Destra di Popolo.net

AFFITTI A MILANO: LE FOLLI GARANZIE DA FORNIRE PER POTERSI PERMETTERE UN LOCULO DA 30 METRI QUADRI

Aprile 16th, 2023 Riccardo Fucile

LOCALI OFFERTI A CONDIZIONI ASSURDE

“Milan l’è on gran Milan”, recita una nota canzone d’altri tempi Sì, una gran presa per il cü, viene da rispondere in questi tempi. Tutta Italia sbeffeggia il capoluogo meneghino, il sedicente place to be, per gli inglesismi compulsivi, per la maniacale ossessione verso il fatturato, per la cucina “polentona” e una serie di altri cliché che qualcosa di vero lo nascondono pure. Negli ultimi mesi, oltre a farsi ridere dietro per via dei soliti luoghi comuni, la città è riuscita a balzare ai disonori delle cronache per gli affitti folli, fuori controllo che impone ai propri abitanti. Per meno di mille euro non si concede nemmeno uno sgabuzzino. Letteralmente.
Ne ha parlato Luciana Littizzetto a Che Tempo Fa, poi anche Selvaggia Lucarelli da Formigli, quotidianamente circolano meme che sfottono le metrature bonsai dei cosiddetti “monolocali” milanesi paragondonali al sottoscala in cui dormiva Harry Potter pre-Hogwarts. Tutto giusto, tutto dolorosamente vero. A prescindere dalla zona di interesse, 30 mq scarsi vengono in media, come minimo, mille euro al mese. Più spese. E non è detto che siano forniti di bidet. O di finestre, perfino. Ciò di cui ancora non si parla granché, però, sono le garanzie che uno sciagurato aspirante inquilino deve fornire all’agenzia (ma anche ai privati) per potersi accaparrare tali appetibilissimi loculi. Diamo inizio alla tragicommedia.
Prima regola aurea: se sei freelance, non esisti. Nella maggior parte degli annunci, campeggia la gigantesca scritta in caps lock “solo referenziati”. Quando non è riportata, è sottintesa. Scelta oculata, quanti liberi professionisti ci saranno mai a Milano? Praticamente, zebre a pois nella città in cui tocca aprire partita iva già all’asilo. Le agenzie non transigono: “Lei ha busta paga, vero?”, è la prima domanda che gli zelanti addetti al traffico di monolocali pongono per prima allo sciagurato wannabe inquilino. Se la risposta dovesse essere “No”, replicano con un compassionevole: “Comprendo”. E poi fissano l’appuntamento per visitare il loculo in oggetto, sì, ma giusto per far numero agli occhi del proprietario. Un libero professionista, peggio se single e quindi con una sola dichiarazione dei redditi, non potrà mai vincere su una busta paga, seppur inferiore. E allora? Che fare?
Perdere. Ma prima essere umiliati da richieste sul patrimonio dei genitori da poter mettere avanti a titolo di “garanzia”. Non importa che abbiate 20, 30 o 40 anni, se avete scelto o vi è capitato di non avere un posto fisso, l’affitto è comunque considerato dalle logiche di agenzia come qualcosa di cui devono occuparsi “i grandi”, ossia mamma e papà. Non siete solo visti come “poveri”, ma pure falliti. Il tutto, lo ricordiamo, per finire ad abitare in un loculo di 30 mq da 1000-1200 euro al mese. Nel caso in cui possiate vantare una busta paga, comunque, le “garanzie” non sono certo finite qui. Il peggio deve ancora venire.
Per candidarsi a essere i fortunati prescelti che andranno a vivere in una “casa” che viola qualsiasi diritto umano per via delle dimensioni ma non solo, è necessario dimostrare di avere uno stipendio “congruo”. “Congruo” significa “di almeno 3-4 volte superiore al canone mensile”. La matematica non sarà mai il nostro mestiere, ma ciò sarebbe a dire che per potersi permettere un tristanzulo mono da 1200 con bagno cieco e finestra rotta, bisogna guadagnare 3600 euro netti al mese. Il triplo di un compenso base. Ne consegue, dunque, che con 3600 euro netti al mese per Milano sei povero. Poverissimo. Tanto da poterti concedere giusto un 30 mq, di cui 25 calpestabili. E ringrazia, anche.
Poi c’è la caparra di tre mensilità da anticipare, la percentuale del 10-15 % da dare all’agente immobiliare che ha reso possibile l’affare e dulcis in fundo, la cauzione che, ad andar bene, non rivedrete mai, nemmeno al momento della riconsegna delle chiavi per trasferirvi in altri, più umani, lidi. Ogni proprietario di casa trova sempre una scusa per prorogare le tempistiche di restituzione, nella vana speranza che vi possiate dimenticare di quei soldi, nell’ordine delle migliaia di euro, che, per legge ha da restituirvi subito, appena varcate la porta per lasciarvi alle spalle quell’inferno.
Oltre ai prezzi di per sè, anche gli standard delle garanzie da fornire per poter ottenere una “casa”, definizione la maggior parte delle volte impropria, sembrano provenire direttamente da Narnia. E sono pervasivi, tentacolari. Fin troppo spesso, non esiste differenza tra le richieste di agenti immobiliari e quelle di privati: obbligo di busta paga, stipendio congruo o auf Wiedersehen.
Tutto ciò senza il minimo scrupolo nei confronti di abitabilità dell’immobile e diritto alla dignità dell’inquilino. Esistono e sono sul mercato, “graziosi” bilocali “da 20 mq su due livelli”, “pratici” mono da 13 mq, appartamenti improvvisati alla bell’e meglio direttamente sotto cantieri a cielo aperto. In cui, comunque, è nei fatti impossibile andare a vivere perché si risulta “troppo poveri” perfino per quelli. Una gran presa per il cü, si diceva all’inizio. E infatti.
(da mowmag.com)

argomento: Politica | Commenta »

GLI AMERICANI NON RIESCONO A CREDERE CHE L’ITALIA SI SIA FATTA SCAPPARE IL FIGLIO DI UN POLITICO RUSSO, INCRIMINATO PER AVER AGGIRATO LE SANZIONI

Aprile 16th, 2023 Riccardo Fucile

DA WASHINGTON ARRIVERÀ UNA RICHIESTA DI CHIARIMENTI SU UN DOPPIO FRONTE: QUELLO GIUDIZIARIO E QUELLO DEL COMPARTO INTELLIGENCE

