Agosto 5th, 2019 Riccardo Fucile
PER PUBBLICIZZARE IL DECRETO SICUREZZA BIS SI ARRIVA AGLI INSULTI DEL FAN SOVRANISTI A UN POVERO DISPERATO CON PROBLEMI MENTALI
Un uomo ha tentato il suicidio sdraiandosi nudo sui binari della stazione di Villapizzone, un quartiere a Nord di Milano. Un tentativo tragico che è stato utilizzato dal ministro dell’Interno per fare propaganda al suo Decreto sicurezza bis, al voto (entro stasera) al Senato.
Ovviamente, come spesso capita sulla pagina Facebook di Matteo Salvini, questa condivisione non ha che potuto generare una valanga di commenti di odio nei confronti dell’uomo (che è stato fermato dalla polizia).
Il gesto dell’uomo, un 38enne che aveva scelto Villapizzone come il luogo per porre fine alla sua vita per motivi che solo lui conosce, dovrebbe essere trattato con garbo come richiede anche la stessa disciplina giornalistica (e Matteo Salvini si fregia di essere un pubblicista) e senza dare giudizi.
E, invece, sulla bacheca social del ministro dell’Interno si è partiti alla solita valanga di insulti e commenti da cabaret di infima qualità .
È vero: i poliziotti stavano tentando di salvare la vita dell’uomo che stava tentando il suicidio alla stazione di Villapizzone e il 38enne ha sbagliato a reagire in malo modo agli agenti che stavano facendo il loro lavoro, tentando di non fargli compiere l’estremo gesto (che poi non si sarebbe perpetrato perchè la circolazione ferroviaria era stata interrotta proprio per evitare la sua morte).
Ma che un ministro utilizzi un tentativo di suicidio per sponsorizzare un decreto sicurezza è quanto di meno opportuno possibile.
E invece ecco che sotto al post di Matteo Salvini sono arrivati i soliti commenti dei leoni da tastiera che hanno inveito contro l’uomo: « io sono per la libertà di scelta… lo lasciavo lì… punto», scrive una donna.
«Portatelo a casa della Boldrini, lei saprà fare buon uso delle c.d. risorse», commenta un uomo senza sapere neanche se l’aspirante suicida fosse italiano o straniero. E via con una valanga di commenti che auspicavano la morte del 38enne e giudicano senza conoscere la sua storia. Ma, ormai, ci siamo abituati.
(da agenzie)
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Agosto 5th, 2019 Riccardo Fucile
“SI SA DOVE ACCENDONO I FUOCHI, A CHE ORA E CON QUALE MODALITA’: BASTEREBBE FARE APPOSTAMENTI, ARRESTARLI E PORTARLI IN GALERA, MA IL MINISTRO DEGLI INTERNI NON LO FA'”… BRAVO, CHIEDITI PERCHE’
“Io ho fatto tutto quello che dovevo fare. E non solamente io. Nel novembre 2018 è stata
istituita una cabina di regia per prevenire questo odioso fenomeno dei rifiuti tossici, e ad oggi ognuno ha fatto il suo, tranne il ministro dell’Interno”. Così, in una intervista al Corriere della Sera, il ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, a proposito di quanto sta avvenendo nella Terra dei fuochi.
Secondo Costa, Salvini si sarebbe dovuto occupare del “presidio del territorio, il ministro dell’Ambiente non ha il potere sulle forze di polizia. Statisticamente — spiega — i roghi avvengono sempre alla stessa maniera. Si sa dove accendono i fuochi, a che ora, con quale modalità . Per prevenirli bisogna fare quindi degli appostamenti, e poi arrestarli e portarli in galera. Ma quelli non li posso certo fare io. È andata così — aggiunge — a Battipaglia, a Giugliano, a Caivano. E mentre c’erano questi roghi il ministro dell’Interno non se ne occupava”, era a Milano Marittima, “già , al mare — commenta -, o comunque non era dove serviva”.
