Destra di Popolo.net

SULL”INCONTRO CON L’UOMO DEI SERVIZI SEGRETI SALVINI DIFENDE RENZI

Maggio 5th, 2021 Riccardo Fucile

RESTITUISCE IL FAVORE DEL COPASIR: L’ALLEANZA TRA SOVRANISMO FINANZIARIO E DESTRA ECONOMICA

A fare più rumore nelle chat degli alleati di FdI e soprattutto tra chi conosce le dinamiche del Copasir, il Comitato parlamentare che controlla i servizi segreti, è stata però la difesa di Salvini. “L’asse tra i due Matteo si è consolidato anche sul Copasir” fanno notare dal partito di Giorgia Meloni che da settimane rivendica per sé, in quanto unico partito di opposizione, la presidenza.
Peccato che a presiedere il Copasir sia ancora il leghista Raffaele Volpi, di antica scuola Dc, che nonostante gli appelli di 40 costituzionalisti e le pressioni politiche non ha intenzione di lasciare il posto al candidato di FdI, Adolfo Urso. E a Renzi va bene così.
Non a caso Italia Viva, sempre molto attenta ai rapporti tra istituzioni e intelligence, sia l’unico partito che tace sul caso della presidenza del Copasir e abbia di fatto avallato la scelta della continuità di Volpi, in ottimi rapporti con Renzi.
Tant’è che nell’ottobre 2019, con il governo Conte-2 appena insediato, il leghista fu eletto presidente a San Macuto al posto del ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, proprio grazie al voto decisivo del senatore renziano Ernesto Magorno che gli permise di ottenere 6 preferenze su 10 ed evitare un pericoloso ballottaggio visto che Forza Italia rivendicava quella poltrona per Elio Vito.
Sicché, mentre il Comitato ha ripreso a lavorare sentendo ilcommissario all’emergenza Francesco Figliuolo, il sottosegretario ai Servizi Franco Gabrielli e il numero uno dell’Aisi Mario Parente, c’è chi vede nel rapporto tra Renzi e Volpi (e Salvini) la scelta del Copasir di “scordarsi” di audire proprio il leader di Iv e l’ex premier Conte sul caso della visita del ministro della Giustizia americano William Barr nell’ambito del Russiagate.
Un tema sensibile anche per la Lega. Epperò Volpi giovedì, quando il Copasir si riunirà per ascoltare il titolare dell’Aise Giovanni Caravelli su temi di politica internazionale (Libia, Iran, Cina), dovrà decidere cosa fare anche sull’incontro tra Renzi e Mancini.
Ne discuterà l’ufficio di Presidenza. “Non lasceremo che la questione rimanga sui giornali”, fanno sapere dal Pd, mentre anche FI e il M5S sarebbero intenzionati a chiedere chiarimenti per capire come sono andate le cose. E tra le ipotesi sul tavolo, fanno sapere fonti qualificate del Copasir, c’è anche la possibilità di convocare in audizione lo stesso Renzi, Mancini e il direttore del Dis Gennaro Vecchione. Oltre a raccogliere informazioni sul colloquio, i componenti del Copasir vogliono capire anche se i due interlocutori fossero pedinati. Per quanto risulta al Fatto, no.
È vero invece che l’intraprendenza di Mancini non è gradita da tutti nel governo: il dirigente, che ai tempi dell’incontro con Renzi puntava a una vicedirezione operativa o almeno del Dis, potrebbe essere ridimensionato. Intanto ieri la deputata M5S Vittoria Baldino ha presentato un’interrogazione a Mario Draghi per chiedere chiarimenti su un possibile nesso con la caduta del governo Conte.
(da il Fatto Quotidiano)

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L’INSEGNANTE DEL VIDEO DELL’INCONTRO IN AUTOGRILL CON LO 007 RISPONDE ALLE INSINUAZIONI DI RENZI: “NON SONO DEI SERVIZI SEGRETI”

