Maggio 17th, 2020 Riccardo Fucile
L’ESILARANTE TITOLO: “GIU’ LE MANI DALLA LOMBARDIA”… IL PROPRIETARIO DI “LIBERO” E’ IL RE DELLE CLINICHE PRIVATE ANGELUCCI… FORMIGONI FU CONDANNATO A 5 ANNI E 10 MESI PER “MERCIMONIO DELLA PROPRIA FUNZIONE”
“Gli errori li ha fatti il governo. Giù le mani dalla Lombardia“. E’ il titolo del colonnino che
compare a pagina 9 dell’edizione odierna di Libero. Si parla di sanità e della gestione lombarda della pandemia.
Chi è l’autore dell’articolo? Roberto Formigoni, l’ex governatore condannato in via definitiva a 5 e 10 mesi per corruzione nella sanità per il caso Maugeri-San Raffaele (da luglio scorso ai domiciliari) nonchè condannato dalla Corte dei conti a versare 47,5 milioni di euro — in solido con gli altri protagonisti della vicenda — per il danno erariale arrecato alla Regione Lombardia.
Tradotto: un condannato per tangenti nella sanità che difende la sanità lombarda (la stessa che ha contribuito a cambiare nei suoi 18 anni alla guida del Pirellone) sul giornale edito dalla famiglia Angelucci, i re delle cliniche private.
Al netto del pedigree e della fedina penale di autore ed editore della difesa d’ufficio di Fontana, val la pena riportare alcuni passi dell’articolo del ‘Celeste’.
Formigoni innanzitutto attacca i 5 stelle, che nelle scorse settimane hanno chiesto il commissariamento della Regione, che a loro dire ha gestito malissimo l’emergenza sanitaria causata dal coronavirus. Per l’ex governatore, però, Fontana e Gallera non hanno alcuna responsabilità : secondo l’ex parlamentare il problema è che la Lombardia è stata colpita poichè è un territorio iperdinamico e con solidi rapporti commerciali con la Cina. Nel giochino dell’attribuzione delle colpe, a detta del Celeste gli errori sono stati del governo e di alcuni sindaci: il primo ha chiuso solo i voli diretti per e dalla Cina, senza pensare agli scali; “e poi ha perso tempo nella proclamazione della zona rossa nelle valli bergamasche, che solo il governo aveva uomini e mezzi per decidere e far rispettare“.
Il tutto in barba all’ammissione dell’assessore regionale al Welfare Gallera, che nella querelle con Roma su chi potesse decretare la zona rossa, è stato costretto ad ammettere che la Regione poteva farlo ma decise di aspettare il governo, che a sua volta — questo sì — decise di non chiudere il Bergamasco.
Formigoni poi ammette che l’operato del Pirellone non è stato perfetto, sostiene che “tutto andrà esaminato nel momento opportuno”, ma poi assolve Fontana e Gallera perchè “al confronto con i grossolani errori del centro, governatori e assessori regionali escono assolti”.
Quella dell’ex governatore lombardo è naturalmente un’opinione, che in quanto tale non può che essere legittima per definizione. I fatti, invece, li accerteranno i magistrati e, in caso di processo, i giudici.
Diverso è il discorso circa l’opportunità morale e politica di un intervento del genere. E visto che le sentenze sono fatti e non opinioni, vale la pena riportare quella dei giudici di Cassazione, che il 21 febbraio 2019 hanno condannato Formigoni a 5 anni e 10 mesi di carcere per corruzione nella sanità : “Per quanto sul piano formale il Presidente della Regione non fosse il responsabile delle decisioni” in materia di sanità , “è stato accertato come il Formigoni di fatto avesse un totale predominio nella concreta procedura dei provvedimenti in questione”, ossia le delibere per “varie decine di milioni di euro” dati indebitamente alle Fondazioni Maugeri e San Raffaele che, corrompendo il ‘Celeste’, volevano “sterilizzare i risultati negativi” dei tagli alla sanità privata ottenendo dalla Regione Lombardia “provvedimenti favorevoli”.
