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CONFINDUSTRIA ATTACCA IL GOVERNO: “PARLATE MENO, CREATE SOLO SFIDUCIA, NON SI RISOLVONO I PROBLEMI CHIUDENDO LE FRONTIERE MA SAPENDO GESTIRE I FLUSSI”

Maggio 22nd, 2019 Riccardo Fucile

BOCCIA PROSPETTA UNA MANOVRA DA ALMENO 32 MILIARDI: “STOP A PROMESSE IRREALIZZABILI”

Parlare di meno, allentare lo spread, non dividersi su promesse irrealizzabili, non cavalcare le ansie, stringere un patto per la crescita che parta dal taglio del costo del lavoro e da un piano shock sulle infrastrutture. Perchè il Paese non sta ripartendo come dovrebbe. Perchè nell’agenda di Governo arriverà  una manovra pesantissima “almeno 32 miliardi”, per cui “non esistono scelte indolori”.
Vincenzo Boccia parla davanti alla platea di Confindustria e traccia una strada durissima da percorrere per l’Italia. Parla al Governo, direttamente. Critica chi vuole sforare il deficit, così come chi pensa di chiudere le frontiere ai migranti. Sottinteso, Matteo Salvini. Chiede soprattutto di allentare lo spread, che minaccia l’economia e le imprese.
“Le parole che producono sfiducia sono contro l’interesse nazionale” e le parole di chi governa “non sono mai neutre: influenzano le decisioni di investitori, imprenditori e famiglie” afferma il presidente di Confindustria, di fronte alla platea dell’assemblea annuale.
Non usa mezzi termini: “Abbassare lo spread e rilanciare la crescita. Non dobbiamo nasconderci i problemi, ma neppure cavalcare le ansie” afferma, perchè “il paese non riparte con lo slancio dovuto, necessario, che è alla nostra portata, che ci meritiamo”. Quindi, secondo Boccia, che chiude il suo mandato da presidente, “per rimetterci a correre sarà  utile liberarci dal peso di parole che inducono alla sfiducia. Che evocano negatività , che peggiorano il clima”.
Arriva una manovra durissima. “Dobbiamo dirci con franchezza che non ci sono scelte semplici o indolori con la prossima legge di bilancio” perchè “se l’Italia volesse rispettare alla lettera le regole europee previste dal patto di stabilità  e crescita, dovrebbe fare una manovra strutturale per il 2020 da almeno 32 miliardi di euro: una manovra imponente, con effetti recessivi”.
Servono “responsabilità  e ragionevolezza” per “costruire insieme un piano triennale – credibile e ambizioso allo stesso tempo – che ci permetta di trattare con i partner europei un aggiustamento graduale, serio e strutturale, affiancato a misure per sostenere la difficile fase congiunturale. Affrontiamo in modo non ideologico il nodo risorse, mettiamo il debito pubblico su un sentiero discendente e la crescita su un sentiero ascendente”.
In un altro passaggio della sua relazione all’assemblea, Boccia ricorda che Confindustria ha già  “detto chiaramente che aumentare il deficit per la spesa corrente – non per gli investimenti – e, di conseguenza, aggravare il debito pubblico, è l’esatto opposto di quello che serve al paese”. Poi l’appello: “oggi Confindustria propone al Governo del paese e alle opposizioni di collaborare tutti insieme per impostare una politica economica basata su realismo e pragmatismo, guidata dalla visione. Pragmatismo nelle scelte – non ideologiche, ma di buon senso- e visione prospettica”.
Confindustria chiede ad esempio “un piano shock per grandi infrastrutture e piccole opere destinate a mettere in sicurezza suolo, ponti, scuole e ammodernare strade. Con modalità  di erogazione snelle e tempi rapidi”.
Boccia fissa alcuni obiettivi per la P.A. – “valorizzare i nostri talenti, con un piano straordinario di 10 mila assunzioni di giovani qualificati. Più ingegneri, economisti, architetti, geologi. Questo, ne siamo certi, aiuterebbe l’efficacia delle decisioni pubbliche e, quindi, chi produce” – per la giustizia – “tagliamo i tempi   investendo sulle persone, sulle tecnologie, sull’organizzazione” – per l’ambiente. Invita a “scrivere meno leggi, monitoriamone gli effetti, valutiamo l’impatto e poi correggiamo le criticità ”, chiede una collaborazione Stato-Cdp per “pagare i debiti verso le imprese: il ritardo è inaccettabile e provoca sofferenze che non hanno nulla a che vedere con i rischi tipici del mercato”.
Per quanto riguarda l’immigrazione, “abbiamo bisogno per gestire le sfide dell’immigrazione di un’Europa forte e coesa”. “L’Africa che oggi ha 1,2 miliardi di abitanti, ne avrà  il doppio tra 30 anni: davvero pensiamo che la soluzione sia chiudere le frontiere? Noi no” dice il presidente degli industriali. “La soluzione passa per una gestione condivisa, ma anche dal contributo che le nostre imprese possono dare”.

