Ottobre 28th, 2020 Riccardo Fucile
“NON LO ABBIAMO INVITATO”… IL SOLITO SCIACALLAGGIO SULLA PELLE DEGLI ITALIANI
Tra tovaglie stese sui sampietrini, bicchieri di cristallo e piatti di porcellana irrompe in piazza del Pantheon Matteo Salvini. E tra i ristoratori che in questa mattinata di sole si sono dati appuntamento per la protesta “Siamo a terra” organizzata dalle Fipe Confcommercio, a Roma come in altre 20 città¡ italiane, si alzano grida di dissenso e tanti “booo”.
“Doveva essere una manifestazione senza che nessuno ci mettesse sopra il cappello”, dice il presidente di Fipe Roma Sergio Paolantoni “Non lo abbiamo invitato certo noi”.
Il leader della Lega ruba la scena: collegamenti con le tv, capannello di giornalisti, i soliti disturbatori che impallano le telecamere. “Non fate assembramenti” dicono alcuni addetti della sicurezza”. Ma pochi a questo punto danno retta. E c’è chi si è piazzato accanto a Salvini per ascoltare cosa dice. Ed è senza mascherina. All’invito di indossarla, risponde: “Ancora con questa storia del covid? È tutto un complotto”.
(da Fanpage)
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Ottobre 28th, 2020 Riccardo Fucile
RINTRACCIATO PERCHE’ AVEVA INTELLIGENTEMENTE PUBBLICATO LE FOTO
La storia delle vetrine spaccate di Gucci durante gli scontri di Torino ha uno spinoff: uno
dei ragazzi che ha preso la merce dal negozio saccheggiato ha appena 18 anni.
Ha restituito le borse che aveva rubato ed è stato trovato perchè aveva pubblicato sui social le foto della “refurtiva”.
Racconta Repubblica Torino
«Non ero mai andato a una manifestazione, ma ero curioso di vedere come fosse… e ho fatto una cavolata». Diciott’anni e nessun precedente penale, casa nel quartiere Campidoglio, il ragazzo ieri in questura ha ammesso di aver preso due borse di Gucci dalla vetrina saccheggiata. Perchè? «Sono stato preso dall’adrenalina», ha confessato ai poliziotti. «E le ha già restituite – precisa l’avvocata Deborah Abate Zaro – Non ha partecipato all’assalto, ma ha solo preso le borse che erano lì, tanto che è stato denunciato a piede libero per furto».
A lui gli investigatori sono arrivati attraverso i social perchè dopo aver preso le costosissime borse il giovane le ha fotografate e ha condiviso l’immagine con gli amici. E le foto hanno iniziato a girare, ben più di quanto lui stesso non avesse creduto. Il giovane ha raccontato di aver saputo della manifestazione attraverso i post che circolavano sui social network, che non lanciavano l’iniziativa come una manifestazione di commercinti, ma anzi sottolineavano nella locandina la protesta contro il lockdown e contro le chiusure
(da agenzie)
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Ottobre 28th, 2020 Riccardo Fucile
PER GLI SCONTRI DENUNCIATE 28 PERSONE, DI 13 SONO MINORENNI
Milano, 26 ottobre. Sera. Un ragazzo, giubbotto blu e occhiale da sole nonostante l’autunno, sta riprendendo la folla in marcia verso il Palazzo della Regione per la protesta sulle restrizioni nell’emergenza Coronavirus. È una diretta, su Instagram. «Guardate, guardate. Tutte le attività …». Un colpo secco. Lo schermo diventa nero. Si sente qualcuno urlare, sempre più forte: «Via il telefono, via il telefono!».
Quello che i follower attaccati alla diretta non vedono sono altri due ragazzi, giovanissimi. Uno con una spranga in mano, l’altro con un cono stradale. Hanno spinto il ragazzo che stava trasmettendo le immagini al muro e mentre le fiumana scorre accanto a loro gli fanno capire che non è il caso di fare foto.
Nessuna furia iconoclasta. Dopo le manifestazioni violente spesso gli inquirenti cercano di identificare i partecipanti attraverso i video e le foto pubblicati sui social. Basta poco. Un tatuaggio, una felpa già usata in un’altra occasione o qualsiasi altro dettaglio che sfugga al dress-code total black dei professionisti degli scontri.
Antonino Altomonte, il ragazzo che è stato attaccato alle spalle per la sua diretta Instagram, tutto questo non lo sapeva. E non sapeva nulla nemmeno del corteo: si era unito credendo fosse una marcia di persone che avevano perso il lavoro dopo l’ultimo Dpcm. Esattamente come questa manifestazione è stata venduta.
