Agosto 2nd, 2019 Riccardo Fucile
IL GOVERNO ITALIANO SI E’ MACCHIATO DI UN ALTRO CRIMINE CONTRO L’UMANITA’, MA VERRA’ IL GIORNO CHE LI VEDREMO TUTTI ALLA SBARRA PIANGERE CLEMENZA (CHE NON CI SARA’)
La Alan Kurdi fa rotta verso Malta. 
Ad accelerare i tempi della scelta è l’esigenza dell’equipaggio di far sbarcare il prima possibile un bambino di quattro anni che riporta una ferita di 10 centimetri causata da un colpo di arma da fuoco.
“Queste sono le persone da cui l’Italia deve essere protetta. Si chiama Djokovic, come un giocatore di tennis europeo. In Libia, ha subito una ferita da arma da fuoco. Dovremmo riportarlo lì? Lo stiamo portando a Malta ora”, ha scritto Gorden Isler, uno dei responsabili della nave della ong Sea Eye, polemizzando col ministro dell’Interno, Matteo Salvini.
La nave, con ancora 40 persone a bordo soccorse il 31 luglio al largo delle coste libiche, ha quindi virato verso l’isola europea, dopo aver inizialmente puntato verso Lampedusa, nonostante la notifica del divieto d’ingresso rilasciata dal Ministero dell’Interno e firmata anche dai ministri dei Trasporti e della Difesa italiani.
Tra i naufraghi ci sono in totale 15 minori, tre sono figli di una donna del Camerun.
A bordo c’è anche una donna incinta.
“Non offriremo a Matteo Salvini — sottolinea Gorden Isler — un’altra occasione per uno show così indegno. Prendiamo sul serio le nostre responsabilità verso le persone salvate e ora andiamo a Malta. Abbiamo ancora a disposizione il diesel necessario per arrivarci e possiamo quindi prendere questa decisione autonomamente”.
Nelle scorse ore, il capomissione Barbara Held aveva chiesto a Lampedusa l’assegnazione di un porto sicuro. “Abbiamo in particolare sottolineato che a bordo c’è una famiglia con tre figli, una donna incinta e altri 12 minori”, aveva detto. Alan Kurdi, in quel momento, si trovava a circa 20 miglia nautiche da Lampedusa. L’Italia, tuttavia, ha indicato Malta come punto di riferimento scrivendo che da Lampedusa al massimo avrebbero potuto inviare un medico in caso di emergenza.
“Roma — scrive la ong in una nota -non ha prestato ulteriore attenzione alle necessità di protezione di numerose persone a bordo. La famiglia del Camerun, una donna incinta e 12 minori hanno dovuto trascorrere un’altra notte sulle assi di legno della nave”.
Sulla futura ripartizione dei 40 migranti a bordo si sta discutendo anche a Bruxelles e tra alcuni Paesi membri dell’Ue per capire le diverse disponibilità : “Il ruolo della Commissione è essere sempre costruttiva con tutti gli Stati membri e cercare soluzioni con cui fornire sostegno a quei Paesi che ne hanno bisogno e dare coordinamento — ha spiegato la portavoce Mina Andreeva — La Commissione ha avviato contatti per offrire sostegno e coordinamento agli Stati che vogliano prender parte a sforzi di solidarietà riguardanti i migranti attualmente a bordo della nave Alan Kurdi. I contatti proseguono, ci sono già alcuni Stati membri che hanno espresso la volontà di accettare ricollocamenti”.
(da agenzie)
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Agosto 2nd, 2019 Riccardo Fucile
LA PROCURA DI AGRIGENTO LIBERA LA NAVE DOPO IL PERIODO DI SEQUESTRO PROBATORIO… SALVARE VITE UMANE NON E’ REATO
La “Mare Jonio” della Ong Mediterranea è stata dissequestrata. La nave che si trovava al porto di Licata, è tornata in mare.
La Procura della Repubblica presso il tribunale di Agrigento ha disposto il dissequestro della nave.
Nel maggio scorso, il procuratore aggiunto di Agrigento, Salvatore Vella, e il pubblico ministero Alessandra Russo avevano convalidato il sequestro probatorio della nave Mare Jonio, della Ong Mediterranea, sbarcata a Lampedusa dopo avere salvato 30 migranti in acque libiche.
Gli inquirenti avrevano contestato al comandante e all’armatore della Mare Jonio il favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e due violazioni del codice della navigazione.
“Ci stiamo già preparando a ritornare al più presto in mare. Là dove c’è bisogno di noi”. Questo l’annuncio della Ong Mare Jonio.
