Agosto 21st, 2019 Riccardo Fucile
MA LUI E’ CITTADINO ITALIANO DI ORIGINE SENEGALESE ED E’IN ITALIA DA 34 ANNI
Brutta esperienza di Oumar Seye, italiano di origine senegalese che è stato preso di mira con
insulti a sfondo razzista da una coppia di coniugi residenti della zona solo perchè aveva chiesto informazioni per trovare l’ambulatorio medico a Negrisia, piccola frazione del comune di Ponte di Piave.
“Abito qui da 34 anni e non mi era mai capitata una cosa del genere” così Oumar Seye, senegalese di origine ma con cittadinanza italiana, ha commentato con rammarico quanto gli è capitato nei giorni scorsi per le strade di Negrisia, piccola frazione del comune di Ponte di Piave, in provincia di Treviso.
Il 53enne è stato preso di mira con insulti a sfondo razzista da una coppia di coniugi residenti della zona solo perchè si aggirava per le strade del posto chiedendo una informazione. L’episodio risale al pomeriggio di martedì 13 agosto. Erana le 16.30 circa e Oumar Seye era in cerca di un ambulatorio medico che si trova in zona.
“Sono arrivato nel centro del paese ma non riuscivo a trovare l’ambulatorio. Son sceso dall’auto per chiedere informazioni. Ho chiesto aiuto ad alcune persone del luogo. Da una porta è uscito un uomo che non conosco, subito dopo una donna” ha ricostruito il 53enne, aggiungendo: “Ho chiesto dove fosse l’ambulatorio. Mi hanno chiesto a loro volta dove abitavo e perchè ero lì. E alla mia risposta, mi hanno detto che se non sapevo dove ero potevo andarmene a casa in Africa”.
“Sono stato assalito da questa persona con insulti, mi ha chiamato negro e mi ha invitato, se così si può dire, a tornare in Africa. Lo dice a me, che abito qui da 34 anni” ha ricordato Oumar Seye che ha anche registrato tutto in un video con il suo telefonino. Un’esperienza davvero brutta per il 54enne che è sposato con figli ed è ben integrato nel tessuto sociale locale dove vive ormai da decenni tanto da essere diventato anche presidente dell’associazione Multietnica di Ponte di Piave e Salgareda.
“I negri rovinano l’Italia… è colpa loro. Quello si è fermato in auto e mi ha chiesto dov’era il medico. Ma io mica sono una guardia comunale” ha ribattuto, senza pentimenti, l’uomo che si vede insieme ad un’altra donna nel video girato da Oumar Seye.
L’uomo a Il Gazzettino non ha negato gli insulti razzisti. “È quello che penso: persone così debbano essere rispedite a casa. Vengono qua e credono di comandare, ma non sanno neppure scrivere in italiano”
(da agenzie)
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Agosto 21st, 2019 Riccardo Fucile
CONTE HA BATTUTO SALVINI IN SENATO PER IL 60,6% DEGLI ITALIANI CONTRO IL 27,3%… DISCORSO PIU’ EFFICACE QUELLO DI RENZI, IL PIU’ COERENTE E ONESTO QUELLO DELLA BONINO
Secondo un sondaggio condotto per Ansa.it da GPF Inspiring Research il duello che ha avuto luogo in Senato ieri tra il premier Giuseppe Conte il ministro degli Interni Matteo Salvini, ha avuto un chiaro vincitore: il presidente del Consiglio, che ieri sera si è dimesso.
Il 60,6% degli intervistati ritiene che Conte abbia battuto Salvini nel dibattito in Aula, mentre solo il 27,3% pensa che abbia prevalso Salvini. Il 12,1% non ha risposto. Anche nel gradimento, Conte (al 61%) supera Salvini (al 48%) e il leader dei Cinque Stelle Luigi Di Maio (al 46%). La figura che più piace agli italiani è il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella (69%). Il segretario del Pd Nicola Zingaretti è al 44%, la leader di Fdi Giorgia Meloni è al 37%, sopra Silvio Berlusconi, che è al 27%. Anche Benedetto Della Vedova (+Europa) è al 27%, mentre Pietro Grasso (Leu) è al 16%.
