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PD SENZA REGOLE: IL CONGRESSO PUO’ SLITTARE AL 2014

Settembre 9th, 2013 Riccardo Fucile

CUPERLO: “PRIMARIE PER IL SEGRETARIO, NON PER LA PREMIERSHIP”… BERSANI: “NESSUN TRUCCO”

Epifani l’ha ribadito in chiusura di festa del Pd a Genova, e ci torna di nuovo Gianni Cuperlo, lo sfidante di Renzi alla segreteria: «Le primarie? Sono per il segretario non per il candidato premier».
Quindi bisogna cambiare le regole: separare leadership del partito dalla premiership, e cominciare dai congressi locali.
Ma l’accordo sulle regole del congresso non c’è: i renziani non vogliono modifiche; la sinistra, a partire da Bersani, sì
Per il Pd comincia una settimana decisiva.
Roberto Gualtieri è stato incaricato di scrivere una bozza d’accordo sulle regole entro venerdì, quando si riunirà  il “comitatone”. Ci sta lavorando.
Mentre i bersaniani hanno due appuntamenti per decidere chi appoggiare nella corsa alla segreteria.
Sono rimasti isolati, dopo l’endorsement di Franceschini a Renzi. Si stanno spostando su Cuperlo, anche se la decisione vera e propria dovrebbe arrivare in una riunione, mercoledì. Sospettato di ordire trappoloni al sindaco di Firenze, Bersani contrattacca: «Basta dire che qualcuno fa trucchi, siamo un partito, un collettivo, non c’è nessuno che ha in mano le chiavi delle regole».
E insomma, deciderà  l’Assemblea nazionale convocata per il 20 e il 21 settembre.
I renziani accusano di traccheggiamenti, di non avere indicato la data del congresso nella speranza che possa slittare al prossimo anno, a gennaio, febbraio.
Bersani garantisce che non è così. Annuncia che appoggerà  il candidato che assomiglia alla sua idea di partito e che comunque non intende fare il «team maker»
Però a temere un rinvio del congresso ora ci sono anche i “giovani turchi”.
«Se si tiene questo schema di cominciare dai congressi locali, si rischia di non fare le primarie entro novembre o al massimo l’inizio di dicembre».
Ragiona Francesco Verducci, che è nel comitato per le regole.
Le sfide locali in pratica, così come le immagina Epifani, porterebbe a svolgere le primarie nazionali non prima di gennaio.
I “giovani turchi” proporranno quindi di congelare i congressi regionali.
Non la sola novità . «Per combattere davvero il correntismo che affligge il partito, basta un rimedio intanto — spiega Verducci — che ciascun candidato sia sostenuto da una sola lista, non come accade ora. Se tutti ci stanno, si può fare; vedremo così chi è contro le correnti a parole, e chi lo è nei fatti».
Due idee e visioni di Pd si confrontano e si scontrano. «Serve un segretario che rinunci alla ribalta mediatica », bacchetta il ministro Andrea Orlando, supporter di Cuperlo, che chiede a chi è passato con Renzi: «Ne spieghino i motivi»
Fabrizio Barca, l’ex ministro della Coesione territoriale, impegnato per una riscossa del Pd (però non vuole candidarsi alla segreteria), ha lanciato un questionario: «Il partito ha davvero bisogno di un leader carismatico? ».
Barca nei mesi passati ha girato per i circoli del Pd, e appoggia le iniziative di Pippo Civati. Civati è l’altro candidato alla segreteria, più che mai determinato – ribadisce — a correre alla primarie.
«Sono molto felice di non ritirarmi, al massimo mi ritiro in una festa del Pd».
E stigmatizza i posizionamenti già  in corso: «… sembra un calciomercato ».
Fuori dalla mischia del partito vuole restare il premier Letta. Punta alla navigazione del governo, e non vuole farsi strattonare: «Mi dedico completamente alla missione di governo. Del partito, il Pd, a cui sono affezionato, non posso e non voglio occuparmi, e non me ne occuperò».