«Vi riferiamo alle autorità italiane, per qualsiasi informazione sul cittadino russo sfuggito agli arresti domiciliari. Quanto alle domande relative ad un possibile coordinamento o cooperazione con le autorità di contrasto degli Stati Uniti, vi rimandiamo al Dipartimento della Giustizia e all’Fbi », per atti che comunque non vengono smentiti.
Questo commento ufficiale di un portavoce del dipartimento di Stato arriva in risposta ad una richiesta di Repubblica sul caso di Artem Uss, ma non è difficile interpretarlo anche come un segnale inviato a Roma.
Washington è sorpresa, oltre che irritata, perché nel pieno dell’invasione ucraina abbiamo lasciato scappare il figlio di un politico russo, incriminato per l’aggiramento delle sanzioni internazionali. Quindi a sua volta si rivolgerà presto alle autorità italiane, per avere chiarimenti sulla fuga.
I fronti su cui gli americani vorranno spiegazioni sono presumibilmente due: quello giudiziario, per capire come sia stato possibile che Uss non fosse sottoposto ad una vigilanza più attenta in attesa dell’estradizione; e quello del comparto intelligence, per verificare se ha avuto l’aiuto dei servizi segreti di Mosca allo scopo di organizzare e mettere in pratica il piano per scappare.
Uss era stato incriminato il 19 ottobre del 2022 dallo U.S. Attorney’s Office presso l’Eastern District of New York, insieme ad altre sette persone. Nel comunicato ufficiale si legge che le accuse sono state formalizzate da Breon Peace, United States Attorney for the Eastern District of New York; Michael J. Driscoll, Assistant Director- in-Charge, Federal Bureau ofInvestigation, New York Field Office (FBI); Jonathan Carson, Special Agent-in-Charge, U.S. Department of Commerce’s Office of Export Enforcement, New York Field Office; e Andrew Adams, direttore della Task Force KleptoCapture.
In sostanza tutte le agenzie americane più importanti per il contrasto di questi reati, che sono assai pericolosi: «Gli imputati erano promotori criminali per gli oligarchi, orchestrando un piano complesso per ottenere illegalmente tecnologia militare statunitense e petrolio sanzionato venezuelano, attraverso una miriade di transazioni che coinvolgono società di comodo e criptovaluta
I loro sforzi hanno minato la sicurezza, la stabilità economica e lo stato di diritto in tutto il mondo. Continueremo a indagare, contrastare e perseguire coloro che alimentano la brutale guerra della Russia in Ucraina, eludono le sanzioni e perpetuano l’economia oscura del riciclaggio di denaro transnazionale ».
Quindi segue un’annotazione che oggi appare paradossale: «Schemi criminali complessi come questo richiedono un coordinamento e una collaborazione prolungati tra le forze dell’ordine federali e i partner internazionali». Ossia l’aiuto che l’Italia aveva dato per Uss, con l’arresto e l’estradizione, fino a quando ce lo siamo fatti scappare.
La richiesta di chiarimenti non sarebbe ancora arrivata, ma gli addetti ai lavori la danno per scontata. Presumibilmente riguarderà il ministero della Giustizia, attraverso i canali con gli omologhi del Department of Justice e l’Fbi, per capire come abbiamo lasciato scappare un soggetto incriminato per gravi reati e destinato all’estradizione, nonostante le segnalazioni scritte da Washington sul rischio di fuga. È probabile però che venga coinvolta anche l’intelligence, per sgominare la rete dei servizi russi che potrebbe aver organizzato il colpo.
(da agenzie)

argomento: Politica | Commenta »

L’ODIO VERSO I POVERI DI QUESTO GOVERNO HA RADICI NELLA NOSTRA STORIA

Aprile 16th, 2023 Riccardo Fucile

I PENULTIMI CHE VOGLIONO AFFOSSARE GLI ULTIMI

“Perché Giorgia Meloni ce l’ha così tanto con i poveri?” si chiedeva la settimana scorsa Andrea Scanzi nel suo giornaliero commento in streaming. E si dava una risposta riprendendo l’analisi di Marco Revelli, apparsa sul Fatto cartaceo qualche giorno prima: secondo questa Destra, per i poveri l’ascensore sociale prevede solo la funzione di farli ulteriormente sprofondare.
Si suggerisce di riservare la metafora dell’ascensore, questa volta rigorosamente in fase ascensionale, unicamente alle pulsioni carrieristiche dell’attuale ceto politico/affaristico, affetto da sindrome del pervicace arrampicatore sociale.
Mentre – per quanto riguarda l’attuale crociata contro i “paria”, variamente definiti “inferiori”, “sfigati” (copy Matteo Renzi) o “sdentati (copy François Hollande), comunque “poveracci” – la figura allegorica più confacente sarebbe un’altra: quella del muro divisore che impedisca qualsivoglia commistione tra i reietti e chi intende tenerli separati dal resto della società.
Ovverossia l’intento dell’operazione discriminatoria, perseguita con estrema determinazione, è soprattutto rivolto a svolgere la funzione protettiva da sgraditi contatti dei ceti immediati sovrastanti con questi “scarti” disprezzati. Per definizione, brutti, sporchi e cattivi. Canagliume. Più chiaramente: evitare il pericolo che sia la piccolissima borghesia a precipitare nella moltitudine indifferenziata del popolo, così perdendo la propria identità distintiva.
I penultimi ossessionati dal mantenimento delle distanze dagli ultimi, quale tutela di una sorta di minimale superiorità a cui aggrapparsi nella difesa di una precaria demarcazione cetuale. Per dirla con Pierre Bourdieu, “affermare la posizione che si occupa nello spazio sociale come rango da conservare o distanza da mantenere”. A qualunque costo.
Del resto un sentire che marchia il Novecento, se è vero che le insorgenze reazionarie –hanno certamente trovato i propri finanziatori nelle classi agiate finanziario-imprenditoriali (i siderurgici della Ruhr per Adolf Hitler o gli agrari e gli industriali lombardi per Benito Mussolini) ma la loro diffusa manovalanza è sempre stata reclutata nelle file del ceto medio-basso.
E – piaccia o non piaccia – il gruppo dirigente che Giorgia Meloni ha traghettato nelle stanze del Potere reca evidentissime le stigmate di questa bassa medietà originaria. A partire dalla stessa capofila: la puffetta mannara dalla voce baritonale, cresciuta nel semi-popolare quartiere romano della Garbatella.
Ennesimo lascito del problema storiografico relativo alla formazione dei ceti medi in Europa. Per cui nei grandi Stati-nazione continentali – Francia e Inghilterra – essi nascono dall’artigianato e dunque indipendenti, si arruoleranno nel New Model Army di Oliver Cromwell o tra i Giacobini, fornendo le basi sociali “radicali” alle rivoluzioni politiche contro l’Ancien Régime che decapiteranno i re; mentre, nell’Italia controriformista nell’esaurirsi del suo primato culturale, che era stato anche economico, emergeranno come strato parassitario di Palazzo, dunque cortigiano, nel ritorno al modo di produrre latifondista, specialmente nel Mezzogiorno.
Da qui l’aspirazione allo stile di vita baronale e la conseguente presa di distanza dalle plebi disprezzate, considerate un impiccio e una minaccia. Condizione scarsamente modificata dalla tardiva rivoluzione industriale nazionale, che attecchisce in circoscritte aree del Nord Ovest; incubatrici di minoranze: quelle aristocrazie operaie torinesi che tanto piacquero a Piero Gobetti o gli scaricatori del porto di Genova, che si battevano non solo per i diritti ma anche per l’autonomia del lavoro e ricevettero il plauso di Luigi Einaudi.
Una storia nazionale la cui onda lunga produce effetti perfino nel 2023. Sicché Francesco Lollobrigida, il cognato della premier ministro per meriti da familismo amorale, può scagliarsi contro i percettori del modesto reddito di cittadinanza, con cui un nucleo famigliare non campa, intimando loro di andare a zappare.
Lo stesso perentorio invito rivolto a studenti che dovrebbero barattare anni di studi con la propria dequalificazione. E difatti preferiscono emigrare all’estero. Una polemica odiosa, che con l’accusa di fancazzismo poltronista ricerca il plauso dei nuovi baroni di Confindustria, cui offre il via libera allo sfruttamento mediante stipendi da fame.
Attualizzazione delle pratiche servili, che nel Seicento come oggi rispondono all’ansia di essere cooptati nelle sedi del privilegio. Seppure in posizione subalterna.
(da Il Fatto Quotidiano)

argomento: Politica | Commenta »