I supremi giudici, parlando di “mercimonio della propria funzione” in riferimento a Formigoni, hanno ricordato sul fiume di soldi pubblici così erogato in favore delle fondazioni Maugeri e San Raffaele, “risultava del tutto pretermesso il parere contrario della Struttura tecnica che aveva rilevato la erroneità di impostazione dei rimborsi. Il risultato” era che “la quantificazione del dovuto era falsata in favore del privato e a danno del pubblico“.
(da “il Fatto Quotidiano”)
argomento: denuncia | Commenta »
Maggio 17th, 2020 Riccardo Fucile
LA BRUTTA FIGURA DEI SOVRANISTI: CHE SENSO HA VOLER A TUTTI COSTI FAR PASSARE PER “PRODOTTE DA AZIENDE PIEMONTESI” MASCHERINE CHE FAI CONFEZIONARE IN MAROCCO E IN CAMPANIA?
Repubblica ha riportato tra gli altri il post di Mauro Salizzoni, ex re dei trapianti di fegato e ora vicepresidente del Consiglio regionale: “Io, residente a Torino, non ho ancora ricevuto la mascherina della Regione. E voi? Lasciate un commento qua sotto dicendomi se vi è arrivata e, se volete, il comune di residenza (oppure mandatemi un messaggio in privato). Vedo da queste foto, che circolano in rete, che l’operazione autarchica sta andando sempre più a bagno”, e il riferimento è appunto alla famosa etichetta “Made in Marocco”.
Lo stesso sarcasmo ha usato Carlo Bogliotti, direttore editoriale di Slow Food Edizioni, che almeno la mascherina l’ha ricevuta e sempre su Facebook ha scritto ironicamente: “Ho ricevuto grazie all’amministratore di condominio le mascherine promesse dalla Regione Piemonte. Molto gradite e anche comode, ne avevo bisogno e sono contento e grato di averle a disposizione mia e dei miei famigliari. Solo non pensavo che il Marocco fosse in Piemonte…”.
La Regione è intervenuta con un comunicato stampa che ha spiegato come mai c’è quell’etichetta in alcune (non tutte) le mascherine che arrivano ai piemontesi: “Si specifica che l’appalto per la realizzazione di 5 milioni di mascherine lavabili da distribuire gratuitamente a tutti i piemontesi è stato dato, attraverso bando di gara Scr, a tre aziende piemontesi. Le aziende Casalinda e Pratrivero si avvalgono della propria filiera di produzione, che include partner fuori dal territorio piemontese, ma comunque italiani. La ditta Miroglio, invece, si avvale del proprio stabilimento produttivo del Gruppo Miroglio in Marocco per una piccola parte della produzione destinata al Piemonte, circa 350mila mascherine su 2 milioni”
Sulla busta intestata non c’è scritto “prodotto e confezionato in Piemonte” ma “da aziende piemontesi”, il che è formalmente vero visto che le ditte che le hanno prodotte hanno la sede in Piemonte.
Le altre due aziende citate però confezionano le mascherine in Campania. Ma anche qui non c’è problema perchè la loro sede è in Piemonte.
O meglio: è esattamente con questo tipo di giochi di parole che la politica frega la cittadinanza: è formalmente vero che le aziende che hanno confezionato le mascherine sono piemontesi (e così la Regione può scriverlo bello grande sulla confezione) così come è sostanzialmente vero che quelle mascherine non sono state prodotte in Piemonte ma in Marocco e in Campania.
E così chi le riceve potrà rallegrarsi dell’autarchia in salsa di bagna cà uda con cui l’ente ha maschiamente risolto penuria di un bene di prima necessità , mentre chi ha lavorato davvero per produrle magari in Piemonte non ci ha mai messo piede.
Un barbatrucco che oggi serve per le mascherine e domani chissà .
(da “NextQuotidiano“)
argomento: emergenza | Commenta »
Maggio 17th, 2020 Riccardo Fucile
NELL’INTERVISTA AL GUARDIAN ANCHE UN RIFERIMENTO ALLA PRESSIONE PER FAR RIPARTIRE AD OGNI COSTO I CAMPIONATI: “DIFFICILE PER UN GIOCATORE RIMANERE CONCENTRATO MENTRE IL PAESE VIVE UN MOMENTO DIFFICILE”
Gianluca Vialli sta bene. Oggi, a 55 anni, dopo aver lottato e vinto contro il tumore, è dirigente
accompagnatore della Nazionale.
