Gennaio 18th, 2022 Riccardo Fucile
“INACCETTABILE RIFIUTARE IL VACCINO“
Pina Cipolletta, maestra che insegna all’istituto Rodari-Marconi di Porto Sant’Elpidio in provincia di Fermo, ha scritto una lettera aperta ai colleghi che non vogliono vaccinarsi contro il Coronavirus.
La missiva, riportata oggi da Il Resto del Carlino, rappresenta una dura reprimenda nei confronti degli insegnanti No vax. «Nella mia scuola – scrive Cipolletta –, che fa della didattica laboratoriale, dell’apprendimento cooperativo e dell’intenzione pedagogica sempre dichiarata di voler esser una scuola inclusiva il suo punto di forza, diversi colleghi rifiutano il vaccino. Con l’obbligo scattato dal 15 dicembre, diverse colleghe non sono al lavoro. Astensioni e permessi hanno portato a classi che hanno perso le loro insegnanti, bambini diversamente abili, i più fragili, i più delicati, hanno perso le loro insegnanti».
E a scuola, spiega la maestra, «ognuno fa la sua parte e io ho fatto la mia parlando a viso aperto con chi rifiuta il vaccino sentendomi rispondere: ’Ho paura di quello che mi mettono nel corpo’, ’Ho un problema che però i medici non mi riconoscono’, ’Si tratta di un siero’, ’Il vaccino? Preferisco morire di Covid che morire di vaccino’. E no. Quante morti in solitudine, quante… Hai la tentazione, che è ancora un porgere la mano, di raccontare di cosa è fatta una crisi respiratoria, visto che lo sai, ma chiudi. Chiudi. In questa comunità compito della scuola dovrebbe essere il riconoscimento della competenza scientifica e del suo sapere oggettivo, riproducibile e sperimentabile. La scienza procede, per definizione, per ’prove ed errori’, anche in questa emergenza sanitaria la comunità scientifica si è più volte contraddetta, ma è solo grazie ai vaccini che la mortalità è diminuita. Almeno questo venga riconosciuto».
Infine, l’appello: «La qualità della scuola sta anche nella regolarità dello stare insieme. Con il vaccino il virus veicola di meno: facciamo di tutto per evitare la Dad, chiudere le scuole porta un danno educativo e formativo enorme, permanente. La Dad è anche uno strumento che solca il divario di classe sociale perché non tutti i bambini hanno biblioteche in casa e adulti che li seguono. In una comunità ognuno fa la sua parte, sempre che non si sia stati contagiati da un virus che si chiama individualismo, virus ancora più letale del Covid. Ho impresse le parole luminose di papa Bergoglio: ’Vaccinarsi è un atto d’amore. E l’amore è sempre un atto sociale e politico’. ’Sociale e politico’ e io a rispondere ’Bravo Papa, hai detto proprio tutto’».
(da agenzie)
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Gennaio 18th, 2022 Riccardo Fucile
POSITIVI TRA GLI 8 E I 16 MILIONI
Quanto sono davvero i contagi in Italia? Mentre i numeri del bollettino registrano
un rallentamento dei positivi e c’è chi comincia a parlare di plateau, Milena Gabanelli e Simona Ravizza sul Corriere della Sera segnalano che se dall’1 al 15 gennaio i test hanno scoperto 2.381.081 positivi, i contagi reali potrebbero ammontare a un numero-monstre: tra gli 8 e i 16 milioni totali.
Il calcolo parte da un presupposto: il tasso di positività, cioè il numero di persone rilevate come positive a un test del tampone per il Coronavirus, in Italia non è mai stato così elevato. È arrivato al 15% mentre in passato si superava a fatica quota 5–6. Ma più il tasso di positività è alto, più ci sono infetti che rischiano di non essere trovati.
I veri numeri del contagio
E questo perché nel frattempo è saltato il sistema di tracciamento. E gran parte delle infezioni asintomatiche non viene rilevata. Per questo, spiega il quotidiano, è verosimile che oggi venga registrata soltanto una frazione compresa tra il 15 e il 30% dei contagi reali.
A supporto del ragionamento c’è anche il recente studio Hospitalisation risk for Omicron cases in England del 22 dicembre 2021 dell’Imperial College di Londra (Report 50). Il quale sottolinea come in Uk si vede solo 1 caso su 3. E il contagio passa anche per i vaccinati, come ha sottolineato anche l’Istituto Superiore di Sanità: «L’efficacia del vaccino (riduzione del rischio rispetto ai non vaccinati) nel prevenire la diagnosi di infezione Sars-CoV-2 oltrei120 giorni dal completamento del ciclo vaccinale è pari al 34%, sale al 57% tra i 91 e 120 giorni, arriva al 71% per chi ha completato il ciclo vaccinale da meno di 90 giorni, mentre nei soggetti vaccinati con dose aggiuntiva/booster è al 68,8%».
