Agosto 12th, 2022 Riccardo Fucile
“TUTTA UNA TATTICA PER RASSICURARE I MERCATI E PAESI ESTERI”… “IN EUROPA DILAGANO L’ODIO RAZZIALE E LE DISCRIMINAZIONI”
“Non credo a una sola parola: Giorgia Meloni che abiura il fascismo è solo facciata, una mossa tattica per arrivare alla presidenza del Consiglio”.
Così Edith Bruck, scrittrice e testimone della Shoah sopravvissuta ad Auschwitz, commenta in un’intervista a Repubblica il video per la stampa estera in cui la leader di Fratelli d’Italia ha affermato di condannare “senza ambiguità la soppressione della democrazia e le infami leggi razziali”.
“Sono parole vuote che mi fanno rabbrividire. Non c’è niente di vero in questa presa di distanza che arriva a un mese dal voto per rassicurare i mercati e i leader stranieri”, dice Bruck.
Per la scrittrice ungherese, “è evidente” che quella di Meloni sia solo una strategia. “Meloni è cresciuta in questo liquido amniotico, queste sono le sue radici. E le radici danno i loro frutti. No, non può cambiare davvero. Basta sentirla parlare: si professa cristiana, madre, patriota. E io posso dire che ho molta paura?”.
“Mi fa paura il fascismo, mi fa paura questa onda di destra che dilaga in Europa”, spiega. “Mi fanno paura le discriminazioni, l’odio razziale. Se davvero Meloni diventerà premier sarebbe bene cambiare Paese: ma per andare dove, mi chiedo? E se lo chiedono anche i ragazzi con i quali parlo raccogliendo le loro preoccupazioni per il futuro”.
Le destre – aggiunge – tornano “perché la storia ci insegna che tutto torna: la guerra, l’odio. E anche perché la storia non la studiamo abbastanza o la studiamo male: su questo impoverimento del pensiero, del linguaggio, conta tantissimo il fatto che la lettura, l’istruzione, non siano una priorità del Paese”.
(da agenzie)
argomento: Politica | Commenta »
Agosto 12th, 2022 Riccardo Fucile
VERSO UNO STATO AUTORITARIO, PIENI POTERI AL TRUMP DI TURNO E FINIAMO CON LE PEZZE AL CULO
“Io spero che la riforma costituzionale sul presidenzialismo si farà, E’ dal ’95 che
ho proposto un sistema presidenziale” per l’Italia. Un sistema “perfettamente democratico che la democrazia la esalta consentendo al popolo di scegliere direttamente da chi essere governato”.
Lo ha detto il leader di Fi, Silvio Berlusconi a Radio Capital aggiungendo – rispondendo ad una domanda – che “se la riforma entrasse in vigore sarebbero necessarie le dimissioni” di Mattarella “per andare all’elezione diretta di un capo dello Stato che, guarda caso, potrebbe essere anche lui”.
“Questa dichiarazione è la dimostrazione di quello che noi diciamo: per battere la destra l’unica alternativa è votare la coalizione che è nata attorno al Pd. Lui dice che se vince vuole cambiare la Costituzione in senso peggiorativo” e “attacca Mattarella mentre noi lo difendiamo. Il fatto che il centrodestra inizi la sua campagna con un attacco a Mattarella e la richiesta di dimissioni dimostra che la destra è pericolosa per il paese”.
Lo ha detto il segretario del Pd, Enrico Letta a Radio Anch’io aggiungendo: “se oggi c’è un punto di unità nel paese è Mattarella e ora dopo aver fatto cadere Draghi vogliono fare cadere Mattarella”.
Dopo Letta, arriva la reazione compassata di Giorgia Meloni. A Radio Montecarlo, l’esponente Fdi afferma: “Il presidenzialismo è una riforma seria che è anche economica” è importante per la stabilità e per dare “fiducia agli investitori”.
Decisamente più sbottonate sono le reazioni che arrivano da altri fronti, a partire dal leader di Impegno Civico, Luigi Di Maio, che a Radio Anch’io dice: “La dichiarazione di Silvio Berlusconi su Mattarella è inquietante”. “Che il presidenzialismo fosse nel programma della destra lo sapevamo – aggiunge – ma ora sappiamo il vero motivo. Berlusconi vuole il presidenzialismo per buttare giù Mattarella. Non c’è nulla di moderato in tutto questo”.
Sul suo profilo Twitter, la Presidente dei senatori del Pd Simona Malpezzi parla di un vero e proprio attacco alla Costituzione da parte del Cav: “Berlusconi che evoca le dimissioni di Mattarella svela il disegno di questa destra. Un attacco in piena regola alla Costituzione e alla Presidenza della Repubblica. Sarebbero questi i moderati che vogliono governare l’Italia dopo aver fatto cadere Draghi?”.
Dalla sinistra, arriva anche il commento di Angelo Bonelli, portavoce di Europa Verde, per cui le dichiarazioni di Berlusconi rappresentano il superamento di “ogni limite”: “L’attacco di Berlusconi al Presidente della Repubblica Mattarella mostra il vero volto di questa alleanza ovvero quello dell’estrema destra. E’ un’assalto all’istituzione della Presidenza della Repubblica chiedere le dimissioni di Mattarella nel caso della modifica costituzionale in chiave presidenzialista. Non hanno alcun minimo senso di rispetto delle istituzioni, ecco perché riteniamo che tutti i democratici, gli ecologisti e progressisti e tutti coloro che hanno a cuore la difesa delle istituzioni debbano essere uniti in questa sfida per difendere le nostre istituzioni e soprattutto la Presidenza della Repubblica”.