(da agenzie)
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Agosto 2nd, 2019 Riccardo Fucile
NEGLI ULTINI 12 MESI SONO SBARCATI IN ITALIA E A MALTA 16.608 MIGRANTI, SOLO 840 SONO STATI RICOLLOCATI, PARI AL 5,05% , ALLA FACCIA DELLE BALLE DI SALVINI
Matteo Villa, ricercatore dell’ISPI, oggi fornisce su Twitter qualche numero che ci serve a
capire se la strategia di Matteo Salvini sui migranti che prevede le sceneggiate su Facebook al grido di “Non sbarcheranno” e, qualche giorno dopo, lo sbarco — possibilmente di notte così non se ne accorge nessuno — e il ricollocamento in Italia, sta funzionando o no.
Per spiegarlo Villa ricorda prima alcuni numeri: da giugno 2018 a luglio 2019 tra Italia e Malta sono sbarcate almeno 16.608 persone. Di queste, solo 840 sono state ricollocate in altri paesi.
I ricollocamenti generalmente arrivano dopo una crisi e una negoziazione con gli altri paesi europei, come è successo con la Gregoretti e come presto accadrà anche con la Alan Kurdi.
Non solo: anche quando Italia e Malta hanno creato crisi bloccando temporaneamente lo sbarco e gli altri paesi europei hanno deciso di negoziare, nessuno si è preso in carico l’intero computo degli sbarcati: uno su due è rimasto comunque in Italia o a Malta.
I conti sono presto fatti: la percentuale di ricollocati rispetto al totale degli sbarcati tra Italia e Malta è del 5,0578%. Tutti gli altri alla fine sono rimasti in Italia o a Malta.
Ecco perchè se è stata fruttuosissima dal punto di vista elettorale, la strategia della crisi non lo è stata dal punto di vista pratico.
E non ha consentito di riportare alcun tipo di vantaggio all’Italia.
Non solo: a giudicare dai commenti sulla pagina del Capitano, ci sono anche molti che cominciano ad accorgersene.
E se se ne accorgono tutti, che fine farà tutto quel consenso? Basterà dire “zingaraccia” a destra e a manca per farlo dimenticare?
(da “NextQuotidiano”)
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Agosto 2nd, 2019 Riccardo Fucile
A “IN ONDA” SU LA7 IL GIORNALISTA METTE ALLE CORDE IL VICEMINISTRO
Ormai è tana libera tutti. Nelle ultime 20 ore si sono sentiti tantissimi tentativi di giustificazione nei confronti dei toni usati da Matteo Salvini per replicare alle minacce di una residente in un campo rom di Milano.
Quel suo «zingaraccia» ha definitivamente sdoganato l’utilizzo di termini (e insulti) che riportano alla mente una cultura de B-Movie tipicamente italiana.
Nella serata di giovedì, nell’affannosa ricerca di un’arrampicata sugli specchi, il picco massimo è stato raggiunto dal leghista Claudio Durigon.
Il sottosegretario del Carroccio al ministero del Lavoro, ospite di In Onda (su La7) ha voluto dire la sua sull’utilizzo del termine «zingaraccia» con una spiegazione che ha il sapore quasi comico (se non fosse che a pronunciare quell’insulso insulto sia stato un ministro della Repubblica e vicepresidente del Consiglio) di chi prova a correre su una pista insaponata con in tacchetti da calcio.
«Io penso che, comunque sia, non è una parola dispregiativa come si vuole intendere», ha detto Claudio Durigon rispondendo alla domanda di Luca Telese.
E lo stesso giornalista, stoppando il leghista dopo questa affermazione, replica: «Beh Durigon, se io le dicessi ‘ciccione di merda’…».
L’intervento del conduttore porta il sottosegretario al Lavoro a correggere il tiro, peggiorando però le cose e tirando in ballo argomenti privi di senso e fondamento. Solo per difendere il proprio leader.
«Qui Salvini non ce l’ha con la zingara zingaraccia — ha proseguito Durigon -. È un modo di intercalare, ognuno ha il suo». Insomma, tana libera tutti.
Le parole del leghista, che ha tentato (goffamente) di soccorrere Matteo Salvini su una pista molto scivolosa, ha quindi dato il via libera all’insulto giustificato. Da oggi in poi, quindi, si potrà andar in giro, rivolgersi con parole volgari e violente contro chiunque e poi celarsi dietro all’intercalare.
