Maggio 22nd, 2021 Riccardo Fucile
DOPO UNA GIORNATA DI ACCUSE, SMENTITE, CIRCOLARI E CONTRO-CIRCOLARI L’EVENTO E’ STATO ANNULLATO
Una vicenda di cui, probabilmente, non conosceremo mai la verità. Sta di fatto che
nel pomeriggio venerdì 21 maggio, è arrivata la parola fine sulla storia della presentazione del libro Giorgia Meloni in una scuola di Messina.
La leader di Fratelli d’Italia aveva smentito di aver ricevuto (quindi anche di aver accettato) un invito per partecipare – a distanza – a questo evento che avrebbe dovuto coinvolgere tutti gli studenti dell’Istituto economico statale ‘Antonio Maria Jaci’ della città siciliana.
Ma la prima circolare riportava il suo nome e dava per assodata la sua presenza. Ora, però, è arrivato il contrordine con l’ultima circolare.
La circolare numero 234 (che di fatto cancella le indicazioni della precedente, la 233) è stata pubblicata sul sito dell’Istituto messinese e porta la firma – ancora una volta – della dirigente scolastica, la professoressa Maria Rosaria Sgrò
“Come da mail da parte della Presidente dell’Associazione Fidapa sez. Messina ricevuta con n° prot. 6463 del 21/05/2021 in cui la Fidapa informa l’Istituto di aver annullato l’evento in oggetto “Incontro con l’autore”, previsto in data 25 maggio p.v. si comunica, pertanto, che in tale giornata si svolgerà regolare attività didattica, secondo il consueto orario di lezione”.
Poche parole che, però, non forniscono una ricostruzione completa di quanto accaduto.
Perché per cancellare un evento (annunciato con una circolare con tanto di indicazioni e istruzioni, anche per quel che riguarda le assenze), quell’evento deve esser stato messo in calendario. E nell’elenco dei partecipanti compare in bella vista quello della leader di Fratelli d’Italia.
Ma Giorgia Meloni, prima attraverso una nota del suo partito e poi con un messaggio consegnato ai suoi canali social (con attacchi alla Sinistra, come sempre) smentisce addirittura di esser stata contattata, sottolineando che – in ogni caso – avrebbe rifiutato.
Meloni parla di menzogne della sinistra, ma le circolari non sono politiche.
Si tratta, infatti, di un evento organizzato in una scuola. La leader di Fratelli d’Italia, finita nel mirino delle critiche dopo la diffusione di questa notizia, se la prende con la parte sbagliata.
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Maggio 22nd, 2021 Riccardo Fucile
IL DELIRIO: SALVINI NON VUOLE URSO PERCHE’ “AMICO DELL’IRAN”, PROPRIO UNO CHE SEMMAI E’ AMICO DI ISRAELE
Neanche ventiquattro ore dopo l’atto di apparente disgelo nei confronti dell’alleata Giorgia Meloni, con le quantomai tardive dimissioni dei due esponenti leghisti dal Copasir, il presidente Raffaele Volpi e il senatore Paolo Arrigoni, il segretario della Lega Matteo Salvini torna all’attacco.
Anzi, da giovedì mattina praticamente non ha mai smesso. E, in un crescendo, ha continuato imperterrito a chiedere le dimissioni di tutti i componenti del Comitato di controllo sui servizi segreti, se l’è presa con gli altri (“Pd, M5S e compagnia sono attaccati alla poltrona, dispiace per loro”) e soprattutto ha continuato ad insinuare che il senatore di FdI membro del Copasir e designato dal suo partito come successore di Volpi, Adolfo Urso, sia ‘amico dell’Iran’ per via di pregressi rapporti professionali con quello Stato.
“Sicuramente in un momento delicato come questo con Israele sotto attacco la Lega non darà mai il suo consenso a qualcuno che ha amicizia con un regime come quello iraniano che vorrebbe cancellare Israele”, così anche ieri Salvini in un punto stampa nei pressi di Palazzo Madama.
