Agosto 18th, 2017 Riccardo Fucile
I SONDAGGI ESTIVI DI “LIBERO” SONO LO SPECCHIO DI COME E’ RIDOTTA LA DESTRA FANTOCCIO
Non è estate senza i sondaggi estivi di Libero. 
Per questo oggi è ripartito il sondaggione di Libero che permette al lettore di esprimere liberamente la propria opinione sui temi più interessanti del solleone: meglio il due pezzi o il costume intero? Al mare o in montagna? Vuoi più bene alla mamma o al papà ?
Ma soprattutto, visto che è successo qualcosina ieri, diteci la vostra:qual è l’attentato terroristico che vi ha impressionato di più?
Qual è il morto ammazzato da assassino che vi ha scavato dentro il cuore?
Chi vi ha dato le maggiori emozioni mentre saltava in aria o veniva investito da un furgone?
Ma soprattutto, diteci la verità : a voi fa più impressione Feltri o Belpietro?
(da “NextQuotidiano”)
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Agosto 18th, 2017 Riccardo Fucile
I POLITICI ITALIANI INNEGGIANO ALL’ODIO CONTRO CHI SCAPPA DALLA GUERRA… LA SINDACA SPAGNOLA SPIEGA COME SI REAGISCE AL TERRORISMO SENZA PERDERE LA PROPRIA IDENTITA’
Ada Colau è la sindaca di Barcellona oggetto in Italia di alcune feroci critiche perchè la sua amministrazione è decisamente a favore della politica dell’accoglienza.
Dopo gli attentati terroristici di ieri c’è chi fa notare gli abitanti della città catalana che non devono lamentarsi se ora alcuni loro concittadini sono morti.
Perchè Barcellona ha sempre rivendicato con orgoglio il suo essere una città aperta e tollerante. A febbraio molti abitanti erano scesi in piazza per manifestare il proprio sostegno ai rifugiati e per chiedere al governo spagnolo di fare la sua parte nell’accogliere i richiedenti asilo.
Oggi a mezzogiorno migliaia di cittadini spagnoli hanno partecipato al minuto di silenzio in omaggio delle vittime dell’attentato di ieri a Barcellona.
Con loro in Plaza Catalunya c’erano Re Felipe VI, il premier Mariano Rajoy e il presidente catalano Carles Puigdemont. In prima fila c’era anche la sindaca Ada Colau che su Twitter aveva lanciato un appello ai suoi concittadini contro la paura.
Ieri invece la Colau aveva scritto su Twitter che Barcellona è una città di pace ribadendo che il terrore non avrebbe cambiato la natura della città .
Ovvero che Barcellona continuerà ad essere una città aperta al mondo, coraggiosa e solidale. Una bella lezione ad una certa sindaca che invece a Roma predica “l’accoglienza zero”.
Quello della Colau non è un tentativo di non vedere la realtà delle cose e di non affrontare la brutalità dell’attacco terroristico.
In qualità di sindaca sa bene cosa è successo ed ha espresso subito la vicinanza alle vittime e ai loro familiari senza andare a cercare capri espiatori come hanno fatto i politici nostrani.
Quella della Colau è una lezione di coraggio per coloro che non sanno affrontare il terrorismo se non chiudendosi dietro muri che danno un falso senso di sicurezza. Coraggio di non cedere alla paura e di non incitare i propri cittadini e i propri elettori a iniziare una caccia all’uomo nei confronti dei musulmani o dei migranti al solo scopo di aumentare il consenso.
In Italia invece abbiamo politici come Giorgia Meloni che è “su tutte le furie” per la risposta della sindaca Colau agli attacchi terroristici.
Secondo la leader di Fratelli d’Italia non è abbastanza netta, decisa e determinata. Troppo pacifista la Colau per combattere la minaccia del terrorismo. Ma la differenza tra la Colau e la Meloni è nel senso di responsabilità : quello che obbliga moralmente un amministratore pubblico a tenere unita la cittadinanza.
Soprattutto dopo un evento tragico come quello di ieri i cittadini di Barcellona non hanno alcun bisogno di risposte “nette, decise e determinate” come quelle della Meloni.
Ha bisogno di una guida che mostri a tutti che si può essere uniti anche nelle avversità senza dover per forza unirsi contro qualcuno.
