Giugno 21st, 2013 Riccardo Fucile
“TUTTO LO STIPENDIO ECCEDENTE A UN CENTRO DISABILI DI CONEGLIANO”… “MI RISERVO DI PRESENTARE LE DIMISSIONI ANCHE DA PALAZZO MADAMA”
La senatrice Paola De Pin lascia il Movimento 5 Stelle a causa dell’espulsione di Adele
Gambaro.
“Dopo una lunga e sofferta riflessione annuncio la mia uscita dal Movimento 5 Stelle”, ha fatto sapere la parlamentare esprimendo “piena solidarietà ad Adele Gambaro” e dissenso rispetto alla “reazione” del Movimento e alla “gogna mediatica”. “Mi riservo di presentare in futuro le dimissioni da senatrice. Fino a quando ciò non accadrà , porterò avanti lo stesso in Parlamento e nelle commissioni, i valori del Movimento in cui continuo peraltro a credere”, ha aggiunto la senatrice eletta in Veneto”
“Il processo politico” contro Gambaro “mi ha lasciato una profonda ferita – continua De Pin – Il pericolo adesso è che nessuno voglia esprimere il proprio disaccordo per paura delle conseguenze” e ci sia “autocensura dei parlamentari M5S.
Se adesso facessimo calare un velo di omertoso silenzio verso la scellerata decisione di espellere un parlamentare solo per aver espresso opinioni non gradite, violeremmo i principi del Movimento e della democrazia”.
De Pin ha poi voluto sgomberare il campo da ogni equivoco: “Per evitare ogni speculazione riguardo alle diarie annuncio che darò in beneficenza tutti i denari non spesi per ragioni di servizio, come già mi ero impegnata a fare di fronte agli elettori
all’Associazione Nostra Famiglia di Conegliano (Treviso) che si dedica alla cura e alla riabilitazione delle persone con disabilità , soprattutto in età evolutiva”.
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Giugno 21st, 2013 Riccardo Fucile
L’EX RESPONSABILE, ORA PDL, ESIBISCE IL SUO MIGLIOR REPERTORIO A RADIO24: “STO FACENDO FARE LA PACE ALLE DUE COREE”
Ennesima “lisergica” intervista rilasciata da Antonio Razzi ai microfoni de “La Zanzara”, su Radio24.
Molteplici i temi affrontati: dall’espulsione della senatrice M5S Adele Gambaro (“le ho dato la mia solidarietà , le ho detto che ci ho passato anch’io”) al suo amore smodato per Silvio Berlusconi fino alla sua attività nella Commissione Esteri del Senato. “Ultimamente con altri Paesi abbiamo fatto un paio di ‘rettifiche bilaterali’ (ratifiche, ndr)” — dichiara fiero il senatore Pdl, che ha avuto modo di snocciolare il suo lavoro in un’intervista cult al canale tv abruzzese Rete 8.
In quell’occasione il parlamentare si era vantato di lavorare con Taiwan “per portare gli imprenditori taiwanesi in Abruzzo”, sottolineando: “’Dentro’ il mese di luglio faremo un incontro”. E non solo.
“Parlo spesso con il leader della Corea del Nord Kim Jong-un” —aveva affermato — “ho avuto il piacere di conoscerlo. Lui ha studiato all’Università di Berna e io sono vissuto lì. Quindi, parliamo in tedesco “insieme”. Nel mio ufficio” — aveva spiegato — “ho incontrato l’ambasciatore della Corea del Nord e l’ambasciatore della Corea del Sud. E ho trattato con tutti e due della loro riappacificazione. Se si mettono insieme e ‘si siedono a tavola’, possono dialogare perchè sono persone eccezionali, uguali a noi Italiani”.
E aveva aggiunto: “I Coreani, specie quelli del Nord, ascoltano solo quello che diciamo noi Italiani. Il viceministro degli Affari Esteri Pistelli mi ha detto: ‘Prenderai il Nobel per la pace’”.
Nel corso de “La Zanzara”, Razzi ribadisce il suo folle amore per Berlusconi: “Lui è un Messia, i magistrati ‘gli stanno messo di continuo’ a rompergli le scatolette e non capisco il perchè”.
