Maggio 27th, 2019 Riccardo Fucile
E BERLUSCONI CON 183.000 PREFERENZE TORNA A BRUXELLES
Il ritorno di Berlusconi da parlamentare a Bruxelles, Calenda e Pisapia campioni di preferenze nel Pd, il successo della “Iena” Giarrusso che stravince nelle isole, l’exploit soprattutto al Nord di Giorgia Meloni
Per il leader azzurro, che ha ottenuto il massimo dei voti (183mila) nel Nord Ovest, è la terza volta a Strasburgo: Silvio Berlusconi nel Parlamento Ue, infatti, è stato eletto giù due volte. La prima nel 1994, ma l’avventura si concluse subito, visto che era già presidente del Consiglio e la rinuncia fu immediata. Nella seconda occasione, nel 1999 e fino al 2001, fu un successo di preferenze.
Tra gli altri campioni di preferenze di Forza Italia si segnalano Antonio Tajani, con 48.603 voti in Italia centrale, Massimiliano Salini con 36.615 voti e Lara Comi con 31.729 in Italia Nord Ovest.
Quanto alla lega, Matteo Salvini è primo in ogni circoscrizione ma stravince in Italia Nord Occidentale con ben 684.754 preferenze e nel Nord Est con 544.545. Qui si distingue anche Mara Bizzotto, con 94.212 voti.
Nel Pd, come accennato, il campione assoluto di preferenze è l’ex ministro Carlo Calenda che nel derby interno ai dem batte, anche se di poco, l’ex sindaco di Milano Giuliano Pisapia.
Per Calenda, capolista al Nord est ben 272.374 preferenze, 262.166 per Pisapia.
Reginetta delle preferenze al Centro è invece Simona Bonafè (123.579), mentre il medico di Lampedusa Pietro Bartolo stravince nelle Isole con circa 135.037 voti, seguito dal magistrato Caterina Chinnici con 112.459.
Successo anche per Franco Roberti, ex procuratore nazionale antimafia, capolista per i dem al Sud che ha ottenuto 143.892 voti.
Il M5s, che si afferma soltanto al Sud e nelle Isole dove supera il 29%, ha tra i più votati oltre al già citato Dino Giarrusso, ex Iena, che totalizza nelle Isole 116.776 voti, seguito a ruota dall’europarlamentare Ignazio Corrao (115.365), anche l’ex sindaco di Livorno Filippo Nogarin (24.546 voti in Italia Centrale) e Maria Chiara Gemma al Sud con 84.171 voti.
Giorgia Meloni, candidata in tutte le circoscrizioni, fa il pieno di voti al Sud con 125.246 preferenze, ma ottiene un buon risultato anche nel Nord Ovest con 90.887 voti.
A seguire i più votati in Fdi sono Raffaele Fitto con 86.443 voti, mentre al tanto discusso Caio Giulio Cesare Mussolini, pronipote di Benito, sono andate 20.851 preferenze.
Più Europa-Italia in Comune non raggiunge lo sbarramento del 4% per cui non sarà rappresentata all’europarlamento.Tuttavia a Parma supera l’8% e il sindaco di Parma Federico Pizzarotti, capolista in Italia Nord-Est, prende 21.505 voti.
(da agenzie)
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Maggio 27th, 2019 Riccardo Fucile
IL CAPOLUOGO IN CONTROTENDENZA RISPETTO ALLA LOMBARDIA
La Lega è il primo partito in Italia, e in Lombardia conferma il dato: il 43,4 degli elettori che
hanno votato per le Europee ha scelto il partito di Matteo Salvini, lasciando il Pd al 23.
Ma a Milano i risultati si invertono: il Partito Democratico vince in città con il 36% dei voti, con la Lega al 27,4, terzo partito Forza Italia con il 10,2 e soltanto quarto il Movimento 5 Stelle, con l’8,5%.
Un risultato che parla del ‘Modello Milano’, ma che non esce dai confini della seconda cerchia: perchè nell’area metropolitana di Milano la Lega torna primo partito, anche se con uno scarto minore: 34,1% dei voti, contro un Pd al 29,1.