MADE IN (NORTH) ITALY: CON L’AUTONOMIA DIFFERENZIATA LE ECCELLENZE AGRICOLE DEL SUD SONO A RISCHIO COLONIZZAZIONE

Aprile 16th, 2023 Riccardo Fucile

MARCHI CAMUFFATI, FILIERE INESISTENTI, DOP E DOCG MAI CREATE… L’AUTONOMIA DIFFERENZIATA FAVORIRA’ LE DENOMINAZIONI DL NORD

Arrivata alla 55esima edizione del Vinitaly a Veronafiere, la premier Giorgia Meloni incontra alcuni studenti di un Istituto Agrario e dichiara: «Per me questo è il liceo, perché non c’è niente di più profondamente legato alla nostra cultura». Arriva poi l’annuncio: per queste ragioni, il governo lavora al “Liceo del made in Italy” (suggeriamo a Meloni “Fatto in Italia”, vista la lotta dello stesso governo agli anglicismi).
Non c’è dubbio che le eccellenze agricole come aceto balsamico, parmigiano, vino e tartufi – che ne dica Alberto Grandi – siano sinonimo di qualità e spingano l’economia italiana, diventando un simbolo dello stivale in tutto il mondo. Ma molto di questo orgoglio “Made in Italy” ha fondamenta sabbiose e poco sicure. Per esempio nel meridione, dove sono attive oltre il 40% delle aziende agricole italiane, su molti prodotti di punta manca la promozione del territorio, situazione che favorisce la crescita di un sottobosco dove i prodotti vengono camuffati per essere venduti meglio.
Il caso eclatante dell’Irpinia
La situazione odierna si può riassumere così: sono privilegiate le filiere e le denominazioni protette del Nord, i cui prodotti a volte vengono mescolati con simili che provengono dal Sud o, peggio,dall’estero. Con l’autonomia differenziata le cose potrebbero addirittura peggiorare secondo gli agricoltori, perché arriveranno ancora meno soldi. Prendiamo il tartufo. Agricoltori, ristoratori e attivisti del territorio hanno confessato a TPI che tartufi irpini, beneventani, molisani e calabresi vengono venduti sottobanco al Centro e al Nord, presentati come tartufi di Acqualagna o di Alba. E il prezzo sale alle stelle.
Com’è possibile che nessuno se ne accorga? Si può dire che il tartufo è lo stesso, ovunque lo si trovi. Sono le qualità di tartufi che variano, solitamente rispetto all’albero sotto cui crescono e al terreno. Il Tuber soave, ad esempio, si trova a macchia lungo tutto l’Appennino, insieme al Bituminatum e al Mesentericum. Qualità più pregiate si trovano sotto i faggi, tartufi ancora più pregiati crescono sotto i pini vicino al mare e così via. Il problema è spiegare al “cliente X” che chiede: «Ma è meglio quello di Alba?», che in linea di massima non c’è differenza con uno simile.
Lo racconta lo chef Emilio Grieco, che con la sua “Osteria I Santi” ha rappresentato la Campania nel padiglione riservato all’Expo 2015 di Milano e che nel suo ristorante usa solo tartufi a chilometro zero. «Il problema è chi batte il tartufo, fanno loro i prezzi e indirizzano le corsie preferenziali, che oggi sono Alba e poi Acqualagna», ci spiega. «È una cosa risaputa, so di tartufi irpini venduti come tartufi d’Alba che sono arrivati fino in Giappone pagati a peso d’oro». Una è successa anche a lui. «Ero per tartufi con i miei cani, quando in un canale d’acqua trovo un tartufo grande, circa mezzo chilo. Il cane però l’aveva graffiato, rendendolo diciamo “impuro” per i battitori d’asta. L’ho venduto, comunque, sui duemila euro, era un venerdì. Lunedì accendo la Tv e su Geo&Geo ho riconosciuto il mio tartufo: era graffiato. Però era una puntata sulle langhe piemontesi». L’etichetta recitava “Tartufo d’Alba”, ma era di Avellino.
Il problema è alla base: filiere per prodotti agricoli insistenti, Docg e Dop mai create e una mentalità diffidente fanno dell’agricoltura del Sud un luogo ricco di eccellenze per lo più sconosciute. L’ultima guida alla raccolta e commercializzazione del tartufo in Campania è stata pubblicata nel 2016, mentre è del 2012 l’ultimo testo divulgativo sul tartufo edito dall’assessorato all’Agricoltura. Risale addirittura al 2006 un documento programmatico di Legambiente Campania dove si indicavano modalità e luoghi per costruire tartufaie in Irpinia che rispettassero il territorio. Una proposta rimasta su carta, cui non sono seguite iniziative autonome della Regione. La legge che disciplina la raccolta e la vendita è, come il documento del cigno verde, del 2006.
La valorizzazione dei prodotti, secondo gli addetti, viene fatta poco in generale. In questo senso si sta muovendo ad esempio il parco del Partenio con una Docg sulla castagna, come ha raccontato Gioacchino Acierno, guardia ambientale ed esperto del territorio. Ma «è un percorso che procede troppo lentamente». Il rischio, secondo Paride Ferraro, agricoltore della provincia di Avellino ed esperto di tartufi, è che il Mezzogiorno d’Italia «diventi una terra da colonizzare» e non il fiore all’occhiello del Made in Italy. «Ci sono studi degli anni ’80 dove esperti francesi riconoscono delle qualità di tartufi presenti nella catena del Partenio – spiega a TPI – e ancora non se ne sa nulla. In Umbria, dove c’è un’altra cultura rispetto ai tartufi, è stata scoperta recentemente una qualità molto simile se non identica ed è stata subito creata una Docg ad hoc (si tratta appunto del Tuber soave di sopra). Qui niente, gli aiuti statali e regionali sono praticamente zero, e non si è nemmeno invogliati a fare impresa con tassi agevolati, come accade in Piemonte».
Non è tutto. Lo stesso vale per l’olio di Ravece. Mai sentito? Il ragionamento di Ferraro è semplice: «Se l’olio italiano è riconosciuto come tra i più pregiati, se non il più pregiato al mondo, e se sappiamo che quello del Sud è meglio, perché non si coltiva e si segue l’olio di Ravece che è un’eccellenza campana?».
Molti irpini non sanno neanche che la lavorazione di quest’olio particolare e ricercato avviene dal 1500 nelle terre dell’avellinese e che continua tuttora. «Perché l’olio del Lago di Garda viene seguito e commerciato come un prodotto di punta e questo no?», si chiede Ferraro.
Un futuro sempre più incerto
Dal ministero dell’Agricoltura, sovranità alimentare e foreste (Masaf), retto attualmente dal fedelissimo di Meloni, Francesco Lollobrigida, fanno sapere che «il ministero coordina, tra le altre, le politiche del settore agricolo e forestale ed il tartufo ricade in tali fattispecie ma sono le Regioni che finanziano i progetti sulla tartuficoltura prevalentemente con i Piani di Sviluppo Rurale o i fondi di convergenza». Per l’agronomo e attivista Ferdinando Zaccaria le falle sono troppe: «Disgregazione dell’offerta, Programmi di sviluppo rurali (Psr) regionali che finiscono spesso in fittizie forme di associazionismo che non portano a nulla, mancanza di promozione del territorio e pochi marchi di qualità».
È la fotografia di una terra che va sostenuta e rifondata, prima di essere sbandierata come “Made in Italy”. Ferraro e Zaccaria esprimono il pensiero di tanti agricoltori, preoccupati dal progetto di legge del ministro degli Affari Regionali, Roberto Calderoli. «Con l’autonomia differenziata sarà peggio: se prima arrivavano pochi fondi, adesso ancora meno».
Fonti dal Masaf a domanda rispondono a TPI che in realtà c’è da tenere gli occhi aperti. «Va al più presto aggiornata la legge del settore (risale al 1985, nda) che poi regolamenta ed armonizza il settore e permette alle Regioni di recepire in maniera omogenea su tutti i territori; per non parlare delle importazioni di prodotti extracomunitari», ci dice una fonte interna al ministero. E un ex componente della Commissione agricoltura dichiara: «Già adesso l’articolo 117, che dà poteri specifici alle regioni sopra lo Stato, crea problemi. Pensare che arriveranno ulteriori differenze, perché arriveranno, mi preoccupa».
(da TPI)

