Settembre 15th, 2013 Riccardo Fucile
IL SOCCORSO ROSSO SALVERA’ BERLUSCONI NEL SEGRETO DELL’URNA
Ancora una volta, nessuno dice la verità . 
Non la dice il Pd quando proclama che B. è finito e nessuna trattativa è possibile per salvarlo.
Non la dice il Pdl, quando minaccia di rovesciare il governo ritirando i ministri subito dopo il voto in giunta sulla decadenza di B., o addirittura dopo la bocciatura della relazione Augello che vorrebbe lasciare B. in Senato in barba alla condanna e alla legge Severino.
Il Pd infatti sta trattando con i suoi vari Violante, e soprattutto sta trattando Napolitano con i vari Letta Zio e Confalonieri.
E il Pdl sa benissimo di poter contare, tra le file del Pd, di 120 franchi traditori che nel segreto dell’urna (bastano 20 senatori per ottenerlo) hanno già dispiegato la loro geometrica potenza impallinando Prodi sulla via del Quirinale.
Perchè lo fecero? Non certo per antipatia personale: perchè sapevano benissimo che, con Prodi al Quirinale, sarebbe nato un governo senza (cioè contro) B., mandando a monte i piani di Napolitano e dei retrostanti poteri finanziari italiani ed europei che spingevano per il reinciucio.
I 120 vermi lavoravano e ancora lavorano per B. con la casacca del Pd.
A spanne, sono 80 alla Camera e 40 in Senato: quanti ne bastano per salvare B. dalla decadenza, senza contare l’ala destra del Centro montian-casinista, pronta a corrergli in soccorso.
Per questo Enrico Letta, che come tutti i capicorrente del Pd conosce benissimo gran parte dei franchi traditori, ostenta tanta fiducia sulla sopravvivenza del suo governicchio.
L’Operazione Salvataggio è già in gran parte scritta nelle date e nei numeri (con buona pace di qualche anima bella grillina, che ancora si arrovella sul dialogo col Pd che nessuno ha chiesto nè mai chiederà ).
Salvo sorprese, sempre possibili in un mondo politico di nani e incapaci, il percorso è questo.
Mercoledì, nella giunta del Senato, il fronte Pd-M5S-Sel respinge la relazione Augello, che si dimette e cede il passo a un nuovo relatore.
Il Pdl, per certificare la propria esistenza in vita, ritira i ministri dal governo Letta (che non li sostituisce, in attesa degli eventi), ma si guarda bene dal votargli la sfiducia, per tenerlo sotto ricatto ed evitare di spaccarsi tra falchi e colombe.
Il nuovo relatore Pd presenta una nuova relazione favorevole alla decadenza di B.
Il quale s’inventerà di tutto (dopo le Corti europee e la Consulta, ora si parla di Tar, Consiglio di Stato e chissà cos’altro: mancano solo i caschi blu dell’Onu) per allungare il brodo.
Di certo c’è solo il calendario giudiziario: entro il 15 ottobre B. deve scegliere fra i domiciliari e i servizi sociali e il 19 ottobre la Corte d’appello si riunisce per fissare la durata dell’interdizione dai pubblici uffici, da uno a tre anni.
Tra un mese, dunque, B. inizia a scontare la pena.
A quel punto uno dei suoi chiede la grazia o la commutazione della pena da detentiva a pecuniaria.
E Napolitano potrebbe concederla, come da precise istruzioni da lui stesso impartite nel monito di agosto.
Intanto i difensori di B. ricorrono contro l’interdizione in Cassazione, che non può occuparsene prima del nuovo anno.
Un giorno o l’altro, siccome si vota a volto scoperto, la giunta approva la nuova relazione e la trasmette all’aula.
Che la vota chissà quando, probabilmente a scrutinio segreto.
Lì può accadere di tutto.
Se B. ha speranze di essere salvato dai franchi traditori, attende l’esito del voto; altrimenti si dimette da senatore e seguita a comandare da fuori, usando i suoi parlamentari per paralizzare il governo e ricattarlo sui temi che gl’interessano per la campagna elettorale.
Che non potrà essere nel 2014 (il 1° luglio inizia il semestre di presidenza italiana dell’Ue). Ma solo nel 2015.
Così il piano Napolitano-Berlusconi-Letta (zio e nipote) sarà compiuto.
