Febbraio 12th, 2021 Riccardo Fucile
E ANCHE LA PRESCRIZIONE E’ SCOMPARSA DALLE RICHIESTE DI ITALIA VIVA
C’era una volta il Mes. Ma anche la riforma della prescrizione, l’abolizione del reddito di cittadinanza, la bicamerale per le riforme, il ponte sullo stretto di Messina, il cambio dei vertici all’Inps e all’Anpal, la testa di Arcuri. E naturalmente il Recovery plan.
Erano i pilastri dell’offensiva renziana nella maggioranza giallorossa, le rivendicazioni al centro della trattativa. Gli scogli su cui si è infranto il tentativo del Conte ter. C’erano una volta appunto, ma ora come per incanto non ci sono più, spariti dal tavolo delle consultazioni di Mario Draghi.
Eppure il tweet con cui la sera del 2 febbraio Matteo Renzi fischia la fine della partita e blocca, almeno nell’immediato, le ambizioni dell’avvocato del popolo, è chiaro e circostanziato: “Bonafede, Mes, Scuola, Arcuri, vaccini, Alta Velocità , Anpal, reddito di cittadinanza. Su questo abbiamo registrato la rottura, non su altro. Prendiamo atto dei Niet dei colleghi della ex maggioranza. Ringraziamo il presidente Fico e ci affidiamo alla saggezza del capo dello Stato”.
Poco dopo il presidente della Camera sale al Quirinale e certifica il fallimento del suo mandato esplorativo. Conte ormai è spacciato, la parola passa a Mattarella e a Draghi.
Tre giorni dopo, venerdì 5 febbraio nel primo giro di tavolo dell’ex presidente della Bce con le forze politiche, a Montecitorio, la parola Mes sembra non venga neanche pronunciata.
Ma la domanda in molti sorge spontanea: Italia viva ha chiesto a Draghi di attivare il fondo Salva-Stati? L’interrogativo viene girato a Ettore Rosato, presidente del partito, durante la trasmissione radiofonica Un giorno da pecora. Risposta: “No, sarebbe ridicolo parlare con Draghi dei problemi della finanza pubblica”.
E Renzi, nell’elencare “i temi cruciali” parla di vaccinazioni, cultura, turismo e del Recovery (quello sì, resta) che deve essere “basato sugli investimenti e non sui bonus”. Neanche un accenno alla prescrizione e al processo penale, anzi si sa che Draghi vuol mettere in agenda solo la riforma della giustizia civile.
E il reddito di cittadinanza? L’ex presidente della Bce pare abbia rassicurato i 5Stelle che non intende abolirlo, semmai migliorarlo. Dei presidenti di Anpal e Inps, Parisi e Tridico nessuno parla più, almeno per ora possono stare sereni.
Secondo giro, lunedì 8 febbraio. I socialisti sono gli unici che, in questi tempi in cui è in voga la metamorfosi, ci tengono ancora alla coerenza. E chiedono al premier incaricato di accedere al Mes per far fronte alla vaccinazione di massa. Il giorno dopo però il reggente grillino Vito Crimi spiega che Draghi non ci pensa proprio: “Non l’ha elencato come punto dell’azione di governo”.
Ma i giornalisti, si sa, non dimenticano facilmente. E così la domanda viene ripetuta a Maria Elena Boschi in una intervista a TgCom24. E lei, citando anche l’andamento dello spread, spiega: “Se si possono ottenere più soldi per la sanità con un tasso migliore di quello del Mes è evidente che non siamo innamorati dei soldi del Mes”.
È la fine di un grande amore. Ma ne valeva la pena?.
(da agenzie)
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Febbraio 12th, 2021 Riccardo Fucile
GALLI: “CI ASPETTIAMO UNA IMPENNATA DI CASI LEGATI ALLA VARIANTE”
Quasi un caso su cinque in Italia è risultato positivo alla variante inglese. 
Il dato emerge dall’indagine condotta dalle Regioni, inviata al ministero e all’Istituto superiore di sanità , sui 3.600 test realizzati dal 3 e il 4 febbraio, come indicato in una circolare della scorsa settimana.
I dati mostrano variazioni, anche evidenti, tra Regioni: la variante, infatti, circola con maggiore diffusione nel centro Italia, come in Umbria, Marche, Abruzzo, Emilia e Toscana, che infatti mostrano medie più alte della media.
