Destra di Popolo.net

IMPEDIRE IL SALVATAGGIO DEI RIFUGIATI E’ CONTRO LE REGOLE ONU, LA OPEN ARMS ERA A 73 MIGLIA DALLA COSTA IN ACQUE INTERNAZIONALI

Marzo 19th, 2018 Riccardo Fucile

IL GOVERNO DI MADRID PRONTO A PRENDERE POSIZIONE, IL MANDANTE VA CERCATO AL VIMINALE: AVANTI COSI’ MINNITI, CHE IL PD ARRIVA AL 5%… COME MAI ORLANDO NON MANDA UNA ISPEZIONE ALLA PROCURA DI CATANIA?

Sono stati interrogati a lungo i componenti dell’equipaggio della nave della ong spagnola Proactiva Open Arms. La procura di Catania, che ha chiesto il sequestro dell’imbarcazione al porto di Pozzallo, ha iscritto nel registro degli indagati, con l’accusa di associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, il responsabile dell’organizzazione non governativa spagnola, il comandante e il coordinatore della nave.
Già  qua qualcosa non torna.
Il provvedimento arriva dalla procura di Catania, e non da quella di Ragusa nel cui comprensorio si trova Pozzallo, poichè è ipotizzato un reato associativo, di competenza di una Direzione distrettuale, nella fattispecie quella di Catania, la procura che da oltre un anno indaga sul traffico di migranti dalla Libia e sul ruolo delle Ong senza aver mai chiuso l’indagine e al centro delle polemiche per non aver mai prodotto prove a quanto ipotizzato.
Il sequestro preventivo chiesto dal procuratore di Catania Carmelo Zuccaro è stato operato dallo Sco di Roma e dalla Squadra mobile di Ragusa.
Ma non finisce qua.
Perchè giovedi la nave della Ong viene inviata sul posto dalla Guardia Costiera italiana e provvede a recuperare i naufraghi, nonostante le minacce della Guardia Costiera libica che non aveva alcuna giurisdizione, in quanto l’intervento era stato attuato a 73 miglia dalla costa libica, in acque internazionali.
Solo venerdì sera, quando è stato dato il via libera alla nave della Ong per attraccare nel porto siciliano di Pozzallo, la Guardia costiera italiana aveva emesso un comunicato nel quale spiegava che «il coordinamento (dei due salvataggi di giovedì, ndr) veniva assunto dalla Guardia Costiera libica.
Caso strano dopo il presumibile intervento del Viminale che cercava di ostacolare come sempre le Ong. Una precisazione a posteriori per strizzare l’occhio ai criminali libici che pigliano mazzette per decidere chi può partire e chi no.
“Dobbiamo chiarire quali siano le accuse nei confronti dell’ong e quali giustificazioni abbia l’organizzazione”, commenta il ministro degli Esteri spagnolo Alfonso Dastis.
Il fondatore della ong Oscar Camps e la sindaca di Barcellona Ada Colau hanno convocato una conferenza stampa.
Secondo l’accusa, ci sarebbe la volontà  dell’ong di portare i migranti in Italia violando in questo modo gli accordi internazionali, una teoria tutta da dimostrare la prima, una affermazione inconsistente la seconda, visto che le convenzioni internazionali dicono l’opposto.
L’episodio contestato risale a qualche giorno fa: l’equipaggio si è rifiutato di consegnare i migranti alla Guardia costiera libica.
L’equipaggio, però, ai pm ha spiegato di essere stato minacciato di morte dai libici. Il caso si era comunque sbloccato dopo una richiesta formale del governo spagnolo a quello italiano.
Sarà  il Gip di Ragusa a decidere sulla richiesta di convalida del sequestro preventivo. La decisione dovrà  arrivare entro le 48 ore successive al deposito. Il Giudice per le indagini preliminari competente per territorio, in questo caso Ragusa, si esprimerà  soltanto sulla convalida del sequestro preventivo.
Intanto, il provvedimento di sequestro è ancora in fase di notifica. Della questione è stato informato il Consolato spagnolo in Italia.
“Il provvedimento è in corso di notifica – dice l’avvocata di Open Arms, Rosa Emanuela Lo Faro, che ieri sera, a caldo, aveva parlato di ‘reato di solidarietà ‘ – Non è stato nominato un mediatore e quindi il provvedimento è scritto in italiano. A tradurlo sono state le persone sul posto, credo sia un ispettore di polizia. È stata contestata chiaramente questa modalità  di notifica e di traduzione perchè manca un traduttore ufficiale. È intervenuto anche il console”.
“Proteggere la vita umana – osserva il fondatore della ong Camps – dovrebbe essere la priorità  assoluta di ogni corpo civile o militare che si rispetti, si chiami Guardia Costiera, salvataggio Marittimo o Marina: questo è previsto anche dal diritto del mare”.
“Non dobbiamo dimenticare — aggiunge su Twitter – che non solo i diritti umani delle persone in fuga in cerca di riparo sono in gioco, ma si stanno violando i diritti di tutti i cittadini dell’Unione Europea”.
La capo missione Anabel Montes e il capitano Marc Reig ieri hanno consegnato le registrazioni delle comunicazioni di giovedì.
Durissima la presa di posizione della ong spagnola: “Impedire il salvataggio delle vite in pericolo in alto mare con lo scopo di riportarle con la forza in un Paese non sicuro come la Libia – scrive in un tweet il fondatore, Oscar Camps – è in contrasto con lo Statuto dei rifugiati dell’Onu”.
Il salvataggio di migranti al centro dell’inchiesta della Procura distrettuale di Catania è avvenuto “a 73 miglia nautiche della costa libica, in acque internazionali”.
Quindi fuori dalla giurisdizione della guardia costiera libica.