E oggi, dalle 14, si ricomincia la conta, questa volta per le amministrative: occhi puntati sui capoluoghi al voto, Bergamo, Cremona e Pavia.
Ma il primo dato a cui guardare è quello dell’affluenza, in calo a Milano e in tutta la Lombardia.
Complessivamente nella regione è andato a votare il 64,81% degli aventi diritto contro il 67,30% di cinque anni fa. Questi i dati nelle province.
A Milano è andato a votare il 62,60% degli aventi diritto rispetto al 66,05% di cinque anni fa: a Milano città ha votato il 58,7% degli elettori. A Bergamo, dove si votava anche per il sindaco e il consiglio comunale, è andato a votare il 69,25%. Cinque anni fa gli elettori raggiunsero il 71,24. A Brescia il 69,15% (71,08% cinque anni fa). A Como il 62,48% (64,36% cinque anni fa). A Cremona, dove si elegge anche l’amministrazione cittadina, il 68,42% (70,52% cinque anni fa). A Lecco il 66,50% (il 68,58% cinque anni fa). A Lodi il 67,11% (70,68% cinque anni fa). A Mantova il 63,03% (65,26% cinque anni fa). A Monza e Brianza il 63,15% (65,40% cinque anni fa). A Pavia, dove si eleggono anche sindaco e consiglio comunale, il 64,43% (67,56% cinque anni fa). A Sondrio il 59,80% (il 61,58% cinque anni fa). A Varese il 60,63% (62,89% cinque anni fa).
Complessivamente nella regione è andato a votare il 50,29% degli aventi diritto contro il 64,89% di cinque anni fa.
Con tutte le sezioni della città scrutinate (1.247) il Pd si attesta al primo posto con il 35,97% dei voti, La Lega è seconda con il 27,39. Terzo partito Forza Italia che, nonostante gli scandali elettorali delle ultime settimane, arriva al 10,2.
Il Movimento 5 Stelle si ferma all’8,5%, buon risultato di +Europa (che comunque non entra in Parlamento Europeo) con il 5,3, seguito da Fratelli d’Italia con il 5,16. Europa Verde prende il 3,13 e La Sinistra il 2,12. Gli altri partiti – compreso CasaPound e Forza Nuova, restano sotto lo zero virgola.
Come tradizione, è il Municipio 1 a segnare il distacco maggiore tra i dem e gli altri partiti: Pd al 42,5 contro la Lega al 19,5. Qui, dopo Forza Italia al 14,45, il quarto partito è +Europa con l’8,7, M5S è solo sesto.
Nel Municipio 3 lo scarto minore: Pd al 33, Lega al 30, seguito dal Municipio 2 con Pd al 33,17%, Lega al 29,97. Una tendenza confermata anche nei Municipi 7 e 8, mentre nei Municipi 3, 4, 5 e 6 il distacco tra i due partiti resta maggiore.
Ovviamente per stabilire chi è stato eletto al Parlamento Europeo bisognerà aspettare i calcoli definitivi sulla circoscrizione, ma ecco come sono andati i candidati a Milano. Per il Pd il capolista Giuliano Pisapia ha preso in tutta la città 71.459 voti, seguito dall’assessore al Welfare del Comune Pierfrancesco Majorino con 39.564 voti.
Matteo Salvini in città raccoglie 57.047, la seconda più votata della Lega è la consigliera regionale e comunale ex Forza Italia Silvia Sardone con 11.880 voti.
Il capolista azzurro Silvio Berlusconi raccoglie 24.203 voti. Pietro Tatarella, consigliere comunale arrestato nella maxi inchiesta della Dda, si ferma a 465 preferenze.
Soltanto 2.370 voti per la M5S Eleonora Evi (europarlamentare uscente): ne prende di più – 3.036 – Benedetto della Vedova di +Europa. Giorgia Meloni, capolista di FdI, prende 10.053 voti, Daniela Santanchè soltanto 568. Roberto Fiore di Forza Nuova raccoglie 108 preferenze.
Nell’intera circoscrizione, quando i voti raccolti dal sito del ministero dell’Interno sono quasi completi, Matteo Salvini raccoglie circa 670mila preferenze, Giuliano Pisapia oltre 256mila, Majorino circa 92mila. Silvio Berlusconi prende circa 179mila voti.