(da agenzie)

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SALVINI HA SPESO SU FB IN UN MESE 96.370 EURO PER SPONSORIZZARE POST PER CRIMINALIZZARE GLI IMMIGRATI

Maggio 22nd, 2019 Riccardo Fucile

NEANCHE UN EURO PER PUBBLICIZZARE I PRESUNTI RISULTATI DEL SUO GOVERNO, ANCHE PERCHE’ NON CI SONO

Da quando la campagna elettorale per le europee entrata nel vivo Matteo Salvini ha speso 96.370 euro per post sponsorizzati si Facebook (94mila negli ultimi trenta giorni).
Nell’ultima settimana il ministro dell’Interno e leader della Lega ha speso 33.698 euro. Di fatto Salvini è il politico italiano che spende di più sul social network di Zuckerberg. Perchè la “Bestia”   — che secondo Renzi è stata finanziata con i famosi 49 milioni di euro —   e il Vinci Salvini non bastano: c’è bisogno di diffondere certi contenuti. Ma quali?
La Ad Library (la libreria delle inserzioni) della pagina Facebook di Salvini ci rivela nel dettaglio quali e quante sponsorizzate siano al momento attive. Abbiamo imparato a dire che Salvini è un mago della comunicazione, uno che è talmente “naturale” sui social da annullare la distanza tra politica e cittadini.
Ma questo fa parte della narrazione sul potere magico dell’uomo un tempo noto con il nome di Ruspa.
La verità  è che come ogni bravo comunicatore Salvini studia a fondo le sue mosse. Quando posta foto di fiori, di santini, di pranzi e cene o storie strappalacrime di animali abbandonati lo fa con un obiettivo ben preciso. Che può essere quello di presentarsi come ministro ma anche papà , come uomo attento ai bisogno dei più deboli (gli animali ovviamente) o come persona che è davvero come noi.
Come ogni politico a Salvini non basta affidarsi alla comunicazione “virale” e “spontanea”. Per questo ha inventato il Vinci Salvini, che spinge gli utenti a cliccare il più rapidamente possibile “mi piace” sui post del Capitano per aumentarne la visibilità . Ma quando Salvini vuole che un messaggio “arrivi” allora paga.
Facebook non fornisce un dato preciso sulle spese, nè è possibile sapere se il ritorno pubblicitario è stato efficace ma ci fornisce in ogni caso una panoramica di come funziona un pezzo della macchina della comunicazione leghista.
Ad esempio scopriamo che il video promozionale per il lancio della seconda edizione del Vinci Salvini è stato rimosso da Facebook perchè violava i termini del social network sulle inserzioni pubblicitarie.
Di nuovo: Facebook non ci dice quale sia la violazione ma sappiamo che c’era qualcosa che non andava.
Lo stesso vale per la sponsorizzata con il video del venditore abusivo (ovviamente straniero) che a Roma “si permette pure di minacciare i vigili urbani”. Anche questo post sponsorizzato è stato rimosso (non il post in sè, ma la diffusione a pagamento) perchè violava le regole di Facebook.