Dal fronte Italia Viva, invece, quanto detto dal leader di Forza Italia sul Presidente Mattarella rappresenta un elemento di rischio per la già precaria stabilità finanziaria italiana. A sottolinearlo è il deputato Michele Anzaldi: “Le dichiarazioni di Berlusconi sul presidente Mattarella sono irresponsabili e inaccettabili per l’attacco al Capo dello Stato e alla Costituzione, e gravissime a livello europeo e internazionale: così si mettono a rischio i finanziamenti Ue del Pnrr e la stabilità finanziaria”.
Su Twitter, Carlo Calenda scrive: “Dopo aver cacciato Draghi adesso anche Mattarella. Non credo che berlusconi sia più in se. Berlusconi non è Mattarella a doversi dimettere ma tu a non dover essere eletto”
(da agenzie)
argomento: Politica | Commenta »
Agosto 12th, 2022 Riccardo Fucile
INTERVISTA A KEVIN CHIAPPALONE, IL GIOVANE GENOVESE CHE È ANDATO A COMBATTERE CON GLI UCRAINI: “CASAPOUND NON C’ENTRA. SONO QUI NON PER SOLDI, MA PER UN IDEALE, PER DIFENDERE LA LIBERTÀ DI UN PAESE AGGREDITO”
«Un controllo della polizia mi ha spinto ad anticipare i tempi. E adesso sono qui a combattere, non per soldi, ma per un ideale, per difendere la libertà di un Paese aggredito, con in tasca i 400 euro che avevo nel giorno della partenza. Ma non voglio parlare delle persone che con me hanno partecipato e stanno partecipando a quest’ iniziativa».
Kevin Chiappalone, 19 anni, è lo studente genovese indagato dalla Procura, che lo accusa d’essere un mercenario fuorilegge filo-ucraino. Risponde al cellulare con ogni probabilità dai dintorni di Kharkiv, sebbene sulla localizzazione precisa resti sempre evasivo, ed è raggiungibile sul suo numero di cellulare italiano, attraverso WhatsApp.
Gli investigatori vogliono capire in primis quali appoggi lei abbia avuto e uno dei fronti esplorati è proprio la militanza per CasaPound.
«CasaPound non c’entra».
Qualcuno l’ha aiutata dall’Italia?
«Ho discusso con il mio avvocato, non me la sento in questo momento di parlare delle persone che con me, a vario titolo, stanno condividendo una scelta profonda».
Come si sono aggiornati i suoi programmi?
«C’è stato un giorno X, alla fine di aprile. Il mio itinerario era già programmato, c’era uno schema, tutto: sapevo dove andare, come, ogni cosa. Il problema è stata la Digos, che mi ha messo nel mirino. Una mattina sono sceso da casa per fare colazione e mi hanno portato in questura per circa tre ore. Mi hanno fatto una serie di domande per capire che ambienti stessi frequentando in quel periodo, che cosa avessi intenzione di fare».
Come si è mosso a quel punto?
«Uscito dalla questura ho capito che il mio piano era saltato. Originariamente dovevo partire da via Fanti d’Italia (zona vicina alla stazione ferroviaria genovese Piazza Principe, ndr) con un Flixbus per arrivare a Orio al Serio e da qui dirigermi in aereo verso Cracovia in Polonia (sorvola sull’aggiornamento della logistica, che ha fatto evidentemente variare le date dei voli e altri spostamenti, ndr)».
E una volta giunto in Polonia?
«Arrivato a Cracovia mi sono trattenuto un paio di giorni, per organizzarmi. Avevo con me 400 euro, in precedenza avevo preso un biglietto di sola andata. In seguito ho attraversato il confine con l’Ucraina (anche su quest’ aspetto limita il più possibile i dettagli, senza fornire ulteriori informazioni sui compagni che si sarebbero trovati con lui e che secondo gli investigatori erano di diverse nazionalità, in particolare francesi e spagnoli, ndr)».
I suoi genitori sapevano ciò a cui si stava preparando, dove sarebbe andato?
«No, lo hanno capito quando la Digos è tornata a casa in mia assenza, io poi li ho informati dall’Ucraina (il padre di Kevin, Filippo, ha precisato come nei giorni antecedenti la sparizione il figlio avesse ripetuto ai familiari che si sarebbe assentato per qualche settimana dovendo fare «volontariato a Sanremo», ndr). Mia madre era in lacrime».
Come si è mosso una volta entrato in Ucraina?
«Dai primi di maggio sono stato in addestramento per un mese e mezzo abbondante: un impegno intenso, sostenuto tutti i giorni. Dopodiché, quando hanno ritenuto che avessi raggiunto un’adeguata preparazione, sono stato dispiegato sul teatro di guerra».
Le accuse che le muove la giustizia italiana sono molto dure.
«Sì, e mi pare incredibile. Nei commenti sui social alle notizie che mi riguardano, c’è gente che scrive “questo dev’ essere processato perché va a uccidere persone per soldi”, cose inimmaginabili. Io non lo faccio per denaro, sia chiaro. Raccontano pure che mi sono deciso a partire dopo aver sentito Putin dire che voleva fermare la denazificazione dell’Ucraina, ma è un’enfatizzazione, io sono qui per aiutare gli ucraini a proteggere la loro libertà. Sorrido se penso d’essere inquisito per “mercenariato”, e di rischiare fino a sette anni, mentre lo Stato italiano invia finanziamenti e armi a manetta alla popolazione a fianco della quale sono venuto a combattere. Il mio comportamento è un reato, ma lo Stato può fare molto di più: sono basito».
(da La Stampa)
argomento: Politica | Commenta »