«Non me l’aspettavo. Sono arrivati da dietro»
Antonino è un ballerino. Ha 24 anni e un buon seguito sui social, dove di solito pubblica foto e video mentre prova delle coreografie. Lavora molto con gli eventi e con progetti legati ai bambini e alle scuole. Tutte cose difficili da portare avanti con le nuove restrizioni. Per questo, quando ha sentito che era stata organizzata una manifestazione per protestare contro le ultime scelte del Governo, ha pensato di unirsi: «Ero con una mia amica, una vecchia conoscenza delle scuole elementari. Abbiamo saputo del corteo quasi per caso, all’inizio sembrava una marcia pacifica poi si è evoluta in qualcosa di completamente diverso».
Quando lo hanno minacciato, Antonino, spalle larghe e muscoli che escono dalla maglietta, non si è scomposto: «Non me l’aspettavo. Sono arrivati da dietro ma non mi sono spaventato troppo. Ero più preoccupato di trovare il telefono. Poi ho incontrato un po’ di ragazzi che mi hanno dato una mano». Quando gli scontri sono degenerati si è staccato dal corteo. È rimasto a distanza a vedere cosa stava succedendo: «Non sono d’accordo con quello che è stato deciso dal Governo. Dobbiamo farci sentire ma questo non è il modo giusto»
Voi chi?
Per quella manifestazione a Milano sono state denunciate 28 persone. Due sono state fermate la sera stessa. Quando il corteo è arrivato davanti al Palazzo della Regione sono arrivati anche gli scontri più duri con i reparti mobili della Polizia di Stato. Petardi, sassi e lacrimogeni. Dalle prime indagini sembra che molti dei ragazzi coinvolti siano minorenni. Alcuni provengono dagli ambienti di estrema destra, altri dalle curve di Inter e Milan. Nulla a che fare professionisti che hanno perso il lavoro durante la pandemia.
Che ci fosse qualcosa di poco spontaneo era chiaro già dai primi passi della manifestazione. Da quando, prima delle 21, una folla di ragazzi vestiti di nero ha cominciato ad occupare corso Buenos Aires. Dal fondo del corteo l’organizzazione era ancora più evidente. Mentre alcuni manifestanti scaraventavano a terra le fioriere e i tavoli disposti lungo la strada, altri cercavano di risistemare i danni a bar e negozi. «Siamo con i commercianti», ricorda urlando una ragazza. Anche se dietro quel «noi» non si capisce chi ci sia. «Non so nulla, passavo di qui», ci spiega mentre con un’amica alza un motorino da terra.
Il grosso del corteo si è sciolto dopo l’arrivo a Palazzo Regione. Quando il fumo dei lacrimogeni ha investito la folla, chi si era trovato lì per caso ha capito che era il momento giusto per andarsene. C’è però chi è rimasto fino alla fine, anche quando i reparti della Celere hanno cominciato a muoversi. «Facciamo quadrato e muoviamoci contro di loro», urlava un ragazzo. «Non scappate! Ricordiamoci chi siamo». Esatto. Chi siete?
(da Open)
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Ottobre 28th, 2020 Riccardo Fucile
LA SOLITA FARSA, CHI TIRA LE FILA ?
Sono almeno sedici le persone fermate e identificate dalle forze dell’ordine a seguito degli
scontri che ieri sera hanno trasformato la manifestazione delle Partite Iva in Piazza del Popolo in una vera e propria guerriglia urbana.
Tra queste la maggior parte erano ultras della Lazio e militanti di estrema destra come Forza Nuova, che si sono intrufolati tra i manifestanti, facendo degenerare la situazione in strada con azioni violente, come lanci di petardi, sampietrini, bottiglie di vetro e bombe carta.
È il bilancio di una serata movimentata, momenti di paura che hanno fatto barricare in casa i residenti. Le forze dell’ordine hanno cercato di arginare la situazione con decine di agenti in assetto antisommossa, con cariche e utilizzando mezzi dotati di idranti, per disperdere la folla.
Le azioni sono poi continuate nelle vie limitrofe, coinvolgendo il centro storico fino a Ponte Regina Margherita e in via Cola di Rienzo, nel quartiere Prati, dove diversi cassonetti sono stati dati alle fiamme e danneggiate diverse auto di servizio delle forze dell’ordine, mentre la Polizia ha lanciato lacrimogeni.
(da agenzie)
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