E aggiunge: “Io prego ogni giorno i miei Santi perchè Berlusconi viva fino a 120 anni. Io darei la vita per lui, morirei. Gli darei un rene, due reni, persino mia moglie, se lei è d’accordo”.
Razzi poi ribadisce la sua fede calcistica bianconera: “Mi sono fatto scattare una foto con Buffon, eravamo a cena insieme, seduti allo stesso tavolo rotondo. Proprio oggi abbiamo rinnovato il presidente della ‘Juventus club Parlamento’ che è Francesco Boccia”. E infine spiega a suo modo il video porno da lui linkato nel profilo facebook personale: “Non so chi l’ha messo, sarà stato un hacker”
Gisella Ruccia
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Giugno 21st, 2013 Riccardo Fucile
IL NEO PRESIDENTE DELLA VIGILANZA ORA VUOLE NON SOLO MANTENERLA COSI’, MA PURE RIFINANZIARLA … CATRICALA’ PENSA AL CANONE E ROSSI A TUTELARE LE EMITTENTI PRIVATE
Crolla un punto-chiave della battaglia del Movimento 5Stelle. 
Nessuna privatizzazione della Rai, a dirlo è il presidente della commissione di Vigilanza, il grillino Roberto Fico.
«In questo momento vendere la Rai significherebbe svenderla: e la Rai non si svende. E non si può vendere qualche canale Rai se prima non facciamo una legge seria su conflitto d’interessi e antitrust».
Se il problema è recuperare risorse e se è vero che Viale Mazzini vale 2 miliardi secondo un recente studio di Mediobanca, Fico propone un’altra soluzione: «Due miliardi: non è neanche la metà dei soldi che abbiamo programmato di spendere per gli F35. Un’assurdità . Andrei piuttosto a tagliare gli F35 e a rifinanziare la Rai per permetterle degli investimenti ».
I lavori della commissione comincianola prossima settimanacon l’audizione del presidente Anna Maria Tarantola e del direttore generale Luigi Gubitosi.
Verrà sentito nei prossimi giorni anche il viceministro dello Sviluppo economico Antonio Catricalà che proprio ieri davanti alla commissione Cultura ella Camera ha annunciato l’inizio di un’istruttoria per la scadenza della concessione alla Rai. Nel 2016 bisognerà rinnovare o sospendere il contratto tra lo Stato e il servizio pubblico. «Sono due le scadenze da affrontare – spiega il viceministro– . La prima è quella del contratto di servizio, che è già avvenuta e su cui stiamo lavorando. Poi a maggio 2016 sarà la volta della concessione. Cosa accadrà dopo, lo deciderà chi sarà in Parlamento e al Governo in quel momento. Noi però abbiamo ildovere di preparare il terreno e predisporre fin da ora le carte per quel momento».
La Rai, ha spiegato Catricalà in sintonia con Fico, «non va smantellata, anzi vogliamo costruire. E non c’è un pericolo Grecia, nè ora nè mai. La Rai è un asset strategico per il governo, al quale per ora non è arrivata nessuna ipotesi di vendita o di dismissioni». Sul canone poi Catricalà ha sottolineato l’importanza di recuperare «la ormai insostenibile evasione».
Ma il senatore di Scelta Civica Maurizio Rossi ha insistito sul costo dell’abbonamento: «In vista del rinnovo per 15 anni, con un impegno del valore di circa 35 miliardi di euro abbiamo il dovere di definire innanzitutto cosa si debba intendere per servizio pubblico, e quanto debba pesare sulle tasche dei cittadini».
Il presidente della commissione Trasporti e Telecomunicazioni Michele Meta (Pd) rilancia la riforma della legge Gasparri: «La priorità per il servizio pubblico è la riforma dei meccanismi di governance».
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Giugno 21st, 2013 Riccardo Fucile
“NEL MOVIMENTO IL CLIMA E’ DI TERRORE, NON C’E’ FUTURO”
«Sarà una questione di età , di sicurezza. Io non sono più una ragazzina e non sopporto di essere comandata a bacchetta ».
Il giorno dopo l’espulsione, la senatrice Adele Gambaro descrive la sua delusione senza scomporsi.