Per quel che riguarda le intenzioni di voto, la Lega è al 31,2%, il Movimento Cinque Stelle al 23,1%, il Pd al 23,5% , Fdi al 6,7% , Fi al 5,9% .
Nel complesso, il centrodestra è al 46,2% , mentre il centrosinistra è al 29,1%
“Andando a confrontare gli interventi di Renzi, Bonino, Conte, Salvini — ha spiegato Roberto Baldassari, presidente GPF Inspiring Research — notiamo delle cose interessanti: quello che è apparso più efficace è Renzi, seguito da Conte. Quello più onesto è il discorso della Bonino che è prima anche per coerenza. Quello più inatteso è stato invece l’intervento del presidente Conte, che raggiunge la prima posizione anche per il discorso più istituzionale e quello orientato all’interesse del Paese. Il discorso di Salvini viene letto dalla maggioranza degli italiani da campagna elettorale, senza colpi di scena”.
(da FanPage)
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Agosto 21st, 2019 Riccardo Fucile
IL PRESUNTO STUPRO DI GRUPPO (MOLTI I DUBBI DEGLI INQUIRENTI) COMPIUTO DA RAGAZZI CHE NON C’ENTRANO UNA MAZZA CON IL CENTRO SOCIALE: HANNO ROTTO IL LUCCHETTO DELLO STABILE E SI SONO INTRODOTTI ILLECITAMENTE NEI LOCALI
Un episodio di cronaca che è avvenuto qualche giorno fa, ma che è emerso soltanto nelle
ultime ore.
Nei locali del centro sociale occupato Castellazzo a Ivrea si sarebbe verificato uno stupro di gruppo ai danni di una ragazza.
Quest’ultima, una minorenne di 17 anni, sarebbe stata portata nei locali del centro sociale occupato da un conoscente.
In seguito si sarebbero aggregate anche altre persone che l’avrebbero violentata. La ragazza si è recata subito in pronto soccorso, dove è stata dimessa con un referto che gli inquirenti hanno definito «piuttosto dubbio», perchè non sarebbero state riscontrate particolari lesioni sul suo corp
L’episodio è stato immediatamente commentato da Giorgia Meloni che, con un tweet e con un post sui social network, sembra attribuire la responsabilità di quanto accaduto ai ragazzi del centro sociale occupato del Castellazzo.
«Ennesima violenza all’interno di un centro sociale — ha scritto la Meloni -. La mia piena vicinanza alla ragazza e tolleranza per questi criminali. Fratelli d’Italia, da sempre, chiede l’immediata chiusura dei centri sociali, vere e proprie zone franche dove droga e illegalità regnano sovrane».
Mettendo in correlazione l’episodio con la chiusura dei centri sociali, Giorgia Meloni fa passare il messaggio che siano stati proprio i ragazzi che portano avanti l’occupazione a essersi resi protagonisti dello stupro.
Circostanza smentita dagli inquirenti: i presunti autori dello stupro non fanno parte dei frequentatori del centro sociale.
Si deve registrare anche la testimonianza del collettivo che occupa il centro sociale Castellazzo. Questi ultimi affermano che il luogo è chiuso dal 9 al 27 agosto e che, pertanto, chi è entrato all’interno ha sfondato la porta e ha forzato il lucchetto dell’edificio.
«Questi bastardi schifosi — scrivono dal centro sociale -, del tutto estranei alla nostra realtà politica, nei giorni successivi (alla chiusura del centro sociale, ndr) hanno scassinato la porta, tagliando il lucchetto nuovo e il suo supporto. Il 12 agosto alcuni componenti del collettivo si sono accorti dell’effrazione, oggetti non nostri all’interno e sedie spaccate. Esprimiamo solidarietà alla ragazza vittima degli abusi, a chi ha commesso questo atto diciamo solo che gli conviene costituirsi o emigrare il più lontano possibile».
Insomma, la situazione non è come è stata descritta da Giorgia Meloni.
Un altro tweet uscito fuori con un po’ troppa fretta?