Ha masticato pane e pallone da sempre, il calcio è stato (ed è) più di un mestiere: una ragione di vita che nemmeno la malattia ha potuto smorzare.
Ed è anche per questo motivo che, quando il reporter del The Guardian (tabloid inglese) gli chiede quando, se e fino a che punto è giusto che la Serie A riprenda, risponde mescolando sentimento e ragione assieme alla “compassione”. Non pietà o pena ma condivisione delle emozioni.
“Se fossi ancora un calciatore — ha ammesso Vialli — non so fino a che punto potrei essere concentrato solo sul calcio. È difficile farlo sapendo che le persone stanno ancora morendo”
Il calcio può essere uno strumento per alleggerire la tensione e aiutare le persone a lasciare alle spalle angosce quotidiane e preoccupazioni per il futuro? Argomento davvero scivoloso, difficile da sostenere soprattutto in un momento così delicato per la vita del Paese.
Le conseguenze economiche della pandemia da Covid-19 hanno avuto un impatto devastante sul mondo del lavoro
Vialli non cede alla retorica e resta nel solco del suo ragionamento. Quel “ai calciatori non saprei cosa dire nè quali consigli dare in questo momento” dà l’esatta misura di come sia difficile guardare avanti nonostate tutto.
(da Fanpage)
argomento: denuncia | Commenta »
Maggio 17th, 2020 Riccardo Fucile
L’ALLARME DEL VIROLOGO PREGLIASCO: A TARANTO SU 100 INFETTI, 45 NON RILEVATI DAL TAMPONE
Tra gli addetti ai lavori c’è una preoccupazione crescente su una serie di misteriosi casi simil Covid. Una nuova insidia dai contorni ancora sfumati.
E’ vero però che si sono verificati episodi di persone con tampone negativo e polmonite interstiziale, una delle conseguenze del Covid 19. Non si sa ancora se quest’ultima sia dovuta a una forma blanda del nuovo coronavirus che sfuggirebbe al tampone o se le polmoniti possano essere causate da altri fattori, ma il fenomeno preoccupa.
La segnalazione è arriva dal presidente nazionale Sis 118, Mario Balzanelli, e questa mattina è stata confermata da Fabrizio Pregliasco, virologo dell’Università di Milano e coautore di uno studio condotto a Codogno e pubblicato su Radiology.
«Abbiamo rilevato casi di polmoniti anche in casi di pazienti asintomatici o paucisintomatici — ha detto Pregliasco — Questo ci dice che il valore del tampone deve essere esaminato: la negatività di questi pazienti potrebbe essere legata al fatto che l’esame è stato fatto troppo in anticipo, o alla presenza di falsi negativi. In ogni caso ogni sintomatologia che in qualche modo può ricordare il Covid deve essere sorvegliata e indagata: abbiamo visto infatti che la strumentazione diagnostica può evidenziare anche seri problemi in pazienti che all’apparenza non hanno sintomi o li hanno solo sfumati».
Ciò che preoccupa è l’idea che il tampone possa non essere uno strumento efficace a individuare chi ha il Covid.
Un uomo di 41 anni di Chiavari è per esempio deceduto in Liguria lo scorso 27 aprile per Covid anche se il tampone non aveva segnalato alcun contagio.
Balzanelli ha poi raccontato il caso Taranto dove 45 pazienti su 100 sono risultati negativi a due tamponi nonostante avessero contratto la malattia. «Quando li abbiamo presi in carico — racconta Balzanelli — avevano la sintomatologia clinica e il quadro radiologico di polmonite interstizio-alveolare da Covid 19 diagnosticata con Tac al torace che dava esattamente l’immagine “a vetro smerigliato” del virus».
Nell’ultimo mese e mezzo la Covid-19 Station del 118 di Taranto ha trattato 283 casi sospetti, di cui il 74,2% con sintomi compatibili con la malattia ma negativi sia al tampone che alla Tac, il 13% era positivo sia a tampone che Tac, mentre il 12% è stato positivo alla Tac ma non al tampone.