Attualmente, la variante non avrebbe influito sui contagi ma il timore è che, la sua maggiore capacità di diffusione, possa contribuire a un aumento dell’Rt nazionale.
Anche il direttore del dipartimento di Malattie infettive del Sacco di Milano, Massimo Galli, ha commentato il report affermando criticamente come “ci aspettiamo numerosi casi di variante inglese, diventerà probabilmente uno degli elementi dominanti di gran parte delle nuove infezioni ma non è un evento inatteso. E nonostante questo abbiamo assistito a una corsa al colore giallo”.
Per l’infettivologo, “il fatto che l’incidenza salga sulle persone positive è un indicatore di una possibile crescita a breve termine”.
Anche al Sacco si sono riscontrati “molti casi positivi collegati alla variante dopo l’epidemia scolastica a Bollate, che confina con l’ospedale”, racconta Galli precisando che ad oggi non si ha una “percezione di un abbassamento dell’età media di ricoveri, nonostante pare che questa volta non risparmi i più giovani”.
(da agenzie)
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Febbraio 12th, 2021 Riccardo Fucile
“LA LEADERSHIP DEL M5S METTA DA PARTE L’ARROGANZA”… I TIMORI DI CRIMI SULLA TENUTA DEI GRUPPI
Sono agitate le acque in casa M5s dopo l’addio annunciato da Alessandro Di Battista. Un addio arrivato in segno di rottura con il via libera della maggioranza degli iscritti su Rousseau al premier incaricato Mario Draghi e, soprattutto, con l’ala governista del Movimento.
Di Battista, al pari di Barbara Lezzi, non solo si era schierato per il “no”, ma aveva anche lanciato la proposta dell’astensione come via d’uscita per provare a evitare lo strappo. Proposta rilanciata dal presidente di Rousseau Davide Casaleggio, ieri, a votazioni in corso, ma rispedita subito al mittente dal capo politico, Vito Crimi: nessuna ulteriore votazione sarebbe seguita ad un eventuale “no” della base. Un alt a Di Battista e allo stesso Casaleggio.
«Alessandro è fondamentale per il Movimento», commenta ora Davide Casaleggio in un’intervista al Corriere della Sera. «È una persona che stimo, in grado di portare avanti con coerenza i principi e le battaglie del Movimento. Questa sua scelta dimostra per l’ennesima volta l’onestà intellettuale di Alessandro ed è proprio di questa coerenza che ha bisogno il Movimento».
Nelle parole di Casaleggio, un avvertimento nemmeno troppo velato alla leadership del M5s: «Chi oggi guida l’azione politica del Movimento dovrà fare in modo di non gestire questo momento con arroganza o la larga parte contraria a questa scelta potrebbe allontanarsi».
Sullo sfondo, infuria da tempo il braccio di ferro tra gli eletti e il figlio del fondatore Gianroberto Casaleggio sulla gestione della piattaforma.
Non solo la maggior parte dei post pubblicati sul Blog delle Stelle esce ormai quasi unicamente a firma di Rousseau, ma è proprio l’associazione di Casaleggio che in queste settimane si sta dando da fare per riorganizzare i territori, federare gli attivisti, organizzarli in sedi digitali.
In parlamento, la pattuglia dei “dissidenti” — da Lezzi a Danilo Toninelli — ha proporzioni ben inferiori rispetto a quel 40% che ieri ha votato “no” al governo Draghi. Ma questo non basta a rassicurare la leadership del Movimento.
Parlando del governo Draghi, Casaleggio commenta: «Ho paura che sarà una partita con lo schema catenaccio per difendere le riforme fatte. Tuttavia questo è un momento di costruire il futuro, non di difendere il passato».
Che ci siano timori sulla tenuta dei gruppi emerge anche dalle dichiarazioni di Crimi, che si è affrettato a sottolineare: «Il mandato che gli iscritti ci hanno conferito è chiaro: il Movimento 5 Stelle sosterrà il nuovo governo. La democrazia del Movimento passa per il voto degli iscritti che è vincolante».
(da agenzie)
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Febbraio 12th, 2021 Riccardo Fucile
L’EX SOCIO DI CASALEGGIO E VOLTO STORICO DEL M5S NON VEDE FUTURO PER IL MOVIMENTO, DOPO IL SI’ AL GOVERNO DRAGHI
Un lungo de profundis per il M5s. Max Bugani, ex socio di Davide Casaleggio e volto storico dei
pentastellati, lo ha pubblicato su Facebook citando liberamente dalla canzone di Giorgio Gaber Qualcuno era comunista.
