro o di un abbonamento da 32 a 44 euro e cosi via. Continua »
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Luglio 15th, 2010 Riccardo Fucile
IN VIA BELLERIO TENSIONE, SCENATE, INSULTI E POSACENERE CHE VOLANO… REGUZZONI LITIGA CON CALDERONI E MARONI, BOSSI SI FIDA SOLO DEI FIGLI… IL “CERCHIO MAGICO” DELLA MOGLIE MANUELA PERDE PEZZI… I DEPUTATI CONTRO IL CAPOGRUPPO: E’ LOTTA APERTA TRA CORRENTI
Non si può dire che nel Pdl regni l’armonia: sono lontani i tempi del partito dell’amore in cui ad uno schiaffo si doveva rispondere porgendo l’altra guancia.
In verità più che di una “fase politica” si era trattato di uno dei tanti slogan su cui si è basata la politica del governo in questi due anni.
Tra minoranza finiana ufficiale e una decina di correnti tutte berlusconiane, nel Pdl è tempo di distinguo e di riposizionamenti in vista del dopo.
Ma come avevamo scritto qualche settimana fa, dopo il caso Brancher, anche nella Lega le lotte interne stanno venendo a galla.
Da un lato la vecchia guardia dei Calderoli, Maroni, Giorgetti, dall’altro le truppe della Manuela, moglie di Bossi, con Reguzzoni, Rosy Mauro, Bricolo. E un gruppo di cani sciolti come Castelli, Speroni o di equidistanti come i veneti e Cota (ex manuelista).
Le tensioni interne sono aumentate nelle ultime settimane per una serie di motivi coincidenti: un Bossi meno presente, stanco dei colonnelli e propenso a seguire le direttive della moglie, ovvero far fare carriera ai figli e sistemarli, in vista di una succesione monarchica.
Anche perchè solo di loro ormai si fida.
Quando si è dovuto sostituire Cota è scoppiata la prima grana: il gruppo parlamentare alla Camera non voleva Marco Reguzzoni come sostituto (esiste una lettera firmata da quasi tutti i deputati in tal senso), ma Bossi lo ha imposto lo stesso.
Col risultato che il varesino è riuscito a litigare con tutti (chi ironicamente dice persino con l’usciere di via Bellerio).
Una decina di giorni fa si è scontrato violentemente con Calderoli, ma i suoi rapporti sono pessimi anche con Maroni e Cota, oltre che con mezzo gruppo parlamentare.
Si racconta di faccia a faccia tesi, scenate nei corridoi, insulti e lancio di posaceneri. Continua »
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Luglio 14th, 2010 Riccardo Fucile
STAMANE FINI AVEVA MESSO IN CALENDARIO PER MERCOLEDI IL VOTO SULLA MOZIONE DI SFIDUCIA AL SOTTOSEGRETARIO INQUISITO PER COLLUSIONI MAFIOSI, ACCUSATO DI AVER ANCHE TRAMATO CONTRO CALDORO….I FINIANI VINCONO LA BATTAGLIA INTERNA IN NOME DELLA LEGALITA’: I TAGLIATORI DI TESTE COSTRETTI A RIPORRE LA SCIMITARRA
La notizia è di agenzia e di pochi minuti fa: ci limitiamo a prendere atto positivamente
della svolta che il governo pare deciso a imboccare, quello di aver indotto Nicola Cosentino, sottosegretario all’Economia, inquisito sia per collusioni mafiose che per altri reati emersi nel corso delle ultime indagine sull’associazione segreta che avrebbe costruito prove false contro il candidato del Pdl Caldoro alla presidenza della Regione Campania, a rassegnare a breve le dimissioni.
Pronto a lasciare, per non danneggiare l’immagine del governo e del suo leader, Silvio Berlusconi.
Questa le versione ufficiale.
Come avvenuto in precedenza, seppure con sfumature diverse, quando a finire sotto l’occhio del ciclone erano stati Claudio Scajola e Aldo Brancher. Insomma, pure per Nicola Cosentino, sottosegretario all’Economia, il futuro sembra segnato.
”Tranne soprese dell’ultima ora – premette un autorevole esponente del Pdl – alla luce della spaccatura in capigruppo tra Fini e Cicchitto, con il presidente della Camera che, nonostante la posizione contraria della maggioranza, fissa, regolamento alla mano, per mercoledi’ prossimo, al massimo giovedi’, la votazione sulla mozione di sfiducia presentata dall’opposizione, Cosentino non si fara’ rosolare in Aula e accettera’ di fare un passo indietro”.
