Gennaio 22nd, 2020 Riccardo Fucile
VENERDI LA MANIFESTAZIONE SENZA SIGLE DI PARTITO: “QUESTO RIONE NON E’ QUELLO CHE SALVINI VUOLE FARE CREDERE”
Il Pilastro non ci sta. Dopo lo show elettorale di Matteo Salvini che ha citofonato a casa di un tunisino (“Lei spaccia?”) il rione si ribella.
I cittadini hanno convocato per venerdì 24 alle 18 una manifestazione pacifica dedicata a “Chi ama il Pilastro”.
L’appuntamento è davanti alla biblioteca Spina, nel parco intitolato ai carabinieri uccisi dalla Uno Bianca. “Cerchiamo di essere tanti senza sigle di partito nè slogan contro qualcuno. Solo persone che vogliono democrazia e vivibilità “, l’invito.
“Vivo al pilastro dal maggio 1966, sono stato uno delle prime 411 famiglie a venire a vivere nelle case popolari appena costruite” racconta Oscar De Pauli, tra le altre – tante – cose, primo presidente dello storico circolo La Fattoria, dove ancora oggi fa il volontario a tempo pieno. E’ una delle voci indignate. “Inizialmente, qui abitavano solo persone dei ceti più bassi, soprattutto immigrati, dalle montagne, dalle campagne, dai paesi limitrofi. Negli anni si è passati all’immigrazione dal sud Italia e anche di origine straniera. Grazie a una variante del piano urbanistico, l’amministrazione ha cominciato a promuovere anche l’accesso al ceto medio, tra insegnanti, artigiani, professionisti”.
Susi Realti di Mastropilastro, associazione di promozione sociale per lo sviluppo di attività e comunità , è arrabbiata: “Con l’incursione di ieri sera ci siamo sentiti presi in giro: l’ex ministro dell’Interno, con le sue provocazioni elettorali ha buttato all’aria anni di lavoro, serio e impegnato, sul territorio. Il Pilastro non è quello che lui vuole far credere: è un’area viva, verde e solidale. Salvini ha dimostrato di non avere nessun rispetto per questa zona: è passato di fianco al cippo dei carabinieri uccisi nel 1991, non ha fatto una piega, nascosto com’era da uno sproporzionato cordone di forze dell’ordine”.
Tra gli abitanti del Pilastro c’è anche Claudia Boattini, tra gli animatori del blog “Pilastro Bologna” nato all’interno di Pilastro 2016: “Insieme garantiamo l’informazione delle attività svolte da associazioni e comunità , facendo conoscere la storia e le curiosità di questo territorio, raccontando chi abita e lavora al Pilastro, raccogliendo foto, poesie e racconti di chi ha voluto collaborare con noi”, si legge online. “Qui al Pilastro si vive piuttosto bene- racconta Boattini-. Mio figlio sta cercando casa, si era trasferito in campagna ma ora vuole tornare. Personalmente, ritengo si viva molto meglio che nel centro storico. Sono sola da molti anni, di sera esco sola, non ho paura e non mi è mai successo nulla”.
Salvini avrebbe solo dovuto scusarsi “per quello che non ha fatto quando era al governo”, commenta il presidente del quartiere San Donato-San Vitale, Simone Borsari: “Non ha inviato gli agenti di polizia sul nostro territorio quando gli venivano chiesti; non ha modificato la legge che scarcera i piccoli spacciatori poco dopo il loro arresto; è corresponsabile del congelamento delle risorse del bando periferie che se fossero arrivate senza quel colpevole ritardo, avrebbero permesso di costruire la stazione dei carabinieri già da tempo”.
Quelli compiuti ieri “sono atti gravissimi, tanto più se si pensa che sono avvenuti ad opera di un ex ministro della Repubblica, peraltro alla presenza di pubblici ufficiali”, continua il presidente, sottolineando che il leghista se n’è andato “senza neanche degnare di un omaggio il cippo, distante poche decine di metri, dei carabinieri trucidati dalla banda della Uno Bianca”.