Ma su quali contenuti punta la propaganda politica della Lega tramite la pagina di Salvini? Tra gli ads attivi in questi giorni e in queste settimane spiccano quelli sul tema immigrazione.
L’aspetto interessante è che non si tratta di post che promuovono il lavoro del Ministero, ad esempio elencando i successi del vicepremier con dati e numeri.
Non si parla nemmeno del numero di espulsioni, del numero di barconi respinti o dei criminali arrestati o dei clan mafiosi sgominati.
Tutte cose che vengono comunemente associate al concetto di “sicurezza”. Lo sai perchè Salvini ha tutti contro? chiede un post. La risposta: perchè ha fermato la mangiatoia dell’immigrazione. Ma l’ha fatto davvero? Il decreto sicurezza non è mai divenuto pienamente operativo e i dati dicono altro.
Salvini è al governo per garantire la sicurezza del Paese. Lo fa da un anno ormai. Ma su Facebook sembra che stia all’opposizione.
Perchè il Paese che racconta è un paese continuamente aggredito dagli stranieri. Ieri ad esempio il ministro ha lanciato due campagne pubblicitarie sull’incendio di Mirandola, nel quale sono morte due persone. Il presunto colpevole è un ragazzo di origine marocchina. Doveva essere espulso, ma questo Salvini evita accuratamente di dirlo, visto che sarebbe stato compito suo.
Il 10 maggio Salvini ha lanciato una sponsorizzata sull’episodio di un immigrato “senza biglietto (ma con cappellino)” che prende a pugni un capotreno “e scappa (a pagarci la pensione)”.
Di nuovo si alimenta la paura degli immigrati violenti e si fa ironia sul fatto che sono “ricchi” perchè hanno il cappellino e che sono “risorse” perchè ci pagheranno la pensione. Chissà  se Salvini si è accorto che nel DEF del suo governo prevede un flusso di immigrati pari a 190mila unità  l’anno fino al 2040.
Per questo post, che serve solo ad alimentare la rabbia nei confronti degli stranieri sono stati spesi tra i diecimila e i cinquantamila euro.
Decisamente meno (un range tra i mille e i cinquemila euro) sono stati spesi per un altro video con protagonisti gli immigrati in corteo a Napoli nel quale il vicepremier sfotte il “modello di integrazione della sinistra” e promette che con il Decreto Sicurezza bis (la vendetta del Capitano) i porti saranno ancora più chiusi (anche se sono già  “chiusi”).
La strategia delineata dalle sponsorizzate è chiara e riflette del resto quella di tutti i post salviniani. Su undici campagne pubblicitarie attualmente attive cinque sono a tema immigrazione, una è contro i cosiddetti “delinquenti antagonisti” che picchiano i poliziotti, una è per la performance di Salvini a Otto e Mezzo e le altre promuovono invece manifestazioni e iniziative della Lega. Qualcuno si potrebbe fare una domanda molto semplice: perchè Salvini non pubblicizza i risultati del suo governo?

(da “NextQuotidiano”)

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IL VIDEO DEL SOVRANISTA STRACHE NON E’ STATO TRASMESSO TUTTO, PARLA ANCHE DI ORGE CON MINORENNI E DROGA