argomento: Politica | Commenta »

ECCO LA “GIL”, LA MISURE ANTI-POVERI TRAVESTITA DA RIFORMA DELL REDDITO DI CITTADINANZA

Aprile 16th, 2023 Riccardo Fucile

MENO FAMIGLIE AIUTATE, MENO SOLDI E PER MENO TEMPO, PENALIZZATO CHI HA PIU’ FIGLI

Gil. A qualcuno la sigla ricorderà quella, cara alla destra più nostalgica, della “Gioventù italiana del littorio”, ma stavolta Gil sta per “Garanzia per l’inclusione”, lo strumento che dal 1° gennaio 2024 sostituirà il Reddito di cittadinanza o, per dirla meglio, che depotenzierà di molto il sussidio anti-povertà.
Più che una riforma, infatti, è un taglio drastico mascherato dal cambio di nome. La bozza del decreto è pronta e contiene una quarantina di articoli: per molti versi ricalca le indiscrezioni circolate alcune settimane fa, ma questa volta sembra fare sul serio.
La Garanzia per l’inclusione dovrebbe raggiungere poco più di 700 mila nuclei, un numero molto inferiore rispetto a quelli coinvolti dal Reddito di cittadinanza. Per ottenerla sarà infatti necessario un Isee di massimo 7.200 euro, parecchio più basso rispetto ai 9.360 euro che sono la soglia attuale. A restringere ancora di più la platea ci saranno anche altri requisiti: la Gil potrà essere percepita solo da famiglie che abbiano almeno un minore, un anziano con più di sessant’anni o una persona con invalidità. Si tratta di quelle categorie che in un primo momento il governo Meloni aveva individuato come “non occupabili”. Dal testo, però, emerge una novità: anche i componenti di queste famiglie potranno essere considerati “occupabili” e in tal caso essere obbligati a firmare il patto per il lavoro.
Il beneficio sarà massimo di 500 euro al mese, più il contributo all’affitto di massimo 280 euro, in questo caso come il Reddito di cittadinanza. §
La durata sarà invece inferiore: dopo i primi 18 mesi potrà essere richiesta nuovamente, ma percepita solo per altri 12 mesi.
Il requisito della residenza diventa al contrario più generoso: non più dieci anni, come nel caso del Reddito di cittadinanza, ma cinque. Va ricordato che si tratta di un passaggio obbligato, visto che sul tema pende una procedura d’infrazione della Commissione Ue.
La Gil, al netto del taglio, perpetua i difetti del Reddito di cittadinanza individuati dagli esperti. A partire dal contributo all’affitto, che come detto rimarrà di massimo 280 euro e così facendo penalizza le famiglie numerose che, dovendo vivere in case più grandi, spesso pagano canoni più alti.
Peggiora, se possibile, la cosiddetta “scala di equivalenza”, il meccanismo con cui il sussidio aumenta al crescere del numero di componenti della famiglia: il Reddito di cittadinanza prevedeva che l’assegno aumentasse di 100 euro per ogni minore, ora crescerà di 75 euro dopo il primo figlio minorenne e di 50 euro dal secondo in poi.
Gli esperti di politiche contro la povertà suggerivano invece il contrario, cioè di rendere più generoso il meccanismo per le famiglie numerose.
Antonio Russo, portavoce di Alleanza contro la povertà, al Fatto la spiega così: “Se la scala di equivalenza cambierà in questo modo e non ci sarà un riequilibrio con altri interventi, per esempio con l’assegno unico, ci troviamo di fronte a una situazione che regredisce rispetto al passato”. In ogni modo, l’Alleanza vuole aspettare il testo ufficiale per una valutazione complessiva e chiede di essere consultata dal governo.
Che ne sarà ora di tutti quelli che stanno per perdere il Reddito di cittadinanza? Le persone senza disabili, minori o anziani in famiglia potranno ricevere per un solo anno un nuovo sussidio chiamato Gal (Garanzia per l’attivazione lavorativa), di soli 350 euro al massimo. Secondo le stime riguarderà 213 mila famiglie.
L’intenzione iniziale del governo era di togliere del tutto il Reddito di cittadinanza a queste persone – nel 2023 potranno riceverlo solo per sette mesi – ma poi ha dovuto fare dietrofront e riconoscere comunque un sussidio: probabilmente il motivo è che l’orientamento dell’Unione europea in materia di redditi minimi – raggiunto in riunioni con la presenza anche della nostra ministra Marina Calderone – contempla l’inclusione dei soggetti “occupabili” in questo tipo di sussidi.
Quanto ai controlli contro i cosiddetti “furbetti”, questi vengono demandati all’Ispettorato del lavoro e ai carabinieri con la conferma delle sanzioni penali previste dalla precedente legge. L’impressione è che a falcidiare la platea non sarà una maggiore efficienza nelle verifiche, ma semplicemente l’aver aggravato – una sorta di punizione preventiva dei poveri – i requisiti di accesso.
(da il Fatto Quotidiano)

argomento: Politica | Commenta »

BETTINO CRAXI, IL RICORDO DELLA FIGLIA STEFANIA: “GELOSISSIMO E MOLTO FISICO. LASCIO’ I FIORI DOVE FUCILARONO MUSSOLINI”

Aprile 16th, 2023 Riccardo Fucile

“SOLO DOPO LA MORTE HO FATTO PACE CON I SUOI DIFETTI”

