Febbraio 19th, 2020 Riccardo Fucile
LE ANTICIPAZIONI SULLA INTERVISTA GIA’ REGISTRATA DEL MICRON DI PONTASSIEVE
Matteo Renzi a Porta a Porta per registrare alle ore 18. Si accomoda sulla poltrona di Bruno Vespa e inizia a raccontare la sua strategia per dettare l’agenda, imprimere la sua svolta all’esecutivo e mantenere in piedi la legislatura fino a nuovo ordine, ovvero fino a quando i sondaggi per Italia Viva saranno migliori.
Ed eccoli, quindi, i punti tanto attesi che porteranno il premier Giuseppe Conte a una riflessione.
Il primo, innanzitutto. Matteo Renzi vorrebbe presentare la mozione di sfiducia ad Alfonso Bonafede. Il ministro della Giustizia che ha bloccato la prescrizione dopo il processo di primo grado non può, secondo il leader di Italia Viva, continuare a essere il guardasigilli dell’esecutivo. Pertanto, Italia Viva andrà avanti nel suo proposito e presenterà la mozione di sfiducia individuale.
Questo, quindi, il primo sasso scagliato da Matteo Renzi.
Poi, arriva la proposta di pace. Che però ha sempre l’aspetto di un ultimatum. Un serio piano di crescita aperto e allargato a tutte le forze politiche, in modo tale da rendere Italia Viva protagonista di questa fase di governo, nonostante il numero esiguo di deputati e senatori a disposizione.
In più, ci sarebbe la proposta di votare insieme la proposta di riforma costituzionale per l’elezione diretta del presidente del Consiglio o, in alternativa, del Capo dello Stato. Una proposta che, com’è noto, è molto gradita alla destra e che, quindi, incontrerebbe il favore anche della Lega, di Forza Italia e di Fratelli d’Italia.
Il tutto per allungare i tempi di questa legislatura e rinviare il voto.
Saranno queste le carte in tavola all’ordine del giorno dell’agenda politica nei prossimi giorni. Si aspetta la risposta del presidente del Consiglio Giuseppe Conte che dovrà decidere il da farsi.
(da agenzie)
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Febbraio 19th, 2020 Riccardo Fucile
LE PROVE PER UN CENTRODESTRA ALLARGATO A RENZI
La mossa del cavallo è pronta: Matteo Renzi vuole proporre un patto per le regionali a Matteo
Salvini e Mara Carfagna (con Forza Italia e Fratelli d’Italia) in Campania per sostenere la candidatura del magistrato Raffaele Cantone alla presidenza.
Cambia lo scenario, dopo la doppia investitura (Sergio Costa per il M5S, Vincenzo De Luca per il Pd).
I destini di Renzi e del governo Conte sembrano ormai imboccare strade parallele.
Anche in Veneto, Liguria e Marche, i renziani non vogliono andare in coalizione con il Pd. Ma la vera partita si gioca in Campania: Italia Viva ha già bocciato la riconferma di De Luca. E non appoggerebbe mai un ministro (Sergio Costa) dei Cinque stelle.
Ecco, dunque, che si apre una trattativa clamorosa con Salvini. Il centrodestra litiga sui nomi: Forza Italia punta su Stefano Caldoro.
La Lega ha due nomi sul tavolo: Genny Sangiuliano o Aurelio Tommasetti. Sul nome di Cantone ci sarebbe stato già l’ok di Mara Carfagna. Cantone per un nuovo centrodestra allargato a Italia Viva. Insomma, le prove generali per la coalizione del futuro.
(da Anteprima24)
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Febbraio 19th, 2020 Riccardo Fucile
UN NUOVO GRANDE CONTENITORE LIBERALE E CENTRISTA O PRIMO TASSELLO PER LA FORMAZIONE DI UN GOVERNISSIMO?
Prove di governissimo o di grande centro? L’appuntamento è per sabato 26 febbraio a Roma, nella sala delle statue (Centro congressi Rospigliosi).
Carlo Calenda, leader e fondatore del movimento Azione, raduna leader di centro-destra e centro-sinistra per lanciare una grande alleanza riformista-liberale e popolare.
Hanno risposto all’invito dell’ex ministro dello Sviluppo economico Maria Elena Boschi (Italia Viva), Mara Carfagna (Voce Libera-Forza Italia), Emma Bonino (Più Europa), Carlo Cottarelli (Voce Libera).
E’ il primo passo per la nascita di un grande contenitore liberale e centrista, smarcato da Salvini e Conte.