(da “La Repubblica”)

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BERLUSCONI: “SE SALVINI PENSA SOLO AI SUOI INTERESSI CADONO LE GIUNTE REGIONALI”

Marzo 19th, 2018 Riccardo Fucile

SE LA LEGA PRENDE LA PRESIDENZA DEL SENATO IN ACCORDO CON IL M5S, FORZA ITALIA NON INDICHERA’ PIU’ SALVINI COME PREMIER DEL CENTRODESTRA

Berlusconi comincia a muoversi, a prendere le misure a Salvini, facendo sapere che il capo leghista è stato incaricato dal centrodestra solo a formare un governo, ma non è il leader del centrodestra.
Il messaggio sembra sia stato recapitato a molti protagonisti del difficile gioco politico post-elettorale.
E pare che sia arrivato anche a Luigi Di Maio. In sostanza, una cosa è l’elezione dei presidenti di Camera e Senato, tutt’altra la partita del governo.
E allora, sostiene l’ex Cavaliere, si tolgano tutti dalla testa che Forza Italia possa rimanere fuori da questo primo round: se la Lega vuole il più alto scranno di Palazzo Madama, al Quirinale non verrà  più indicato Salvini come premier.
A quel punto verrà  fatto un nome diverso, non più del Carroccio. Sarà  un esponente azzurro.
Berlusconi non crede, infatti, alla buona fede del leader leghista, è convinto che stia facendo il doppio gioco, nonostante lui rassicuri che mai e poi mai porterà  alla deflagrazione del centrodestra.
Ad Arcore però hanno già  caricato i cannoni.
Ieri in prima pagina Il Giornale titolava «La bugia della Lega». Matteo, è la tesi, apre a un governo con i 5 Stelle per la legge elettorale, ma alla fine sarebbe un esecutivo a tutti gli effetti.
A quel punto sarebbe fuori dalla coalizione, con tutto quello che ne consegue. Niente viene escluso, anche l’ipotesi di far saltare le giunte in cui il centrodestra governa insieme.
A rischio quindi Lombardia e Liguria, soprattutto, mentre nel caso del Veneto Forza Italia non avrebbe la forza di mettere in crisi la giunta guidata da Luca Zaia non foss’altro per i numeri bulgari che in quella Regione ha la Lega.
. Berlusconi non si fida e qualche giorno fa ne ha parlato al telefono con Roberto Maroni. L’occasione della telefonata è stato il compleanno dell’ex governatore lombardo. L’ex Cavaliere lo ha chiamato per fargli gli auguri e il discorso, ovviamente, è finito sul rompicapo post-elettorale.
E in particolare delle mosse di Salvini, sull’avvicinamento tra Matteo e Luigi, i due giovani leoni della politica che vorrebbero diventare i protagonisti assoluti di un nuovo bipolarismo, passando per un accordo sulla legge elettorale con premio di maggioranza. Con la Lega asso pigliatutto nel campo di Forza Italia, sul territorio, tra amministratori e la periferia.
Guarda caso ieri Maroni, ospite nella trasmissione «In Mezz’ora» da Lucia Annunziata, ha ripetuto in continuazione un concetto: mai un governo Lega-M5S.
Poi ha aggiunto di fare il tifo per «un governo di larghe intese che garantirebbe la compattezza del centrodestra e potrebbe durare un anno per una legge elettorale fatta bene. C’è già  la data: il 26 maggio 2019, quella prevista per le europee».