Maggio 5th, 2021 Riccardo Fucile

LE RISPOSTE DEL TESTIMONE SCOMODO CHE HA IMMORTALATO L’INCONTRO IMBARAZZANTE DI RENZI

Il filmato mandato in onda lunedì da Report che documentava l’incontro nell’autogrill di Fiano Romano lo ha registrato un’insegnante che passava di lì per caso e ha riconosciuto il leader di Italia Viva, ma non il suo interlocutore. Il video di Report ha scatenato la reazione di Italia Viva, che ha presentato un’interrogazione accusando la trasmissione di aver pagato 45mila euro a una società del Lussemburgo per avere notizie “contro Renzi”. E intanto ancora non si capisce come facesse Renzi a sapere del video se durante l’intervista di Giorgio Mottola non se ne era ancora parlato. Intanto però l’insegnante ha consegnato a Ranucci le risposte alle domande che si faceva Renzi nella enews di Italia Viva:
Mentre il padre sta male, la signora si insospettisce perché vede un tipo elegante ma losco che si aggira nervoso in attesa di qualcuno
Mi insospettisco perché il tipo (n.r Marco Mancini) era palesemente insofferente, guardava più volte il cellulare ed era con altri due uomini. Mi sono chiesta chissà chi fosse questa persona con scorta al seguito.
La signora si disinteressa del padre
Mio padre ha avuto un brutto inconveniente gastro-intestinale che lo ha portato ad usufruire dei servizi igienici dell’area di sosta per svariato tempo. Mio padre non è giovanissimo certo, ma fortunatamente non ha bisogno di aiuto. Cosa avrei dovuto fare per tutto il tempo in cui ha usufruito della toilette? Passargli la carta igienica? Mi sono limitata a ritirare la camomilla che avevano preparato al bar, e sono rientrata in auto ad aspettare mio padre.
Renzi senza cappotto il 23 dicembre in mezzo alla gente che passa, e la signora continua a videoregistrare con sprezzo del pericolo. Complimenti alla batteria del cellulare intanto
Che fosse il 23 dicembre è registrato anche nel front delle foto non manomissibile, o almeno non da me. L’area di servizio, e ancor di più quella zona della stessa, era pressoché deserta. In quanto la struttura principale si trova in ristrutturazione e sono assicurati i servizi minimi in container provvisori. Quindi si tratta di un’area di servizio che al momento non lavorava certo a pieno regime. Il video girato non dura assolutamente 40 minuti bensì 29 secondi.
Mentre 40 minuti è durato l’intero incontro, durante il quale non ho visto uno scambio di dolci, dei babbi di cui ha parlato nell’intervista. Non so se sia avvenuto attraverso gli uomini della scorta. E alla domanda “mio padre nel frattempo continuava andare in bagno?”, la risposta, anche se mi imbarazza, è si! Mio padre è stato costretto dal malore a ricorrere più volte all’uso della toilette
La prof chiusa dentro la macchina riesce a registrare le parole di commiato che sembrano quasi una minaccia. Il fatto che la signora riesca, a distanza di metri, col finestrino chiuso a sentire parole senza neanche leggere il labiale…
Ero dentro la macchina sì. Ma con il finestrino del guidatore (quindi anteriore sinistro) leggermente abbassato. Nonostante fosse inverno lo tenevo così per areare un po’ l’abitacolo. Le due persone si sono salutate molto vicino alla mia auto. Quindi ho potuto chiaramente sentire il saluto e la frase pronunciata in tono tutt’altro che minaccioso.
La signora sfoggia doti divinatorie e spiega che il signore elegante ma losco gira e torna a Roma mentre Renzi va verso Firenze. Come è possibile?
È possibile perché l’area di servizio in questione è prima del casello di Roma Nord dal quale una volta passato si può proseguire per Firenze, come ha fatto l’auto di Renzi, o girare e tornare verso Roma prendendo la cosiddetta bretella girando alle indicazioni per L’Aquila /Pescara/ Napoli. La macchina del signore che ha incontrato Renzi è partita poco prima che io lasciassi l’autogrill, io sono partita prima di Renzi, poi la sua auto ci ha superato in direzione verso Firenze a gran velocità.
La signora custodisce come una reliquia il video
Non ho custodito il video anzi, in data 31/12, ho inviato il materiale alla redazione web di un giornale nazionale che non mi ha mai risposto né tantomeno contattato. Lo staff di Report è a conoscenza di questa mia email.
Ci tengo a ribadire, come già detto nell’intervista che non ho mai riconosciuto il tipo sulle foto. Né avrei potuto, e non ho saputo la sua identità fino alla messa in onda del servizio di Report. Ho inviato il materiale alla redazione di Report dopo il servizio del 12 aprile 2021. Non perché avessi riconosciuto il dirigente dei servizi segreti, ma semplicemente perché il servizio mi aveva riacceso la curiosità di sapere perché in quasi piena crisi di governo, uno dei protagonisti si incontrasse in un’area di servizio pressoché dismessa e deserta.
Vorrei sottolineare al senatore Renzi che se un giorno volesse, io sarei disposta anche a incontrarlo, da soli, senza altre persone. Perché vorrei si togliesse il dubbio che qualcuno l’avesse spiato o che sia finito al centro di un complotto. Io a differenza del signore che ha incontrato, non appartengo ad alcun servizio segreto. Sono solo una normale insegnante che si è trovata nel posto giusto ma al momento sbagliato. Sbagliato, non certo per me.