(da “NextQuotidiano”)
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Agosto 2nd, 2019 Riccardo Fucile
IL RIFERIMENTO E’ A BARBARA HELD, CAPOMISSIONE DI ALAN KURDI… LIBERO NON SOPPORTA PROPRIO LE DONNE DI CARATTERE CHE COMBATTONO BATTAGLIE PER UN IDEALE
Mentre Feltri va in giro a dire che Rega Cerciello non è un eroe (subito imitato da Massimo
Fini), Libero oggi ci regala un’altra perla prendendosela con Barbara Held, che è capomissione della Alan Kurdi, la nave di Sea Eye che attualmente si trova fuori dalle acque territoriali italiane al confine di Lampedusa.
Nell’articolo che racconta l’avvicinamento della nave della ONG all’isola, primo porto sicuro d’Europa, e dove si dà conto delle balle di Salvini sulle minacce della Germania, la definiscono “nonna” di Carola Rackete nel titolo: da sottolineare c’è che nell’articolo non si spiega in nessun modo perchè la Held sarebbe la nonna della Rackete ma ciò nonostante la definizione finisce in massima evidenza.
Questo forse perchè così, se per caso qualcuno si arrabbiasse, si potrebbe sempre definire qualche fantasiosa e irreale tesi davanti ai consigli disciplinari per spiegare la definizione.
Raggiunto il fondo con l’eccitazione per il reggiseno della Capitana, quindi, Libero adesso si diletta a scavare con il body shaming.
Ma bisogna anche capirli: da quando La Verità ha tolto loro buona parte dei lettori e, soprattutto, la leadership del settore trash in edicola, qualcosa bisognerà pure inventarsi per tirare a campare.
Prima di tirare le cuoia.
(da “NextQuotidiano”)
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Agosto 2nd, 2019 Riccardo Fucile
E, REDUCE DAL MARE DELLA SARDEGNA, PARLA PURE DI MAIO
Rinfreschiamoci la giornata con una notizia che ricorda molto da vicino una barzelletta. Uno scambio di accuse circolare sull’essere più vacanziero.
Matteo Salvini, infatti, non ha apprezzato le dichiarazioni di Alessandro Di Battista, che lo invitava a riferire in parlamento sulla storia dei rubli dalla Russia.
Secondo l’attivista del Movimento 5 Stelle, infatti, la Lega è un banalissimo partito di sistema, che propone provvedimenti simili a tutti quanti gli altri.
Da qui la replica secca di Matteo Salvini, direttamente dalla spiaggia del Papeete Beach di Milano Marittima dove, nella giornata di ieri, il ministro dell’Interno ha addirittura convocato una conferenza stampa (piena di polemiche sia per le sue parole contro il cronista di Repubblica che aveva ripreso il figlio sulla moto d’acqua della polizia, sia per la definizione di «zingaraccia» data a una donna rom).
«Gli insulti del signor Di Battista, il vacanziero più pagato del mondo, non mi interessano. Lottiamo ogni giorno contro spacciatori e scafisti, chi se ne frega di Di Battista» — ha affermato Matteo Salvini.
Ora, c’è un piccolo corto circuito. Matteo Salvini ha pronunciato queste parole mentre lui stesso si trova in vacanza (in un luogo dove riesce anche a conciliare l’attività lavorativa).
Circostanza notata da Luigi Di Maio: «Non mi interessano le polemiche — ha detto il capo politico del M5S -. Certo, trovo curioso che si dia a Di Battista del vacanziero da una spiaggia. Alessandro merita rispetto, così come tutto il M5S».
Lo stesso Di Maio è reduce da una settimana in Sardegna con la sua compagna Virginia Saba. Ma questa corsa a indicare chi è più vacanziero dell’altro, non sarà una sorta di emanazione di un’analisi introspettiva?
(da “NextQuotidiano”)
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Agosto 2nd, 2019 Riccardo Fucile
QUANDO IL REGIME SOVRANISTA DEI SERVI DI PUTIN SI AFFERMERA’ DEFINITIVAMENTE IN ITALIA QUESTO SARA’ IL DESTINO DEI VOSTRI FIGLI E NIPOTI
Olga Misik, diciassettenne moscovita, è diventata il simbolo delle proteste pacifiche anti
Putin in Russia. Lo scrive l’Independent.
In un’immagine diventata virale, la ragazza è stata fotografata mentre seduta davanti legge la costituzione e la polizia da dietro la osserva.
L’uso della costituzione è diventato un simbolo delle proteste contro il governo di Putin: infatti simboleggiano il fatto che il presidente vieti le manifestazioni, andando contro la legge.
“Volevo solo ricordare alla polizia che la nostra protesta è pacifica e non abbiamo armi, mentre loro ce le hanno. Mi sono seduta per terra e ho iniziato a leggere i nostri diritti, specificando che è illegale che arrestino i manifestanti”, ha detto Misik al sito web lettone, Meduza.