Poco importa se sui social vi siano diverse foto di Urso con l’ex primo ministro di Israele Ariel Sharon o con l’ex presidente Shimon Peres, foto che peraltro vengono rilanciate anche dall’account Facebook ‘Alleanza per Israele’ che nella didascalia ricorda come “anche in FdI, oltre che nella Lega, nel Pd e FI, esistono amici di Israele di lungo corso”.
Ma è evidente che dietro questi attacchi pretestuosi si nascondano ben altri giochi politici: lunedì si apre il tavolo coi leader del centrodestra per la scelta dei candidati a sindaco delle più importanti città italiane, la presidenza della regione Calabria, la partita in Rai…
Insomma di carne al fuoco ce n’è e con FdI col vento in poppa – anche questa settimana la Supermedia YouTrend per Agi accredita il partito della Meloni in crescita al 18,7% ormai a una manciata di punti dalla Lega, in emorragia costante di consensi, al 21%). Il Capitano sente il fiato sul collo ed è nervoso, il tentativo di bloccare ancora il Copasir lo dimostra: questa storia si trascina da mesi, sarebbe bastato che Volpi avesse ceduto il posto a Urso – la presidenza dell’organismo spetta per legge all’opposizione, è bene ribadirlo – senza troppe sceneggiate per risolvere ‘pacificamente’ ed in fretta la questione.
Invece adesso occorre reintegrare la composizione del Copasir, orfano dei due parlamentari leghisti (Elio Vito di FI ha annunciato il ritiro delle dimissioni), i due presidenti di Camera e Senato, trattandosi di un organismo bicamerale, dovranno chiedere ai gruppi della Lega di indicare due parlamentari in sostituzione dei dimissionari (ma Salvini ha già fatto sapere che non intende farlo, non vuole nessun reintegro, vuole le dimissioni in blocco di tutti) così il Copasir nel suo plenum potrebbe procedere con l’elezione del nuovo presidente.
Ma non è finita qui: la Lega chiede anche che ne venga riequilibrata la composizione secondo quanto stabilito dalla legge, cioè 5 esponenti di maggioranza e 5 di opposizione. Di fatto in questo modo si consegnerebbe metà del Comitato a FdI, opzione inaccettabile per gli altri partiti (peraltro la stessa FdI ha rigettato l’ipotesi).
In ogni caso, se FdI dovesse insistere sul nome di Urso e la Lega dovesse mantenere il suo niet, entrerebbero in gioco i numeri: il Copasir, in base alle proporzioni dei partiti in Parlamento, è composto da 2 esponenti leghisti, 1 di FdI, 3 del M5s, 1 Pd, 2 FI e 1 di Iv
La legge dispone che “l’ufficio di presidenza, composto dal presidente, da un vicepresidente e da un segretario, è eletto dai componenti del Comitato a scrutinio segreto. Il presidente è eletto tra i componenti appartenenti ai gruppi di opposizione e per la sua elezione è necessaria la maggioranza assoluta dei componenti”.
Dunque, Urso per essere eletto al primo scrutinio (segreto) deve incassare almeno 6 voti. “Se nessuno riporta tale maggioranza, si procede al ballottaggio tra i due candidati che hanno ottenuto il maggiore numero di voti. In caso di parità di voti è proclamato eletto o entra in ballottaggio il più anziano di età”.
Insomma, fra FdI e Lega nessuno spiraglio di dialogo ma i numeri sono a favore di Urso, sul quale confluiranno i voti di tutti gli altri.
(da La Repubblica)
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Maggio 22nd, 2021 Riccardo Fucile
DODICENNI E GIA’ RAZZISTI: IMPEDISCONO A UN BAMBINO DI COLORE DI DUE ANNI DI USARE LO SCIVOLO AL PARCO GIOCHI, ISTIGATI DAI GENITORI
Succede a Piacenza e a denunciarlo è una mamma di un bambino di due anni,
italianissima mentre il suo compagno è di origini congolesi.