Giovanna Casadio
(da “la Repubblica“)

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E’ GIUNTA L’ORA, BERLUSCONI E IL PDL ACCERCHIANO IL COLLE

Settembre 9th, 2013 Riccardo Fucile

OGGI IL PRIMO ROUND IN GIUNTA

Non è finita, il caso non è chiuso”. Anzi, si può dire che le contromosse messe a punto dagli avvocati del Cavaliere per evitare il peggio siano appena cominciate.
Ma ieri il vicepremier Angelino Alfano — che è atteso al Quirinale in settimana come Fabrizio Cicchitto, mentre oggi comincia la Giunta su B. — ha sentito il bisogno di ribadire quanto il Pdl conti sull’ultima trovata, quella del ricorso alla corte di Strasburgo (che Violante, tuttavia, sostiene non sia ammissibile) per bloccare i lavori della Giunta sulla decadenza.
Strasburgo, dunque, come un quarto grado di giudizio in attesa del quale, secondo Alfano, la Giunta non dovrebbe muoversi, ma siccome anche ad Arcore sanno ormai che sarà  complicato ottenere uno stop vero e proprio dei lavori in attesa del pronunciamento dell’Unione Europea, allora meglio puntare ad un allungamento dei tempi.
“Sotto il profilo politico — ha infatti aggiunto Alfano — abbiamo la speranza che la Giunta non sia una ghigliottina, abbiamo la speranza che si studi, che si approfondisca, che si rifletta come per qualsiasi cittadino che siede in Senato”.
Ma Letta è chiaro: “I veti non mi bloccheranno”
Ad Arcore, ieri, Berlusconi ha visto in mattinata i ministri impegnati al workshop Ambrosetti a Como (c’è stato un lungo colloquio privato con Lupi) ai quali ha ribadito l’intenzione di non staccare la spina all’Esecutivo se, come a questo punto spera, il Pd gli darà  una mano in Giunta ad allungare i tempi della discussione.
Oggi, in Giunta, si comincerà  a lavorare nel primo pomeriggio, ma ieri ad Arcore, Berlusconi ha lavorato con i suoi legali per stilare quella che anche Sandro Bondi ha ammesso essere la “madre” di tutte le difese contro l’inevitabile decadenza: la richiesta della revisione del processo.
Si sostiene, nell’entourage dei legali del Cavaliere, che dalle indagini condotte dai magistrati svizzeri, che hanno riguardato anche l’acquisizione dei diritti tv da parte della Rai e dei altre emittenti private, siano emerse “prove” che smentirebbero clamorosamente l’impianto stesso del processo Mediaset.
La richiesta di revisione, a quanto se ne sa, non potrà  arrivare prima di qualche settimana, ma frattempo, in Giunta, ci si affiderà  al relatore Augello. La cui relazione è passata da 25 pagine a 130, un “tomo” che impegnerà  per diverse ore i senatori nella lettura e nella successiva discussione sulla tabella di marcia da tenere da qui alle prossime quattro settimane. La relazione, a quanto se ne sa, sarà  incardinata su tre pilastri: che la legge Severino è piena di “buchi”, come quello che non prevede la retroattività  solo per chi sceglie di patteggiare la pena, lasciando in dubbio cosa accada per tutti gli altri, che sempre nella medesima legge non è stato scritto in nessun punto che un senatore o deputato condannato “decade” al pari di un assessore regionale (fattispecie, invece, prevista) e che — in ultimo — viste le tante lacune, un passaggio alla Corte Costituzionale “sarebbe d’obbligo”. Il tutto, ovviamente, condito con la necessità  di ascoltare pareri di esperti che possano chiarire in quale direzione “scrivere l’eventuale ricorso”. Il nodo politico è sempre lo stesso: il Pdl ha bisogno che il Pd lo aiuti almeno a rallentare i lavori fino alla pronuncia di Strasburgo.
Potrebbero passare mesi, visto che non c’è stata alcuna richiesta di esame d’urgenza da parte dei legali del Cavaliere.
E questo sarà  certamente respinto dai democratici. Ma una via mediana è comunque possibile trovarla.
Fabrizio Cicchitto conta proprio su questo e sia lui che Alfano sono in stretto contatto con il Quirinale nel caso in cui in Giunta dovesse accadere qualcosa che facesse precipitare gli eventi, ma questo — almeno oggi — non dovrebbe avvenire.
Quello che si teme è che in serata Berlusconi possa intervenire — come previsto dal programma — a Sanremo alla festa del Giornale accanto a Sallusti, e possa tornare ad usare toni e parole capaci di far andare su tutte le furie Napolitano.
Per questo motivo i suoi figli, ma anche la fidanzata Francesca, lo stanno consigliando di saltare l’evento.

