Luglio 13th, 2019 Riccardo Fucile
LA PROCURA DI MILANO SENTIRA’ MERANDA, IL PRESUNTO SECONDO UOMO AL METROPOL DI MOSCA
Un tweet del luglio 2018 è l’ennesima conferma del rapporto che lega Gianluca Savoini, indagato dalla Procura di Milano per corruzione internazionale, a Matteo Salvini, nonostante il vicepremier insista a prenderne le distanze.
Nel tweet Savoini esprime compiacimento per aver accompagnato Salvini durante sua visita ufficiale a Mosca.
Una nuova conferma, dunque, come se non bastassero le decine di foto sparse in Rete che ritraggono Savoini presente a tutti gli incontri di Stato in cui Salvini siede allo stesso tavolo con Putin e i suoi uomini.
Intanto la Procura di Milano effettuerà alcuni accertamenti sul conto di Gianluca Meranda, l’avvocato autore della lettera a Repubblica, per capire se sia davvero lui il “secondo uomo” presente lo scorso ottobre alla presunta trattativa sulla compravendita di petrolio all’Hotel Metropol di Mosca.
Dopodichè nei prossimi giorni sarà convocato in Procura a Milano non si sa, in quanto deve ancora essere deciso, se come indagato o come persona informata sui fatti.
(da agenzie)
argomento: Giustizia | Commenta »
Luglio 13th, 2019 Riccardo Fucile
LA REGIONE FINANZIA CON 50.000 EURO UNA RASSEGNA DOVE INVITA UN YOUTUBER CHE DEFINISCE “CAGNE” LE DONNE
L’attesa fra il popolo leghista e i fan del sovranismo era alle stelle. 
Giovedì sera alle 21.30 a Montemarcello, in occasione della prima delle quattro giornate della rassegna politico culturale “Liguria D’Autore”, era previsto l’incontro con Steve Bannon. Lui, il guru consigliere del presidente Trump che in Italia viene venerato da larga parte della destra di potere. La sua presenza era stata data ancora per certa dagli organizzatori sulla pagina Facebook dell’evento, sia domenica che lunedì. Nessuna smentita, nessuna variazione, ma ecco che giovedì sul palco mister Bannon non c’era. C’era invece il belga Mischael Modrikamen, che sarà pure il braccio destro in Europa di Steve, ma per il grande pubblico ha avuto un po’ l’effetto di un surrogato sovranista.
Resta da capire se Bannon avesse dato forfait con largo anticipo ma si sia preferito tacere sulla sua assenza o se, invece, sia stato un fulmine a ciel sereno ma per fortuna il fido Mischael si trovava in zona ed è stato reclutato al volo.
Chi, invece, sembra proprio che ci sarà , domenica pomeriggio alle 18 a Fiumaretta, è Max Felicitas.
Non ha esattamente la fama di Bannon, ma forse si diverte molto di più del politologo. Ha 28 anni e dal 2014 la sua carriera segue due binari. Attore porno — il nuovo Rocco Siffredi secondo molti critici del settore — ma anche cantante di seguitissimi video musicali su Youtube. Il genere non è esattamente neo melodico.
Nel suo più grande successo, “Sixtynine”, le donne più desiderate vengono chiamate “cagne”, mentre il ritornello tormentone, assai poco criptico, è l’imperativo: “Si sborra”. Max Felicitas sarà la star del pomeriggio di domenica intitolato “Porno subito”.
Non c’è da aspettarsi delle analisi socio-psicologiche sulla pornografia visto che è stato ritenuto dagli organizzatori della rassegna, finanziata dai soldi pubblici, un tema di cui solo gli uomini possono discutere. Con il pornodivo ci saranno, infatti, Massimo Bisotti, scrittore, Marco Valerio Cervellini funzionario della polizia postale, e i due moderatori Gianluca Daluiso e Daniele Grassucci. A Spezia l’appuntamento ha suscitato molte critiche
Sulla rassegna il capogruppo del Pd in Regione Giovanni Lunardon ha attaccato il presidente Toti accusandolo di finanziare con soldi dei contribuenti un festival del sovranismo. Il governatore ha risposto stigmatizzando lo scarso senso di democrazia dei dem: “solo chi la pensa come loro avrebbe diritto a parlare”.