(da agenzie)
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Maggio 27th, 2019 Riccardo Fucile
A ROMA, MILANO, TORINO, CAGLIARI, GENOVA VINCE IL PD… A NAPOLI, BARI E PALERMO IL M5S
Nel cuore della notte – nel suo intervento con il rosario in mano dalla sede di via Bellerio – Matteo Salvini ha detto con tono trionfalistico: “La Lega è “primo partito al Nord e al Sud, abbiamo percentuali sopra al 50% in tante città e siamo anche primo partito in tante città del centro e del sud”.
Ma quanto è omogenea l’egemonia leghista sul territorio nazionale?
Partiamo dalla circoscrizione del Nord Est: qui la Lega sfiora il 40 per cento. Con il Partito democratico che insegue al 23,8 per cento. E i 5Stelle appena intorno al 10.
Il top in Veneto, un vero feudo verde: il Carroccio qui sfiora il 50 per cento. In Friuli Venezia Giulia è al 42. In Trentino Alto Adige è testa a testa con la Svp.
Ma il dato forse più eclatante è quello dell’Emilia-Romagna, dove la Lega è al 33 per cento contro il 31 del Partito democratico. Un dato che potrebbe essere significativo anche in vista delle amministrative, con i tanti Comuni “rossi” che hanno votato ieri ma i cui voti saranno scrutinati solo a partire dalle 14.
Nelle città di sicuro fa eccezione Bologna, dove il Pd resta al 40% e la Lega al 21, ma a Ferrara – per esempio, dove si è votato per il sindaco – il Carroccio è al 36,6 (il Pd al 29).
Anche nella circoscrizione del Nord Ovest la Lega è il primo partito: 40% contro il 23,4 del Pd e l’11 dei 5Stelle.
In Lombardia il partito di Salvini è al 43 contro il 23 del Pd. Resiste Milano, dove il Partito democratico è al 35,9 contro il 27 della Lega.
In Piemonte la Lega è al 36 e il Pd insegue al 24 punti di distanza (ma a Torino i dem sono primi).
Stessa situazione anche in Liguria, dove il ritardo dei dem rispetto al Carroccio è di quasi 9 punti (ma a Genova il Pd è primo, 30 per cento contro 27).
Lega prima anche nella circoscrizione dell’Italia centrale. Lega al 33, Pd al 26,9 e M5S al 15,9.
Fa eccezione la Toscana dove il Pd è il primo partito (a Firenze addirittura con il 42 per cento). Mentre nelle Marche il vantaggio del partito di Salvini è di quasi 15 punti. Clamorosa anche l’affermazione della Lega in Umbria, dove si impone con il 38,1% – mentre, cinque anni fa, aveva ottenuto il 2,51% con appena 11.673 voti – ed è seguita dal Pd che al contrario è crollato dal 49,15% delle europee 2014 al 23,98%.
Netto distacco anche nel Lazio a favore di Salvini. Fa eccezione la capitale, Roma, dove il Pd è oltre il 30 per cento, la Lega al 25 e il M5S sotto il 18.
I 5Stelle mantengono invece il primato nella circoscrizione meridionale: 29 per cento contro il 23 della Lega e il 18 del Pd. Questo vale per tutte le regioni del Sud (Calabria, Puglia, Basilicata, Campania, Molise) e per le grandi città come Napoli e Bari.
Fa eccezione l’Abruzzo, dove la Lega ha un vantaggio sui 5Stelle di quasi 13 punti. Anche nell’isola di Lampedusa la Lega fa il pieno di voti e raggiunge un sorprendente 45%.
Percentuali simili anche nelle isole, dove i 5Stelle sono primo partito e si attestano al 29,85 per cento la Lega è al 22,42 e il Pd al .
Il Movimento va meglio in Sicilia (vince a Palermo e Catania) che in Sardegna (dove il Pd è il primo partito a Cagliari).
E l’affluenza? Davvero il calo al Sud ha pesato sul crollo dei 5Stelle? Di sicuro la flessione ha riguardato quasi tutte le regioni italiane: 2 punti e mezzo in meno rispetto al 2014.