(da “La Repubblica”)
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Gennaio 22nd, 2020 Riccardo Fucile
NEL QUARTIERE CONFERMANO: “SALVINI HA PRESO UNA CANTONATA, QUELLA E’ UNA FAMIGLIA PER BENE”… L’AVV. CHATY LA TORRE PRESENTA DENUNCIA CONTRO SALVINI
Cappuccio alzato, giubbotto nero, cellulare in mano, il migliore amico a fargli da guardia del
corpo.
Gioca a calcio nell’Imolese, ha una fidanzata ed è «uno studente come tutti gli altri», il 17enne che l’ex ministro dell’Interno Matteo Salvini ha accusato di fare lo spacciatore. Si chiama Yassine, ma gli amici lo chiamano “Iaia”.
«Non voglio fare dichiarazioni – dice salendo in casa, poco dopo l’ora di pranzo – ho un avvocato: chiedete a lei. Sono appena andato nel suo studio per fare denuncia». Sale in casa e ridiscende, fuma una sigaretta, torna a rispondere al telefono, si porta un dito alla bocca, come dire: non parlo più. «Lasciatemi stare».
Lo difenderà la legale Cathy La Torre: a lei si sono rivolti anche i genitori del ragazzo. Alla legale rende la sua testimonianza con un video.
Il fratello maggiore di Yassine, pugile, ha avuto dei precedenti penali. «Rissa, rapina, ma mai per spaccio – spiega Iaia – adesso ha la sua famiglia, lavora non abita più al Pilastro da due anni e mezzo. Si è messo la testa a posto».
A Salvini lancia l’appello: «Rimuova quel video, non se ne può più».
Il padre, di origini tunisine, fa il corriere da Bartolini, la madre, italiana, è in pensione, lavorava in una mensa.
«Mio padre c’è rimasto malissimo – ha ammesso il ragazzo martedì sera, registrato da Fanpage – Io non faccio queste cose. Sono uno studente normalissimo, vado a scuola come tutti gli altri. Salvini non può presentarsi qui e chiedermi se spaccio, è diffamazione».
Ora Iaia non vuole più parlare coi giornalisti: «Non mi ero accorto di essere registrato l’altra sera: sono minorenne».
Il quartiere è tutto con lui, venerdì organizzeranno una fiaccolata di sostegno alla famiglia. «Io mi sono messo a piangere quando ho visto quel video – spiega Giacomo Ganassi – quello è un bravo ragazzo, un amico di mio figlio, giocano a pallone insieme. Dicendo quelle cose Salvini ha offeso un po’ anche noi».
Al Pilastro «dal più piccolo al più grande ci conosciamo tutti – salta su un ragazzo di 24anni – ma io neanche ai tempi della “Uno Bianca” ho visto fare cose del genere. Non è concepibile. Non è mai successo, tutto solo per avere voti. Quella è una famiglia per bene. Poi lo sanno tutti che un ragazzino di 17 anni non può spacciare al Pilastro: se lo vede qualcuno lo vede gli tira le orecchie e lo rimanda subito a casa».
(da “La Repubblica”)
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Gennaio 22nd, 2020 Riccardo Fucile
E’ IL PRODOTTO DELL’ISTIGAZIONE SOVRANISTA ALL’ODIO
Una ragazza che faceva volantinaggio per le elezioni in Emilia Romagna è stata ricoperta di insulti e di sputi e spintonata a Modena.
Lo scrive la pagina Facebook dei Giovani Democratici che racconta l’episodio:
Questa mattina Chiara, una ragazza da poco iscritta al circolo dei Giovani Democratici Modena Città , durante le attività di volantinaggio degli ultimi giorni di campagna elettorale è stata aggredita da un uomo per quello che stava facendo, con l’aggravante secondo l’aggressore di starlo facendo per questo partito in particolare
Due giovani donne oggi accusate di militare dalla parte sbagliata sono state ricoperte da insulti, sputi e spintonate obbligando una delle due al pronto soccorso.