Ma anche il primo tassello per la formazione di un governissimo.
(da Anteprima24)
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Febbraio 19th, 2020 Riccardo Fucile
“SARA’ LA PROSSIMA, PENSO DI SI'”: L’ANNUNCIO DEL NEO-SENATORE RENZIANO A “UN GIORNO DA PECORA”
Nei mesi scorsi era stata lanciata la provocazione, a mo’ di scherzo, di un nuovo partito nato dalla
crasi tra due realtà parlamentari già esistenti: Forza Italia Viva.
E a strizzare l’occhio al movimento creato da Matteo Renzi, dopo la scissione con il Partito Democratico, era stata proprio Mara Carfagna.
Poi le strade sono proseguite su due binari paralleli che si incontrano solo all’infinito. E quel punto indefinito, ora, potrebbe essere arrivato.
A farlo intendere è stato il neo-senatore ‘vivace’ Tommaso Cerno.
Ai microfoni di Un Giorno da Pecora, la trasmissione in onda su Rai Radio 1 condotta da Geppi Cucciari e Giorgio Lauro, il nuovo parlamentare del partito di Renzi ha parlato dei piani futuri di Italia Viva, compresi eventuali ingressi in corsa di altri deputati o senatori. Parlando di Mara Carfagna, ha aperto le porte a una possibilità che ora — visto lo stato dell’arte della maggioranza (sempre meno maggioranza) — potrebbe diventare una realtà .
«Sarà la prossima, penso di sì», si è lasciato sfuggire Tommaso Cerno rispondendo a una domanda proprio sulla vecchia battuta fatta da Mara Carfagna su ‘Forza Italia Viva’.
E non c’è solo l’apertura alla vicepresidente della camera dei deputati. Come spiegato dall’ex senatore del Partito Democratico, infatti, è in cantiere una sorta di gruppo unico in Parlamento che comprenderà anche alcuni parlamentari provenienti da Forza Italia.
Qualora fosse reale questa intenzione, il partito di Renzi acquisirebbe, tutto d’un tratto, un peso specifico clamoroso all’interno di quella che era la maggioranza di governo.
A quel punto, con numeri ben diversi rispetto ai piani iniziali, Italia Viva diventerebbe una forza in grado di decidere le sorti di questo Esecutivo.
(da Anteprima24)
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Febbraio 19th, 2020 Riccardo Fucile
SPINTONI, INSULTI E MINACCE: DIRIGENTE LEGA BLOCCATO DOPO AVER FORZATO SERVIZIO D’ORDINE
Ci sono stati anche momenti di tensione all’interno del teatro Augusteo, dove si è tenuta la manifestazione della Lega.
Dario Renzullo, figlio di Claudio Renzullo, dirigente di Alleanza Nazionale, ha forzato il blocco del servizio d’ordine che ormai aveva impedito l’accesso visto il tutto esaurito.
Dopo una prima colluttazione, l’ex Casapound ha iniziato a minacciare i membri del servizio d’ordine, per poi prendersela con un operatore, il quale si è sentito dire anche “Tu ti salvi solo perchè sei disabile”.
Soltanto l’intervento della Digos è riuscito a placare gli animi ed a identificare Renzullo.
(da Anteprima24)
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Febbraio 19th, 2020 Riccardo Fucile
“PER LUI L’IMPORTANTE E’ DIVENTARE RE CON QUALCHE VALLETTO CHE LO AIUTA”
Ospite di Giovanni Floris a Di Martedì, Eugenio Scalfari ha parlato — confrontandosi anche con il
direttore de Il Fatto Quotidiano, Marco Travaglio — della situazione politica attuale in Italia.
E Scalfari su Renzi è stato ancor più pesante.
«Matteo Renzi andrebbe a qualunque colore pur di essere il numero uno — ha detto Eugenio Scalfari rispondendo alla domanda di Giovanni Floris sulla definizione politica (destra o sinistra) del leader di Italia Viva-. E infatti, non a caso, lui fa l’occhiolino a Salvini. Gli dice che, tutto sommato, lui per bilanciarsi sta molto a sinistra e all’estrema destra. È disposto a tutto, l’importante è diventare re».
Dopo questa dichiarazione, anche Marco Travaglio ha preso la palla al balzo sottolineando la posizione ambigua di Matteo Renzi, paragonandolo al Jep Gambardella de ‘La Grande Bellezza’ il cui obiettivo, come afferma nel film di Sorrentino, era quello di organizzare le feste (cioè l’alleanza di governo tra Pd e Movimento 5 Stelle) per farle fallire.