«La domenica andavamo a passeggiare sul lago di Como. Un giorno ci trovammo davanti al cancello contro cui fu fucilato il Duce. Il cartello diceva: fatto storico. Craxi si indignò: “Che ipocrisia, si vergognano di quello che hanno fatto!”. Così mi portò a comprare un mazzo di fiori e a deporli dove era morto Mussolini».
È uno degli aneddoti che Stefania Craxi racconta ad Aldo Cazzullo in una lunga intervista sul Corriere della Sera in cui la senatrice di Forza Italia parla di suo padre, Bettino Craxi.
L’ex presidente del Consiglio e segretario del Partito socialista fu travolto da Tangentopoli e trovò rifugio in Tunisia, ad Hammamet, dove morì nel 2000. «Craxi si assunse, lui solo, una responsabilità che avevano tutti, e che tutti gli altri negarono. Furono salvati i comunisti e i democristiani schierati con loro. Gli altri furono sommersi», dice ora la figlia. Che racconta qual era il suo rapporto con “Craxi”. «Lo chiamo così per mantenere un distacco emotivo. Era un papà molto fisico. Non abbiamo una sola foto insieme in cui non siamo abbracciati o per mano. Ma era un padre impossibile», ricorda ora, «era gelosissimo di me come io lo ero di lui. Infatti sono uscita di casa a vent’anni e mi sono sposata a 23. Solo dopo la sua morte ho fatto pace con i suoi difetti. Comprese le fidanzate di troppo».
La parlamentare racconta di quando ebbe uno scontro con una delle sue amanti, Anja Peroni: «Le strappai un orecchino e glielo gettai dalla finestra; l’altro lo conserva ancora. Craxi si arrabbiò moltissimo: “Voi due mi farete finire sui giornali!”. Lui era così: sfuriate terribili; ma non portava mai rancore, a nessuno. È sempre piaciuto alle donne, sin da quando aveva vent’anni, aveva già perso i capelli e non contava nulla. Mamma è stata l’unica a saperselo tenere».
La malattia e la morte
«In Italia torno da uomo libero, o non torno». Questo il desiderio dell’ex premier italiano, che però ad Hammamet morì per le conseguenze di un tumore il 19 gennaio 2000. «Sapeva che in Tunisia sarebbe morto», confida la figlia, «fu operato da medici italiani, Rigatti dal San Raffaele mentre un infermiere gli reggeva la lampada. Poi mi prese da parte la dottoressa Melogli, la diabetologa, e mi avvisò: il tumore si è esteso, non c’è più nulla da fare. Non lo dissi a nessuno, per proteggere mia madre e mio fratello. Sopravvisse un solo mese».
La senatrice spiega anche di aver tentato fino all’ultimo di farlo tornare in Italia o di farlo curare in Francia, chiedendo una mediazione a Giuliano Ferrara con Massimo D’Alema, ma non ci fu nulla da fare.
E poi il ricordo del giorno in cui morì: «Mia madre era a Parigi per analisi mediche. Eravamo soli lui e io. Pranzammo in cucina, gli dissi: stasera ti porto al ristorante. Lui rispose: va bene, ma ora vado a riposare. Lo trovai riverso nel letto. Urlai. Il medico non poté che constatarne la morte. Mio fratello diede l’annuncio. Fino alle 8 di sera ho risposto al telefono che suonava ininterrottamente. Minniti offrì i funerali di Stato; rifiutai. Alle 8 arrivò mio marito da Milano. Soltanto allora crollai».
La parlamentare poi ha un rimprovero anche per Silvio Berlusconi: «Ad Hammamet non venne mai. Lo vidi al funerale. Piangeva. Gli dissi: “Arrivi con sei anni di ritardo”. Ma da quel giorno nella mia battaglia l’ho sempre avuto al mio fianco».
(da Open)

argomento: Politica | Commenta »

ARTEM USS, LA RICHIESTA DI ESTRADIZIONE E I DUBBI SU NORDIO

Aprile 16th, 2023 Riccardo Fucile

ORA LA MELONI COMINCIA TARDIVAMENTE A PREOCCUPARSI

L’arresto, il carcere, i domiciliari con braccialetto elettronico, la richiesta di estradizione e la fuga. Nella lunga serie di circostanze che hanno portato l’imprenditore russo Artem Uss, figlio del governatore della regione di Krasnojarsk, a lasciare indisturbato l’Italia nonostante gli americani lo stiano ricercando per associazione per delinquere, truffa e riciclaggio, pesano una serie di sottovalutazioni, forse errori di comunicazione.
E ora il caso rischia di mettere in imbarazzo il governo, tanto che anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni è dovuta intervenire, dopo lo scontro tra il ministro della Giustizia e i giudici di Milano sull’evasione, ammettendo che «va chiarito» se Carlo Nordio avrebbe potuto chiedere misure rafforzate di coercizione.
Ma perché la difesa è riuscita a ottenere per l’imprenditore russo i domiciliari? Il 18 ottobre la Corte d’Appello convalida l’arresto provvisorio di Uss sulla base delle indicazioni degli americani del «concreto pericolo di fuga evidente nel fatto che Uss era in partenza per Istanbul insieme alla propria compagna», «per l’assenza di una fissa dimora in Italia», «per gli appoggi internazionali che gli hanno consentito di allontanarsi dal luogo di commissione del reato».
Quaranta giorni più tardi però i suoi difensori riescono a smontare facilmente queste asserzioni, convincendo i giudici a concedere i domiciliari. Uss infatti non si stava recando a Istanbul, ma stava tornando a Mosca con un volo che avrebbe fatto scalo in Turchia. E non si era recato a New York, quindi non era vero che si sarebbe allontanato dal luogo di «commissione del reato». Nel giugno 2022 poi, la moglie – in comunione di beni – aveva acquistato un appartamento a Basiglio, quindi Uss avrebbe avuto accesso a una dimora in Italia.
La risposta dei giudici
Dopo che Nordio ha dichiarato di aver allertato la Corte d’Appello sulla necessità di far tornare l’uomo in carcere in attesa dell’estradizione, sono stati i giudici stessi a smentire questa ricostruzione. E la premier ora si incontrerà con il ministro per capire cosa non ha funzionato, perché «anomalie» ci sono state.
Anche perché tra la scomparsa dell’imprenditore e l’indagine conoscitiva decisa dal ministro sono passai 21 giorni. La priorità della presidente del Consiglio è quella di dissipare qualsiasi ombra circa inefficienze dell’esecutivo che avrebbero potuto favorire la fuga del russo. E difendere l’operato dei servizi segreti nostrani,
(da Open)

argomento: Politica | Commenta »

“FUGATTI RIFIUTO’ LE PROPOSTE DEL MINISTRO COSTA. L’UNICA COSA CHE GLI INTERESSAVA ERA IL POTERE DI ABBATTERE GLI ORSI”