Una cosa però è certa, a Toti il diritto di parlare gli organizzatori dell’evento – l’agenzia Visverbi – lo hanno ampiamente riconosciuto.
Giovedì il suo nome non compariva nel programma ufficiale ma eccolo seduto sul palco a parlare di autonomie assieme al viceministro leghista Massimo Garavaglia, all’esponente del Front National francese Phippe Vardon e al succedaneo belga di Bannon
Anche ieri sera Toti non era in scaletta nel programma ufficiale, ma ecco arrivare il comunicato dell’ufficio stampa della Regione: “Questa sera, a partire dalle 21.30, il presidente Giovanni Toti sarà presente alla seconda serata della seconda edizione di Liguria d’Autore, a Montemarcello Magra”
Per quanto riguarda le giornate di oggi e domani nessuna sorpresa: il presidente Toti è presente in entrambe le serate nel programma ufficiale. En plein.
Sul palco domani Toti troverà anche l’ex sottosegretario Armando Siri, al suo rientro in pubblico dopo le dimissioni per il coinvolgimento nell’inchiesta sulle tangenti nell’eolico.
Ciliegina sulla torta, le serate vengono trasmesse in diretta da Primocanale nell’ambito del programma Viaggio in Liguria, finanziato dalla Regione Liguria con 150 mila euro.
(da “La Repubblica”)
argomento: Costume | Commenta »
Luglio 13th, 2019 Riccardo Fucile
“DOV’ERA CAROLA QUANDO C’ERANO I BOMBARDAMENTI IN LIBIA? A UN APERICENA?”… LA RISPOSTA CON FOTO: “LEI ERA ALL’UNIVERSITA’, TU A FARE I TRENINI IN MUTANDE”
Diego Fusaro ha twittato chiedendo provocatoriamente dove fosse Carola durante in bombardamenti in Libia del 2011: «Forse ad un apericena»
Una ragazza su twitter gli risponde per le rime con prova fotografica: «Tu facevi i trenini in mutande»
Esporsi su internet e sui social network è un’arma a doppio taglio: se c’è una cosa in cui sono bravi gli utenti, è scovare gli scheletri dentro gli armadi di chiunque.
È quanto è successo a Diego Fusaro, che aveva lanciato un tweet acidello contro Carola Rackete. La risposta di una utente però è stata altrettanto punzecchiante, tanto che Fusaro ha eliminato tweet e post sul sito.
Ma non prima che il tutto venisse immortalato dalla pagina Facebook “Abolizione del suffragio universale”
Il tweet originale di Diego Fusaro non c’è più, ma su twitter è rimasta la risposta di una utente, che porbabilmente aveva spinto l’intellettuale a rimuovere le sue tracce. La pagina Abolizione del suffragio universale ha condiviso lo screen della conversazione originale. E cercando su Twitter la risposta piccata c’è ancora, sotto un tweet “non più disponibile”. Diego Fusaro in maniera provocatoria twitta contro la capitana della Sea Watch 3: «Ma dov’era Carola quando la Libia veniva bombardata nel 2011?» scrive, «A fare l’apericena nel centro sociale okkupato?».
Forse avrebbe dovuto fare ciò che ha fatto la ragazza che gli ha risposto, cioè spulciare gli album sui social network.
Avrebbe probabilmente scoperto cosa stava facendo Carola Rackete nel 2011, e magari gli sarebbe venuto il dubbio che non fosse una grande idea intraprendere quella strada.
L’utente twitter sotto il nickname di “LookInThyHeart_” ha infatti twittato la risposta, blastando — come si dice in gergo — Fusaro a tutti gli effetti.