Usa lo stesso tono pacato di quando una settimana fa ha osato criticare Grillo, dai microfoni di Sky. Quello di una signora di 49 anni, ragionevole e indignata.
Lo ribadisce, la comunicazione del m5s è sbagliata. «Qualcosa non va, in tre mesi siamo riusciti a fare passare solo le polemiche interne. E non si può dire sia colpa dei giornali ».
Si augura che le epurazioni siano finite. «Ho sentito che Grillo ha chiamato i dissidenti. Penso sia una novità importante. Spero che la mia espulsione sia servita a questo». E annuncia: «Continuerò a ridurmi l’extrastipendio».
Senatrice Gambaro, come si sente oggi?
«Molto amareggiata. In una settimana è successo di tutto. I miei bambini sono sperduti, colpa della sovraesposizione mediatica. Io non capisco perchè nel Movimento è prevalsa questa linea di censura, avevo solo fatto un invito ad abbassare i toni. Sono molto pessimista sul futuro dei 5 Stelle. D’altronde sono stata espulsa due volte…».
La sua espulsione era decisa fin dall’inizio?
«È ragionevole pensarlo. Grillo l’ha detto subito che me ne dovevo andare, fin dal primo post. E alla fine è andata così. Passando per tutta la trafila, la stessa di Mastrangeli: prima il voto in assemblea, poi in rete».
Lei è stata buttata fuori per aver criticato la comunicazione di Grillo, ma tanti suoi colleghi sono a disagio per lo stesso motivo. Accusano il “gruppo comunicazione” di fare politica obbedendo al volere del guru, spesso in aperto contrasto con le posizioni dei parlamentari.
«Qualcosa che non va nella comunicazione c’è. In tre mesi di lavoro siamo riusciti a parlare solo delle nostre polemiche interne. E non è colpa dei giornali. Non so perchè si sia instaurato questo clima di terrore, ma mi ha messo a disagio».
Prevede altre espulsioni dopo la sua ?
«Non saprei. Ora Grillo ha cambiato strategia, cerca il dialogo. Penso che questa sia una novità importante, che potrà servire auna comunicazione migliore. Il dissenso va ascoltato».
I suoi colleghi la pensano come lei?
«Io avevo un disagio che era mio. Altri lo sentono, ma in maniera meno forte. Dipende dalla storia di ognuno».
Andrà nel gruppo misto?
«Direi di sì, come Mastrangeli».
È stata contattata da altri gruppi parlamentari?
«Non direttamente».
I maligni dicono che lei ha architettato tutto per non tagliarsi lo stipendio.
«Mi sono impegnata a restituire una parte dello stipendio e lo farò. Anzi finalmente potrò farlo, visto che la questione extrastipendio finora è stata gestita con molta approssimazione dal M5S. Ne hanno fatto uno spot elettorale, ma si tratta di cose serie. Sceglierò a chi devolverlo e lo farò”
Caterina Giusberti
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Giugno 20th, 2013 Riccardo Fucile
SILVIO, ECCO DOVE TROVARE I SOLDI PER ABOLIRE IMU E AUMENTO IVA: CHIEDILI A BOSSI E MARONI CHE HANNO PROTETTO PER ANNI DEGLI IMPOSTORI
Giornata pesante per l’Italia al cospetto di Bruxelles. 
Oltre alla questione della gestione dei rifiuti in Campania, la Commissione europea ha inviato all’Italia una lettera di messa in mora, prima tappa della procedura d’infrazione Ue, esortandola a “recuperare ai produttori di latte, che tra il 1995 e il 2009 hanno superato le quote loro assegnate, multe per un totale stimato in almeno 1,42 miliardi di euro, in gran parte ancora non riscossi”.
Il riferimento è al sistema di quote – introdotto dal lontano 1984 – che assegna ai produttori di ogni Stato membro un quantitativo limite di produzione nazionale, ideato in teoria per combattere il problema della sovraproduzione cronca.
Se uno Stato membro supera la propria quota, i caseifici o i suoi singoli produttori sono tenuti a pagare un prelievo sulle eccedenze.