Arrivata in un parco pubblico un gruppo di ragazzini di circa dodici anni le voleva impedire di far usare lo scivolo al piccolo perchè “era solo per i bianchi”.
La giovane mamma di 22 anni ha raccontato la storia al quotidiano locale “Libertà”: si chiama Anna e non solo è italiana, ma anche il suo compagno di origini congolesi è nato in Italia.
Sono una coppia come tante altre che non dovrebbe finire sulle pagine di un giornale se non fosse per chi giudica il colore della pelle una e ha considerato loro figlio diverso. E così purtroppo è stato. Il piccolo di appena 22 mesi era con la mamma a giocare al parco giochi di via Emmanueli a Piacenza. Quando un gruppetto di ragazzini sui 12 anni gli ha impedito di avvicinarsi allo scivolo:
“Mio figlio stava giocando con una sua amichetta e si è diretto verso lo scivolo – dice la donna – lì c’era un gruppo di ragazzini, avranno avuto 12 anni più o meno e uno ha detto che lo scivolo era solo per i bianchi. Sono rimasta spiazzata, non mi era mai successa una cosa del genere, ma sono immediatamente intervenuta”.
La mamma ha parlato col ragazzino ma anche la sua risposta l’ha scioccata: “Mi ha detto che lui aveva deciso che quello scivolo fosse solo per i bianchi perché gli era stato spiegato che i neri vanno tenuti lontani. Che rubano, puzzano e soprattutto rubano il lavoro”.
Colpiscono tanti particolari di questa storia: che un bambino di due anni venga discriminato per il colore della sua pelle, ma soprattutto che a farlo non siano dei coriacei e stolidi adulti ma altri bambini.
Ma anche la curiosa motivazione con cui l’assessore alle politiche giovani Luca Zandonella, della Lega, ha connotato l’episodio: “Purtroppo simili episodi da parte di gruppi di giovani si sono moltiplicati nell’ultimo periodo, con il primo lockdown e sono state diverse le segnalazioni di comportamenti che non rispettano le normale regole di civile convivenza”.
(da “NextQuotidiano”)
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Maggio 22nd, 2021 Riccardo Fucile
LA VERA STORIA DELLA RAPINA IN UN VIDEO CHE DIMOSTREREBBE CHE SI E’ TRATTATA DI UNA ESECUZIONE MENTRE I RAPINATORI ERANO ORMAI IN FUGA
La versione di Mario Roggero, il gioielliere di Grinzane che durante una rapina ha sparato e ucciso due dei tre uomini che avevano fatto irruzione nel negozio, vacilla: un video mostra che ha sparato quando i rapinatori stavano già fuggendo. Non solo: si è accanito prendendo a calci un uomo a già a terra. L’accusa potrebbe passare a omicidio volontario
I colpi di pistola che hanno ucciso due aggressori e ferito il terzo rapinatore durante la rapina alla gioielleria Roggero di Grinzane avvenuta nel pomeriggio del 28 aprile scorso “risultano esser stati tutti sparati all’esterno del negozio”. come emerge dalle indagini fino ad ora condotte dai carabinieri di Alba e Cuneo e coordinate dalla procura di Asti.