«E’ evidente che i tamponi possono non rilevare la positività , questo dato emerge dalla nostra esperienza e il numero è decisamente alto – dice Balzanelli – il che ci induce a ritenere che il numero attuale di positivi alla malattia sia di molto sottostimato. E se circa 50 pazienti su 100 (positivi) sono risultati negativi a due tamponi nonostante avessero la malattia, vuol dire che sfugge alla contabilità dei contagi praticamente la metà degli infetti».
Per il presidente del 118 bisogna essere chiari: «Non si ha alcuna certezza in merito alla reale diffusione dell’infezione di Sars-CoV-2 nella nostra popolazione poichè il numero dei contagi è direttamente proporzionale al numero dei tamponi eseguiti. Il che a sua volta è enormemente inferiore rispetto alla necessità di effettuare screening di massa della popolazione finalizzati a individuare i positivi asintomatici o paucisintomatici, altamente infettanti, che sono l’elemento valutativo chiave da prendere in considerazione».
Balzanelli ha rivelato che in alcuni di questi casi tracce del virus sono state identificate in un secondo momento attraverso l’esame broncoscopico effettuato in Pneumologia. «Il base agli esami svolti siamo portati a dire che il Covid va cercato fin nei bronchi e non solo in superficie» ha detto il presidente del 118.
(da agenzie)
argomento: denuncia | Commenta »
Maggio 17th, 2020 Riccardo Fucile
PER IL 61% E’ ALTO ANCORA IL RISCHIO DI CONTAGIO…AUMENTA IL PESSIMISMO SULLA RIPRESA ECONOMICA (39%) CONTRO IL 38% DI OTTIMISTI
I cittadini italiani hanno riassaporato il piacere di poter uscire liberamente di casa ma lo hanno
fatto con molta cautela. Le paure di un ritorno dei contagi continuano ad essere ben presenti. Anzi, guardando ai dati raccolti da Nielsen nelle giornate del 4-7 maggio sono addirittura aumentate
Il 22% degli intervistati ha infatti affermato di aver “paura che un familiare possa venir contagiato”, con un aumento di tre punti percentuali rispetto alla rilevazione precedente.
Il 16%, anche in questo caso il rialzo è stato pari a tre punti percentuali, teme la “seconda ondata”, mentre resta stabile al 12% la percentuale di coloro che sono preoccupati per la “recessione economica”.
Resta inoltre molto alto (61%, +1 punto percentuale) il valore di coloro ritengono che ci sia un “alto rischio di diffusione del virus”, mentre meno di un intervistato su due (45%) ritiene che il Paese sia pronto alla riapertura
Le note più dolenti arrivano però quando si guarda all’impatto economico dell’epidemia: gli ottimisti sono scesi al 39% con un crollo di ben 8 punti percentuali, mentre sono balzati di un identico valore i pessimismi, che sono così saliti anch’essi al 39%. Ottimisti e pessimisti si equivalgono, con la differenza però che i secondi corrono mentre i primi sono in rapida ritirata. Continuano inoltre ad allungarsi le previsioni di ripresa: per la stragrande maggioranza degli italiani (62%, +6 punti percentuali) ci vorranno almeno sei mesi, mentre per un italiano su quattro (27%, +4 punti percentuali) si parla di almeno 12 mesi.
(da agenzie)
argomento: denuncia | Commenta »
Maggio 17th, 2020 Riccardo Fucile
“SERVIVA IL PARERE DEL MINISTERO DELA SALUTE”… POI DENUNCIA: “LA CAMPANIA VIENE RAPINATA OGNI ANNO DI 300 MILIONI DI EURO DALLO STATO CENTRALE PER LE SPESE SANITARIE”
Il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, ospite in tv della trasmissione di Lucia Annunziata “In mezz’ora in più”, prende le distanze dal governo precisando di non aver firmato l’accordo Stato-Regioni “perchè sulle linee generali della sanità serve il parere del ministero della Salute, le responsabilità delle norme di sicurezza non possono essere scaricate sulle Regioni”.
E’ la decisione governativa che De Luca attende per poter emettere la sua ordinanza con la quale accogliere le misure nuove, pure concordate con le Regioni, e che dovrebbero entrare in vigore domani.
