Giugno 26th, 2019 Riccardo Fucile
POI TUTTI SU UN BARCONE E ABBANDONATI AL LARGO DELLA LIBIA: CHIAMINO I LORO AMICI DELLA GUARDIA COSTIERA LIBICA… IL BUONISMO E’ FINITO, FUORI DAI COGLIONI
Matteo Salvini l’ha definita «una sbruffoncella che fa politica», lei è Carola Rackete, la capitana della Sea Watch che dopo 14 giorni di attesa ha deciso di fare rotta su Lampedusa.
Un atto di guerra, la nave va affondata appena entra in porto (o anche prima) hanno iniziato a strepitare i patridioti. Ma c’è come al solito chi riesce a fare peggio.
Perchè è quando sono comodamente seduti nelle proprie poltrone, magari al fresco (in attesa di quando finiranno al fresco), che i sovranisti italici danno il meglio di sè.
Ci sono come al solito quelli che credono alla propaganda e pensano che davvero esista un “blocco navale” attorno a Lampedusa la cui violazione comporta l’affondamento immediato della nave.
Altri esperti di diritto internazionale ci spiegano che invece si tratta di un atto di guerra deliberato da parte di Olanda e Germania.
Ma soprattutto ci sono quelli che invece se la prendono personalmente con la capitana.
E siccome la Rackete è una donna gli insulti sessisti si sprecano. «Impalamento (con tubo d’acciaio che le entro dalla figa e le esca dalla bocca) in pubblica piazza» propone un simpaticissimo difensore dei nostri confini.
È evidente che il problema non sono i migranti. In fondo il 21 giugno ne sono sbarcati in totale 121 nell’indifferenza più generale (e altri 59 sono sbarcati due giorni fa, il 24 giugno). Dall’inizio di giugno ne sono sbarcati quasi 900.
Ma in questo caso Salvini ha deciso che la Ong e la sua capitana sono dei nemici. Ecco quindi quelli che propongono di “raparla a zero e metterla al gabbio a pane ed acqua” oppure di “andare a pijallo ‘n der culo in Africa”, così davvero potrà aiutare i poveri migranti (che sappiamo tutti che non scappano da nessuna guerra)
Il difetto principale di Carola è ovviamente quello di essere donna, una “zecca” spiegano i più esperti della terminologia mentre altri ipotizzano che l’unico suo interesse sia quello di “preservare quello che hanno clandestini tra le gambe”. Maledetti immigrati dotati di pene!
I più fantasiosi azzardano cose come “cesso di mare” ma generalmente il livello è piuttosto basso: schifosa di merda, baldracca e zecca di merda sono gli insulti più gettonati. Insomma è chiaro dove si vuole andare a parare.
Nel frattempo il bravissimo ministro dell’Interno, quello che dopo le elezioni europee ha raccontato ovunque che ora sì che in Europa ci rispetteranno definisce l’ingresso nelle acque territoriali italiane una “provocazione e atto ostile” da parte di una nave battente bandiera olandese e chiede subito che l’Olanda “si faccia carico degli immigrati a bordo”.
Difficile a questo punto tenere a bada i patridioti che subito chiedono di passare dalle parole ai fatti con azioni eclatanti come il ritiro dell’ambasciatore in Olanda e l’espulsione dei funzionari olandesi dall’ambasciata in Italia.
La narrazione tossica di Salvini dà luogo a commenti disarmanti, come quello che chiede di sparare sulla barca
Oppure quelli che dicono che «arrivati a questo punto non riconosciamo più Lampedusa come isola italiana» o che «Lampedusa è una vergogna italiana» il tutto probabilmente per il semplice fatto di trovarsi geograficamente troppo vicina all’Africa.
Se c’è una cosa che questo ennesimo sbarco rivela è che Salvini non può fare nulla per impedire gli sbarchi, che tutti i proclami bellicosi servono al limite per spaventare le Ong (non gli scafisti, perchè quelli se ne fregano) che oggi però hanno deciso di andare a vedere il bluff del Capitano.
Il nostro sicuramente riuscirà a trasformare questa colossale figura di palta in un altro grande successo.