Aprile 16th, 2023 Riccardo Fucile

IL DURO ATTO DI ACCUSA DEL M5S AL PRESIDENTE LEGHISTA DEL TRENTINO

“Riguardo alla terribile tragedia che il 5 aprile scorso ha colpito la comunità trentina abbiamo visto scoppiare un dibattito tutto incentrato sul cercare di stabilire se la responsabilità fosse da attribuire al ragazzo o all’orsa e se quest’ultima dovesse essere abbattuta oppure no. Un dibattito fuorviante che ha di fatto del tutto cancellato quello che dovrebbe essere il vero focus della vicenda: le responsabilità politiche del presidente Fugatti”.
È quanto si legge in post pubblicato sul sito del Movimento 5 Stelle, secondo il quale “non è compito dei cittadini o degli orsi gestire questi processi, ma dei politici che hanno il dovere di agire nell’interesse della cosa pubblica e non stare a guardare senza fare nulla. In tutti i Paesi del mondo, laddove c’è una coesistenza tra animale e uomo, la politica mette in atto soluzioni che possano gestire al meglio questa coesistenza. In Trentino purtroppo, invece, ci sono delle enormi lacune nella gestione politica di Fugatti. Basti pensare ad esempio che ad oggi non si sa il numero esatto di orsi che popolano la regione. Il fatto diventa ancora più grave quando si scopre che Fugatti rifiutò una serie di proposte che l’allora ministro Sergio Costa gli fece, finanziate dal Ministero dell’Ambiente senza nessun aggravio sulle casse della Provincia. Proposte da mettere in atto per consentire agli orsi e agli esseri umani di convivere nel rispetto delle proprie esigenze”.
Sul sito M5S si ricorda che “il ministro propose alla Provincia di Trento di mettere in atto la radiocollarizzazione di tutti gli orsi presenti sul suo territorio con il supporto di Ispra, che è l’organo scientifico riconosciuto a livello nazionale. Inoltre ci si sarebbe avvalsi del corpo forestale provinciale, che è un insieme di esperti territoriali che oltre a conoscere le norme conosce anche l’etologia degli animali. Attraverso il monitoraggio si sarebbe potuto sapere, in tempo quasi reale, dove gravitavano gli animali e le diverse situazioni. Queste informazioni si sarebbero poi potute diramare a livello comunale, nei bar, al ristorante negli alberghi ai turisti, come si fa con il bollettino per la neve, per far conoscere sempre dove fosse il caso di andare e dove, invece, fosse meglio evitare. Inoltre il ministro propose di finanziare anche un diverso modo di gestione dei rifiuti, per evitare la confidenza dell’animale selvatico nelle zone abitate. Tutto questo era una disponibilità data dal Ministero ad iniziare un percorso con un piano tecnico finanziato dallo Stato. Fugatti disse no. L’unica cosa che voleva era il potere di abbattere gli orsi a suo piacimento”.
(da agenzie)

argomento: Politica | Commenta »

EMERGENCY HA SALVATO 55 MIGRANTI SU UN BARCHINO ALLA DERIVA: “ERAVAMO ALLO STREMO”

Aprile 16th, 2023 Riccardo Fucile

“MOLTI DI NOI SONO SCOPPIATI IN LACRIME QUANDO HANNO VISTO LA VOSTRA NAVE VENIRE IN SOCCORSO”… IL VIMINALE ASSEGNA MARINA DI CARRARA COME PORTO DI SBARCO, A TRE GIORNI DI NAVIGAZIONE

Life Support, nave di Emergency attrezzata per il salvataggio dei migranti in mare, ha soccorso nel primo pomeriggio di oggi una piccola barca su cui navigavano 55 persone. Il natante, che si trovava in acque internazionali, era alla deriva e con ogni probabilità sarebbe affondato senza l’intervento della ONG.
Uno dei superstiti tratti in salvo ha raccontato che la piccola imbarcazione era salpata da Zwara, Libia, intorno alla mezzanotte: “Eravamo in mare da oltre 12 ore. Dopo qualche ora di navigazione il motore ha smesso di funzionare e abbiamo iniziato ad imbarcare acqua dopo poco. Eravamo terrorizzati. Molti di noi sono scoppiati in lacrime quando hanno visto la vostra nave venire in soccorso. Eravamo allo stremo”.
Tra le persone salvate anche tre donne, tre bambini accompagnati dai 2 ai 7 anni, e tre minori non accompagnati. Le persone soccorse provengono da Paesi segnati da gravi emergenze umanitarie tra cui Costa d’Avorio, Egitto, Eritrea, Etiopia, Nigeria, Palestina, Sudan, Somalia.
“Quando ci siamo avvicinati, abbiamo trovato un’imbarcazione in condizioni di grave pericolo – ha dichiarato Albert Mayordomo, soccorritore della Life Support –. Era così sovraccarica di esseri umani che molti viaggiavano a cavalcioni sui tubolari. L’odore di benzina era fortissimo, nonostante fossimo all’aria aperta. I loro corpi erano impregnati di benzina, molti avevano ustioni sulle gambe e contusioni dovuti alle condizioni del viaggio”.
Emanuele Nannini, capomissione della Life Support, ha ricordato che la vera emergenza è quella che vivono i migranti. Sono loro a morire in mare in media una volta ogni quattro ore: “È come se il Mediterraneo fosse una zona di guerra – ha spiegato -. Abbiamo appena salvato 55 persone, ma non sapremo mai quante altre persone, in queste ore, sono state riportate in Libia o sono naufragate e annegate in silenzio. Solo nella giornata di ieri abbiamo appreso di quattro imbarcazioni intercettate, ovvero centinaia di persone riportate con la forza in Libia o in Tunisia. Al termine delle operazioni di soccorso oggi, si è avvicinata un’imbarcazione non identificata, presumibilmente appartenente a milizie libiche, ci ha fatto segno di allontanarci e ha effettuato delle manovre intimidatorie verso la nostra nave, mostrandoci i kalashnikov e le pistole che avevano a bordo”.
Alla Life Support è stato assegnato il porto di Marina di Carrara che dista circa tre giorni di navigazione dal luogo in cui è avvenuto il salvataggio.
(da Fanpage)

argomento: Politica | Commenta »

« Previous Entries
Next Entries »
  • Destra di Popolo.net
    Circolo Genovese di Cultura e Politica
    Diretto da Riccardo Fucile
    Scrivici: destradipopolo@gmail.com