Quanto poi alla riapertura delle frontiere il 3 giugno, De Luca ha commentato: “Non so che significa ‘liberare tutti’, io ragionerò il 2 giugno sera vedendo la situazione epidemiologica reale”. Il presidente ha poi lodato la “straordinaria efficienza” della Campania, che durante l’emergenza ha – sostiene – anticipato decisioni del governo.
De Luca ricorda poi che “c’è un clima di confusione: dovremo aprire domattina, ma noi non apriamo nè i ristoranti, nè i pub, nè altro per serietà . Abbiamo deciso di avere una interlocuzione con le categorie economiche per prepararli alla sanificazione e a procurarsi pannelli di divisione per agevolare l’apertura di piccoli ristoranti”.
“La Campania è la Regione d’Italia che ha meno risorse fra tutte le Regioni nel fondo sanitario nazionale”, ha aggiunto De Luca. “Non tutti sanno – ha spiegato – che la Campania riceve pro capite ogni anno 45 euro in meno rispetto a un cittadino del Veneto, 40 euro in meno della Lombardia, 60 euro in meno rispetto all’Emilia Romagna, 30 euro in meno rispetto al Lazio. La Campania viene rapinata ogni anno di 300 milioni di euro dallo Stato centrale”.
Anche a proposito dei tamponi, ha detto ancora De Luca, “la Campania ha ricevuto da Consip un quarto dei tamponi arrivati in Veneto e un terzo di quelli arrivati nel resto d’Italia. In queste condizioni, produrre i risultati raggiunti dalla Campania è stato un risultato straordinario”.
(da agenzie)
argomento: denuncia | Commenta »
Maggio 17th, 2020 Riccardo Fucile
I POTERI ECONOMICI HANNO COSTRETTO IL GOVERNO A METTERE A RISCHIO LA SALUTE DEGLI ITALIANI RIAPRENDO TUTTO… IMPRENDITORI ABITUATI A PRIVATIZZARE GLI UTILI E SOCIALIZZARE LE PERDITE, LIBERISTI DELLA DOMENICA CHE NON REGGONO TRE MESI DI FINTA CHIUSURA E SANNO SOLO BUSSARE A QUATTRINI CONDIZIONANO LA POLITICA
Con l’emergenza Coronavirus SARS-COV-2 e COVID-19 ci eravamo dimenticati di quanto può
essere “divertente” la politica italiana. Ieri il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ci ha riportato alla realtà parlando apertamente delle preoccupazioni del vicesegretario del Pd Andrea Orlando secondo il quale «nelle prossime settimane noi vivremo una serie di attacchi al governo finalizzati alla sua caduta» e «a rivedere il patto di governo e a riorganizzare la maggioranza».
«Se leggiamo i giornali, vediamo dei tentativi di dare qualche spallata al governo», ha detto ieri durante la conferenza stampa di presentazione delle riaperture della fase 2 dal 18 maggio.
Il Messaggero ci racconta quindi la precisa sensazione di assedio che avvertono a Palazzo Chigi, mentre cadono le misure restrittive con forte anticipo anche per le categorie a rischio, anche se la volontà del governo era un’altra.
Ma hanno vinto le regioni con il loro pressing a volte insensato come quello della Regione Lombardia. E questo perchè potevano contare su sponde forti all’interno della maggioranza di governo:
E così il primo a rimettere simbolicamente la testa fuori, è lo stesso Conte con la conferenza stampa nel cortile di palazzo Chigi con tanto di giornalisti in carne ed ossa a fare le domande. Una ripartenza obbligata dalle casse vuote del Mef, dall’impossibilità di ricorrere a nuovo indebitamento e dalla contrarietà del M5S a usare il Mes.
Tutti fattori che costringono Conte a trascorrere un’altra estate con il fiato sospeso, guardandosi le spalle, ma osservando con attenzione ciò che accade nelle aree del Paese dove la crisi economica rischia di esplodere ancor prima di settembre e ancor prima che si possa pensare di ricevere sostegno dai Recovery Bond”.
Scenari simili, se non peggiori, di quelli che portarono alla caduta dell’ultimo governo Berlusconi.