Soltanto la terza dose o booster o la vaccinazione eseguita da meno di tre o quattro mesi protegge quindi in maniera rilevante anche dal contagio. Su 100 mila vaccinati con ciclo completo da più di 120 giorni si sono contagiate 4.036 persone. Tra quelli con meno di 120 giorni e tra chi ha fatto la terza dose invece il contagio scende rispettivamente a 2.714 e 2.770.
Per quanto riguarda il rischio ricovero, invece, le percentuali sono sempre molto alte. L’efficacia nella protezione è al 98% nei soggetti vaccinati con dose aggiuntiva, 95% nei vaccinati con ciclo completo da meno di 90%, 93% nei vaccinati con ciclo completo da 91 e 120 giorni e 89% nei vaccinati con ciclo completo da oltre 120 giorni. Infine, un ricovero ordinario su due nell’ultimo mese riguarda una persona non vaccinata, e due su tre di quelle in rianimazione, anche se percentualmente i non vaccinati rappresentano solo il 10% della popolazione.
(da agenzie)
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Gennaio 18th, 2022 Riccardo Fucile
NEL MIRINO ANCHE I FINANZIAMENTI ALLE FONDAZIONI DI RENZI E TOTI, A FDI E AL PD
Beppe Grillo è indagato a Milano per traffico di influenze illecite per alcuni contratti pubblicitari sottoscritti dalla compagnia di navigazione Moby con il blog Beppegrillo.it.
La vicenda è quella che riguarda la gestione della compagnia di navigazione della famiglia Onorato, emersa con il deposito dell’elenco delle spese allegato al piano di concordato preventivo di Moby, depositato in procura a Milano.
Una gestione che, come era già emerso, era gravata da finanziamenti alla politica e altre uscite “prive di giustificazione economica”, come appunto i 240mila euro in due anni alla srl che gestisce il sito di Beppe Grillo in cambio di uno spot al mese e contenuti redazionali e pubblicitari e i 200mila alla fondazione Open di Matteo Renzi, per i quali “non è stata rinvenuta delibera” della società.
Al centro delle verifiche del dipartimento specializzato in reati contro la pubblica amministrazione, guidato dall’aggiunto Maurizio Romanelli, ci sono i finanziamenti erogati da Moby a Beppe Grillo srl, Casaleggio Associati, fondazione Change di Giovanni Toti, fondazione Open di Matteo Renzi, Fratelli d’Italia e anche Pd.
(da agenzie)
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Gennaio 18th, 2022 Riccardo Fucile
IL FIGLIO ACCUSA I NO VAX: “ASSASSINI, L’AVETE UCCISA VOI“
A 57 anni aveva scelto di contagiarsi volontariamente per non fare il vaccino ma è
morta per Covid. È la storia della cantante folk ceca Hanka Horká, che ora viene ricordata dal figlio, il quale accusa i no vax: “L’avete uccisa voi”.
In un post di qualche giorno fa sulla sua pagina Facebook, la cantante ceca degli Asonance aveva scritto di essersi infettata con la variante Delta perché avrebbe potuto così tornare a vivere senza limitazioni: “La vita è qui per me e anche per te”, aveva scritto, invitando i suoi fan a fare lo stesso. In pochi giorni il peggioramento e la morte.
È stato il figlio della donna, Jan Rek, musicista e membro del gruppo Jelen, a confermare che si trattava proprio di Covid.
Rek si è scagliato contro i no vax per aver dubitato sulla gravità della pandemia, spingendo così la madre a sottovalutare i pericoli della sua scelta: “L’avete plagiata, lei ha basato tutte le sue argomentazioni sulle vostre teorie. Vi disprezzo”, ha scritto Rek in un commento, poi eliminato.
Appena due giorni fa, la cantante aveva raccontato di essere rimasta volontariamente a contatto in modo prolungato, il 13 gennaio, con alcuni suoi familiari risultati positivi al virus ma di aver ormai superato la malattia, rallegrandosi di poter tornare al teatro, alla sauna e alla vita sociale e invitando gli altri a fare lo stesso. Il 16 gennaio le sue condizioni sono peggiorate, poi la morte.
Hanka Horka era la cantante degli Asonance, la band di musica folk Ceca fondata nel 1975 presso la Jan Neruda Grammar School di Praga. Lei era entrata a farne parte nel 1985 e da allora non l’aveva più lasciata.
(da agenzie)
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