(da La Notizia)

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CARO CONTE, ANCHE TU HAI TENUTO I PORTI CHIUSI, EVITA DI RACCONTARE BALLE

Maggio 5th, 2021 Riccardo Fucile

NON DIMENTICHIAMO L’ANNO E MEZZO IN CUI HAI RETTO IL MOCCOLO ALLA LEGA CON I DECRETI SICUREZZA… SI PUO’ ANCHE CAMBIARE IDEA, MA PRIMA SI CHIEDE SCUSA, NON SI NEGA L’EVIDENZA

La Mezzaluna Rossa libica (l’equivalente più o meno della nostra Croce Rossa) ieri ha annunciato altri 50 morti in un naufragio al largo della Libia. Poco prima l’Oim, l’agenzia dell’Onu per le migrazioni, aveva riferito della morte di almeno 11 persone dopo che il gommone su cui viaggiavano era affondato. La Guardia Costiera libica come al solito dice di non esserne informata.
Una cosa è certa: nel Mediterraneo si continua a morire ma la vicenda non sfiora la politica nazionale, merita qualche contrita pietà passeggera e poi scivola via.
L’importante, in fondo, è solo mantenere ognuno la propria narrazione: ci sono i “porti chiusi” di Salvini che rivendica di averlo fatto ma poi in tribunale frigna chiamando in causa anche i suoi ex compagni di governo, c’è il “blocco navale” evocato da Giorgia Meloni, c’è il PD che finge di avere dimenticato di essere il partito che con Minniti ha innescato l’onda narrativa e giuridica che ci ha portati fin qui e c’è il Movimento 5 Stelle che si barcamena tra una posizione e l’altra.
A proposito di M5S: il (prossimo) leader Conte è riuscito a dire in scioltezza “con me porti mai chiusi” provando a cancellare con un colpo di spugna quel suo sorriso tronfio mentre si faceva fotografare al fianco di Salvini con tanto di foglietto in mano per celebrare l’hashtag decretosalvini e la dicitura “sicurezza e immigrazione”.
Conte che sembra avere improvvisamente dimenticato le sue stesse parole su Sea Watch e sulla comandante Carola Rackete: “è stato – disse Conte – un ricatto politico sulla pelle di 40 persone”. Insomma, non proprio le parole di chi vuole prendere le distanze dalla politica di Salvini.
Oltre le parole ci sono i fatti: l’ultimo atto del Parlamento prima della caduta del primo governo Conte nell’agosto 2019 è stato il “decreto sicurezza bis” che stringeva ancora più i lacci dell’immigrazione. Sempre ad agosto 2019, 159 migranti sulla nave Open Arms sono stati 19 giorni in mare senza la possibilità di attraccare nei porti italiani.
Insomma: partendo dal presupposto che i porti non si possano “chiudere” per il diritto internazionale è vero che Conte a braccetto con Salvini ha sposato l’idea dei “porti chiusi” nel senso più largo e più politico.
Ed è pur vero che nessun governo, compreso questo, sembra avere nessun’altra idea politica che non sia quella di galleggiare tra dittature usate come rubinetto per frenare le migrazioni in un’Europa che galleggia appaltando i propri confini.
Gli unici che non galleggiano sono i morti nel Mediterraneo.
(da TPI)