Maggio 22nd, 2019 Riccardo Fucile

IN AUSTRIA I SOVRANISTI CORROTTI AL SERVIZIO DEI RUSSI TRAVOLTI DALLO SCANDALO

Tonia Mastrobuoni su Repubblica fa oggi il punto sul video che ha incastrato Heinz-Christian Strache, il sovranista che voleva vendere il suo paese alla Russia, e ci spiega che alcune scene sono state tagliate dall’ormai famoso video in cui l’ex vicecancelliere austriaco viene beccato a garantire alla sedicente nipotina di un oligarca russo (in realtà  mai esistita senza che nessuno del FPOE abbia controllato) appalti nelle costruzioni in cambio dell’acquisto di un giornale ostile:
Ad esempio, una scena in cui Strache blatera di “droghe” e «orge con minorenni a Città  del Capo».
Forse Strache teme che   Philippa – e non solo lei – possa vedere qualcosa di molto più pesante di quel “bona” (e dell’orrenda t-shirt). Intanto quei frammenti di desolazione umana e politica sono talmente devastanti che i primi sondaggi già  mostravano il partito di ultradestra in serio affanno.
Nel giro di un fine settimana la Fpoe è crollata dal 23 al 18%. Ed è tornata ad essere il partito degli Intoccabili. A rinvigorire il clima da complotto internazionale è intervenuto ieri l’altro protagonista della vicenda.
Quel Johann Gudenus appassionato di Russia e di teorie naziste e negazioniste, insomma grande simpatizzante di regimi sterminatori, divenuto poi capogruppo Fpoe in Parlamento. Nel video è l’agitato ragazzo che a un certo punto fa il gesto della pistola per spiegare che uno dei finanziatori occulti del partito è il signor Glock, quello dei revolver.
Ieri Gudenus ha fatto la sua prima, imperdibile intervista. . «Ero annebbiato e naif, – che combinazione micidiale», ha confessato al quotidiano Die Presse. E ancora: «troppo poco sonno, troppo alcol, troppi drink energetici e sostanze psicotrope», ha sussurrato.
Intanto, Gudenus esprime apertamente il timore che pezzi ancora non usciti del video più devastante della storia austriaca gli rinfreschino presto la memoria.

(da “NextQuotidiano”)

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SALVINI CONTESTATO ANCHE A PUTIGNANO, CORI, STRISCIONI E FISCHI: “E’ ARRIVATO CARNEVALE”

Maggio 22nd, 2019 Riccardo Fucile

PIAZZA MEZZA VUOTA… LA DIGOS SEQUESTRA STRISCIONI

Matteo Salvini trova una forte contestazione anche a Putignano, ultima tappa del suo tour elettorale dopo i comizi a Lecce, Ostuni, Gioia del Colle e Bari, dove ha ricevuto lo stesso trattamento.
Via dei Cappuccini a due passi dal comune commissariato di Putignano è blindata dalle forze dell’ordine. La piazza però è piena neanche per metà . Qualche centinaio i partecipanti al comizio.
Sul palco affiancano il vicepremier gli esponenti regionali del partito e il candidato sindaco di Putignano, Marco Galluzzi, sostenuto dalla Lega. C’è chi segue lo spettacolo anche dai balconi delle palazzine che circondano la piazza.
A poche decine di metri dal palco c’è però la protesta. Un centinaio soprattutto giovani, studenti del Polo liceale e di scuole di paesi vicini, ma anche docenti, medici, avvocati di Putignano e studenti universitari, dietro le transenne fischiano il leader della Lega. Anche qui striscioni, lenzuoli (qualcuno sequestrato dalla polizia).
“I terroni non dimenticano” e “Salvini 71”, “Siamo tutti sullo stesso barcone” sono solo alcuni dei manifesti tenuti in alto da chi protesta. “Matteo vai a schiacciare i ricci col culo”. “buffone, via dal meridione”. Non manca qualcuno mascherato da Zorro.
Salvini li provoca: “Figli di papà , è il papà  che gli dà  la paghetta ogni mese, mi state simpatici compagni” (forse vedeva se stesso da giovane, visto che non ha mai lavorato)
La risposta è un coro di fischi e proteste. Poi via al lungo rito dei selfie e delle battute: “Qualcuno vuole fare una foto? A destra meglio perchè a sinistra non c’è niente di interessante”. Dai manifestanti ancora fischi.