Lo farà raccontando dei misteriosi finanziatori della Sea Watch, dell’Europa che ci vuole invadere e chissà cos’altro. I suoi gli crederanno, che motivo hanno di dubitare che Salvini non faccia i loro interessi?
Alla fine l’importante è che i negri non vengano da noi.
Ma fino a quanto Salvini, uno che non ha nemmeno avuto il coraggio di farsi processare, potrà incarnare lo spirito dell’italiano?
(da “NextQuotidiano”)
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Giugno 26th, 2019 Riccardo Fucile
IL PARLAMENTARE DI + EUROPA: “E’ L’ENNESIMA FARSA DELLA CROCIATA DISUMANA E IPOCRITA DI SALVINI”
Questa mattina sono arrivato a Lampedusa per seguire da vicino, come parlamentare, l’evolversi del
caso della nave Sea Watch 3 e testimoniare vicinanza alle vittime di quella che è ormai una farsa di Stato disumana e sadica.
Una farsa interrotta dalla decisione della comandante Carola Rackete, di dirigersi verso la costa, nonostante il divieto imposto dal governo italiano, per mettere in salvo le 42 persone soccorse al largo della Libia.
Questa decisione rappresenta è l’unico esito coerente con il senso di umanità e con le norme internazionali e nazionali sul salvataggio della vita in mare. E il tempo lo confermerà con chiarezza.
Lasciare queste 40 persone al limite delle acque territoriali italiane aspettando che, ad una ad una, le loro condizioni di salute peggiorino per portarle a terra con evacuazioni mediche, come avvenuto nei giorni scorsi, è stato l’ennesimo sfoggio di disumanità .
Ancora una volta si sono usati dei naufraghi come ostaggi per un patetico e brutale atto di forza del governo italiano che, a ben vedere, rivela però tutta la sua impotenza.
Va ricordato infatti che mentre alla Sea Watch veniva impedito di dirigersi verso Lampedusa, negli stessi giorni sull’isola giungevano centinaia di altri naufraghi a bordo delle motovedette della Guardia costiera italiana o direttamente in porto, con imbarcazioni di fortuna
Con la mia presenza qui voglio manifestare sostegno e vicinanza ai naufraghi, all’equipaggio della Sea Watch 3 e a chi, come don Carmelo La Magra, da giorni chiede alle istituzioni italiane un po’ di umanità .
Ma intendo anche monitorare un caso su cui viene per la prima volta applicato il cosiddetto Decreto sicurezza bis: una norma profondamente incostituzionale.
Basti pensare, infatti, che con questo decreto si attribuisce al Ministro dell’interno la competenza di vietare l’accesso alle acque territoriali quando si concretizzi una ipotesi di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina; ipotesi che, però, in Italia è compito della magistratura formulare e accertare.
Questo modo di procedere va, ancora una volta, contro le norme nazionali e internazionali sull’obbligo di salvataggio in mare. Tutto ciò è ancora più paradossale alla luce del fatto che finora mai nessuna Ong che fa salvataggio in mare ha subito condanne: ci sono state solo archiviazioni e assoluzioni.
Si tratta quindi dell’ennesimo, grave capitolo della disumana crociata del Ministro dell’interno contro chi è impegnato a salvare vite nel Mediterraneo.
Riccardo Magi
(da “Huffingtonpost”)
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Giugno 26th, 2019 Riccardo Fucile
DON CARMELO PER GIORNI HA DORMITO SUL SAGRATO DELLA CHIESA IN SOLIDARIETA’ CON I NAUFRAGHI
L’Italia umana contro la disumanità al potere: “Grazie Carola! Grazie di esserti fatta carico del peso dell’umanità nel mondo grande e terribile governato dell’egoismo”.
Anche don Carmelo La Magra, sacerdote della parrocchia di San Gerlando a Lampedusa , ha condiviso sui social il post, scritto su Facebook, del Forum Lampedusa solidale. Carola Rackete, 31 anni, tedesca, è il comandante della Sea Watch3.