Sara Nicoli e Carlo Tecce
(da “Il Fatto Quotidiano”)

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PER IL PDL “SERVE UN RINVIO DI SETTE GIORNI”, PER IL PD “AVANTI SECONDO LA LEGGE”

Settembre 9th, 2013 Riccardo Fucile

SI PARTE CON LA RELAZIONE FIUME DI AUGELLO

IL PD con l’M5S e con Sel. Anche con Scelta civica, pur se Benedetto Della Vedova ufficialmente fa il prudente.
Questo fa impazzire SB. Non solo lui in verità , visto che pure nel Pd c’è qualcuno che vorrebbe trattare l’affaire SB con mano di velluto. Solo qualcuno però.
Perchè la notizia – fondamentale per capire che cosa succederà  davvero oggi – è che a nessun componente Pd della giunta sono arrivati messaggi per raccomandare prudenza e comportamenti soft.
Su SB si va avanti «come la legge chiede che si vada avanti». Questo ha ripetuto il capogruppo al Senato Luigi Zanda ai suoi.
Gliel’aveva detto anche nei giorni scorsi, ma per evitare dubbi lo ha ribadito
Tuttavia, c’è modo e modo di andare avanti. Avanti piano? Avanti di corsa? Avanti con prudenza? Avanti con soste per pigliar fiato?
La seconda cosa certa di questa vigilia – «piena di tensione » come confessa l’ex giudice ed ex sindaco di Lametia Doris Lo Moro del Pd – è che il Pdl è ben deciso a ingaggiare una battaglia durissima sui tempi.
Politicamente, lo rivela il vice presidente della giunta Giacomo Caliendo, ex magistrato pure lui ed ex sottosegretario alla Giustizia: «Voglio proprio vedere se per SB si seguirà  un comportamento che non s’è mai seguito per nessun altro parlamentare. Voglio vedere se si avrà  il coraggio di fare un’accelerazione del tutto immotivata. Voglio vedere se non saranno rispettati i diritti della difesa. Voglio vedere se non ci daranno almeno una settimana di tempo per leggere la relazione».
Un altro magistrato – eh sì, per un caso questa giunta è piena di ex toghe… – canta la musica opposta.
Il democratico Felice Casson non sente ragioni: «La legge Severino dice che la decadenza va fatta subito. Io voglio che questa legge sia rispettata».
Casson, il solito “estremista”, come sostengono quelli del Pdl?
L’ex battagliera presidente della Provincia dell’Aquila Stefania Pezzopane, ora vice presidente della giunta, è ancora più tranchant: «L’ho già  proposto la settimana scorsa, dobbiamo proseguire subito, già  il giorno dopo».
Ovviamente senza dubbi Mario Michele Giarrusso, il capogruppo dell’M5S: «Dobbiamo andare avanti a oltranza ».
Bisogna partire da qui per interrogarsi su cosa succederà  davvero in giunta. Andando a ritroso. A cominciare dallo scontro inevitabile sul calendario. Perchè è su quello che SB sfida il Pd.
Prima pressione del Pdl. Allungare il brodo. Cercare tutte le scuse. Congelare, o quantomeno allontanare nel tempo, o addirittura rinviare sine die, il voto della giunta.
Ma tutto questo è realistico
Decisamente, la richiesta del Pdl suona come del tutto irrealizzabile.
La contrasta l’asse Pd-M5S-Sel. Otto più quattro più uno. Asse vincente su quello di centrodestra (sei Pdl, un Gal, una Lega) anche se con loro si schierasse il socialista Buemi e Della Vedova fosse incerto
Che cosa succederà  oggi? Ci sarà  la guerra sul calendario
È presto detto. Il relatore Andrea Augello, senatore Pdl, farà  la sua relazione. Indipendentemente da cosa dirà , il Pdl chiederà  tempo, «tempo giusto» dice Caliendo. «Almeno una settimana, certo loro hanno la maggioranza e possono fare quello che vogliono, ma non possono violare le regole, il bon ton delle istituzioni».
Lo scontro è garantito. Le parole d’ordine sono chiare. Giarrusso: «A oltranza». Casson: «In settimana».
Toccherà  al presidente Dario Stefà no una mediazione. La giunta si può riunire almeno per altri due giorni, tipo mercoledì e venerdì. È escluso che si vada direttamente a lunedì 16 settembre
Curiosità . Il presidente della giunta vota regolarmente?