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NO, PASOLINI NON FU ESPULSO DAL PCI PERCHE’ ERA OMOSESSUALE

Maggio 5th, 2021 Riccardo Fucile

I SOVRANISTI DA TASTIERA NON SANNO NEANCHE LEGGERE SENTENZE E FATTI

L’ho letto su Internet e quindi lo condivido. Non passa neanche per l’anticamera del cervello di questi sovranisti l’idea che non tutto quel che viene pubblicato sui social sia vero. E, proprio seguendo questo manuale del sovranista medio da tastiera, su Twitter e Facebook è stata diffusa la bufala di “Pasolini espulso dal PCI perché omosessuale“. La fake news è deflagrata all’indomani della tanto contestata esibizione di Fedez sul palco del Concertone del Primo Maggio all’Auditorium Parco della Musica. Ovviamente si tratta di pura disinformazione prodotto e protratta da chi non conosce la storia.
Il testo copiato&incollato è sempre lo stesso, come si evince da questa breve raccolta. Abbiamo isolato solamente otto tweet, quelli con più interazioni, ma la portata e la diffusione di questa bufala è palese cercando sul motore di ricerca di Twitter la frase “Pasolini espulso dal PCI perché omosessuale”.
Come evidente, le parole utilizzate da tutti questi profili (sì, abbiamo controllato e si tratta di sostenitori di Lega, Fratelli d’Italia e con evidenti simpatie per l’estrema destra italiana) sono frutto di una sorta di “Tweet-Bomb” (o Tweet Storm) per attaccare Fedez che sul palco del Concertone del Primo Maggio aveva citato testualmente alcuni pensieri di alcuni esponenti (ed ex esponenti) della Lega sull’omosessualità e gli omosessuali.
Insomma, il classico assalto da squadrismo social che aveva come obiettivo primario il ddl Zan e la personalità pubblica che ha sostenuto e sostiene la necessità di una legge contro l’omotransfobia, la misoginia e l’abilismo.
E già questa definizione dovrebbe far capire bene quali siano i riferimenti di questo disegno di legge già approvato alla Camera dei deputati lo scorso 4 novembre.
A questo punto, però, spieghiamo perché la storia di “Pasolini espulso dal PCI perché omosessuale” è una bufala.
Lo scrittore, regista e sceneggiatore è stato realmente cacciato dal Partito Comunista Italiano. Era il 26 ottobre del 1952 e il PCI di Udine decise di espellere Pasolini dal partito per “per indegnità morale e politica“.
Il motivo? Nel 1949, durante la sagra di Santa Sabina a Ramuscello (in provincia di Pordenone), venne accusato di atti osceni in luogo pubblico con minorenni.
Il processo, durato circa tre anni, vide decadere molti capi di imputazione, come quello di corruzione di minore. Alla fine Pasolini fu condannato solamente per atti osceni in luogo pubblico. E la decisione del PCI di Udine si basava su quella condanna e non sul fatto che il poeta e sceneggiatore fosse omosessuale.
Una storia molto semplice che i sovranisti da tastiera, proprio come l’Accattone raccontato da Pasolini, hanno cavalcato per attaccare Fedez e il ddl Zan. Peccato per loro che sia una pessima bufala.
(da Giornalettismo)

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DI BATTISTA: “IL GOVERNO E’ UN PERICOLOSO ASSEMBRAMENTO PER GESTIRE I QUATTRINI DEL RECOVERY”

Maggio 5th, 2021 Riccardo Fucile

“IN NESSUN PAESE AL MONDO PARTITI COSI’ DISSIMILI SI SONO MESSI INSIEME PER TENTARE DI GESTIRE I QUATTRINI DEL RECOVERY”

