Agosto 5th, 2019 Riccardo Fucile
IL PARADOSSO E’ EVIDENTE: UN LEADER ORGANICO AL M5S CHE SI CONGRATULA CON CHI SE NE VA… DI MAIO ORMAI SEMPRE PIU’ ISOLATO
Max Bugani ha lasciato la segreteria politica di Luigi Di Maio. Uno degli uomini chiave del
Movimento 5 Stelle, socio di Rousseau, ha abbandonato la nave.
Non ha sopportato le ultime vessazioni subite proprio da parte di Luigi Di Maio che, in un primo momento, gli ha decurtato lo stipendio (passando da 3800 euro al mese a 1600) e che, poi, lo ha accusato di lavorare poco.
La scelta di Max Bugani è stata quella di lasciare, affermando di non essere attaccato alla poltrona.
Le sue dimissioni sono state accompagnate da questa citazione: «e in ogni scontro è colui il quale è disposto a morire che guadagnerà un centimetro. E io so che se potrò avere un’esistenza appagante sarà perchè sono disposto ancora a battermi e a morire per quel centimetro. La nostra vita è tutto lì, in questo consiste. È in quei dieci centimetri davanti alla faccia».
Le dimissioni di Massimo Bugani sono state accolte con entusiasmo da Alessandro Di Battista, che ha commentato immediatamente: «Sei un grande».
Un commento che ha lasciato interdetti molti. Se da un lato, questo fronte rimarca ancora di più una spaccatura interna tra il Movimento 5 Stelle delle origini (quello di Di Battista e di Bugani, appunto), dall’altro lato evidenzia come — pur di mantenere la propria barra dritta — non si esiti ad esultare per l’addio di un componente del partito in un momento così delicato e cruciale per le sorti pentastellate.
Il paradosso è evidente: Di Battista, che dovrebbe essere organico al M5S, applaude l’abbandono di un ruolo chiave da parte di un’altra persona organica ai pentastellati.
Si sprecano, dunque, i messaggi per Luigi Di Maio che, al momento, è sempre più isolato e lontano da quelli che erano i valori di una volta del Movimento: chi lo conosce bene, lo descrive come un corpo a sè stante.
Che prima o poi pagherà le conseguenze delle sue scelte.
(da agenzie)
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Agosto 5th, 2019 Riccardo Fucile
ESILARANTE: IL DECRETO SICUREZZA FA SCHIFO, PER QUESTO LO VOTA… FORZA ITALIA NON FARA’ ABBASSARE IL QUORUM, RESTANDO IN AULA
“Penso di votare il provvedimento, le ragioni sono molteplici e per lo più di natura politica”. Così all’AdnKronos il senatore del M5S Alberto Airola, in vista del voto sul dl Sicurezza bis previsto per questa sera.
“Mai come oggi penso alla frase di Rino Formica…”. Airola, spiegando le ragioni che lo porteranno a votare a favore del dl Sicurezza bis, ricorre a una citazione dell’ex ministro socialista che definì la politica “sangue e merda”.
“La politica è per gli uomini il terreno di scontro più duro e più spietato. Si dice che su questo campo ha ragione chi vince, e sa allargare e consolidare il consenso, e che le ingiustizie fanno parte del grande capitolo dei rischi prevedibili e calcolabili”, spiegava l’esponente del Psi.
Stamane in una intervista Airola aveva detto che il decreto sicurezza bis faceva schifo, oggi lo vota,
A poche ore dal voto, anche Forza Italia rende nota la sua posizione: i senatori azzurri sfileranno sotto il banco della presidenza di Palazzo Madama e diranno “non partecipo al voto”. In questo modo non ci sarà l’abbassamento del quorum, a differenza di quanto sarebbe accaduto se FI avesse lasciato l’Aula.
(da agenzie)
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Agosto 5th, 2019 Riccardo Fucile
“APPROVARE IL DECRETO SICUREZZA BIS VI RENDERA’ COMPLICI DI ALTRE MORTI IN MARE”
“L’unico effetto che potrà avere” il decreto Sicurezza bis “è far morire la gente in mare”. Dai
banchi dell’Aula — dove è in corso la discussione delle pregiudiziali al testo — Gregorio De Falco, ex M5S, critica il provvedimento all’esame del Senato e rivolge un appello ai suoi vecchi colleghi di partito. “Evitate questa nefandezza. Faccio appello alla loro coscienza affinchè votino con il coraggio che non hanno avuto finora, consapevoli del fatto che non e’ una regola criminogena come questa che può frenare gli sbarchi, ma è la morte di centinaia di persone tra cui ci sono bambini, padri e madri”.
“Chiedo ai colleghi 5 stelle — aggiunge — di votare almeno una sola volta secondo coscienza, non per ordine di scuderia. Dovete avere la schiena dritta perchè tutti voi sapete che questa è una norma criminogena e mortifera”.