Maroni ha confermato che Berlusconi teme «l’Opa di Salvini su Forza Italia e vuole e a tutti i costi evitarlo». Così «come evitare elezioni anticipate in autunno». L’avvertimento di Maroni, chiaramente frutto della conversazione telefonica con Berlusconi, aveva come punto di caduta la sopravvivenza delle alleanze, a cominciare da quelle regionali. L’ha detto così: «Se ci fosse la rottura dell’alleanza, qualche conseguenza sul governo delle regioni ci sarebbe, è una questione di coerenza politica. Penso sia una cosa utile da evitare».
Anche per il governo di Luca Zaia, Maroni ha fatto notare che «è una questione di coerenza perchè io non posso governare con una forza politica che a Roma è invece all’opposizione». Problemi anche in Liguria, dove Toti «ha una maggioranza risicatissima. La vedo dura».
«Con la rottura dell’alleanza di centrodestra – ha concluso l’ex governatore – si tornerebbe a votare in Lombardia». In fondo Salvini è giovane, può aspettare. Lo sostiene pure Berlusconi. Matteo è «ambizioso e scalpita», ma se tiene fede al centrodestra unito e non mette i bastoni tra le ruote a un governo di larghe intese, non insistendo nell’essere lui il candidato premier, il prossimo anno potrà  andare a Palazzo Chigi.

(da “La Stampa”)

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TORNANO I POLITICI DI PROFESSIONE: IL PARLAMENTO RIPROPONE LA PIRAMIDE SOCIALE

Marzo 19th, 2018 Riccardo Fucile

UN PARLAMENTARE NEOELETTO SU QUATTRO HA GIA’ ESPERIENZE POLITICHE… I PROFESSIONISTI PREVALGONO TRA GLI ELETTI DELL’UNINOMINALE, I REDDITI MEDIO-BASSI CON IL PROPORZIONALE

Un quarto dei neoparlamentari chiamati a registrarsi oggi ha esperienze politiche pregresse.
Si tratta di parlamentari della scorsa legislatura o persone che provengono da Consigli regionali e comunali.
Un terzo degli eletti appartiene invece al ramo delle professioni: il 12% sono avvocati, il 3% medici, il 12% imprenditori, 2% dirigenti pubblici, 9% dipendenti pubblici, 9% dipendenti privati e 4% prof universitari.
Gli ultimi sono studenti e disoccupati, che insieme ricoprono solo il 4% degli eletti.
È la fotografia, riportata da Il Giornale, del nuovo Parlamento, sulla base di una ricerca condotta dalla società  di consulenza FB & Associati.
I ricercatori hanno censito le professioni dei neoeletti, per poi andare a vedere la correlazione tra mestiere e collegio d’elezione.
È qui che arriva il dato più interessante: le categorie professionali di alto livello e le libere professioni risultano essere in netta maggioranza tra gli eletti nei collegi uninominali, mentre le categorie più umili, con redditi medio-bassi, sono in maggioranza nei collegi proporzionali.
Il nuovo Parlamento, in altre parole, ripropone in scala la piramide sociale, un fenomeno che gli stessi ricercatori della FB & Associati chiamano “ritorno al notabilato di collegio”, quel sistema di raccolta della rappresentanza tipico dei primi cinquant’anni della storia dell’Italia unita.
Da questo modus operandi — sottolinea Il Giornale — non sono immuni neanche i Cinque Stelle: pur avendo più rappresentanti provenienti dai ceti medio-bassi rispetto agli altri partiti, anche loro hanno preferito candidare i professionisti nei collegi uninominali.

