Giugno 22nd, 2020 Riccardo Fucile
I DATI EUROSTAT: DAL LAVORO ALLA POVERTA’, DALL’AMBIENTE ALLA SALUTE
Si chiamano “Obiettivi sostenibili” e fanno parte di un’agenda fissata dall’ONU per tutti i
Paesi membri da realizzare entro il 2030.
Si tratta di obiettivi da raggiungere in campo sociale, economico ed ecologico per puntare a uno sviluppo più sano ed equilibrato del Pianeta.
Gli ambiti sono diciassette e il sito Eurostat, l’Istituto per le statistiche dell’Unione Europea, ha oggi pubblicato a che punto sono i vari paesi dell’Unione. Abbiamo comparato, a questo proposito, il nostro Paese con gli altri: un quadro che lascia purtroppo sconfortati.
L’Italia è uno dei paesi più poveri d’Europa
Il 27.3% della popolazione italiana era nel 2018 a rischio povertà : peggio di noi fanno solo Paesi come Lituania, Lettonia, Grecia, Romania e Bulgaria. Dal 2016 al 2018 la percentuale è scesa dal 30% della popolazione italiana al 27.3%, una media ancora troppo bassa per parlare di inversione di tendenza e che potrebbe essere assai esacerbata dagli effetti del Covid-19.
In particolare il 27.8% degli italiani vive in spazi abitativi angusti e iper-affollati, contro il 17.1% degli europei. In particolare il nostro Paese si staglia in Europa per la figura del lavoratore povero: circa il 12.2% degli occupati italiani sono a rischio povertà , una media che dal 2010 è in costante ascesa, mentre il 14.1% degli italiani non si è potuto permettere di riscaldare la casa nel corso dell’inverno del 2018.
L’Italia non è un Paese per giovani, nè per laureati
Essere laureati in Italia non è probabilmente un buon affare: il nostro Paese è infatti l’ultimo in Europa per impiego di giovani laureati. Nel Belpaese è impiegato infatti appena il 58.7% dei laureati che escono dagli Atenei, contro una media UE dell’80.9%. Un record negativo che vede il suo picco nel 2014, con appena il 45% dei laureati impiegati e una piccola risalita tra 2014 e 2019. Un aspetto che è uno dei fattori scatenanti della famosa “fuga di cervelli” , tema al centro del dibattito di questi anni.
Del resto l’Italia è il Paese con il più basso numero di laureati in UE dopo la Romania (appena il 27.6% della popolazione tra 30 e 34 anni ha un diploma di laurea). Abbiamo un record invece ed è negativo: facciamo registrare tra le più alte medie di abbandoni scolastici dell’Unione.
Gender Gap e Energia
Le donne italiane lavorano meno che nel resto d’Europa, peggio di noi fanno solo Grecia e Malta, anche se sono mediamente più istruite dei maschi: la percentuale di inattività per tener conto della famiglia e della prole è tra le più alte d’Europa. Nel 2017 le donne impiegate inoltre, guadagnavano almeno il 5% in meno rispetto agli uomini.
E le cose non vanno meglio per quanto riguarda l’ecologia. All’avanguardia nella costruzione nel mercato delle rinnovabili, l’Italia ha consumato nel 2108 solo il 17.7% di energia proveniente da queste fonti, contro una media europea del 18.8%. Tra 2017 e 2018 si è assistito addirittura a una diminuzione di consumo di energie rinnovabili, caso più unico che raro in Europa e nel mondo. L’Italia inoltre importa il 77% dell’energia di cui ha bisogno dall’estero: una media molto alta se comparata con il resto dei Paesi europei
Il dramma del lavoro
Nel 2019 gli inattivi erano ben il 5.6% della popolazione italiana: siamo i secondi dopo la Grecia per numero di persone che non cercano più attivamente occupazione e che sono disoccupate da oltre 12 mesi. E insieme alla Grecia abbiamo del resto il più basso numero di occupati (63.5%), mentre rimane su livelli europei il PIL pro-capite, segno di una distribuzione della ricchezza assai asimettrica. Spendiamo del resto meno di altri paesi dell’Unione in ricerca e sviluppo, una dinamica che penalizza in particolare la produttività delle nostre aziende. Una dinamica che, con l’aumento dei lavoratori poveri e la diminuzione del reddito delle fasce più povere della popolazione (costante dal 2010) fa pensare a un modello economico ormai endemicamente orientato alla minimizzazione del costo del lavoro, piuttosto che all’innovazione dei processi produttivi. Del resto il Belpaese si conferma tra i paesi più ineguali dell’intera Unione Europea: fanno peggio di noi solo Bulgaria, Romania, Lituania e Lettonia.