A Di Martedì, davanti a un Bruno Vespa sorridente, Giovanni Floris lancia un’intervista all’ex grillino Alessandro Di Battista. Che ha lasciato il Movimento perché non riusciva a digerire il governo Draghi.
Ed è sostanzialmente quello che ha ripetuto anche all’inviata di La7: “Io non credo in un governo dove ci sono tutti dentro”. E fino a qui era tutto già chiaro. Sono altre le parole e le frasi che divertono. Partendo dalla fine: “Sto scrivendo un libro contro il Governo Draghi”. E poi, attaccando (anche) i suoi ex amici: “Ormai i politici non ci stanno più, ormai fanno gli opinionisti. In nessun Paese al mondo partiti così dissimili si son messi insieme per gestire i quattrini del Recovery”.
Ecco cosa ha detto l’ex grillino:
“Per me in un Paese sano deve esistere un’opposizione. Il tema è proprio l’assembramento al governo, io ho criticato il partito democratico perché per me è un partito di establishment. Critico la Lega e ho fatto una denuncia sui voli della Casellati, seconda carica dello Stato, e sarebbe bene seguirla perché ritengo che la seconda carica dello Stato se avesse utilizzato un aereo di Stato per andare in vacanza dovrebbe dimettersi. Il Movimento 5 Stelle non sta facendo bene a rimanere dentro a questo governo. Il fatto stesso che io sia uscito dal Movimento 5 Stelle perché hanno sostenuto questo governo, palesa quello che io pensi di questo assembramento pericoloso al governo. Perché in nessun Paese al mondo partiti così dissimili si son messi insieme per tentare di gestire i quattrini del Recovery plan, per me è una cosa indecorosa. Ormai i politici non ci stanno più, ormai fanno gli opinionisti, guarda il Caso Fedez. I politici non è che devono commentare tutto lo scibile umano, son pagati per fare le leggi, non per prendere posizione e basta. Prendere posizione è giusto, ma risolvessero i problemi. Non devono fare i commentatori, il politico non può fare l’opinionista, è ridicolo. Ho aperto i siti e ho visto un politico che commentava il discorso di Fedez, Letta che commentava Pio e Amedeo. Una roba… ma dove sta la politica! Esco a breve con un libro contro il governo Draghi. Per poter scrivere in assoluta libertà quello che voglio ho dovuto fare delle rinunce e non è facile”.
(da NextQuotidiano)

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L’EUROPARLAMENTARE LEGHISTA CHE DICE CHE IL COVID SI CURA CON LE VITAMINE E VIENE SBUGIARDATA IN DIRETTA TV

Maggio 5th, 2021 Riccardo Fucile

BASSETTI PRIMA STRABUZZA GLI OCCHI, POI SMENTISCE IN TOTO

La Lega torna a sfoderare i suoi pezzi da novanta e regala un’emozionante doppietta nel giro di pochi giorni.
La protagonista è sempre Francesca Donato che, solo qualche giorno fa, aveva paragonato i vicini delatori – ovvero quelli che avvisano le forze dell’ordine in caso di feste domiciliari con assembramenti – a chi faceva la spia sugli ebrei nascosti al tempo del nazi-fascismo.
Questo sembrava essere l’apice dei commenti dell’europarlamentare del Carroccio, ma ieri sera ha deciso di confermare questa sua predisposizione alle figuracce ricevendo una smentita in diretta sul Covid che si cura con le vitamine e gli integratori.
Durante la puntata di Di Martedì, Francesca Donato prende la parola parlando di terapie domiciliari per curare l’infezione da Sars-CoV-2 e la malattia che ne deriva.
A un certo punto, cita studi “siciliani” sulle vitamine e gli integratori che aiutano a debellare il Covid. Ed è lì che scatta l’imbarazzo in studio.
Giovanni Floris la ferma e fa intervenire gli altri ospiti in studio e in collegamento. E proprio sullo schermo alle spalle dell’eurodeputata leghista appare il volto di Matteo Bassetti che, incredulo per quella affermazione, strabuzza gli occhi.
L’infettivologo dell’Ospedale San Martino di Genova non si limita a una mimica facciale che sottolinea tutte le amenità appena pronunciate (perché citare studi non è sintomo di cure efficaci, visto che il percorso di revisione delle ricerche è lungo e non si limita alla pubblicazione su qualche sito o rivista), ma smentisce in toto quelle fuorvianti parole: “No, mi dispiace ma la lettura scientifica non dice che il Covid si cura con le vitamine. Ci sono degli studi che dimostrerebbero un beneficio di alcuni di questi farmaci, ma nessuno di questi studi è stato condotto seguendo le regole della Good Clinical Practice”.
Si tratta di studi randomizzati e controllati, come spiega bene Matteo Bassetti rivolgendosi a Francesca Donato, che si basano su un confronto tra un farmaco e un placebo. Insomma, di cosa stiamo parlando? Di cosa parla la leghista in diretta televisiva? per fortuna c’è stato un fact-checking in diretta e quell’affermazione è stata smentita sul nascere.
(da NextQuotidiano)