(da “Huffingtonpost”)

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GRILLO DA’ LA BENEDIZIONE AGLI INCIUCI: “SIAMO UN PO’ DEMOCRISTIANI, POSSIAMO ADATTARCI A QUALSIASI COSA COME LE PROSTITUTE”

Marzo 19th, 2018 Riccardo Fucile

NON AVEVAMO DUBBI, LO DICIAMO DA ANNI, POI CI SONO SEMPRE I PIRLA CHE CREDONO ALLE FAVOLE

Beppe Grillo sembra felice di non dover dare una risposta. M5S e Lega, si può fare? “Vi conosco, una smorfia e tirate le conclusioni” dice a Repubblica il fondatore del Movimento 5 Stelle, in veste di comico nei camerini del suo spettacolo Insomnia.
“Io non capisco più cosa è vero e cosa finto, se sono ancora il padre spirituale di un movimento oppure no. Non mollo, ma adesso un capo politico c’è e certe risposte deve darle lui”.
Tocca a Luigi Di Maio, ma Grillo un’idea su come debba comportarsi il Movimento in questa fase ce l’ha chiara, anche se comincia con un discorso più generale.
“Io sono come una prostituta in una città  senza marciapiedi: non so dove collocarmi. E il mio problema, anche prima del 4 marzo, è sempre stato non digerire. Così non dormo e non mi resta che pensare, pensare, da solo con me stesso. E dico che adesso la responsabilità  di tutti è dare all’Italia una visione per i prossimi vent’anni” […] “L’Italia ora deve riconquistare una visione lunga, a vent’anni. La sfida è cambiare il sistema culturale, il modo di pensare. Siamo rimasti alle idee e alle parole di mezzo secolo fa. Anche i meccanismi di comunicazione, dei media e della gente, sono gli stessi. Penso che dopo quello è successo sia tempo di uscire in mare aperto e di rovesciare gli schemi”.
Il problema, secondo Grillo, è dare visione, perchè “tra 20 anni saremo una nazione di vecchi e nessuno ci pensa: tutti a chiedersi chi fa il presidente, chi il ministro, chi il premier. Servono riforme, risorse, a cominciare dalle pensioni”.
Per fare questo, serve un nuovo M5S:
“La specie che sopravvive, anche in politica, non è la più forte, ma quella che si adatta meglio. Noi siamo un po’ democristiani, un po’ di destra, un po’ di sinistra, un po’ di centro. Possiamo adattarci a qualsiasi cosa. A patto che si affermino le nostre idee”. […] A noi preme affermare una visione per i prossimi vent’anni, definire la vocazione e il ruolo dell’Italia nel lungo periodo e in tutti i settori, dalla cultura all’economia. La priorità  sono i giovani e gli anziani, chi più è stato lasciato solo. Governare è affrontare il futuro con chi condivide una visione, non dividere le poltrone e poi scoprire di non avere una visione, tantomeno comune”.
Quale sia la visione non è dato sapere, ma per gli italiani abituati ad accostarsi ai lampioni dove battono le prostitute va bene lo stesso

(da agenzie)

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“HO UCCISO IO LAURETTA”: HA CONFESSATO IL COMPAGNO ITALIANO DELLA RAGAZZA VENTENNE CON UNA BIMBA DI OTTO MESI