«A 23 anni stava studiando all’università » scrive la ragazza in difesa di Carola «mentre tu invece facevi i trenini in mutande». E allega la foto scovata da chissà quale archivio.
A far gongolare la rete però è che Fusaro, spesso estremamente provocatore anche nel suo ergersi a giudice, sia rimasto vittima della sua stessa trappola. Chi di tweet ferisce..
(da agenzie)
argomento: Costume | Commenta »
Luglio 13th, 2019 Riccardo Fucile
SOLO IL 25% LO RITENE MARGINALE… LEGHISTI E FORZISTI MENO SEVERI, A LORO INTERESSA SOLO CHE I MIGRANTI AFFOGHINO, SAI CHE GLIENE FREGA SE QUALCUNO VENDE LA SOVRANITA’ DELL’ITALIA
Il sondaggio Ipsos di Nando Pagnoncelli sul Corriere della Sera è il primo realizzato “a caldo”
su Lega e affare Savoini. E per Matteo Salvini non sono buone notizie.
Secondo la rilevazione, la presunta “trattativa” per traghettare finanziamenti russi nelle casse del Carroccio in cambio di accordi commerciali sul petrolio si tratta di “una vicenda grave”.
“Lo pensa il 58% degli intervistati contro un quarto che la considera marginale”, sottolinea Pagnoncelli, anche se c’è da dire che nell’elettorato di riferimento di Salvini, il centrodestra, il fatto non viene considerato così grave.
“I leghisti e gli elettori di Forza Italia non le attribuiscono molta rilevanza – spiega ancora Pagnoncelli -, mentre gli altri elettorati (compresi i due terzi dei pentastellati) ne sottolinea la gravità “.
“È indubbio – conclude il sondaggista – che, se vi sono fondamenti, questo potrebbe essere un inciampo grave per la Lega e per Salvini”.
(da agenzie)
argomento: Costume | Commenta »
Luglio 13th, 2019 Riccardo Fucile
IN TUTTI GLI APPUNTAMENTI IN RUSSIA SAVOINI SEMPRE A FIANCO DI SALVINI, CHISSA’ CHI L’AVEVA INVITATO IN QUEI CASI…
Sul russiagate italiano sia Gianluca Savoini che Matteo Salvini si dichiarano estranei ai fatti. In particolare il ministro dell’Interno sostiene di non aver mai invitato il presidente dell’associazione Lombardia-Russia a Mosca, tanto meno a Villa Madama nell’incontro bilaterale con Putin.
Dal web arrivano altre rivelazioni sul dialogo dei presunti fondi ottenuti dal Carroccio per finanziare la campagna elettorale in vista delle europee.
Su Twitter il deputato del Pd Filippo Sensi ha diffuso foto e video che ritraggono Gianluca Savoini a Mosca in compagnia di Matteo Salvini.
Ma Savoini appare nella foto alla cena con il presidente russo: «Che ne so cosa ci facesse al tavolo? Chiedetelo a lui” dice Salvini
«Eppure a me quel signore un po’ stempiato in prima fila, vicino allo spin doctor di Salvini, alla conferenza stampa del vicepremier alla TASS a Mosca lo scorso 16 luglio 2018 ricorda qualcuno … Magari con le luci negli occhi non ci avrà fatto caso, eh», scrive Sensi su Twitter.
Nella foto Savoini appare in prima fila. Era il 16 luglio 2018 e il vicepremier leghista era in visita a Mosca.
Stessa storia nell’ottobre del 2018. Nella capitale russa Salvini partecipa alla conferenza stampa di Confindustria. Tra i presenti, ancora una volta, anche Savoini: «Il 17 ottobre 2018, invece, sempre a Mosca alla conferenza stampa di Salvini a Confindustria SUL PALCO accanto allo staff del ministro (al quale si rivolge) tu guarda un po’ chi c’era».
Un video, questa volta, immortala Salvini intervenire alla conferenza stampa di TASS che «si conclude con i ringraziamenti della giornalista a Gianluca Savoini, in prima fila. Prego, la faccia compiaciuta del vicepremier, sembra quasi conoscerlo», sottolinea Sensi.