In particolare, si legge in una nota della procura, “allorché i rapinatori si davano fuga sulla pubblica via, il gioielliere con l’arma colpiva in successione Alessandro Modica alla gamba destra, ferendolo, nonché Andrea Spinelli al fianco destro e Giuseppe Mazzarino alle spalle, ciascuno colpito al cuore da un proiettile che ne cagionava la morte”. Repubblica spiega cosa si vede nel video:
“Il sospetto che Roggero, 66 anni e una brutta rapina subita in passato, avesse sparato fuori, ai rapinatori già in fuga, è diventato certezza. Ma la vera sorpresa è stata la reazione avuta nei confronti di chi era già inoffensivo e steso a terra. Non erano stati accorti Andrea Spinelli, Giuseppe Mazzarino e Alessandro Modica nel preparare il colpo. Avevano scelto una Fiesta bianca solo a due porte, che non rendeva agevole salire. E l’avevano pure parcheggiata di “testa”, così da dover fare manovra per fuggire. Ma al momento della sparatoria, erano a bordo. Sono scesi quando sono stati raggiunti dal primo colpo che ha mandato in frantumi un vetro. Ma Roggero ha sparato ancora. Ha colpito al petto Mazzarino, crollato vicino all’auto. Poi Modica, alla gamba (arrestato in ospedale). Spinelli è stato invece colpito alla schiena, ed è caduto in strada, dove il gioielliere gli ha sferrato calci. È riuscito a rialzarsi e ha avuto una colluttazione, cercando di strappargli la pistola, fino a crollare esanime vicino alle strisce pedonali
Gli accertamenti proseguono con la collaborazione dei carabinieri e dei consulenti medico-legale e balistico e “alla conclusione, una volta ricostruito il fatto in modo completo – conclude la nota – si provvederà alla sua conforme qualificazione giuridica ed alle conseguenti determinazioni”.
(da NextQuotidiano)
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Maggio 22nd, 2021 Riccardo Fucile
ALMENO ALTRE QUATTRO VITTIME DELLO STUPRATORE SERIALE
Sono almeno quattro – oltre a quella che ha denunciato la violenza che ha portato
in carcere l’uomo – le vittime, non ancora identificate, di Antonio Di Fazio, amministratore unico della Global Farma, arrestato con l’accusa di aver violentato una 21enne attirata con il pretesto di uno stage. Lo si apprende da investigatori e inquirenti. L’arrestato in casa aveva anche una pistola finta, un lampeggiante e un tesserino del Ministero dell’Interno. Secondo l’accusa, millantava anche rapporti con imprenditori internazionali.
L’imprenditore è ritenuto un violentatore seriale. La ragazza, secondo la ricostruzione, è stata attirata nell’azienda dell’uomo e poi, col pretesto di incontrare altri imprenditori, nella casa, poco distante, dove è avvenuta la violenza.
Nella casa indizi di altre violenze ai danni di ragazze altrettanto giovani. Amante della bella vita e di auto lussuose e ritenuto un millantatore, sulla scorta di un contratto di forniture di mascherine alla Regione si spacciava come Alto commissario per l’emergenza Covid.
Le indagini dei militari, coordinate dal Dipartimento “Tutela della famiglia, dei minori e di altri soggetti deboli” della Procura di Milano, sono cominciate dopo la denuncia della giovane. Nel corso della perquisizione in casa dell’uomo erano state trovate, nascoste in una nicchia a scomparsa della cucina, due confezioni di “Bromazepam”, un ansiolitico della famiglia delle benzodiazepine.
I carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia Porta Monforte in collaborazione con quelli del Nucleo Investigativo di Milano, hanno accertato, grazie all’analisi dei tabulati telefonici, delle immagini estrapolate dagli impianti di videosorveglianza e dei dati gps registrati dallo smartwatch della ragazza e con accertamenti su vari telefoni e computer utilizzati dall’imprenditore, che l’uomo il 26 marzo dopo aver invitato la vittima a una finta riunione di lavoro, le aveva somministrato, mescolandola con un caffè e un succo d’arancia, un’elevata dose di benzodiazepine, provocandole un’intossicazione con avvelenamento.
Questo, spiegano i militari, “per privarla della libertà personale, trattenendola presso la propria abitazione contro la sua volontà fino al mattino seguente, porla in uno stato di incapacità di volere e di agire per abusarne e fotografarla”
L’uomo, preoccupato dall’esito della perquisizione e dalle indagini aveva addirittura tentato di crearsi un alibi, consigliando familiari e amici a rendere dichiarazioni compiacenti e accusando la studentessa e la sua famiglia di tentare un’estorsione ai suoi danni.
(da agenzie)
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