È un attacco a Salvini? “Per carità — risponde -, è un appello. Chiedo al ministro dell’Interno Matteo Salvini di occuparsi della Terra dei fuochi. Una settimana fa ho scritto anche al premier Giuseppe Conte per questo”.
A Battipaglia (Salerno), due giorni fa, l’incendio di rifiuti si è sviluppato all’interno di un’azienda che stocca rifiuti speciali non pericolosi nella zona industriale.
“Si tratta — aveva commentato il sindaco di Battipaglia Cecilia Francese — di un atto irresponsabile da parte del privato che quest’amministrazione non esiterà a denunciare. Nel corso dell’anno sono stati quattro gli incendi. Mentre nei giorni scorsi a Giugliano, grazie all’utilizzo di droni dell’Aeronautica, è stato sventato un rogo. Sempre a Giugliano alcuni mezzi che si occupano di raccolta differenziata dei rifiuti sono stati danneggiati all’interno del piazzale di un’impresa: sono state sottratt4 le batterie ed il gasolio a 14 camion mentre ad altri mezzi sono stati rotti i vetri. A Caivano invece un mezzo di una ditta che si occupa di rifiuti è stato sottratto all’autista e poi il veicolo è stato trovato incendiato.
(da agenzie)
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Agosto 5th, 2019 Riccardo Fucile
IL GLACIOLOGO DEL CNR COLUCCI: “IL 70% DELLO SCIOGLIMENTO NEGLI ULTIMI ANNI”…. MA PER IL GOVERNO L’EMERGENZA CLIMATICA E’ MENO IMPORTANTE DEL SEMINARE ODIO E DI FAR AFFOGARE I POVERI DEL MONDO
“Nell’ultimo secolo, i ghiacciai delle Alpi hanno perso il 50% della loro copertura. Di questo 50%, il 70% è sparito negli ultimi 30 anni”. Lo rivela Renato Colucci, glaciologo del Cnr, in una intervista all’ANSA. “I ghiacciai alpini si stanno ritirando a una velocità senza precedenti in migliaia di anni – spiega -. I ghiacciai delle Alpi sotto i 3.500 metri di quota sono destinati a sparire nel giro di 20-30 anni. Le temperature medie degli ultimi 15 anni non ne permettono la sopravvivenza sotto questa quota”.
“Quello che ci dicono i carotaggi fatti sui ghiacci di Groenlandia e Antartico – spiega ancora il glaciologo – è che nell’ultimo secolo l’aumento della CO2 nell’atmosfera è stato cento volte più rapido che in qualsiasi altra epoca negli ultimi 800.000 anni. E la responsabilità non può che essere dell’uomo”.
“Dalla metà degli anni Ottanta, le temperature vanno solo in salita – prosegue Colucci, che è membro del Comitato glaciologico italiano -. Fino ad allora, anche sotto i 3.000 metri, d’estate rimaneva sempre un pò di neve sopra il ghiaccio, che lo preservava e creava la riserva necessaria per formarne di nuovo. Ma oggi, osserviamo spesso la quasi completa asportazione del manto nevoso in estate. Il ghiaccio rimane esposto al sole e si fonde. Se prendiamo la media delle temperature degli ultimi 15 anni, questa non è compatibile con l’esistenza di ghiacciai sotto i 3.500 metri”.
Secondo Colucci, se non si ferma il riscaldamento globale, nel giro di pochi decenni decenni potrebbero ridursi drasticamente, fino quasi a scomparire, i ghiacci eterni dalle Alpi Orientali e Centrali. Rimarrebbero solo sulle Alpi Occidentali, quelle più alte.