La decisione sarebbe stata presa gia’ ieri sera – racconta un esponente di governo – e potrebbe concretizzarsi nelle prossime ore.
Se fino a ieri chi avesse votato contro Cosentino sarebbe stato espulso dal Pdl, oggi il sottosegretario non è più un uomo per cui valga la pena immolarsi o contarsi.
I tagliatori di teste e i cortigiani di palazzo hanno dovuto riporre le scimitarre per manifesta inferiorità nel maneggiare lo strumento.
Rimaneva il nobile rito del harakiri, ma ciò presupporrebbe dei valori ideali per cui sacrificare la propria vita e in giro tanti possessori non ne vediamo.
Più facile trovare acchiappapoltrone.
Gled aria nuova: un altro ha tolto il disturbo.
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Luglio 14th, 2010 Riccardo Fucile
FINI. “TUTTE LE MODIFICHE NECESSARIE VANNO FATTE, SENZA CONCORDARE NULLA CON NESSUNO E SU ESSE NON SI APRE NESSUNA TRATTATIVA: SE LE VOTANO BENE, MA SIA CHIARO CHE NON LE RITIREREMO MAI”… LA BONGIORNO RICEVE IL PLAUSO DELLA FEDERAZIONE DELLA STAMPA PER I CORRETTIVI ALLA LEGGE BAVAGLIO
Dicono che Berlusconi la odi: “se passano le sue modifiche questa legge sarà completamente svuotata e non servirà più a nulla”.
Probabilmente avesse avuto come consigliere giuridico giuridico lei, invece che Ghedini, non sarebbe incorso un una serie di scivoloni con le tante leggi ad personam presentate e ritirate in questi mesi, in un guazzabuglio di passi avanti e retromarcie.
Parliamo ovviamente del panzer Giulia Bongiorno che ha avuto disposizione da Fini di studiare il tema intercettazioni “garantendo legalità , pienezza delle indagini della magistratura e libertà di stampa”.
Come prima cosa, la Bongiorno ha incalzato per giorni Costa (Pdl), incaricato di presentare gli emendamenti ufficiali del Pdl al testo uscito dal Senato ed è riuscita a far passare l’aumento dei termini di proroga da 72 ore a 15 giorni, la riduzione di un terzo delle multe agli editori e l’estensione della possibilità di intercettare i reati satellite.
Non contenta si è portata a casa il testo, lo ha studiato tutta la notte e il mattino era già da Fini per illustrargli pregi e limiti, spiegandogli che sono “indispensabili” almeno sei modifiche.
Fini non ha avuto dubbi: “vai avanti fino in fondo, se le modifiche necessarie sono dieci, falle tutte: non dobbiamo concordare nulla con nessuno, Sui nostri emendamenti non si apre alcuna trattative: se lo vogliono votare bene, altrimenti nessun problema, ma sia chiaro che noi non le ritireremo mai”. Continua »
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Luglio 14th, 2010 Riccardo Fucile
FINI STAVOLTA VA FINO IN FONDO: “SE SILVIO VUOLE ROMPERE DIFENDENDO CHI NELLA POLITICA CERCA SOLO L’ARRICCHIMENTO PERSONALE FACCIA PURE. IO SARO’ IL PRIMO A GODERNE”… “E NON MI ACCONTENTO DELLE DIMISSIONI DI COSENTINO, VOGLIO L’AZZERAMENTO DEI VERTICI DEL PARTITO”…. IL 61,6% DEGLI ELETTORI DEL PDL E’ CON FINI E VUOLE LE DIMISSIONI DI VERDINI
Questa volta Fini è deciso: la sua battaglia per la legalità , fuori e dentro il Pdl, la
condurrà fino in fondo.
E’ quanto emerso ieri dalla riunione dei fedelissimi del presidente della Camera, convinto di aver messo Berlusconi alle corde.
Fini lancia la sfida: “Berlusconi si assuma la responsabilità di andare davanti al Paese a dire che vuole proteggere queste persone”.
Nessun passo indietro quindi, attacco a tutto campo, sia sulle dimissioni di Cosentino e Verdini che sulla legge bavaglio delle intercettazioni.