“Oggi la Commissione europea ha esortato l’Italia a porre rimedio alle carenze nelle azioni di recupero dei prelievi sulle eccedenze dovuti dai produttori lattiero-caseari che hanno superato le quote individuali negli anni in cui il paese ha superato le quote latte nazionali”, si legge nel comunicato della Commissione.
“Le autorità italiane, nonostante le ripetute richieste della Commissione, non hanno ancora adottato le opportune misure per recuperare i prelievi dovuti tra il 1995 e il 2009, che si stima corrispondano a un importo complessivo di almeno 1,42 miliardi di euro e che sono in gran parte ancora non riscossi. La Commissione ha sottolineato la necessità di rimborsare tale somma al bilancio dello Stato, per evitare che le conseguenze ricadano sui contribuenti italiani”, si aggiunge.
Il mancato recupero di questi prelievi, scrivono ancora a Bruxelles, “vanifica le azioni intraprese a livello europeo per stabilizzare il mercato dei prodotti lattiero-caseari, oltre a creare distorsioni della concorrenza con altri produttori europei e italiani che hanno rispettato le quote di produzione o pagato i prelievi sulle eccedenze in caso di superamento dei limiti”.
La Commissione ha inviato all’Italia una lettera di messa in mora, concedendole un termine di due mesi entro il quale presentare eventuali osservazioni; dopo averle esaminate, potrà chiedere allo Stato italiano – con un “parere motivato” – di intraprendere le misure necessarie per conformarsi al regime delle quote entro un determinato intervallo di tempo.
(da La Repubblica”)
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Giugno 20th, 2013 Riccardo Fucile
INSOFFERENZA TRA I MILITANTI PER IL RISCHIO DI ESSERE “SBATTUTI FUORI” PER OPINIONI DISSONANTI…IL CASO DI “RIJI MAGO”, ATTIVISTA DELLA PRIMA ORA
Tra la base e gli attivisti del Movimento 5 stelle del Sud Milano c’è malumore, emerso nella riunione del 18 giugno, che ha chiamato a raccolta i Meet-up di San Giuliano Milanese, San Donato Milanese, Peschiera Borromeo e Melegnano.
Una fetta importante del popolo grillino lombardo, che fin dall’inizio s’era messa al fianco di Beppe Grillo per supportarlo — anche tecnicamente — nella sua “discesa in campo” politica e durante le sue apparizioni a Milano e provincia.
Non era raro vedere, in quelle occasioni, persone con pettorine con sopra scritto: “Amici di Beppe Grillo, Melegnano” occuparsi della security durante affollatissimi comizi.
Oggi i toni sembrano diversi.
“Cari ragazzi, io penso che noi del M5S siamo ad una svolta importante: siamo impantanati come una macchina in una strada piena di fango, con le ruote che girano a vuoto, e più girano più andiamo a fondo”.
Si legge a firma “Nicola A.” sul Meet-up del Sud Milano, a dimostrazione che la discussione interna è seria e non risparmia l’autocritica.
Il processo alla senatrice Adele Gambaro, colpevole di aver espresso pubblicamente il proprio disappunto nei confronti di Beppe Grillo e per questo espulsa dal gruppo parlamentare, ha certamente gettato benzina sul fuoco.
Non ancora del tutto archiviano quel caso, è esploso poi quello della deputata Paola Pinna, anche lei fino a ieri a rischio espulsione.
Situazioni al limite, che unite a vecchie diatribe a nome “Favia” e “Salsi” fanno scrivere ad alcuni attivisti del Sud Milano, che nel Movimento si è arrivati al punto che “prima di dire o fare qualsiasi cosa, bisogna pensare se quello che diciamo o facciamo andrà bene al Signor Grillo, perchè altrimenti ci sbatte fuori”.
I grillini lombardi sono chiamati a raccolta il prossimo 23 giugno per l’Assemblea regionale che si terrà a Cernusco sul Naviglio in provincia di Milano.
Tra gli attivisti Sud milanesi che con maggior trepidazioni attendono quell’appuntamento, c’è Riccardo Cazzola, nell’ambiente conosciuto col soprannome di Riki Mago, un esperto informatico e titolare di un laboratorio di riparazioni elettroniche prima che la crisi glielo portasse via.