Il fenomeno della fusione dei ghiacci non riguarda solo le Alpi, ma tutte le catene montuose del mondo, dalle Ande all’Himalaya, i due poli e le steppe artiche. “Paesi come Perù, Cile e India contano sui ghiacciai montani per l’approvvigionamento idrico, e potrebbero avere problemi – conclude Colucci -. La sparizione dei ghiacci polari potrebbe sommergere isole e località costiere. Ai tassi attuali di fusione, la sola Groenlandia contribuirà ad un aumento di livello marino tra 5 e 30 cm, senza considerare tutte le altre fonti. E lo scongelamento del permafrost, il terreno ghiacciato delle steppe, libererebbe enormi quantità di metano, il gas serra con l’effetto maggiore”.
(da agenzie)
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Agosto 5th, 2019 Riccardo Fucile
ALCUNI HANNO FATTO PERDERE LE LORO TRACCE, ALTRI SI SONO NASCOSTI NELLE CAMPAGNE… SI MANDANO LE TRUPPE SPECIALI CONTRO LE ONG E SBARCANO INDISTURBATI A RIVA, GOVERNO RIDICOLO
Sono ripresi a grande ritmo gli sbarchi fantasma nelle coste dell’Agrigentino. 
L’ultimo, questo pomeriggio, nei pressi della spiaggia di Punta Bianca. Sotto gli occhi di qualche bagnante, cinquanta migranti hanno toccato terra ferma.
Alcuni di loro, una decina in tutto, si sono dileguati.
Sul posto si sono precipitate le forze dell’ordine. I carabinieri e la polizia, ma anche e soprattutto la Capitaneria di porto, hanno da subito avviato le ricerche. I migranti hanno subito cercato dell’acqua, erano stremati.
Molti di loro, però, si sono nascosti nelle vicine campagne della zona.
Spetterà alle forze dell’ordine riuscire a rintracciare gli immigrati sbarcati.
(da agenzie)
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Agosto 5th, 2019 Riccardo Fucile
ALTRI BAMBINI AFFOGATI SULLA COSCIENZA DELLA INTERNAZIONALE SOVRANISTA DEL CRIMINE… INCAPACI PERSINO DI ACCORGERSI CHE STA ARRIVANDO UN BARCHINO E POI FANNO LA GUERRA ALLE ONG
Lampedusa, arrivano in 48 su un piccolo peschereccio ma raccontano: ” Ci sono morti in mare, anche un bimbo di 5 mesi
Sono arrivati in 48 con un piccolo peschereccio partito tre giorni fa dalla Libia ma hanno raccontato di aver perso in mare alcuni compagni di viaggio, tra cui un neonato di cinque mesi.
Oggi sono arrivati a Lampedusa, con uno sbarco autonomo, 27 donne ( tre delle quali incinte), 15 uomini e 6 bambini, quasi tutti della Costa d’Avorio e del Mali.
La piccola imbarcazione su cui hanno affrontato il viaggio si è presentata direttamente all’imboccatura del porto di Lampedusa sfuggendo a qualsiasi controllo.
Ai soccorritori hanno raccontato di una traversata difficile, di un incidente che avrebbe fatto cadere in mare alcuni di loro ( non si sa bene quanti) tra cui un neonato.
I medici dell’ambulatorio che li hanno soccorsi li hanno trovati estremamente disidratati e intossicati dai fumi del motore della barca tanto che alcuni di loro hanno avuto bisogno di flebo e ossigeno.
Due delle donne in gravidanza sono state trasportate in elisoccorso a Palermo.
Ad assisterli allo sbarco anche i volontari di Mediterranean hope.
Racconta Alberto Mallardo: ” Non è chiaro quante persone abbiano perso la vita in questo incidente. Sembrerebbe un bimbo di soli cinque mesi la cui sorella è tra le persone arrivate e un ragazzo di 30 anni anche lui con familiari a bordo”.
Mediterranean hope torna a chiedere al governo anche di far sbarcare i 121 migranti da quattro giorni a bordo della Ong spagnola Open Arms che, dopo aver evacuato a Lampedusa tre donne, due delle quali a termine di gravidanza, hanno ripreso ad incrociare in acque internazionali in attesa che venga trovata una soluzione per autorizzare l’approdo in un porto sicuro che al momento nè Italia nè Malta intendono concedere.
