Dicembre 3rd, 2020 Riccardo Fucile
PRIMA DELL’ATTENTATO SUBITO CHE L’HA COSTRETTA ALLE DIMISSIONI, FU LEI A GIURARE CON LUI AL SUO FIANCO
Nel giorno in cui Mark Kelly diventa ufficialmente il nuovo senatore dell’Arizona, il tweet di Gabby Giffords si prende la scena e commuove il web.
La moglie di Kelly, astronauta di successo e adesso nuovo simbolo dell’Arizona democratica, era la suo fianco e ha voluto ricordare con una foto quando i ruoli erano invertiti ed era lei a giurare come deputato.
Un ricordo commovente soprattutto alla luce della storia della coppia, con Giffords che nel gennaio 2011 è sopravvissuta per miracolo a un attentato riportando però danni gravissimi danni cerebrali e la paralisi della parte destra del corpo che l’hanno costretta alle dimissioni.
Un momento durissimo, superato con il marito, e in qualche modo concluso con la cerimonia di giuramento di Kelly al Senato.
“Eri al mio fianco quando ho giurato circa 14 anni fa. Sono così felice di essere al tuo oggi che giuri come nuovo senatore dell’Arizona”. Questo il testo del tweet di Gabby Giffords con la foto di lei col marito Mark Kelly che ha commosso i social.
You were by my side when I took my oath of office nearly 14 years ago. I’m so excited to be by yours today as you’re sworn in as our next Arizona Senator. pic.twitter.com/lGYcAXJFa4
Tanti i messaggi di sostegno e di affetto per l’ex deputata e per il marito, tutti con il comune denominatore della gioia per il successo di una coppia che ha sofferto e ancora si impegna nell’arena pubblica dopo una prova durissima come quella superata dopo l’attentato di quasi 10 anni fa, quando sei persone morirono e Giffords si salvò per miracolo.
Alla base del tweet di Gabby Gifford c’è la consapevolezza di aver superato una prova difficilissima e di poter adesso gioire per una giornata storica per il Paese ma soprattutto per la propria vita.
Quando l’8 gennaio 2011 durante un comizio a Tucson Giffords fu raggiunta da un colpo di pistola esploso dal 22enne Jared Loughner la sua vita sembrava finita. L’allora deputata democratica fu ricoverata in condizioni critiche, ma per sbaglio al marito, partito da Houston appena saputo dell’attentato, fu detto che era morta.
E invece Gabby Giffords è riuscita a sopravvivere nonostante danni cerebrali gravissimi e adesso, dopo aver dovuto lasciare il suo ruolo di deputata e anni di riabilitazione e sofferenza può festeggiare col marito il ritorno a Washington.
(da agenzie)
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Dicembre 3rd, 2020 Riccardo Fucile
L’ANIMALE ADOTTATO NEGA OGNI RESPONSABILITA’ PER L’INCIDENTE A BIDEN E INVITA I SERVIZI SEGRETI A INDAGARE… IL POST FA GUADAGNARE CONSENSI A BIDEN
L’infortunio al piede di Joe Biden ha fatto notizia, ma ha senza dubbio avuto più risalto il finto
comunicato del cane di Biden uscito sui social.
Il breve comunicato, scritto su carta intestata del comitato di transizione Biden-Harris, ha conquistato la rete, con tantissimi che all’inizio hanno creduto che fosse una geniale mossa comunicativa dello staff del presidente eletto.
Non era così, ma sicuramente l’idea ha fatto guadagnare punti a Biden, ma soprattutto al buon Major.
La figura di Major Biden era diventata nota già dopo la vittoria del presidente eletto, visto che dopo quattro anni la Casa Bianca sarebbe tornata ad avere un animale.
Una tradizione cara al popolo americano, che Trump aveva scelto di non proseguire, e che adesso torna ancora più di moda con i Biden che porteranno al 1600 di Pennsylvania Avenue il primo cane preso da un canile.