Marzo 19th, 2018 Riccardo Fucile

L’HA MASSACRATA A COLTELLATE E POI ABBANDONATO IL CORPO… CHE VOLETE CHE SIA, E’ SOLO UN ITALIANO CHE HA IL SENSO DELLA FAMIGLIA TRADIZIONALE, MICA UN INVASORE

Tutti, a Canicattini Bagni, la chiamavano Lauretta. E tutti conoscevano la ragazzina bionda dal passato difficile che il paese montano in provincia di Siracusa aveva “adottato” da quando la mamma l’aveva abbandonata a soli 3 anni.
Così Canicattini da ieri piange una sua figlia uccisa a 20 anni e buttata dentro un pozzo in contrada Traditusu, nelle campagna di Stallaini al confine con il territorio di Noto.
Rabbiosa la condanna del paese nei confronti del compagno di 26 anni, Paolo Cugno, reo confesso della morte della ragazza.
“Litigavano — dicono in paese — ma come fanno tutti i giovani, mai alcun gesto di violenza”. E che il rapporto tra i due fidanzati non fosse in crisi lo confermano le parole della sindaca, Marilena Miceli, che da 17 anni segue la ragazza insieme con i colleghi dei servizi sociali del Comune.
Laura aveva incontrato Miceli insieme con la sua assistente sociale lo scorso venerdì e aveva annunciato loro che Paolo, muratore, aveva trovato un lavoro più stabile e che erano in cerca di una casa da affittare. Sorridente e fiduciosa, Laura ha salutato annunciando che si sarebbero riviste oggi per parlare di futuro.
Dopo l’abbandono da parte della mamma, infatti, la piccola era stata affidata ai servizi sociali che per evitarle ulteriori traumi l’hanno lasciata in casa con il papà  che l’ha accudita con amore e dedizione.
“Aveva appena 3 anni — dice la sindaca Miceli — e non abbiamo voluta strapparla ancora dagli affetti, così è entrata a far parte della famiglia di Canicattini Bagni perchè la nostra è una piccola comunità , ci conosciamo tutti e tutti siamo diventati ‘zii’ di Lauretta”.
Dal primo amore di Laura appena sedicenne è nato un bambino che i servizi sociali hanno deciso di affidare alla nonna paterna e che la ragazza vedeva spesso in attesa di raggiungere la serenità  e la maturità  necessaria per crescerlo da sola.
Due anni fa, Laura ha conosciuto Paolo e dalla loro storia è nato un altro bimbo che viveva con loro a casa dei genitori di lui, per un primo periodo, e fino a sabato dal padre di lei.
Sabato alle 19, la giovane coppia ha lasciato il bimbo al nonno materno per andare a fare una passeggiata in paese. Poco dopo le 21, poichè il piccolo aveva fame, il nonno ha chiamato Laura trovando però il telefono spento e poichè non riusciva nemmeno a mettersi in contatto con Paolo, ha chiesto aiuto alla famiglia di lui.
Entrambi i genitori dei ragazzi dopo le 22 si sono recati in caserma allarmati dal silenzio, facendo così scattare le ricerche che si sono protratte fino alle 5 del mattino tra le vie del paese e in periferia.
I carabinieri hanno setacciato le zone a ridosso di Canicattini senza trovare alcun segno dei ragazzi: scomparsa anche la macchina guidata dal giovane.
Alle 7, quando il papà  di Paolo, coltivatore diretto, si è recato in campagna ha notato il figlio in una stradina di contrada Tradituso come ha raccontato in caserma ai carabinieri dove lo ha accompagnato. I militari hanno dunque ripreso le ricerche nella zona in cui era stato ritrovato il figlio notando la presenza di un pozzo con il coperchio manomesso dove, poco dopo, è stato ritrovato il corpo di Laura.
Dopo l’incontro con il padre e, poi, all’arrivo in caserma, Paolo si è trincerato nel più assoluto silenzio e questo lo ha accompagnato per l’intera giornata di ieri durante gli interrogatori. Solo poco dopo le 22, il ragazzo ha confessato di aver ucciso la compagna accoltellandola e gettando il suo corpo nel pozzo di contrada Stallaini. Ed è sul luogo del delitto che i militari si sono recati subito dopo per rinvenire il coltello e la maglietta insanguinata dell’assassino, come da lui descritto.
Per l’intero pomeriggio e la notte, davanti alla caserma sono stati numerosi i familiari dei giovani fermi in attesa di conoscere l’esito dell’interrogatorio. E numerosi sono stati anche gli abitanti di Canicattini Bagni che hanno stazionato nei pressi della caserma; tra loro anche qualcuno che ha costretto i militari a intervenire per la presenza di pietre pronte a essere lanciate contro l’assassino.
Da ieri, a Canicattini Bagni si respira un’atmosfera luttuosa e di rabbia e oggi sarà  la giornata del silenzio e del rispetto per le due famiglie coinvolte nella tragedia. A distanza di 4 anni dall’omicidio di Marisa Ton, l’infermiera di 36 anni accoltellata dal marito per gelosia, il paese di 6mila anime piange un altro femminicidio nel mese che Canicattini ha dedicato alla lotta contro la violenza sulle donne con una targa di condanna in piazza.
Secondo il medico legale Francesco Coco, che ha eseguito la prima ispezione cadaverica, Paolo Cugno avrebbe inferto alla compagna “almeno 6 coltellate”, al collo e al petto, e avrebbe poi cercato di nascondere il corpo. Agli inquirenti, ieri sera, avrebbe svelato anche il luogo in cui ha nascosto l’arma. L’assassino, in passato, avrebbe anche minacciato un uomo con una motosega.