  • Categorie

    • 100 giorni (5)
    • Aborto (20)
    • Acca Larentia (2)
    • Alcool (3)
    • Alemanno (150)
    • Alfano (315)
    • Alitalia (123)
    • Ambiente (341)
    • AN (210)
    • Animali (74)
    • Arancioni (2)
    • arte (175)
    • Attentato (329)
    • Auguri (13)
    • Batini (3)
    • Berlusconi (4.297)
    • Bersani (234)
    • Biasotti (12)
    • Boldrini (4)
    • Bossi (1.222)
    • Brambilla (38)
    • Brunetta (83)
    • Burlando (26)
    • Camogli (2)
    • canile (4)
    • Cappello (8)
    • Caprotti (2)
    • Caritas (6)
    • carovita (170)
    • casa (247)
    • Casini (120)
    • Centrodestra in Liguria (35)
    • Chiesa (276)
    • Cina (10)
    • Comune (342)
    • Coop (7)
    • Cossiga (7)
    • Costume (5.586)
    • criminalità (1.403)
    • democratici e progressisti (19)
    • denuncia (14.531)
    • destra (573)
    • destradipopolo (99)
    • Di Pietro (101)
    • Diritti civili (276)
    • don Gallo (9)
    • economia (2.332)
    • elezioni (3.303)
    • emergenza (3.079)
    • Energia (45)
    • Esselunga (2)
    • Esteri (784)
    • Eugenetica (3)
    • Europa (1.314)
    • Fassino (13)
    • federalismo (167)
    • Ferrara (21)
    • Ferretti (6)
    • ferrovie (133)
    • finanziaria (325)
    • Fini (823)
    • fioriere (5)
    • Fitto (27)
    • Fontana di Trevi (1)
    • Formigoni (90)
    • Forza Italia (596)
    • frana (9)
    • Fratelli d'Italia (291)
    • Futuro e Libertà (511)
    • g8 (25)
    • Gelmini (68)
    • Genova (543)
    • Giannino (10)
    • Giustizia (5.787)
    • governo (5.803)
    • Grasso (22)
    • Green Italia (1)
    • Grillo (2.941)
    • Idv (4)
    • Immigrazione (734)
    • indulto (14)
    • inflazione (26)
    • Ingroia (15)
    • Interviste (16)
    • la casta (1.394)
    • La Destra (45)
    • La Sapienza (5)
    • Lavoro (1.316)
    • LegaNord (2.413)
    • Letta Enrico (154)
    • Liberi e Uguali (10)
    • Libia (68)
    • Libri (33)
    • Liguria Futurista (25)
    • mafia (543)
    • manifesto (7)
    • Margherita (16)
    • Maroni (171)
    • Mastella (16)
    • Mattarella (60)
    • Meloni (14)
    • Milano (300)
    • Montezemolo (7)
    • Monti (357)
    • moschea (11)
    • Musso (10)
    • Muti (10)
    • Napoli (319)
    • Napolitano (220)
    • no global (5)
    • notte bianca (3)
    • Nuovo Centrodestra (2)
    • Obama (11)
    • olimpiadi (40)
    • Oliveri (4)
    • Pannella (29)
    • Papa (33)
    • Parlamento (1.428)
    • partito del popolo della libertà (30)
    • Partito Democratico (1.034)
    • PD (1.188)
    • PdL (2.781)
    • pedofilia (25)
    • Pensioni (129)
    • Politica (38.276)
    • polizia (253)
    • Porto (12)
    • povertà (502)
    • Presepe (14)
    • Primarie (149)
    • Prodi (52)
    • Provincia (139)
    • radici e valori (3.685)
    • RAI (359)
    • rapine (37)
    • Razzismo (1.410)
    • Referendum (200)
    • Regione (344)
    • Renzi (1.521)
    • Repetto (46)
    • Rifiuti (84)
    • rom (13)
    • Roma (1.125)
    • Rutelli (9)
    • san gottardo (4)
    • San Martino (3)
    • San Miniato (2)
    • sanità (306)
    • Sarkozy (43)
    • scuola (354)
    • Sestri Levante (2)
    • Sicurezza (454)
    • sindacati (162)
    • Sinistra arcobaleno (11)
    • Soru (4)
    • sprechi (319)
    • Stampa (373)
    • Storace (47)
    • subappalti (31)
    • televisione (244)
    • terremoto (402)
    • thyssenkrupp (3)
    • Tibet (2)
    • tredicesima (3)
    • Turismo (62)
    • Udc (64)
    • Università (128)
    • V-Day (2)
    • Veltroni (30)
    • Vendola (41)
    • Verdi (16)
    • Vincenzi (30)
    • violenza sulle donne (342)
    • Web (1)
    • Zingaretti (10)
    • zingari (14)
  • Archivi

    • Marzo 2026 (363)
    • Febbraio 2026 (617)
    • Gennaio 2026 (653)
    • Dicembre 2025 (627)
    • Novembre 2025 (668)
    • Ottobre 2025 (651)
    • Settembre 2025 (662)
    • Agosto 2025 (669)
    • Luglio 2025 (671)
    • Giugno 2025 (573)
    • Maggio 2025 (591)
    • Aprile 2025 (622)
    • Marzo 2025 (561)
    • Febbraio 2025 (351)
    • Gennaio 2025 (640)
    • Dicembre 2024 (607)
    • Novembre 2024 (609)
    • Ottobre 2024 (668)
    • Settembre 2024 (458)
    • Agosto 2024 (618)
    • Luglio 2024 (429)
    • Giugno 2024 (481)
    • Maggio 2024 (633)
    • Aprile 2024 (618)
    • Marzo 2024 (473)
    • Febbraio 2024 (588)
    • Gennaio 2024 (627)
    • Dicembre 2023 (504)
    • Novembre 2023 (435)
    • Ottobre 2023 (604)
    • Settembre 2023 (462)
    • Agosto 2023 (641)
    • Luglio 2023 (605)
    • Giugno 2023 (560)
    • Maggio 2023 (412)
    • Aprile 2023 (567)
    • Marzo 2023 (506)
    • Febbraio 2023 (505)
    • Gennaio 2023 (541)
    • Dicembre 2022 (525)
    • Novembre 2022 (526)
    • Ottobre 2022 (552)
    • Settembre 2022 (584)
    • Agosto 2022 (585)
    • Luglio 2022 (562)
    • Giugno 2022 (521)
    • Maggio 2022 (470)
    • Aprile 2022 (502)
    • Marzo 2022 (542)
    • Febbraio 2022 (494)
    • Gennaio 2022 (510)
    • Dicembre 2021 (488)
    • Novembre 2021 (599)
    • Ottobre 2021 (506)
    • Settembre 2021 (539)
    • Agosto 2021 (423)
    • Luglio 2021 (577)
    • Giugno 2021 (559)
    • Maggio 2021 (556)
    • Aprile 2021 (506)
    • Marzo 2021 (647)
    • Febbraio 2021 (570)
    • Gennaio 2021 (605)
    • Dicembre 2020 (619)
    • Novembre 2020 (575)
    • Ottobre 2020 (638)
    • Settembre 2020 (465)
    • Agosto 2020 (588)
    • Luglio 2020 (597)
    • Giugno 2020 (580)
    • Maggio 2020 (618)
    • Aprile 2020 (643)
    • Marzo 2020 (437)
    • Febbraio 2020 (593)
    • Gennaio 2020 (596)
    • Dicembre 2019 (542)
    • Novembre 2019 (316)
    • Ottobre 2019 (631)
    • Settembre 2019 (617)
    • Agosto 2019 (639)
    • Luglio 2019 (654)
    • Giugno 2019 (598)
    • Maggio 2019 (527)
    • Aprile 2019 (383)
    • Marzo 2019 (562)
    • Febbraio 2019 (598)
    • Gennaio 2019 (641)
    • Dicembre 2018 (623)
    • Novembre 2018 (603)
    • Ottobre 2018 (631)
    • Settembre 2018 (586)
    • Agosto 2018 (362)
    • Luglio 2018 (562)
    • Giugno 2018 (563)
    • Maggio 2018 (634)
    • Aprile 2018 (547)
    • Marzo 2018 (599)
    • Febbraio 2018 (571)
    • Gennaio 2018 (607)
    • Dicembre 2017 (578)
    • Novembre 2017 (633)
    • Ottobre 2017 (579)
    • Settembre 2017 (456)
    • Agosto 2017 (368)
    • Luglio 2017 (450)
    • Giugno 2017 (468)
    • Maggio 2017 (460)
    • Aprile 2017 (439)
    • Marzo 2017 (480)
    • Febbraio 2017 (420)
    • Gennaio 2017 (453)
    • Dicembre 2016 (438)
    • Novembre 2016 (438)
    • Ottobre 2016 (424)
    • Settembre 2016 (367)
    • Agosto 2016 (332)
    • Luglio 2016 (336)
    • Giugno 2016 (358)
    • Maggio 2016 (373)
    • Aprile 2016 (307)
    • Marzo 2016 (369)
    • Febbraio 2016 (335)
    • Gennaio 2016 (404)
    • Dicembre 2015 (412)
    • Novembre 2015 (401)
    • Ottobre 2015 (422)
    • Settembre 2015 (419)
    • Agosto 2015 (416)
    • Luglio 2015 (387)
    • Giugno 2015 (396)
    • Maggio 2015 (402)
    • Aprile 2015 (407)
    • Marzo 2015 (428)
    • Febbraio 2015 (417)
    • Gennaio 2015 (434)
    • Dicembre 2014 (454)
    • Novembre 2014 (437)
    • Ottobre 2014 (440)
    • Settembre 2014 (450)
    • Agosto 2014 (433)
    • Luglio 2014 (436)
    • Giugno 2014 (391)
    • Maggio 2014 (392)
    • Aprile 2014 (389)
    • Marzo 2014 (436)
    • Febbraio 2014 (386)
    • Gennaio 2014 (419)
    • Dicembre 2013 (367)
    • Novembre 2013 (395)
    • Ottobre 2013 (446)
    • Settembre 2013 (433)
    • Agosto 2013 (389)
    • Luglio 2013 (390)
    • Giugno 2013 (425)
    • Maggio 2013 (413)
    • Aprile 2013 (345)
    • Marzo 2013 (372)
    • Febbraio 2013 (293)
    • Gennaio 2013 (361)
    • Dicembre 2012 (364)
    • Novembre 2012 (336)
    • Ottobre 2012 (363)
    • Settembre 2012 (341)
    • Agosto 2012 (238)
    • Luglio 2012 (328)
    • Giugno 2012 (287)
    • Maggio 2012 (258)
    • Aprile 2012 (218)
    • Marzo 2012 (255)
    • Febbraio 2012 (247)
    • Gennaio 2012 (259)
    • Dicembre 2011 (223)
    • Novembre 2011 (267)
    • Ottobre 2011 (283)
    • Settembre 2011 (268)
    • Agosto 2011 (155)
    • Luglio 2011 (207)
    • Giugno 2011 (262)
    • Maggio 2011 (273)
    • Aprile 2011 (248)
    • Marzo 2011 (255)
    • Febbraio 2011 (233)
    • Gennaio 2011 (253)
    • Dicembre 2010 (237)
    • Novembre 2010 (187)
    • Ottobre 2010 (159)
    • Settembre 2010 (148)
    • Agosto 2010 (75)
    • Luglio 2010 (86)
    • Giugno 2010 (76)
    • Maggio 2010 (75)
    • Aprile 2010 (66)
    • Marzo 2010 (79)
    • Febbraio 2010 (73)
    • Gennaio 2010 (74)
    • Dicembre 2009 (74)
    • Novembre 2009 (83)
    • Ottobre 2009 (90)
    • Settembre 2009 (83)
    • Agosto 2009 (56)
    • Luglio 2009 (83)
    • Giugno 2009 (76)
    • Maggio 2009 (72)
    • Aprile 2009 (74)
    • Marzo 2009 (50)
    • Febbraio 2009 (69)
    • Gennaio 2009 (70)
    • Dicembre 2008 (75)
    • Novembre 2008 (77)
    • Ottobre 2008 (67)
    • Settembre 2008 (56)
    • Agosto 2008 (39)
    • Luglio 2008 (50)
    • Giugno 2008 (55)
    • Maggio 2008 (63)
    • Aprile 2008 (50)
    • Marzo 2008 (39)
    • Febbraio 2008 (35)
    • Gennaio 2008 (36)
    • Dicembre 2007 (25)
    • Novembre 2007 (22)
    • Ottobre 2007 (27)
    • Settembre 2007 (23)
  • Aprile 2023
    L M M G V S D
     12
    3456789
    10111213141516
    17181920212223
    24252627282930
    « Mar   Mag »
  • Leggi gli ultimi articoli inseriti