Biologico, aspettativa di vita, economia circolare: i segnali positivi
Tutto nero quindi? No, segnali positivi arrivano innanzitutto dall’aspettativa di vita che, nel 2018 era tra le più alte dell’intera Unione Europea: gli italiani nel 2018 hanno vissuto in media 83.4 anni, appena un mese in meno degli spagnoli, il Paese con la media più alta della Ue.
Il nostro Paese si è inoltre distinto per quel che riguarda l’agricoltura biologica: il 15.7% delle aree agricole italiane sono a coltivazioni bio, tra le medie più alte dell’intera Ue. Buone notizie vengono anche dalla qualità dei nostri mari, tra i meno inquinati d’Europa e dell’economia circolare. Ricicliamo meglio e di più degli altri paesi europei e raccogliamo, in media, una quota più alta di raccolta differenziata. Piccolo segnali positivi in un quadro che, alla vigilia di una crisi annunciata, appare purtroppo non rassicurante.
(da “Huffingtonpost“)
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Giugno 22nd, 2020 Riccardo Fucile
CON CALENDA E + EUROPA PRESENTERA’ PROPRI CANDIDATI NON SOLO IN PUGLIA, MA ANCHE IN VENETO E LIGURIA… MA SE SONO “ALTERNATIVI” AL GOVERNO CHE CI STANNO A FARE?
Dalla Puglia al resto d’Italia. Dopo i dissidi nati all’interno del centrosinistra dalla decisione di Italia Viva di candidare alla presidenza della Puglia Ivan Scalfarotto, ponendolo come nome alternativo al pd Michele Emiliano (attuale governatore della Regione), ora i renziani puntano a correre da soli anche in altre due regioni.
“Nei prossimi giorni annunceremo anche i nostri candidati autonomi in Veneto e in Liguria”, ha sapere su Facebook il presidente di Italia Viva, Ettore Rosato.
Una decisione, quella del partito di Matteo Renzi, che secondo Rosato non porterà a una perdita di voti per il centrosinistra. “Il fronte – scrive il presidente di Iv – è stato indebolito da scelte autonome, fatte senza di noi. Noi a questi siamo nettamente alternativi”.
Italia Viva alle prossime elezioni regionali del 20 settembre punterà a nuovi accordi con il partito Azione di Carlo Calenda e +Europa, sulla scia del patto già concluso in Puglia con la candidatura di Scalfarotto.
“La scelta del suo nome non è contro qualcuno, ma contro i populismi – dice Rosato – Emiliano non ha dato mai segno di cambiamento e noi andiamo avanti per la nostra strada. Faremo il nostro risultato, lo faremo con una coalizione che ha un significato che va anche oltre la Puglia e ringrazio i partner di Azione e +Europa. Se poi riusciremo a cementare questa alleanza anche da altre parti, noi saremo contenti”.
(da agenzie)
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Giugno 22nd, 2020 Riccardo Fucile
LO STUDIO DELL’UNIVERSITA’ DI GENOVA: “IN AUTUNNO RISCHIAMO DI PAGARE IL CLIMA DA “LIBERI TUTTI” DI QUESTI GIORNI”
Il Coronavirus in Italia circola ancora e i contagi in Lombardia sono più alti del previsto.