Tutta la comunità provinciale e non solo dei Giovani Democratici esprime solidarietà a Chiara, che come tutti noi ha degli ideali e dei valori in cui crede e per i quali aveva deciso di attivarsi e di impiegare tempo ed energie. Perchè questo costituisce la vera politica: impegno, voglia di lottare per quello in cui si crede, discussione e passione.
Ogni nuovo militante, di qualsiasi forza politica che rientri nei valori costituzionali è solo un bene per la democrazia.
Giulia Mancuso, segretaria cittadina dei Giovani Democratici, ha scritto sul suo profilo Facebook che il fatto è accaduto in zona San Faustino e ha fornito maggiori dettagli: “Mentre lei stava procedendo come da prassi all’inserimento dei volantini nelle buche della posta, dopo essere stata fatta entrare da una signora al citofono, un signore (chiamarlo così è grande complimento, non meritato) le è andato incontro e, quando ha capito cosa stava facendo e in particolare quando ha visto il logo PD sul volantino, ha aggredito Chiara spingendola fuori con violenza, tra sputi in faccia, bestemmie e insulti vari verso lei e verso il partito. Nella colluttazione Chiara è rimasta con la gamba incastrata nella porta. Sta bene, ma la cosa non passerà sotto silenzio, statene certi”.
(da “NextQuotidiano“)
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Gennaio 22nd, 2020 Riccardo Fucile
LA CONFERMA DOPO LA RIUNIONE CON I MINISTRI A PALAZZO CHIGI… IL M5S AFFIDATO AL GARANTE ANZIANO, IN ATTESA DEGLI STATI GENERALI DI MARZO… CAPO-DELEGAZIONE PATUANELLI
Luigi Di Maio annuncia il suo passo indietro. Dopo settimane di tentennamenti e indecisioni, il
capo politico M5s si è deciso al grande passo.
Lo ha annunciato ai suoi ministri, riuniti per un’ora intorno a un tavolo a Palazzo Chigi. Qualche occhio lucido, molti attestati di stima. “Ripensaci”, gli hanno chiesto un paio di presenti. Ma la decisione, a lungo meditata, è irremovibile.
Solo una settimana fa uno delle persone che più parla con il ministro degli Esteri confidava: “Luigi esclude questa possibilità , diceva che non c’è nessuno in grado di raccogliere il testimone senza indebolire il Movimento”.
La strategia è quella di fare un passo indietro per rafforzare un’immagine troppo a lungo ammaccata dal fare il parafulmine a giravolte politiche e rovesci elettorali dei quali è stato sicuramente tra i principali responsabili, di certo non l’unico.
Di Maio annuncerà alle 18 la decisione presa in occasione della presentazione a Roma dei Facilitatori regionali.
La reggenza passa a Vito Crimi, il più anziano nel Comitato dei garanti. Si rincorrono già all’impazzata voci e modalità di successione.
L’ipotesi più lineare è che l’investitura del nuovo leader avvenga a metà marzo, in occasione degli Stati generali. Ma la war room 5 stelle frena con decisione: “Non è detto”. Perchè, in quella sede, potrebbe essere messa ai voti una riforma della governance interna. Le modalità dunque. La corsa del candidato, o dei candidati in caso di allargamento della leadership interna, partirebbe solo successivamente.
(da agenzie)
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Gennaio 22nd, 2020 Riccardo Fucile
SALVINI HA DETTO SI’ AL PROCESSO PER FARE IL MARTIRE SOLO PRIMA DELLE REGIONALI, POI TORNERA’ A SCAPPARE DAL PROCESSO, METTENDOLA IN QUEL POSTO AI CAZZARI CHE CI HANNO CREDUTO
Lunedì Matteo Salvini ha ordinato ai senatori della Lega nella giunta delle autorizzazioni a votare sì sulla Gregoretti perchè lui non vede l’ora di andare a processo.
Ovviamente la necessità di fare l’eroe (o la vittima) in contemporanea delle elezioni regionali in Emilia-Romagna non era certo impellente.