Il quesito non è di poco conto. Ebbene sì, ovviamente Stefà no, il senatore di Vendola, ha diritto di voto. Esiste una prassi di giunta per cui spesso il presidente non vota, ma nessuno gli impedisce di farlo. Nell’affaire SB per certo Stefà no non rinuncerà  a votare. Farà  maggioranza.
Che proporrà  Andrea Augello, l’uomo del giorno, il più “telefonato” durante il week-end? Salverà  SB? Ricorrerà  a un trucco? Lui, un ex An, gli fornirà  un gradino per restare in Senato?
Augello è rimasto a casa tutta la domenica. È uscito quattro volte per “passeggiare” il suo cane. Si chiama Drago. Lo ha portato anche a correre al parco.
È rimasto in piedi tutta la notte per ridurre la portata monstre della sua relazione, lievitata da 25 a 125 pagine.
«Sto cercando di scendere a 90» diceva ieri sera. Un coniglio dal cappello lo tirerà  fuori.
Il rinvio pregiudiziale alla Corte di giustizia del Lussemburgo. «Ricorso giusto e del tutto compatibile» scriverà  lui, perchè la legge disciplina pure l’incandidabilità  per il Parlamento europeo, quindi riguarda il diritto dell’Unione, quindi la giunta italiana può mettersi i panni del giudice, che le sentenze della Consulta e di Strasburgo gli riconoscono, e andare avanti.
È ovvio che la giunta deve fermarsi, deve aspettare quel giudizio. Un atout non da poco per SB. Destinato alla bocciatura.
Augello si appella solo a Lussemburgo oppure il suo spettro contro la legge Severino è più ampio? Cosa ci sarà  nella sua relazione
Più che un “processo” a SB, quello di Augello sarà  un “processo” alla legge Severino.
Certo, Augello parlerà  per forza di SB. Partirà  dalla sentenza che il primo agosto lo ha condannato a 4 anni per frode fiscale. Farà  la storia del processo Mediaset.
Ma poi chiederà  alla giunta se davvero vuole creare il precedente di un senatore cacciato da palazzo Madama in forza di una legge che, a suo dire, è un colabrodo.
Lo dicono i pareri pro veritate di Berlusconi. Lo dice il ricorso a Strasburgo di SB. Ma lo pensa pure lui. Se l’è lasciato scappare più volte in questi giorni: «Questa legge è un disastro. È stata fatta male. Merita di andare alla Consulta. Lussemburgo avrebbe da ridire».
A questo punto Augello chiuderà  la sua relazione e tutto fa pensare che non chiederà  la decadenza di SB sulla base di una legge che per le sue falle non può comportare il sacrificio di un senatore.
Gli voteranno contro e lo sostituiranno. Ma non succederà  certo oggi.
Oggi cominceranno solo gli interventi
Il Pd è tormentato? Ci sono defezioni nel gruppo? Che rapporto c’è con l’M5S? Accetteranno le pressioni dei rinvii?
Confessava ieri Doris Lo Moro: «Non mi era mai accaduto nella mia vita. Ma in queste settimane, e anche oggi, ho ricevuto migliaia di sms e di mail, dalla gente comune e dai giuristi, e chiedevano e chiedono tutti la stessa cosa, votare la decadenza di SB».
Ecco, questo è il Pd. Lo stesso di Felice Casson: «Non hanno alcuno scampo giuridico. I loro ricorsi sono assurdi. Come succede nei processi quando l’imputato non sa dove sbattere la testa».
Lo stesso Pd di Stefania Pezzopane: «Non ho ricevuto alcun invito a rallentare i lavori. La legge è chiara. Il ricorso a Strasburgo è solo una mossa politica, è un messaggio alla giunta che però non può essere condizionata da fatti politici. Se ci fermassimo ci renderemo complici del mancato rispetto della legge»
Per la prima volta in questa legislatura, dopo il no ad allearsi nel governo, si creerà  un asse Pd-M5S nel governo?
Per ora parlano i fatti. Ecco cosa diceva ieri il capogruppo M5S Mario Michele Giarrusso: «Se Augello non farà  una proposta chiara e definitiva ne chiederemo la sostituzione. Se cercherà  di fare, come vorrà  fare, il processo alla legge Severino, noi lo fermeremo. Il ricorso a Strasburgo di SB è un’assurdità . Se il Pdl cercherà  di fermare la giunta noi ci opporremo, perchè l’Italia non può stare appesa a una vicenda che in un altro Paese più civile del nostro si sarebbe già  chiusa. Il Pd? Sembra deciso, speriamo che tengano. Noi faremo la nostra parte e non consentiremo deroghe».