Per questo gli esperti dell’Università di Genova chiedono che il livello di attenzione sull’epidemia, che dopo le ultime riaperture si è necessariamente abbassato, torni a salire.
“Se i casi sono così tanti ora che le temperature sono alte, cosa succederà in autunno quando il termometro scenderà sotto i 14 gradi?”, si chiede Andrea De Maria, che tra il 1989 e il 1991 ha lavorato nel laboratorio di Antony Fauci e ora è professore associato di Malattie infettive dell’ateneo ligure.
Insieme al collega Flavio Tonelli, professore di Simulazione dei sistemi complessi, e ad Agostino Banchi, che si occupa di sviluppo di modelli software, De Maria ha elaborato un modello matematico che monitora l’andamento dei contagi nel nostro paese. “Se ci si concentra sulla Lombardia e al Nordovest, si vede che rispetto alla discesa prevista dal nostro modello si assiste a un tendenziale aumento dei casi”, ha spiegato De Maria a Repubblica.
Sulla base di questo modello, gli esperti hanno previsto il picco dei nuovi casi giornalieri in Italia (tra il 25 e il 27 marzo) con 20 giorni di anticipo, e sono stati in grado di sapere che per la fine di giugno i decessi in Italia sarebbero stati tra i 34mila e i 36mila (ad oggi siamo a circa 34.600).
“Quegli stessi algoritmi”, spiega il virologo, “ci dicono che se la situazione corrente dovesse mantenersi si potrebbe avere una estensione dei contagi, molti dei quali asintomatici o paucisintomatici, che aumenterebbe pericolosamente la base dell’infezione prima dell’autunno”.
Gli italiani attualmente positivi sono quasi 21mila, con centinaia di nuovi casi ogni giorno, i due terzi dei quali in Lombardia. “Rischiamo di pagare il clima da ‘liberi tutti’ di questi giorni”, dice De Maria. “Stiamo vivendo un’estate da cicala, fossimo formiche isoleremmo i nuovi casi e li seguiremmo con attenzione maggiore”.
Un timore analogo era stato espresso nei giorni scorsi da Andrea Crisanti, direttore del Dipartimento di Microbiologia dell’Università di Padova. Anche Enrico Bucci, professore di Biologia alla Temple University di Philadelphia, concorda con l’analisi: “Il virus circola ancora, pur con grandi differenze tra le regioni: in Lombardia per esempio non va giù in modo continuo. Il risultato”, conclude Bucci, “è che ci sono le condizioni per l’innesco di una seconda ondata in autunno”.
(da agenzie)
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Giugno 22nd, 2020 Riccardo Fucile
RICORDIAMO AL VIMINALE CHE PER DISPERDERE GLI ASSEMBRAMENTI PERICOLOSI ESISTONO GLI IDRANTI, HANNO IL POTERE DI RINFRESCARE LE IDEE ANCHE AI CRETINI
Gli organizzatori della manifestazione nazionale No vax e No 5G che si è tenuta sabato scorso in piazza Santa Croce a Firenze e alla quale hanno partecipato circa 4mila persone sono stati denunciati.
La segnalazione in Procura è riferita al fatto che la manifestazione, regolarmente preavvisata alla questura dal gruppo ‘Movimento 3V’ , si è svolta in modo pacifico, tuttavia i presenti, nonostante gli avvisi, si sarebbero accalcati più volte sotto il palco non rispettando le regole del distanziamento.
Secondo la questura gli organizzatori non si sarebbero impegnati a far rispettare ai manifestanti le norme di distanziamento e molti partecipanti non indossavano mascherine di protezione.
La segnalazione alla procura lascia aperto il campo delle ipotesi di reato eventualmente da contestare ai promotori dell’iniziativa.