La polizia e le forze di sicurezza assicureranno i colpevoli alla giustizia, una sindaca non è un comandante militare e non cedere all’intolleranza di cui si fa portavoce la Meloni è il segno di un maggiore senso del ruolo che le compete.
Matteo Salvini preferisce invece andare sul sicuro e gioca la carta Oriana Fallaci, scrittrice tanto cara a tutti coloro che odiano l’Islam per partito preso ma che non hanno mai letto una riga della Bibbia o del Corano.
Ma non è solo la Meloni a “rimproverare” ad Ada Colau le aperture della città nei confronti dei rifugiati.
Perchè non è sufficiente criminalizzare un’intera città e il suo sindaco, bisogna anche criminalizzare una categoria di persone (i rifugiati politici) che non ha alcun legame con l’attacco terroristico.
Ed eccoli i nostri coraggiosi connazionali che sperano che “morti e feriti siano tutti ex partecipanti di questa idiota manifestazione” riferendosi al corteo di febbraio.
Barcellona non è stata attaccata dai rifugiati che voleva accogliere. È stata attaccata da dei terroristi che non erano rifugiati politici.
E bisognerebbe ricordare ai nazionalisti nostrani che coloro che scappano dalle guerre in medio oriente scappano proprio dalle stesse violenze e dalla stessa forma di terrorismo che combattiamo qui in Europa.
Abbiamo con i rifugiati molto più in comune di quanto sono disposti ad ammettere quelli che vogliono chiudere le frontiere.
I terroristi invece quelle differenze e diversità le vogliono eliminare, hanno quindi molto più in comune con chi vorrebbe società etnicamente e religiosamente omogenee.
Perchè per i politici italiani il “problema” è che quei rifugiati sono musulmani. E quindi la questione è l’islamofobia, non l’accoglienza.
(da “NextQuotidiano”)
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Agosto 18th, 2017 Riccardo Fucile
A PLAZA DE CATALUNYA MIGLIAIA DI PERSONE RENDONO OMAGGIO ALLE VITTIME DELL’ATTENTATO… POLITICI UNITI NELLA TRAGEDIA NAZIONALE (QUASI COME IN ITALIA)
Un minuto di totale silenzio per esprimere il cordoglio più profondo. 
Migliaia di cittadini spagnoli si sono riuniti attorno a Re Felipe VI, al premier Mariano Rajoy e al presidente catalano Carles Puigdemont in Plaza Catalunya, cuore di Barcellona, per 60 secondi di silenzio in omaggio alle vittime dell’attentato del 17 agosto.
Dopo il minuto di silenzio la folla si è sciolta in un lungo applauso, tra grida di “No Tengo Miedo”, “Non ho paura”.
All’omaggio hanno partecipato anche la sindaca di Barcellona Ada Colau e i leader di tutti i principali partiti spagnoli.
Le Ramblas, intanto, hanno già ripreso a riempirsi di gente e molti negozi hanno riaperto le loro vetrine: è anche questa la risposta di una città che non vuole saperne di arrendersi al terrore.
“No tinc por, no tinc por”. Scandito da applausi, lo slogan è stato recitato – in catalano – da migliaia di persone, subito dopo il minuto di silenzio, a mezzogiorno esatto, concluso da un applauso infinito.
Nella più famosa piazza di Barcellona, a pochi metri dall’inizio della Rambla – luogo dell’attacco terroristico – sono accorsi tutti, giovani e anziani, abitanti della città e turisti di tutte le nazionalità per dare un chiaro segnale di risposta al terrorismo.
Il presidente catalano Carles Puigdemont, tra gli applausi, ha percorso tutta la Rambla a piedi, scortato da un ingente numero di guardie del corpo.
(da agenzie)
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Agosto 18th, 2017 Riccardo Fucile
MONTA LA POLEMICA VIA TWITTER DOVE MOLTI HANNO CHIESTO DI NON DIFFONDERE LE IMMAGINI DI CHI LOTTAVA TRA LA VITA E MORTE
“La gente scatta foto e gira video invece di aiutare i feriti su La Rambla”: è questo il messaggio che è iniziato a circolare sui social network già pochi minuti dopo che un furgoncino ha falciato i passanti nel centro di Barcellona, quando i primi soccorsi iniziavano ad arrivare e tanti spagnoli e turisti tentavano di dare una mano a poliziotti e medici.