(da agenzie)
argomento: denuncia | Commenta »
Luglio 13th, 2019 Riccardo Fucile
A OTTOBRE QUALCUNO RIFERI’ A BERLUSCONI CHE “SAVOINI METTERA’ NEI CASINI LA LEGA”
Francesco Verderami sul Corriere della Sera oggi dà conto dei brutti pensieri di Matteo Salvini
sui rubli alla Lega: già ieri circolavano voci che vedevano un complotto degli USA dietro gli audio pubblicati da Buzzfeed. Oggi Salvini, racconta Verderami, è ancora più sibillino:
Non ingannino i toni sarcastici che oggi Salvini usa verso i magistrati e verso i media, per mostrarsi sereno dinnanzi alla faccenda. Lontano dai microfoni i toni sono diversi e gravi: «Un’intercettazione fatta a Mosca…». E il problema non è il fatto contestato, questa storia di petrolio russo e danari americani da destinare alla Lega. Se è vero che non è vero niente, come dice il ministro dell’Interno, restano da chiarire «molti punti oscuri», come l’altroieri è stato evidenziato in una riunione del Carroccio: va interpretata la tempistica scelta per la pubblicazione del file registrato all’hotel Metropol, va verificato «se si tratta di uno spot o arriverà dell’altro».
E va scoperto se c ‘entrano «gli uni», «gli altri», o «altri ancora» di provenienza straniera. È giustificato che Salvini si senta «minacciato» da un’entità che percepisce ma non afferra, che lo costringe per la prima volta a cambiare postura e narrazione, che gli impone di spiegare, precisare, puntualizzare. Tutto al momento ruota attorno al ruolo del solo Savoini, scaricato dalla Lega come se fosse uno della Lega a insaputa della Lega, nonostante figurasse in incontri istituzionali e persino tra gli invitati alla cena di gala offerta da Conte a Putin.
Ma c’è qualcosa che non torna: davvero nel Carroccio non sapevano nulla di quanto stava per accadere?
Perchè di Savoini parlavano da tempo tutti i partiti, ben prima delle inchieste giornalistiche: nel luglio dello scorso anno il Pd presentò un’interrogazione parlamentare; e in ottobre – durante una riunione di Forza Italia– venne riferito a Berlusconi che «Savoini rischia di mettere nei casini Salvini».
(da “NextQuotidiano”)
argomento: denuncia | Commenta »
Luglio 13th, 2019 Riccardo Fucile
SCARICABARILE TRA LEGA, PALAZZO CHIGI E FARNESINA
Ieri il Tg2 ha ricicciato la storia dei soldi dell’URSS al PCI per spiegare che non c’è nulla di strano a prendere rubli dalla Russia.
Ma intanto abbiamo anche ammirato un meraviglioso scaricabarile tra leghisti, Palazzo Chigi e Farnesina sull’invito a Villa Madama per l’ex portavoce di Salvini con simpatie neonaziste.
E oggi La Stampa registra la dissociazione dell’ISPI, che è stato indicato da Conte come il responsabile dell’arrivo di Savoini alla cena con Putin:
Secondo Palazzo Chigi dunque, come ribadisce chiaramente lo staff del premier, il nome di Savoini va ricondotto all’Ispi, Istituto di politica internazionale, e al ministero degli Esteri.
Perchè è alla Farnesina che nel pomeriggio del 4 luglio si tiene un Foro di dialogo, di cui parla Conte nella sua dichiarazione, a cui il presidente russo dà forfait all’ultimo minuto perchè in ritardo. Tutti i partecipanti sono invitati «di diritto» alla cena di Villa Madama.
L’Ispi, think thank dedicato alla politica internazionale con oltre ottant’anni di storia, funge da segretariato del Forum, creato dai due Paesi, Italia e Russia. Non ci sono membri permanenti ma solo partecipanti, individuati sulla base di indicazioni, spiegano dall’Istituto, dell’Ambasciata d’Italia a Mosca e del ministero degli Esteri.