(da “NextQuotidiano”)
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Agosto 21st, 2019 Riccardo Fucile
26 ANNI DI ANONIMATO E STIPENDIO NELLA LEGA SENZA NEANCHE RIUSCIRE A FARE L’ASSESSORE, SCARSO COMUNICATORE CON FRASI FATTE E SLOGAN, E’ UN MIX TRA L’AVVENTORE DI BAR E LA SIGNORA CHE STRAPARLA AL MERCATO, UN BUGIARDO CHE NON CONOSCE LA VERGOGNA
Ieri pomeriggio guardando la diretta del Senato o la Maratona di Mentana molti si sono accorti che Matteo Salvini non è un grande politico (qualsiasi cosa voglia dire in questa terza o quarta repubblica).
Si sono accorti sentendolo parlare a Palazzo Madama che il ministro dell’Interno, Capitano e papà non è nemmeno un grande comunicatore.
E certo non serviva vederlo in azione in questi quindici giorni per accorgersi che politicamente Salvini vale poco o nulla
Salvini è pur sempre uno che ci ha messo ventisei anni per arrivare ad avere un ruolo di governo (non è mai stato nemmeno assessore, eppure è dal 1992 che fa il consigliere comunale a Milano).
Ora provate a pensare ad una persona che fa per ventisei anni lo stesso lavoro e non ottiene nessuna promozione, nessun avanzamento di avanzamento di carriera.
Non dice nulla sul valore della persona (può benissimo essere un grande lavoratore, magari con poca ambizione) ma difficilmente dall’oggi al domani l’addetto alle pulizie della megaditta si può trovare dietro al tavolo di megadirettore.
Ma, qualcuno dirà , la forza di Salvini non è tanto l’acume politico quanto la capacità di comunicare. Bene, non serviva nemmeno sentire il suo discorso al Senato (identico nei toni e nei temi ai comizi che tiene dal 2014) per capire che parla per frasi fatte, slogan, elenchi interminabili di nomi, cose, città . E insulti, ovviamente.
Non mancano le mirabolanti promesse, come quella di una manovra da 50 miliardi di euro.
Eppure da qualche parte Salvini deve aver un suo specifico punto di forza. Altrimenti non si spiega come mai sia considerato il leader politico più importante del Paese (anche per mancanza di contendenti). Dirannno che è tutto merito della Bestia, di Morisi, dello staff della Comunicazione eccetera. Morisi invece direbbe che Salvini è un che è “naturale” non ha bisogno di trucchetti. Ma non è nemmeno quello. O almeno non lo è in questa fase politica iniziata il 1 giugno 2018.
Ci sono due forze al governo: una è la Lega e l’altra una è un partito che è comparso nel 2013 in Parlamento (proprio mentre Salvini prendeva in mano il partito di Bossi) promettendo di parlare “per la gente, con la gente, come la gente”.
Una forza rappresentata nell’immaginario dai vari Taverna, Sibilia e Di Battista gente come noi che parla come noi e non si nasconde dietro a “politicismi” e “tatticismi”. Ma ben presto quel partito, è diventato altro.
Un corpo opaco dove comandano i burocrati della comunicazione (addio streaming e democrazia diretta), a loro modo “professoroni” della neolingua politica. Un partito con una struttura interna paradossale, ricca di bizantinismi, elevati, garanti, doppi codici etici, capi politici e tecnici informatici che votano su Rousseau
E per quanto si sforzino nè Di Maio nè Di Battista o Grillo (Casaleggio junior ha qualche difficoltà in più) sanno parlare “come la gente”. A questo aggiungete che quelli entrati in Parlamento per aprirlo come una scatola di tonno hanno ben presto assimilato lo stile dei politici di professione.
Il M5S che è un partito di “rottura” è stato incapace di essere di lotta e di governo, come chi? Come la Lega. E così i vari ministri pentastellati recitano, ma come sempre tra l’imitazione e l’originale l’elettore sceglie l’originale.
Tra un partito che finge di essere “dal basso” ma è diretto da un tizio non eletto e il partito del Capo per molti è meglio il secondo.
E Salvini il Capo del partito che sta con i pugni dentro al governo ed un piede fuori lo sa fare. Non certo per studio o per adattamento, è l’unica cosa che sa fare, da sempre. Usa un linguaggio tutto suo che è la sintesi della chiacchiera da bar, della signora che si lamenta al mercato (e viene intervistata dal Tg). Non è un parlare semplice e comprensibile, è un parlare vuoto e privo di contenuti ma ricco di suggestioni e violenza e paure.