Il post di Bugani arriva il giorno dopo la scelta di Alessandro Di Battista di lasciare il Movimento, a seguito del voto degli iscritti che ha approvato il sostegno al nascente governo guidato da Mario Draghi.
«Qualcuno era 5 stelle perchè Berlusconi, Renzi, Formigoni e Belsito non erano brave persone», si legge tra le altre cose nel post. E ancora: «Qualcuno era 5 stelle perchè non ne poteva più di quarant’anni di governi di ogni colore venduti e in trattativa con la mafia», «Qualcuno era 5 stelle perchè aveva bisogno di una spinta verso qualcosa di nuovo, perchè sentiva la necessità di una morale diversa. Forse era solo una forza, un volo, un sogno».
Ieri sera su Rousseau è passata la linea governista — sostenuta tra gli altri da Beppe Grillo, Luigi Di Maio e Vito Crimi — favorevole ad appoggiare un esecutivo Draghi con 44.177 sì (59,3%) e 30.360 no (40,7%).
Un passaggio complicato per il M5s, che rischia di perdere pezzi e consensi, come ha detto oggi, in un’intervista al Corriere della Sera, lo stesso Casaleggio: «Chi oggi guida l’azione politica del Movimento dovrà fare in modo di non gestire questo momento con arroganza o la larga parte contraria a questa scelta potrebbe allontanarsi».
(da agenzie)
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Febbraio 12th, 2021 Riccardo Fucile
IL DEPUTATO NON HA PARTECIPATO ALLA CONSULTAZIONE SU ROUSSEAU: “COME SI PUO’ VOTARE SI’ O NO SENZA AVER VISTO IL PROGRAMMA E LA SQUADRA? QUESITO SENZA SENSO”
«Al 95% voterò no ad un governo Draghi». Andrea Colletti, deputato M5s, non ci sta e dichiara che non voterà la fiducia ad un esecutivo guidato da Mario Draghi.
Il parlamentare grillino, in dissenso con la maggioranza dei vertici ma anche degli attivisti, considerato il risultato avuto dalla consultazione sulla piattaforma Rousseau, decide di rimanere fedele a se stesso.
Colletti non ha partecipato al voto sul blog pentastellato poichè riteneva il quesito «senza senso». Secondo il deputato, infatti, non erano state fornite abbastanza informazioni per potersi esprimere.
Onorevole Colletti sulla piattaforma Rousseau ha vinto il Sì per dar vita a un nuovo governo con Mario Draghi. Lei voterà la fiducia all’esecutivo?
«Al 95 % non voterò la fiducia ad un governo Draghi. Poi mai dire mai perchè bisogna vedere squadra e programma. Pensi che non ho nemmeno votato oggi su Rousseau».
Come mai?
«Che senso ha far votare su un ipotetico governo di cui non si conosce nè il programma nè la squadra? Parlando per assurdo, ipotizziamo che Draghi scegliesse un Previti come ministro della Giustizia, dovremmo votare a favore? Questo quesito non aveva senso perchè, a mio avviso, non si avevano abbastanza dati per potersi esprimere».
Lei pensa che i vertici del Movimento la faranno votare secondo libertà di coscienza?
«Io ho sempre votato in piena libertà . Ho fatto la campagna contro il taglio dei parlamentari e sono stato anche sospeso per questo. L’eventuale espulsione non è in mano mia. Sono solo un deputato semplice».
Lei ha partecipato, qualche giorno fa, al V-Day contro Mario Draghi con altri suoi colleghi. Draghi non rappresenta, per lei, un governo dei migliori?
«Il governo dei migliori cosa significa? Migliori sotto quale punto di vista? Quindi possiamo anche non fare più delle elezioni…. Il governo dei migliori avrà una visione politica culturale di quello che si deve fare? Poi c’è una questione che reputo pericolosa».
Quale?
«Questo tutti dentro. In ogni democrazia deve esserci una qualche opposizione e se anche Fratelli d’Italia si asterrà , come sembra probabile, questa opposizione non la vedo. Io farò quello che mi impone la mia coscienza. Poi voglio ricordare che la fiducia si basa sempre su un pregiudizio perchè le azioni si valuteranno successivamente, di volta in volta».