Infatti oggi, scrive Mario Ajello sul Messaggero, i senatori della Lega sono orientati a votare no in Aula tra un mese all’autorizzazione a procedere per Salvini sulla Gregoretti:
L’ultima sorpresa, in questa commedia delle parti, mal recitata da Salvini e ancora peggio condotta dal Pd, è che nel voto in aula del 17 febbraio la Lega potrebbe ribaltare la posizione appena assunta: dal sì al no al processo a Salvini. Riallineandosi, oltre che a Forza Italia, a Fratelli d’Italia la cui linea è che un ministro non ci si processa per aver svolto secondo la volontà degli italiani il suo compito di difendere il Paese. E comunque, sull’aula a febbraio — queste le indiscrezioni provenienti dal Carroccio — non c’è nulla di deciso, ma lì la Lega potrebbe dirsi contraria all’autorizzazione a procedere, anche perchè il parere non è vincolante.
Quindi quando il voto in Emilia-Romagna sarà soltanto un ricordo il Capitano tenterà di sfuggire al processo confidando sui numeri risicati della maggioranza in Senato:
La situazione è ancora fluida. Ogni sorpresa e qualsiasi acrobazia è possibile. Da qui al D-Day del 17 febbraio potrà accadere perfino che non ci sarà più il governo in caso di tracollo in Emilia. Quanto all’esito della partita a Palazzo Madama, si vedrà una maggioranza schiacciante per il sì al processo a Salvini (se la Lega confermerà il sì), sennò il voto sarà sul filo
(da agenzie)
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Gennaio 22nd, 2020 Riccardo Fucile
FORSE IL FENOMENO SI COMBATTE ABBRACCIANDO CALOROSAMENTE UNO SPACCIATORE COME HA FATTO LUI?,,, PERCHE’ SALVINI NON SI ATTACCA AI CITOFONI DEI CAPO CLAN DELLA ‘NDRANGHETA?
Matteo Salvini ieri ha deciso di combattere la droga. Perchè, ha spiegato, glielo ha chiesto la
mamma di un ragazzo morto di overdose.
La lotta contro la droga di Salvini nel concreto è stata andare a citofonare ad una famiglia di cittadini stranieri di origine tunisina accusandoli di essere degli spacciatori e fregandosene abbastanza di violare la privacy delle persone o anche solo dell’idea che magari stava accusando falsamente (e in ogni caso senza prove) un ragazzo di 17 anni di essere uno spacciatore.
La scena di Salvini che chiede «scusi lei spaccia?» e che si offre di «riabilitare il buon nome della sua famiglia, perchè c’è qualcuno che dice che lei e suo figlio spacciate» cozza un po’ con il garantismo predicato dalla Lega e dal suo capo.
Perchè Salvini è pur sempre quello che ripete continuamente che in Italia ci sono «sessanta milioni di innocenti fino a prova contraria». Ma forse qui il punto è che i presunti spacciatori non sono italiani e quindi nella visione salviniana della giustizia si inverte l’onere della prova.
C’è chi ha ricordato come nel dicembre 2018 l’allora ministro dell’Interno venne immortalato con Luca Lucci alla festa per i 50 anni della Curva Sud del Milan organizzata all’Arena Civica fa discutere.
Lucci all’epoca era stato arrestato solo pochi mesi prima in un’inchiesta per traffico di droga, con telecamere degli investigatori sistemate fuori dalla sede degli ultrà rossoneri a Sesto San Giovanni: per quella vicenda, Lucci aveva patteggiato una pena di un anno e mezzo di reclusione.
Altri invece si sono chiesti come mai Salvini non sia andato a citofonare alle case dei capo clan della ‘Ndrangheta in Calabria visto che proprio le ‘ndrine gestiscono una fetta considerevole del traffico di stupefacenti nella Penisola.
Ma la vera domanda è un’altra: cosa ha fatto Salvini per contrastare il traffico di droga in Italia quando era al Ministero dell’Interno? Lui risponderà che ha emanato due Decreti Sicurezza, che però ad oggi evidentemente non hanno sortito gli effetti sperati se il Capitano è costretto a citofonare casa per casa per cercare gli spacciatori.