Il clima nel Pdl non era mai arrivato a tale tensione, ma Fini è forte di un sondaggio di Crespi che inchioda al muro i berlusconiani: il 61,6% degli elettori del Pdl sta con Fini e vuole le dimissioni di Verdini, solo il 30,2% sta con Silvio e preferirebbe che il coordinatore restasse al suo posto.
Ma ci sono altri segnali favorevoli a Fini: ieri anche la Carfagna ha chiesto le dimissioni di Cosentino e la corrente di Frattini e della Gelmini non ha speso una parola per difendere Verdini che nel Pdl ha molti nemici.
Tutti aspettano l’azzeramento del triumvirato per prendere quel posto che conta, in caso di coordinatore unico.
Fini è riuscito a portare lo scontro con il premier sul terreno da lui scelto, quello della legalità , tema tipicamente di destra, Silvio ha dimostrato di avere truppe troppo compromesse e di non avere la mentalità politica per uscire dall’angolo.
Non si può vivere solo di slogan, di nemici immaginari, di richiami a concetti frustri per tutta la vita.
Come si fa a chiamare gli altri “politicanti”, quando lui per primo è da 20 anni sulla scena politica?
Come si fa ad ergersi a garantista quando si hanno troppi scheletri nell’armadio?
Il premier, invece di mostrare autonomia e capacità di volare alto, si è sempre più appiattito sulla Lega, col risultato di trovarsi isolato persino tra i suoi fedelissimi (a parole), prigioniero dell’asse Tremonti-Bossi e in balia di oltre dieci correnti interne.
Fini ha posto problemi politici reali e lui continua a dire che sono questione di carattere, incapace di “fare politica” vera, di operare scelte profonde e radicali, di guardare oltre le sue vicende processuali, le uniche che gli stanno a cuore.
Non si può continuare a governare senza un progetto, una visione globale, una speranza da indicare al paese.
Che filosofia è quella di sostenere che “tutto va bene”, quando gli italiani riscontrano ogni giorno che così non è? Continua »
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Luglio 14th, 2010 Riccardo Fucile
IL VOTO DI FIDUCIA ALLA CAMERA E’ DOPPIO: UNO PUO’ VOTARE LA FIDUCIA AL GOVERNO E POI VOTARE CONTRO LA LEGGE….IL GOVERNO SPERA DI AVERE L’OK DA NAPOLITANO CON PICCOLE MODIFICHE, MA LA BONGIORNO DEPOSITA EMENDAMENTI PESANTI CHE FANNO ANDARE IN BESTIA I BERLUSCONES
La morale finale è questa: tre sole modifiche proposte dal governo, almeno cinque e piuttosto pesanti quelle presentate dalla Commissione Giustizia della Camera, presieduta da Giulia Bongiorno.
E la sorte del disegno di legge diventa molto incerta, a causa di due diverse correzioni del testo uscito dal Senato, uno della Commissione, un’altro del governo su cui verrebbe posto il voto di fiducia.
Ma a differenza del Senato, il regolamento della Camera prevede una doppia votazione: la prima sulla fiducia dell’esecutivo, la seconda sul merito del provvedimento.
Con il rischio per il governo di trovarsi di fronte a un sì alla fiducia e a una clamorosa bocciatura del disegno di legge.
I finiani potrebbero infatti dire di aver votato la fiducia al governo ma di aver difeso la posizione della Commissione.
La proposta del governo è di apportare piccoli ritocchi: dopo i primi 75 giorni, proroghe di 15 giorni in 15 giorni, anzichè di 72 ore, una riduzione delle multe agli editori che pubblichino verbali vietati e infine una piccola concessione per l’uso delle cimici solo “di fronte a precise esigenze investigative”.
Per alcuni uomini vicini al premier, tali correttivi potrebbero soddisfare Napolitano ( pia illusione).
Le proposte elaborate dalla Commissione Giustizia e in particolare dalla presidente finiana Giulia Bongiorno, inciderebbero in modo sostanziale sul disegno di legge.
Il carro armato Bongiorno vuole almeno cinque modifiche pesanti.
Le intercettazioni dovranno essere autorizzate per almeno 90 giorni, con proroghe rinnovate ogni 15 giorni, ma “senza limiti di tempo”.
Deve essere ampliato l’elenco dei reati per i quali sono ammesse, compresi quelli considerati “spia”: estorsione, traffico di clandestini, smaltimento dei rifiuti tossici.
Deve essere ammesso l’uso delle cimici nei luoghi “di pertinenza delle indagini”, senza limitazioni. Continua »
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