Major Biden, ora conosciuto da tutti negli States per il finto comunicato del cane di Biden, è infatti arrivato a casa del presidente eletto nel 2018 e da allora vive con il presidente eletto e la First Lady eletta.
E proprio giocando con lui l’ex vice di Obama si è infortunato a un piede, tanto da dover ricorrere a un tutore per camminare.
Un fatto che ha scatenato la fantasia di qualcuno che ha fatto uscire su Twitter un falso comunicato del comunicato di transizione Biden-Harris, nel quale Major abbaia la sua difesa e invita i Servizi Segreti a indagare per confermare la sua estraneità all’incidente.
Un comunicato che forse adesso lo staff di Biden rimpiange di non aver fatto, visto il successo sui social e le reazioni che ha scatenato nella rete. Un falso che aiuta il presidente a guadagnare consensi, in attesa di vedere all’opera alla Casa Bianca il vero Major Biden.
(da agenzie)
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Dicembre 3rd, 2020 Riccardo Fucile
CHI INVITA A VIOLARE LE LEGGI HA SULLA COSCIENZA ALTRI MORTI ED E’ UN EVERSORE E COME TALE VA PERSEGUITO
Il comunicato che esce fuori — in piena notte — dal consiglio dei ministri è molto chiaro: città chiuse a Natale, il 26 dicembre e a Capodanno, in modo tale da limitare al massimo gli spostamenti.
Dunque, sarà quasi impossibile per famiglie non residenti — anche se domiciliate in aree limitrofe — ricongiungersi per festeggiare il Natale o il nuovo anno. E questa cosa al direttore del Tempo Franco Bechis non è affatto piaciuta.
«Impedire a famiglie madri e figli di ricongiungersi a Natale solo perchè uno vive in città e l’altro nel comune limitrofo è solo un sopruso — ha scritto su Twitter il direttore del Tempo -. E come tale non va rispettato. A quel paese il governo se decide una corbelleria così».
Un vero e proprio invito alla ribellione, che anticipa quella che sarà la tendenza dei quotidiani e degli organi di informazione di area sovranista che — da oggi nelle loro edizioni online e da domani in quelle cartacee — inizieranno a parlare dell’argomento.
La decisione del consiglio dei ministri, infatti, è arrivata solo dopo lo stop delle rotative e diverse testate — salvo Corriere, Repubblica e La Stampa — non hanno potuto impaginare la scelta del Governo per queste festività natalizie.
Ma nei prossimi giorni, se i toni del tweet di Bechis sono questi, si può facilmente immaginare quale sarà la polemica che, da destra, arriverà a infrangersi su un esecutivo che, tra le altre cose, sembra essere seriamente in difficoltà con il Mes, vista la ribellione di 50 parlamentari del M5S pronti a non votare la riforma del meccanismo europeo di stabilità .
In ogni caso, il tweet di Franco Bechis non ha lasciato indifferenti gli utenti del social network. Ha creato, anzi, molta polarizzazione, dal momento che in tanti si sono schierati con il direttore in questa sua campagna mediatica di ribellione nei confronti dell’esecutivo, mentre altri utenti hanno fatto notare che queste parole possono suonare addirittura come sovversive e che non prendono in considerazione il forte ruolo che gli asintomatici hanno avuto nella diffusione della pandemia in Italia.
(da agenzie)
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Dicembre 3rd, 2020 Riccardo Fucile
LE NUOVE MISURE CHE ENTRANO IN VIGORE
Divieto di uscire dal proprio Comune a Natale e Capodanno, ma con la possibilità di andare a pranzo
al ristorante. No ai ricongiungimenti con i parenti o ai viaggi verso le seconde case fuori Regione. Sono le misure che dovrebbero trovarsi all’interno del dpcm in attesa d’approvazione, che sarà in vigore dal 4 dicembre.
Le nuove disposizioni non cambieranno nulla nelle Regioni gialle, arancioni o rosse, dove resteranno le norme vigenti.