Ma certo spicca il meno 12 per cento di votanti in Abruzzo, il meno 4 in Campania, il meno 6 in Sardegna e il meno 5 in Sardegna.
(da agenzie)
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Maggio 27th, 2019 Riccardo Fucile
GLI EUROSCETTICI, TUTTI COMPRESI, SI FERMANO A 170 SEGGI, LA MAGGIORANZA PER GOVERNARE E’ DI 367 DEPUTATI
Mentre la Lega vince in Italia, la resistibile ascesa dei sovranisti alla guida dell’Europa subisce
una battuta d’arresto pesante.
I sovranisti crescono in Francia, con Marine Le Pen che sfiora il 25% e in Italia, con la Lega primo partito.
Tiene bene in Polonia e registra un vero e proprio boom nell’Ungheria di Viktor Orban, dove supera il 50%.
Ma non sfonda in nessuno degli altri Paesi Ue: perde in Austria dove l’Fpo sconta l’Ibiza-gate’, cala in Danimarca, dove il Partito del popolo alleato di Salvini dimezza i consensi e passa all’11,8 per cento contro il 26,6 per cento del 2014, scompare in Olanda, dove l’altro alleato di Salvini Geert Wilders non supera lo sbarramento e non ottiene nemmeno un seggio.
Nel complesso la somma dei gruppi ‘euroscettici’, dai Conservatori dell’Ecr all’Enf della Lega fino all’Efdd dove siede il M5S, si ferma a circa 170 seggi, una soglia molto lontana dalla maggioranza di 367 deputati che serve per ‘governare’ i Parlamento europeo.
Devono invece fronteggiare l’avanzata dei Verdi che a livello europeo diventano il quarto raggruppamento dopo popolari, socialisti e liberali.
Questo esclude una possibile alleanza tra Popolari e sovranisti: oltre alle condizioni politiche infatti, mancano i numeri.
Le uniche maggioranze possibili sono ad oggi Popolari e Socialisti più Verdi, Popolari e Socialisti più Liberali, Popolari e Liberali più Verdi e Socialisti.
Il M5S, tra l’altro, rimane anche senza gruppo perchè i polacchi di Kukiz non superano la soglia.
Il gruppo Enf, che in futuro sarà ribattezzato Alleanza europea dei popoli e delle nazioni, dovrebbe comunque passare dagli attuali 37 seggi in Europarlamento a 55 seggi, cui in futuro si potrebbero aggiungere gli eurodeputati dei partiti che non hanno ancora formalmente aderito al gruppo ma che erano alla manifestazione di Salvini per un totale di 71 seggi.
Tra questi Alternative fà¼r Deutschland (Afd), che ha raccolto undici seggi, il Partito del popolo danese (2 seggi) e i Veri finlandesi (2 seggi) e i nazionalisti estoni di Ekre (1 seggio).
A trainare il risultato, oltre alla crescita della Lega, anche l’exploit di Rassemblement national in Francia,e dei nazionalisti fiamminghi di Vlaams Belang in Belgio.
Ancora non è chiaro poi dove confluiranno gli eurodeputati di Farage, che con il suo Brexit Party ha avuto un successo schiacciante nel Regno Unito e che, in attesa della Brexit, è corteggiato dalla Lega.
(da agenzie)
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Maggio 26th, 2019 Riccardo Fucile
VOLANO I VERDI, SOVRANISTI SOLO SESTO GRUPPO, SUCCESSO DEI LIBERALI
Boom dei verdi, che in Germania superano la Spd e nel nuovo Parlamento conquistano 69 seggi (ne avevano 52).
I sovranisti si fermano dieci seggi sotto al previsto
Le famiglie politiche tradizionali – Popolari e socialisti – perdono consensi, ma ne conquistano di nuovi i liberali e soprattutto i verdi, che sorprendono sia in Germania che in Francia.
L’ultima proiezione del Parlamento europeo, diffusa alle 21.23 e basata sugli exit poll, assegna ai Popolari 177 seggi nel nuovo Parlamento europeo, ai socialisti e democratici 147, ben 69 ai verdi, che nella passata legislatura ne avevano 52 e 101 alla formazione che raggruppa l’Alde (che da sola aveva 62 seggi nel precedente Parlamento) e l’En Marche di Macron.