Per la cronaca nei giorni scorsi al Pilastro c’era stata un’operazione di polizia con i cani antidroga.
Altro “grande successo” di Salvini contro lo spaccio? L’operazione “Scuole Sicure 2018-2019” conclusa il 30 giugno 2019.
L’esito della massiccia operazione di controllo all’interno degli edifici scolastici durata un anno intero è stato questo: 14,7 chili di droga sequestrati; 31 arresti; 45 denunce all’autorità giudiziaria; 855 violazioni amministrative e reati accertati.
Forse 14 kg di droga sequestrati in un anno sembrano tanti, ma bisogna suddividerli per il numero di istituti scolastici interessati: 598. Ovvero una media di appena 29 grammi di droga non meglio precisata ritrovati in ogni istituto.
L’operazione ha coinvolto 26 mila unità di personale, con oltre 13 mila servizi effettuati singolarmente o con operazioni congiunte. In pratica sono state impiegate 26mila agenti della Polizia di Stato e della Polizia Locale per recuperare meno di 15 kg di droga.
Giusto per mettere le cose in prospettiva: nello stesso lasso di tempo l’indagine “Grande Raccordo Criminale” del Gico della Finanza ha portato al sequestro di 250 chili di cocaina e 4250 di hashish per un valore di 120 milioni di euro sul mercato. In un solo giorno i finanzieri del comando provinciale di Reggio Calabria hanno sequestrato quattrocento chilogrammi di cocaina, 30 chilogrammi di hashish e 15 di marijuana nell’ambito dell’operazione “Magma” contro il clan Bellocco di Rosarno (Rc).
Salvini poi ha proposto di abolire l’attenuante della modica quantità nei confronti delle persone arrestate in possesso di sostanze stupefacenti, in pratica per la Lega sono tutti spacciatori. La proposta di legge però non è stata approvata mentre la Lega era al governo.
Ma Salvini era già impegnato in un’altra grande battaglia: quella contro i Canapa Shop, i negozi che vendono la Cannabis Light, ovvero un prodotto che per la legge è legale coltivare. Il Ministro dell’Interno voleva chiuderli tutti, convinto com’era che la cannabis light venduta in quei negozietti fosse la gateway drug verso le vere droghe. Ma non fu Salvini a chiudere i Canapa Shop: ci pensò una sentenza delle Sezioni Riunite della Cassazione.
Non sfuggirà il paradosso di concentrarsi a combattere una sostanza che non ha alcun principio psicoattivo e nel frattempo evitare di convocare la conferenza nazionale sulle droghe, che non viene convocata dal 2009.Il ministro competente, il leghista Lorenzo Fontana, forse se ne era dimenticato?
Eppure Salvini ha spesso fatto visita ai centri di recupero per i tossicodipedenti, dieci giorni fa era ospite a San Patrignano, dove è stato accolto con tutti gli onori.
Ma cosa ha fatto il governo di cui era parte per lavorare sulla riduzione del danno? Come ricordano Igor Boni, Presidente Radicali Italiani e Jacopo Vasini, candidato radicale in “+Europa Bonaccini Presidente” «ai responsabili di San Patrignano non interessa forse che durante il primo governo Conte i ministri leghisti Fontana e Locatelli, con delega alle politiche sulle tossicodipendenze, non abbiano fatto nulla? Non hanno neppure pubblicato la relazione al Parlamento sulle tossicodipendenze entro i termini di legge, resa nota solamente a dicembre dal governo Conte 2».
E il Salvini che loda l’impegno e il lavoro delle comunità terapeutiche è lo stesso che ha rilasciato commenti sprezzanti sulla morte di Stefano Cucchi, un ragazzo che era andato a curarsi proprio in una di quelle strutture e che secondo Salvini è morto “per la droga”, per i giudici è morto per le botte prese dalle guardie.