Ma dal 21 dicembre entreranno in vigore misure più restrittive per tutta l’Italia, per evitare che le festività natalizie facciano salire la curva del contagio, precipitando il Paese nella terza ondata. Come anticipato, resteranno chiusi gli impianti da scii.
Spostamenti
Nel periodo natalizio ci si potrà spostare tra le Regioni solo per raggiungere la propria residenza e il proprio domicilio, oltre che per provati motivi di lavoro, salute o necessità . Non ci si potrà invece spostare per incontrare i parenti o andare verso le seconde case fuori Regione. Il divieto di spostamento sarà valido anche tra comuni il 25 e 26 dicembre e il 1 gennaio. Il coprifuoco è previsto per le 22.
I ristoranti
Si potrà consumare all’interno di bar e ristoranti entro le ore 18. Dopodichè è prevista la possibilità della vendita d’asporto e la consegna a domicilio. Resta il divieto di consumare cibo e bevande nelle vicinanze del locale. I ristoranti saranno aperti a pranzo anche a Natale, Santo Stefano e Capodanno.
I negozi
I negozi potranno restare aperti fino alle 21. I centri commerciali potranno restare aperti nel weekend, fino al 20 dicembre.
(da agenzie)
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Dicembre 3rd, 2020 Riccardo Fucile
LA STRAGRANDE MAGGIORANZA DEGLI ITALIANI VUOLE RESTRIZIONI “SEVERE”
Due su tre non vogliono allentamenti delle misure anti-Covid e quattro su 5 sono contrari alla riapertura delle stazioni sciistiche.
Sono le cifre più importanti di un sondaggio di Demopolis per Otto e mezzo (La7) che tracciano una certa severità — dovuta anche alla preoccupazione — dell’opinione pubblica. Solo il 33 per cento, un intervistato su 3, ritiene che si debbano ammorbidire le misure di restrizione per evitare i contagi da coronavirus con l’obiettivo di “favorire i consumi“.
Al contrario il 67 per cento non vuole allentamenti perchè il rischio è di ripetere gli errori dell’estate e provocare così una terza ondata all’inizio del 2021.
Questa opinione è legata a doppio filo alla preoccupazione per la pandemia che è tornata a salire quasi in modo verticale. In tre mesi il trend è salito del 35 per cento, dal 46 per cento del 3 settembre all’81 di oggi.
Due su tre rispondono di giudicare bene il mantenimento della chiusura alle 18 di bar e ristoranti. Tre su 4 sono d’accordo con il cosiddetto “coprifuoco“, cioè la limitazione degli spostamenti dalle 22 alle 5. Addirittura l’86 per cento valuta positivamente l’obbligo di quarantena per chi torna dall’estero.
Quasi plebiscitario anche il risultato delle risposte al quesito sulla riapertura degli impianti e delle piste da sci formulata in particolare da una parte delle Regioni alpine.
Il 78 per cento risponde di essere contrario, mentre i favorevoli non superano il 22 per cento. Qui naturalmente il dato risente della “lontananza” dell’argomento dalle questioni ritenute davvero importanti: l’urgenza di “andare sugli sci” esclude inevitabilmente chi non scia, chi non ha l’abitudine di andare in montagna d’inverno, interi ceti sociali che non possono permetterselo oltre a una buona parte della popolazione del Sud.
La riprova a contrasto di tutte queste risposte sta nell’ultimo quesito di Demopolis dal quale emerge che il timore diffuso che le riaperture sia pure caute di queste settimane e le festività alle porte possano far aumentare i contagi nelle prossime settimane.
Risponde di essere abbastanza o molto preoccupato il 70 per cento degli intervistati (il 21 per cento risponde poco o per niente). In particolare la quota dei preoccupati è più alta al Sud e nelle Isole (76 per cento), in media al Centro (71) e leggermente più bassa al Nord (67%).
(da agenzie)
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