(da agenzie)
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Agosto 5th, 2019 Riccardo Fucile
“MEGLIO INQUISITI CHE COMPLICI DI ASSASSINI”
C’è Hortensia, che è riuscita a scampare alla violenza ma non alla furia di chi, prima di farla
imbarcare, le ha versato addosso carburante lasciando che l’acqua salata del mare facesse il resto. Ustionata, “ha bisogno di cure continue”
C’è Marie, della Costa d’Avorio, rapita, violentata, il padre del bimbo che ha in grembo assassinato un mese fa in un attacco al centro di detenzione di Tajoura, dove era rinchiuso.
E c’è il bambino che adesso sorride all’obiettivo del fotografo, ma quando è stato soccorso era disidratato, scottato per le ore trascorse sotto il sole di questa estate rovente.
Sono alcune delle storie dei naufraghi – alcuni “con segni evidenti delle torture subite in Libia” – salvati tra giovedì e venerdì scorsi dalla “Open Arms” nel Mediterraneo, che aspettano di sbarcare in un porto sicuro.
A raccontarle sono gli stessi attivisti sul profilo Facebook italiano della Ong spagnola proprietaria dell’imbarcazione.
Brevi ma significativi cenni a storie di vita definite “drammatiche”, foto di corpi rannicchiati e feriti, occhi sgranati e sorrisi accennati, e, dopo l’invito a sostenere attività presenti e future, l’hashtag #meglioinquisitichecomplici, riferimento inequivocabile al decreto di sicurezza bis
“Davvero volete multarci per averli salvati? Davvero soccorrere uomini, donne e bambini in pericolo è diventato un reato? Davvero?”, interroga un altro post. Centoventuno le persone a bordo – inizialmente erano 123, ma due donne incinte sono state evacuate sabato dalla Guardia Costiera italiana – trentadue i minori, 27 dei quali non accompagnati.
Tutti scampati all’inferno, tutti trattenuti da quattro giorni sulla nave della Ong spagnola, già raggiunta dal divieto di ingresso, transito e sosta nelle acque territoriali italiane, firmato giovedì dal ministro dell’interno, Matteo Salvini, e dai colleghi ministri Danilo Toninelli ed Elisabetta Trenta.
E dall’“avviso del governo italiano” di una multa di un milione di euro (sulla base di quanto prevede proprio il decreto sicurezza bis, ndr) se entriamo in acque italiane”, scrive la Ong a commento di due foto che ritraggono neonati che dormono, un uomo disteso sulle assi di legno della nave con entrambe le caviglie fasciate. “La loro vita però viene prima di tutto”.
La vita di Marie e del bimbo che porta in grembo, la vita di Hortensia, la vita di tutti i naufraghi bloccati sulla Open Arms, dalla quale continua a levarsi, inascoltato, l’appello per un porto sicuro.
(da agenzie)
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Agosto 5th, 2019 Riccardo Fucile
SONO MANCATI SEI VOTI DI SENATORI GRILLINI… IN QUESTO CASO NON SERVIVA LA META’ PIU’ UNO DEI SENATORI, OVVERO QUOTA 161…RESTA IL FATTO CHE LA MAGGIORANZA NON E’ STATA RAGGIUNTA E MERCOLEDI SULLA TAV IL GOVERNO RISCHIA
Il Senato ha votato la fiducia posta dal governo sul dl sicurezza bis con 160 voti favorevoli, 57 voti contrari e 21 astenuti.
Il provvedimento ha incassato l’ultimo via libera del Parlamento e con la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale sarà legge. FdI come annunciato si è astenuta mentre FI non ha partecipato al voto pur rimanendo in Aula
I presenti sono stati 289, i votanti 238, la maggioranza 109. Assenti sei senatori del M5s.
In pratica la maggioranza di governo contava su 164 voti, cui si sono aggiiunti tre senatori del Gruppo misto (come previsto). La soglia della maggioranza è di 161 senatori, ma in questo caso era sufficiente che i Si’ superassero i No, fermo restando che questa soglia per la prima volta non è stata raggiunta, fermandosi a 157 + i 3 voti del Gruppo misto.