Il gruppo sovranista fondato da Matteo Salvini, l’Europa delle nazioni e della libertà , conquisterebbe 57 seggi, i conservatori e riformisti – a cui aderiscono i Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni – 58.
(da agenzie)
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Maggio 26th, 2019 Riccardo Fucile
SIAMO ALLA FOLLIA, PUR DI DIFFONDERE ODIO L’ITALIA FINISCE ISOLATA IN EUROPA
Nell’ottica di renovatio che sta portando avanti in Rai il presidente sovranista scelto dalla Lega
Marcello Foa con l’aiuto decisivo del MoVimento 5 Stelle riveste un ruolo di primo piano il direttore del Tg2 Gennaro Sangiuliano.
Portato in viale Mazzini da un nome che è sicura garanzia di qualità (Augusto Minzolini), l’ex iscritto al Fronte della Gioventù, da quando è diventato direttore del Tg2, ha collezionato un’importante serie di successi: ha dichiarato guerra alla Francia, se l’è presa con Fazio che non intervistava bene Macron ed è stato diffidato dall’Agcom per plurime e continuate violazioni della par condicio.
Oggi è il momento di superare un altro ostacolo nella resistibile ascesa dei sovranisti a viale Mazzini: l’ambasciata di Svezia in Italia ha inviato al telegiornale e pubblicato sulla sua pagina facebook una richiesta di rettifica piuttosto puntuta dopo un servizio andato in onda il 22 maggio scorso e firmato dall’inviata Manuela Moreno.
Cosa racconta il servizio, pubblicato alla vigilia delle Europee affinchè fischiassero le orecchie agli elettori prima del voto?
In primo luogo che “un paese accogliente ha dovuto fare i conti con un’immigrazione incontrollata” (questa l’avete già sentita, vero?), “un modello che ha fallito ha specchio”, perchè “alcune zone sono totalmente fuori controllo”, visto che ci sono “oltre sessanta quartieri come questo, detto Mogadiscio, dove vige la sharia“, c’è “una criminalità in forte crescita e il più alto numero di stupri d’Europa”.
Il servizio prosegue spiegando che la polizia “non fornisce dettagli e nazionalità di chi commette i crimini”. Segue dichiarazione in voce di David Thurfjell, professore di storia delle religioni alla Sodertorns University, il quale afferma che “al momento non esiste una legge che vieti di essere un foreign fighter” — e vabbeh — “non è illegale in Svezia essere membro di un’organizzazione terroristica” (LOL). Casualmente, quello che dice il servizio del Tg2 ricalca una serie di dichiarazioni di Trump sulla Svezia.
Insomma, un’interessante serie di colorite affermazioni che varrebbe la pena di factcheckare. E l’ambasciata di Svezia ieri ha deciso di farlo, segnalando che quella della sharìa è ovviamente una fregnaccia:
Per esempio nel servizio si parla di oltre 60 quartieri “totalmente fuori controllo”, dove la polizia non entra e dove vige la sharia, la legge islamica.
“Questa descrizione corrisponde a quelle che vengono comunemente definite “no go zones”. Non esistono “no go zones” in Svezia. Come nella maggior parte delle grandi città esistono aree socialmente vulnerabili dove, al contrario di ciò che si afferma nel servizio, è stata rafforzata la presenza della polizia negli ultimi anni. Queste aree sono una priorità assoluta per il governo svedese che ha stanziato considerevoli fondi per sovvenzionare progetti per favorire l’inserimento sociale in queste aree. Per esempio con attività rivolte ai bambini e ai giovani, investimenti nell’istruzione, maggiore sicurezza, aumento dell’occupazione. Desideriamo inoltre precisare che in Svezia viene applicata la legge svedese in tutto il paese e la legge è uguale per tutti. Non esistono aree dove viene applicata la legge della sharia.”