Salvini non conosce la vergogna, non tanto quella di baciare rosari, ma di essere lo specchio di quello che ha deciso sono gli italiani (i suoi figli appunto).
Ma anche qui non si pensi che Salvini sia un genio per questo. Non ha inventato nulla, è esattamente il linguaggio e lo stile di Umberto Bossi (che diceva infatti che «la Lega sta con due piedi fuori dal palazzo, e con un pugno dentro»), appena appena reso attuale nei riferimenti spicci e ripulito dall’ideologia padana indipendentista.
Magari sono stati stretti nuovi rapporti politici (in Russia, ad esempio) ma è un po’ come se ogni volta che ci mettessimo alla guida di un’automobile pretendessimo di aver inventato noi la ruota, o il motore a scoppio.
Salvini ha avuto fortuna, che non guasta mai, perchè il MoVimento chi gli ha messo contro? Giuseppe Conte, un avvocato, professorone (guardate i professori leghisti Bagnai e Borghi come si atteggiano invece), che parla come Don Abbondio e ne ha la stessa caratura morale.
E in più si crede un principe del foro quando doveva essere la badante di Di Maio e il domatore di Salvini.
(da “NextQuotidiano”)
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Agosto 21st, 2019 Riccardo Fucile
MEGLIO UN GIORNO DA LEONI CHE CENTO ANNI DA PECORE, CERTO, MA FINO A IERI BELAVA ANCHE LUI NEL CORO… E QUANDO SALVINI VIOLAVA LA LEGGE STAVA ZITTO PER NON PERDERE IL POSTO
Puoi stare zitto per 14 mesi e dare a tutti l’impressione di essere succube
Oppure puoi aprire bocca, così da togliere a tutti ogni dubbio.
Giuseppe Conte ha scelto la seconda strada e ieri, decidendo di cantargliele a Matteo Salvini, ha tolto a tutti il dubbio che aveva cercato di instillare con quel suo comportamento da tenerone e le foto con i cuccioli: non è che fosse un po’ off e non capisse che il Capitano lo stava fregando, era proprio complice.
Il clou della sceneggiata il presidente del Consiglio oggi dimissionario lo ha raggiunto quando ha rinfacciato al Capitano l’ostentazione di simboli religiosi: proprio lui che ha fatto fare una puntata di Porta a Porta su di lui e Padre Pio.
Ma non va assolutamente sottovalutato anche il resto del discorso che ieri ha suscitato applausi di soddisfazione verso il premier da un nutrito gruppo di affetti della Sindrome di Stoccolma: wow, gliele ha cantate!1!, hanno ripetuto in coro quelli che hanno la memoria storica di una mosca nel bicchiere.
Conte, quello che con Di Maio ha fatto il palo a Salvini sulla Diciotti, ieri è diventato improvvisamente un eroe popolare perchè è andato a rinfacciare a Matteo il comportamento nel Russiagate: eppure durante i tre giorni del Condor Savoini il silenzio del MoVimento 5 Stelle sugli intrallazzi russi di Salvini era il suo.
Eppure mentre il ministro calpestava “la cultura delle regole” era Conte l’inquilino di Palazzo Chigi che avrebbe dovuto farla rispettare.
Eppure quando il Capitano dimostrava di non avere il senso delle istituzioni c’era un premier lì che avrebbe dovuto ricordarglielo. Ma stava zitto. Perchè altrimenti avrebbe rischiato il posto.
Come il fidanzato tradito che aspetta il momento giusto per rinfacciare tutto al partner infedele, Conte è piaciuto al paese reale perchè ha ricordato a tutti che un giorno da leoni è meglio di cento giorni da pecora. E così tutti sono riusciti a scordarsi che fino all’altroieri belava tranquillo anche lui e che se non fosse stato per qualche mojito di troppo al Papeete sarebbe ancora lì a belare.
Conte ricorda il Rutelli di Corrado Guzzanti che a Berlusconi diceva “Ti abbiamo portato l’acqua con le orecchie per anni, cosa vuoi adesso? Una scorza di limone?”.