(da agenzie)

argomento: Giustizia | Commenta »

DONNA UCCISA, AVEVA APPENA ACCOMPAGNATO LA FIGLIA A SCUOLA: RICERCATO IL MARITO ITALIANO

Marzo 19th, 2018 Riccardo Fucile

LEI LO AVEVA DENUNCIATO QUALCHE GIORNO FA E COME AL SOLITO LO STATO NON AVEVA FATTO UN CAZZO, DEVE PENSARE ALLA PERCEZIONE DI INSICUREZZA DEI BUONI BORGHESI, NON ALLE DENUNCE REALI

Immacolata Villani, 31 anni, è stata uccisa mentre accompagnava la figlia a scuola. Le hanno sparato davanti a una scuola elementare nel quartiere di Boccia al Mauro di Terzigno (Napoli). Ricercato il marito.
Dopo aver sparato   l’uomo si è allontanato a bordo di uno scooter grigio. Immacolata Villani , secondo quanto riferiscono i parenti,   aveva denunciato qualche giorno fa il marito per maltrattamenti ed era tornata a vivere con il padre, a Terzigno, insieme alla loro unica figlia di 9 anni.
Secondo una prima ricostruzione dei fatti, la donna era uscita dalla scuola dove aveva accompagnato la figlia ed era salita in auto, dove sembra ci fosse un’altra donna con lei, quando è stata avvicinata da un uomo a bordo di uno scooter che le ha intimato di scendere perchè dovevano parlare.
Poco dopo, mentre discutevano sotto la pioggia, si è sentito uno sparo e l’assassino è scappato. Per fortuna i bambini erano già  tutti in classe. Questo il racconto del fatto di genitori di altri alunni che stavano abbandonando il plesso dopo averli accompagnati. Il posto è transennato, sono in corso i rilievi di Carabinieri e Scientifica.
I bambini sono stati fatti allontanare da un’uscita laterale per evitare di passare davanti al cadavere della donna che è ancora a terra. Tutto è avanti davanti all’ingresso della scuola Domenico Savio, del quartiere di Boccia al Mauro, al confine con Boscoreale.
Acquisite immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona, ma anche testimonianze di persone presenti sulla scena del delitto