Ad organizzarla erano stati gli attivisti del “Movimento 3v libertà di scelta”, che si batte tra le altre cose contro “il trattamento vaccinale obbligatorio” e ha festeggiato su Facebook l’adunata rigorosamente senza mascherine. sul palco, tra applausi scroscianti, si sono susseguiti gli interventi, da quello di Sara Cunial – parlamentare ex Cinque Stelle, uno dei “capi” del movimento – a quello di Guido Gheri, il patron di Radio Studio 54 al centro di una inchiesta della Procura per aver veicolato messaggi xenofobi e razzisti.
Cori, slogan («verità sul covid»), abbracci.
C’è anche un volantino, che riassume in modo un po’ scombinato i punti fondamentali del movimento: «La sovranità appartiene al popolo, quindi che non avvenga mai più la sospensione di parti della Costituzione e che si agisca per la sostituzione dei politici che hanno realizzato od avallato quanto accaduto». .
E ancora: «Sempre libertà di scelta terapeutica e mai alcun trattamento sanitario o vaccinale obbligatorio. Tutela della salute da qualunque fattore inquinante»
(da agenzie)
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Giugno 22nd, 2020 Riccardo Fucile
TRE VOLTE LA MELONI, DI MAIO E RENZI, IL DOPPIO DI CONTE… MA ORMAI PIU’ PARLA PIU’ PERDE CONSENSI
Il Fatto Quotidiano racconta oggi che Matteo Salvini è tornato ad occupare le televisioni
italiane tanto da superare persino il tempo dedicato al Coronavirus.
I dati AGCOM rielaborati oggi da Giandomenico Crapis dicono che il Capitano raccoglie nelle principali reti quasi nove ore di parlato, di gran lunga più del premier e tutti gli altri politici.
Salvini cresce del 40% rispetto ad aprile, a differenza degli altri leader, escluso Berlusconi, che scendono di parecchio.
L’ex Cavaliere sale con oltre due ore di parlato, dopo un lungo periodo di silenzio. La sorpresa, scomparso l’indicibile Gallera, sono i due dem Stefano Bonaccini e Francesco Boccia, autentiche new entry del mese, un exploit evidentemente legato alle dispute Regioni-governo non sappiamo quanto replicabile in futuro.
Scivola invece Giorgia Meloni a poco più di tre ore di parlato, un record in negativo per la sorella d’Italia: ad aprile ad esempio le ore erano quasi il doppio, idem a gennaio.
E con lei anche Di Maio e Renzi raccolgono tempi di parola inferiori rispetto ad aprile. C’è da sottolineare che la primazia di Salvini trova il suo cluster di diffusione principale nei programmi extra tg delle varie testate: qui parla per otto ore e un quarto, mettendo tra sè e gli altri distanze abissali; Conte ad esempio gode della metà del suo tempo, la Meloni di un terzo, Di Maio di un quarto, Renzi di un quinto.
Ma nonostante la super-esposizione, i sondaggi degli ultimi mesi ci dicono che comincia ad esserci una distonia tra la sua comunicazione e l’elettore. Il ciclo del leghista sembra avere da tempo superato il picco e iniziato la discesa. Le sue apparizioni hanno un che di stucchevole e ripetitivo.
La comunicazione veloce crea leader che allo stesso modo distrugge, soprattutto quando altri compaiono sulla scena (leggi Meloni). E di eccesso di messaggi si può perire se non si ha alle spalle una visione forte (non lo sono nè la rottamazione nè la xenofobia). Salvini ieri irresistibile oggi appare sempre più simile a Renzi, bravo a coniugare comunicazione e consenso dal 2012 al 2015, per poi precipitare.
Altra anomalia: il Tg5, secondo organo d’informazione del Paese, regala a maggio a Berlusconi 21 minuti di parola, più di Conte e il doppio di Salvini.