E l’Italia sarà l’unico Paese al mondo tenuto in ostaggio per anni da un noto pregiudicato per frode fiscale con la complicità dei suoi presunti avversari. Fantapolitica?
Lo speriamo davvero, ma non ci scommetterremmo un euro.
Marco Travaglio
(da “Il Fatto Quotidiano“)
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Settembre 15th, 2013 Riccardo Fucile
AVEVA 57 ANNI, ERA UNA VOCE LIBERA E INDIPENDENTE DELLA DESTRA NON CONFORMISTA
E’ il genere di notizie che non vorremo mai dare.
Oggi è scomparso Michele Logiurato, in arte Michele Di Fiò, storico cantautore di Musica Alternativa.
Attivissimo negli anni Settanta, è tra i primi a realizzare produzioni musicali di alta qualità . Nel 1977 esce la casetta autoprodotta “Seveso e No” e nel contempo partecipa al Primo Campo Hobbit, dove però non potè esibirsi per problemi di voce.
Nel 1978 è la volta del suo primo LP “Ad un passo dal cielo c’è” seguito, l’anno successivo, da “Cervello”.
La sua ultima performance canora risale al 23 Luglio 1995 nel corso della Festa Nazionale del Secolo d’Italia.
Ai suoi cari le nostre più sentite condoglianze.
Lo vogliamo ricordare pubblicando una sua intervista rilasciata nel 2007 a “la Mosca Bianca” in cui potrete trovare tante scomode verità sempre attuali.
Chi è Michele Di Fiò?
MDF nasce dall’esigenza di non veicolare il proprio nome e cognome, poichè all’epoca ero molto giovane ed il cognome “mio” originale non mi piaceva. Così, cercando tra varie ipotesi di nomi d’arte, mi piacque l’idea di legare la mia musica alla mia donna, Fiorenza. Se vuoi una questione di fedeltà , quella vera, dato che oggi abbiamo due figlie bellissime (Valentina e Debora), siamo animalisti e vegetariani, viviamo in campagna etc. Insomma, stiamo insieme da oltre 35 anni.
Come nasce il cantautore?
Il cantautore nasce negli anni 70, quando per tirare su qualche soldo suonavo nei pianobar, nei pub etc, naturalmente le canzoni in voga in quel periodo (Battisti, Baglioni, Venditti etc). In privato scrivevo canzoni dai risvolti sociali e politici che, naturalmente, nessuno ti aiutava a veicolare. Quindi i provini alla RCA, a Roma. La partecipazione a vari concorsi e la certezza di non farsi mai mettere i piedi in testa da nessuno. Per questo sono stato molto apprezzato dai giovani del periodo, sono stato la colonna sonora di tanti amori di cuori neri. Di questo sono orgoglioso, ancora oggi.
E l’uomo politico?
L’uomo politico è stato qualcosa di diverso. Ho conosciuto le varie fasi, dall’Almirantismo al Rautismo: sono nauseato poichè alla fine ogni fascista o presunto tale che io ho conosciuto si è rivelato un bluff.
Tutti, proprio tutti, pensano solo ed unicamente alla propria tasca, al proprio tornaconto. Qual povero Mussolini si rivolta nella tomba se guarda a certi campioni del saluto romano automatico, della facile parola “camerata” che tutto quanto rende dolce. Io credo che, in questo mondo di merda, camerata fa rima con fregatura assicurata. In fondo l’italiota è sempre il personaggio raffigurato da Alberto Sordi: furbetto, sornione, pronto a fare pace, affarista, pronto a mille sotterfugi. Un senza palle, tendenzialmente. Ed io, in politica vedo tanti senza palle, purtroppo.
La politica in Italia è cambiata, ti riconosci nella Destra di oggi?
Sono una bestia politica, un anarchico che si è rotto di ascoltare stronzate e di battere le mani. Non mi muovo perchè quando lo faccio provoco rumore e le ire del potere, come quando nel 1994 portai da solo (senza partiti alle spalle) 500 mila firme raccolte contro quel falso prete di Oscar Luigi Scalfaro per farlo dimettere. Si, perchè lui vede e parla con la Madonna ma all’epoca prendeva 100milioni al mese dai servizi segreti: uno schifo. Se fosse vero la Madonna l’avrebbe coperto di sputi…
Avere lasciato un segno indelebile con “La mosca bianca” e dopo soli sette numeri avere chiuso la consideri una sconfitta? Perchè non è uscito l’ottavo numero?