Il Movimento sembra cambiamento parecchio. Rimprovera qualcosa ai vertici?
«Antropologicamente i cambiamenti esistono, quindi credo che sia normale che un movimento o un partito cambino. Ma valuterò il merito delle azioni future. Per dire, io sono sempre stato pronto all’ascolto, anche delle posizioni in dissenso dalle mie o quelle degli altri partiti. Se dovessi votare contro Draghi farò battaglie politiche ma in base al merito delle proposte».
Con gli altri colleghi in dissenso con i vertici, cosa farete?
«Faremo una valutazione con gli altri compagni del Movimento, io ascolto sempre gli altri. Non è detto che tutti arriveremo alla stessa valutazione. Credo che in generale io, e chi voterà contro questo governo, potremmo considerarci gli unici veri coraggiosi».
(da Open)
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Febbraio 12th, 2021 Riccardo Fucile
DAL CONGRESSO DELLA FAMIGLIA A CHI DICE CHE I GAY COMPRANO I BAMBINI
Da qualche parte Salvini la sua verginità la deve riprendere. E dopo l’ecologia e l’Europa, è arrivato il
momento delle minoranze. Ma da chi iniziare? Chi meglio degli omosessuali?
“Ministero della Salute, Anagrafe nazionale vaccini, documento di ottobre 2020: “tossicodipendenti, soggetti dediti alla prostituzione e omosessuali” sono soggetti a maggior rischio Covid. Omosessuali equiparati dal Ministero a drogati e prostitute? No comment, roba da matti!”
Lo stile è il suo, potete riconoscerlo: Salvini ha gettato alle ortiche ogni inibizione e ha fatto il suo personalissimo coming out: eccomi amici Lgbt, la Lega è aperta anche a voi adesso che dovremo governare con la sinistra. Voletemi bene.
Magari il problema più grande della comunità Lgbtqi+ fosse essere paragonati a drogati e prostitute (tra l’altro, piccolo indizio: drogati e prostitute non sono appestati, queste sono regole base se vuoi fare il padrino del prossimo gay pride), ma ti posso assicurare, caro Matteo, che nel corso dei secoli ci è stato detto di tutto. Ed è stato fatto, è bene che tu lo sappia, da quelli che (fino a ieri, da oggi la vedo più difficile) riempivano le piazze per osannarti e votarti.
Il tuo popolo, caro Salvini, è composto da omofobi e razzisti e lo sai benissimo anche tu. E c’è chi potrebbe offendersi per questo tentativo di acchiappare consensi da chi hai schifato fino al giorno prima, ma d’altronde lo hai già fatto con i leghisti del Sud Italia, quindi insomma sei parecchio navigato.
Mi permetto di darti un consiglio: butta fuori gli omofobi dalla Lega, se vuoi essere credibile. Butta fuori chi patrocina il Congresso della Famiglia di Verona, chi dice che noi omosessuali compriamo i bambini e sfruttiamo le donne, chi pensa che il nostro amore sia contro natura, chi sostiene che serva una legge contro l’eterofobia.
Ah no, quello eri tu. Ma non ti preoccupare, siamo italiani anche noi, e gli italiani dimenticano in fretta. Hai un’occasione unica Matteo, la più grande e camaleontica opera di trasformismo politico mai tentata in questo paese, forse in tutta Europa. Non lasciartela sfuggire, ma fai le cose per bene: butta fuori chi sai tu, e ci guadagniamo tutti.
(da Globalist)
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Febbraio 12th, 2021 Riccardo Fucile
PORTA LA DATA DEL 17 SETTEMBRE 2018 ED E’ FIRMATO DALLA MINISTRA GIULIA GRILLO
In un documento pubblicato dalla Asl di La Spezia gli omossessuali dal punto di vista sanitario sono indicati nella stessa categoria di «tossicodipendenti e soggetti dediti alla prostituzione»
«Omosessuali equiparati dal Ministero a drogati e prostitute? No comment, roba da matti!». Quel “roba da matti” usato per chiudere il tweet non lascia dubbi. Le parole sono di Matteo Salvini.
Il contenuto prima di quella formula invece qualche dubbio lo hanno lasciato, almeno alle decine di commenti comparsi sotto il tweet.
Davanti alla presa di posizione sul caso della Asl di La Spezia in molti hanno ricordato a Salvini di essere leader di un partito che spesso ha sostenuto posizioni contro i diritti della comunità Lgbtq+. Soprattutto in tema di matrimoni e leggi contro l’omofobia.