Il caso dell’ex Cavaliere diventa significativo se si rapporta il suo score complessivo al tempo che gli concedono le sue reti: praticamente sovrapponibile.
(da agenzie)
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Giugno 22nd, 2020 Riccardo Fucile
VALENTINO TROLLA IL CAPITONE RIPETENDO LA FRASE CHE SALVINI PER ERRORE AVEVA PRONUNCIATO IN PARLAMENTO E SALVINI SCAPPA
Vi ricordate? Qualche tempo fa, prima del lockdown, si era sviluppata una gara a trollare
Matteo Salvini chiedendogli un selfie e poi infilandolo in situazioni imbarazzante, come il ragazzo che gli ha chiesto se quelli del Sud non erano più terroni di merda, o le due ragazze che si sono baciate davanti a lui in Sicilia, o quella volta che il Capitano si è ritenuto in dovere di chiamare la Digos per far identificare un ragazzo che gli stava facendo lo stesso scherzo.
Oggi che Salvini è in Liguria — e sbaglia l’indirizzo del nuovo ponte di Genova — tocca a Valentino delle 6000 Sardine del Tigullio trollare il Capitano ripetendo quello che del resto aveva detto lui stesso in Parlamento, ovvero che “I porti aperti hanno salvato vite, i porti chiusi condannano a morte migliaia di persone”.
Del resto era stato lo stesso Salvini a dire in Senato che “I porti chiusi condannano a morte migliaia di persone” in un lapsus evidentemente freudiano che era stato accolto da un applauso entusiastico da parte dei colleghi della Lega. Il Capitano invece scappa non appena intuisce le intenzioni del ragazzo, il quale prima tenta l’inseguimento e poi desiste. Ma è divertente lo stesso.
(da “NextQuotidiano“)
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Giugno 22nd, 2020 Riccardo Fucile
SALVINI IN CAMBIO OTTIENE QUALCHE CANDIDATO SINDACO
“Il centrodestra ha individuato la squadra migliore per vincere le elezioni nelle Regioni
che andranno al voto a settembre”
Così si legge nella nota congiunta dei tre leader del centrodestra Silvio Berlusconi, Giorgia Meloni e Matteo Salvini che, dopo una trattativa durata settimane e tanti vertici andati a vuoto, hanno finalmente raggiunto l’accordo sui nomi che correranno per la poltrona di governatore.
I candidati del centrodestra saranno: Francesco Acquaroli per le Marche, Stefano Caldoro per la Campania, Susanna Ceccardi per la Toscana, Raffaele Fitto per la Puglia. Si aggiungeranno alla squadra dei governatori uscenti che sono stati confermati: Giovanni Toti in Liguria e Luca Zaia in Veneto.
Su Puglia e Marche la spunta così Meloni, che in un primo tempo aveva trovato l’opposizione di Salvini sui candidati di FdI.
L’accordo riguarda anche le elezioni comunali, dove il centrodestra esprimerà candidati unitari “L’accordo raggiunto prevede che la Lega indichi i candidati in alcune città del Centrosud fra cui Reggio Calabria, Andria, Chieti, Macerata, Matera, Nuoro, mentre Forza Italia e Fratelli d’Italia esprimeranno candidati in altre città al voto”
(da agenzie)
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Giugno 22nd, 2020 Riccardo Fucile
CAOS SUI TRENI REGIONALI DEL NORD ITALIA
I
convogli strapieni, i posti venduti a più di una persona, le mascherine che non vengono usate: i viaggi nella Fase tre avvengono tutt’altro che in condizioni di sicurezza sui treni regionali nel Nord Italia.
In particolare, TPI ha raccolto le denunce di passeggeri della tratta Mestre-Verona, Verona-Milano e Sestri Levante-Milano.
“Oltre un’ora di ritardo — dice Martina — hanno fatto scendere le persone sulla tratta da Mestre perchè c’era troppo affollamento. Hanno venduti i biglietti a più persone di quante permesse per legge”.