“Quello che domanderò io in sede regionale — dice Cazzola — è maggior trasparenza nella gestione del Movimento”.
Cazzola parlerà in riferimento alla situazione generale, ma senza scordare alcune sue esperienze personali. Lui, che per il Meetup Milano1 curò le prime dirette streaming dei comizi di Grillo da Piazza del Duomo, ha spedito nei giorni scorsi il proprio curriculum alla direzione regionale del Movimento, per proporre la sua candidatura all’interno dello staff che cura la comunicazione. Non ne ha saputo più nulla.
E così, considerandosi non proprio l’ultimo arrivato, da buon fruitore del web ha creato una discussione su Facebook, per chiedere conto di quella mancata risposta e domandando che venisse spiegato come si sarebbero scelti quei collaboratori.
Qualcuno ha postato che visto l’alto numero di curriculum arrivati è “stato dato seguito solo ai candidati più rispondenti ai requisiti richiesti”.
Ma c’è stato anche chi ha risposto: “Trovo assurdo che per Riccardo non si sia trovato un ruolo, visto gli anni che ha dedicato a quello che non era ancora un movimento. In più sappiamo tutti benissimo il periodo difficile che sta passando. La gratitudine non è contemplata. Questo non mi piace”.
Cazzola è anche l’autore di una mozione, presentata ai nove consiglieri regionali lombardi del Movimento 5 stelle, per ampliare ad artigiani e piccoli imprenditori, il periodo proroga di 18 mesi del pagamento delle rate dei mutui, nel caso gli stessi attraversino un periodo di crisi e restino senza reddito. Un’altra battaglia che sente sulla sua pelle. Le banche, infatti, stanno per portargli via la casa. Per salvarla è stata pensata pure una donazione in rete.
“Ma per quanto riguarda la mozione anche lei s’è persa nei meandri della politica” dice Cazzola. “Vedremo — conclude — come ci risponderanno i nostri consiglieri regionali alla riunione del 23. E ne prevedo delle belle”.
Fabio Abati
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Giugno 20th, 2013 Riccardo Fucile
POI CANCELLA IL POST SU FACEBOOK, MA IL SEGRETARIO DEL PARTITO CHIEDE L’IMMEDIATA ESPULSIONE
Bufera sulle frasi scritte su Facebook da una consigliera di circoscrizione a Prato che è anche
componente della segreteria provinciale Pd, Caterina Marini, 30 anni: “Extracomunitari ladri stronzi dovete morire subito”.
Dopo la diffusione del post, poi cancellato, il segretario pratese del Pd, Ilaria Bugetti, ha chiesto l’espulsione dell’iscritta: “Con quelle dichiarazioni – dice – è di fatto fuori dal Pd. Ho già chiesto l’apertura di un procedimento disciplinare”.
Il messaggio contro gli extracomunitari, rimosso qualche ora fa, è stato postato nei giorni scorsi, dopo un tentativo di furto subito dalla sorella della consigliera di circoscrizione: “Mentre andava in camera si è trovata faccia a faccia con un ladro. Che città di merda è questa. Extracomunitari ladri stronzi dovete morire subito”.
Nei commenti seguenti, rispondendo ad una amico che la interrogava sulla gravità delle sue affermazioni, Caterina Marini ha aggiunto: “Sconvolta. Era un magrebino. Agile come un gatto. E datemi di razzista non me ne frega. La gente ha solo discorsi”.
Immediata la reazione della rete.
Nel condannare il post, il segretario pratese del Pd Bugetti scrive che quelle dichiarazioni “violano chiaramente i nostri principi fondanti che da sempre si rispecchiano nell’anti-razzismo, nella non-violenza e nel rispetto della convivenza. Tali affermazioni hanno giustamente colpito la sensibilità delle forze politiche, associative e civili che tutti i giorni lavorano a quell’idea d’integrazione irrinunciabile in una moderna ed evoluta società “.
“Non spetta direttamente a me emettere delle sanzioni – conclude la segretaria cittadina del Pd – e ho già chiesto l’apertura di un procedimento disciplinare presso la commissione di garanzia. Tuttavia appare evidente la violazione del codice etico che Caterina Marini ha sottoscritto”.