E’ Palazzo Chigi, secondo la versione dell’Istituto, a stilare la lista, mentre loro sarebbero poco più che notai senza possibilità di manovra.
Ma ovviamente anche per la Farnesina è stato l’ISPI a invitare Savoini a Villa Madama:
Tra l’altro, essendo Savoini a capo di un’associazione che si chiama Lombardia-Russia, rispondono che è parso loro perfettamente normale che fosse invitato. Quindi il Viminale scarica la responsabilità di aver riservato un posto a tavola a Savoini, Palazzo Chigi individua nell’Ispi l’estensore della lista, l’Ispi al contrario parla di Palazzo Chigi e Farnesina.
Insomma, è evidente: qualcuno mente. E visto che le ipotesi di scuola sono terminate, non ci resta che rivelare la verità : è stato Palmiro Togliatti a invitare Savoini al desco di Putin e Salvini. Lui, sempre lui è il colpevole di questa incredibile vicenda che infanga pòro Salvini. Maledetto Migliore!
(da “NextQuotidiano”)
argomento: Costume | Commenta »
Luglio 13th, 2019 Riccardo Fucile
FONTI LEGHISTE: IL TERZO UOMO E’ LUCA BERTONI, BRACCIO DESTRO DI SAVOINI E LEGATO AD AMBIENTI NEONAZISTI
“Follow the money”: al solito, si riparte dai soldi. 
È seguendo l’esile traccia lasciata dai conti bancari rivelati dagli accertamenti svolti in gran segreto dalla Gdf, che gli inquirenti ora sono convinti che buona parte della provvista da 65 milioni che, secondo le intercettazioni, sarebbe stata destinata alla Lega, sia rimasta in Russia.
Nelle mani, evidentemente, di qualche pubblico ufficiale di Mosca o San Pietroburgo. Sufficiente per far ipotizzare il reato di corruzione internazionale che ha permesso in questi mesi non solo di svolgere accertamenti bancari ma anche numerose intercettazioni, di acquisire tabulati telefonici e persino materiale video.
E non certo solo a carico di Gianluca Savoini, accreditato come fiduciario di Salvini per i rapporti con Mosca, presente nell’ultima cena ufficiale del 4 luglio scorso a Roma nonchè, come lui stesso rivendica, il 16 luglio del 2018 a un incontro tra il ministero degli interni russo e il segretario della Lega sui temi della sicurezza.
Una mole di documentazione che potrebbe servire a chiedere un’eventuale rogatoria dagli esiti assai incerti: con la Russia i trattati sono esili o inesistenti e i primi ad essere scettici sul risultato di un atto del genere sono gli stessi inquirenti.
Ma più importante è stato stabilire l’identità degli altri due personaggi che il 18 ottobre scorso accompagnarono Savoini all’hotel Metropol per trattare con un paio di manager russi la fornitura di petrolio su cui fare la cresta per finanziare, almeno così si evince dalla registrazione, la campagna elettorale per le europee del Carroccio.
Un incontro, trapela da fonti investigative, che dimostra come le trattative fossero già avanzate e che dunque già altre volte c’erano stati dei contatti.
Il problema è stabilire a nome di chi e per quale scopo. L’ipotesi degli inquirenti al momento è che se i corrotti sono dei funzionari russi, i corruttori dovrebbero essere Savoini e le persone che in quel momento sedevano con lui al tavolo della trattativa. Posto che la registrazione diffusa dal sito americano Buzzfeed possa poi diventare utilizzabile in un processo (chi l’ha realizzata?), le voci che si ascoltano raccontano che in realtà , non è mai direttamente Savoini a parlare di soldi e di strutture societarie (Eni, banche, piazze finanziarie) ma i due italiani indicati da Buzzfeed come “IT2” e “IT3”. Perchè mentre Savoini si occupa di scenari “sovranisti”, “IT2” precisa che alla fine dovranno arrivare «6 milioni in un anno, che è 500mila al mese».