Non hanno partecipato al voto 6 senatori del M5S (oltre a Bossi malato)
(da agenzie)
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Agosto 5th, 2019 Riccardo Fucile
LA LEGALITA’ DI SALVINI: CONDONI AGLI ABUSIVI MENTRE SU 32.424 ORDINANZE DI DEMOLIZIONE NE SONO STATE REALMENTE ESEGUITE SOLO 3.651, PARI ALL’11%
Il vicepremier Matteo Salvini ha grande confidenza con le ruspe. 
Le ha sollecitate nei giorni scorsi per abbattere il campo Rom di Milano dove vive la signora che l’ha minacciato verbalmente. Le ha fatte usare nel novembre 2018 per demolire una villa dei Casamonica a Roma, una delle quali è stata azionata davanti le telecamere addirittura dal ministro dell’Interno in persona.
Le ha inviate nel marzo 2019 nella baraccopoli dei migranti di San Ferdinando (Rc), che poi sono stati spostati in una tendopoli distante 200 metri dalle baracche.
Ma di ruspe per abbattere le costruzioni abusive che deturpano il territorio italiano e mettono a rischio la vita delle persone che ci vivono o lavorano, non ne parla mai. Perchè?
Eppure la piaga degli ecomostri illegali di cemento continua a colpire il nostro Paese. Solo lo scorso anno, in base al Rapporto Ecomafia 2019 di Legambiente, sono state costruite ben 17 mila nuove costruzioni abusive in Italia.
Nel più totale disinteresse anche di questo governo (in piena continuità con quelli precedenti) che ha addirittura approvato due nuovi condoni edilizi per la ricostruzione post terremoto nel cratere del Centro Italia e a Ischia.
Il cemento illegale ha invaso negli ultimi decenni il territorio italiano e ancora oggi poco o nulla viene buttato giù.
Le demolizioni dei manufatti abusivi sono ferme al palo e nelle zone costiere è ancora più evidente.
Secondo il Rapporto “Abbatti l’abuso” di Legambiente sono 32.424 le ordinanze di demolizione emesse dal 2004 al 2018 in poco più del 20% dei comuni costieri italiani che hanno risposto al nostro questionario, mentre sono 3.651 gli abbattimenti realmente eseguiti, pari a poco più dell’11% del totale.
Questi numeri li abbiamo presentati oggi in occasione del passaggio in Campania di Goletta Verde, che ha esposto lo striscione “Abbattiamolo” per ribadire l’urgenza di ripristinare la legalità lungo le aree costiere italiane.
Una regione, la Campania, scelta non a caso. Se prendiamo in considerazione solo gli abusi realizzati lungo la costa campana si contano ben 11.092 ordinanze emesse e solo 220 quelle eseguite (pari al 2% del totale).
In Calabria siamo al 5% e in Puglia al 6%. Tra le regioni del Sud fa eccezione la Sicilia, che arriva a una percentuale del 15% nel rapporto tra ordinanze di abbattimento emesse e realmente eseguite. La performance migliore è del Friuli Venezia Giulia, con il 45%.
La lotta all’abusivismo edilizio non paga elettoralmente ma le ruspe sono davvero l’unico antidoto a questo malcostume tutto italiano.
Nel passato quando sono stati approvati i 3 condoni edilizi (nel 1985 dal governo Craxi, nel 1994 e 2003 dagli esecutivi Berlusconi, votati entrambi dalla Lega) c’è stato il boom delle costruzioni abusive, mentre negli ultimi 20 anni si è registrato un evidente calo del loro numero solo nelle stagioni contraddistinte dalle demolizioni.
Siamo di fronte a una pagina vergognosa della storia italiana che ha prodotto e alimentato illegalità e ha cambiato i connotati a intere aree del Paese. I sindaci hanno spesso fatto finta di non vedere quello che succedeva nel loro territorio e quei pochi che lo hanno fatto, a volte non sono stati neanche rieletti alla tornata elettorale successiva.