(da “La Repubblica”)

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“GRAZIA TOTALE SU PENA E INTERDIZIONE”: L’ULTIMA RICHIESTA DEL CAVALIERE

Settembre 9th, 2013 Riccardo Fucile

LA VIGILIA IN COMPAGNIA DEI FIGLI, MERCOLEDI’ IL VIDEOMESSAGGIO SU FORZA ITALIA

La trattativa con il Pd e con il Quirinale la portano avanti colombe come Alfano, Quagliariello e Schifani.
Berlusconi punta sempre a un unico obiettivo – la grazia tombale, estesa anche alla pena accessoria dell’interdizione dai pubblici uffici – e tutti i ricorsi degli avvocati sono soltanto diversivi. Servono a prendere tempo.
Così come le questioni pregiudiziali che il Pdl presenterà  in giunta
Perchè le colombe glielo hanno spiegato e rispiegato. Sarebbe «un errore drammatico» far precipitare tutto questa settimana.
Tirare la corda fino a spezzarla con una richiesta ai ministri di dimettersi dal governo. E Berlusconi sembra aver ascoltato il suggerimento, a dispetto della pressioni dei falchi: «Io non voglio far cadere Letta, ma mi serve una risposta. Mi dicono che per la grazia serve tempo, va bene prendiamolo ma mi devono indicare una soluzione ». Convinto che il dialogo possa andare avanti solo su «una cosa concreta», cioè su una precisa assicurazione – che il Quirinale tuttavia non è disposto a concedere e non concederà  – riguardo alla grazia tombale, il leader del Pdl resta con la mano sopra il calcio della pistola.
Tanto che mercoledì ha deciso di diffondere l’ormai famigerato videomessaggio che annuncia ufficialmente la ri-nascita di Forza Italia.
Un documento che è in corso di revisione in queste ore e che sarà  modulato anche sul tipo di atteggiamento che il Pd assumerà  oggi nella giunta delle immunità  di palazzo madama.
Tra giovedì e venerdì dovrebbe tenersi anche l’ufficio di presidenza del Pdl
Intanto, dopo un colloquio mattutino ad Arcore con Renato Brunetta e una telefonata con Gaetano Quagliariello, Berlusconi ieri ha fatto perdere le proprie tracce.
Forse trascorre la domenica con i figli sul lago Maggiore, altri giurano che il pranzo con la discendenza sia stato in Sardegna.
In ogni caso il contatto con Roma è costante. Perchè c’è da mettere a punto le mosse e contromosse in giunta, sotto la regia di Niccolò Ghedini
La scorsa settimana Luciano Violante e Gaetano Quagliariello sono stati visti insieme a cena in una località  turistica della Valle d’Aosta.
Dopo quel lungo colloquio, dedicato presumibilmente a capire i limiti reali della
capacità  di ascolto e temporeggiamento del Pd, il ministro delle riforme ha preparato un dettagliato report per Ghedini.
Del dossier è stato messo a parte anche Andrea Augello. Tutto per prendere tempo
Come la prima mossa che il Pdl farà  nella giunta per le elezioni dopo aver ascoltato Augello leggere oggi pomeriggio le 105 cartelle della sua relazione: verrà  chiesta una sospensione del dibattito fino alla prossima settimana.
Sette-dieci giorni per «approfondire» la proposta del relatore.
Una lunga relazione in cui si citerà  anche un fatto «curioso».
Dal 5 gennaio 2013, data di entrata in vigore della Severino, fino alle elezioni di fine febbraio nessuno si prese la briga di chiedere la decadenza «immediata» dei numerosi condannati presenti in quella legislatura.
Un argomento in più, dirà  Augello, a favore del partito della non retroattività  della norma. Poi, al termine di tutta la procedura, sarà  tirata fuori la carta decisiva.
La «pregiudiziale» decisiva, con la richiesta di attendere fino a che la Corte di Strasburgo dichiari ammissibile oppure manifestamente infondato il ricorso presentato da «Berlusconi contro Italia».
A sondare gli ambienti filo-governativi del Pd sembra che non ci sia molta fretta di votare per la decadenza del Cavaliere da senatore.
Certo, la legge Severino impone la decadenza «immediatamente», ma il Pd non intende offrire pretesti per la crisi di governo: «Non possiamo dare l’impressione di volerlo fare fuori». Dunque adelante, ma con juicio.
Anche perchè, se da una parte Berlusconi rassicura le sue colombe e sembra prendere tempo, dall’altro “para bellum”.
Chi ha letto il testo del video-messaggio si è messo infatti le mani nei capelli per la pesantezza delle accuse alla Magistratura.
«Roba da costringere il Pd ad aprire la crisi di governo», dicono.
Ed è stata data luce verde alla partecipazione della Santanchè lunedì alla riapertura di Piazza pulita e martedì a quella di Matrix.
Due segnali del Berlusconi-di-lotta.

