Luglio 28th, 2020 Riccardo Fucile
FACEVA PRIMA A CHIEDERE SCUSA INVECE CHE ARRAMPICARSI SUGLI SPECCHI DOPO CHE SUL WEB C’E’ STATA UNA INSURREZIONE CONTRO LE SUE PAROLE INSULSE
Andrea Bocelli, ospite alla Milanesiana con il filosofo francese Bernard-Henri Lèvy, ha sostenuto di essere
stato frainteso in Senato nel suo intervento della mattina precedente: “Evidentemente succedono cose strane in questo paese. Oggi ho fatto un breve intervento al Senato e in seguito a questo intervento sono stato accusato di essere un negazionista. Che strano. Mi sono speso fin dal primo giorno per aiutare chi era in difficoltà con il virus, con la fondazione che porta il mio nome ho cercato di recuperare quello che serviva, sono venuto qui a Milano per fare una preghiera per tutti e per dimostrare che la paura è l’unica cosa di cui aver paura. Dev’essere su questo che sono stato frainteso”.
Questo invece è il video dell’intervento in Senato: “Ho cercato di immedesimarmi in chi doveva prendere decisioni importanti in un momento così delicato. Poi ho cercato di analizzare la realtà e ho visto che le cose non erano come ci venivano raccontate. I primi confronti li ho avuti in casa: sono stato fustigato perchè quando ho cominciato a esprimere qualche dubbio sulla gravità di questa cosiddetta pandemia sono stato attaccato, mi è stato detto ‘Babbo, te pensa alla Tosca e alla Butterfly e lascia stare i virus che non sai cosa sono’. No, non so cosa sono ma io conosco un sacco di gente ma non conoscevo nessuno che fosse in terapia nessuno, dico proprio nessuno… Poi mi sono sentito umiliato e offeso quando sono stato privato della libertà e ho disobbedito volontariamente a questo divieto perchè ho una certa età e ho bisogno di sole…”.
Intanto sia su Facebook che su Twitter sembra davvero che abbiano frainteso tutti, ma proprio tutti.
(da agenzie)
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Luglio 28th, 2020 Riccardo Fucile
E RACCONTA DELL’AMICO 18ENNE CHE HA DOVUTO SUBIRE UN TRAPIANTO DI POLMONI A CAUSA DEL COVID-19
Fedez-Bocelli, capitolo secondo. Il rapper, dopo aver sentito le dichiarazioni del tenore in merito al lockdown che lo ha umiliato e offeso perchè ha limitato le libertà personali, aveva scritto un laconico tweet in cui diceva di essere rimasto senza parole.
Poi, è stato senz’altro più loquace e ha fatto capire che Bocelli avrebbe dovuto restare in silenzio di fronte alla tragedia del coronavirus.
Fedez ha raccontato la sua esperienza diretta del coronavirus, rendendo nota la storia di un suo amico di 18 anni di cui ha pubblicato sui social una fotografia.
«Vi presento un mio amico che causa Covid ha dovuto subire un trapianto di polmoni a 18 anni. Poi fare silenzio ogni tanto non fa male eh» — ha scritto Fedez, mentre pubblica uno scatto insieme al ragazzo che, durante il coronavirus, ha dovuto subire un trapianto ai polmoni in seguito alle complicazioni legate al contagio.
Andrea Bocelli, invece, aveva partecipato nel pomeriggio a un convegno nella biblioteca della Minerva in Senato, nel corso del quale ha affermato di essersi sentito umiliato per le libertà personali di cui era stato privato nel periodo del coronavirus.
Un’affermazione che sta facendo discutere tantissimo, anche perchè il tenore ha aggiunto di non conoscere nessun paziente che è finito in terapia intensiva e che, in base a questa sua esperienza, il coronavirus non può essere stato così grave. Bocelli ha anche sostenuto di aver compreso che le cose sulla pandemia «non sono poi così tanto gravi come ce le hanno raccontate».
(da agenzie)
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Luglio 28th, 2020 Riccardo Fucile
RICORDIAMO I FATTI
Nel giorno di Pasqua 2020, quando Andrea Bocelli ha intonato Amazing Grace nel Duomo di Milano
deserto, in una città che in quegli stessi istanti faceva i conti con il picco del coronavirus, mai ci saremmo aspettati che — soltanto tre mesi dopo — il noto cantante italiano definisse «umiliante e offensivo» quel lockdown che è stato la salvezza di centinaia di migliaia di italiani.
Eppure, è successo: al Senato, come vi abbiamo raccontato, Andrea Bocelli ha affermato anche di aver violato il lockdown perchè riteneva intollerabile la limitazione alle libertà personali.
Mettiamo a confronto i due momenti della pandemia analizzati da Andrea Bocelli. Ecco le sue parole all’indomani del concerto in solitaria al Duomo di Milano, manifesto programmatico della speranza che l’Italia nutriva in quei giorni, cercando di raccogliere la propria bellezza in tutte le sue forme (il canto, ma anche la perfezione delle forme architettoniche in uno dei simboli dello stivale), di superare la più tremenda crisi della storia recente. Bocelli diceva questo
«Quella sensazione d’essere contemporaneamente solo, come lo siamo tutti, al cospetto dell’Altissimo — aveva detto Bocelli -, eppure di esprimere la voce della preghiera di milioni di voci, mi ha profondamente colpito e commosso. L’amore è un dono. Farlo fluire è scopo primario della stessa vita. E con la vita, ancora una volta, mi trovo in debito. La mia gratitudine va a chi ha concepito questa opportunità , il Comune di Milano e il Duomo, ed a tutti coloro che hanno accolto l’invito e si sono uniti in un abbraccio planetario, raccogliendo quella benedizione del Cielo che ci restituisce coraggio, fiducia, ottimismo, nella certezza della fede».
Oggi, invece, nel convegno al Senato insieme a politici ed esponenti del mondo scientifico che sempre più spesso, negli ultimi tempi, hanno minimizzato le conseguenze del coronavirus, ha affermato:
«Mi sono reso conto che le cose non erano così come ce le hanno raccontate: c’è stato un momento in cui mi sono sentito umiliato e offeso per la privazione della libertà di uscire di casa senza aver commesso un crimine e devo confessare pubblicamente di aver disobbedito a questo divieto che non mi sembrava giusto e salutare».
Dobbiamo capire ancora cosa è successo in questi quattro mesi (il concerto risale al 12 aprile, le sue dichiarazioni sono del 27 luglio) per far passare Bocelli dalla commozione all’umiliazione per come è stato gestito il coronavirus in Italia. Deve esserci qualche passaggio che ci è sfuggito.
(da “NextQuotidiano”)
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