E poi ricordando perchè il numero di stupri in Svezia è così alto: si tratta di una questione statistica:
La statistica in questo caso dà un immagine errata della situazione. Il malinteso nasce da tre fattori principali. In Svezia ogni atto di violenza sessuale viene registrato come una denuncia a sè stante. Una denuncia può contenere un gran numero di stupri, come per esempio chi denuncia di essere stato violentato più volte dalla stessa persona.Anche in questi casi la polizia deve registrare ogni atto di violenza come un singolo crimine. Un altro fattore che contribuisce al malinteso è la nuova legge sul consenso esplicito, entrata in vigore nel 2018 e che sancisce che il sesso se non è consensuale è illegale, quindi passibile di denuncia. Inoltre la definizione giuridica svedese di cosa è considerato stupro è più ampia che nella maggior parte degli altri paesi e le persone vengono incoraggiate a denunciare le violenze. Per questi motivi la frequenza delle denunce è molto alta e tante persone hanno il coraggio di denunciare le violenze, ritenendo lo stato intenzionato ad aiutarle e in grado di farlo.
Con il record di beccarsi una smentita persino dall’ambasciatore, il Tg2 supera i confini della fregnaccia toccati soltanto all’epoca del pentapartito, quando era appaltato al Partito Socialista.
Il bello è che può peggiorare ancora. E molto.
(da “NextQuotidiano“)
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Maggio 26th, 2019 Riccardo Fucile
L’INVITO AI FALLOWER A RENDERE PUBBLICO IL VOTO
Altro che silenzio elettorale. Da questa mattina il leader leghista Matteo Salvini è attivissimo sui suoi profili social.
Con una raffica di tweet, invita i suoi follower non solo a votare Lega, ma anche a diffondere la propria scelta, in aperta violazione non solo del silenzio elettorale, ma anche del principio di segretezza del voto.
″#OggiVotoLega, diffondiamo!”, scrive il vicepremier su Twitter. “Avete la tessera elettorale? Se l’avete persa potete rifarla oggi in Comune. Oggi si vota anche per eleggere i sindaci di quasi la metà dei Comuni italiani, per il presidente della Regione Piemonte e per rinnovare due deputati in Trentino”.
E ancora: “Buona domenica amici, oggi voto Lega e facciamo insieme la storia!”. E giù video e post, tutti rigorosamente con l’hashtag #OggiVotoLega.
Il Codacons ha annunciato di voler presentare anche un esposto all’Agcom per oscurare gli account dei politici che non hanno il silenzio
“‘Il silenzio elettorale è stato violato”: mentre le Elezioni europee 2019 entrano nel vivo arriva la denuncia del Codacons.
Secondo l’associazione dei consumatori “Nonostante la legge imponga in queste ore il silenzio elettorale, partiti e politici si sono scatenati su web e social network lanciando messaggi agli elettori, in piena violazione della normativa vigente”.
”Abbiamo presentato un esposto all’Agcom e alla Polizia Postale affinchè sia aperta una istruttoria nei confronti dei trasgressori chiedendo di intervenire da subito oscurando gli account di quegli esponenti politici che hanno lanciato messaggi agli elettori in barba ai divieti”.
La polemica investe il titolare del Viminale. “Salvini, ministro dell’Interno, dovrebbe dare l’esempio rispettando il silenzio elettorale che invece sta violando – scrive Matteo Renzi su Twitter -. Non utilizzo il suo stesso metodo facendo propaganda, gli ricordo solo le figuracce che l’Italia ha fatto per colpa di parlamentari assenteisti come lui” twitta Renzi postando il video di alcuni anni fa, quando Salvini era eurodeputato, in cui il vicepremier fu accusato di essere un ‘fannullone’ dal socialista belga, Marc Tarabella, per l’assenteismo a Strasburgo.
L’affondo su Twitter arriva anche da Laura Boldrini: “Abbiamo un ministro dell’Interno che non lavora, sempre in giro a fare comizi. Poteva sfruttare questa occasione per sbrigare qualche pratica. E invece no, viola il silenzio elettorale e come al solito passa la giornata a twittare”.