Francesco Bei
(da “La Repubblica“)

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“COSI’ CAMBIERO’ LA SCUOLA”:INTERVISTA AL MINISTRO CARROZZA

Settembre 9th, 2013 Riccardo Fucile

STAGE PRE-MATURITA’, STOP A BONUS… L’ITALIA NON DOVRA’ PIU’ SFORNARE UN LAUREATO CHE NON HA MAI LAVORATO: DAL 2014 I TIROCINI FORMATIVI DA 400 EURO IN AZIENDA… I PRECARI VERRANNO STABILIZZATI, ABBASSARE I COSTI PER GLI STUDENTI

Maria Chiara Carrozza, ministro dell’Istruzione, scende dal palco della Festa nazionale del Pd e dice: “Con il prossimo Consiglio dei ministri aboliremo il bonus maturità , i dieci punti che l’esame di Stato regala a ogni studente promosso bene. Si sa, servono per la valutazione di un test d’accesso universitario che ne vale cento”.
“L’abbiamo guardato da tutte le parti, ho insediato una commissione tecnica apposta, abbiamo capito che è difficile introdurre un premio che garantisca giustizia. Sono giunta alla conclusione che sia impossibile. Abbiamo provato a cambiare il bonus a giugno, a renderlo più equo, adesso è l’ora di fermarci. Per i test del 2014 il bonus maturità  non ci sarà . La commissione ministeriale, in un secondo momento, ci dirà  qual è il modo migliore per premiare gli studenti più efficaci delle scuole superiori”.
Ministro, il bonus maturità  è solo una parte dei sempre più contestati test d’accesso alle facoltà  a numero chiuso. Quando affronterà  la questione?
“Ho chiesto spiegazioni sulle segnalazioni. Sui test d’ingresso ci vuole una valutazione seria e ponderata. Oggi registro che una selezione esiste in molti paesi europei, dovremo parlarne”.
Lunedì ci sarà  il primo Consiglio dei ministri del governo Letta dedicato interamente alla scuola, all’università , alla ricerca. Che novità  registreremo?
“Sono sempre dell’idea che i risultati prima si portano a casa e poi si annunciano. Siamo in una fase politica delicata. Diciamo che i tre temi sono: abbassare il costo dell’istruzione per gli studenti…”.
Il prezzo dei libri è salito ancora del sei per cento, prevedete un nuovo calmiere?
“Ci stiamo lavorando, come stiamo lavorando a un pacchetto trasporti, bus e treni, per gli studenti. Iniziamo a introdurre un welfare scolastico”.
Il secondo punto, immaginiamo, sono gli insegnanti. La Cgil ha detto che non accetterà  scambi tra un aumento salariale e un innalzamento delle ore lavorate. Vuol dire che un po’ di soldi per gli insegnanti ci sono?
“Questo lo vedremo alla fine. Dico solo che il nostro ministero è l’unico che non ha subito tagli legati alla compensazione per togliere l’Imu, e questo dice dell’attenzione del governo per scuola e università . Dico anche che vogliamo introdurre un numero consistente di insegnanti di sostegno, visto l’aumento del numero degli studenti disabili o comunque bisognosi di un’attenzione speciale”.
Le prime bozze del futuro decreto parlavano di 27 mila insegnanti di sostegno da assumere e 44 mila in totale.