Alcune persone che si sono trovate sulla via centrale della capitale catalana nel pomeriggio del 17 agosto, infatti, hanno subito preso in mano il cellulare per dare testimonianza audiovisiva di quanto stava accadendo, un atteggiamento che ha ottenuto forti critiche in rete.
Come riporta La Vanguardia, è stato in particolare Twitter lo scenario della polemica. “La rivoluzione tecnologica ci permette di fare foto alle vittime invece di aiutarle” ha “cinguettato” ad esempio un’utente. “È questa la nostra evoluzione?” si è chiesta quindi la donna, ottenendo centinaia di apprezzamenti e diversi commenti.
Un’altra ragazza, invece, si è calata nei panni di chi era sdraiato sulla strada in attesa di soccorsi: “Se sto per morire, non voglio venir ripresa, voglio che qualcuno rimanga con me. Nessuno desidera morire da solo, tanto meno così”. Anche il suo tweet – da quasi 3mila “mi piace” – ha alimentato il dibattito, tanto che diversi utilizzatori del social network hanno sottolineato, al contrario, la necessità di scattare foto e registrare video, data l’importanza storica dell’evento.
La polemica, a ogni modo, non è stata cosa solo spagnola, tanto che anche nella versione italiana della piattaforma di San Francisco in molti hanno lanciato messaggi chiedendo agli altri utenti di non condividere e diffondere le immagini di chi lottava tra la vita e la morte su La Rambla.
“Avere rispetto delle vittime. Non fare il gioco dei terroristi” scrive infatti un utente, chiedendo di non retwittare post con scatti o filmati di chi giace a terra al centro della città . “Invece è un bene che tutti vedano! Che tutti sappiano!” gli controbatte un uomo, dimostrando che il dibattito sul potere emulativo di immagini scioccanti e sulla contrapposta necessità di testimoniare è ancora vivissimo.
(da “Huffingtonpost”)
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Agosto 18th, 2017 Riccardo Fucile
ATTACCO A MINNITI: “LA LIBIA NON E’ UN LUOGO SICURO PER SBARCARE RICHIEDENTI ASILO, NON FATE FINTA DI NON SAPERLO”
A molti questo confinamento dei migranti in Libia non piace. 
È di ieri un attacco frontale da parte di due esperti delle Nazioni Unite contro la Ue e contro il codice di comportamento.
«Il nuovo piano d’azione europeo e il codice di condotta dell’Italia per le Ong – sostengono il relatore Onu per i diritti dei migranti, il cileno Felipe Gonzalez Morales, e quello contro la tortura, lo svizzero Nils Melzer – rischiano di portare a un aumento di morti nella traversata e violano i diritti dei migranti».
I due, come già la collega Agnes Callamard, criticano l’Europa e il governo italiano perchè stanno tentando di «intrappolare immigrati e rifugiati in Libia».
L’accusa è innanzitutto per il ministro Marco Minniti, ispiratore delle nuove politiche. Non per caso, pur senza nominarlo, citano le sue parole sulla «frontiera europea che oggi è ormai spostata in Libia», ma per rovesciarne il senso.
L’Italia e gli europei – accusano Gonzalez Morales e Melzer – stanno provando «a spostare le frontiere europee in Libia», contravvenendo però, secondo loro, al diritto internazionale.
«La Libia, semplicemente, non può essere vista come un luogo sicuro per sbarcare richiedenti asilo, anche se la politica dell’Ue nega questo».
Ricordano che i migranti in Libia sono soggetti a crudeli organizzazioni criminali di traffico di esseri umani, a detenzioni arbitrarie, violenze, stupri, tortura e morte.
E criticano espressamente anche la missione tecnico-logistica della Marina militare italiana di sostegno alla Guardia costiera di Tripoli.
«Attenzione che la presenza di una missione navale in acque libiche potrebbe essere considerata una violazione da parte dell’Italia del principio di non-respingimento e delle obbligazioni conseguenti».