Il colmo di questa situazione disperata ma non seria però è che mentre gliele canta a Salvini, Conte è anche uno dei papabili per il governo PD-M5S: ovvero, è pronto a fare quel bis a Palazzo Chigi con cambio di maggioranza annessa che darebbe l’idea che è un uomo per tutte le (mezze) stagioni e che alla fine in politica davvero non conta nulla se non il patto di potere.
Il Partito Democratico non dovrebbe nemmeno discutere dell’ipotesi che l’Avvocato del Popolo (e di Salvini) torni a fare il premier, visto che la prima esperienza si è conclusa non certo positivamente.
Ieri Conte non ha detto una parola di autocritica su tutte le inciviltà che su spinta di Salvini il suo governo ha coperto o approvato. Ce n’è abbastanza per fare di lui una riserva della Repubblica. Indiana, possibilmente.
(da “NextQuotidiano”)
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Agosto 21st, 2019 Riccardo Fucile
E I NUMERI UFFICIALI DEL VIMINALE NON TENGONO CONTO DEGLI ARRIVI NON INTERCETTATI E DELLE CENTINAIA DI PERSONE CHE ENTRANO VIA TERRA DAL CONFINE SLOVENO
Ad agosto siamo arrivati a 717, secondo la stima in difetto del ministero dell’Interno (non tiene conto degli arrivi non intercettati): sono gli sbarchi di migranti sulle coste italiane nell’era dei porti ufficialmente chiusi (ma soltanto alle ONG).
D’altro canto anche le statistiche tra gennaio e luglio mostrano con solare evidenza che i porti non sono chiusi se non per le ONG e lo sono fino a quando non arriva un magistrato a fare bubusettete: ieri è stata la procura di Agrigento a prendersi la responsabilità di chiudere la querelle di Open Arms e prepararsi a indagare il ministro dell’Interno, come da suo annuncio su Facebook.
La Stampa oggi fa i conti: l’1 agosto è il giorno in cui la Open Arms ha fatto i primi due dei tre salvataggi al largo della Libia prima di arrivare davanti a Lampedusa: 55 persone prima, 69 dopo, per un totale di 124 migranti cui, il 10 agosto, se ne sono aggiunti altri 39: 163 persone in attesa, in mare, proprio nelle stesse ore in cui, tra “sbarchi fantasma” e “sbarchi autonomi” a Lampedusa, nell’Agrigentino, in Sardegna e in Puglia, arrivavano in Italia 579 persone, passate direttamente dalle imbarcazioni agli hotspot. Almeno, quelle che sono state individuate, perchè una parte di migranti, soprattutto nell’Agrigentino, ha fatto perdere le proprie tracce.
E ancora: dal 10 al 19 agosto, il conto degli arrivi in Italia è di 371 persone.
(da “NextQuotidiano”)
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Agosto 21st, 2019 Riccardo Fucile
PER PREMIARLA DEL FLOP ORA LA DIROTTANO ALLA VITA IN DIRETTA, TANTO PAGANO GLI ITALIANI CON IL CANONE
La ballerina sovranista Lorella Cuccarini deve fronteggiare un doppio flop: quello del
governo e quello di Grand Tour, che chiude in anticipo dopo tre consecutivi flop di ascolti.
Il programma che presenta insieme ad Angelo Mellone è stato seguito venerdì 17 agosto da 1 milione 491 mila telespettatori, con il 9,8% di share, la puntata precedente era andata ancora peggio: 9,2%. E così, si chiude.
Anche perchè Lorella sarà anche prossima conduttrice di La Vita in Diretta e la sua immagine potrebbe rischiare di essere inflazionata.
TvBlog fa quindi sapere che la soluzione della RAI è stata quella di chiudere in anticipo: “Venerdì 23 agosto andranno in onda, una dopo l’altra, le due ultime puntate di Grand tour, che quindi chiuderà la sua esperienza su Rai1 la sera stessa, attorno alla mezzanotte o poco più”.
Lei intanto ha ribadito il punto in un’intervista a Chi: “Ho detto di essere sovranista. Questo, da alcuni, è stato percepito come un qualcosa di brutto, mentre io non ci vedo nulla di male e, al netto di tutte le polemiche, lo ridirei senza alcun problema”.