“In generale stabilizzeremo i precari cercando di avvicinare l’organico di diritto della scuola all’organico di fatto. Chi ha insegnato a lungo deve poter essere assunto”.
Questo ragionamento ribalta l’impostazione del suo predecessore Profumo, che voleva un ingresso di insegnanti giovani. Che ne sarà  del concorsone pubblico?
“Non bandirò più un concorso pubblico per assumere docenti in queste condizioni. In Toscana e Lazio le commissioni non hanno concluso il lavoro, altrove mancavano classi di concorso, mancavano discipline. Prima di pensare a nuovi concorsi dobbiamo ridare certezza a chi già  nella scuola lavora”.
È vero che vuole cambiare l’esame di maturità ?
“Vorrei cambiare l’approccio all’esame di maturità , la filosofia degli ultimi due anni di studi superiori. Introdurremo l’orientamento universitario già  dal quarto anno di superiori, alla fine del quarto anno uno studente dovrà  essere già  entrato in un ateneo e aver fatto stage in aziende, società , enti pubblici. Priorità  per gli studenti di istituti tecnici e professionali. Oggi un diciannovenne arriva all’estate della maturità  e non sa nulla del suo futuro, delle sue reali attitudini. Anche per questo ho confermato ad aprile, prima della maturità , il test di ammissione alle facoltà  universitarie”.
Vuole un’alleanza scuola-lavoro già  ai 17 anni. E per l’universita?
“L’Italia non dovrà  mai più sfornare un laureato che a 25 anni non ha mai fatto un lavoro, neppure il cameriere. Le multinazionali oggi assumono laureati su tre criteri: primo, chi ha chiuso l’università  in tempo. Secondo, chi ha fatto l’Erasmus. Terzo, chi ha fatto stage o lavori. Con il decreto del Fare abbiamo già  introdotto i tirocini formativi da 400 euro al mese in azienda. Metà  li paga lo Stato, metà  il privato. Inizieremo nel 2014”.
Il terzo punto in Consiglio dei ministri sarà  la programmazione. Che oggi vuol dire avere scuole sicure e moderne
“L’edilizia scolastica è un argomento che sta a cuore al presidente Napolitano, l’ho appena incontrato. Abbiamo messo a bilancio, insieme all’Inail, 450 milioni, e tutte le regioni hanno preparato i loro piani. In Sicilia gli enti locali lasceranno gli edifici in cui pagano un affitto per spostare le attività  in strutture completamente nuove”.
In questa nuova attenzione al rapporto scuola-lavoro, prevede novità  per gli istituti professionali?
“Voglio reintrodurre la geografia, tagliata per motivi di bilancio. In particolare la geografia economica”.
In questa estate ha detto solo cose di sinistra, ministro: le bocciature devono essere pochissime, i compiti per l’estate non servono granchè. Non è che vuole rimettere sulla targa del ministero dell’Istruzione la parola “pubblica”?
“Pubblica è un aggettivo bellissimo, che sento molto mio. Io sono il ministro della Pubblica istruzione”.

Corrado Zunino

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