Non ultima la richiesta dei consiglieri comunali della Lega di Collesalvetti, in provincia di Livorno. Nelle scorse settimane il capogruppo Massimo Ciacchini aveva chiesto un censimento delle coppie gay, nello specifico avrebbe voluto avere «i dati numerici di questo fenomeno nel nostro territorio nell’attualità e nel suo sviluppo negli anni, le risorse finanziarie e le agevolazioni comunali eventualmente destinate a queste unioni, e infine se si è in grado di avere contezza circa la stabilità di queste unioni».
Come abbiamo ricostruito contattando l’ex ministra della Salute Giulia Grillo, il documento con cui la Asl di La Spezia paragona dal punto di vista sanitario gli omosessuali a i “tossicodipendenti e i soggetti dediti alla prostituzione” si riferisce a un testo del 2018.
In particolare alle disposizioni del Decreto sulle vaccinazioni del 17 settembre 2018. Quando cioè Matteo Salvini e Luigi Di Maio erano vicepremier del primo Governo guidato da Giuseppe Conte.
Giulia Grillo ha spiegato che nel documento da lei firmato la scelta di questa formula è stata «figlia di una vecchia tassonomia».
(da agenzie)
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Febbraio 12th, 2021 Riccardo Fucile
L’EPISODIO RAZZISTA NEL COMASCO: “A QUESTA UMILIAZIONE NON CI STO”… GEORGE, ORIGINARIO DEL CAMERUN, E’ IN ITALIA DA 13 ANNI E STA PER CONSEGUIRE LA SECONDA LAUREA IN MEDICINA
Cacciato dalla stazione, mentre aspettava il treno, per il colore della sua pelle. 
Georges Christian, originario del Camerun, è in Italia da 13 anni. Sta per prendere la seconda laurea in Medicina.
Il 9 febbraio fa freddo e lui si trova su una panchina della saletta di attesa della stazione di Portichetto di Luisago, in provincia di Como. È mezzanotte. Sta aspettando, per motivi urgenti e personali, il treno diretto a Milano, che passerà da lì a 12 minuti. Con sè ha solo uno zaino con dentro un libro di pediatria e uno di cardiologia. E nel frattempo chiacchiera al telefono con la sua fidanzata, si fanno compagnia.
È lei a raccontare, su Facebook, cosa accade dopo. “Sento aprirsi la porta della sala della stazione e…. “Tu! Fuori immediatamente da qui”. Qualcuno urla, ma Georges risponde: “Perchè? Sto aspettando il treno!”. Ma il vigilante replica: “Te ne devi andare fuori punto e basta”. A un nuovo tentativo di obiezione: “Ancora? Esci! O chiamo i carabinieri”. Georges prova a dire: “Per favore. Li chiami pure”.
A quel punto Fabiana Del Giudice, la ragazza, una logopedista, si spaventa: “Prego Georges di non controbattere perchè quel signore urlava in un modo impressionante. Georges mi dà retta. Torna a casa, quasi come se nulla fosse accaduto”
Ma per Fabiana qualcosa è accaduto. “Non posso far nulla, ma sento il bisogno di raccontarvi tutta la mia indignazione ma soprattutto tristezza. Non è la prima volta che mi succede e non sarà l’ultima. Eravamo solo io e lui e alla fine…cosa risolvi? No caro Georges! Io non ci sto a questa umiliazione gratuita solo per partito preso. Anzi per colore preso”.
“Nel 2021 – conclude la ragazza – siamo arrivati al 5G, esiste una specie di taxi spaziale, sono riusciti ad intercettare il Dna di un dinosauro …. ma un nero seduto sulla panchina ad aspettare è ancora preistoria? Caro vigilante… qualunque sia la tua età , ti auguro di non ritrovarti mai a doverti sentire umiliato (o un tuo figlio) perchè sei bianco, seduto su una panchina, con un biglietto, ad aspettare un treno”.
(da agenzie)
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Febbraio 12th, 2021 Riccardo Fucile
TRA I GIOVANI DELLE SUPERIORI 618 NUOVI POSITIVI, TRA QUELLI DELLE ELEMENTARI 540, NELLE MEDIA 306… LE CONSEGUENZA DELLA FOLLE POLITICHE DELLE “SCUOLE APERTE”
Duemila studenti contagiati dal Coronavirus in Campania negli ultimi 7 giorni dopo l’apertura delle scuole. È quanto emerge dal report dell’Unità di Crisi che prende in esame i dati dei nuovi positivi nelle 5 province e 7 Asl della regione.