La diciassettenne è stata arrestata mentre si dirigeva verso la metro ed è stata trattenuta. “Mi hanno preso per le mani e i piedi e mi hanno trascinato attraverso un sottopassaggio. Ho urlato dicendo che mi facevano male, ma mi hanno detto che lo sapevano perfettamente” ha aggiunto.
Misik non è la sola ad essere stata arrestata: durante il weekend, più di 1000 persone sono state arrestate per aver partecipato a manifestazioni non autorizzate. La manifestazione era contro il divieto posto dal governo ad alcuni membri dell’opposizione di partecipare alle elezioni municipali di settembre.
“L’ingiustizia riguarda tutti. Oggi sono le elezioni municipali, domani quelle regionali. È solo una questione di tempo” ha dichiarato la diciassettenne.
(da “Huffingtonpost”)
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Agosto 2nd, 2019 Riccardo Fucile
“ZAIA VUOLE TRATTENERE TUTTO IL RESIDUO FISCALE? NOI DEVENITALIAZZIAMO LA CALABRIA”
Niente prosecco, nè spumanti e nessun prodotto che arrivi dal Veneto.
Mentre il governatore leghista Luca Zaia batte cassa con il “suo” ministro Salvini, pretendendo l’immediata approvazione di una legge sull’autonomia differenziata senza sconti nè concessioni al M5s, in Calabria è dai banconi dei bar che parte la protesta.
Il primo a schierarsi contro le ansie autonomistiche del presidente della Regione Veneto, che rivendica la facoltà di trattenere in regione il residuo fiscale, è stato lo storico Bar Panoramico di Cosenza, che da qualche giorno ha bandito ogni prodotto di origine veneta da scaffali e cucine.
E lo ha anche reso noto a tutti con una grande locandina affissa alle vetrine che lo identifica come “Bar Devenetizzato” in cui “i cocktail sono preparati con vini bianchi di origine locale”.
Non si tratta di un’iniziativa personale, ma di un’adesione — dice il titolare — assai convinta alla campagna lanciata dallo scrittore Pino Aprile, autore del best seller “Terroni”.
Il motivo lo spiega in sintesi la locandina che lo scrittore ha messo a disposizione sulla sua pagina facebook, invitando tutti i gestori di bar e ristoranti ad affiggerla nel proprio locale.
“La Regione Veneto ha deciso di trattenere tutto il residuo fiscale — si legge nel colorato manifestino – Vuol dire che le tasse pagate in Veneto resteranno integralmente in Veneto. Quindi se tu consumi prodotti veneti, non solo arricchisci le imprese Venete, ma significa anche che le tasse che paghi sulla bottiglia di vino veneto (i tuoi soldi) andranno a finanziare solo scuole, ospedali e strade del Veneto. E le scuole, ospedali e strade del Sud chi li finanzia?”.
Una traduzione assai immediata di mesi di dibattito politico che per il cittadino medio continua a rimanere assai fumoso, ma “così – dice chi ha aderito alla campagna – diventa comprensibile”. E lo coinvolge con un appello, che nella locandina è messo ben in evidenza e in maiuscolo: “Scegli di finanziare le tue scuole, i tuoi ospedali, e le tue strade: Consuma solo prodotti della tua regione!”.
Alla gente del Sud diverte e piace, a politici e imprenditori veneti decisamente di meno.
(da agenzie)
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Agosto 2nd, 2019 Riccardo Fucile
LA ONG SPAGNOLA: “PERSONE CON EVIDENTI SEGNI DI TORTURE IN LIBIA, BAMBINI E DONNE INCINTE, UNA GIA’ IN TRAVAGLIO”
A bordo della Open Arms, nave della ong spagnola Proactiva, ora ci sono 123 persone. Nella
notte, infatti, Open Arms ha salvato nelle acque del Mediterraneo “altre 68 persone con segni evidenti delle torture subite in Libia. Due bimbi, due donne in stato di gravidanza, una di 9 mesi con contrazioni”.
È la stessa ong a riferire del nuovo soccorso con un tweet, specificando perciò che ora a bordo ci sono oltre cento persone, visto che ieri la ong aveva portato a bordo 52 migranti, soccorsi al largo della Libia.
Come già aveva fatto ieri il fondatore della ong catalana Oscar Camps, la ong lancia un appello: “Ora abbiamo bisogno di un porto sicuro per farle sbarcare”.
Intanto la nave Alan Kurdi della ong tedesca Sea Eye, si trova sempre a poche miglia da Lampedusa, in attesa di sapere dove potrà sbarcare i migranti soccorsi mercoledì al largo della Libia.
(da agenzie)
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