Don Carmelo, come alcuni isolani e turisti, hanno dormito per circa una settimana, compresa la notte appena trascorsa, sul sagrato della chiesa che si affaccia sul corso principale dell’isola.
Il sit-in e’ servito, in questi giorni, oltre che per manifestare solidarietà anche per chiedere un “porto sicuro” per i migranti a bordo della Sea Watch3.
(da agenzie)
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Giugno 26th, 2019 Riccardo Fucile
A 23 ANNI ERA GIA’ AL TIMONE DI UN ROMPIGHIACCIO MENTRE QUALCHE COMUNISTA PADANO FIGLIO DI PAPA’ SI FACEVA LE BIRRETTE AL LEONCAVALLO
La Capitana che ha sconfitto il Capitano si chiama Carola, è tedesca, ha 31 anni, da sette lavora al
timone di una nave, da tre a bordo della Sea Watch.
Prima di diventare il capitano della Sea Watch 3, Rackete ha imparato a parlare quattro lingue, si è laureata in conservazione ambientale alla Edge Hill University nel Lancashire con una tesi sugli Albatros e ha navigato per cinque anni nei mari del Nord. A 23 anni era al timone di una rompighiaccio al circolo polare artico, ufficiale di navigazione su un’imbarcazione di uno dei maggiori istituti oceanografici tedeschi, l’Alfred Wegener Institute.
Due anni dopo era secondo ufficiale a bordo della Ocean Diamond, sempre nel campo delle spedizioni polari.
Quattro anni fa, la 27enne Rackete era a bordo della Arctic Sunrise di Greenpeace, per poi iniziare a pilotare piccole imbarcazioni che portavano turisti e ricercatori nelle isole Svalbard, nel mare Glaciale Artico.
Ha lavorato anche con la flotta della British Antartic Survey e nell’estate del 2018 ha navigato nelle acque gelate dell’arcipelago della Terra di Francesco Giuseppe.
Non solo comandante di navi private, Rackete infatti per anni è stata attiva nel mondo del volontariato e dal 2016 lo fa per Sea Watch.
(da agenzie)
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Giugno 26th, 2019 Riccardo Fucile
INTERVISTA A TOTO’ MARTELLO, SINDACO DI LAMPEDUSA
“Tutto questo macello sta succedendo perchè c’è una Ong che sta portando avanti una operazione di salvataggio. Non è per lo sbarco in sè, figuriamoci. Gli sbarchi a Lampedusa continuano, ma quelli li vediamo solo noi, il Governo non li vede”.
Salvatore “Totò” Martello è appena atterrato a Roma, diretto a un incontro al Miur. Quando HuffPost lo raggiunge al telefono, il sindaco dell’isola siciliana, negli anni diventata simbolo dell’accoglienza dei migranti, ancora non sa che Carola Rackete, la capitana della Sea Watch, ha rotto gli indugi forzando il blocco ed approderà con i 42 migranti che sono a bordo della nave, in attesa di un porto, da 14 giorni. Martello conta di tornare a casa domani sera. Ma appena la nave della Ong tedesca toccherà la costa dell’isola, “siamo pronti ad accoglierli”, ripete.
Sindaco, siete stati in contatto con la Sea Watch?
“No, non ci hanno contattato, non abbiamo ricevuto chiamate da bordo, assistiamo da lontano. Ma siamo pronti a dare accoglienza”.
A marzo scorso, quando la nave della Ong “Mediterranea” era vicina alla costa di Lampedusa, lei disse “Se arrivano sono i benvenuti”? Vale anche per i passeggeri della Sea Watch?
“Certo, ci mancherebbe. Il mare non è un’autostrada, dove alzi una paletta e blocchi una macchina in transito. Il mare ha tutta un’altra storia”.
Lei ha dichiarato anche “in mare non esistono circolari”. La vicenda della Sea Watch mostrerà la prima applicazione del decreto sicurezza bis. Che ne pensa di questo provvedimento voluto dal ministro dell’interno, Salvini?
“Noi sindaci non abbiamo il potere di modificarlo, ma io non sono d’accordo con quanto disposto in questo decreto. Le faccio un esempio pratico”.