(da agenzie)
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Maggio 26th, 2019 Riccardo Fucile
FALSIFICAVA BUONI SPESA PER LE PERSONE CELIACHE, UNA TRUFFA DA DUE MILIONI DI EURO
Giuliano Castellino, leader romano di Forza Nuova accusato di aver aggredito i giornalisti de
l’Espresso, è stato rinviato a giudizio per associazione a delinquere finalizzata alla truffa, insieme ad altre otto persone. Racconta oggi Repubblica Roma:
La vicenda è quella che riguarda i buoni spesa per le persone celiache. Una truffa da quasi due milioni di euro, di cui un milione e 300mila elargiti dalla Regione Lazio. Castellino per questa vicenda è stato arrestato a luglio del 2018 insieme al suo socio Giorgio Mosca.
I due, titolari di tre punti vendita di prodotti alimentari per celiaci, avrebbero falsificato buoni del valore tra i 90 e i 145 euro ciascuno per ottenere rimborsi dal sistema sanitario regionale.
I falsi buoni accumulati avrebbero portato nelle tasche del leader di FN e dell’imprenditore Mosca, tra maggio del 2016 e novembre del 2017, la cifra monstre contestata.
A dare il via alle indagini condotte dai carabinieri del Nas, coordinati dal pm Alberto Pioletti, sono stati i dirigenti di quattro diverse aziende sanitarie locali che hanno segnalato l’esistenza di documentazione grossolana e palesemente falsa, all’insaputa di medici e pazienti.
A far scattare le indagini, coordinate dalla Procura di Roma, sono state le segnalazioni arrivate dai dirigenti di quattro Asl che si erano accorti dei documenti palesemente falsi consegnati dagli indagati.
Grazie all’intervento degli inquirenti è stato bloccato il rimborso di altri 600mila euro che i due imprenditori, accusati di falso, truffa e tentata truffa, stavano per presentare. La truffa sarebbe nata infatti dall’idea di copiare buoni veri che persone affette da celiachia avevano presentato nei due esercizi commerciali gestiti da Castellino e Mosca per acquistare prodotti alimentari.
(da “NextQuotidiano”)
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Maggio 26th, 2019 Riccardo Fucile
QUESTA SAREBBE L’ITALIA “CIVILE” CHE TEME “L’INVASIONE” DA PARTE DEGLI STRANIERI… MA LA POLIZIA DI SALVINI PERCHE’ NON E’ INTERVENUTA A IDENTIFICARE GLI AUTORI DEL REATO? FORSE ERANO INTENDI A MONITORARE GLI STRISCIONI SUI BALCONI?
Giulia Nicastro, ventiduenne con una quarantina di partite sulle spalle, mercoledì scorso sul campo della Gazzera a Mestre nel torneo Sottana per Giovanissimi tra Treporti e Miranese si è presa una serie di insulti dai genitori dei ragazzini.
Lo racconta Il Gazzettino:
Una ventina di genitori dei ragazzini del Treporti si è scagliata sin dal fischio d’inizio contro l’arbitro, offendendola e invitandola a dedicarsi al “mestiere più antico del mondo” piuttosto che calcare i campi da calcio.
Un comportamento incivile che non trova alcun aggancio con eventuali precedenti torti subiti — non avendo mai arbitrato Nicastro i ragazzini litoranei — e che ha colpito sia la dirigenza della Miranese sia i componenti del team organizzatore che ha tutelato e sostenuto sia nell’intervallo sia a fine gara l’arbitro.
Ma da parte di dirigenza e staff del Treporti nessun intervento immediato per richiamare i propri tifosi alla ragione.
Poi è successo anche qualcos’altro:
E così in un clima incandescente con il gruppo di genitori scatenato contro l’arbitro, in uno dei giovani giocatori del Treporti è maturata la convinzione che tutto fosse concesso. Al momento dell’esecuzione di un calcio d’angolo il quattordicenne si è abbassato i pantaloncini in mezzo al campo sfidando apertamente Giulia Nicastro: «Vediamo se hai il coraggio di espellermi oppure…» e qui l’invito a pratiche sessuali. Immediato il rosso per il treportino, cosa che ha fatto crescere ancor di più i toni dei genitori-ultras.
A fine gara perfino uno dei giovanissimi della Miranese si è diretto verso il settore occupato dai genitori avversari, rimproverandoli per il comportamento incivile.
(da agenzie)
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