Intanto su facebook il deputato del Partito democratico e segretario della commissione di Vigilanza Rai, Michele Anzaldi è partito all’attacco: “Flop Cuccarini in prima serata, decisa la chiusura anticipata di ‘Grand Tour’: chi paga? Da anni la conduttrice era lontana dai teleschermi, ma la direttrice di Rai1 ha deciso non soltanto di richiamarla per un programma estivo, rivelatosi un flop, ma anche di affidarle la conduzione di una fascia strategica come il pomeriggio con ‘La vita in diretta’. Una decisione arrivata dopo i giudizi più volte espressi dalla conduttrice in favore di Matteo Salvini. Se anche ‘La vita in diretta’ si rivelerà un flop, chi pagherà ? La direttrice De Santis? No, purtroppo a pagare saranno i cittadini con il canone”.
(da agenzie)
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Agosto 21st, 2019 Riccardo Fucile
“NON POSSO ACCETTARE UN PREMIO DA UN PAESE DOVE LA VOSTRA POLIZIA RUBA LE COPERTE A CHI DORME PER STRADA E IN CUI E’ CRIMINALIZZATA LA SOLIDARIETA'”
Dalla Francia un retroscena sulla vicenda della Sea Watch 3. La tedesca Pia Klemp, uno dei capitani della nave, ha annunciato che si rifiuterà di ricevere l’importante decorazione offerta dalla città di Parigi.
La motivazione? La donna non condivide la politica migratoria condotta dallo Stato francese e quindi dalla sua capitale.
Il 12 luglio, riporta Afp, la città di Parigi aveva annunciato che avrebbe assegnato una medaglia onoraria ai due capitani della Sea Watch 3 per ripagarli dei loro sforzi per salvare i migranti nel Mediterraneo: Carola Rackete e Pia Klemp.
Si tratta di una medaglia Grand Vermeil, la massima onorificenza della capitale francese, assegnata alle due capitane “perseguitate dalla giustizia italiana” per simboleggiare “la solidarietà e l’impegno di Parigi per il rispetto dei diritti umani”. Martedì è arrivato però l’annuncio della 36enne nata a Bonn Pia Klemp, che si rifiuterà di ricevere il riconoscimento offerto dalla sindaca socialista della capitale, Anne Hidalgo.
Dura la denuncia della capitana Pia Klemp: “Signora Hidalgo, mi volete decorare per la mia azione di solidarietà nel Mar Mediterraneo. Allo stesso tempo, la vostra polizia ruba le coperte delle persone costrette a vivere per strada, mentre sopprimete le manifestazioni e criminalizzate le persone che difendono il diritti dei migranti e dei richiedenti asilo”.
“Sono sicura che non sarai sorpresa del mio diniego”. “Ciò di cui abbiamo bisogno sono libertà e diritti”. Non sentiamo la necessità di “ipocriti onori” ma di giustizia sociale.
(da agenzie)
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Agosto 21st, 2019 Riccardo Fucile
ANCHE A VALLANZASCA FU CONCESSO GIUSTAMENTE IL DIRITTO DI FARE VISITA ALLA MADRE MORENTE, SIAMO ALLA FOLLIA
Il divieto di dimora che ha impedito all’ex sindaco di Riace Mimmo Lucano di vedere il
padre, 93 anni e malato di leucemia, “ha un sapore punitivo che non corriponde al modo in cui i provvedimenti sono stati pensati e istitutiti, come il confinamento. Sono preoccupato di questa distorsione. Così dice Mauro Palma, il Garante Nazionale dei diritti delle persone detenute, in relazione alla vicenda dell’ex primo cittadino che non può vedere il padre malatissimo perche sottoposto a divieto di dimora a Riace per il suo coinvolgimento nell’inchiesta Xenia.
“Quando alcuni provvedimenti raggiungono dei livelli così forti, tanto da toccare uno dei principi della Convenzione europea dei diritti dell’uomo nell’ambito del diritto al mantenimento dei rapporti affettivi, acquistano una fisionomia diversa e un significato diverso rispetto a quello che dovrebbero avere”, aggiunge il garante mentre la solidarietà a Lucano si moltiplica tra dichiarazioni di personaggi pubblici, da Saviano a Beppe Fiorello, alle firme che si moltiplicano sulla piattaforma Change.org, che in poco più di 24 ore ha superato le 34 mila adesioni.
(da agenzie)
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