Giusto per l’idea del livello di schiena dritta del M5S, oggi il senatore Alberto Airola (quello che doveva dimettersi per la TAV…) ha detto alla Stampa che il decreto sicurezza fa talmente schifo che uscirà dall’aula pur di non votarlo; poi all’Adn Kronos ha detto che lo voterà .
Il senatore interviene nel brusio continuo dell’aula, dove molti colleghi sono in tutt’altre faccende affaccendati. “Ma quanto siete distratti”, si lamenta De Falco.
La senatrice Paola Nugnes prova a fornirgli supporto, chiedendo che la presidente faccia rispettare il silenzio. Invano. De Falco continua allora sottolineando che in base al decreto “il presidente del consiglio diventa un ammennicolo, in violazione dell’articolo 95”, visto che viene informato delle operazione di respingimento “per conoscenza, perche’ possa rispondere ai giornali. C’e’ una pesantissima criminalizzazione del dovere, intollerabile, inemendabile in uno stato di diritto. Questo decreto produrra’ l’unico effetto — aggiunge il senatore — di intasare le aule di giustizia. Dovra’ essere disapplicato da tutti i giudici. L’unico effetto che potra’ ottenere, nel frattempo che i tribunali lo avranno disapplicato, e’ di far morire la gente in mare”.
Il comandante critica la norma liberticida: “Il Movimento si sarebbe dovuto opporre con forza a misure vergognose che che rendono la vita umana non più un bene da proteggere ma un privilegio.
(da agenzie)
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Agosto 5th, 2019 Riccardo Fucile
LA STRAGE DI EL PASO E QUELLA DI CHRISTCHURC MOSTRANO KILLER IMBEVUTI DI ODIO ALIMENTATO DA SOVRANISTI… LO STUDIO DELLA WASHINGTON UNIVERSITY: “I SEGUACI SONO 22 VOLTE QUELLI DELL’ISIS”
Sono più pericolosi dello Stato Islamico. Tanti lo dicono da tempo ma restano inascoltati. Ma i dati parlano non chiaro, ma chiarissimo. Con la differenza che la presenza di questo tumore non solo non è percepita ma si innesta lungo il filone di pensiero razzista e xenofobo ‘istituzionale’ e quindi non ne viene percepita l’estrema gravità .
Ora la strage di El Paso e poi quella di ChristiChurch qualcuno comincia a farsi delle domande: “Vendicare il Texas dall’invasione ispanica” era il pensiero fisso di Patrick Crusius, autore della strage di El Paso.
Il suo manifesto è apparso sul suo profilo Twitter e sul forum 8chan, piattaforma di cui si era servito anche Brenton Tarrant, il neofascista che ha ucciso 50 persone in Nuova Zelanda, negli attacchi di Christchurch
Tarrant, per chi lo avesse dimenticato, aveva a lungo viaggiato negli anni prima delle stragi e aveva come punto di riferimento le battaglie storiche che hanno opposto i cristiani all’Islam e anche i terroristi che si sono macchiati di crimini razzisti, come l’italiano Luca Traini. Ora si scoper che il razzismo e il neonazismo corrono sul web molto più del fanatismo jihadista dei vari gruppi legati allo Stato Islamico e ad Al Qaeda
Chat su WhatsApp e Telegram, gruppi Facebook, forum online. Il suprematismo bianco si serve del web per diffondere i propri manifesti. Questi meccanismi sono gli stessi adoperati dai gruppi terroristici islamici.
Dopo la strage di Christchurch, la Commissione europea e altri stati, tra cui la stessa Nuova Zelanda, hanno così richiesto un intervento da parte dei colossi del web per frenare la diffusione di contenuti razzisti e nazionalisti in rete
Facebook e Google avevano già attivato la loro macchina per bloccare la propaganda dei terroristi islamici sul web, ma fermare il suprematismo bianco potrebbe essere più difficile
Secondo uno studio della George Washington University i nazionalisti bianchi possono contare su un numero di seguaci online ventidue volte superiore rispetto a quello dell’Isis
Il network del razzismo è molto esteso e include diverse piattaforme. Si passa dai tradizionali gruppi Facebook (molti dei quali sono già stati bloccati) a social meno noti, come Reddit, fino a piattaforme come 8chan, utilizzate appunto dagli stessi autori delle stragi per spiegare le proprie intenzioni. Forum che garantiscono l’anonimato e che rendono più complicata l’identificazione degli autori dei messaggi.
Perfino il mondo dei videogiochi è divenuto un mezzo di comunicazione per i suprematisti. Discord, un’applicazione che permette ai giocatori di chattare per scambiarsi opinioni e consigli, è spesso stata citata come luogo di incontro dei suprematisti. Già nel 2017 la piattaforma aveva iniziato a chiudere i profili di utenti considerati pericolosi.