(da la Repubblica“)
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Giugno 20th, 2013 Riccardo Fucile
SMENTITA DAI DATI UFFICIALI LA PALLE DEI RAZZISTI NOSTRANI: PER NUMERO DI PROFUGHI OSPITATI, SIAMO AL SESTO POSTO IN EUROPA, BEN LONTANI DA FRANCIA E GERMANIA
C’è una foto significativa nelle prime pagine del rapporto 2013 sui rifugiati curato dall’Alto commissariato delle Nazioni Unite.
Ritrae la famiglia di una ragazzina fuggita dal Mali durante la guerra fra integralisti islamici e soldati governativi e accolta in un campo profughi in Burkina Faso.
Si chiama Aminata, è una madre giovanissima, e accanto a lei dorme un fagottino di due mesi, sua figlia Aichatou. Aminata indossa una maglietta nera un po’ sbiadita, su cui campeggia questa frase, in italiano: “La mamma non ti ha detto niente?”.
No, che non le aveva detto niente, quanto meno nulla che bastasse a evitare il destino della diseredata, sotto il sole, nella polvere, a dipendere dalla carità degli altri.
È una coincidenza curiosa che la frase sia in italiano, una lingua diventata ormai, nei codici globali, il simbolo dell’abbigliamento.
Chissà se nel sogno della ragazzina maliana senza tetto c’è anche un’idea del nostro Paese, che visto dall’Africa sembra la porta dell’Europa e dunque la strada principale per il benessere.
Fra le cose che la mamma non ha detto ad Aminata, c’è anche la paura italiana dell’invasione, l’allarme tsunami, come lo chiamarono pochi mesi fa i politici intenzionati a usarlo.
E invece la tendenza delineata dal rapporto dell’Unhcr è proprio in senso contrario.
Macchè invasione, altro che tsunami: le carrette dei mari stracariche di disperati e dirette a Lampedusa sono in calo netto, dice l’Alto commissariato.
Nel 2012 le domande di asilo presentate in Italia sono state 17.352, la metà rispetto all’anno precedente.
Nel nostro Paese a dicembre i rifugiati erano 64.779: una cifra sicuramente significativa ma ben lontana dalle immagini catastrofiche proposte negli anni scorsi.
In realtà l’Italia è al sesto posto fra gli Stati europei, ben lontana dalla Germania, che ha accolto 589.737 rifugiati, e dalla Francia, che ne ospita 217.865.
Anche il Regno Unito (con 149.765), la Svezia (92.872) e la piccola Olanda (74.598) hanno fatto di più, aprendo le porte a perseguitati e fuggiaschi.
Niente a che vedere, s’intende, con le emergenze che devono fronteggiare Paesi molto più deboli finanziariamente delle nazioni d’Europa: il Pakistan, per esempio, ha accolto 1,64 milioni di afgani, e la repubblica islamica d’Iran 862 mila.
A ridurre la corrente verso l’Italia, sostiene l’Unhcr, è stata la fine della fase più drammatica delle violenze in Nord Africa.
Ma se le rivolte della Primavera araba attraversano una fase meno convulsa e la guerra in Libia, al di là delle scosse di assestamento, è comunque finita, le tendenze globali sono preoccupanti. La cifra complessiva di rifugiati e sfollati ha raggiunto livelli che non erano sfiorati dal 1994. Secondo l’Alto commissariato, le persone coinvolte in migrazioni forzate alla fine del 2011 erano 42,5 milioni e nel 2012 hanno raggiunto quota 45,1 milioni.
Oltre 15 milioni erano rifugiati propriamente detti, quasi un milione i richiedenti asilo, e gli altri – circa 28,8 milioni – erano sfollati, persone costrette a lasciare la casa ma rimaste nel proprio Paese.
A provocare le migrazioni è soprattutto l’incubo della guerra. Lo dimostra il fatto che 55 rifugiati su cento vengono da cinque Paesi coinvolti nei conflitti: Afghanistan, Somalia, Iraq, Siria, Sudan. Altri flussi “importanti” sono quelli dei fuggiaschi dal Mali e dal Congo RDC.