Non hai nemmeno idea di quale canea si scatenava quando usciva LMB. Innanzitutto partivano le telefonate di Fini, La Russa e Gasparri per sabotare la diffusione, perchè si diceva che io stavo con Rauti e quindi ero da discriminare. Ma questo era vero fino ad un certo punto: io andavo a fare concerti dovunque mi chiamassero, senza distinzioni di sorta. Ma tant’è: io non ero il leccaculo di nessuno, tanto è vero che dopo il congresso in cui Rauti andò alla segreteria, dopo aver visto per qualche mese quale era l’andazzo e che non vi era alcun cambiamento rispetto a prima, lo mandai sonoramente (con lettera raccomandata) a quel paese, poichè manifestamente rinco…
Politicamente la sinistra ha sempre aiutato, promosso e pagato artisti della loro area; per quanto riguarda la destra è stato solo un problema di soldi o per non esporsi, o per che cosa?
La Destra è una realtà fatta di omuncoli, mai abituata alle grandi cose, che salta fuori solo al momento opportuno quando c’è qualcosa da prendere, da arraffare: vedi quanti sono oggi sul carro di Alleanza Nazionale? Qualcuno pensa ancora che la maggioranza di questi sta su quel carro per la Fede? No, c’è sempre, sempre un tornaconto, basta cercare e lo si trova. Per questo è importante essere liberi, non essere costretti. Qui il discorso sarebbe lunghissimo: certo se non avessi dovuto sottostare a scelte di altri, se avessi avuto qualche soldo in più, anche la musica, mia e di altri gruppi, sarebbe andata in altro modo.
Ma la musica, ho capito dopo, serviva da specchietto per le allodole per portare i giovani in piazza a fare campagna elettorale per certe cariatidi di onorevoli da fare schifo.
Un errore che non commetteresti più?
Mi sono trovato in tante occasioni faccia a faccia con personaggi politici equivoci e per quieto vivere ho abbozzato un sorriso di circostanza: oggi li manderei a cagare in pubblico.
Gli artisti alternativi di oggi cosa dovrebbero prendere degli anni 80 musicalmente parlando?
Ogni età ha un suo sound di riferimento e bisogna cavalcare il momento, fare cose nuove. Avere il coraggio di inventare cose nuove, questo si è alternativo. Certo non è facile poichè hanno già inventato tutto ed il contrario di tutto, ma l’artista, quello vero, è colui che riesce a modificare la realtà e creare nuove suggestioni per i nostri cuori.
E’ ancora possibile parlare di musica politicamente impegnata in un contesto politico come il nostro? La musica alternativa sopravvive, ma con quali realtà si trova a fare i conti?
Un pubblico artisticamente impoverito, culturalmente poco consapevole. Terminati gli anni di piombo i cantautori si sono ridotti a elementi pseudoinvisibili, e con scarse possibilità di veicolare il proprio messaggio. Da dove è cominciata questa miseria? Dal fatto che non servivano più i menestrelli ad aprire i comizi degli onorevoli nelle campagne elettorali. Non vi siete accorti che in quei periodi gli onorevoli facevano fatica a sborsare centomila lire per il rimborso spese di tanti di noi e oggi si presentano sul palco con Gigi d’Alessio o Marco Masini (pagati profumatamente!!!). Questa è la realtà , ragazzi…
La musica tocca e parla della sensibilità di chi la ascolta. Ma è la gente che chiede e produce musica. Se gli italiani hanno perso un’identità politica è anche colpa di chi non canta più certi argomenti?
Gli italiani cantano ciò che gli viene proposto. Quando Fini mi chiamava per una Festa Tricolore e chiedeva uno sconto poichè i ragazzi di quel paese non ce la facevano con le spese, mai avremmo immaginato che oggi nelle leve del potere radio televisivo abbiamo autorevoli esponenti della destra che, per la musica alternativa hanno fatto… un cazzo!
La politica a destra oggi è divisa, secondo te le tue canzoni possono ancora dire qualcosa a nostri giovani?
Le mie canzoni sono figlie del loro tempo, oggi per fortuna non si muore più per le strade come negli anni 80. Oggi ci sarebbe bisogno di canzoni con un respiro più ampio, con la rivendicazione del nuovo che avanza e il ricordo delle tradizioni che va oltre il nostro futuro. Ma è un discorso lungo, impegnativo. Qui ci vorrebbero le famose palle, magari ne riparliamo.
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