(da agenzie)
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Agosto 5th, 2019 Riccardo Fucile
I POTENZIALI FRANCHI TIRATORI DEL M5S SARANNO COMPENSANTI DAGLI INFAMI TRADITORI DELLA DESTRA CIVILE ED EUROPEA
La settimana riparte con il provvedimento bandiera di Salvini al voto dell’assemblea di
Palazzo Madama. In un gioco di astensioni, uscite dall’aula, divisioni interne
In molti scommettono che il governo si salverà in un gioco di “aiutini” da parte di destra e centrodestra.
Ma la giornata dei gialloverdi in Senato sul decreto sicurezza bis si preannuncia comunque ad alta tensione. La fiducia sul provvedimento non è stata ancora formalizzata ma tutti la danno per scontata, perchè Salvini la pretende sul suo provvedimento bandiera che prevede tra l’altro un ulteriore inasprimento sulle norme in materia di immigrazione.
La maggioranza assoluta è a quota 161 rispetto al totale di 321 senatori (quelli a vita sono 6). In teoria Lega e Cinquestelle arrivano a 167 voti, contando anche i due del Maie che hanno praticamente votato sempre con la maggioranza. Però la pattuglia 5Stelle è in preda a molti turbamenti: di sicuro – sui 107 senatori pentastellati – mancherà il voto di Elena Fattori ma i parlamentari in dubbio sono diversi: Mattia Mantero, Virginia La Mura, Alberto Airola, Lello Ciampolillo (ma i dissidenti potrebbero anche arrivare a dieci). La Lega ha invece 58 senatori che però potrebbero scendere a 57 perchè Umberto Bossi, per motivi di salute, dovrebbe rimanere lontano da Roma.
Poi ci sono quei partiti che voterebbero il decreto sicurezza – come Fratelli d’Italia e Forza Italia (che però critica le scarse risorse alle forze di polizia) – ma non potranno farlo per via della fiducia. Quindi si asterranno o usciranno dall’aula per abbassare il quorum e salvare il provvedimento caro a Salvini. Anche se ufficialmente tutti dichiarano di non voler fare da stampella al governo. E comunque esistono altri possibili “soccorritori” dell’esecutivo: come i tre senatori della Sudtiroler Volkspartei, che in Alto Adige governa con i leghisti, l’ex M5S Bucarella, un senatore dell’Union Valdotaine.
Sul fronte opposto – schierati per il no – ci sono i 51 senatori del Pd, i 4 di Leu nel Misto, gli ex M5S Nugnes, De Falco e De Bonis, Emma Bonino di +Europa e Riccardo Nencini del Psi. Insomma solo 62. “ll Senato vota il ‘decreto insicurezza’ di Salvini. Con la sicurezza non c’entra nulla perchè Salvini con le paure ci campa”, attacca il segretario Pd, Nicola Zingaretti.
Quello che conta è però soprattutto il segnale politico interno alla maggioranza. Alla Camera sono stati 17 i deputati pentastellati che non hanno votato il decreto sicurezza. Un nuovo strappo significativo potrebbe avere un peso nei rapporti tra gialloverdi.
(da agenzie)
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Agosto 5th, 2019 Riccardo Fucile
IL FONDATORE DI LIBERA: “LA DISUMANITA’ NON DIVENTI LEGGE”
Sceglie di prendere posizione in video don Luigi Ciotti contro il decreto sicurezza che arriva lunedì 5 agosto in aula al Senato.
Il fondatore dell’associazione Libera definisce il testo voluto fortemente da Matteo Salvini una “aberrazione giuridica”. E spiega: “Essendo già enorme il potere del ministro dell’Interno in materia di immigrazione, questa estensione rappresenta una invasione di campo, una appropriazione indebita di ruoli e competenze altrui, ennesimo segno di un’ambizione sfrenata, indifferente alla divisione dei poteri su cui si fonda la democrazia”.
Don Ciotti sottolinea che tutto ciò avviene “nel più totale disprezzo dei trattati internazionali che anche l’Italia ha ratificato” e che impongono anche al nostro Paese di “prestare soccorso ai naufraghi e alle persone in difficoltà ”. Da sacerdote ricorda che quei principi esprimono “lo spirito del Vangelo, cioè accogliere gli oppressi e i discriminati, denunciare le ingiustizie, costruire una società più umana a partire da questo mondo”.
“Questo decreto sicurezza non è un segno di governo ma di una gestione cinica del potere, tramite mezzi di cui la storia del Novecento ci ha fatto conoscere gli esiti tragici: la rappresentazione della vittima e del debole come nemico. Per questo oggi noi con forza diciamo: la disumanità non diventi legge”.