Prego
“Se un pescatore si trova a navigare in zona Sar e tenta di salvare qualcuno, perde l’attività , il peschereccio di sua proprietà . Ma a mare vige la regola che bisogna salvare chi è in difficoltà . Nè tantomeno si può pensare che chi salva possa o debba chiedere il passaporto a chi sta affogando. Il decreto, fatto per colpire le Ong, è valido per tutti. Dissuade dal salvare vite umane, contravvenendo alle regole internazionali sulla navigazione”.
Intanto, gli sbarchi continuano.
“Certo, ieri sera a Lampedusa ce n’è stato un altro, sono arrivate venti persone. Ma quelli non interessano a nessuno, non a caso li definiscono “sbarchi fantasmi”. Quelli li vediamo solo noi, il Governo non li vede”.
(da “Huffingtonpost”)
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Giugno 26th, 2019 Riccardo Fucile
ZINGARETTI CHIEDE INCONTRO URGENTE A CONTE, DI MAIO SI SMARCA DA SALVINI, FRATOIANNI, ORFINI E MAGI A LAMPEDUSA
“Gentile Presidente del Consiglio, le scrivo in queste ore drammatiche sulla vicenda che riguarda i 42
naufraghi da 14 giorni a bordo della nave Sea Watch….”. Nicola Zingaretti di fronte al precipitare della situazione della Sea Watch 3, prende carta e penna e chiede un incontro urgente con il premier Giuseppe Conte per discutere di migranti e in particolare della nave entrata nelle acque italiane nonostante il divieto della guardia di finanza.
“Stiamo assistendo ad un dibattito surreale e indegno per un Paese civile – scrive il segretario dem – Paese il cui Governo, le ricordo, non è stato rappresentato dal Ministro dell’Interno Matteo Salvini in sei vertici su sette che si sono svolti con i rispettivi ministri degli Stati europei, sede autorevole per porre il tema di una politica comune sui migranti a livello Ue. Si gioca, quindi, sulla pelle di questi naufraghi, di uomini e donne in mare: ci sono alcuni parlamentari che invitano addirittura ad affondare la nave. In questo contesto il Ministro dell’Interno Salvini ostenta come un trofeo questi naufraghi dimenticando che la chiusura dei porti, da lui tanto millantata, in realtà non esiste: anche in questi giorni continuano a sbarcare migranti, come ricorda lo stesso Sindaco di Lampedusa”.
“Inoltre – prosegue Zingaretti – il Dl Sicurezza bis recentemente approvato dal suo Governo prevede che la decisione sulla chiusura dei porti debba essere presa di concerto tra il Ministro dell’Interno, il Ministro della Difesa e il Ministro delle Infrastrutture e Trasporti, informando il Presidente del Consiglio. Per tutti questi motivi, mentre una delegazione di parlamentari del Partito Democratico si appresta a raggiungere Lampedusa, le chiedo un incontro urgente per discutere delle politiche sul tema dell’immigrazione e della gestione dei flussi. Credo siano temi da affrontare in maniera seria, responsabile e istituzionale evitando di offrire al Paese questo osceno teatrino indegno per un Paese civile”.
Sul caso interviene con toni diplomatici l’altro vicepremier, il grillino Luigi Di Maio.
“L’Europa – dice il leader 5S – deve svegliarsi, ecco cosa penso. Penso che l’Europa debba aprire gli occhi, fare un tavolo e rivedere Dublino perchè non è possibile che tutti i migranti continuino a sbarcare in Italia”
A Lampedusa l’unico politico presente è Riccardo Magi, deputato radicale di +Europa. Sono in volo (arrivo previsto verso le 21) Matteo Orfini e Graziano Delrio del Pd.
E Nicola Fratoianni per Sinistra italiana. “Sono appena arrivato a Lampedusa – dichiara Magi . per seguire da vicino, come parlamentare, l’evolversi della situazione e testimoniare vicinanza alle vittime di quella che è ormai una farsa di Stato disumana e sadica”.
“L’ingresso della Sea Watch nelle acque territoriali italiane è l’unico esito coerente con il senso di umanità e con le norme internazionali e nazionali sul salvataggio della vita in mare. Con il tempo ciò emergerà con chiarezza”, spiega il deputato di +Europa.