Per far partire davvero le demolizioni in tutta Italia e per ripristinare la legalità , tanto cara a Matteo Salvini, occorre approvare una legge che passi dai Sindaci ai Prefetti la competenza delle operazioni di abbattimento, perchè non condizionati dal ricatto elettorale, lasciando ai Comuni solo il controllo urbanistico del territorio e la repressione dei reati, compresa l’emissione delle ordinanze di demolizione.
Cosa aspetta il vice premier leghista a promuovere una norma del genere? O preferisce perseguire la via della “legalità all’italiana”, perchè le demolizioni vanno a toccare gli interessi degli abusivi che poi vanno a votare?
(da “Huffigntonpost”)
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Agosto 5th, 2019 Riccardo Fucile
DOPO AVER SMINUITO LE DIVISE ABUSIVE DELLA POLIZIA INDOSSATE DA SALVINI, ORA DICE: “POTREI PORTARVI DECINE DI FOTO DI NOSTRI MEZZI UTILIZZATI DA RAGAZZINI”… MA CHE BRAVO, INVECE DI DENUNCIARE CHI HA PERMESSO IL PECULATO D’USO DEI MEZZI
Nella vicenda dell’acqua scooter della Polizia su cui è salito il figlio del ministro dell’Interno, Matteo Salvini, “c’è solo una cosa che mi interessa e che sto approfondendo: se c’è stata una limitazione al diritto di informazione e cronaca”.
Lo ha detto il capo della Polizia, Franco Gabrielli, a margine di un evento alla stazione di Milano Rogoredo. “La vicenda dell’acqua scooter onestamente mi sembra un po’ amplificata, vi potrei portare decine di immagini di nostri mezzi che vengono utilizzati anche da ragazzini. Quindi questo mi interessa il giusto, mi preoccupa di più, e ho chiesto un approfondimento, quando c’è una limitazione al diritto di cronaca che ritengo debba essere posto al centro”, ha spiegato Gabrielli.
“Se ci sono state delle minacce e degli atteggiamenti fuori dall’azione ordinaria ci sono anche profili penali”.
Il caso è venuto alla luce grazie al giornalista di Repubblica Valerio Lo Muzio che aveva ripreso, appunto, il figlio del vicepremier sulla moto d’acqua della Polizia.
Ma Lo Muzio era stato minacciato da alcuni uomini al seguito di Salvini e diffidato dal continuare a girare quelle immagini. Oggi il giornalista sarà sentito dalla questura di Bologna.
Capisco che Gabrielli debba mantenere il suo posto, ma a tutto c’e’ un limite.
1) Ci possono essere stati casi (tipo bambini con disabilità ) a cui è stato permesso di realizzare il sogno di fare un giro su una Volante, ma sono casi che hanno seguito un iter burocratico ben preciso e ottenuto specifiche autorizzazioni
2) Sfidiamo chiunque a chiedere un “giro” su una moto d’acqua o su un blindato per il proprio figlio, otterreste giustamente un diniego perchè non siamo al luna park
3) Esiste un reato specifico che è il peculato d’uso che sanziona casi come questi
4) Il ministro era presente e ha avallato (se non richiesto) un uso improprio di un mezzo della polizia, poche balle. Non ci sono stati altri ragazzini a cui è stato concesso in quei minuti lo stesso “favore” su quella spiaggia.
5) Le intimidazioni al videomaker (“sappiamo dove abiti”) e il divieto di riprendere il figlio di Sua Maestà risultano dall’audio della ripresa, c’e’ poco da “approfondire”.
6) Gabrielli è preoccupato che l’odio verso Salvini si riverberi sulle forze dell’ordine? Basta poco per evitarlo: sanzionando i suoi comportamenti illeciti e avendo il coraggio di non consentirli.
(da agenzie)
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