(da “La Repubblica”)

argomento: violenza sulle donne | Commenta »

LA SOLIDARIETA’ E’ DIVENTATA ASSOCIAZIONE A DELINQUERE: DOPO LE RAFFICHE DI MITRA DEI CRIMINALI LIBICI CI PENSA LA PROCURA DI CATANIA A CHIUDERE IL CERCHIO, SEQUESTRATA LA NAVE DELLA ONG

Marzo 18th, 2018 Riccardo Fucile

C’E’ UN DISEGNO PRECISO PER AFFOGARE CHI SCAPPA DALLE GUERRE E BLOCCARE I DISPERATI NEI CAMPI DI STERMINIO LIBICI

La Procura di Catania ha disposto il sequestro della nave della ong spagnola ProActiva Open Arms, da ieri ormeggiata nel porto di Pozzallo (Ragusa) dove è avvenuto lo sbarco di 218 migranti.
Il porto di Pozzallo è l’approdo sicuro assegnato alla nave dopo il caso esploso due giorni fa nel Mediterraneo, quando la ProActiva Open Arms è sfuggita a un inseguimento di una motovedetta libica che minacciava di aprire il fuoco se i membri della ong a bordo non avessero consegnato le donne e i bambini raccolti da un gommone. Il caso si è sbloccato dopo una richiesta formale del governo spagnolo a quello italiano.
*Associazione per delinquere finalizzata all’immigrazione clandestina è il reato ipotizzato dalla Procura di Catania.
Secondo l’accusa ci sarebbe una volontà  di portare i migranti in Italia non consegnandoli ai libici.
Indagati dal procuratore Carmelo Zuccaro il comandante e il coordinatore a bordo della nave, identificati, e il responsabile della ong, in corso di identificazione. Il fermo è stato eseguito su indagini della polizia della squadra mobile di Ragusa e del Servizio centrale operativo (Sco) di Roma.
“Hanno istituito il reato di solidarietà “: questo il commento polemico dell’avvocata Rosa Emanuela Lo Faro, che difende il comandante della Open Arms.
“Poichè il decreto legge 286 del 1998 dice chiaramente che non commette reato chi soccorre persone, devo dedurre che hanno istituito il reato di solidarietà …”.
“Non ho potuto ancora leggere il provvedimento – aggiunge Lo Faro – perchè, nonostante io sia il legale del comandante, hanno notificato il fermo e l’avviso di garanzia a un legale d’ufficio. Aspetto di leggere il provvedimento, ma non è pensabile che esista un reato di solidarietà  umana”.

(da agenzie)

argomento: criminalità | Commenta »

LA BUFALA DELLA MELONI SUL MARE DI SARDEGNA CEDUTO ALLA FRANCIA

Marzo 18th, 2018 Riccardo Fucile

QUALCUNO LA INFORMI CHE IL TRATTATO DI CAEN CUI FA RIFERIMENTO A SPROPOSITO NON E’ MAI STATO RATIFICATO… QUINDI SI RILASSI, NESSUNO CI PORTA VIA NULLA