Le persone sono accalcate e non rispettano il distanziamento sociale, nè indossano DPI necessari nei luoghi chiusi. Questo ha creato caos per l’intera mobilità del weekend.
Liguria in tilt
In Liguria, nella prima domenica d’estate, le spiagge delle riviere sono state prese d’assalto da migliaia di persone che hanno raggiunto il bagnasciuga soprattutto con i cosiddetti “treni del mare”, unica alternativa alle code delle autostrade. Il trasporto pubblico per la stringente normativa anti Covid dovrebbe avere una capienza pressochè dimezzata. E quindi in caso di sovraffollamento il capo treno è tenuto a fermare la corsa e far scendere le persone.
Su diversi treni è stato necessario intervenire per scongiurare un sovraffollamento: è successo per esempio su un treno a Savona, diretto a Genova, carico di bagnanti di ritorno dalla riviera che sono stati fatti scendere per prendere alcuni bus messi a disposizione dalle Trenitalia.
Ed è successo anche a Sestri Levante, dove un treno serale diretto verso il capoluogo è rimasto letteralmente bloccato: il capotreno è infatti intervenuto, invitando i passeggeri in eccesso a scendere, per prendere un treno già predisposto nel binario a fianco.
Americo Pilati, il presidente della Federalberghi ligure, ha parlato così: “I turisti hanno impiegato in media 6 ore, per raggiungere dalla Lombardia la Riviera dei Fiori: il doppio, rispetto a quello cui erano abituati. Sono venuti da noi perchè questa è una terra bellissima, e perchè gli italiani sanno quanto abbiamo sofferto negli ultimi anni, tra le alluvioni e il crollo del Ponte Morandi: vogliono stare dalla nostra parte, aiutarci e divertirsi un po’. Ma a queste condizioni, addio”.
Un’estate caldissima
E mentre i governatori cercano una soluzione per i trasporti, i pendolari non si fermano. Nè per le vacanze e le gite del fine settimana, nè tantomeno per andare a lavorare. L’estate sui treni, se non si rispettano le norme di sicurezza, non sarà semplice.
(da agenzie)
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Giugno 22nd, 2020 Riccardo Fucile
LA CIFRA RIVELATA DAL DIPARTIMENTO DEI VIGILI DEL FUOCO DI TULSA
I dati sono orripilanti per Trump: altro che folle oceaniche. Quattro xenofobi che hanno
pure dovuto dare la liberatoria in caso di Covid. Il responsabile della campagna elettorale di Donald Trump, Brad Parscale, è finito nell`occhio del ciclone dopo aver affermato che centinaia di migliaia di persone avevano fatto domanda per i biglietti per il comizio di ieri a Tulsa, salvo poi essere smentito dalla bassa affluenza che ha richiamato l`evento
Il dipartimento dei vigili del fuoco di Tulsa ha riferito che 6.200 persone hanno partecipato al meeting di ieri e diversi seggiolini sono rimasti vuoti mentre il presidente saliva sul palco per tenere il suo primo discorso da quando la pandemia di Covid-19 ha bloccato gran parte dell’America.
Il Bok Center, dove è avvenuto il meeting, ha una capacità fino a 19mila posti.
Oggi la Cnn ha riferito che Ivanka Trump e Jared Kushner non sono rimasti felici – eufemismo – delle grandi folle promesse da Parscale che poi hon hanno trovato riscontro nella realtà .
Parscale ha attribuito la scarsa affluenza a “una settimana di fake news dei media che hanno suggerito alla gente di stare alla larga dal comizio a causa di Covid. I manifestanti, insieme alle recenti immagini di città americane in fiamme, hanno avuto un impatto reale sulle persone che dovevano portare le famiglie e i figli alla manifestazione”.
Parscale ha quindi minacciato di revocare l’accredito ai giornalisti critici della campagna di Trump.
(da Globalist)
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