Con la differenza che in quei giorni del 2011 non salivano i prezzi, ma lo spread e non c’erano valanghe di licenziamenti, aziende che non riaprono e suicidi.
Con le riaperture di domani, non solo il Paese ma anche il governo entra in una Fase2 ricca di incognite che Conte mostra di temere anche per la fragilità della maggioranza che lo sostiene.
Nella settimana che si apre il presidente del Consiglio sarà in Parlamento per illustrare gli ultimi decreti e Dpcm. Ma il passaggio più complicato per la maggioranza sarà il voto sulle mozioni di sfiducia nei confronti del ministro e capodelegazione del M5S Alfonso Bonafede.
Intanto Italia Viva con Maria Elena Boschi mostra soddisfazione per le misure economiche assunte dal governo con il “decreto Rilancio”. «Bene le riaperture, la cancellazione dell’Irap, la regolarizzazione dei migranti e il sostegno alle scuole cattoliche», sostengono i renziani, che però non hanno ancora spiegato come voteranno su Bonafede. Conte ha promesso che molto ci sarà nel prossimo “decreto-semplificazioni” che dovrebbe sbloccare miliardi già stanziati per opere mai avviate o da tempo sospese. Basterà per rimanere in sella?
(da“NextQuotodiano”)
argomento: denuncia | Commenta »
Maggio 17th, 2020 Riccardo Fucile
NUOVO APPRODO AL NUOVO QUOTIDIANO DI DE BENEDETTI?
Il giornalista ha deciso di interrompere la collaborazione dopo il cambio alla direzione del quotidiano e la nuova via che avrebbe preso la testata con l’arrivo della famiglia Agnelli
È Gad Lerner la prima firma di peso a lasciare Repubblica, dopo l’improvviso cambio di direzione, con l’addio di Carlo Verdelli e l’arrivo di Maurizio Molinari.
Su Facebook il giornalista ha spiegato di aver valutato a lungo la decisione, ma di essere rimasto deluso non solo dalla sostituzione del direttore, ma anche dalla strada intrapresa dalla proprietà , passata nel frattempo pienamente nelle mani del gruppo Exor della famiglia Agnelli: «la nuova proprietà ha ritenuto di esporre solo per vaghi accenni il progetto industriale e giornalistico intrapreso».
Una mutazione più spostata a destra che secondo Gad Lerner è stata già evidente in questo breve periodo: «In poche settimane, Repubblica è già cambiata. Non la riconosco più. Per questo — aggiunge — pur ringraziando il nuovo direttore che mi aveva chiesto di proseguire la collaborazione, preferisco interromperla qui». Nessun cenno da parte dell’ormai ex firma di Repubblica al prossimo approdo, mentre nel corso di queste ultime settimane è nata anche un’altra avventura editoriale strettamente legata al quotidiano di largo Fochetti, cioè Domani di Carlo De Benedetti, quotidiano che sarà diretto da Stefano Feltri e per il quale diverse firme di Repubblica potrebbero vedere un approdo ideale.
(da agenzie)
argomento: denuncia | Commenta »
Maggio 17th, 2020 Riccardo Fucile
CARDIOCHIRURGO PEDIATRICO TRA I MIGLIORI D’EUROPA, UNA VITA AL MAYER DI FIRENZE, HA OPERATO 9.000 BAMBINI… QUANDO SCADRA’ IL MANDATO ANDRA’ NEI PAESI POVERI PER FORNIRE ASSISTENZA MEDICA
Ieri abbiamo parlato di Bruno Murzi, il sindaco di Forte dei Marmi che ha fatto un ritratto di
Nicola Porro, il conduttore che ha avuto il coraggio di spacciare Eleonora Brigliadori e Red Ronnie come esperti di vaccini durante una trasmissione della RAI (e quindi con i nostri soldi) e purtuttavia ha ancora la faccia di bronzo di parlare di qualcosa.
Nella fattispecie qualche giorno fa Porro ha fatto la sua solita videoscenetta imitando Mario Giordano che imita Gianfranco Funari che imitava uno sciacquone che però a differenza degli altri tre almeno una sua funzione ce l’ha prendendosela con il sindaco di Forte dei Marmi perchè ha dato il permesso di giocare a tennis soltanto ai residenti.