    • LA GUERRA NEL GOLFO È UNA MANNA DAL CIELO PER MOSCA. E PUTIN FA DI TUTTO PERCHÉ NON FINISCA : LA RUSSIA HA INTENSIFICATO LA CONDIVISIONE DI INFORMAZIONI DI INTELLIGENCE E LA COOPERAZIONE MILITARE CON L’IRAN, FORNENDO A TEHERAN IMMAGINI SATELLITARI E TECNOLOGIE AVANZATE PER I DRONI
    • “I BILANCI DI VISIBILIA ERANO INATTENDIBILI”: AL PROCESSO MILANESE CHE VEDE IMPUTATA DANIELA SANTANCHÉ PER FALSO NEI BILANCI DELLA SOCIETÀ EDITORIALE DI CUI È STATA PRESIDENTE, HA PARLATO IL CONSULENTE DEI PM, NICOLA PECCHIARI
    • UN GIUDICE AMERICANO HA ORDINATO ALL’AMMINISTRAZIONE USA DI RIASSUMERE I MILLE DIPENDENTI LICENZIATI DI “VOICE OF AMERICA” E DI RIPRENDERE LE TRASMISSIONI DELL’EMITTENTE RADIOFONICA
    • LE AMBASCIATE RUSSE IN EUROPA? UN COVO DI SPIONI . LA MEGA-AMBASCIATA DI MOSCA A VIENNA È UN HUB DA CUI I FUNZIONARI SPIANO LE COMUNICAZIONI DELLA NATO E DEI GOVERNI EUROPEI
    • LE ESTORSIONI DI CINTURRINO E ALTRI CINQUE POLIZIOTTI AI PUSHER DI ROGOREDO
    • C’E’ UN NEMICO PIU’ GRANDE DELL’IRAN PER DONALD TRUMP, SI CHIAMA TEMPO
  • Commenti recenti

    • Log In

      • Accedi
      • Feed dei contenuti
      • Feed dei commenti
      • WordPress.org
    • Credits: G.I





    Usiamo i cookie anche di terze parti autorizzate. Continuando a navigare su questo sito, acconsenti al loro impiego in conformità alla nostra Cookie Policy.
    PreferenzeCONTINUA
    Manage consent

    Privacy Overview

    This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
    Necessary
    Sempre abilitato
    Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. These cookies ensure basic functionalities and security features of the website, anonymously.
    CookieDurataDescrizione
    cookielawinfo-checbox-analytics11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Analytics".
    cookielawinfo-checbox-functional11 monthsThe cookie is set by GDPR cookie consent to record the user consent for the cookies in the category "Functional".
    cookielawinfo-checbox-others11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Other.
    cookielawinfo-checkbox-necessary11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookies is used to store the user consent for the cookies in the category "Necessary".
    cookielawinfo-checkbox-performance11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Performance".
    viewed_cookie_policy11 monthsThe cookie is set by the GDPR Cookie Consent plugin and is used to store whether or not user has consented to the use of cookies. It does not store any personal data.
    Functional
    Functional cookies help to perform certain functionalities like sharing the content of the website on social media platforms, collect feedbacks, and other third-party features.
    Performance
    Performance cookies are used to understand and analyze the key performance indexes of the website which helps in delivering a better user experience for the visitors.
    Analytics
    Analytical cookies are used to understand how visitors interact with the website. These cookies help provide information on metrics the number of visitors, bounce rate, traffic source, etc.
    Advertisement
    Advertisement cookies are used to provide visitors with relevant ads and marketing campaigns. These cookies track visitors across websites and collect information to provide customized ads.
    Others
    Other uncategorized cookies are those that are being analyzed and have not been classified into a category as yet.
    ACCETTA E SALVA