“La disumanità sta nel lasciare queste 40 persone al limite delle acque territoriali italiane aspettando che, ad una ad una, le loro condizioni di salute peggiorino per portarle a terra con evacuazioni mediche, come avvenuto nei giorni scorsi. Ancora una volta si usano naufraghi come ostaggi per una patetica e brutale dimostrazione di forza del governo italiano che, a ben vedere, rivela tutta la sua impotenza, se è vero come è vero che negli stessi giorni sono giunti a Lampedusa centinaia di altri naufraghi a bordo delle motovedette della Guardia costiera italiana o direttamente in porto con imbarcazioni di fortuna”, ricorda il deputato radicale.
(da agenzie)
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Giugno 26th, 2019 Riccardo Fucile
IL BULLO CHE CHIAMA SBRUFFONCELLA UNA CHE FINALMENTE GLI HA RIFILATO DUE SCHIAFFONI… MOBILITAZIONE IN TUTTA ITALIA DELLE ASSOCIAZIONI CONTRO IL GOVERNO RAZZISTA
Il capitano Carola Rackete l’aveva già annunciato: qualunque fosse stata la sentenza della Cedu, la Sea Watch sarebbe sbarcata in Italia. E così è stato: la nave della ong tedesca battente bandiera olandese, che da 14 giorni è in mare a largo di Lampedusa con 42 migranti a bordo, dalle 12 è in acque territoriali italiane.
Ingresso che le è stato vietato dopo la decisione, sulla base del decreto Sicurezza bis, di Viminale, Difesa e Trasporti di chiudere i porto, palesemente in contrasto con el norme internazionali.
“Ho deciso di entrare in porto a Lampedusa — ha detto il capitano -. So cosa rischio ma i 42 naufraghi a bordo sono allo stremo. Li porto in salvo”. In 14 giorni, lamenta la ong, “nessuna soluzione politica e giuridica è stata possibile, l’Europa ci ha abbandonati. La nostra comandante non ha scelta. Basta, entriamo. Non per provocazione, per necessità , per responsabilità “.
Poco dopo Salvini risponde in diretta Facebook : “Chi se ne frega delle regole ne risponde, lo dico anche a quella sbruffoncella della comandante della Sea Watch. Se qualcuno pensa che le leggi sono barzellette pagherà fino in fondo”, ha aggiunto. “Io non do autorizzazione allo sbarco a nessuno, non la do e non la darò mai, nessuno pensi di poter fare i porci comodi suoi. I governi di Olanda e Germania ne risponderanno, sono stufo”. E pure: “La comandante sappia che l’autorizzazione allo sbarco non c’è, schiero la forza pubblica, il diritto alla difesa dei nostri confini è sacra.
Da Bruxelles intanto la Commissione, ha riferito la portavoce Natasha Bertaud, “ha ricevuto una richiesta di sostenere proattivamente gli Stati membri cercando delle soluzioni di ricollocamento per le persone a bordo della Sea Watch una volta che saranno sbarcate. Quindi stiamo agendo in seguito a questa richiesta. Siamo in contatto con diversi Stati membri per trovare una soluzione per il ricollocamento dopo lo sbarco”.
(da agenzie)
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Giugno 26th, 2019 Riccardo Fucile
“BASTA, ENTRIAMO PER NECESSITA’ E PER RESPONSABILITA'”… “SO COSA RISCHIO MA LA VITA DI QUESTE PERSONE CONTA DI PIU'” … UNA GIOVANE DONNA CORAGGIOSA IN UN MONDO DI VIGLIACCHI
”Ho deciso di entrare in porto a Lampedusa. So cosa rischio ma i 42 naufraghi a bordo sono allo
stremo. Li porto in salvo”.
Con queste parole Carola Rackete, capitano della Sea Watch, ha deciso di forzare il blocco e dirigersi in acque italiane portando i migranti a Lampedusa.