E aggiunge: «È molto semplice. L’idea come concepita dai nostri ragazzi politici è che con uno sconto del 4 per cento, 250 mila più 250 mila in un anno, possono sostenere una campagna…».
Il tono è di chi sembra ben inserito nella Lega, forse anche meglio di Savoini che, tra i suoi colleghi di partito, ha la fama di un millantatore ed è particolarmente inviso al numero 2 del partito, Giancarlo Giorgetti.
“IT2” corrisponde al nome di tale “Luca” che si qualifica come “avvocato”: è lui che pare condurre il gioco. L’altro personaggio, “IT3”, è invece più defilato.
Secondo alcuni leghisti IT2 sarebbe uno dei più stretti collaboratori di Savoini: il segretario Luca Bertoni dell’associazione Lombardia Russia, con sede dietro via Bellerio.
Bertoni durante l’ultima campagna elettorale si era autonominato «consigliere personale di politica estera» del leader leghista, anche se nessuno dei più stretti collaboratori del “Capitano” lo ricorda con precisione.
Vicino alle frange più estreme dell’antisemitismo e del neofascismo europeo, sarebbe Bertoni ad essere seduto al tavolo del Metropol con Savoini e l’anonimo avvocato la cui identità è ovviamente ben nota agli inquirenti.
E se sull’esistenza del reato pare non sussistano molti dubbi (basta anche solo l’accordo corruttivo) è sulla destinazione reale dei soldi che gli investigatori preferiscono non sbilanciarsi.
(da “La Stampa”)
argomento: denuncia | Commenta »
Luglio 13th, 2019 Riccardo Fucile
IL LEGALE CONFERMA: “TRATTATIVA CI FU MA ALLA FINE NON SI PERFEZIONO'” MA PER I MAGISTRATI E’ TUTTO DA VERIFICARE
“Ho partecipato alla riunione all’Hotel Metropol di Mosca e ho conosciuto Savoini…”. Spunta un secondo uomo nel caso dell’audio del faccendiere leghista Savoini intercettato nell’hotel Metropol. Si tratta dell’avvocato internazionalista Gianluca Meranda che, in una lettera inviata a ‘la Repubblica’, racconta di essere stato presente al vertice del 18 ottobre 2018 a Mosca.
Indicato come il ‘banchiere Luca’ nelle intercettazioni che riguardano l’inchiesta ‘Moscopoli’, sono in realtà un avvocato internazionalista che esercita la professione legale da più di 20 anni tra Roma e Bruxelles, anche nel ramo del diritto d’affari.
Poi la conferma della partecipazione all’incontro.
Avendo riguardo alle vicende che vi preoccupano, specifico di aver partecipato alla riunione del 18 ottobre 2018 a Mosca in qualità di General Counsel di una banca d’affari anglo-tedesca debitamente autorizzata al c.d. commodity trading ed interessata all’acquisto di prodotti petroliferi di origine russa”.
E la conferma di aver conosciuto Savoini.
Confermo di aver conosciuto il dottor Gianluca Savoini e di averne apprezzato l’assoluto disinteresse personale nei pochi incontri avuti in relazione alle trattative. I restanti interlocutori all’incontro del 18 ottobre sono professionisti che a vario titolo si occupano di questa materia, esperti sia in compravendite internazionali, sia di prodotti specifici (oil products) che in quel momento erano oggetto del negoziato. Come spesso accade in questo settore, e nonostante gli sforzi delle parti, la compravendita non si perfezionò.
Gianluca Meranda – come risulta direttamente a Globalist- non faceva mistero della sua appartenenza alla massoneria con i clienti del suo studio.
Ed in effetti risulta tra i promotori della Fondazione Massonica — The Masonic Foundation, fondata nel 2015 con il supporto del Supremo Consiglio Unito d’Italia e della Serenissima Gran Loggia d’Italia.
(da “Globalist”)
argomento: Giustizia | Commenta »