(da agenzie)

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IL PIROMANE DI MIRANDOLA CHE SALVINI NON HA MAI RIMPATRIATO PER NEGLIGENZA

Maggio 22nd, 2019 Riccardo Fucile

20 ANNI MAROCCHINO, HAMED AMIN ERA IN ITALIA SENZA PERMESSO DI SOGGIORNO DA ALMENO 1 ANNO E TRE MESI, GIA’ ESPULSO E RIENTRATO, DIVERSE DENUNCE PER FURTO, AVEVA DANNEGGIATO PURE UNA CASERMA DEI CARABINIERI… SE FOSSE STATO RIMPATRIATO LE DUE VITTIME DI MIRANDOLA SAREBBERO ANCORA VIVE E IL MAROCCO E’ UNO DEI POCHI PAESI CHE ACCETTA I RIMPATRI SE QUALCUNO NON SI DIMENTICA DI FARLI

«Sono riusciti a imputarmi il fatto che non fosse stato espulso l’infame che a Modena ha dato fuoco alla palazzina. La notizia sapete qual è? Che sarà  espulso grazie al decreto Salvini, appurato che si era finto minorenne. Ma ripeto: io non rispondo»: Matteo Salvini è campione mondiale di cambio del discorso non da oggi, ma quello che fa oggi con Marco Cremonesi sul Corriere della Sera è un virtuosismo di rara furbizia.
Peccato che il giochino non gli riesca.
Perchè Hamed Amin, l’uomo che ha appiccato un incendio nella sede della polizia locale di Mirandola causando la morte di due persone, aveva un decreto di espulsione a suo carico e, racconta oggi Repubblica, nel suo vagabondare ha dato almeno cinque generalità  diverse, l’ultima il 14 maggio a Roma, fermato alla stazione Termini assieme ad altri, identificato come cittadino algerino di vent’anni, in Italia da almeno un anno e 3 mesi, una volta accompagnato alla frontiera di Ventimiglia, rientrato da clandestino, vissuto per lo più a Roma e in provincia, molte denunce per furto, una per aver fatto danni in una caserma dei carabinieri della Capitale.
«Altro che aprire i porti! Azzerare l’immigrazione clandestina in Italia e in Europa è un dovere morale. A casa tutti!», aveva scritto il ministro in un tweet, scatenando le risposte del M5S: «Salvini dice che il caso Mirandola è il fallimento dei porti aperti, veramente è il fallimento, suo, dei rimpatri. Aveva una notifica di espulsione e Salvini non ne sapeva nulla. Assurdo che il ministro degli Interni non abbia contezza del proprio territorio, ma da quello che vediamo ha una buona contezza dei comizi e delle piazze»
Come Salvini ha dimenticato di espellere Hamed Amin
E Alessandra Ziniti su Repubblica nota che quel marocchino a casa dovrebbe già  esserci da un pezzo perchè il provvedimento di espulsione ce l’aveva già .
E, però, (mai come in questo caso proverbio è più azzeccato) tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare, quello che il Viminale non è riuscito a far riattraversare a questo immigrato che per altro proviene dal Marocco, uno dei pochi Paesi con i quali l’Italia ha un accordo per i rimpatri.
Chi è che tende a vantarsi delle espulsioni su Facebook quando gliene riesce una e scappa quando invece dovrebbe prendersi la responsabilità  di averne fallita un’altra?Chi è quel mattacchione che non vedeva l’ora di potersi occupare di espulsioni “certe” ma poi quando è arrivato al governo si è dimenticato di farlo?
Spiega oggi Goffredo Buccini sul Corriere che l’Ispi rileva che il governo Conte, tra giugno 2018 e aprile 2019, ha fatto peggio del governo Gentiloni tra giugno 2017 e aprile 2018, scendendo da 6.293 a 5.969 rimpatri, con un calo del 5 per cento:
Salvini, prima delle elezioni del 4 marzo, aveva promesso di rispedire velocemente a casa 500 o 600 mila «invisibili», ovvero gli irregolari presenti sul nostro territorio (per effetto della pregressa mala accoglienza) secondo stime quasi coincidenti degli esperti, dall’autorevole fondazione Ismu sino alla Commissione sulle periferie.
Non riuscendo a rimpatriarne che una ventina al giorno (tempo previsto con questo ritmo: quasi un secolo) e trovandosi sotto il tiro dell’alleato-competitor Di Maio all’approssimarsi delle elezioni europee, il leader leghista aveva tentato di ridurne «d’ufficio» il numero, dichiarandone 90 mila, ma ricevendo correzioni un po’ da tutte le fonti accreditate in materia.