Questo mentre l’Ue faceva sapere di essere “in contatto con vari Stati membri” per attuare il “ricollocamento per le persone che si trovano a bordo della Sea Watch” una volta che saranno sbarcati
La Ong commenta: “Nessuna soluzione politica e giuridica è stata possibile, l’Europa ci ha abbandonati. La nostra Comandante non ha scelta” e su twitter motiva la decisione: “Non per provocazione ma per necessità , per responsabilità ”.
“Ieri sera la Commissione ha ricevuto una richiesta di sostenere in maniera proattiva gli Stati membri che cercano soluzioni di ricollocamento per le persone che si trovano a bordo della Sea Wacht una volta sbarcati”, dice una portavoce dell’esecutivo Ue rispondendo a chi chiedeva se Bruxelles potesse svolgere un ruolo di coordinamento sulla Sea Watch 3, e chiarisce: “Stiamo agendo su questa richiesta e siamo in contatto con vari Stati membri”. Stando a quanto riporta l’Agi la proposta è stata avanzata proprio dagli Stati membri che si sono detti disponibili ad accogliere i migranti.
(da agenzia)
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Giugno 26th, 2019 Riccardo Fucile
AL CONFINE TRA MESSICO E STATI UNITI TROVATI MORTI ALTRE QUATTRO PERSONE: UNA DONNA, DUE BAMBINI E UN NEONATO: UN ALTRO CRIMINE SOVRANISTA
Lo scatto shock di un padre e la sua bimba di due anni morti annegati nel Rio Grande mentre cercavano di attraversare il confine tra Messico e Stati Uniti evitando il muro indigna l’America.
Ed è destinata a diventare il simbolo della tragedia dei migranti dal Centro America così come l’immagine del corpicino di Aylan riverso su una spiaggia turca è divenuta il triste simbolo dell’immigrazione verso l’Europa.
Oramai sulla terribile immagine scattata sul fiume che separa il Messico dal Texas si sa quasi tutto. L’uomo era un cittadino salvadoregno, Oscar Alberto Martinez, la sua figlioletta Angie Valeria. I due corpi sono a faccia in giù, immersi nell’acqua di un canneto sporca di fango, trasportati a riva dalla corrente sulla sponda sud del fiume.
Si vede la bimba ancora con le scarpette, legata al padre da quella che sembra essere una maglietta con il quale l’uomo forse cercava di tenere la piccola stretta a sè nel disperato tentativo di proteggerla. Il braccio della bimba è ancora attorno al collo del padre. Non ci sono parole, i commentatori in tv a stento trattengono l’emozione e in qualche caso le lacrime.
La disgrazia sarebbe avvenuta domenica e i due corpi sono stati ritrovati lunedì. Saranno rimpatriati nei prossimi giorni. Gli agenti federali che vigilano sulle frontiere della zona hanno trovato quattro morti nei pressi del Rio Grande: si tratta di una giovane donna, di due bambini e di un neonato. Le autorità affermano che le vittime sono probabilmente decedute per disidratazione ed esposizione all’eccessivo caldo.
Le principali emittenti Usa e i media sul web ripropongono in continuazione quelle immagini che sono come un pugno nello stomaco. Ma dalle autorità americane silenzio. L’unico fragore che si può sentire è quello delle polemiche politiche, con la Camera a maggioranza democratica che stanzia 4,5 miliardi da destinare alla crisi del confine sud e la Casa Bianca già pronta al veto.
Mentre il massimo responsabile dell’agenzia federale che gestisce i campi al confine del Messico dove vengono trattenuti i bambini separati dalle famiglie illegali è costretto a dichiarare le dimissioni, dopo che un gruppo di legali ha testimoniato le condizioni terribili in cui i minori sono costretti a vivere: senza cibo adeguato, con scarsa assistenza medica, i neonati che vengono accuditi da altri minori.
Una situazione che ha destato la preoccupazione anche del presidente Donald Trump. Tanto più che nell’ultimo anno sono ben sei i bambini che hanno perso la vita.
Dall’inizio del 2019 quasi 500 mila migranti sono stati fermati nel tentativo di attraversare il confine statunitense. Nel 2018 i migranti morti al confine tra Usa e Messico furono 283.
(da agenzie)
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