(da “NextQuotidiano”)
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Gennaio 22nd, 2020 Riccardo Fucile
IL PARE DEL LEGALE DI ALTER EGO: “VIOLAZIONE DELLA PRIVACY, DIFFAMAZIONE, INTRALCIO ALLA GIUSTIZIA, MOLESTIE”… SALVINI, IN QUANTO SENATORE, E’ PUBBLICO UFFICIALE E AVREBBE DOVUTO INFORMARE LA POLIZIA… “C’E’ PURE L’AGGRAVANTE CHE IL DIFFFAMATO E’ UN MINORE”
Dopo le piazze, il web e le televisioni, la sempre più accesa campagna elettorale per le regionali in Emilia-Romagna ha toccato un altro mezzo di comunicazione: i citofoni.
Il leader leghista Matteo Salvini, infatti, durante una visita nel quartiere popolare bolognese del Pilastro, dopo la segnalazione da parte di una residente del posto su un presunto spacciatore attivo nella zona, è andato a citofonare all’abitazione del giovane, un minorenne tunisino, durante una diretta Facebook e seguito da numerose telecamere.
Il gesto ha sollevato numerose critiche e polemiche: è stato fatto in pubblico il nome del ragazzo, è stata mostrata la sua abitazione, e lo stesso giovane ha annunciato una denuncia alla signora che ha fatto il suo nome a Salvini.
Ma quindi, mettendo da parte qualsiasi altro aspetto, potrebbero essersi verificati alcuni problemi di carattere legale in questo gesto?
TPI lo ha chiesto all’avvocato Riccardo Bucci, dell’associazione Alter Ego — Fabbrica dei diritti.
Avvocato Bucci, Salvini ha violato la legge con la sua citofonata di ieri?
Se ha violato la legge lo decide un giudice, ma sicuramente ci sono numerosi fatti che possono essere oggetto di denuncia. Primo tra tutti, c’è una violazione della privacy del ragazzo, del quale Salvini fa il nome rendendolo così individuabile e rintracciabile, dal momento che ha mostrato il suo domicilio in pubblico.
In questo modo chiunque abbia visto il video può essere in grado di recarsi da lui. Oltre a questo, potrebbe configurarsi il reato di diffamazione a mezzo stampa: Salvini accusa pubblicamente una persona di un reato grave, basandosi su indicazioni sommarie e senza reali prove.
Se le accuse al ragazzo fossero vere, cambierebbe qualcosa?
Assolutamente no, perchè i processi li fanno le procure, e non si fanno in diretta su Facebook. Oltre tutto, se fosse vero, Salvini in quanto senatore e, come tale, pubblico ufficiale, avrebbe il dovere di denunciare il fatto alla polizia giudiziaria.
Le forze dell’ordine, inoltre, potrebbero avere già un’indagine in corso, e l’ex ministro l’avrebbe in questo modo intralciata rendendola pubblica, permettendo eventualmente al ragazzo, qualora fosse realmente uno spacciatore, di inquinare qualsiasi prova e mandare a monte l’ipotetica indagine.
Spacciatore o meno, il ragazzo sicuramente è un minore.
In caso ci fosse un reato, il fatto che il giovane è minorenne potrebbe costituire un’aggravante generica. Così come il fatto che Salvini, in quanto senatore, è un pubblico ufficiale.
Ma facciamo un passo indietro. Nel momento in cui ha citofonato a uno sconosciuto, Salvini potrebbe aver violato la legge?
Citofonare a uno sconosciuto non è un reato, ma continuare a farlo dopo che la conversazione è terminata, cosa che Salvini ha fatto più d’una volta, può costituire un reato di molestie, anche se difficilmente si va in tribunale per un paio di colpi di citofono in più.
La posizione di Salvini sembra essere definita, ma il giovane ha annunciato che denuncerà la signora che lo ha indicato all’ex ministro.
La posizione della signora è simile a quella di Salvini: indicando pubblicamente il ragazzo e accusandolo di essere uno spacciatore, semplicemente rimanendo nell’ambito dei “sentito dire”, la donna potrebbe aver compiuto una diffamazione a mezzo stampa.