Ma quello che spesso sfugge è la distribuzione dei fuggiaschi. Le tabelle dell’Onu parlano chiaro e smentiscono una volta per tutte i luoghi comuni.
Ben 81 rifugiati su cento sono ospitati da Paesi in via di sviluppo.
E persino i più poveri fanno la loro parte in maniera consistente: 2,5 milioni di rifugiati (cioè il 24 per cento del totale) vivono nei 49 Stati meno sviluppati del pianeta. Insomma, c’è solo la fuga dall’orrore e dalla morte, il presunto assedio alla cittadella dei ricchi è semplicemente una bugia.
Gianpaolo Cadalanu
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Giugno 20th, 2013 Riccardo Fucile
“RISCHIO DI CONCENTRAZIONI E DI RINCARI SUL MERCATO ELETTRICO”
«In molti settori dell’economia italiana si registra un livello di concorrenza non ancora
soddisfacente e i prezzi pagati dai consumatori tendono irrimediabilmente a salire. In questa ipotesi sembra rientrare il mercato delle assicurazioni».
Non è certo la prima volta che l’Antitrust si occupa di Rc auto.
Solo quattro mesi fa l’Autorità garante per la concorrenza ha chiuso quell’indagine conoscitiva che ricordava come il «premio medio sia in Italia più del doppio di quello di quello pagato in Francia e in Portogallo, superi quello tedesco dell’80% e quello olandese di quasi il 70%».
Ma ieri il presidente Giovanni Pitruzzella ha ripetuto il suo appello per una «indispensabile» riforma del settore direttamente in Parlamento, dove ha presentato la relazione annuale.
Nello stesso giorno l’Ivass, l’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni, mette in fila altri numeri poco virtuosi.
Tra aprile 2012 e aprile 2013 la tariffa Rc auto è salita in particolare per le donne, con un picco del +12% per le neopatentate.
Mentre per i coetanei maschi si registra una flessione del 6,4%.
Un’apparente discriminazione al contrario che arriva dopo la sentenza della Corte di giustizia europea che ha bocciato le polizze agevolate per le donne, che pagavano meno perchè considerate più prudenti.
A fare i conti più in generale sono Adusbef e Federconsumatori: tra il 1994 e il 2012 il premio medio è passato da 391 a 1.350 euro.
Mentre il Codacons ricorda come, tra crisi e polizze care, le stime Aci parlano di 4 milioni di auto che circolano senza tagliando.
Non solo assicurazioni, naturalmente.
Nella sua relazione Pitruzzella ha toccato anche altri punti importanti. L’energia, dove tra consumi in calo e diffusione delle rinnovabili c’è il rischio che il «mercato torni a concentrarsi» con aumenti dei prezzi «assai probabili ».
La telefonia, con il «grande interesse» per la decisione di Telecom di scorporare la rete della società , un passaggio molto apprezzato dai competitor Vodafone e Wind.
Il settore bancario, che «costituisce una priorità di intervento » per la tutela dei consumatori.
E ancora Internet, che rappresenta una «grande opportunità di sviluppo » ma ha bisogno di regole per la «tutela dei diritti di chi produce contenuti», sul modello dell’accordo tra Google e gli editori francesi.
Nel settore dei trasporti Pitruzzella ha detto come «l’avvio dell’operatività dell’Autorità di settore non sia più rinviabile», incassando la promessa del ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi: «Spero che entro l’estate presenteremo la terna dei nomi per la sua costituzione ».
Di numeri e richiami ce ne sarebbero ancora, come le sanzioni per 182 milioni di euro distribuite negli ultimi 17 mesi.
Ma anche la cornice conta. E in linea con i tempi, il presidente dell’Antitrust ha scelto stavolta un taglio sociale: «Con la crisi – dice–la concorrenza diventa centrale non solo per la crescita ma anche perchè è una leva per ridurre le diseguaglianze».
Non a caso sulla prima pagina della relazione viene citato Joseph Stiglitz, premio Nobel per l’economia che ha appoggiato Occupy Wall Street: «Ci sono due modi per arricchirsi: creare ricchezza o toglierla agli altri. Il primo aggiunge qualcosa alla società , il secondo di solito sottrae».
Lorenzo Salvia
(da “il Corriere della Sera“)
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