Insomma, non solo Scalfari su Renzi è andato giù pesante con le parole. E, in un altro passaggio c’è stato anche il riferimento al Papa, personaggio ritenuto più interessante.
«Adesso il personaggio che più mi interessa è Papa Francesco — ha proseguito Eugenio Scalfari -. Io mi occupo del Papa, sono molto amico del Papa. Io questo problema del Papa che io chiamo un rivoluzionario e non un mistico, a me sembra talmente fondamentale che debbo dire che di Renzi me ne frego».
“A cosa punta Renzi? Ha puntato sempre ad una cosa, non ha alternative: vuole essere il re con qualche valletto che lo aiuta. Quando era ai massimi, comandava lui e nessun altro. Se si affrontano le elezioni non conta niente”
(da agenzie)
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Febbraio 19th, 2020 Riccardo Fucile
LA LEZIONE DI UN RAGAZZINO A UN FOGNA DI ADULTI: “SONO QUESTI I VALORI CHE VOLETE TRASMETTERCI? VERGOGNATEVI”
Diego Pablo Hernà¡ndez ha solo 11 anni, ma non ci ha pensato due volte a difendere l’arbitro della sua gara dagli insulti maschilisti che arrivavano dagli spalti.
Sabato 8 febbraio il piccolo eroe, portiere dell’Aviles Stadium, squadra di calcio giovanile delle Asturie, in Spagna, nella partita di campionato contro il Deportivo Valdes, ha deciso di interrompere il match dopo che da delle famiglie erano arrivati pesanti insulti all’arbitro di 19 anni, Ana Lopez.
«Stai zitto e lascia stare l’arbitro», ha urlato Hernandez ai tifosi dopo aver fermato il gioco. «Stop! Stop!»-, ha continuato a gridare il piccolo portiere dando ai genitori dei ragazzi in campo una grande lezione: «Non vedi che piange?». Il ragazzo si è poi avvicinato alla ragazza chiaramente turbata: «Stai andando bene».
Due settimane dopo Ana Lopez e Diego Pablo Hernandez hanno potuto incontrarsi fuori dal campo.
L’11enne ha confortato nuovamente la ragazza: «Mi dispiaceva che tu piangessi e penso che la situazione sia stata ingiusta. Sono i genitori che devono trasmettere altri valori».
«Sei un esempio per la società », ha detto poi la ragazza al piccolo “eroe”: «Grazie mille per tutto».
(da agenzie)
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Febbraio 19th, 2020 Riccardo Fucile
ERA IN DISSENSO CON IL PD PERCHE’ LUI E’ CONTRARIO ALLA TAV E VA IN UN PARTITO CHE VUOLE LA TAV ANCORA DI PIU’
Dopo Michela Rostan alla Camera, Tommaso Cerno lascia il gruppo del Partito Democratico al
Senato e passa a Italia Viva. Oggi il gruppo fondato da Matteo Renzi vanta 30 deputati e 18 senatori.
Considero “prescritta mia appartenenza al Pd”, ha detto Cerno all’Adnkronos. “Trovo che il progetto politico delle correnti Pd -Zingaretti, Franceschini, Bettini- di progettare un’Italia proporzionale dove i governi e i processi durano in eterno non corrisponde alla mia visione del paese di domani”, aggiunge.
Cerno si rivolge anche a Matteo Renzi: “Credo sia ancora possibile ambire a una legislatura riformista che preveda l’elezione diretta e ridia ai cittadini la scelta autentica riguardo a chi guiderà il Paese. Invito Renzi a chiarire la posizione su questo punto”.
Cerno, candidato scelto da Renzi per le elezioni 2018, era in polemica con il PD da quando decise di votare con il MoVimento 5 Stelle sulla TAV.
Nel settembre scorso il suo nome era girato come uno dei papabili a passare con Italia Viva, ma lui aveva smentito con una lunga nota pubblicata anche su Facebook (il suo ultimo post sulla sua pagina fino a oggi)
“Auguro a Italia viva ogni fortuna politica e personale e mi rivolgo al Pd: quel che vedo io è che dopo l’addio di Renzi, il rischio per i Dem non è tanto la fuoriuscita di dirigenti o voti in favore di Italia viva, quanto piuttosto la tentazione di qualcuno all’interno di prendere il posto che fu di Renzi per dirsi ancora una vota determinante e ricominciare la fatica di Sisifo della rincorsa all’unità . Il mio appello a Nicola Zingaretti è: fermali subito! Perchè il Pd non solo superi questo scisma, ma ne esca rafforzato, deve finire immediatamente l’era delle correnti e del Cencelli”.