Il ragazzo è stato intervistato e ha negato di essere uno spacciatore. Tuttavia, il fratello che ha abitato nell’appartamento indicato ha ammesso di avere dei precedenti: questo cambia in qualche modo la situazione?
Assolutamente no, non cambia in alcun modo la situazione. Avere dei precedenti non vuol dire nulla e in ogni caso non cambia la sostanza della situazione, che siano fondate o meno le accuse mosse verso chi vive in quell’appartamento: con questo gesto Salvini ha fatto avvenire in pubblico un fatto che sarebbe dovuto avvenire in procura.
(da Tpi)
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Gennaio 22nd, 2020 Riccardo Fucile
FINALMENTE QUALCUNO LO DICE CHIARAMENTE: “SALVINI E’ UN RAZZISTA E UN IRRESPONSABILE”… LETTERA ALLA CASELLATI (MA DI MAIO ESISTE PER CONDANNARE I REATI COMMESSI DAL SUO AMICHETTO?)
“Un atteggiamento razzista e vergognoso che mina i rapporti tra Italia e Tunisia”. 
A Radio Capital parla Osama Sghaier, vicepresidente del Parlamento tunisino che condanna duramente la citofonata del leader leghista ad una famiglia tunisina a Bologna.
“Salvini è un irresponsabile – dice Sghaier, – perchè non è la prima volta che prende atteggiamenti vergognosi nei confronti della popolazione tunisina. Lui continua ad essere razzista e mina le relazioni che ci sono tra la popolazione italiana e la nostra. I nostri paesi hanno ottimi rapporti. I tunisini in Italia pagano le tasse e quelle tasse servono anche a pagare lo stipendio di Salvini. Dunque – conclude Osama Sghaier – si tratta di un gesto puramente razzista”.
L’ambasciatore tunisino a Roma, Moez Sinaoui, ha espresso “costernazione per l’imbarazzante condotta di un senatore della Repubblica italiana” dopo che il leader della Lega ha citofonato davanti alle telecamere ad un cittadino di origine tunisina accusandolo di spaccio di droga in un quartiere di Bologna.
E’ una “provocazione senza alcun rispetto di un domicilio privato”, ha detto l’ambasciatore citando le sue parole contenute in una lettera inviata alla presidente del Senato, Maria Elisabetta Casellati.
L’ambasciatore ha sottolineato che è “stata illegittimamente diffamata una famiglia tunisina” e ha voluto precisare che tra Italia e Tunisia “ci sono ottimi rapporti in ogni settore”.
(da agenzie)
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Gennaio 22nd, 2020 Riccardo Fucile
BUFERA SU RADIO DEEJAY: “FALLO CON I FORTI LO SPLENDIDO”
Fabio Volo tuona contro Matteo Salvini. Nel corso della sua trasmissione su radio Deejay, Il Volo del Mattino, il conduttore si è scagliato contro l’ex ministro dell’Interno. Motivo scatenante il gesto di Salvini che citofona a casa di un tunisino a Bologna chiedendo se fosse uno spacciatore.
Fabio Volo non usa giri di parole: «Vai a suonare ai camorristi se hai le palle str***o, non da un povero tunisino che lo metti in difficoltà str***o, sei solo uno str***o senza palle. Fallo con i forti lo splendido, non con i deboli».
Lo sfogo ha raccolto l’approvazione del popolo di Twitter che ha apprezzato la dura presa di posizione del conduttore di Radio Deejay. Ma già nella serata di ieri era montata la protesta contro il leader della Lega.
l primo ad accusarlo il sindaco di Bologna Virginio Merola su Facebook: «Io credo che si debba vergognare, caro Salvini. Lei non è un cittadino qualunque. Ha fatto il ministro dell’interno, come mai in quel caso non ha avuto lo stesso interesse? Forse perchè adesso è solo propaganda e si comporta da irresponsabile per qualche voto in più».
(da Leggo)
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