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SONDAGGIO IPSOS: SALVINI E’ MENO POPOLARE DI SPERANZA NEL GRADIMENTO DEI LEADER POLITICI

Maggio 5th, 2021 Riccardo Fucile

ECCO LA CLASSIFICA

I sondaggi politici che Nando Pagnoncelli ha presentato a Dimartedì sulla popolarità dei leader politici non vedono il leader della Lega Matteo Salvini svettare nella classifica: anzi. Il ministro della Salute Speranza lo supera di diversi punti
Nonostante la campagna contro il ministro che “vede rosso” e la propaganda sul coprifuoco Salvini infatti non solo è meno gradito come leader di Giorgia Meloni, ma anche di Roberto Speranza che conquista il consenso del 36% del campione intervistato nella rilevazione Ipsos contro il 30% del “Capitano”.
Conte è primo con il 55%, seconda la Meloni con il 37%, poi Speranza con il 36%, seguono appaiati al 30% Letta e Salvini, quindi Berlusconi con il 28% insieme a Toti, quindi Calenda al 23%, Fratoianni al 22%, Bonelli e Lupi al 19%, Crimi al 14% e ultimo Renzi al 10%
(da NextQuotidiano)

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“I BRAVI RAGAZZI” E “LA POLLASTRA CHE DOVEVA STARE A CASA”: I COMMENTI DISGUSTOSI DEI CITTADINI DI CAMPOBELLO DI MAZARA

Maggio 5th, 2021 Riccardo Fucile

BENVENUTI NELLA SUBURRA D’ITALIA DOVE GLI ANZIANI DIFENDONO I VIOLENTATORI… PER FORTUNA ENTRO BREVE SI TOGLIERANNO DAI COGLIONI

Nei giorni scorsi la storia della ragazza di diciotto anni che ha denunciato di essere stata stuprata da quattro suoi amici che l’avevano invitata con l’inganno ad una festa ha fatto molto discutere.
Soprattutto perché il padre della diciottenne in un primo tempo li aveva difesi definendoli “bravi ragazzi” mentre la figlia era “ubriaca” e quindi non attendibile. Si era parlato di minacce che l’uomo avrebbe subìto, e la figlia lo aveva anche difeso. Però oltre a questo di sicuro a Campobello c’è anche un problema culturale. Lo dimostra un servizio di Cartabianca in cui le risposte dei cittadini del paese in Sicilia ricordano tempi che sembravano ormai passati ma che in tante parti d’Italia sono ancora purtroppo ancora una realtà.
Nel servizio l’inviata chiede agli abitanti di Campobello un’opinione sulla vicenda.
E se le risposte dei ragazzi più giovani sono tutte in linea con una difesa non solo della ragazza ma anche del principio generale che non è possibile colpevolizzare una vittima perché era ubriaca o perché è “uscita con tre ragazzi”, invece dalle persone più anziane arrivano parole sconvolgenti.
C’è chi la chiama pollastra, c’è chi dice “che non è stata presa con la forza” e da padre si vergognerebbe di lei e non le avrebbe permesso di denunciare.
Chi la considera una “pollastra” e si chiede perché non stesse a casa invece di uscire con tre ragazzi. Come dire “se l’è cercata”.
Chi addirittura insinua che abbia denunciato il falso, perché “tu puoi dire ‘oggi ci divertiamo tutti’ e domani dici ‘no è stata una violenza’”.
Per finire con chi difende il padre che conosceva i ragazzi e quindi, si fidava e ha creduto alla loro versione e non a quella della figlia per questo. E si sente di nuovo quella frase “bravi ragazzi”, mentre a mezza bocca c’è chi lo dice chiaramente “un po’ è colpa della ragazza”.
Una fogna a cielo aperto
(da agenzie)