Intanto il consigliere capitolino del Pd e esponente dei democratici di Roma Giovanni Zannola lo sfotte: “Il senatore Cerno che ha fatto la battaglia No Tav in dissenso dal gruppo Pd al Senato la scorsa estate, passa a Italia Viva che presenta tra due giorni con Renzi un piano shock sulle infrastrutture. Siamo alle comiche”.
(da agenzie)
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Febbraio 19th, 2020 Riccardo Fucile
QUANDO NON TROVERANNO PIU’ INFERMIERI NEGLI OSPEDALI LASCIATELI MORIRE DA SOLI, COME MERITANO… E SI PREPARINO A PULIRSI I CESSI E I PIATTI DEI RISTORANTI
Il Regno Unito si prepara dal 2021 a sbarrare gli ingressi, dopo la fine della transizione post Brexit, ai nuovi immigrati “a bassa qualificazione” e non a loro agio con la lingua inglese: inclusi quelli che dall’anno prossimo busseranno alle porte dell’isola dai Paesi dell’Ue.
Regole destinate a chiudere le frontiere alla pratica di chi finora è andato nel Regno Unito proprio per imparare l’inglese, lavorando come lavapiatti o cameriere.
Il visto di lavoro destinato ad essere introdotto a regime dopo la Brexit potrà essere concesso solo ai richiedenti – europei e non – che abbiano un minimo di 70 punti. I punti saranno attribuiti (10 o 20 per voce) soltanto a chi avrà già in mano offerte di lavoro da 25mila sterline l’anno in su, titoli di studio specifici (come Phd), qualificazione per settori con carenza occupazionale nel Regno Unito e conoscenza dell’inglese.
La “priorità assoluta” del sistema sarà dunque quella di dare l’ingresso “alle persone più qualificate e talentuose”. Le offerte di lavoro per gli immigrati dovranno garantire uno stipendio superiore alle 25.600 sterline (30.800 euro) all’anno, meno dunque delle 30mila sterline (36mila euro) ora offerte agli stranieri extracomunitari.
Fra le misure elencate sul sito del Guardian viene anche specificato che alla frontiera non verranno più accettate carte d’identità di paesi come Francia e Italia.
Secondo il quotidiano il motivo è di evitare che lavoratori extra Ue ingannino il sistema con carte d’identità falsificate. Gli studenti saranno coperti dal sistema basato sui punti, ha specificato il governo, mentre ci saranno iniziative separate per scienziati, laureati, operatori del servizio sanitario nazionale e quelli del settore agricolo.
Lo scopo è riprendere “il pieno controllo” delle frontiere “per la prima volta in decenni” ed eliminare “un sistema migratorio distorto dalla libertà di circolazione europea”. Secondo il progetto, gli europei e gli immigrati del resto del mondo che vogliono vivere nel Regno Unito saranno trattati con gli stessi standard.
Le modifiche entreranno in vigore il 1 gennaio 2021, dopo la fine del periodo di transizione Brexit, durante il quale il Regno Unito continuerà a mantenere la libera circolazione delle persone per i cittadini dell’Ue.
“Siamo consapevoli – ha concluso Patel – che queste proposte rappresentano un cambiamento significativo per le aziende”, ammette l’esecutivo, che sta preparando un “programma di comunicazione globale”.
Le opposizioni hanno contestato questa strategia, sostenendo che il modello australiano filtra ma incoraggia l’immigrazione, mentre questa versione minaccia di scoraggiarla tout court. Il Labour ha chiesto di assicurare almeno delle eccezioni in settori strategici quali la sanità , dove i ruoli infermieristici sono coperti attualmente in buona parte da stranieri.
Mentre i Liberaldemocratici hanno accusato il governo di “xenofobia”.
La Confindustria britannica, a nome degli imprenditori, ha da parte sua elogiato alcuni aspetti dell’annunciata riforma ma non senza riserve sui rischi di limitazione nel reperimento della forza lavoro da parte del business.
ll Migration Advisory Committee (MAC) ha stimato con queste soglie di competenze, circa il 70% dei cittadini europei che sono arrivati in Gran Bretagna dal 2004, non avrebbero potuto beneficiare del visto.
(da agenzie)
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