I campi di detenzione per migranti in Libia sono lager indegni. L’Unhcr e l’Oim, due agenzie delle Nazioni Unite, nei giorni scorsi hanno visitato il Nord e l’area di Cufra per organizzare nuovi campi di assistenza e progetti di rimpatrio volontario.
(da “La Stampa”)
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Agosto 18th, 2017 Riccardo Fucile
IL GHOSTWRITER DELLE MEMORIE DEL PRESIDENTE FA IL SUO PRONOSTICO SULLA PERMANENZA DI THE DONALD ALLA CASA BIANCA
Il ghostwriter che nel 1987 scrisse le memorie di Donald Trump “L’arte di fare affari” prevede che il presidente Usa getterà la spugna prima della fine del suo mandato.
Lo scrittore Tony Schwartz ha twittato che “Trump si dimetterà ” prima che l’indagine sui legami tra la sua campagna e la Russia “non gli lasci scelta”.
“Il cerchio si sta chiudendo a enorme velocità ” ha twittato lo scrittore.
“Trump si dimetterà prima che Mueller (il procuratore speciale che indaga sul Russiagate ndr) e il Congresso non gli lascino scelta”.
“La presidenza Trump è di fatto finita” ha aggiunto.
“Sarei sorpreso se sopravvivesse fino a fine anno, più probabile che si dimetta in autunno, se non prima”.
Schwarz trascorse 18 mesi con Trump mentre scriveva la sua autobiografia, che divenne un bestseller.
Lo scorso anno si è sfogato con il New Yorker durante la sua campagna elettorale, dicendo di aver “messo il rossetto a un maiale”.
“Ho un profondo rimorso per aver contribuito a mettere Trump in una luce che gli ha portato attenzioni più ampie e lo ha reso più attraente di quanto sia” ha detto al periodico.
(da agenzie)
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Agosto 18th, 2017 Riccardo Fucile
I CAZZARI BECERODESTRI DANNO IL MEGLIO DI SE’ SUI SOCIAL… IN REALTA’ SONO LORO I MIGLIORI FIANCHEGGIATORI DELL’ISIS CHE VUOLE CHE ODIO PORTI ALTRO ODIO… UNA VITA CHE SPECULANO SUI MORTI
Dopo la farfalla che sbatte le ali a New York e causa un temporale a Tokio ecco che la politica
dell’accoglienza del governo italiano (e della Boldrini) è in grado di causare un attentato in Spagna.
Le connessioni neurali dei razzisti italiani si sono accese come un albero di Natale alla notizia della strage di Barcellona, e tutti gli indizi puntano contro la Presidente della Camera (e le ONG)
Mandante, istigatrice, diretta responsabile.
Queste le accuse che vengono rivolte alla Presidentessa della Camera Laura Boldrini subito dopo che è stata diffusa la notizia dell’attentato terroristico di Barcellona. Ancora non si sapeva l’identità degli attentatori ma già i razzisti dell’Internet, quelli che credono che la Boldrini sia la responsabile dell’invasione organizzata dell’Italia da parte dei migranti provenienti dall’Africa.
I complottisti del piano Kalergi, istruiti da trasmissioni televisive come La Gabbia di Gianluigi Paragone e da politici come Matteo Salvini e Daniela Santanchè che da anni parlano di “sostituzione di popolo” per descrivere i fenomeni migratori, ormai non hanno più bisogno di imbeccate e sanno sempre che la colpa è degli islamici amici della Boldrini.
L’odio del Giornale per Laura Boldrini
A dare la stura all’odio nei confronti della terza carica dello Stato è stato ieri il direttore del Giornale Alessandro Sallusti che a poco più di un’ora dall’attentato già se la prendeva con la Boldrini.
Il motivo ovviamente era noto solo a Sallusti, ma purtroppo non è il solo a pensarla così. Più o meno contemporaneamente al tweet di Sallusti dalla redazione del quotidiano fondato da Indro Montanelli Paolo Giordano chiedeva a gran voce la presenza della Boldrini sulla Rambla, luogo della strage di ieri.
Uno spettacolo davvero penoso che ha lasciato esterrefatto Domenico Naso del Fatto Quotidiano che incredulo ha provato a chiedere spiegazioni a Giordano.
Le spiegazioni, se così le possiamo chiamare, di Giordano sono deliranti: la Boldrini deve prendersi la responsabilità delle sue “posizioni radicali”.