La notizia di possibili cessioni di acque territoriali alla Francia è priva di ogni fondamento, “l’accordo bilaterale del marzo 2015 non è stato ratificato dall’Italia e non può pertanto produrre effetti giuridici”.
Lo precisa la Farnesina in una nota stampa che viene genericamente indirizzata “relativamente alle dichiarazioni di alcuni esponenti politici”.
Nella nota non è fatto alcun nome ma appare evidente il riferimento a Giorgia Meloni, che ha pubblicato sulla sua pagina Facebook un post in cui si scrive che “In assenza di un intervento del governo italiano, il 25 marzo entrerà  in vigore il Trattato di Caen con il quale verranno scandalosamente sottratti al Mare di Sardegna e al Mar Ligure alcune zone molto pescose e il diritto di sfruttamento di un importante giacimento di idrocarburi recentemente individuato. Per questo Fratelli d’Italia intima il governo in carica ad agire immediatamente per interrompere la procedura unilaterale di ratifica attivata dalla Francia presso Bruxelles, che in caso di silenzio-assenso da parte italiana, conferirà  de iure i tratti di mare in questione alla Francia arrecando un gravissimo danno ai nostri interessi nazionali”.
Aggiungendo “chiediamo inoltre l’intervento del presidente della Repubblica Mattarella affinchè questo trattato, che importa variazioni del territorio italiano, sia sottoposto al voto di ratifica del Parlamento come previsto dall’articolo 80 della nostra Costituzione”.
Meloni annuncia anche di aver presentato con Guido Crosetto “un esposto alla Procura di Roma contro Paolo Gentiloni per fare piena luce su questa storia dai contorni torbidi”.
Che   invece tanto torbidi non sono.
Questo perchè il famoso accordo, di cui si parla dal 2016, non è stato ratificato dal Parlamento italiano: «I confini marittimi con la Francia sono pertanto immutati e nessuno, a Parigi o a Roma, intende modificarli”.
E quanto alla data del 25 marzo, “essa, come informa l’ambasciata di Francia a Roma, riguarda semplicemente ‘una consultazione pubblica nel quadro della concertazione preparatoria di un documento strategico’ sul Mediterraneo che si riferisce al diritto ed alle direttive europee esistenti e che non è volta in alcun modo a ‘modificare le delimitazioni marittime nel Mediterraneo’».
Dal ministero degli Esteri italiano sottolineano che “a breve si terranno consultazioni bilaterali previste a scadenze regolari dalla normativa UE al solo fine di migliorare e armonizzare la gestione delle risorse marine tra i Paesi confinanti, nel quadro del diritto esistente”.
La storia dei mari della Sardegna va avanti da un paio di anni, quando anche all’epoca mancava la ratifica del Parlamento italiano.
All’epoca venivano raccontati come “ceduti da Renzi” e la tematica è stata oggetto anche di un’interrogazione del M5S al Senato, dopo il racconto di un sequestro, chiaramente illegittimo, di una barca italiana in zona
Un’altra interrogazione è stata presentata dalla senatrice PD Donatella Albano.
Anche all’epoca si sottolineava che il Trattato di Caen non era ancora in vigore, perchè appunto mancava la ratifica.
Che non è mai arrivata, ma la Meloni, che siede da una vita in Parlamento, evidentemente non lo sa.

(da “NextQuotidiano”)

argomento: Costume | Commenta »

COMICHE GRILLINE: IL CANDIDATO CHE PAGA 7 EURO DI AFFITTO NON E’ PIU’ INCOMPATIBILE

Marzo 18th, 2018 Riccardo Fucile

EMANUELE DESSI’ AMMESSO NEL GRUPPO M5S AL SENATO… ERA STATO AL CENTRO DELLE POLEMICHE ANCHE PER I POST VIOLENTI E L’AMICIZIA CON IL CLAN SPADA

Il portavoce Emanuele Dessì, finito al centro delle polemiche per la casa popolare in affitto a 7 euro al mese, per le amicizie con il clan Spada di Ostia e i post violenti, potrà  iscriversi al gruppo parlamentare del MoVimento 5 Stelle al Senato della Repubblica.
E’ quanto si apprende da Danilo Toninelli capogruppo al Senato. Non è stato riscontrato, infatti, alcun profilo di incompatibilità , nè sono emersi elementi di natura penale, civile o anche fiscale che impediscano a Dessì di partecipare alla vita politica del gruppo in cui è stato regolarmente eletto.
Inoltre, per il M5s, “la richiesta che egli stesso ha avanzato al comune di Frascati, di rideterminazione del canone abitativo con effetto immediato, anticipando quindi di circa un anno le verifiche previste dalla normativa, risulta un gesto apprezzabile che rimuove anche eventuali ostacoli di opportunità , fatto sempre salvo che il canone abitativo finora corrisposto da Dessì è previsto dalla legge”.

(da “Huffingtonpost”)

argomento: Grillo | Commenta »

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