La zona più colpita è quella dell’Asl Napoli 3 Sud, dove si registra un vero e proprio picco crescente di contagiati. Tra i ragazzi nella fascia di età tra i 14 e i 19 anni, in età quindi da scuole superiori, nel periodo dall’1 al 7 febbraio si contano 618 nuovi positivi al Coronavirus, mentre nella stessa fascia d’età dal 25 al 31 gennaio i contagi erano 431. Al secondo posto i bambini da 6 a 10 anni, in età di scuola elementare, dove nell’ultima settimana si contano 540 positivi e 362 nella settimana precedente.
Sono 29 i focolai scolastici registrati in Campania negli ultimi 7 giorni, secondo il dossier dell’Unità di Crisi per l’emergenza Covid19.
Ecco come sono ripartiti i casi dei nuovi positivi per province e per fascia d’età degli studenti, che corrisponde grosso modo anche alle fasce scolastiche: asili e scuole d’infanzia (0-5 anni), elementari o primarie (6-10 anni), medie o secondarie inferiori (11-13), superiori o secondarie di secondo grado (14-19).
Asili e scuole dell’infanzia (0-5 anni)
Per quanto riguarda la fascia 0-5 anni, dal 1 al 7 febbraio si contano 445 contagi, di cui 11 Asl Avellino, 11 Asl Benevento, 59 Asl Caserta, 46 Asl Napoli 1 Centro, 58 Asl Napoli 2 Nord, 198 Asl Napoli 3 Sud, 58 Asl Salerno.
Mentre nella settimana dal 25 al 31 gennaio ci sono stati 334 positivi, di cui 11 Asl Avellino, 5 Asl Benevento, 35 Asl Caserta, 59 Asl Napoli 1 Centro, 58 Asl Napoli 2 Nord, 127 Asl Napoli 3 Sud, 36 Asl Salerno.
Scuole elementari (6-10 anni)
Per quanto riguarda la fascia 6-10 anni, dal 1 al 7 febbraio si contano 540 contagi, di cui 17 Asl Avellino, 14 Asl benevento, 61 Asl Caserta, 67 Asl Napoli 1 Centro, 71 Asl Napoli 2 Nord, 226 Asl Napoli 3 Sud, 82 Asl Salerno.
Mentre nella settimana dal 25 al 31 gennaio ci sono stati 362 contagi, di cui 14 Asl Avellino, 5 Asl Benevento, 46 Asl Caserta, 52 Asl Napoli 1 Centro, 61 Asl Napoli 2 Nord, 138 Asl Napoli 3 Sud, 45 Asl Salerno.
Scuole medie (11-13 anni
Per quanto riguarda la fascia 11-13 anni, dal 1 al 7 febbraio si contano 306 contagi, di cui 6 Asl Avellino, 11 Asl Benevento, 37 Asl Caserta, 47 Asl Napoli 1 Centro, 37 Asl Napoli 2 Nord, 108 Asl Napoli 3 Sud, 57 Asl Salerno.
Mentre nella settimana dal 25 al 31 gennaio ci sono stati 215 contagi, di cui 3 Asl di Avellino, 2 Asl Benevento, 43 Asl Caserta, 33 Asl Napoli 1 Centro, 53 Asl Napoli 2 Nord, 59 Asl Napoli 3 Sud, 21 Asl Salerno.
Scuole Superiori (14-19 anni)
Per quanto riguarda la fascia 14-19 anni, dal 1 al 7 febbraio si contano 618 contagi, di cui 31 Asl Avellino, 14, Asl Benevento, 85 Asl Caserta, 99 Asl Napoli 1 Centro, 97 Asl Napoli 2 Nord, 184 Asl Napoli 3 Sud, 108 Asl Salerno.
Mentre nella settimana dal 25 al 31 gennaio ci sono stati 431 contagi, di cui 25 Asl Avellino, 6 Asl Benevento, 66 Asl Caserta, 72 Asl Napoli 1 Centro, 75 Asl Napoli 2 Nord, 138 Asl Napoli 3 Sud, 48 Asl Salerno.
(da Fanpage)
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