Quali che siano non è noto di saperlo, e sarebbe curioso scoprire che nell’Italia del 2017 essere anti-razzisti è una posizione radicale.
Anche perchè sempre su Twitter Laura Boldrini aveva duramente condannato la strage islamista condannando l’azione dei terroristi.
Eppure c’è chi vorrebbe che la Boldrini andasse “sulla Rambla” per farsi investire dai suoi “amici terroristi”.
Nel frattempo il tweet di Giordano ha fatto scuola e c’è chi si rammarica che la Boldrini non fosse ieri sulla Rambla tra le vittime.
Ma non è solo al Giornale che ieri si parlava di Barcellona e delle responsabilità di Laura Boldrini.
Diversi utenti mettevano in correlazione le scelte del PD e della Boldrini con l’attentato avvenuto in Spagna. Il tutto prima ancora che gli inquirenti abbiano concluso le indagini e appurato come è stato pianificato e organizzato l’attentato.
Ma è chiaro a tutti che nè il PD nè la Presidentessa della Camera hanno partecipato all’organizzazione della strage.
Ma la Boldrini ha una colpa che la rende il capro espiatorio perfetto: non odia i migranti.
Per i razzisti però tutti i migranti sono direttamente responsabili di ogni attentato (di matrice islamista). La responsabilità penale non è più personale, è collettiva.
E quindi la Boldrini finisce sul banco degli imputati assieme ai molti innocenti che nulla hanno a che fare con l’odio dei terroristi dell’ISIS (o chi per loro) nei confronti della società europea.
Non era ancora chiara l’identità dell’attentatore, che è stata diffusa dalla polizia catalana solo oggi, eppure tutti erano certi che si trattasse di una “risorsa” della Boldrini.
Ed è ovvio che alla Boldrini, nota simpatizzante del terrorismo islamico, dispiaccia più per i “poveri terroristi” che per le vittime.
Nella narrazione distorta dei cazzari razzisti italiani — che evidentemente hanno qualche difficoltà a leggere — chiunque non predichi l’odio cieco nei confronti di ogni straniero allora sta con i terroristi.
Anzi, per fortuna che ci sono loro, i nostri valorosi patrioti da tastiera che lottano contro lo Ius Soli temendo l’invasione.
Perchè sono loro le vittime, ed è la Boldrini con le sue “azioni scellerate” a strappare questi commenti violenti dalle tastiere della ggente.
Quelli che danno la colpa alle ONG
Alla ggente stupisce anche il “silenzio delle Ong su Barcellona”. In fondo non sono state loro a portare nel nostro Continente i terroristi? Poco importa che fino ad ora gli attentati terroristi siano stati commessi da cittadini europei, residenti in Europa da anni o addirittura nati in Belgio, Francia e Regno Unito. Sono gli sbarchi a causare gli attentati.
Non c’è fino ad ora nessuna correlazione causa—effetto tra gli sbarchi e gli attentati terroristici, eppure i seminatori d’odio che siedono anche in Parlamento hanno raccontato così bene questa storia che ormai sono in molti a crederci.
Ed infatti ecco che si prende di mira lo Ius Soli, e si ridicolizzano i manifestanti dei gessetti colorati. Anche loro finiscono nel mucchio dei responsabili. Manovrati probabilmente dalla Boldrini&Co.
E non c’è pietà nemmeno per gli abitanti della città colpita dall’ennesimo attacco terrorista. C’è chi sotto sotto ci gode ricordando come qualche tempo fa gli abitanti di Barcellona fossero scesi in piazza per manifestare a favore dell’accoglienza dei rifugiati.
Ben gli sta, twitta un razzista palesemente shockato dalla notizia della strage: hanno voluto favorire l’invasione? E allora di cosa si lamentano.
Buon proseguimento ai sovranisti fiancheggiatori dell’Isis, entrambi dediti a predicare odio e ad alimentarsi a vicenda.
Due volti della medesima medaglia: quella della ignoranza e della intolleranza.