Murzi gli ha risposto nell’unico modo possibile, ovvero spiegandogli che è un incompetente che non sa di cosa parla: “Tu Porro non sai che neanche oggi i milanesi potrebbero venire a giocare a tennis a Forte dei Marmi, quindi lasciarlo fare ai residenti è una necessità . Io poi mi sono un po’ rotto i coglioni di avere gente come Porro, supponente e senza contraddittorio, che continua a gettare discredito sulla gente senza nessuno che dica “ehi amico, stai dicendo una bischerata. La tua responsabilità è quella di parlare davanti a una telecamera senza contraddittorio, la mia è quella di prendermi responsabilità : noi sindaci ce le prendiamo ogni giorno per due lire, tu li dovresti considerare degli eroi i sindaci italiani. Ma chi cazzo te lo paga? Neanche sai di cosa stiamo parlando, io non ho paura di assumermi le responsabilità e mettere le mani nella merda. Questa è la differenza tra chi parla, parla, parla senza assumersi responsabilità e me”.
Ma oggi è anche interessante ricordare chi è Murzi, ovvero un cardiochirurgo (e quindi un medico, ovvero uno che capisce di cosa parla quando parla di epidemie, al contrario di Porro che ha studiato virologia all’Università della Strada) che lavorava all’ospedale pediatrico Meyer e prima di andare in pensione aveva operato 9mila bambini:
Adesso, dopo quarant’anni vissuti «a 100 all’ora» da cardiochirurgo pediatrico, tra i migliori d’Europa, ha deciso di togliersi, (ma non per sempre), il camice bianco da primario dell’Ospedale pediatrico apuano, una delle eccellenze della sanità italiana, per continuare la sua missione da volontario, nei paesi più poveri. Intanto veste la fascia tricolore da sindaco: a dir la verità , la indossa dal giugno del 2017 quando è stato eletto per la prima volta sindaco di Forte dei Marmi . Un piccolo comune, poco più di 7 mila abitanti in inverno, che d’estate diventa capitale della mondanità con nomi blasonati di politici, imprenditori, artisti, magnati.
Poteri Forti? «Mai sentita la loro presenza, mai avuto pressioni», risponde Murzi, 67 anni, versiliese doc.
Di lui dicono che sia un uomo di cuore nell’accezione più ampia del termine. Certo, ancora oggi appare nelle classifiche dei big della cardiochirurgia pediatrica internazionale e i colleghi lo giudicano un innovatore, ma non c’è solo la medicina, perchè Bruno è anche un uomo che guarda ai sentimenti. Il «dottor sindaco» è anche tra i fondatori di una onlus, «Un Cuore un Mondo», che aiuta bambini in tutti i continenti.
«È stata ed è ancora oggi l’elemento logistico dell’Ospedale pediatrico apuano — spiega Murzi — perchè molti bambini stranieri arrivano a Massa per farsi operare e molti sono i volontari che vanno in molti paesi, soprattutto del Terzo Mondo, a lavorare gratuitamente. E io, da chirurgo pensionato, vorrei continuare ad aiutare i bimbi in tutto il mondo. Ho già in mente missioni in Etiopia, Eritrea, Libia».
Da primo cittadino Murzi ha cercato di portare in Comune l’organizzazione messa in pratica come primario . «Ho lavorato e sto lavorando ancora oggi — sottolinea — sulle responsabilità individuali. Se un infermiere lavora male lo chiama il procuratore della repubblica, se un dirigente lavora male di solito non succede nulla e questo non è ammissibile. Ho visto però grande impegno e voglia di assumersi le giuste responsabilità ».
Sul fronte politico Bruno Murzi rappresenta una lista civica: «Ne fanno parte — dice — persone che hanno appartenuto a ogni schieramento, non è importante l’appartenenza. È invece essenziale lavorare per i cittadini. Io ho rinunciato all’indennità da sindaco e i miei assessori hanno fatto lo stesso. I soldi vanno al sociale per aiutare la gente».
E niente, si potrebbe anche fare un confronto con la biografia di Porro. Ma sarebbe un inutile accanimento.
(da “NextQuotidiano”)
argomento: radici e valori | Commenta »