(da “NextQuotidiano”)

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LO STRISCIONE DELLE SUORE DI CLAUSURA CONTRO SALVINI: “LO AVETE FATTO A ME”

Maggio 22nd, 2019 Riccardo Fucile

LA MADRE SUPERIORE: “GLI ABBIAMO RICORDATO IL VANGELO”

Avevano scelto la frase del Vangelo ‘Lo avete fatto a me’ e l’hanno appesa esposta su dei lenzuoli come protesta contro le parole di Salvini.
Sono le suore clarisse del convento Santa Speranza di san Benedetto del Tronto e la madre superiora ha spiegato: “Ci è sembrato che fosse utile, in un momento così difficile e dai toni spesso violenti, richiamare quella che non è altro che una frase tratta dal Vangelo”
“Lo striscione di stoffa con la scritta ‘Lo avete fatto a me’ era stato affisso sulla cancellata del monastero già  venerdì, come facciamo ogni venerdì prendendo spunto dalle parole del Vangelo e proponendole ogni settimana – spiega – Questa volta abbiamo scelto ‘Lo avete fatto a me’, riferito alla frase di Gesù in cui chiarisce appunto che ‘ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo dei miei fratelli più piccoli lo avete fatto a me’. Vuole essere un modo per contrapporre a certe prese di posizione politiche l’unica legge evangelica, quella dell’amore e della convivenza pacifica”.
La madre superiora delle suore di clausura ricorda che “Cristo stesso raccomandò che ciò che Lui diceva in un orecchio andava gridato dai tetti e dalle terrazze; la stessa frase scelta da noi è stata una guida per la vita e l’insegnamento di Madre Teresa di Calcutta. Noi non abbiamo ‘inventato’ nulla, abbiamo semplicemente richiamato alla memoria una frase del Vangelo e venerdì prossimo, come ogni venerdì, la toglieremo per sostituirla con un’altra frase evangelica”.

(da Globalist)

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E TRA I QUATTRO GATTI SOTTO IL PALCO A BARI A SENTIRE SALVINI PURE LA PROTESTA DEL BACIO GAY

Maggio 22nd, 2019 Riccardo Fucile

DUE COPPIE SI BACIANO PER PROTESTARE CONTRO GLI ATTEGGIAMENTI OMOFOBI DELLA LEGA

Non solo fischi, non solo grida, non solo selfie bombing.
La protesta civile nei confronti di Matteo Salvini e della Lega aggiunge una nuova idea a quelle che si sono diffuse e portare a compimento negli ultimi mesi di continua e perenne campagna elettorale in giro per l’Italia.
In particolare al Sud — oggetto di ‘complimenti’ per anni da parte del Carroccio e del suo segretario — le iniziative sono state numerose.
L’ultima arriva da Bari, dove due coppie (due ragazze e due ragazzi) si sono fatti scattare una fotografia mentre si baciano, con alle spalle il palco della Lega. La protesta del bacio gay per contrastare l’omofobia diffusa di alcuni esponenti del Carroccio.
«Non serve aggiungere altro» ha scritto su Instagram Elsa, la ragazza che ha condiviso lo scatto di quel doppio bacio gay mentre intorno a loro la folla di leghisti e sostenitori di Matteo Salvini si era radunata per ascoltare l’intervento del leader del Carroccio. Una protesta silenziosa e fatta d’amore, come già  accaduto a Caltanissetta con Gaia e Matilde protagoniste del selfie bombing condito con bacio saffico, il tutto al fianco del ministro dell’Interno. In quell’occasione le due ragazze hanno anche detto che il bodyguard del capo del Viminale è intervenuto per separarle.
Gli episodi di protesta civile contro la politica della Lega e di Matteo Salvini continuano a moltiplicarsi e si contraddistinguono per originalità . Senza insultare nessuno, senza minacciare nessuno.
Ognuno porta in piazza le proprie idee e decide di esprimerle come meglio crede, senza ricorrere ad atti esagerati che poi possono provocare violenza. In molti casi, però, anche questi innocui gesti vengono presi di mira, anche dalle forze dell’ordine stesso, come più volte denunciato in tutta Italia.
E, invece, gli striscioni e le fotografie sono il simbolo più puro di una contestazione civile e mai sopra le righe.