(da “NextQuotidiano”)
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Agosto 18th, 2017 Riccardo Fucile
CATTIVO GUSTO: IL DIRETTORE DELL’OSSERVATORIO SULLA SICUREZZA DELLA LUISS PARLAVA MENTRE SULLO SFONDO SI VEDEVANO LE PERSONE MANGIARE TRANQUILLAMENTE
Alessandro Orsini, Direttore dell’Osservatorio sulla Sicurezza internazionale della Luiss, ieri è intervenuto al TG3 per analizzare l’attentato di Barcellona.
La curiosità è che Orsini era in collegamento da un ristorante e mentre parlava dei fatti drammatici di ieri sera si vedevano le persone ai tavoli mangiare tranquillamente.
La scelta della location non è passata inosservata su Twitter, dove in molti si sono interrogati sull’opportunità della scelta della location.
Un pizzico di comicità involontaria e di cattivo gusto nella tragedia di ieri che il servizio pubblico ci ha regalato.
Quando sarebbe bastato intervistare l’esperto o all’aperto, visto che fuori non nevicava, o almeno con lo sfondo di una parete.
Potenza dei media.
(da “NextQuotidiano“)
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Agosto 18th, 2017 Riccardo Fucile
ERA IN VACANZA CON LA FIDANZATA… SU FB SCRIVEVA: “NASCIAMO SENZA PORTARE NULLA, MORIAMO SENZA PORTARE VIA NULLA. ED IN MEZZO LITIGHIAMO PER POSSEDERE QUALCOSA”
C’è il nome di un altro italiano dalla triste Spoon River delle vittime dell’attentato di Barcellona. 
Si tratta di Luca Russo, 25 anni, residente a Bassano del Grappa, in provincia di Vicenza. Originario di Marostica, il giovane si sarebbe laureato in ingegneria energetica a Padova appena un anno fa.
Era in vacanza nella città catalana con la fidanzata, Marta Scomazzon: anche la ragazza sarebbe stata travolta dal furgone ed è ferita in modo non grave.
I due prestavano insieme servizio di volontariato presso la Croce Verde di Bassano.
La conferma della morte di Luca Russo e dell’altro giovane italiano, Bruno Gulotta, è arrivata intorno alle 13.30.
Con il capo dell’Unità di crisi della Farnesina che ai microfoni del Tg1 ha detto: “Confermo le due vittime italiane. Siamo in contatto con i loro familiari e li stiamo assistendo. Ci sono stati anche tre feriti, due dei quali sono stati dimessi. La terza, Marta, è la fidanzata di Luca Russo, ed è ancora ricoverata in ospedale per alcune fratture, ma non è non in condizioni gravi”.
Pochi minuti dopo la conferma della morte di Luca, sul profilo Facebook della sorella è apparso un appello: “Aiutatemi a riportarlo a casa”.
E intanto sono numerosi gli amici che stanno invece lasciando un ultimo saluto a Luca sotto l’ultimo messaggio che il ragazzo aveva postato sul suo profilo Facebook e che oggi suona drammaticamente profetico: “Nasciamo senza portare nulla, moriamo senza portare via nulla. Ed in mezzo litighiamo per possedere qualcosa”.
Il Presidente della regione veneto Luca Zaia,ricorda il giovane su Facebook: “Il Veneto perde uno dei suoi figli e la memoria non può che ritornare all’attentato del Bataclan, in cui è stata barbaramente uccisa la nostra Valeria Solesin”. Per poi aggiungere: “Ho dato disposizioni affinchè le bandiere dei palazzi regionali siano poste a mezz’asta in segno di lutto per Luca, alla cui famiglia ci stringiamo con sincero affetto, assicurando che la Regione è a disposizione per qualsiasi necessità “.
Bassano del Grappa, dove si sta già organizzando per stasera una fiaccolata in onore del ragazzo, si stringe intorno alla sua famiglia.
“Non conoscevo direttamente Luca ma quello che mi stanno raccontando i suoi amici è toccante” dice il sindaco Riccardo Poletto.
“Tutti me lo descrivono come un ragazzo eccezionale che aveva veramente voglia di fare e di fare bene”.
La città , racconta il primo cittadino, è incredula: “Lo sbigottimento e l’incredulità erano già grandi ieri quando non ci si capacitava di quello che era accaduto. Apprendere ora che la cosa ha toccato un nostro figlio, ci lascia senza parole”.
(da “La Repubblica”)
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