(da agenzie)
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Agosto 5th, 2019 Riccardo Fucile
LA VICENDA POTREBBE ESSERE UTILIZZATA DAI LEGALI DEL CARROCCIO PER CHIEDERE L’ANNULLAMENTO O IL RINVIO
Il Secolo XIX racconta oggi una strana storia che arriva dal tribunale di Genova, che ha
visto sparire uno dei venti faldoni del processo sui 49 milioni della Lega
Se il colpo di spugna della prescrizione è stato evitato, sul procedimento grava adesso questa incognita, un giallo al momento rimasto senza spiegazione: nella trasmissione degli atti dalla Corte d’Appello di Genova alla Suprema Corte è andato perduto uno dei venti faldoni del processo.
I giudici della Cassazione hanno scritto al tribunale ligure per chiedere spiegazioni, ma al momento la questione non è stata risolta. E non è escluso che la vicenda venga utilizzata dai difensori del Carroccio per chiedere un annullamento o il rinvio
Non è stato chiarito che tipo di faldone manchi, nè cosa riguardasse; è anche vero che, dopo un lungo dibattimento, non dovrebbero più esservi molti segreti nel processo.
(da agenzie)
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Agosto 5th, 2019 Riccardo Fucile
“LA FLAT TAX E’ MOLTO RISCHIOSA”
Beppe Grillo è arrivato in piazzetta a Portofino con la moglie e alle domande dei passanti sull’alta velocità ha risposto bocciando la Tav.
Ha ricordato che esiste già un sistema ferroviario che permette “250 all’ora senza assetto variabile sul binario normale. Hanno eliminato un capolavoro – ha detto – per fare del cemento dritto, l’alta velocità è un cemento dritto, le medie sono le stesse. Infatti le littorine le hanno prese svizzeri e svedesi, si chiama x2000, fanno le stesse medie nostre senza l’alta velocità , fanno eliminare una tecnologia straordinaria già pronta”. Ha anche aggiunto che comunque alla fine la Tav si farà .
Rispetto alla flat tax infine ha ribattuto con la sua proposta precisando che “è una proposta, poi vediamo se l’accettano, perchè una diminuzione al 15% è molto rischiosa. Fare quello che dico io potrebbe essere molto interessante, vai a prendere i redditi delle persone, e fai una media degli ultimi tre anni con qualche modifica”.
(da agenzie)
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Agosto 5th, 2019 Riccardo Fucile
IL GENERALE DI BRIGATA CERAVOLO E IL TENENTE COLONNELLO PAGLIA: “L’INNO VA SUONATO SOLO IN DETERMINATE CIRCOSTANZE”
“L’inno nazionale si suona in determinate circostanze ben previste dal protocollo. E c’è
bisogno che tutti si attengano a quelle circostanze”.
Lo afferma all’Adnkronos il generale di brigata Francesco Maria Ceravolo, presidente del Cocer Difesa, dopo che ieri in uno stabilimento di Milano Marittima, alla presenza del ministro dell’Interno Matteo Salvini vicino alla consolle, sono partite le note dell’Inno di Mameli mentre le cubiste ballavano.
Ceravolo si limita a sottolineare che l’Inno di Mameli va intonato “solo in determinate occasioni e con il dovuto atteggiamento”.
“Certe scene disturbano e io non l’avrei permesso”. Lo afferma all’Adnkronos il tenente colonnello Gianfranco Paglia, Medaglia d’Oro al Valor Militare, ferito nel 1993 nel corso di una missione in Somalia, sulle polemiche sull’Inno di Mameli in spiaggia, mentre le cubiste ballavano, davanti al ministro dell’Interno Matteo Salvini a Milano Marittima.
“Non entro nel merito del comportamento dei singoli politici, perchè ognuno interpreta la politica come meglio crede – sottolinea il tenente colonnello Paglia – Ho sempre rispettato tutto e tutti, anche chi mi ha sparato il 2 luglio 1993. Posso dire cosa avrei fatto io. Non avrei permesso mai una cosa del genere. Da cittadino, da ex parlamentare e da uomo che si onora di indossare l’Uniforme, credo nei valori e nelle parole scritte nell’Inno che non è la classifica strofa che si canta prima dell’inizio di una partita di calcio”.
“Quel testo è pieno di simboli che ci rappresenta così come ci rappresenta il Tricolore – continua Paglia – Credo che la politica sia un pò lontana da certe realtà ed è, ultimamente, lontana da certi valori in cui una parte degli Italiani ancora si identifica. Ripeto il mio è un semplice richiamo alla sobrietà e all’avvicinarsi ad un mondo, quello militare, in modo diverso”.
“Quando si giura fedeltà alle Istituzioni o si canta ‘siam pronti alla morte’ non è semplice esibizione, ma qualcosa di più profondo – conclude Paglia – Ed è questo il motivo per cui certe scene disturbano e dico che non l’avrei permesso perchè a differenza di alcuni, quel mondo lo conosco da sempre”.
(da agenzie)
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