(da agenzie)

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I FAN DI SALVINI TROLLATI DA UN FILMATO CONDIVISO SUI SOCIAL: POSTATO UN VIDEO IN CUI SI ANNUNCIAVA UN RESPINGIMENTO IN DIRETTA

Maggio 22nd, 2019 Riccardo Fucile

I RAZZISTI SI PRECIPITANO A COLLEGARSI E SOLO DOPO UN PO’ SI ACCORGONO DELLA GENIALE PRESA PER   I FONDELLI: “RIPORTIAMOGLI A CASA L’ORO”

«Oh nooo». Deve esser stata questa la reazione — citando un vecchio striscione dei tifosi della Lazio — passata nelle menti delle migliaia di fan di Matteo Salvini e Giorgia Meloni quando si sono accorti di esser stati vittime della classica trollata da social.
I fieri difensori dei porti chiusi, delle acque territoriali italiane e del «prima gli italiani» erano accorsi su Facebook per vedere un video in cui erano state annunciate le immagini esclusive di un respingimento.
Il nome della pagina, Stop Barconi, ha aiutato a portare a termine questa presa in giro di cui ci si è resi conto solo a metà  filmato.
In realtà  tutto poteva esser comprensibile fin dal lancio di quel filmato sulla pagina Stop Barconi: «Attenzione, massima condivisione. Il video del respingimento in diretta censurato da Facebook. Blocco navale totale. Riportiamogli a casa l’oro».
La bava alla bocca, però, deve aver tradito gli ‘spettatori’ che non hanno dato importanza alla chiusura di quell’annuncio: «Riportiamogli a casa l’oro». E, infatti, il filmato mostra tutt’altro rispetto alle aspettative.
All’inizio si vede una nave scortata nel porto (quello di Trieste), ma non si tratta di un’imbarcazione di una Ong che ha salvato i migranti nel Mediterraneo, ma di una petroliera.
Ed è proprio su questo che gioca questa trollata che ha avuto come obiettivo quello di aprire una seria riflessione sui problemi reali e quelli che vengono fatti percepire per portare a casa manciate di voti (che sommati portano a formare un governo basato sulle paure della gente).
È l’Occidente che stupra, devasta e deruba il continente africano
In un comunicato ufficiale ripreso da Rolling Stone, l’autore del video di Stop Barconi — che non svela la sua identità  — spiega nel dettaglio la sua idea (ben architettata e ben riuscita): «Durante la diretta veniva ‘simbolicamente’ respinta una petroliera filmata durante il suo ingresso nel porto di Trieste: non i ‘negri che stuprano, spacciano e rubano’ ma l’occidente che stupra, devasta e deruba il continente africano».
Insomma, ‘aiutiamoli a casa loro’ era il vecchio motto dell’Occidente che, però, ha preferito chiudersi a riccio perchè aumentare la paura è meno dispendioso (a livello economico, finanziario e petrolifero) rispetto ad andare in soccorso di chi è in difficoltà . E non per colpe sue.

(da “Giornalettismo”)

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