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MILANO, L’ORA DELLA VERITA’ PER “AMLETO” ALBERTINI E IL CENTRODESTRA ALLA RICERCA DI UN CANDIDATO

Maggio 5th, 2021 Riccardo Fucile

L’EX SINDACO TENTENNA, NONOSTANTE LE PRESSIONI

Nel centrodestra è corsa contro il tempo per convincere Gabriele Albertini ad accettare la candidatura a sindaco contro Beppe Sala. A
lbertini tentenna e ieri ci sono volute ben tre telefonate di Silvio Berlusconi nel corso della giornata per rassicurarlo.
Dopo che anche dal leader della Lega era arrivato un segnale di nervosismo. “Io ancora ci spero – ha spiegato ieri pomeriggio Matteo Salvini, che poi si è domandato – . Ma se Albertini e Bertolaso ricevono solo dei no? Intanto convinciamo Albertini a Milano e Bertolaso a Roma e poi parliamo di tutto il resto con gli alleati”.
In serata, da fonti della Lega filtra una evidente preoccupazione. “Il 99 per cento dei milanesi che vogliono il cambiamento sperano che i partiti del centrodestra si muovano e scelgano subito Albertini, una candidatura indipendente e vincente”.
Mentre le stesse fonti aggiungono che “perdite di tempo o litigi su altro non fanno il bene di una città che non merita altri anni di immobilismo di sinistra”.
Per Fratelli d’Italia, interviene il vicepresidente del Senato Ignazio La Russa per cercare di sgombrare il campo dagli equivoci. “Salvini non può certo riferirsi a noi – scandisce l’ex ministro – . Non abbiamo mai detto no ad Albertini come non abbiamo detto sì solo perché non è stato ancora convocato il tavolo sulle candidature. Sarebbe stato scortese nei confronti della rosa dei candidati che finora si sono detti disponibili. E perché annunciarlo fuori dai tavoli finirebbe per danneggiare il candidato”.
Chiarita la posizione del partito di Giorgia Meloni, La Russa aggiunge: “Salvini convochi il tavolo e sono sicuro che in poco tempo troveremo l’accordo su tutte le candidature”.
Anche da Arcore confermano che Berlusconi e Albertini “si stanno parlando” e che Forza Italia “resta speranzosa”. La senatrice berlusconiana Licia Ronzulli dichiara apertamente che “Milano ha bisogno di Albertini, lo ama e lo aspetta ancora”.
L’ex sindaco dal 1997 al 2006 tiene il centrodestra sulla corda. Scherza su una vignetta opera di Attilio Busolin, alto dirigente di banca e disegnatore dilettante, che ritrae Albertini in preda a un dubbio amletico sotto la scritta “torno, non torno”.
Corredata da un hashtag che lo definisce, non a caso, “Gabriele Amletini”. Ieri sera è stato relatore a una iniziativa sulla Brigata Ebraica organizzata dall’unione Democratica Amici d’Israele di cui è presidente onorario.
Nel frattempo, sta preparando la risposta alla lettera aperta con cui Vittorio Feltri gli ha chiesto pubblicamente lo scorso 22 aprile di “ritornare a Palazzo Marino e di dargli una ripulita”. Sostenendo che “non c’è alcun cittadino che non abbia la testa sulle spalle che non ti rimpianga”. Invitandolo a “non esitare” e a “darci una mano a risollevarci dall’attuale grigiore”.
Tra i più forti sostenitori di Albertini ci sarebbe anche “Cambiamo”. Il movimento fondato da Giovanni Toti considera l’ex sindaco capace di dare filo da torcere a Sala. Il deputato Guido Della Frera, ex Fi ora “totiano”, è tra quelli che più si starebbe spendendo per convincere il centrodestra a chiudere sull’ex europarlamentare.
Mentre chi conosce bene Maurizio Lupi assicura che il presidente di Nci potrebbe valutare un suo impegno per Milano solo quando questa possibilità dovesse essere posta al tavolo nazionale del centrodestra e se ci fosse la convergenza di tutti. Resta comunque ancora da sciogliere anche il nodo su chi si accollerà i costi della campagna elettorale.
(da La Repubblica)

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